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SALOFALK supp 500 mg

Dr. Falk Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Salofalk® 250/500/1 g Supposte

Dr. Falk Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Mesalazina, INN (=acido 5‑aminosalicilico).

Sostanze ausiliarie

Salofalk 250 mg Supposte: Acidi grassi saturi.

Salofalk 500 mg Supposte: Acidi grassi saturi, alcool cetilico 18 mg, sodio docusato.

Salofalk 1 g Supposte: Acidi grassi saturi.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 supposta contiene 250 mg o 500 mg o 1 g di mesalazina.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Salofalk Supposte 250/500

Trattamento acuto della colite ulcerosa del retto.

Salofalk Supposte possono essere utilizzate per il trattamento acuto e la profilassi di recidiva della colite ulcerosa nella regione proctosigmoide o in caso di complicazioni dolorose e infiammatorie correlate alle emorroidi, quali l'anite, la criptite, la papillite e ragadi.

Salofalk 1 g Supposte

Trattamento acuto di casi da lievi a moderatamente gravi di colite ulcerosa del retto.

Posologia/Impiego

Adulti

Posologia abituale

1. Nella colite ulcerosa, nella proctosigmoidite e nella proctite

1.1 Nelle crisi acute

2 supp. Salofalk 250 o 1 supp. Salofalk 500 3 volte al giorno o 1 supp. Salofalk 1 g una volta al giorno. Le supposte di Salofalk 1 g dovrebbero essere introdotte preferibilmente prima di coricarsi.

1.2 Profilassi delle recidive

1 supp. Salofalk 250 3 volte al giorno o 1 supp. Salofalk 500 due volte al giorno.

2. Per complicazioni dolorose e infiammatorie correlate alle emorroidi

1 supp. Salofalk 250 o Salofalk 500 2–3 volte al giorno. Scomparsi i sintomi acuti dalla malattia, continuare la somministrazione delle supposte per almeno 1 settimana.

Durata della terapia

Nei casi acuti di colite ulcerosa, proctosigmoidite e proctite: fino all'inizio della remissione (generalmente 1–3 mesi). Per la profilassi delle recidive; illimitata. Complicanze nelle emorroidi: generalmente 2–3 settimane.

Bambini e adolescenti

L'uso e la sicurezza di Salofalk Supposte nei bambini e negli adolescenti non sono stati fino ad ora esaminati.

Modo di somministrazione

Se le supposte sono utilizzate per il trattamento di complicazioni dolorose e infiammatorie correlate alle emorroidi, si raccomanda di trattenerle nel canale anale per circa 2 minuti prima dell'inserimento in profondità per ottenere un buon contatto del principio attivo con la mucosa anale.

La cura con Salofalk va eseguita scrupolosamente e regolarmente anche in caso di terapia per evitare le ricadute, perché solo così si potrà ottenere l'auspicato successo.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie come descritto in «Composizione».

Gravi disturbi della funzionalità epatica e renale. Ipersensibilità ai salicilati o ai loro derivati.

Avvertenze e misure precauzionali

In caso di disturbi della funzionalità polmonare, in particolare asma, è indicato uno stretto monitoraggio del paziente durante la terapia con mesalazina. In pazienti con ipersensibilità nota a preparati contenenti sulfasalazina, il trattamento con mesalazina  deve essere iniziato solo sotto un attento controllo medico. Se si manifestano fenomeni acuti di intolleranza, come per esempio crampi addominali, dolori addominali acuti, febbre, forte mal di testa ed eruzioni cutanee, il trattamento deve essere interrotto immediatamente.

Prima e durante la terapia, a discrezione del medico curante, devono essere eseguiti esami del sangue (emocromo differenziale, parametri della funzionalità epatica come ALT o AST, creatinina sierica) e un'analisi delle urine. Come linea guida, si raccomanda un controllo 14 giorni dopo l'inizio del trattamento, poi 2–3 volte dopo altre 4 settimane rispettivamente. In caso di nuovi segni di malattia si rendono necessari esami di controllo. In caso di risultati normali, questi devono essere eseguiti ogni tre mesi.

Si consiglia cautela nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica.

La mesalazina non deve essere usato in pazienti con disturbi della funzionalità renale. Se durante il trattamento si notasse un deterioramento della funzionalità renale è necessario considerare una nefrotossicità causata dalla mesalazina. In tal caso Salofalk deve essere interrotto immediatamente.

Sono stati segnalati casi di nefrolitiasi alla somministrazione di mesalazina, inclusi calcoli renali contenenti mesalazina al 100%. Si raccomanda di garantireun sufficiente apporto di liquidi durante il trattamento.

La mesalazina può causare una colorazione rosso-marrone delle urine dopo il contatto con candeggina a base di ipoclorito di sodio (es. in sanitari igienizzati con alcune candeggine contenenti ipoclorito di sodio).

In casi molti rari con mesalazina sono state riportate discrasie ematiche gravi. Si devono eseguire esami ematologici nel caso in cui i pazienti presentino sanguinamenti inspiegabili, lividi, porpora, anemia, febbre o dolore faringo-laringeo. In caso di discrasie ematiche presunte o confermate Salofalk Supposte deve essere interrotto.

Raramente sono state segnalate reazioni di ipersensibilità cardiache (miocardite e pericardite) causate dalla mesalazina. In tal caso Salofalk Supposte deve essere interrotto immediatamente.

Ipertensione intracranica idiopatica

Nei pazienti che assumono mesalazina è stata segnalata ipertensione intracranica idiopatica (pseudotumor cerebri). I pazienti devono essere avvertiti della presenza di segni e sintomi di ipertensione intracranica idiopatica, tra cui cefalea grave o ricorrente, disturbi visivi o tinnito. Se si verifica ipertensione intracranica idiopatica, si deve prendere in considerazione l'interruzione della mesalazina.

Reazioni avverse cutanee severe

In associazione al trattamento con mesalazina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), incluse la reazione indotta da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN).

La mesalazina deve essere sospesa alla prima comparsa di segni e sintomi di reazioni cutanee severe, quali eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

L'alcool cetilico, un componente di Salofalk 500 mg Supposte, può causare irritazioni cutanee localizzate (ad es. dermatiti da contatto).

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione specifici.

Effetti di Salofalk Supposte su altri medicamenti

Sono disponibili evidenze isolate e contraddittorie sull'influenza della mesalazina sull'effetto anticoagulante del warfarin (non omologato in Svizzera).

Effetti di altri medicamenti su Salofalk Supposte

Nei pazienti che vengono trattati contemporaneamente con azatioprina, 6‑mercaptopurina o tioguanina, è prevedibile un aumento dell'effetto mielosoppressivo di queste sostanze.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di Salofalk in gravidanza. Tuttavia, in un numero limitato di gestanti sottoposte a trattamento con mesalazina, non sono emersi effetti indesiderati sulla gravidanza o sulla salute del feto o del neonato. Non sono disponibili esperienze risultanti da studi epidemiologici. È stato segnalato un caso isolato di insufficienza renale in un neonato a seguito di uso prolungato di un alto dosaggio di mesalazina (2–4 g/giorno per via orale) durante la gravidanza.

Studi su animali con somministrazione orale di mesalazina non hanno evidenziato effetti diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sulla nascita o sullo sviluppo postnatale.

In gravidanza Salofalk deve essere utilizzato solo quando inequivocabilmente necessario.

Allattamento

L'acido N‑acetilaminosalicilico e, in misura minore, la mesalazina sono secreti nel latte materno. Sono disponibili solo esperienze limitate nell'uomo sull'uso di mesalazina durante l'allattamento. Nei neonati non è possibile escludere reazioni di ipersensibilità, come la diarrea. Salofalk Supposte durante l'allattamento con latte materno deve essere utilizzato solo se il beneficio atteso supera il potenziale rischio. Se il neonato dovesse manifestare diarrea, è necessario interrompere l'allattamento con latte materno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La mesalazina non ha effetti (in alternativa: moderato) sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono ordinati per classe sistemica organica MedDRA e per frequenza, secondo la seguente convenzione: «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: alterazioni dell'emocromo (anemia aplastica, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, leucopenia, trombocitopenia).

Disturbi del sistema immunitario

Molto raro: reazioni di ipersensibilità come esantema allergico, febbre da medicamenti, sindrome analoga al lupus eritematoso, pancolite.

Patologie del sistema nervoso

Raro: cefalea, capogiri.

Molto raro: neuropatia periferica.

Non nota: ipertensione intracranica idiopatica (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie cardiache

Raro: miocardite, pericardite

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: reazioni polmonari allergiche e fibrotiche (tra cui dispnea, tosse, broncospasmo, alveolite, eosinofilia polmonare, infiltrato polmonare, infezione polmonare).

Patologie gastrointestinali

Raro: dolore addominale, diarrea, flatulenza, nausea e vomito.

Molto raro: pancreatite acuta.

Patologie epatobiliari

Molto raro: alterazioni dei parametri della funzionalità epatica (aumento dei valori delle transaminasi e della colestasi), epatite, epatite colestatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: eruzione cutanea, prurito.

Raro: sensibilità alla luce: sono state segnalate reazioni gravi in pazienti con patologie cutanee pre-esistenti come dermatite atopica e eczema atopico.

Molto raro: alopecia.

Non nota: reazione indotta da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN): In associazione al trattamento con mesalazina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), incluse la reazione indotta da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto raro: mialgia, artralgia.

Patologie renali e urinarie

Molto raro: disturbi della funzionalità renale, incluse nefrite interstiziale acuta e cronica e insufficienza renale.

Non nota: Nefrolitiasi.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto raro: oligospermia reversibile.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sono disponibili informazioni molto limitate sul sovradosaggio di mesalazina (ad es. assunzione di dosi orali elevate con intento suicidario). Non è noto alcun antidoto specifico. Il trattamento si basa sulla condizione clinica ed è sintomatico/supportivo.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A07EC02

Meccanismo d'azione

Farmacodinamica

Il meccanismo dell'effetto antinfiammatorio non è noto. Esperimenti in‑vitro dimostrano che l'inibizione della lipossigenasi potrebbe svolgere un ruolo.

Inoltre, è stata evidenziato un effetto sul contenuto di prostaglandine della mucosa intestinale. La mesalazina (acido 5‑aminosalicilico/5‑ASA) può anche agire come neutralizzatore dei radicali dei composti reattivi dell'ossigeno.

La mesalazina somministrata per via rettale svolge principalmente un'azione locale sulla mucosa intestinale e sul tessuto sottomucoso a livello del lume intestinale.

Efficacia clinica

Non applicabile.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'assorbimento massimo della mesalazina avviene nelle porzioni prossimali dell'intestino, mentre quello minimo avviene in quelle distali.

L'acido 5‑aminoslicilico, somministrato sotto forma di supposte, viene rilasciato nel retto e nel colon distale e svolge un effetto locale nella rispettiva sede della malattia. Solo una piccola percentuale del principio attivo viene assorbita dalla mucosa, in base al tempo di passaggio e al grado infiammatorio della mucosa (nelle supposte circa 10–15%). La parte maggiore, non assorbita, del principio attivo viene espulsa direttamente nelle feci.

Distribuzione

La distribuzione della mesalazina nell'organismo umano non è ancora completamente chiara. Negli animali, la mesalazina passa nel rene dopo somministrazione per os o e.v. Se una sospensione di mesalazina viene somministrata per via rettale ad un adulto, la sostanza passa dal retto al colon. Il volume di distribuzione (Vd) della mesalazina negli adulti è di circa 0,2 l/kg. In vitro, il 42% della mesalazina e il 78% del suo metabolita acetilato si legano alle proteine plasmatiche. Quando la sulfasalazina (un precursore della mesalazina) viene somministrata per via orale, sia la mesalazina che l'acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico attraversano la barriera placentare. Tuttavia, le concentrazioni di mesalazina nel cordone ombelicale e nel liquido amniotico sono molto basse. Non è noto se la mesalazina supera la barriera placentare dopo somministrazione per via rettale.

Dopo la somministrazione di mesalazina o sulfasalazina, nel latte materno sono rilevabili basse concentrazioni di mesalazina; tuttavia è presente un metabolita acetilato in concentrazioni più elevate.

Metabolismo

La mesalazina viene metabolizzata dal metabolismo pre-sistemico sia nella mucosa intestinale che nel fegato in acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico (N‑Ac‑5‑ASA), farmacologicamente inattivo. L'acetilazione sembra essere indipendente dal fenotipo acetilante del paziente. L'acetilazione di una quota di mesalazina avviene anche per mezzo dei batteri del colon. Il legame proteico della mesalazina è pari al 42%, mentre quello del N‑Ac‑5‑ASA è pari al 78%.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione (t½) della mesalazina e del suo principale metabolita acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico è di 0,5–1.5 h per la mesalazina somministrata per via orale o rettale e di 5–10 h per il suo metabolita. Dopo la somministrazione per os, circa il 20% della dose somministrata viene escreta nelle urine, principalmente sotto forma di acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico. In caso di somministrazione rettale di una sospensione di mesalazina, il principio attivo e il suo metabolita acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico vengono escreti principalmente nelle feci. Il metabolita acetilato assorbito viene rapidamente eliminato dai reni ed escreto nelle urine (90% in 24 ore). La frazione non assorbita, che costituisce la maggior parte della sostanza attiva, viene escreta nelle feci. Non sono disponibili dati sulla clearance renale della mesalazina. In caso di somministrazione di mesalazina per via orale a pazienti in buona salute, la clearance renale dell'acido N‑acetil‑5‑aminosalicilico è di circa 2,8–4,3 ml/min. per kg (range: da 1 a 6,5 ml/min per kg). La clearance renale di questo metabolita può essere ridotta in caso di colite ulcerativa o enterite regionale di Crohn.

Aspetti specifici di Salofalk Supposte

Assorbimento

Le concentrazioni plasmatiche massime di 5‑ASA dopo una singola applicazione di 1 g di mesalazina sotto forma di Salofalk Supposte erano pari a 192 ± 125 ng/ml (intervallo: 19–557 ng/ml), quelle del metabolita principale N‑Ac‑5‑ASA erano pari a 400 ± 211 ng/ml (intervallo: 57–1070 ng/ml). Le concentrazioni plasmatiche massime di 5‑ASA sono state raggiunte dopo 7,1 ± 4,9 ore (intervallo: 0,3–24 ore).

Distribuzione

Esami scintigrafici di Salofalk Supposte di 500 mg marcate con tecnezio hanno mostrato una diffusione massima di supposte sciolte dalla temperatura corporea dopo 2–3 ore, limitata principalmente al retto e al rettosigmoide. Salofalk Supposte sono quindi adatte solo per il trattamento della proctite e della colite ulcerosa del retto.

Eliminazione

Dopo una singola applicazione di 1 g di mesalazina sotto forma di Salofalk Supposte, circa il 14% (entro 48 ore) della dose di 5‑ASA somministrata è stato ritrovato nelle urine.

Dati preclinici

I dati preclinici provenienti da studi convenzionali su farmacologia della sicurezza, genotossicità, cancerogenicità (ratto) o tossicità riproduttiva non hanno evidenziato rischi specifici per l'uomo.

Studi su animali con somministrazione orale di mesalazina non hanno evidenziato effetti negativi diretti o indiretti sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sulla nascita o sullo sviluppo postnatale.

Tossicità renale (necrosi papillare renale e danno epiteliale dei tubuli renali prossimali glomerulari o dell'intero nefrone) è stata osservata in studi di tossicità con somministrazione multipla di alte dosi orali di mesalazina. La rilevanza clinica di questi risultati non è chiara.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Ad oggi nessuna nota.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare Salofalk Supposte nella confezione originale a temperatura ambiente (15–25 °C) e al riparo della luce.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

46673 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Dr. Falk Pharma AG, 8152 Opfikon

Stato dell'informazione

Aprile 2025

2653212/02/2026