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METHADONE Streuli cpr 5 mg

Streuli Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Informazioni importanti sugli oppioidi:

  • Dipendenza da medicamento e potenziale di abuso: in caso di uso ripetuto di oppioidi si può sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica.
  • Depressione respiratoria: in caso di uso di oppioidi esiste il rischio di una depressione respiratoria clinicamente rilevante.
  • Uso concomitante con medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale: l’uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale, può provocare sedazione, depressione respiratoria, coma e decesso.
  • Esposizione accidentale: la somministrazione accidentale di Metadone Streuli, in particolare nei bambini, può causare un sovradosaggio mortale.
  • Sindrome neonatale da astinenza da oppioidi: l’uso prolungato di Metadone Streuli durante la gravidanza può provocare una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi potenzialmente letale.

Per ulteriori informazioni, cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

Metadone Streuli®

Streuli Pharma AG

È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope.

Composizione

Principi attivi

Metadone cloridrato.

Sostanze ausiliarie

Soluzione iniettabile/fiale: cloruro di sodio (corrisp. a 3,03 mg/ml di sodio); idrossido di sodio o acido idrocloridrico q.b. per pH; acqua per iniezione q.b. per soluzione.

Compresse: cellulosa microcristallina (E 460i); amido di patata; olio di ricino idrogenato; lattosio monoidrato (60,9 mg/compressa); gelatina; crospovidone.

Gocce orali (soluzione):

Metadone Streuli 10 mg/ml, gocce orali: metile-p-idrossibenzoato (E 218) (1,0 mg/ml); acqua purificata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione iniettabile (s.c., i.m., e.v.): 1 fiala da 1 ml di soluzione acquosa contiene: 10,0 mg di metadone cloridrato.

1 compressa contiene: 5,0 mg di metadone cloridrato.

1 ml (corrisp. a 20 gocce tenendo la bottiglia verticale) di gocce orali (soluzione) 10 mg/ml contiene: 10,0 mg di metadone cloridrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Dolori prolungati da medi a forti e acuti o in caso di inefficacia degli analgesici non oppioidi e/o di oppioidi deboli, come ad es. in caso di:

  • dolori forti, coliche renali e biliosi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), dolori postoperatori;
  • dolori forti provocati da ulcere maligne.

Come adiuvante nel trattamento dell'astinenza da eroina.

Posologia/Impiego

Trattamento di dolori

Come analgesico, il metadone deve essere utilizzato nella dose minima efficace per evitare la dipendenza e lo sviluppo di tolleranza. È necessario un aggiustamento della dose nei pazienti giovani e anziani, nonché in caso di applicazione contemporanea di medicamenti inibitori del SNC. A seconda della situazione individuale, possono essere necessarie dosi più elevate rispetto alle dosi massime abituali.

Obiettivi del trattamento e interruzione del trattamento

Prima di iniziare il trattamento con Metadone Streuli, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento in accordo con le linee guida per la gestione del dolore, che comprenda la durata del trattamento e gli obiettivi del trattamento. Durante il trattamento, il paziente e il medico devono tenersi regolarmente in contatto per valutare la necessità di continuare il trattamento, interrompere l'assunzione del medicamento e, se necessario, l'adeguamento del dosaggio. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Metadone Streuli, può essere consigliabile ridurre la dose gradualmente per evitare sintomi di astinenza (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di controllo insufficiente del dolore, occorre prendere in considerazione la possibilità di sviluppare assuefazione (tolleranza) e di una progressione della malattia di base (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Adulti

Compresse: assumere ½-3 compresse ogni 6-8 ore, a seconda dell'intensità del dolore. Dose singola massima: 20 mg; dose giornaliera abituale massima: 60 mg.

Gocce orali (soluzione) 10 mg/ml: assumere 5-30 gocce (corrisp. a 2,5-15,0 mg) ogni 6-8 ore, a seconda dell'intensità del dolore. Tenere il flacone in posizione verticale per il corretto dosaggio delle gocce; avvitare bene il tappo dopo ogni utilizzo.

Soluzione iniettabile/fiale: i.m.: dose iniziale: 2,5-10 mg; dose di mantenimento: somministrare ogni 3-4 ore. Dose singola massima: 20 mg; dose giornaliera abituale massima: 60 mg. S.c.: dose iniziale: 2,5-10 mg; dose di mantenimento: somministrare ogni 3-4 ore, dose giornaliera abituale massima: 60 mg. E.v. (lenta): dose iniziale: 2,5 mg; dose di mantenimento: somministrare ogni 3-4 ore.

Nel trattamento dell'astinenza da eroina per i tossicodipendenti

L'esperienza dimostra che questi pazienti necessitano di un attento monitoraggio o supporto. Per motivi di sicurezza, si raccomanda di effettuare il trattamento quotidianamente in studio sotto supervisione e, se possibile, di somministrare il metadone solo in forma liquida pronta da bere per un breve periodo. Si sono dimostrate efficaci le soluzioni da bere appena preparate a base di acqua, succo d'arancia o altri succhi di frutta acidi (90-120 ml) a cui è stata aggiunta la corrispondente dose giornaliera di metadone. Inoltre, è necessario sottolineare i rischi della combinazione con altri medicamenti e/o con l'alcol.

Dose iniziale: 20-50 mg (il rischio di sovradosaggio è relativamente alto, eventualmente somministrare prima 30 mg e poi altri 10 mg dopo 4-8 ore, se necessario).

Dose di mantenimento: individuale, ogni 24 ore; sono possibili riduzioni graduali della dose ogni 2 giorni, in base alle condizioni del paziente e al programma di disintossicazione.

Bambini e adolescenti

L'uso e la sicurezza di Metadone Streuli nei bambini e negli adolescenti anni non sono stati esaminati.

Controindicazioni

Ipersensibilità al metadone o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Insufficienza respiratoria cronica; pancreatite; addome acuto (prima della diagnosi esatta); durante il parto (cfr. «Gravidanza/allattamento»); grave insufficienza epatica e renale; trauma cerebrale, ipertensione intracranica; intossicazione alcolica acuta.

Metadone Streuli è controindicato durante l'allattamento (cfr. «Gravidanza/allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Quando si somministra metadone, devono essere osservate le consuete precauzioni degli agonisti oppiacei.

Per mancanza di esperienza, non è consigliabile somministrare il metadone a bambini e adolescenti sotto i 16 anni.

Nel trattamento dell'astinenza da eroina, occorre prestare particolare attenzione alla comparsa di sintomi di sovradosaggio o di astinenza e, se necessario, intervenire terapeuticamente.

In caso di mixedema, nefrite cronica o insufficienza epatica, l'effetto del metadone può essere aumentato e/o prolungato.

Metadone Streuli non deve essere utilizzato in caso di somministrazione concomitante di inibitori delle monoaminossidasi o entro 2 settimane dalla loro interruzione.

Il metadone, come altri oppiacei, riduce la motilità gastrointestinale e aumenta il tono della muscolatura liscia, soprattutto nell'antro gastrico e nello sfintere di Oddi.

In rari casi, dosi più elevate di metadone, in particolare, sono state associate a un prolungamento dell'intervallo QT nell'ECG e ad aritmie ventricolari potenzialmente pericolose per la vita. I pazienti devono essere avvisati di contattare immediatamente il proprio medico in caso di sincope, episodi insoliti di vertigini o palpitazioni.

Nelle situazioni elencate di seguito, il rischio aumenta e il beneficio del trattamento deve essere valutato con particolare attenzione. In queste situazioni è necessario effettuare un monitoraggio clinico ed ECG prima e durante il trattamento con metadone e in caso di aumento della dose.

  • Prolungamento congenito del QT, aritmie ventricolari rilevanti, bradicardia clinicamente rilevante, insufficienza cardiaca clinicamente rilevante con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra.
  • Disturbi elettrolitici (ipokaliemia, ipomagnesiemia) e situazioni che li favoriscono (vomito o diarrea persistenti, terapia diuretica, ecc.).
  • Uso concomitante di altri medicamenti che prolungano l'intervallo QT: medicamenti antiaritmici di classe IA (ad es. chinidina, disopiramide, procainamide, ecc.) e III (ad es. amiodarone, sotalolo), alcuni neurolettici (ad es. fenotiazine, tioridazina), alcuni antidepressivi, alcuni agenti antimicrobici (moxifloxacina, sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina), alcuni antistaminici (mizolastina) e altri (cisapride, vincamina e.v.).
  • Uso concomitante di medicamenti che possono potenzialmente inibire il metabolismo del metadone (in particolare inibitori del CYP3A4): antimicotici azolici (itraconazolo, ketoconazolo, voriconazolo, ecc.), macrolidi (eritromicina, claritromicina, ecc.), alcuni medicamenti anti-HIV (ritonavir, indinavir, efavirenz, ecc.), valproato, cimetidina.
  • Insufficienza epatica, peggioramento della funzione epatica.

Dipendenza da medicamento e potenziale di abuso

Il metadone è un analgesico oppioide e crea di per sé una forte dipendenza. Ha una lunga emivita e, pertanto, può accumularsi. Una singola dose per alleviare i sintomi può causare l'accumulazione ed eventualmente al decesso in caso di somministrazione giornaliera ripetuta. Come per altri oppioidi, in caso di uso ripetuto di metadone si possono sviluppare tolleranza, dipendenza fisica e/o psicologica. Per il trattamento dei dolori, l'assunzione ripetuta di Metadone Streuli può provocare un disturbo da uso di oppioidi (OUD). Una dose più elevata e un trattamento più lungo con oppioidi possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi. Prima di iniziare il trattamento con Metadone Streuli e durante il trattamento, devono essere concordati con il paziente gli obiettivi del trattamento e un piano per interrompere l'assunzione del medicamento (cfr. rubrica «Posologia/impiego»). Prima e durante il trattamento, il paziente deve essere informato sui rischi e sui segni di un disturbo da uso di oppioidi. I pazienti devono essere messi a conoscenza della necessità di rivolgersi a un medico in caso di insorgenza di tali segni. L'abuso o l'uso improprio in maniera intenzionale di Metadone Streuli può provocare un sovradosaggio e/o causare il decesso. Il rischio di sviluppare un disturbo da uso di oppioidi è maggiore per i pazienti con disturbo da uso di sostanze (compreso il disturbo da uso di alcol) nell'anamnesi personale o familiare (genitori o fratelli), per i fumatori o per i pazienti con altre patologie psichiche (ad es. disturbo depressivo maggiore, ansia e disturbi della personalità) nell'anamnesi. I pazienti devono essere monitorati per individuare eventuali segni (drug-seeking behaviour) di dipendenza (ad es. richiesta precoce di rinnovo delle prescrizioni). Questo include anche la verifica dell'assunzione concomitante di oppioidi e medicamenti psicoattivi (come le benzodiazepine). Per i pazienti con segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi, occorre considerare di rivolgersi a uno specialista in tossicodipendenze.

Depressione respiratoria

Come per tutti gli oppioidi, in relazione all'assunzione di Metadone Streuli esiste il rischio di una depressione respiratoria clinicamente rilevante. Se non riconosciuta e trattata tempestivamente, una depressione respiratoria può provocare un'insufficienza respiratoria e quindi il decesso. A seconda delle condizioni cliniche del paziente, il trattamento della depressione respiratoria prevede uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, potenzialmente letale o fatale può verificarsi in qualsiasi momento della terapia, il rischio è maggiore all'inizio della terapia o dopo un aumento della dose.

Disturbi respiratori correlati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori correlati al sonno, inclusa apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L'uso di oppioidi è associato a un aumento dipendente dalla dose del rischio di apnea centrale del sonno. Per i pazienti con apnea centrale del sonno, occorre prendere in considerazione una riduzione della dose totale di oppioidi.

Uso concomitante con medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale

L'uso concomitante di oppioidi con benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale, può provocare sedazione, depressione respiratoria, coma e decesso. A causa di tali rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale possono essere somministrati solo in concomitanza a pazienti non idonei a un'altra opzione di trattamento alternativa. Se viene deciso di prescrivere Metadone Streuli in concomitanza con benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva per il sistema nervoso centrale, si deve scegliere la minore dose efficace e una durata minima di utilizzo concomitante. I pazienti devono essere strettamente monitorati per individuare eventuali segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. rubrica «Interazioni»).

Esposizione accidentale

Ai pazienti e a chi si occupa di loro deve essere segnalato che Metadone Streuli contiene un principio attivo in una quantità potenzialmente letale, ciò vale in particolare per i bambini. Ai pazienti e a chi si occupa di loro deve essere indicato di tenere tutti i dosatori fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente i dosatori aperti o inutilizzati.

Sindrome neonatale da astinenza da oppioidi

L'uso prolungato di Metadone Streuli in gravidanza può causare una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi potenzialmente letale qualora non venga riconosciuta e trattata tempestivamente. La terapia deve seguire determinati protocolli, sviluppati da esperti di neonatologia. Qualora sia necessario utilizzare degli oppioidi su una donna in stato di gravidanza per un periodo di tempo prolungato, segnalare alla paziente il rischio di sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e garantire l'eventuale disponibilità del trattamento adatto.

Iperalgesia

L'iperalgesia indotta da oppioidi (OIH) si verifica quando un analgesico oppioide provoca paradossalmente un aumento del dolore o un aumento della sensibilità al dolore. Questa condizione si differenzia dalla tolleranza, in cui sono necessarie dosi più elevate di oppioidi per mantenere un determinato effetto. I sintomi dell'OIH comprendono, tra gli altri, un aumento del dolore con l'aumento della dose di oppioidi, una riduzione del dolore con la riduzione della dose di oppioidi o dolore per stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Qualora per un paziente sussista il sospetto di OIH, prendere in considerazione una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli stessi.

Insufficienza surrenalica

Gli oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile che richiede monitoraggio e terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono comprendere quanto segue: nausea, vomito, perdita di appetito, stanchezza, debolezza, vertigini o pressione sanguigna bassa.

Diminuzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina

L'uso prolungato di oppioidi può essere associato a una riduzione dei livelli di ormoni sessuali e a un aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea.

Ipoglicemia

In relazione a un sovradosaggio o a un aumento graduale della dose di metadone è stata riscontrata l'insorgenza di ipoglicemia. Si raccomanda il monitoraggio regolare dei livelli di glucosio nel sangue durante l'aumento graduale della dose.

Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite

Gli oppioidi possono causare disfunzioni e spasmi dello sfintere di Oddi, aumentando la pressione intrabiliare e il rischio di sintomi dei dotti biliari e pancreatite.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Metadone Streuli gocce orali

Metile 4-idrossibenzoato

Il metile 4-idrossibenzoato contenuto in Metadone Streuli gocce orali può causare reazioni allergiche, anche ritardate.

Metadone Streuli soluzione iniettabile

Sodio

Metadone Streuli soluzione iniettabile contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per ml ed è, dunque, è quasi «priva di sodio».

Metadone Streuli compresse

Lattosio

I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al galattosio, con carenza completa di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono usare Metadone Streuli.

Interazioni

Inibitori del metabolismo del metadone, in particolare di CYP3A4 (rischio di prolungamento dell'intervallo QT/torsione di punta, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gli induttori del metabolismo del metadone (rifampicina, estratti di iperico, ecc.) possono ridurre l'effetto del metadone.

Medicamenti che prolungano l'intervallo QT (cfr. «Avvertenze e misure precauzioni»).

L'uso concomitante di altri farmaci che agiscono sul SNC, come altri oppioidi, sedativi come le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, rilassanti della muscolatura scheletrica, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e alcol, può provocare effetti depressivi additivi che possono causare depressione respiratoria, ipotensione, sedazione grave o coma, che a volte possono essere fatali (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Gli antidepressivi triciclici e il diazepam inibiscono il metabolismo del metadone e possono intensificarne e prolungarne l'effetto.

La fenitoina e la rifampicina accelerano il metabolismo del metadone per induzione enzimatica e possono causare sintomi di astinenza.

La pentazocina antagonizza parzialmente gli effetti del metadone e può scatenare sintomi di astinenza.

Una sindrome serotoninergica può verificarsi con la somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori della monoaminossidasi (inibitori delle MAO) e principi attivi serotoninergici come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina (SNRI) e antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi della sindrome serotoninergica possono includere alterazione dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.

L'uso concomitante di cannabidiolo può causare concentrazioni plasmatiche elevate di metadone.

Gravidanza/Allattamento

In caso di uso a lungo termine o in dosi elevate al momento del parto, vi sono chiare indicazioni di rischi per il feto umano (ad es. depressione respiratoria nel neonato).

Il metadone è controindicato durante il parto.

Gravidanza

L'uso prolungato di Metadone Streuli in gravidanza può causare una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi potenzialmente letale qualora non venga riconosciuta e trattata tempestivamente. La terapia deve seguire determinati protocolli, sviluppati da esperti di neonatologia. Qualora sia necessario utilizzare degli oppioidi su una donna in stato di gravidanza per un periodo di tempo prolungato, segnalare alla paziente il rischio di sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e garantire l'eventuale disponibilità del trattamento adatto. L'intensità dei sintomi di astinenza nel bambino dipende dalla dose totale somministrata durante l'ultimo trimestre, dalla dose giornaliera della madre il giorno del parto e dalla concentrazione di metadone nel siero materno durante il parto (cfr. anche rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Il metadone non deve essere usato per lunghi periodi o a dosi elevate durante la gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.

Allattamento

Il metadone è controindicato durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Metadone Streuli ha un effetto significativo sulla capacità di condurre veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

I pazienti che utilizzano macchine e i conducenti devono essere informati che il metadone può compromettere la velocità di reazione.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati del metadone sono per lo più dipendenti dalla dose e qualitativamente simili a quelli della morfina.

Frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), «Frequenza ignota» (frequenza non stimabile a causa dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: in caso di uso a lungo termine, linfocitosi, iperalbuminemia, iperglobulinemia.

Patologie endocrine

Non comune: in caso di impiego a lungo termine, sudorazione eccessiva.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Frequenza ignota: ipoglicemia

Patologie psichiatriche

Frequenza ignota: dipendenza.

Patologie del sistema nervoso

Comune: nausea.

Non comune: vertigini, sonnolenza, sedazione, euforia, disforia, nervosismo, irrequietezza.

Patologie cardiache

Non comune: riduzione della pressione arteriosa, ortostasi.

Raro: Prolungamento dell'intervallo QT nell'ECG/aritmie ventricolari, torsioni di punta (cfr. «Avvertenze e misure precauzioni»).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: depressione respiratoria dipendente dalla dose.

Frequenza ignota: sindrome centrale da apnea del sonno.

Patologie gastrointestinali

Comune: vomito, costipazione spastica.

Frequenza ignota: pancreatite.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento del tono dei dotti biliari e pancreatici.

Frequenza ignota: spasmo dello sfintere di Oddi.

Patologie renali e urinarie

Non comune: ritenzione urinaria.

Patologie degli organi genitali e del seno

Comune: in caso di somministrazione prolungata, disturbi della libido e/o della potenza.

Molto raro: iperprolattinemia.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: dolore nel punto di iniezione; le applicazioni sottocutanee causano irritazioni e indurimento locali.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

Il quadro clinico è coerente con quello di altri agonisti oppiacei: depressione respiratoria, miosi, ipotensione, shock, sintomi del SNC, sonno, bassa temperatura corporea, perdita del tono muscolare scheletrico e areflessia con possibili segni piramidali, cianosi, apnea, edema polmonare, coma ed eventualmente morte.

È stata riscontrata l'insorgenza di leucoencefalopatia tossica in caso di sovradosaggio da oppioidi.

Terapia

  1. Mantenere aperte le vie aeree e somministrare ossigeno per la ventilazione.
  2. Somministrare un antagonista della morfina (ad es. naloxone); dosaggio secondo il relativo foglietto illustrativo.
    Attenzione: l'effetto del naloxone dura poco. Il metadone, invece, ha una lunga emivita. La somministrazione di naloxone deve quindi essere ripetuta, se necessario, e il paziente deve essere monitorato per un periodo di tempo più lungo (soprattutto per la respirazione).
  3. Trattamento dello shock, eventualmente associato a terapia antibiotica (rischio di polmonite).
  4. Monitoraggio dell'ECG.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N07BC02

Meccanismo d'azione

Il metadone appartiene al gruppo degli analgesici forti di tipo morfinico. Si lega selettivamente ai recettori specifici degli oppioidi (in particolare µ-agonisti) nel cervello e regola la conduzione del dolore e la percezione del dolore stimolando il sistema endogeno di inibizione del dolore.

Farmacodinamica

Gli effetti centrali comprendono sedazione, depressione respiratoria, inibizione del centro della tosse, costrizione delle pupille, vomito e antidiuresi. A livello periferico, aumenta il tono della muscolatura liscia, inibendo così lo svuotamento gastrico, biliare e della vescica urinaria e rallentando il passaggio intestinale.

Il metadone è molto meno lipofilo dell'eroina; l'assunzione orale impedisce inoltre un rapido aumento della concentrazione nel cervello, riducendo così l'effetto euforizzante.

L'efficacia analgesica, lo sviluppo della dipendenza e la depressione respiratoria possono essere attribuiti principalmente alla forma L.

Il D-metadone ha una spiccata attività antitosse.

Il metadone è circa 3-4 volte più potente e agisce più a lungo della morfina a dosi equivalenti.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il metadone viene assorbito rapidamente e quasi completamente dopo la somministrazione orale e può essere rilevato nel plasma dopo mezz'ora. I picchi plasmatici massimi si riscontrano dopo quattro ore dalla somministrazione orale. La biodisponibilità è dell'80 % circa. In caso di somministrazione per via sottocutanea o intramuscolare, le concentrazioni massime vengono misurate nel cervello dopo 1-2 ore, che si correlano molto bene con l'intensità e la durata dell'analgesia.

L'effetto del metadone somministrato per via parenterale dura 4-6 ore; in caso di somministrazione orale prolungata, può aumentare fino a 22-48 ore.

Distribuzione

Il volume di distribuzione è di circa 4,0 l/kg; il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 90 %.

Il metadone si lega a varie proteine tissutali, soprattutto nel cervello. Questo spiega gli effetti cumulativi e la lenta eliminazione del metadone.

Il metadone attraversa la placenta e passa nel latte materno.

Metabolismo

Il metadone viene metabolizzato nel fegato mediante N-demetilazione, ciclizzazione a pirroline e pirrolidine. Anche diversi enzimi CYP sono coinvolti nel metabolismo, in particolare il 2D6 e il 3A4 sono inibiti dal metadone.

Eliminazione

L'escrezione avviene principalmente sotto forma di questi metaboliti con le urine (filtrazione e riassorbimento glomerulare) e la bile. In caso di somministrazione orale di 15 mg di metadone, il 25 % viene eliminato per via renale nelle prime 24 ore e un altro 25 % nelle 72 ore successive.

Una piccola parte del metadone viene escreta immutata. L'acidificazione delle urine accelera la velocità di escrezione.

L'emivita del metadone è di 25 (13-47) ore in caso di uso cronico; inizialmente l'emivita è più breve.

Analgesia

L'analgesia inizia dopo 10-20 minuti dalla somministrazione parenterale o 30-60 minuti dalla somministrazione orale. L'effetto analgesico con l'applicazione orale è solo del 50 % rispetto all'applicazione i.m.. La durata dell'analgesia, di circa 4 ore, è la stessa della morfina, nonostante l'emivita più lunga.

La concentrazione plasmatica analgesica media minima efficace è di 30 ng/ml.

Dati preclinici

Non sono noti dati preclinici rilevanti per la somministrazione.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Poiché per Metadone Streuli soluzione iniettabile non sono stati condotti studi di compatibilità, non lo si deve somministrare in combinazione con altri medicamenti.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) nella confezione originale, al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Utilizzare la soluzione iniettabile subito dopo l'apertura e gettare il resto.

Numero dell'omologazione

34383, 34385, 56552 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Streuli Pharma SA, 8730 Uznach.

Stato dell'informazione

Gennaio 2026.

411530/07/2026