CEREZYME subst sèche 400 U
Sanofi-Aventis (Suisse) SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Cerezyme® 400 U
Composizione
Principi attivi
Imiglucerasi.
Sostanze ausiliarie
Mannitolo (E421): 321 mg, citrato di sodio diidrato corrisp. a 38 mg di sodio, acido citrico monoidrato, polisorbato 80 per flaconcino.
Questo medicamento contiene 38 mg di sodio per flaconcino.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Ogni flaconcino di Cerezyme 400 U contiene 400 unità* di imiglucerasi.
La soluzione ricostituita contiene 40 unità* di imiglucerasi** (circa 1,0 mg) per ml.
* Un'unità enzimatica (U) corrisponde alla quantità di enzima necessaria per catalizzare l'idrolisi di una micromole del substrato sintetico paranitrofenil-β-D-glucopiranoside (pNP-Glc) in un minuto a 37 °C.
** L'imiglucerasi è una forma modificata di β-glucosidasi acida umana, una proteina prodotta mediante tecniche di DNA ricombinante ottenuta da colture cellulari di ovaio di criceto cinese (CHO) con modifica del mannosio per l'orientamento dei macrofagi.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Cerezyme (imiglucerasi) è indicato per l'uso come terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine, in pazienti con diagnosi confermata di malattia di Gaucher non neuropatica (Tipo 1) o neuropatica cronica (Tipo 3), i quali evidenzino inoltre significative manifestazioni cliniche non neurologiche della malattia.
Le manifestazioni non neurologiche della malattia di Gaucher includono una o più delle condizioni seguenti:
- anemia dopo esclusione di altri fattori causali, quali carenza di ferro
- trombocitopenia
- interessamento osseo dopo esclusione di altri fattori causali quali carenza di Vitamina D
- epatomegalia o splenomegalia
Posologia/Impiego
La gestione della malattia deve essere seguita da medici esperti nel trattamento del morbo di Gaucher.
Posologia abituale
A causa della eterogeneità e della natura multisistemica della malattia di Gaucher, il dosaggio deve essere personalizzato per ciascun paziente sulla base di una valutazione complessiva delle manifestazioni cliniche della malattia. Una volta stabilita correttamente la risposta dei singoli pazienti a tutte le manifestazioni cliniche rilevanti, i dosaggi e la frequenza di somministrazione possono essere regolati con l'obiettivo di conservare i parametri ottimali già raggiunti per tutte le manifestazioni cliniche o migliorare ulteriormente i parametri clinici non ancora normalizzati (vedere rubrica «Proprietà/effetti»).
Vari regimi posologici si sono dimostrati efficaci per alcune o per tutte le manifestazioni non neurologiche della patologia.
Le dosi iniziali sino a 60 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane hanno dimostrato un miglioramento dei parametri ematologici e viscerali entro 6 mesi di terapia e l'uso continuato ha arrestato la progressione o ha migliorato la patologia ossea.
La somministrazione di basse dosi quali 15 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane ha dimostrato di migliorare i parametri ematologici e di ridurre l'organomegalia, ma non i parametri ossei.
La frequenza normale di infusione più confortevole per il paziente è una volta ogni 2 settimane; si tratta della frequenza di infusione per la quale sono disponibili più dati.
Bambini e adolescenti
Non è necessaria alcuna correzione della dose per bambini e adolescenti.
L'efficacia di Cerezyme sui sintomi neurologici dei pazienti con malattia di Gaucher neuropatica cronica non è stata stabilita con esattezza e non è possibile raccomandare uno specifico regime posologico per queste manifestazioni (vedere rubrica «Proprietà/effetti»).
Modo di somministrazione
Una volta ricostituito e diluito (vedere rubrica «Indicazioni per la manipolazione» sotto «Altre indicazioni»), il preparato viene somministrato mediante infusione endovenosa. Nelle infusioni iniziali, Cerezyme deve essere somministrato a una velocità di infusione non superiore a 0,5 unità per kg di peso corporeo al minuto. Alle successive somministrazioni, la velocità di infusione può essere aumentata, ma senza superare 1 unità per kg di peso corporeo al minuto. Gli incrementi della velocità di infusione devono avvenire sotto la supervisione di un operatore sanitario.
L'esperienza nei bambini è ancora molto limitata.
Non si dispone di informazioni per i soggetti di più di 70 anni.
Per i pazienti che tollerano bene le infusioni per diversi mesi, può essere presa in considerazione la possibilità di eseguire l'infusione di Cerezyme a domicilio. La decisione di passare all'infusione domiciliare per il paziente deve essere presa dopo la valutazione e raccomandazione da parte del medico curante. L'infusione di Cerezyme eseguita a domicilio dal paziente o da personale di cura domiciliare richiede la formazione da parte di un operatore sanitario in un contesto clinicamente controllato. Il paziente o la persona che se ne prende cura verrà istruito/a sulla tecnica di infusione e sulla compilazione di un diario di trattamento. I pazienti che manifestano effetti indesiderati durante l'infusione devono immediatamente interrompere il processo di infusione e rivolgersi a un operatore sanitario. Le infusioni successive potrebbero dover essere somministrate in un contesto clinicamente controllato. La dose e la velocità dell'infusione devono rimanere invariate in caso di somministrazione domiciliare e non devono essere modificate senza la supervisione di un operatore sanitario.
Il personale medico e curante è invitato a registrare i pazienti affetti da morbo di Gaucher, inclusi i pazienti con manifestazioni neuropatiche croniche, nell'«ICGG Gaucher Registry» (vedere rubrica «Proprietà/effetti»).
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie (vedere rubrica «Ipersensibilità» sotto «Avvertenze e misure precauzionali»).
Al di là di una ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie, non esistono controindicazioni note all'uso di Cerezyme (imiglucerasi) (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Avvertenze e misure precauzionali
Ipersensibilità
È stata riferita la comparsa di reazioni di ipersensibilità, tra cui anafilassi e shock anafilattico. Il trattamento con Cerezyme deve essere somministrato con cautela nei pazienti che presentano sintomi di ipersensibilità all'imiglucerasi. Nei pazienti con un'anamnesi di ipersensibilità a Cerezyme deve essere presa in considerazione una premedicazione.
Se si verifica una reazione di ipersensibilità, l'infusione deve essere temporaneamente interrotta, rallentata e/o deve essere somministrato un medicamento appropriato (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Se si verifica una reazione di ipersensibilità grave, le infusioni di Cerezyme devono essere interrotte immediatamente e deve essere avviato un trattamento medico appropriato. Vanno osservate le pratiche mediche standard in vigore per i trattamenti di emergenza. I rischi e i benefici di una nuova somministrazione di Cerezyme dopo una grave reazione di ipersensibilità o anafilattica devono essere considerati attentamente.
I dati attuali, ottenuti da uno screening ELISA seguito da un'analisi di radio immunoprecipitazione di conferma, suggeriscono che durante il primo anno di terapia con Cerezyme, nel 15% circa dei pazienti trattati si sviluppano anticorpi della classe IgG anti-imiglucerasi. Sembra che i pazienti che sviluppano anticorpi anti-Cerezyme lo facciano con maggiore frequenza entro i primi 6 mesi di trattamento, raramente dopo 12 mesi. Si suggerisce di monitorare periodicamente la formazione di anticorpi IgG anti-imiglucerasi nei pazienti in cui si sospetta una diminuzione della risposta al trattamento. I pazienti con anticorpi anti-imiglucerasi hanno un rischio più elevato di sviluppare reazioni di ipersensibilità (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Nel caso in cui un paziente dovesse manifestare una reazione che indica ipersensibilità, si consiglia di monitorare periodicamente la formazione di anticorpi anti-imiglucerasi.
I pazienti che hanno sviluppato anticorpi o sintomi di ipersensibilità verso il Ceredase (alglucerasi) devono essere trattati con cautela durante la somministrazione di Cerezyme (imiglucerasi).
Come per altre proteine ricombinanti, in teoria è possibile che si formino anticorpi a effetto neutralizzante. Pertanto si consiglia di monitorare costantemente i pazienti sieroconvertiti.
Reazioni associate all'infusione (IAR)
Nei pazienti trattati con Cerezyme sono state osservate reazioni associate all'infusione come angioedema, prurito, eruzione cutanea, orticaria, fastidio al torace, brividi, affaticamento, bruciore in sede di infusione, fastidio in sede di infusione, tumefazione in sede di infusione, piressia e ipertensione transitoria (vedere rubrica «Effetti indesiderati»).
Questo medicamento contiene 38 mg di sodio per flaconcino, equivalenti al 2% dell'assunzione massima giornaliera di sodio raccomandata per un adulto.
Interazioni
Le interazioni tra Cerezyme e altri medicamenti non sono state studiate. Altre forme di interazione, per esempio con gli alimenti, sono poco probabili.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
È disponibile una limitata esperienza derivante dagli esiti di 150 gravidanze (basata principalmente su segnalazioni spontanee e su revisione della letteratura) che suggerisce come l'uso di Cerezyme sia utile per controllare la malattia di Gaucher anche durante la gravidanza. Inoltre, questi dati non evidenziano un effetto tossico malformativo per il feto da parte di Cerezyme, sebbene tale evidenza sia modesta dal punto di vista statistico. In rari casi è stata riferita morte del feto, sebbene non sia chiara la sua correlazione all'uso di Cerezyme o alla malattia di Gaucher di fondo.
Non sono stati eseguiti studi sugli animali per valutare gli effetti di Cerezyme su gravidanza, sviluppo embrio-fetale, parto e sviluppo post-natale. Non è noto se Cerezyme passi attraverso la placenta al feto.
Nelle pazienti con malattia di Gaucher in gravidanza o che intendono procreare è necessario procedere a una valutazione caso per caso del rapporto rischio-beneficio del trattamento. Le pazienti con malattia di Gaucher in stato di gravidanza possono andare incontro a un periodo di intensificazione della patologia durante la gravidanza e il puerperio. Ciò include un aumentato rischio di manifestazioni ossee, esacerbazione della citopenia, emorragie e maggiore bisogno di trasfusioni. È risaputo che sia la gravidanza che l'allattamento stressano l'omeostasi materna del calcio e accelerano il turnover osseo. Ciò può contribuire all'aumento delle manifestazioni ossee indotte dalla malattia di Gaucher.
Si deve consigliare alle donne naïve al trattamento di considerare l'avvio della terapia prima del concepimento, per ottimizzare lo stato di salute. Nelle donne che ricevono Cerezyme deve essere preso in considerazione il proseguimento della terapia per l'intera gravidanza. Per individuare la dose in base alle esigenze e alla risposta terapeutica della paziente è necessario un attento monitoraggio della gravidanza e delle manifestazioni cliniche della malattia di Gaucher.
Allattamento
Non è noto se il principio attivo venga escreto nel latte materno. Tuttavia, è probabile che l'enzima venga digerito nel tratto gastrointestinale del bambino.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Cerezyme non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
Effetti indesiderati
Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità, tra cui anafilassi e shock anafilattico. Sono stati segnalati sintomi riconducibili a un'ipersensibilità (indicati con * nella tabella riportata qui di seguito) in circa il 3% dei pazienti. L'insorgenza di questi sintomi è avvenuta durante o poco dopo le infusioni. Questi comprendevano prurito, rossore al viso, orticaria/angioedema, fastidio al torace, tachicardia, cianosi, disturbi respiratori, parestesie e dolori dorsali. Sono stati segnalati anche casi rari di ipotensione arteriosa associata a reazioni di ipersensibilità. In alcuni casi si è verificata anche ipertensione transitoria.
In generale, questi sintomi rispondono al trattamento con antistaminici e/o corticosteroidi. I pazienti devono essere informati circa l'opportunità di sospendere l'infusione e contattare il personale medico quando si verifichino questi sintomi.
Sulla base dei dati post-marketing, gli effetti indesiderati più frequenti riportati nei bambini (di età compresa tra 2 e 12 anni) comprendono dispnea, febbre, nausea, rossore, vomito e tosse. Negli adolescenti (tra 12 e 16 anni) e nei soggetti di età superiore ai 16 anni, le reazioni riportate più frequentemente comprendono cefalea, prurito ed eruzione cutanea.
Oltre alle reazioni indesiderate osservate nei pazienti trattati con Cerezyme, è stata riportata la comparsa di un edema periferico transitorio per questa classe terapeutica di medicamenti.
Gli effetti indesiderati al medicamento riferiti in relazione a Cerezyme sono elencati in base alla classificazione sistemica organica e alla frequenza nella tabella riportata di seguito.
Comuni: ≥1/100, <1/10.
Non comuni: ≥1/1000, <1/100.
Rari (≥1/10 000, <1/1000)
Frequenza non nota: non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema nervoso | |
Non comuni: | Cefalea, capogiro, parestesia* |
Patologie cardiache | |
Non comuni: | Tachicardia*, cianosi* |
Patologie vascolari | |
Non comuni: | Ipotensione*, rossore* |
Frequenza non nota | Ipertensione transitoria |
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | |
Comuni: | Dispnea*, tosse* |
Patologie gastrointestinali | |
Non comuni: | Nausea, vomito, diarrea, crampi addominali |
Disturbi del sistema immunitario | |
Comuni: | Reazioni di ipersensibilità |
Rari: | Anafilassi, shock anafilattico |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | |
Comuni: | Orticaria/angioedema*, prurito*, eruzione cutanea* |
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | |
Rari: | Artralgia, mal di schiena* |
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | |
Non comuni: | Fastidio al torace*, febbre, brividi, affaticamento, malessere, sensazione di bruciore, tumefazione, ascesso sterile |
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. In determinati pazienti sono stati usati dosaggi massimali fino a 240 U/kg di peso corporeo una volta ogni due settimane per un determinato periodo di tempo (≤6 mesi).
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A16AB02
Meccanismo d'azione
La malattia di Gaucher è una rara malattia metabolica autosomica ereditaria recessiva dovuta a un deficit dell'enzima lisosomiale β-glucosidasi acida umana. Tale enzima scompone il glucosilceramide, un componente chiave della struttura lipidica delle membrane cellulari, in glucosio e ceramide. Negli individui affetti dalla malattia di Gaucher, la degradazione del glucosilceramide è insufficiente, con un conseguente accumulo di grandi quantità di tale substrato all'interno dei lisosomi dei macrofagi (denominati «cellule di Gaucher»), responsabili di una diffusa patologia secondaria.
Le cellule di Gaucher si trovano principalmente nel fegato, nella milza e nel midollo osseo, oltre che occasionalmente nei polmoni, reni e intestino. Clinicamente, la malattia di Gaucher presenta uno spettro fenotipico eterogeneo. Le manifestazioni più frequenti della malattia sono epatosplenomegalia, trombocitopenia, anemia e patologie scheletriche. Le anomalie scheletriche sono in genere le manifestazioni più debilitanti e invalidanti della malattia di Gaucher. Tali manifestazioni scheletriche includono infiltrazione del midollo osseo, osteonecrosi, dolore osseo e crisi ossee, osteopenia e osteoporosi, fratture patologiche e disturbi della crescita. La malattia di Gaucher è associata a un incremento dell'utilizzo di glucosio e del metabolismo basale, in grado di contribuire all'affaticamento e alla cachessia. I pazienti affetti dalla malattia di Gaucher possono inoltre presentare un profilo infiammatorio di basso grado. In aggiunta, la malattia di Gaucher è stata associata a un maggiore rischio di anomalie delle immunoglobuline, come l'iperimmunoglobulinemia, la gammopatia policlonale, la gammopatia monoclonale ad origine indeterminata (MGUS) e il mieloma multiplo. Il decorso normale della malattia di Gaucher è caratterizzato in genere da una progressione con il rischio di complicanze irreversibili che interessano nel tempo vari organi. Le manifestazioni cliniche della malattia di Gaucher possono influire negativamente sulla qualità di vita. La malattia di Gaucher è associata a una maggiore morbosità e a una mortalità precoce. Segni e sintomi presenti nell'infanzia rappresentano in genere casi più gravi della malattia di Gaucher. Nei bambini, la malattia di Gaucher può causare ritardi della crescita e della pubertà.
L'ipertensione polmonare è una complicanza nota della malattia di Gaucher. I pazienti sottoposti a splenectomia hanno un rischio maggiore di ipertensione polmonare. La terapia con Cerezyme riduce la necessità di una splenectomia in gran parte dei casi. Inoltre, un trattamento precoce con Cerezyme è stato associato a un minore rischio di ipertensione polmonare. Si raccomanda una valutazione di routine per rilevare la presenza di ipertensione polmonare dopo la diagnosi di malattia di Gaucher e nel corso del tempo. I pazienti a cui è stata diagnosticata un'ipertensione polmonare devono ricevere dosaggi adeguati di Cerezyme al fine di controllare la malattia di Gaucher sottostante e devono essere valutati per la necessità di trattamenti aggiuntivi specifici per l'ipertensione polmonare.
L'imiglucerasi (β-glucosidasi acida ricombinante mirata ai macrofagi) sostituisce l'attività enzimatica mancante, idrolizzando il glucocerebroside e impedendo l'insorgenza di una patologia secondaria. Cerezyme può ridurre le dimensioni di milza e fegato e migliorare la trombocitopenia, l'anemia e la densità minerale ossea. Cerezyme può, inoltre, ridurre l'infiltrazione midollare, il dolore osseo, le crisi ossee e il livello di metabolismo e migliorare gli aspetti fisici e psichici della qualità di vita delle persone colpite dalla malattia di Gaucher.
Cerezyme riduce la chitotriosidasi, un biomarker per l'accumulo di glucocerebroside nei macrofagi e per la risposta al trattamento. Nei bambini, Cerezyme può consentire il normale sviluppo puberale e la normalizzazione dell'accrescimento.
La velocità e la portata della risposta al trattamento con Cerezyme dipendono dalla dose somministrata. In genere, i miglioramenti negli apparati con un tasso di ricambio più rapido, come il sistema ematologico, si notano molto più rapidamente rispetto a quelli con un ricambio più lento, come le ossa.
In un'analisi dell'ICGG Gaucher Registry di un'ampia coorte di pazienti (n=528) con malattia di Gaucher di tipo 1, è stato osservato un effetto dipendente dalla durata di somministrazione e dalla dose di Cerezyme relativamente ai parametri ematologici e viscerali (conta piastrinica, concentrazione dell'emoglobina, volume di milza e fegato) all'interno della gamma di dose da 15, 30 e 60 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane. I pazienti trattati con 60 U/kg di peso corporeo ogni 2 settimane hanno mostrato un miglioramento più rapido e un maggiore effetto massimo del trattamento rispetto ai pazienti che hanno assunto dosi inferiori.
Analogamente, in un'analisi dell'ICGG Gaucher Registry della densità minerale ossea utilizzando l'assorbimetria a raggi X a doppia energia (DXA) in 342 pazienti, dopo 8 anni di trattamento, è stata ottenuta una densità minerale ossea normale con una dose di Cerezyme di 60 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane, ma non con dosi inferiori, di 15 e 30 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane (Wenstrup et al, 2007).
In uno studio che ha valutato 2 coorti di pazienti trattati con una dose mediana di 80 U/kg di peso corporeo ogni 4 settimane e una dose mediana di 30 U/kg di peso corporeo ogni 4 settimane, tra i pazienti con un punteggio di carico del midollo osseo ≥6, più pazienti nella coorte a dosaggio maggiore (33%; n=22) hanno ottenuto una riduzione nel punteggio di 2 punti dopo 24 mesi di trattamento con Cerezyme rispetto ai pazienti nella coorte a dosaggio inferiore (10%; n=13) (de Fost et al, 2006).
Il trattamento con Cerezyme a un dosaggio di 60 U/kg di peso corporeo una volta ogni 2 settimane ha mostrato un miglioramento del dolore osseo dopo solo 3 mesi, una riduzione delle crisi ossee entro 12 mesi e un miglioramento della densità minerale ossea dopo 24 mesi di trattamento (Sims et al, 2008).
L'abituale frequenza di infusione è una volta ogni due settimane (vedere rubrica «Posologia/impiego»). La terapia di mantenimento ogni 4 settimane (Q4) al medesimo dosaggio cumulativo dello schema bisettimanale (Q2) è stata studiata in pazienti adulti con malattia di Gaucher di tipo 1 in fase stabile. I due dosaggi sono stati valutati in uno studio condotto su 95 pazienti colpiti dalla malattia di Gaucher. Costituivano un endpoint composito predefinito le variazioni dal valore basale dei livelli di emoglobina, delle piastrine, dei volumi epatico e splenico, delle crisi ossee e delle infiltrazioni del midollo osseo; costituiva un ulteriore endpoint il raggiungimento o la stabilizzazione di obiettivi terapeutici stabiliti della malattia di Gaucher per i parametri ematologici e viscerali. Il 63% dei pazienti trattati ogni 4 settimane e l'81% di quelli infusi ogni 2 settimane hanno raggiunto l'endpoint composito dopo 24 mesi; la differenza non era statisticamente significativa in base all'intervallo di confidenza al 95% (-0,357; 0,058). L'89% dei pazienti trattati ogni 4 settimane e il 100% di quelli trattati ogni 2 settimane hanno raggiunto l'endpoint basato sugli obiettivi terapeutici; la differenza non era statisticamente significativa in base all'intervallo di confidenza al 95% (-0,231; 0,060). Un regime d'infusione ogni 4 settimane (Q4) potrebbe essere un'opzione terapeutica per alcuni pazienti adulti con malattia di Gaucher di tipo 1 in fase stabile, ma i dati clinici a supporto di tale ipotesi sono limitati.
Non sono stati effettuati studi clinici controllati per valutare l'efficacia di Cerezyme sulle manifestazioni neurologiche della malattia. Pertanto non si possono trarre conclusioni sull'effetto della terapia enzimatica sostitutiva sulle manifestazioni neurologiche della malattia.
Il personale medico è invitato a registrare i pazienti affetti dalla malattia di Gaucher, inclusi i pazienti con manifestazioni neuropatiche croniche, nell'«ICGG Gaucher Registry». I dati dei pazienti verranno raccolti in modo anonimo in questo registro.
Gli obiettivi «dell'ICGG Gaucher Registry» sono quelli di migliorare la comprensione della malattia di Gaucher e di valutare l'efficacia della terapia enzimatica sostitutiva con conseguente miglioramento della sicurezza ed efficacia dell'uso di Cerezyme.
Farmacodinamica
Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».
Farmacocinetica
Assorbimento
Nel corso di 1 ora di infusione endovenosa di quattro dosi (7,5, 15, 30, 60 U/kg) di imiglucerasi, lo stato stazionario dell'attività enzimatica è stato raggiunto dopo 30 minuti. Dopo l'infusione, l'attività enzimatica plasmatica è diminuita rapidamente con un'emivita di 3,6-10,4 minuti. La clearance plasmatica variava tra 9,8 e 20,3 ml/min/kg (media ± ET: 14,5 ± 4,0 ml/min/kg). Il volume di distribuzione corretto in base al peso variava da 0,09 a 0,15 l/kg (media ± ET: 0,12 ± 0,02 l/kg). Queste variabili non sembrano essere influenzate dalla dose o dalla durata dell'infusione. Tuttavia, sono stati studiati solo 1 o 2 pazienti per ciascun livello di dose e per velocità di infusione.
Distribuzione
Vedere la rubrica «Assorbimento».
Metabolismo
Vedere la rubrica «Assorbimento».
Eliminazione
Vedere la rubrica «Assorbimento».
Dati preclinici
I dati preclinici basati su informazioni relative alla sicurezza farmacologica, alla tossicità in caso di somministrazione singola o ripetuta e alla mutagenicità non hanno rivelato rischi particolari per gli esseri umani.
Altre indicazioni
Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.
Stabilità
Flaconcini intatti
Il prodotto liofilizzato mantenuto a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C al riparo dalla luce può essere conservato fino alla data di scadenza stampata sull'etichetta in corrispondenza della scritta «EXP».
Soluzione ricostituita
La soluzione ricostituita non contiene conservanti. È stato dimostrato che la stabilità chimica e fisica in condizioni di utilizzo è di 24 ore a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C. Per motivi microbiologici, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2 °C-8 °C), al riparo dalla luce.
Tenere al di fuori della portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
La polvere deve essere ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili e diluita in soluzione per infusione di cloruro di sodio allo 0,9%, poi somministrata per via endovenosa.
Utilizzare tecniche asettiche.
Ricostituzione
Ricostituire ogni flaconcino con acqua per preparazioni iniettabili.
Cerezyme 400 U: ricostituire con 10,2 ml di acqua per preparazioni iniettabili. La soluzione ricostituita ha un volume pari a 10,6 ml.
Iniettare l'acqua per preparazioni iniettabili goccia a goccia all'interno del flaconcino e miscelare delicatamente per evitare la formazione di schiuma nella soluzione. Il pH è di circa 6,1.
Prima di un'ulteriore diluizione, la soluzione ricostituita di ciascun flaconcino deve essere controllata visivamente in modo da escludere l'eventuale presenza di particelle estranee e di alterazioni cromatiche. Non usare i flaconcini che presentino particelle estranee o alterazioni cromatiche.
Dopo la ricostituzione, diluire immediatamente i flaconcini e non conservarli per un uso successivo.
Diluizione
La soluzione ricostituita contiene 40 unità di imiglucerasi per ml e il volume ricostituito consente di aspirare con precisione il volume nominale di 10,0 ml da ciascun flaconcino (corrispondente a 400 unità). Prelevare 10,0 ml da ciascun flaconcino e mescolare le aliquote dei vari flaconcini nella bottiglia per infusione. A questo punto diluire questa miscela con una soluzione per infusione di sodio cloruro allo 0,9% per ottenere un volume finale compreso tra 100 e 200 ml. Miscelare lentamente.
Si raccomanda di somministrare la soluzione diluita entro 3 ore.
Somministrazione
Somministrare mediante infusione endovenosa in un lasso di tempo compreso tra 1 e 2 ore. Una soluzione alternativa consiste nel somministrare la dose di Cerezyme a una velocità di infusione non superiore a 1 unità per kg di peso corporeo al minuto.
Si raccomanda di somministrare la soluzione diluita attraverso un filtro in linea a basso legame proteico da 0,2 µm per asportare qualunque particella proteica. Questo non causerà alcuna perdita di attività dell'imiglucerasi.
Il prodotto non utilizzato deve essere smaltito in conformità alla normativa locale vigente.
Numero dell'omologazione
54663 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
sanofi-aventis (suisse) sa, 1214 Vernier
Stato dell'informazione
Aprile 2025
23675 — 14/05/2025