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KETESSE sol inj 50 mg/2ml

A. Menarini GmbH

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Ketesse® 50, soluzione iniettabile o per infusione

A. Menarini GmbH

Composizione

Principi attivi

Dexketoprofenum (come dexketoprofene trometamolo).

Sostanze ausiliarie

Ethanolum 96 % (200 mg / 2 ml), Natrii chloridum, Natrii hydroxidum, Aqua ad iniect. 1 fiala (2 ml) contiene 3,15 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

i.m.: soluzione iniettabile

e.v.: soluzione iniettabile o per infusione

Una fiala (2 ml) contiene 50 mg di dexketoprofene (come 73,8 mg di dexketoprofene trometamolo).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento sintomatico a breve termine dei dolori di intensità moderata o grave, quali i dolori post-operatori, i dolori della muscolatura scheletrica o le coliche renali.

Nota:

La soluzione iniettabile o per infusione è indicata solo quando l'assunzione orale non è possibile.

Posologia/Impiego

Raccomandazioni generali:

Deve essere utilizzata la dose minima efficace per la durata più breve possibile, necessaria per alleviare i sintomi (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Adulti:

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è destinato all'uso a breve termine e solo durante la fase di dolore acuto (non più di 2 giorni). Appena possibile, si deve passare al trattamento con analgesici orali. È possibile ridurre gli effetti collaterali utilizzando la dose minima efficace per la durata più breve possibile, necessaria per il controllo dei sintomi.

Se necessario, Ketesse soluzione iniettabile o per infusione può essere utilizzato nel dolore post-operatorio di intensità moderata o grave in associazione con analgesici oppioidi alla dose raccomandata per gli adulti.

Dolori post-operatori e dolori della muscolatura scheletrica:

La posologia raccomandata è di 50 mg ogni 8 - 12 ore; al bisogno, può essere aumentata fino a un intervallo tra le dosi di 6 ore. Non si deve superare la dose totale giornaliera di 150 mg.

Coliche renali:

La posologia raccomandata è di 25 - 50 mg ogni 8 - 12 ore; al bisogno, può essere aumentata fino a un intervallo tra le dosi di 6 ore. Non si deve superare la dose totale giornaliera di 150 mg.

Bambini e adolescenti:

Sono disponibili insufficienti esperienze cliniche e, quindi, la sicurezza e l'efficacia non sono dimostrate; per questo, Ketesse non va somministrato nei bambini e negli adolescenti.

Istruzioni posologiche speciali:

Pazienti anziani:

In generale, nei pazienti anziani non è necessario alcun adeguamento della dose. Tuttavia, a causa della fisiologica riduzione della funzionalità renale con l'età, nei pazienti anziani si raccomanda in generale di avviare il trattamento con una dose più bassa (50 mg al giorno), aumentandola al bisogno e se la tollerabilità è buona.

Disturbi della funzionalità epatica:

Nei pazienti con disfunzioni epatiche lievi o moderate (Child-Pugh A - B), il trattamento deve essere avviato con una dose ridotta (50 mg al giorno) e attentamente monitorato. Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non va impiegato nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità epatica (punteggio Child-Pugh C).

Disturbi della funzionalità renale:

Nei pazienti con funzionalità renale lievemente ridotta (clearance della creatinina 60 - 89 ml/min), la posologia iniziale va ridotta a 50 mg al giorno. Ketesse soluzione iniettabile o per infusione non va impiegato nei pazienti con disturbi moderati o gravi della funzionalità renale (clearance della creatinina <59 ml/min) (cfr. «Controindicazioni»).

Modo di somministrazione:

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione può essere somministrato per via intramuscolare o endovenosa. Somministrazione intramuscolare: iniettare lentamente e in profondità nel muscolo il contenuto di una fiala (2 ml).

Somministrazione endovenosa come

  • Infusione: Il contenuto di una fiala (2 ml) viene diluito con 30 - 100 ml di soluzione salina fisiologica, soluzione di glucosio o soluzione Ringer lattato (si ottiene una concentrazione di 0,5 - 1,7 mg/ml). Infondere la soluzione per infusione per un periodo di 10 - 30 minuti.
  • Bolo: Somministrare lentamente il contenuto di una fiala (2 ml) direttamente per via endovenosa, in almeno 15 secondi.

Avvertenze per l'uso:

Se Ketesse soluzione iniettabile o per infusione viene somministrato per via intramuscolare o come bolo endovenoso, la soluzione va iniettata subito dopo il prelievo dalla fiala colorata. La soluzione non deve essere miscelata con piccoli volumi (es. in una siringa) di dopamina, prometazina, pentazocina, petidina o idrossizina, perché ciò causa la formazione di precipitati.

Per l'uso come infusione endovenosa, la soluzione va diluita in condizioni di asepsi e protetta dalla luce solare naturale (cfr. «Altre indicazioni»).

Controindicazioni

Il preparato non va somministrato nei pazienti con:

  • ipersensibilità al principio attivo, ad altri antiflogistici/antireumatici non steroidei (FANS) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie della composizione;
  • reazioni di ipersensibilità quali asma, broncospasmi, rinite acuta, formazione di polipi nasali, orticaria o angioedemi dopo assunzione di sostanze ad azione simile (acido acetilsalicilico o altri analgesici/antireumatici non steroidei);
  • ulcere gastriche e/o peptiche/duodenali attive, emorragie gastrointestinali e disturbi della coagulazione. O pazienti con sanguinamenti o perforazioni in anamnesi correlati a una precedente terapia con FANS;
  • pazienti con dispepsia cronica;
  • malattie infiammatorie intestinali (quali morbo di Crohn, colite ulcerosa);
  • storia di asma bronchiale;
  • grave scompenso cardiaco;
  • grave insufficienza cardiaca (NYHA III-IV);
  • insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina <59 ml/min);
  • disturbi gravi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite; punteggio Child-Pugh C);
  • diatesi emorragica o altre coagulopatie e nei pazienti in trattamento con anticoagulanti;
  • trattamento del dolore post-operatorio dopo un intervento di bypass coronarico (o uso di una macchina cuore-polmoni);
  • terzo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento (cfr. «Gravidanza, allattamento»);
  • reazioni fotoallergiche o fototossiche note durante il trattamento con ketoprofene o fibrati
  • Pazienti con severa disidratazione (causata da vomito, diarrea o insufficiente apporto di liquidi).

Siccome la soluzione iniettabile o per infusione contiene etanolo, la somministrazione intratecale o epidurale è controindicata.

Avvertenze e misure precauzionali

Avvertenza generale sull'uso di antinfiammatori non steroidei sistemici:

Ulcerazioni, emorragie o perforazioni gastrointestinali possono comparire in qualsiasi momento, anche senza sintomi premonitori o presenza di segni all'anamnesi, durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), COX-2 selettivi o non selettivi. Per ridurre questo rischio, va somministrata la dose efficace più bassa possibile e per la durata più breve possibile della terapia.

Per determinati inibitori selettivi della COX-2, studi controllati con placebo hanno dimostrato un aumento del rischio di complicanze trombotiche cardiovascolari e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività COX-1/COX-2 dei singoli FANS.

Siccome attualmente non esistono dati di studi clinici comparabili per il dexketoprofene con il dosaggio massimo e la terapia a lungo termine, non si può escludere un rischio altrettanto elevato. Fino a quando non saranno disponibili dati corrispondenti, il dexketoprofene deve essere utilizzato solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio in caso di malattia coronarica, malattie cerebrovascolari, arteriopatie obliteranti periferiche clinicamente accertate o in pazienti con fattori di rischio significativi (ad es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo). Anche a causa di questo rischio, va somministrata la dose efficace più bassa possibile e per la durata più breve possibile della terapia. Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione di liquidi con edemi e/o ipertensione arteriosa. Il dexketoprofene deve quindi essere usato con cautela nei pazienti con compromissione della funzione cardiaca e altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi. Si raccomanda cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE-inibitori e in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.

La sicurezza per l'uso nei bambini e negli adolescenti finora non è stata sufficientemente esaminata.

Usare con cautela nei pazienti con allergie all'anamnesi.

Nei pazienti che soffrono o hanno sofferto di allergie come ad esempio l'asma bronchiale (cfr. «Controindicazioni»), Ketesse può scatenare un broncospasmo o un'altra reazione allergica.

Evitare l'uso concomitante di Ketesse con altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2.

È possibile ridurre gli effetti collaterali utilizzando la dose minima efficace per la durata più breve possibile, necessaria per il controllo dei sintomi (cfr. la rubrica «Posologia/impiego» e i rischi gastrointestinali e cardiovascolari, più avanti).

Sicurezza gastrointestinale

Con l'uso di tutti i FANS, sono stati riportati sanguinamenti, ulcere o perforazioni gastrointestinali, anche ad esito fatale. Questi sono comparsi in qualsiasi momento della terapia, con o senza sintomi premonitori o eventi gastrointestinali gravi all'anamnesi. Se nei pazienti che ricevono Ketesse compaiono sanguinamenti o ulcere, il trattamento va interrotto.

A dosi più elevate di FANS, il rischio di emorragie, ulcerazioni o perforazioni gastrointestinali aumenta nei pazienti con storia di ulcere, soprattutto se sono comparse emorragie o perforazioni (cfr. la rubrica «Controindicazioni») e nei pazienti anziani.

Il medicamento va utilizzato con cautela nei pazienti anziani, in generale più soggetti alla comparsa di effetti collaterali. Le conseguenze, ad esempio i sanguinamenti e/o le perforazioni intestinali, sono dose-dipendenti, possono spesso essere gravi, anche ad esito fatale (cfr. la rubrica «Controindicazioni»), e comparire in qualsiasi momento durante il trattamento, senza sintomi premonitori né una corrispondente storia. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose più bassa possibile.

Come con tutti i FANS, bisogna seguire qualsiasi esofagite, gastrite e/o ulcera peptica presente in anamnesi, per accertarsi della loro completa guarigione prima di avviare una terapia con dexketoprofene. I pazienti con sintomi o malattie gastrointestinali in anamnesi vanno monitorati per la comparsa di disturbi a carico del tratto digerente, in particolare di sanguinamenti gastrointestinali.

I FANS devono essere usati con cautela nei pazienti con storia di malattie gastrointestinali, perché le loro condizioni possono peggiorare (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»).

I pazienti con storia di sintomi o malattie gastrointestinali devono essere monitorati per i disturbi digestivi, in particolare per le emorragie gastrointestinali.

In questi pazienti va presa in considerazione una terapia combinata con principi attivi protettivi (ad es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica). Questo vale anche per i pazienti che richiedono una terapia concomitante con acido acetilsalicilico a basso dosaggio o altri medicamenti che probabilmente aumentano il rischio gastrointestinale (vedere più avanti e la rubrica «Interazioni»).

I pazienti con storia di problemi gastrointestinali, soprattutto i pazienti anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale insolito (in particolare i sanguinamenti gastrointestinali), soprattutto all'inizio del trattamento.

Si raccomanda cautela nei pazienti che ricevono medicamenti concomitanti che possono aumentare il rischio di ulcerazioni o sanguinamenti, quali i corticosteroidi orali, gli anticoagulanti come il warfarin, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o gli antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico (cfr. la rubrica «Interazioni»).

Sicurezza cardiovascolare e cerebrovascolare

È necessario procedere a un monitoraggio e una consulenza adeguati dei pazienti che presentano all'anamnesi ipertensione e/o insufficienza cardiaca scompensata lieve o moderata, perché in associazione alla terapia con FANS sono stati riportati ritenzione idrica e edemi.

Particolare prudenza è richiesta nei pazienti con malattie cardiache all'anamnesi, in particolare in quelli con episodi pregressi di insufficienza cardiaca, perché in questi pazienti sussiste un aumentato rischio di una nuova insufficienza cardiaca.

Gli studi clinici e i dati epidemiologici indicano che l'uso di alcuni FANS (soprattutto a dosi elevate e nel trattamento a lungo termine) può essere associato a un rischio lievemente aumentato di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus). Non sono disponibili dati sufficienti per escludere questo rischio per dexketoprofene trometamolo.

I pazienti con ipertensione arteriosa non sotto controllo, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica manifesta, arteriopatia obliterante periferica e/o malattie cerebrovascolari possono essere trattati con dexketoprofene trometamolo solo dopo un'attenta valutazione. Simili valutazioni vanno effettuate anche prima di iniziare un trattamento a lungo termine di pazienti con fattori di rischio di malattie cardiovascolari (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari secondari dovuti a una reazione allergica o di ipersensibilità con restringimento delle arterie coronariche e può potenzialmente portare a un infarto del miocardico

Tutti i FANS non selettivi possono inibire l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di coagulazione del sangue attraverso l'inibizione della sintesi delle prostaglandine. La somministrazione concomitante di dexketoprofene trometamolo e dosi profilattiche di eparina a basso peso molecolare nella fase post-operatoria è stata studiata in studi clinici controllati e non si è osservato alcun effetto sui parametri della coagulazione. Tuttavia, i pazienti che ricevono altri trattamenti emostatici (quali warfarin o altri cumarinici o eparina) vanno attentamente monitorati durante la somministrazione di Ketesse (cfr. «Interazioni».

Reazioni cutanee

In correlazione con l'uso di FANS, sono state riportate molto raramente gravi reazioni cutanee (alcune ad esito fatale), tra le quali dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) e esantema da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. la rubrica «Effetti indesiderati»). I pazienti sembrano essere esposti al rischio massimo di questi effetti collaterali all'inizio della terapia; nella maggior parte dei casi, la reazione è comparsa per la prima volta entro il primo mese di trattamento. Ketesse deve essere interrotto alla prima comparsa di un'eruzione cutanea, di lesioni mucose o di altri segni di ipersensibilità.

Sicurezza renale

È richiesta prudenza nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica, renale o cardiaca, oppure in presenza di altre condizioni che favoriscono la ritenzione idrica. In questi pazienti, l'uso di FANS può causare un peggioramento della funzionalità renale e ritenzione idrica. È richiesta prudenza anche nei pazienti che ricevono diuretici o in quelli che tendono all'ipovolemia, perché in questi pazienti sussiste un aumentato rischio di nefrotossicità.

Per prevenire una disidratazione e, quindi, un possibile associato aumento della nefrotossicità, è necessario garantire durante il trattamento un sufficiente apporto di liquidi.

Come tutti i FANS, anche il dexketoprofene può aumentare i valori plasmatici di azoto ureico e di creatinina. Come altri inibitori della sintesi delle prostaglandine, il medicamento può causare effetti collaterali a carico del sistema renale, quali glomerulonefrite, nefrite interstiziale, necrosi papillare, sindrome nefrosica fino allo scompenso renale acuto.

Sicurezza epatica

Si raccomanda cautela nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica.

Come per altri FANS, l'assunzione del medicamento può causare un lieve aumento transitorio dei valori epatici e un significativo aumento di SGOT e SGPT. Se compare un aumento rilevante di questi parametri, la terapia va interrotta.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, gli effetti collaterali da FANS compaiono più spesso, in particolare i sanguinamenti e le perforazioni gastrointestinali, che possono avere esito fatale (cfr. «Posologia/impiego»).

Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose più bassa disponibile (dose giornaliera complessiva: 50 mg).

I pazienti anziani soffrono spesso di compromissione della funzionalità renale, cardiocircolatoria o epatica; per questo, è necessario monitorare la funzionalità epatica e renale.

Altre indicazioni

Nei pazienti con asma in associazione con rinite cronica, sinusite cronica e/o polipi nasali, sussiste un rischio aumentato di allergie all'acido acetilsalicilico e/o ai FANS, rispetto al resto della popolazione. L'uso di questi medicamenti può causare crisi asmatiche o broncospasmi, in particolare nelle persone allergiche all'acido acetilsalicilico o ai FANS (cfr. «Controindicazioni»).

Mascheramento dei sintomi delle infezioni sottostanti

Il dexketoprofene può mascherare i sintomi di un'infezione, il che può causare l'avvio ritardato di un adeguato trattamento e, quindi, un peggioramento dell'infezione. Questo si è osservato nelle polmoniti batteriche acquisite in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Se il dexketoprofene viene somministrato per il trattamento della febbre e dei dolori correlati a un'infezione, si raccomanda il monitoraggio dell'infezione. I pazienti in trattamento ambulatoriale devono consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano.

In casi isolati, è stato descritto, in correlazione temporale con l'uso dei FANS, un peggioramento delle infezioni dei tessuti molli. Per questo, il paziente va avvisato di rivolgersi immediatamente al medico, se durante la terapia compaiono per la prima volta o peggiorano i sintomi di un'infezione batterica.

In casi eccezionali, un'infezione da varicella può scatenare delle severe complicanze dovute all'infezione a carico della cute e dei tessuti molli. Attualmente non si può escludere una partecipazione dei FANS nel peggioramento di questi infezioni. Si raccomanda, quindi, di astenersi dall'uso di dexketoprofene nelle infezioni da varicella.

Ketesse va impiegato con prudenza nei pazienti che soffrono di malattie del quadro ematico, lupus eritematoso sistemico o malattie connettivali miste.

Come per altri FANS, l'uso di dexketoprofene trometamolo può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno problemi a iniziare una gravidanza o che si sottopongono a esami per la fertilità, bisogna prendere in considerazione la sospensione di dexketoprofene trometamolo. Ketesse non va usato nelle donne nel 1° e nel 2° trimestre di gravidanza, tranne quando non sia assolutamente necessario.

Alcol

Questo medicamento contiene 200 mg di alcol (etanolo 96 %) in ogni fiala (2 ml) che è equivalente a 3 mg/kg/dose (10 % w/v). La quantità in 2 ml di questo medicamento è equivalente a 5 ml di birra o 2 ml di vino. La piccola quantità di alcol in questo medicamento non produrrà effetti rilevanti. Il suo uso è critico nei pazienti che soffrono di alcolismo.

Il contenuto in alcol di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione deve essere tenuto presente nelle donne in gravidanza e in allattamento, nei bambini e nei gruppi a rischio, quali i pazienti con malattie epatiche o epilessia.

Sodio

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Le seguenti interazioni si riferiscono in generale agli analgesici/antireumatici non steroidei (FANS).

Combinazioni non raccomandate:

  • Altri FANS e altri medicamenti con effetti collaterali ulcerogeni, comprese le dosi elevate di salicilati (≥3 g/giorno): rischio aumentato di ulcere e sanguinamenti gastrointestinali in seguito all'effetto sinergico.
  • Anticoagulanti: i FANS possono potenziare l'effetto degli anticoagulanti, come il warfarin, in seguito all'elevato legame alle proteine plasmatiche del dexketoprofene, all'inibizione della funzione piastrinica e al danneggiamento della mucosa gastroduodenale. Per questo, la somministrazione concomitante è controindicata.
  • Eparine: aumentato rischio di sanguinamenti (in seguito all'inibizione della funzione piastrinica e al danneggiamento della mucosa gastroduodenale). Se la combinazione è assolutamente necessaria, vanno effettuati uno stretto monitoraggio clinico e dei controlli dei valori di laboratorio.
  • Corticosteroidi: sussiste un rischio aumentato di ulcerazioni e sanguinamenti gastrointestinali.
  • Litio: a causa della ridotta eliminazione renale del litio con i FANS, i livelli ematici di litio aumentano, fino a raggiungere dei livelli tossici. Questa interazione è potenzialmente pericolosa, pertanto l'uso concomitante deve essere evitato. Se ciò non è possibile, è necessario un attento monitoraggio dei livelli di litio durante l'avvio, il mantenimento e l'interruzione del trattamento con Ketesse.
  • Metotrexato a dosi elevate (≥15 mg/settimana): aumentata tossicità ematologica del metotrexato, in seguito alla ridotta eliminazione renale.
  • Idantoine, sulfonamidi: gli effetti tossici di queste sostanze possono essere aumentati.

Combinazioni da usare con cautela:

  • Diuretici, aminoglicosidi antibatterici e alcuni antipertensivi, ad es. betabloccanti, ACE-inibitori e antagonisti recettoriali dell'angiotensina II: il dexketoprofene ne può ridurre l'effetto.
  • Nei pazienti con ridotta funzionalità renale (ad es. pazienti disidratati o pazienti anziani con ridotta funzionalità renale), la somministrazione concomitante di inibitori della ciclossigenasi e ACE-inibitori, antagonisti recettoriali dell'angiotensina II o aminoglicosidi a effetto antibatterico può causare un ulteriore peggioramento della funzionalità renale. Quando si associa il dexketoprofene a un diuretico, è importante accertarsi che il paziente sia adeguatamente idratato e che la funzionalità renale sia monitorata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
  • Metotrexato a basse dosi (<15 mg/settimana): aumentata tossicità ematologica del metotrexato, in seguito alla ridotta eliminazione renale. Nelle prime settimane di somministrazione combinata, i valori ematici devono essere controllati ogni settimana. È richiesta una maggiore attenzione se sono già presenti delle disfunzioni renali anche lievi e nei pazienti anziani.
  • Pentossifillina: aumentato rischio di sanguinamenti. Il tempo di coagulazione va quindi controllato più spesso.
  • Sulfonilurea: alcuni FANS potenziano l'effetto ipoglicemizzante, spiazzandola dal legame con le proteine plasmatiche.
  • Zidovudina: la compromissione dell'eritropoiesi da zidovudina può essere potenziata dai FANS, con la possibile conseguenza di una grave anemia una settimana dopo l'avvio del FANS. Controllare lo stato ematico e il numero dei reticolociti 1-2 settimane dopo l'inizio della somministrazione di FANS.

Attenzione:

  • Betabloccanti: il trattamento con FANS può ridurre l'effetto antipertensivo, tramite inibizione della sintesi della prostaglandine.
  • Ciclosporina e tacrolimus: l'effetto dei FANS sulle prostaglandine renali può aumentare la nefrotossicità di ciclosporina e tacrolimus. Durante una terapia combinata, controllare la funzionalità renale.
  • Trombolitici: aumentata tendenza ai sanguinamenti.
  • Antiaggreganti piastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): aumentato rischio di sanguinamenti gastrointestinali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
  • Probenecid: le concentrazioni plasmatiche di dexketoprofene possono aumentare in caso di somministrazione con il probenecid, a causa di un'inibizione della secrezione tubulare renale e della glucuronidazione. La dose di dexketoprofene deve essere aggiustata.
  • Glicosidi cardiaci: i FANS possono aumentare la concentrazione plasmatica di glicosidi.
  • Mifepristone: a causa del rischio teorico che gli inibitori della sintesi delle prostaglandine compromettano l'efficacia del mifepristone, negli 8 - 12 giorni dopo una somministrazione di mifepristone non vanno impiegati FANS.
    Dati limitati suggeriscono che l'uso concomitante di FANS il giorno della somministrazione di prostaglandine non interferisce con l'effetto del mifepristone o della prostaglandina sulla maturazione cervicale o sulla contrattilità uterina e non riduce l'efficacia clinica dell'interruzione farmacologica della gravidanza.
  • Antibiotici chinolonici: i dati derivanti dagli studi sugli animali mostrano che dosi elevate di antibiotici chinolonici in associazione con FANS aumentano il rischio di convulsioni.
  • Tenofovir: l'uso concomitante di FANS può portare a un aumento dei livelli plasmatici dell'azoto uremico e della creatinina; monitorare la funzionalità renale, per controllare un possibile effetto sinergico su tale funzionalità.
  • Deferasirox: l'uso concomitante di FANS può aumentare il rischio di tossicità gastrointestinale. Quando il deferasirox viene usato con queste sostanze, è necessario uno stretto monitoraggio clinico.
  • Pemetrexed: l'uso concomitante di FANS può ridurre l'eliminazione di pemetrexed; per questo, è necessaria cautela nell'uso di dosi più elevate di FANS. Nei pazienti con disturbi lievi della funzionalità renale, evitare l'uso concomitante di pemetrexed e dosi di FANS 2 giorni prima e 2 giorni dopo la somministrazione di pemetrexed.

Gravidanza/Allattamento

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è controindicato nel 3° trimestre di gravidanza e durante l'allattamento.

Gravidanza:

L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere un effetto negativo sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embriofetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborto, di malformazioni cardiache e di gastroschisi in seguito all'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Si presume che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali si è dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine porta a un aumento della perdita pre e post-impianto e della mortalità embriofetale. Inoltre, sono state riportate maggiori incidenze di varie malformazioni, tra cui malformazioni cardiovascolari, negli animali cui era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante la fase dell'organogenesi.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il dexketoprofene deve essere somministrato solo se assolutamente necessario. Se il dexketoprofene viene impiegato da una donna che desidera una gravidanza o se viene usato durante il primo o secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento la più breve possibile.

Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / stenosi del dotto arterioso

L'assunzione di FANS nella 20a SdG o più tardi può portare a disfunzioni renali fetali, che possono causare oligoidramnios e, in determinati casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati compaiono in media dopo giorni o settimane di trattamento, anche se in rari casi l'oligoidramnios è stato riportato già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con la sospensione del trattamento. Le complicanze di un oligoidramnios prolungato possono includere, ad esempio, contratture degli arti e ritardo nella maturazione polmonare. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzionalità renale neonatale, si sono rese necessarie delle procedure invasive, quali trasfusione di scambio o dialisi.

Inoltre, in seguito al trattamento nel secondo trimestre di gravidanza, è stata riportata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo la sospensione del trattamento.

Prendere in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale, se il trattamento con Ketesse dura più di 48 ore. Interrompere Ketesse in caso di comparsa di oligoidramnios o stenosi del dotto arterioso ed effettuare i controlli secondo la prassi clinica.

Il dexketoprofene è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza.

Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:

  • esporre il feto ai seguenti rischi:
    • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
    • disturbi della funzionalità renale, che possono progredire fino all'insufficienza renale con oligoidramnios.
  • esporre madre e bambino ai seguenti rischi:
    • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può comparire anche a dosi molto basse;
    • inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.

Allattamento:

I FANS passano nel latte materno. Per precauzione, il dexketoprofene non deve essere utilizzato dalle donne in allattamento. Se il trattamento è essenziale, il lattante deve passare all'alimentazione con biberon.

Fertilità:

L'impiego di dexketoprofene può compromettere la fertilità femminile e quindi non è raccomandato nelle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno problemi a iniziare una gravidanza o che si sottopongono a esami sull'infertilità, deve essere presa in considerazione la sospensione del dexketoprofene.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Il medicamento può causare capogiri e stanchezza e, quindi, può avere un effetto lieve o moderato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Tutti gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici o nella fase di post-marketing di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione, che presentino almeno una correlazione possibile con dexketoprofene trometamolo, sono elencati di seguito secondo i sistemi organici.

SISTEMA ORGANICO MedDRA

Comune

(≥1/100, <1/10)

Non comune

(≥1/1000, <1/100)

Raro

(≥1/10'000, <1/1000)

Molto raro

(<1/10'000)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Patologie del sistema emolinfopoietico

Anemia

 

 

Neutropenia, trombocitopenia

 

 

Infezioni ed infestazioni

 

 

 

 

Ascessi nel sito di iniezione

Disturbi del sistema immunitario

 

 

 

Reazione anafilattica, tra cui shock anafilattico

Edema laringeo

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

 

 

Iperglicemia, ipoglicemia, ipertrigliceridemia

Anoressia

 

 

Disturbi psichiatrici

 

Insonnia

 

 

 

Patologie del sistema nervoso

 

Cefalea, stordimento, capogiri, disturbi del sonno

Parestesie, sincope

 

 

Patologie dell'occhio

 

Visione offuscata

 

 

 

Patologie dell'orecchio e del labirinto

 

 

Tinnito

 

 

Patologie cardiache

 

 

Extrasistoli, tachicardia

 

Sindrome di Kounis

Patologie vascolari

 

Ipotensione, vampate di calore, ematomi

Ipertensione, tromboflebite superficiale

 

 

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

 

 

Bradipnea

Broncospasmo, dispnea

 

Patologie gastrointestinali

Nausea (13%), vomito

Diarrea, dispepsia, vomito sanguinolento, dolori addominali, stipsi, secchezza delle fauci

Ulcera peptica, emorragia o perforazione

Pancreatite

 

Patologie epatobiliari

 

 

Ittero

Danno epatico

Epatite

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

 

Dermatite, prurito, eruzione cutanea, aumento della sudorazione

Orticaria, acne

 

 

Gravi reazioni della cute e delle mucose (sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell), angioedema, reazioni dermatologiche, fotosensibilizzazione

Esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)

Eruzione fissa da farmaci

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

 

 

Rigidità muscolare, rigidità articolare, crampi muscolari, mal di schiena

 

 

Patologie renali e urinarie

Ritenzione urinaria

Oliguria

Poliuria, dolori renali, chetonuria, proteinuria

Danno renale (nefrite o sindrome nefrosica)

Scompenso renale acuto

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

 

 

Disturbi mestruali, disturbi della prostata

 

 

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

 

Dolori nel punto dell'iniezione, febbre, reazioni nel punto dell'iniezione, infiammazioni, bruciore o emorragie

Stanchezza, dolori, sensazione di freddo

Mal di schiena, sincope, brividi, edemi periferici

 

Indurimento nel sito di iniezione, necrosi nel sito di iniezione, embolia cutis medicamentosa (sindrome di Nicolau), fascite necrotizzante

Esami diagnostici

 

 

Anomalie dei parametri epatici, chetonuria, proteinuria, aumento dell'aPTT

 

 

Sistema gastrointestinale: gli effetti collaterali osservati più comunemente riguardano il tratto digerente. Possono comparire ulcera peptica, perforazioni o sanguinamenti gastrointestinali, a volte ad esito fatale, soprattutto nei pazienti anziani. Dopo l'uso, sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, meteorismo, stipsi, dispepsia, dolori addominali, feci picee, ematemesi, stomatite ulcerativa e peggioramento della colite ulcerosa e del morbo di Crohn. Meno comunemente, si è osservata una gastrite.

Possono comparire i seguenti effetti indesiderati: meningite asettica, che compare soprattutto nei pazienti con lupus eritematoso o malattie connettivali miste, reazioni ematologiche (porpora, anemia aplastica e emolitica, raramente agranulocitosi e ipoplasia midollare).

I FANS possono causare gravi reazioni della cute e delle mucose (Stevens-Johnson, Lyell) e reazioni ematologiche (porpora, anemia aplastica; raramente agranulocitosi e ipoplasia midollare).

Gli studi clinici e i dati epidemiologici indicano che l'uso di alcuni FANS (soprattutto a dosi elevate e nel trattamento a lungo termine) può essere associato a un rischio lievemente aumentato di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico o ictus).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

Non sono noti i sintomi di un sovradosaggio. Con medicamenti simili, sono comparsi disturbi gastrointestinali (vomito, inappetenza, dolori addominali) e disturbi neurologici (sonnolenza, vertigini rotatorie, disorientamento, cefalea).

Trattamento

In caso di sovradosaggio, va avviata una terapia sintomatica adeguata alle condizioni cliniche del paziente. Il dexketoprofene trometamolo è dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

M01AE17

Meccanismo d'azione

Il dexketoprofene trometamolo è il sale trometaminico dell'acido S-(+)-2-(3- benzoilfenil)-propionico, un medicamento ad azione analgesica, antiflogistica e antipiretica che fa parte del gruppo degli analgesici/antireumatici non steroidei.

Il meccanismo d'azione degli analgesici/antireumatici non steroidei viene ricondotto alla riduzione della sintesi delle prostaglandine, attraverso l'inibizione della ciclossigenasi (COX). In particolare, è presente una inibizione della trasformazione dell'acido arachidonico negli endoperossidi ciclici, PGG2 e PGH2, da cui derivano le prostaglandine PGE1, PGE2, PGF2α e PGD2, così come la prostaciclina PGI2 e i trombossani (TxA2 e TxB2). Inoltre, l'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare altri mediatori dell'infiammazione, ad esempio le chinine e, in questo modo, integrare indirettamente l'azione principale. Negli studi sperimentali sugli animali e negli studi sugli esseri umani, il dexketoprofene ha presentato un'azione inibitrice sull'attività di COX-1 e COX-2.

Farmacodinamica

In generale, i FANS sono delle miscele racemiche dei due enantiomeri. L'azione farmacologica è dovuta soprattutto alla forma S-(+). Tuttavia, anche la forma R-(-) è soggetta a processi metabolici, quali bioinversione e accumulo lipidico e viene, inoltre, legata in egual misura alle proteine plasmatiche.

Efficacia clinica

Negli studi clinici con diversi modelli di dolore conseguenti a interventi chirurgici ortopedici e ginecologici/addominali e nei dolori acuti della muscolatura scheletrica, l'effetto analgesico è comparso rapidamente e l'effetto analgesico più intenso si è osservato entro 45 minuti. La durata dell'effetto analgesico dopo somministrazione di 50 mg di dexketoprofene è in generale di 8 ore.

Nel trattamento dei dolori post-operatori, l'impiego di Ketesse soluzione iniettabile o per infusione riduce significativamente il fabbisogno di oppioidi.

Negli studi sul dolore post-operatorio in cui i pazienti ricevevano morfina attraverso una pompa PCA, i pazienti trattati con dexketoprofene trometamolo hanno richiesto una quantità significativamente minore di morfina, rispetto a quelli del gruppo placebo.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo somministrazione intramuscolare, i livelli plasmatici massimi vengono raggiunti dopo 20 minuti (10 - 45 min). Per le dosi singole di 25 e 50 mg, le aree sotto la curva di concentrazione (AUC) sono dose-dipendenti, sia dopo somministrazione intramuscolare che dopo somministrazione endovenosa.

Nella somministrazione ripetuta, la Cmax e l'AUC rimangono immodificate; il dexketoprofene non si accumula nell'organismo.

L'area sotto la curva (AUC) alla stessa dose dopo somministrazione intramuscolare ed endovenosa è comparabile a quella dopo somministrazione orale.

Distribuzione

Il dexketoprofene trometamolo presenta un elevato tasso di legame alle proteine plasmatiche (99%). Il volume di distribuzione è in media sotto 0,25 l/kg. L'emivita di distribuzione corrisponde a 0,35 ore.

Metabolismo

Dopo somministrazione di dexketoprofene trometamolo, si ritrova nelle urine solo l'enantiomero S-(+), il che dimostra che nell'essere umano non viene trasformato nella forma R-(-). Il dexketoprofene trometamolo viene trasformato quasi esclusivamente attraverso un metabolismo di fase II in acilglucuronidi reversibili.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione del dexketoprofene trometamolo corrisponde a 1,65 (1-2,7) ore. Il composto viene eliminato per l'80% per via renale sotto forma di glucurono-coniugati.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

In volontari sani anziani (≥65 anni), il carico della sostanza dopo somministrazione orale singola e ripetuta era significativamente più elevato, rispetto ai volontari giovani (fino al 55%). Era presente un significativo aumento dell'AUC e del T½; per Tmax e Cmax non si sono messe in evidenza differenze significative. L'emivita di eliminazione media dopo somministrazione singola e ripetuta era prolungata (fino al 48%) e la clearance corporea totale apparente era ridotta (cfr. anche «Istruzioni posologiche speciali» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dati preclinici

I dati preclinici dagli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta, genotossicità e tossicità immunofarmacologica non mostrano particolari pericoli per gli esseri umani, oltre a quelli riportati nelle altre sezioni. Gli studi di tossicità cronica condotti sul topo e sulla scimmia hanno messo in evidenza un NOAEL (no observed adverse effect level) di 3 mg/kg/giorno. Gli effetti collaterali comparsi più comunemente sono state le erosioni e le ulcere gastrointestinali dose-dipendenti.

Gli effetti di tossicità riproduttiva sono riportati nella rubrica «Gravidanza, allattamento».

Altre indicazioni

Si tratta di una soluzione limpida, incolore, con un pH di 6,5 - 8,5 e un'osmolarità di 270 - 328 mOsmol/l.

Incompatibilità/compatibilità:

La soluzione iniettabile o per infusione (50 mg/2 ml) non deve essere miscelata con piccoli volumi (es. in una siringa) di dopamina, prometazina, pentazocina, petidina o idrossizina, perché ciò causa la formazione di precipitati. La soluzione diluita per l'infusione (0,5 - 1,7 mg/ml) non va miscelata con prometazina né con pentazocina.

Il preparato va miscelato solo con le seguenti soluzioni:

La soluzione iniettabile o per infusione (50 mg/2 ml) è miscelabile con piccoli volumi (ad es. in una siringa) di una soluzione iniettabile di eparina, lidocaina, morfina e teofillina; la soluzione diluita per l'infusione (0,5 - 1,7 mg/ml) si è dimostrata compatibile con i seguenti medicamenti: dopamina, eparina, idrossizina, lidocaina, morfina, petidina, teofillina.

La soluzione per infusione (0,5 - 1,7 mg/ml) è compatibile con contenitori in etilvinilacetato (EVA), cellulosa propionato (CP), polietilene a bassa densità (LDPE) e polivinilcloruro (PVC).

Stabilità

Il preparato non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» (=scadenza) sul contenitore.

A temperatura ambiente, protette dalla luce, le soluzioni sono chimicamente stabili come segue:

Soluzione per infusione

Stabilità

NaCl 0,9%:

24 ore

Ringer lattato:

24 ore

Glucosio 5%:

24 ore

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-30 °C), nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Ketesse soluzione iniettabile o per infusione è monouso e la soluzione eventualmente rimanente nella fiala dopo l'uso non va più utilizzata e va eliminata.

Se Ketesse soluzione iniettabile o per infusione viene somministrato per via intramuscolare o come bolo endovenoso, la soluzione va iniettata subito dopo il prelievo dalla fiala colorata. Per l'uso come infusione endovenosa, la soluzione va diluita in condizioni di asepsi e protetta dalla luce solare naturale. Per ragioni microbiologiche, la preparazione pronta all'uso va utilizzata subito dopo la diluizione.

Prima dell'uso, controllare visivamente la soluzione. La soluzione deve essere limpida e incolore e non va utilizzata se contiene delle particelle visibili.

Numero dell'omologazione

56059 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Menarini GmbH, Zurigo

Stato dell'informazione

Dicembre 2025

1497006/01/2026