COPAXONE sol inj 20 mg/ml ser pré
Teva Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Copaxone® 20 mg/ml siringhe preriempite
Composizione
Principi attivi
Glatiramer acetato.
Sostanze ausiliarie
Mannitol, Aqua ad iniectabilia.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile in siringhe preriempite (1 ml): 20 mg
20 mg/ml di glatiramer acetato equivalenti a 18 mg/ml di glatiramer
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Copaxone 20 mg/ml viene impiegato per il trattamento della sclerosi multipla (SM) recidivante. Copaxone non è indicato in caso di SM progressiva primaria o secondaria (con e senza ricadute sovrapposte).
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia raccomandata negli adulti è di 20 mg di Copaxone, equivalenti a una siringa preriempita, somministrato come iniezione sottocutanea una volta al giorno.
L'inizio e la ripresa del trattamento con Copaxone devono essere supervisionati da un neurologo o da un medico esperto nel trattamento della SM.
Durata della terapia
Attualmente non si sa per quanto tempo il paziente debba essere trattato con Copaxone 20 mg/ml. Una decisione concernente il trattamento a lungo termine deve essere presa caso per caso dal medico curante.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
L'efficacia e la sicurezza non sono state studiate nei pazienti con compromissione renale (cfr. anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti anziani
L'efficacia e la sicurezza non sono state studiate nei pazienti con più di 55 anni.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di glatiramer acetato non sono state dimostrate nei bambini e negli adolescenti. Gli scarsi dati pubblicati suggeriscono che il profilo di sicurezza e l'effetto di Copaxone negli adolescenti (da 12 a 18 anni) siano simili a quelli osservati negli adulti. Copaxone non deve essere somministrato ai bambini sotto i 12 anni.
Modo di somministrazione
Copaxone è per uso sottocutaneo.
I pazienti devono essere istruiti sulle tecniche di auto-iniezione e devono essere seguiti da un operatore sanitario la prima volta che si iniettano da soli il prodotto e nei 30 minuti successivi.
L'iniezione sottocutanea può essere praticata su braccia, addome, glutei/fianchi e cosce. Si consiglia di scegliere una diversa sede per ogni iniezione, in modo da ridurre la possibilità di un'eventuale irritazione o di dolore in seguito all'iniezione.
Per i pazienti che desiderano servirsi di un ausilio per effettuare l'iniezione è disponibile il dispositivo CSYNC.
Si tratta di un autoiniettore da utilizzare con le siringhe preriempite di Copaxone e non è stato testato con altre siringhe preriempite. Il dispositivo CSYNC deve essere utilizzato secondo le relative istruzioni del produttore.
Controindicazioni
Copaxone è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al glatiramer acetato o al mannitolo.
Avvertenze e misure precauzionali
Copaxone deve essere somministrato esclusivamente con iniezione per via sottocutanea. Copaxone non deve essere somministrato per via endovenosa o intramuscolare.
Glatiramer acetato può causare sia reazioni post-iniezione sia reazioni anafilattiche (cfr. «Effetti indesiderati»).
Reazioni post-iniezione
Il medico curante deve spiegare al paziente che, entro alcuni minuti dopo l'iniezione di Copaxone, può verificarsi una reazione associata ad almeno uno dei seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazioni o tachicardia (cfr. anche «Effetti indesiderati»). La maggior parte di questi sintomi è di breve durata e si risolve spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza. Se si manifesta una reazione avversa grave, il paziente deve sospendere immediatamente il trattamento con Copaxone e contattare il medico curante o un medico del pronto soccorso. Un trattamento sintomatico può essere istituito a discrezione del medico.
Non vi sono evidenze che suggeriscano che qualche particolare gruppo di pazienti sia esposto ad un rischio speciale in seguito a queste reazioni. Tuttavia bisogna prestare cautela quando si usa Copaxone in pazienti con disturbi cardiaci pre-esistenti. Questi pazienti devono essere seguiti regolarmente durante il trattamento.
Reazioni anafilattiche
Possono verificarsi reazioni anafilattiche poco dopo la somministrazione anche a distanza di mesi o anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato (cfr. «Effetti indesiderati»), anche se con le somministrazioni precedenti non si sono manifestate reazioni allergiche. Sono stati riportati casi con esito fatale. Alcuni segni e sintomi delle reazioni anafilattiche possono sovrapporsi a quelli delle reazioni post-iniezione.
Tutti i pazienti trattati con Copaxone e coloro che li assistono devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni anafilattiche e istruiti a richiedere un intervento medico di emergenza al manifestarsi di tali sintomi.
Se si verifica una reazione anafilattica, il trattamento con Copaxone deve essere interrotto.
Anticorpi reattivi contro glatiramer acetato sono stati riconosciuti nel siero di pazienti durante il trattamento cronico giornaliero con Copaxone. I livelli anticorpali massimi sono stati raggiunti dopo una durata media del trattamento di 3-4 mesi e, successivamente, sono diminuiti e si sono stabilizzati ad un livello leggermente superiore a quello basale. Gli studi condotti non consentono di trarre conclusioni sull'effetto neutralizzante degli anticorpi reattivi contro glatiramer acetato né sul fatto che la loro formazione influenzi l'efficacia clinica di Copaxone.
In pazienti con insufficienza renale, la funzione renale deve essere regolarmente monitorata durante il trattamento con Copaxone. Sebbene non vi siano prove di un deposito a livello glomerulare di immunocomplessi nell'uomo, non si può escludere tale possibilità.
Dopo l'introduzione sul mercato di glatiramer acetato sono stati riportati rari casi di gravi lesioni epatiche (inclusi insufficienza epatica, epatite con ittero e, in singoli casi, trapianto di fegato) (cfr. sezione «Effetti indesiderati»).
I pazienti devono essere informati dei segni e sintomi di una lesione epatica e istruiti a segnalarli immediatamente al proprio medico.
Si raccomanda di determinare l'aminotrasferasi sierica, la fosfatasi alcalina e il livello di bilirubina totale in tutti i pazienti prima dell'inizio del trattamento con Copaxone e successivamente a intervalli regolari (ad esempio ogni 6-12 mesi). Durante il trattamento, i pazienti devono essere monitorati per i segni di lesioni epatiche. Se si sospetta una lesione epatica clinicamente rilevante, il trattamento con Copaxone deve essere interrotto.
Interazioni
Le interazioni fra Copaxone e altri medicamenti non sono state studiate sistematicamente.
Osservazioni provenienti da studi clinici esistenti e dall'esperienza post-marketing non suggeriscono alcuna interazione significativa di Copaxone con le terapie comunemente usate in pazienti con SM, incluso l'uso concomitante di corticosteroidi per un massimo di 28 giorni.
Studi in vitro
I dati di studi in vitro suggeriscono che il glatiramer acetato si leghi in misura elevata alle proteine plasmatiche, ma che non venga spiazzato dalla fenitoina o dalla carbamazepina e che non spiazzi esso stesso la fenitoina o la carbamazepina. Tuttavia, dato che Copaxone ha, teoricamente, la possibilità di alterare la distribuzione delle sostanze fortemente legate alle proteine plasmatiche, deve essere strettamente monitorato l'impiego concomitante di tali prodotti.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
La vasta esperienza in donne in gravidanza (più di 1'000 esiti di gravidanza) non evidenzia alcun rischio di malformazioni o tossicità fetale/neonatale.
Gli studi sperimentali sugli animali non hanno fornito evidenze di tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).
Copaxone può essere usato durante la gravidanza, se clinicamente necessario.
Allattamento
Le proprietà chimico-fisiche e il basso assorbimento orale suggeriscono che l'esposizione di neonati/bambini a glatiramer acetato attraverso il latte materno è trascurabile.
Uno studio retrospettivo non interventistico che ha confrontato 60 bambini allattati con latte materno le cui madri avevano ricevuto glatiramer acetato con 60 bambini allattati con latte materno le cui madri che non avevano ricevuto una terapia modificante la malattia non ha evidenziato effetti avversi di glatiramer acetato nei primi 18 mesi di vita. Inoltre, dati limitati provenienti dalla fase di post-marketing non dimostrano effetti avversi di glatiramer acetato nell'uomo.
Copaxone può essere utilizzato durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
La frequenza viene definita come segue:
«molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100), «non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno)
Gli effetti indesiderati segnalati più frequentemente sono state reazioni nella sede dell'iniezione (70% Copaxone 20 mg/ml vs. 37% placebo). Le reazioni locali più frequenti includevano: eritema, dolore, formazione di pomfi, prurito, edema, infiammazione e ipersensibilità nella sede dell'iniezione.
Come reazione immediata entro pochi minuti dopo l'iniezione (reazione post iniezione) è stata descritta una reazione associata ai seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazioni o tachicardia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). (Almeno un sintomo di questa reazione immediata dopo l'iniezione è stato segnalato almeno una volta dal 31% dei pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml rispetto al 13% dei pazienti trattati con placebo).
Nella maggior parte dei casi, questi eventi sono stati di natura passeggera, sono scomparsi spontaneamente senza lasciare conseguenze e non hanno richiesto un trattamento specifico. Questi effetti possono manifestarsi sia all'inizio del trattamento, sia dopo diversi mesi, e possono verificarsi una o più volte nello stesso paziente. Non vi sono dati che suggeriscano che qualche particolare gruppo di pazienti sia maggiormente a rischio per queste reazioni.
Tutti gli eventi avversi che si sono verificati più frequentemente durante il trattamento con Copaxone 20 mg/ml rispetto al trattamento con placebo (* incidenza superiore di oltre il 2% nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo) sono riportati nell'elenco sottostante. Questi dati derivano da quattro studi pivotal, in doppio cieco, controllati con placebo, condotti su un totale di 512 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml e su 509 pazienti trattati con placebo (durata massima della terapia: 36 mesi). Tre di detti studi clinici hanno incluso un totale di 269 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS) trattati con Copaxone 20 mg/ml e 271 pazienti con RRMS trattati con placebo (durata massima della terapia: 35 mesi). Il quarto studio, condotto su pazienti che avevano manifestato un primo episodio clinico e che erano ad alto rischio di sviluppare una SM clinicamente definita, ha incluso 243 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml e 238 pazienti trattati con placebo (durata massima della terapia: 36 mesi).
Nessun cambiamento nel profilo di rischio noto di Copaxone è stato osservato durante il successivo periodo di estensione in aperto fino a 5 anni.
Infezioni ed infestazioni
Molto comune: infezioni (31,8%), influenza (15,4%)
Comune: bronchite, gastroenterite, herpes simplex, otite media, rinite, ascesso dentale, candidiasi vaginale*
Non comune: ascessi, cellulite, foruncolosi, herpes zoster, pielonefrite
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Comune: neoplasie benigne della pelle, neoplasie
Non comune: carcinoma cutaneo
Raro: linfoma a cellule T
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: linfoadenopatia*
Non comune: leucocitosi, leucopenia, splenomegalia, trombocitopenia, morfologia linfocitaria anormale
Disturbi del sistema immunitario
Comune: ipersensibilità
Non comune: reazioni anafilattiche
Patologie endocrine
Non comune: gozzo, ipertiroidismo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: anoressia, aumento di peso*
Non comune: intolleranza all'alcool, gotta, iperlipidemia, aumento dei livelli di sodio nel sangue, diminuzione dei livelli sierici di ferritina
Disturbi psichiatrici
Molto comune: ansia (11,1%)*, depressione (13,1%)
Comune: nervosismo
Non comune: sogni anormali, stato confusionale, euforia, allucinazioni, ostilità, reazioni maniacali, disturbi della personalità, tentativi di suicidio
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (30,9%)
Comune: disgeusia, ipertonia spastica, emicrania, disturbi del linguaggio, sincope, tremore*
Non comune: sindrome del tunnel carpale, disturbi cognitivi, convulsioni, disgrafia, dislessia, distonia, disfunzione motoria, mioclono, nevriti, blocco neuromuscolare, nistagmo, paralisi, paralisi del nervo peroneo, stupore, difetti del campo visivo, afasia
Patologie dell'occhio
Comune: diplopia, disfunzioni oculari*
Non comune: cataratta, lesioni corneali, occhi secchi, emorragie oculari, ptosi palpebrali, midriasi, atrofia ottica
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune: dolori all'orecchio
Patologie cardiache
Comune: palpitazioni*, tachicardia*
Non comune: extrasistoli, bradicardia sinusale, tachicardia parossistica
Raro: insufficienza cardiaca acuta
Patologie vascolari
Molto comune: vasodilatazione (18,0%)*
Non comune: vene varicose
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: dispnea (13,3%)*
Comune: tosse, rinite stagionale
Non comune: apnea, sensazione di soffocamento, epistassi, iperventilazione, laringospasmo, disfunzione polmonare, disturbi respiratori
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (14,5%)*
Comune: disfunzioni ano-rettali, costipazione, carie dentali, dispepsia, disfagia, incontinenza fecale, vomito*
Non comune: colite, polipi al colon, enterocolite, eruttazione, ulcera esofagea, periodontite, emorragie rettali, ingrossamento delle ghiandole salivari
Patologie epatobiliari
Comune: alterazioni dei test di funzionalità epatica
Non comune: colelitiasi, epatomegalia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: eruzione cutanea (13,7%)*
Comune: ecchimosi, sudorazione, prurito, patologie della cute*, orticaria
Non comune: angioedema, dermatite da contatto, eritema nodoso, nodulo cutaneo
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: artralgia (10,4%), dolore alla schiena (13,5%)*
Comune: dolore al collo
Non comune: artrite, borsite, dolore al fianco, atrofia muscolare, osteoartrite
Patologie renali e urinarie
Comune: urgenza minzionale, pollachiuria, ritenzione urinaria
Non comune: ematuria, nefrolitiasi, patologie del tratto urinario, disturbi urinari
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: gonfiore mammario, disfunzione erettile, prolasso pelvico, priapismo, disfunzioni della prostata, striscio cervicale anormale, disturbo testicolare, emorragie vaginali, disturbi vulvovaginali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: astenia (23,8%), dolore al petto (12,5%)*, reazioni al sito di iniezione*§ (69,5%), dolore (19,0%)*
Comune: brividi*, edema facciale*, atrofia nella sede dell'iniezione♣, reazioni locali*, edema periferico, edema, piressia
Non comune: cisti, effetti tipo postumi da sbornia, ipotermia, infiammazione non ben specificata, necrosi nella sede dell'iniezione, disturbi delle mucose
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Non comune: sindrome post-vaccinica
* Incidenza superiore di oltre il 2% (>2/100) nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo. Gli effetti collaterali senza il simbolo «*» indicano una differenza inferiore o uguale al 2%.
§ Il termine «reazioni nella sede dell'iniezione» (varie tipologie) include tutti gli eventi indesiderati osservati nella sede dell'iniezione, ad eccezione dell'atrofia e della necrosi nella sede dell'iniezione che sono elencati separatamente.
♣ Include i termini correlati alla lipoatrofia localizzata nella sede dell'iniezione.
Descrizione di specifici effetti indesiderati
Possono verificarsi reazioni anafilattiche poco dopo la somministrazione anche a distanza di mesi o anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Osservazioni successive all'introduzione sul mercato
Dopo l'introduzione sul mercato di glatiramer acetato sono stati riportati rari casi di gravi lesioni epatiche (inclusi insufficienza epatica, epatite con ittero e, in singoli casi, trapianto di fegato). Nella maggior parte dei casi, le gravi lesioni epatiche sono regredite con l'interruzione del trattamento. Gli eventi epatici si sono verificati da alcuni giorni ad alcuni anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato.
In caso di lesione epatica clinicamente significativa si deve prendere in considerazione l'interruzione di Copaxone (a questo proposito, cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere tenuti sotto controllo e bisogna istituire una terapia sintomatica o di sostegno appropriata.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L03AX13
Meccanismo d'azione
Il principio attivo di Copaxone, glatiramer acetato, è il sale di un polipeptide sintetico contenente 4 amminoacidi naturali: acido L-glutammico, L-alanina, L-tirosina e L-lisina, in frazioni molari relative rispettivamente di 0,141, 0,427, 0,093 e 0,337. Il peso molecolare medio di glatiramer acetato è compreso fra 5000 e 9000 dalton. A causa della sua complessità compositiva, nessun polipeptide specifico può essere caratterizzato, anche in termini di sequenza amminoacidica, sebbene la composizione finale di glatiramer acetato non sia del tutto casuale.
Il meccanismo mediante il quale glatiramer acetato esercita effetti terapeutici nei pazienti con SM non è del tutto chiarito, ma si presume che implichi la modulazione dei processi immunitari.
Studi su animali e su pazienti affetti da SM suggeriscono che il glatiramer acetato agisca sulle cellule immunitarie innate, inclusi monociti, cellule dendritiche e cellule B, che a loro volta modulano le funzioni adattive delle cellule B e T inducendo la secrezione di citochine antinfiammatorie e regolatorie. Non è noto se l'effetto terapeutico sia mediato dagli effetti cellulari sopra descritti perché la fisiopatologia della SM è nota solo parzialmente.
Gli studi preclinici hanno evidenziato un effetto di glatiramer acetato nelle forme acute e recidivanti dell'encefalomielite allergica sperimentale (EAS) nei topi, nei ratti e nelle cavie (sia in esemplari giovani che adulti), nei conigli e nei primati (macaco reso e babbuino).
Farmacodinamica
Glatiramer acetato attiva i linfociti T specifici per l'antigene legandosi alle molecole del complesso maggiore di istocompatibilità di classe II sulle cellule che presentano l'antigene. I linfociti T riconoscono la proteina basica della mielina (MBP) responsabile dell'EAS.
Dopo aver attraversato la barriera emato-encefalica, i linfociti T vengono riattivati dalla MBP nei modelli animali e secernono citochine antinfiammatorie responsabili degli effetti terapeutici nel sistema nervoso centrale.
Non sono noti dati che suggeriscano un effetto immunosoppressivo generale del glatiramer acetato.
L'effetto è stato dimostrato mediante risonanza magnetica all'encefalo, che ha evidenziato una riduzione della formazione di nuove lesioni 2 mesi dopo l'inizio del trattamento con Copaxone (sia nelle immagini pesate in T1 che in T2). Tale osservazione è stata messa in correlazione con l'effetto sull'attività della malattia e sugli attacchi di sclerosi multipla.
Efficacia clinica
SM recidivante-remittente (RRMS):
Un totale di 269 pazienti affetti da SM recidivante-remittente, con almeno due attacchi di disfunzione neurologica (esacerbazioni) nel precedente periodo di due anni, è stato trattato con Copaxone 20 mg/ml in tre studi controllati. Il primo era uno studio della durata di due anni eseguito in 50 pazienti (Copaxone n = 25, placebo n = 25). Il secondo studio comprendeva 251 pazienti trattati per un massimo di 35 mesi (Copaxone n = 125, placebo n = 126). Il terzo studio era uno studio della durata di nove mesi che comprendeva 239 pazienti (Copaxone n = 119, placebo n = 120). Questo studio prevedeva l'aggiunta di un ulteriore criterio, ovvero che i pazienti avessero una lesione captante gadolinio evidenziata con la risonanza magnetica (RMI).
Il trattamento con Copaxone ha determinato una riduzione significativa del numero di recidive, un aumento della percentuale di pazienti che non hanno avuto recidive e un prolungamento dell'intervallo tra le recidive. Sono stati mostrati effetti benefici anche sui parametri della RMI pertinenti alle forme di SM remittente.
Nel più grande studio controllato che sia stato eseguito, la percentuale di recidive è diminuita del 32% e precisamente da 1,98 nei pazienti che assumevano il placebo a 1,34 nei pazienti che assumevano Copaxone.
Durante tutto il periodo di trattamento, la percentuale di pazienti neurologicamente stabili o che hanno presentato un miglioramento a livello neurologico è stata maggiore nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo, e anche l'andamento dei punteggi dei pazienti sulla EDSS (Expanded Disability Status Scale) secondo Kurtzke è risultato a favore del Copaxone.
Sono disponibili i dati relativi a 103 pazienti trattati con Copaxone per un periodo totale di 12 anni.
Copaxone 20 mg/ml: nello studio controllato 9001/9001E, nel quale sono stati arruolati 251 pazienti che sono stati seguiti fino a 35 mesi (inclusa una fase di estensione in cieco 9001E dello studio 9001), la percentuale cumulativa di pazienti che hanno sviluppato progressione della disabilità confermata a 3 mesi è stata del 29,4% per il gruppo placebo e del 23,2% per i pazienti trattati con Copaxone (valore p = 0,199).
Non vi sono prove che il trattamento con Copaxone abbia un effetto sulla durata o sulla gravità delle recidive.
Attualmente non è stata dimostrata l'utilità di Copaxone in pazienti affetti dalla malattia progressiva primaria o secondaria.
Non è stato condotto alcuno studio comparativo diretto sull'efficacia e la sicurezza di Copaxone 20 mg/ml (somministrato quotidianamente) e 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana), né è stato eseguito uno studio sul passaggio da una posologia all'altra.
Sindrome clinicamente isolata:
Uno studio controllato con placebo che comprendeva 481 pazienti (Copaxone n = 243, placebo n = 238), della durata di 3 anni, è stato condotto in pazienti con una manifestazione neurologica singola, ben definita, unifocale e con caratteristiche anomale alla RMI (almeno due lesioni cerebrali pesate in T2, superiori a 6 mm di diametro). Qualsiasi altra patologia doveva essere esclusa. Durante la fase di estensione in aperto per un ulteriore periodo di 2 anni sono stati inclusi 198 dei 243 pazienti del gruppo trattato con Copaxone e 211 dei 238 pazienti del gruppo trattato con placebo.
Durante il periodo di trattamento controllato con placebo fino a tre anni, Copaxone ha ritardato la progressione dal primo evento clinico alla sclerosi multipla clinicamente definita (CDMS) (rapporto di rischio (HR) = 0,55; IC 95% [0,40; 0,77], valore p = 0,0005) rispetto al placebo. Copaxone ha prolungato il tempo alla CDMS da 336 giorni nel gruppo placebo a 722 giorni nel gruppo Copaxone. Il numero di nuove lesioni in T2 era inferiore in misura statisticamente significativa per i pazienti trattati con Copaxone (valore p <0,0001). È stata riscontrata una riduzione statisticamente significativa del 25% del volume delle lesioni in T2 (valore p = 0,0002). La percentuale di pazienti che avevano sviluppato SM era del 43% per il gruppo trattato con placebo e del 25% per il gruppo trattato con Copaxone (valore p <0,0001).
Il rischio di sviluppare CDMS entro i tre anni successivi, a seconda dei sintomi iniziali, era più marcato nel gruppo «cerebral» che nel gruppo «optic» o «spinal».
Anticorpi reattivi contro glatiramer acetato sono stati riconosciuti nel siero di pazienti trattati con Copaxone. I livelli anticorpali massimi sono stati determinati dopo una durata media del trattamento di 3-4 mesi e, successivamente, sono diminuiti e si sono stabilizzati ad un livello leggermente superiore a quello basale. Gli studi condotti non consentono di trarre conclusioni sull'effetto neutralizzante degli anticorpi reattivi contro glatiramer acetato né sul fatto che la loro formazione influenzi l'efficacia clinica di Copaxone.
L'effetto ottenuto nella fase di controllo con placebo è stato mantenuto nel periodo di follow-up a lungo termine fino a 5 anni. Il tempo alla progressione alla CDMS si è prolungato con il trattamento precoce con Copaxone Rispetto al trattamento ritardato, il trattamento precoce ha ridotto in modo significativo il rischio di progressione alla CDMS, misurato secondo i criteri Poser (p=0,0005). Gli effetti benefici del trattamento precoce con Copaxone rispetto al trattamento ritardato è stato dimostrato anche sulla base dei parametri MRI.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non sono stati condotti studi farmacocinetici nell'uomo. Si presume che glatiramer acetato svolga un'azione immunomodulante nella sede dell'iniezione sottocutanea. L'effetto terapeutico viene ottenuto mediante una diffusione sistemica dei linfociti T attivati localmente. La concentrazione di glatiramer acetato o dei suoi metaboliti nel sangue, ove rilevabile, non sarebbe pertanto assolutamente indicata a predire l'efficacia terapeutica.
Gli studi in vivo e in vitro, nei quali è stato utilizzato glatiramer acetato marcato con iodio radioattivo su topi, ratti e scimmie, hanno evidenziato che la sostanza viene assorbita completamente e degradata rapidamente in frammenti molecolari più piccoli che vengono eliminati velocemente.
Con la somministrazione ripetuta non sono stati rilevati cambiamenti nei parametri farmacocinetici di base osservati dopo la somministrazione di una singola dose di medicamento marcato con isotopi radioattivi.
Distribuzione
Cfr. Assorbimento.
Metabolismo
Cfr. Assorbimento.
Eliminazione
Cfr. Assorbimento.
Dati preclinici
I dati preclinici raccolti da studi su sicurezza farmacologica, tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione, tossicità genetica o cancerogenicità non evidenziano rischi particolari per l'uomo oltre a quelli già indicati nelle altre sezioni dell'informazione professionale. A causa della mancanza di dati farmacocinetici sull'uomo, non è possibile stabilire i margini di esposizione tra uomo e animale.
In ratti e scimmie trattati per sei mesi è stato riferito il deposito di immunocomplessi nei glomeruli renali.
Nel corso di uno studio sul ratto durato 2 anni, non è emersa alcuna indicazione di depositi di immunocomplessi nei glomeruli.
In seguito alla somministrazione di glatiramer acetato ad animali sensibilizzati (cavie o ratti), sono state segnalate reazioni anafilattiche. Non si sa se questi dati abbiano rilevanza per l'uomo.
Dopo ripetute somministrazioni agli animali, sono state osservate spesso reazioni tossiche nella sede dell'iniezione.
Nei ratti è stata osservata una lieve ma, rispetto al gruppo di controllo, statisticamente significativa riduzione dell'aumento di peso corporeo della prole nata da madri trattate durante la gravidanza e per tutto il periodo di allattamento a dosi sottocutanee ≥6 mg/kg/giorno (2,83 volte la dose giornaliera massima raccomandata nell'uomo in mg/m2 per un adulto di 60 kg). Non sono stati osservati altri effetti significativi sulla crescita e sullo sviluppo comportamentale della prole.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché per questo medicamento non sono stati condotti studi di compatibilità, non lo si deve somministrare in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8 °C) e al riparo dalla luce.
Qualora non fosse possibile conservarle in frigorifero, le siringhe preriempite possono essere tenute un'unica volta per massimo un mese a una temperatura compresa tra 15 °C e 25 °C.
Se le siringhe preriempite non vengono utilizzate entro un mese e si trovano ancora nella confezione originale, devono essere rimesse in frigorifero (2-8 °C).
Non congelare.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Le siringhe preriempite sono esclusivamente monouso.
Numero dell'omologazione
56363 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Teva Pharma AG, Basel.
Stato dell'informazione
Luglio 2026.
Numero interno della versione: 10.2
27778 — 28/07/2026