ZOMIG nasal spray nasal 2.5 mg
Grünenthal Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Zomig® nasal
Composizione
Principio attivo: Zolmitriptanum.
Sostanze ausiliarie: Acidum citricum, Dinatrii phosphas, Aqua purificata.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Spray nasale.
1 dose singola di spray nasale da 0,1 ml contiene risp. 2,5 mg e 5 mg di zolmitriptan.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento acuto degli attacchi di emicrania con o senza aura e della cefalea a grappolo.
Posologia/Impiego
Adulti
La dose singola di Zomig nasal si somministra in una narice.
Trattamento dell'emicrania
La dose di Zomig nasal raccomandata per il trattamento di un attacco di emicrania è di 2,5 mg o 5 mg (=1 dose singola). Nei pazienti che con una dose da 2,5 mg non ottengono una risposta soddisfacente, può essere efficace una dose da 5 mg.
Zomig spray nasale rappresenta una formulazione alternativa, non orale, alle compresse rivestite di zolmitriptan e a Zomig oro (compresse orosolubili), quando si renda necessario o sia auspicabile un trattamento non orale.
Qualora i sintomi persistano o ricompaiano entro 24 ore, può essere somministrata una seconda dose. Essa può essere applicata dopo almeno due ore dalla dose iniziale.
Zomig nasal garantisce l'inizio dell'attenuazione dell'emicrania entro 15 minuti dopo la somministrazione.
L'efficacia di Zomig nasal è sostanzialmente indipendente dal momento della somministrazione durante l'attacco. Si consiglia tuttavia di somministrare Zomig nasal il prima possibile dall'inizio della cefalea emicranica.
Trattamento della cefalea a grappolo
I pazienti affetti da cefalea a grappolo potrebbero talvolta avere una narice chiusa sul lato interessato dalla cefalea. In questi casi, si consiglia la somministrazione di Zomig nasal nella narice opposta al lato del dolore.
La dose raccomandata di Zomig nasal per il trattamento di un attacco di cefalea a grappolo è di 5 o 10 mg. Nei pazienti che non ottengono una risposta soddisfacente con la dose da 5 mg, negli attacchi successivi può essere efficace la dose da 10 mg. Si consiglia di somministrare Zomig nasal il prima possibile dall'inizio della cefalea emicranica.
Nell'arco di 24 ore non possono essere applicati più di 10 mg (=2 dosi singole di Zomig nasal 5 mg).
La dose di Zomig nasal è efficace anche nei casi di attacchi di emicrania correlati ad alterazioni ormonali durante la mestruazione.
Zomig nasal non è indicato per la profilassi dell'emicrania o della cefalea a grappolo. Zomig nasal non è indicato per la profilassi dell'emicrania o della cefalea a grappolo.
L’efficacia di Zomig nasal non è influenzata da sesso, età (vedere qui di seguito «Bambini» e «Pazienti anziani»), durata dell’attacco, nausea precedente la somministrazione o da altri medicamenti per la profilassi dell’emicrania. L’efficacia di Zomig nasal non è influenzata dall’impiego locale concomitante di vasocostrittori per la congestione della mucosa nasale (vedere «Interazioni»).
Bambini (<12 anni)
Non sono disponibili dati sull'impiego di zolmitriptan nei bambini. Zomig non deve essere quindi impiegato in questa fascia d'età.
Adolescenti (12-17 anni)
Non vi sono differenze significative nella farmacocinetica di zolmitriptan negli adolescenti e negli adulti. Tuttavia, la sicurezza e l'efficacia di Zomig nasal negli adolescenti non sono state dimostrate. Si sconsiglia pertanto un trattamento in questa fascia d'età.
Pazienti anziani
La sicurezza e l'efficacia di Zomig in pazienti di età superiore a 65 anni non sono state valutate sistematicamente.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio (vedere «Farmacocinetica»). Nei pazienti con insufficienza epatica grave si raccomanda una dose massima di 5 mg nelle 24 ore.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con un clearance della creatinina >15 ml/min (vedi «Farmacocinetica») non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio.
Controindicazioni
Zomig nasal è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento.
Zomig nasal non deve essere utilizzato nel trattamento dell'emicrania emiplegica o basilare.
Zomig nasal è controindicato nei pazienti con la seguente anamnesi:
In caso di cardiopatia ischemica, storia di infarto miocardico, vasospasmo coronarico (angina di Prinzmetal) o ipertensione non sufficientemente controllata e storia di eventi cerebrovascolari (CVA) o di attacchi ischemici transitori (TIA).
Avvertenze e misure precauzionali
Zomig nasal deve essere impiegato esclusivamente dopo diagnosi certa di emicrania o di cefalea a grappolo.
Come con altri trattamenti acuti della cefalea, prima del trattamento in pazienti che non hanno ancora ricevuto diagnosi di emicrania o cefalea a grappolo ed in pazienti che presentino sintomi atipici, vanno escluse altre patologie neurologiche potenzialmente serie. Esistono segnalazioni di pazienti che hanno ricevuto gli agonisti dei recettori 5HT1B/1D per il trattamento di cefalee severe che si sono rivelate successivamente come manifestazione collaterale di un danno neurologico in sviluppo (disturbi della perfusione cerebrale, emorragia subaracnoidea). Occorre rilevare che i soggetti emicranici possono essere a rischio di determinate malattie cerebrovascolari, quali ad esempio disturbi della perfusione cerebrale, accidenti cerebrovascolari (ACV), TIA (attacco ischemico transitorio), emorragie cerebrali o subaracnoidee.
Se il paziente non risponde al primo trattamento con il dosaggio normale, è necessario verificare nuovamente la diagnosi prima di somministrare la seconda dose.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, Zomig deve essere somministrato con cautela a pazienti con anamnesi di epilessia o lesioni cerebrali strutturali che abbassano la loro soglia convulsiva.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, Zomig non deve essere somministrato, senza effettuare prima una valutazione, a pazienti per i quali sussista la possibilità di una cardiopatia non diagnosticata. Ciò vale soprattutto per donne in post-menopausa, uomini di età superiore a 40 anni e pazienti con fattori di rischio di una patologia coronarica.
Dopo la somministrazione di zolmitriptan sono state osservate sensazione di pesantezza, oppressione o costrizione al torace. Negli studi clinici, questi sintomi non erano tuttavia accompagnati da aritmie o da alterazioni ischemiche nell'ECG.
Se durante il trattamento compaiono sintomi indicativi di una cardiopatia ischemica, devono essere eseguiti adeguati accertamenti prima di proseguire la terapia.
Gli agonisti dei recettori 5HT1B/1D non devono essere somministrati a pazienti con sindrome di Wolff-Parkinson-White sintomatica o con aritmie associate ad altre vie accessorie della conduzione cardiaca.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, sono stati descritti aumenti transitori della pressione arteriosa in pazienti con o senza storia di ipertensione; molto raramente questi incrementi pressori sono comparsi assieme a eventi clinici significativi.
Con l'ergotamina sono stati riferiti vasospasmi di lunga durata. Poiché questi effetti possono sommarsi, si sconsiglia l'assunzione concomitante di ergotamina e agonisti dei recettori 5HT1B/1D.
L'assunzione concomitante di triptani con altri medicamenti ad azione serotoninergica può causare in rari casi la sindrome serotoninergica come effetto farmacologico indesiderato potenzialmente letale. La sindrome serotoninergica è caratterizzata da diverse combinazioni di singoli sintomi che possono comprendere tipicamente i seguenti sintomi: iperreflessia, tremore, mioclonia, alterazioni mentali come irrequietezza, paura, allucinazioni, irritabilità fino al delirio e al coma, nonché tachicardia, oscillazioni della pressione arteriosa, ipertermia, nausea, vomito, diarrea e temperatura corporea >38 °C e mioclonie oculari o indotte.
La sindrome serotoninergica può insorgere quando si assumono due o più medicamenti ad azione serotoninergica o quando si aumenta la dose (vedere la rubrica «Interazioni»).
Se è necessario il trattamento concomitante con Zomig e un SSRI o un SNRI, si raccomanda di tenere il paziente sotto attenta osservazione, in particolare all'inizio del trattamento e in caso di aumenti di dose.
Dopo sospensione del medicamento ad azione serotoninergica si ottiene abitualmente un rapido miglioramento. Il trattamento della sindrome serotoninergica dipende dal tipo e dal grado di severità dei sintomi.
L'uso prolungato di qualsiasi antidolorifico per il trattamento della cefalea può peggiorare la sindrome. Se questa situazione si verifica o si sospetta, occorre sospendere il trattamento. La diagnosi di cefalea da abuso di medicamenti (Medication Overuse Headache) deve essere presa in considerazione nei pazienti con cefalea frequente o quotidiana, malgrado (o a causa di) uso regolare di medicamenti per il trattamento della cefalea.
La somministrazione concomitante di moclobemide, un inibitore selettivo delle MAO-A, causa un incremento di 3 volte dell'AUC del metabolita attivo e un incremento (26%) dell'AUC di zolmitriptan (vedere anche «Interazioni»). Pertanto, nei pazienti in terapia con un inibitore selettivo delle MAO-A o con un inibitore non selettivo delle MAO, si raccomanda un'assunzione massima di 5 mg nelle 24 ore.
Interazioni
L'assunzione concomitante di triptani con altri medicamenti ad azione serotoninergica più o meno accentuata, fra i quali gli «inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina» (SSR), (per es. fluoxetina, paroxetina, sertralina), gli «inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNR) (per es. vanlafaxina, duloxetina), gli inibitori delle MAO, L-triptofano, litio, gli antidepressivi triciclici, può causare in rari casi la sindrome serotoninergica come effetto farmacologico indesiderato potenzialmente letale (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non vi sono segni di interazioni farmacocinetiche con caffeina, metoclopramide, selegilina, fluoxetina (20 mg/24 h), ergotamina, diidroergotamina, paracetamolo o pizotifene. Non sono stati valutati altri SSRI oltre alla fluoxetina.
Possono insorgere frequentemente effetti collaterali nell'uso concomitante di triptani e preparati vegetali contenenti l'erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum).
Esistono minime interazioni farmacocinetiche clinicamente non significative con rifampicina e propranololo. La somministrazione concomitante di propranololo (160 mg/giorno) per una settimana può causare un aumento di 1,5 volte della Cmax e dell'AUC di zolmitriptan. La Cmax e l'AUC del metabolita N-demetilato possono subire una riduzione risp. del 30% e del 15%. Dopo somministrazione concomitante di propranololo con zolmitriptan non si sono riscontrate interazioni sulla pressione arteriosa né sulla frequenza cardiaca.
Zolmitriptan viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450, soprattutto attraverso il CYP1A2.
Dopo somministrazione di cimetidina, un inibitore generale del sistema P450, l'emivita e l'AUC di zolmitriptan e del suo metabolita attivo sono risultate pressoché raddoppiate. Pertanto, nei pazienti che assumono cimetidina, si raccomanda una dose massima giornaliera di 5 mg di zolmitriptan.
In base al profilo di interazione di zolmitriptan, non può essere esclusa un'interazione con specifici inibitori dell'isoenzima CYP1A2 del P450. Pertanto, anche in caso di impiego concomitante di sostanze di questa classe (ad es. fluvoxamina e chinoloni) si raccomanda la stessa dose massima giornaliera.
Il metabolita inattivo principale di zolmitriptan, il derivato dell'acido indolacetico (2161W92), deriva dal metabolita attivo N-demetilato (N-demetil-zolmitriptan) attraverso l'attività della MAO-A. Ciò è stato dimostrato attraverso la somministrazione concomitante di moclobemide, un inibitore selettivo della MAO-A che ha causato una triplicazione dell'AUC del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan, mentre i livelli di zolmitriptan sono state solo minimamente influenzate (aumento del 26% dell'AUC). Pertanto, in caso di assunzione concomitante di un inibitore della MAO-A, non si deve superare la dose massima di 5 mg di Zomig nelle 24 ore.
Le analisi su volontari condotte con Zomig ed ergotamina non hanno evidenziato alcuna interazione farmacocinetica o clinicamente significativa. Tuttavia, in considerazione della possibilità di un'azione vasocostrittiva additiva, si deve evitare il trattamento concomitante con derivati dell'ergotamina. Pertanto, nelle 24 ore precedenti e nelle 6 ore successive alla somministrazione di un agonista del recettore 5HT1B/1D, non si deve assumere alcun preparato contenente ergotamina.
Non si devono assumere altri agonisti del recettore 5HT1B/1D nelle 24 ore successive alla somministrazione di Zomig.
L'assorbimento e la farmacocinetica di Zomig nasal non vengono compromessi dall'impiego precedente del vasocostrittore simpaticomimetico xilometazolina.
Gravidanza/Allattamento
Zomig nasal deve essere utilizzato in gravidanza solo se il beneficio per la madre giustifica i possibili rischi per il feto. Negli studi sugli animali non sono stati riscontrati effetti teratogeni, tuttavia non sono disponibili studi sulle donne in gravidanza.
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che zolmitriptan passa nel latte materno. Poiché non sono disponibili esperienze con il latte materno umano, Zomig nasal deve essere impiegato dopo accurata valutazione del rapporto beneficio/rischio nelle donne che allattano al seno.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Zomig nasal può ridurre la capacità di condurre veicoli o impiegare macchine. Occorre tenere presente che può indurre sonnolenza.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono tipicamente lievi o moderati, transitori e regrediscono spontaneamente senza trattamento aggiuntivo.
I potenziali effetti indesiderati insorgono spesso nelle prime quattro ore e non aumentano dopo somministrazione ripetuta.
Questi effetti collaterali possono essere classificati come «comune» (>1/100, <1/10), «non comune» (>1/1'000, <1/100), «raro» (>1/10'000, <1/1'000) o «molto raro» (<1/10'000).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità, incluse anafilassi e reazioni anafilattoidi.
Patologie del sistema nervoso
Comune: vertigini, cefalea, sonnolenza, sensazione di calore, parestesia e iperestesia.
Patologie cardiache/Patologie vascolari
Comune: palpitazioni.
Non comune: tachicardia, aumento transitorio della pressione arteriosa.
Molto raro: infarto miocardico, angina pectoris, eventi cardiaci gravi in pazienti senza cardiopatia sottostante, vasospasmi coronarici.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: sanguinamento nasale (solo con Zomig nasal, spray nasale), sensazione sgradevole nella cavità nasale (solo con Zomig nasal, spray nasale).
Patologie gastrointestinali
Molto comune: disgeusia (solo con Zomig nasal, spray nasale).
Comune: dolori addominali, nausea, vomito, secchezza delle fauci, disfagia.
Molto raro: diarrea sanguinolenta, infarto o necrosi gastrointestinale, eventi ischemici gastrointestinali inclusa la colite ischemica, infarto splenico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: orticaria, angioedema.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:
Comune: debolezza muscolare, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non comune: poliuria, frequenza urinaria aumentata.
Molto raro: urgenza urinaria.
Patologie sistemiche:
Comune: astenia, senso di pesantezza, costrizione, dolore o compressione alla gola, al collo, agli arti o al torace.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Nei soggetti che hanno ricevuto una dose orale di 50 mg è stata riscontrata comunemente sedazione.
L'emivita di eliminazione di zolmitriptan è compresa fra 2,5 e 3 ore (vedere «Farmacocinetica»). Pertanto, i pazienti che hanno assunto un dosaggio eccessivo devono essere monitorati per almeno 15 ore o finché persistono i segni e sintomi.
Non esiste un antidoto specifico per zolmitriptan. In caso di intossicazione grave, si raccomandano procedure di terapia intensiva, inclusa l'instaurazione ed il mantenimento della pervietà delle vie
Non esiste un antidoto specifico per zolmitriptan. In caso di intossicazione grave, si raccomandano procedure di terapia intensiva, inclusa l'instaurazione ed il mantenimento della pervietà delle vie aeree, il supporto di un'adeguata ossigenazione e ventilazione, il monitoraggio ed il supporto del sistema cardiovascolare.
Non si conosce l'effetto dell'emodialisi e della dialisi peritoneale sulla concentrazione sierica di zolmitriptan.
Proprietà/Effetti
Codice ATC:
N02CC03
Farmacodinamica
Negli studi preclinici è stato dimostrato che lo zolmitriptan è un agonista selettivo dei sottotipi dei recettori ricombinanti 5HT1D e 5HT1B nei vasi umani. Zolmitriptan presenta un'elevata affinità per i recettori 5HT1B/1D e una modesta affinità per i recettori 5HT1A. Zolmitriptan non possiede affinità significativa (secondo gli studi con radioligandi) né attività farmacologica nei confronti dei seguenti recettori: recettori 5HT2, 5HT3, 5HT4, alfa1-, alfa2-, beta1- adrenergeni, H1-, H2-istaminici, muscarinici, dopaminergici1, dopaminergici2.
Le strutture sensibili al dolore del cervello umano sono i vasi e il sistema vascolare della dura madre innervati dalle fibre afferenti del trigemino. Nei modelli animali, la somministrazione di zolmitriptan, come agonista con effetti sui recettori vascolari 5HT1, causa vasocostrizione con inibizione del rilascio di neuropeptidi (peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), peptide intestinale vasoattivo (VIP) e Sostanza P). Questi due meccanismi, la vasocostrizione e l'inibizione del rilascio di neuropeptidi, portano a un indebolimento dell'attacco emicranico, che si traduce in un'attenuazione del dolore entro 1 ora e in un miglioramento dei sintomi che accompagnano l'emicrania come nausea, vomito, fotofobia e fonofobia.
Oltre a questi effetti periferici, zolmitriptan possiede anche effetti sul sistema nervoso centrale, per cui vengono raggiunti sia i centri periferici sia i centri dell'emicrania nel tronco encefalico. Ciò potrebbe spiegare l'effetto costante nel corso di molteplici attacchi nello stesso paziente. La vasodilatazione deriva dall'attivazione di un arco riflesso che viene trasmesso attraverso le fibre trigeminali ortodromiche e attraverso l'innervazione parasimpatica della circolazione cerebrale con l'ausilio del rilascio di VIP come importante trasmettitore. Zolmitriptan inibisce questo arco riflesso e il rilascio di VIP.
Efficacia clinica
Gli studi clinici hanno dimostrato che la percentuale di pazienti che hanno manifestato effetti indesiderati aumentava con l'incremento della dose.
Trattamento acuto dell'emicrania
In uno studio clinico con Zomig nasal con più di 1'300 pazienti affetti da emicrania, nei quali erano stati trattati fino a 3 attacchi di emicrania, l'efficacia è iniziata dopo 15 minuti per entrambe le dosi da 2,5 mg e 5 mg. Due ore dopo la somministrazione di Zomig nasal si è raggiunta un'attenuazione della cefalea emicranica (da grave/moderata a lieve/assente) nel 70% e l'assenza di dolore nel 38% per il dosaggio da 5 mg, rispetto al 59% e al 26% per il dosaggio da 2,5 mg e al 31% e 8% per il placebo.
Trattamento della cefalea a grappolo
In due studi clinici controllati con disegno simile, sono stati trattati fino a 3 attacchi di cefalea a grappolo in un totale di 121 pazienti. Secondo l'analisi combinata di questi due studi, l'impiego di Zomig nasal 5 mg ha portato a una diminuzione statisticamente significativa della cefalea da molto grave/grave/moderata a lieve/assente dopo 30 minuti nel 48,3% dei pazienti (rispetto al 29,5% dopo somministrazione di placebo). Si è raggiunta l'eliminazione del dolore nel 34,8% dei pazienti (rispetto al 19.3% dopo somministrazione di placebo). I risultati per la dose da 10 mg erano analoghi, 63,1% e 44% risp. per l'effetto del medicamento sulla cefalea e per l'eliminazione del dolore.
Farmacocinetica
Le concentrazioni plasmatiche e la farmacocinetica del zolmitriptan e dei tre metaboliti principali nella somministrazione intranasale sono quasi uguali a quelle delle compresse Zomig convenzionali.
Assorbimento
Zolmitriptan viene assorbito rapidamente dopo somministrazione intranasale, con concentrazioni plasmatiche misurabili entro 5 min. Una parte della dose viene assorbita direttamente dalla mucosa del naso e della faringe. Ca. il 40% della Cmax viene raggiunto entro 15 min. Le concentrazioni plasmatiche permangono fino a 4-6 ore.
Distribuzione
Dopo somministrazione endovenosa si ottiene un volume di distribuzione di 2,4 l/kg. Il legame con le proteine plasmatiche è basso e pari a circa 25%.
Metabolismo
Zolmitriptan è soggetto a una biotrasformazione epatica estesa. Zolmitriptan viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450, soprattutto attraverso il CYP1A2. Si formano soprattutto tre metaboliti di zolmitriptan: un derivato dell'acido indolacetico (il metabolita principale nel plasma e nelle urine), un derivato N-ossidato e un derivato N-demetilato. Solo il metabolita N-demetilato (N-demetil-zolmitriptan) è attivo. Questo viene metabolizzato dal sistema enzimatico della monoaminossidasi A (MAO-A) e si è rivelato 2-6 volte più potente nel modello animale rispetto a zolmitriptan. Le concentrazioni plasmatiche di N-demetill-zolmitriptan sono circa la metà della sostanza originaria, pertanto si può ritenere che questo metabolita contribuisca all'effetto terapeutico di Zomig.
Eliminazione
Dopo la biotrasformazione epatica, i metaboliti vengono escreti nelle urine. Più del 60% di una dose singola viene escreto nelle urine (principalmente sotto forma di acido indolacetico) e circa il 30% viene escreto nelle feci (soprattutto come zolmitriptan immodificato).
Dopo somministrazione e.v., la clearance plasmatica media è pari a circa 10 ml/min/kg, di cui un terzo è rappresentato dalla clearance renale. La clearance renale è più elevata della velocità di filtrazione glomerulare, suggerendo la presenza di secrezione tubulare renale.
L'eliminazione di zolmitriptan somministrato per via orale e intranasale e del suo metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan sembra essere circa la stessa. L'emivita media è di circa 3 ore per entrambe le forme e N-demetil-zolmitriptan, suggerendo un'eliminazione limitata dalla velocità di formazione.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, la clearance renale di zolmitriptan e dei suoi metaboliti rispetto ai soggetti sani è di 7-8 volte inferiore, sebbene l'AUC della sostanza originaria e del metabolita attivo siano solo lievemente più elevate (risp. 16% e 35%). L'accumulo di metaboliti non attivi è possibile in caso di somministrazione ripetuta. L'emivita è aumentata di 1 ora a 3-3,5 ore. Questi parametri si collocavano nell'intervallo osservato nei soggetti sani.
Il metabolismo di zolmitriptan è limitato in caso di insufficienza epatica proporzionalmente alla gravità dell'insufficienza. Rispetto ai soggetti sani, l'AUC e la Cmax di zolmitriptan nei pazienti con insufficienza epatica moderata erano aumentate risp. del 94% e del 50%, nei pazienti con insufficienza epatica grave risp. del 226% e del 47%. I livelli plasmatici dei metaboliti, incluso il metabolita attivo, erano ridotti. Nei pazienti con insufficienza epatica moderata, l'AUC e la Cmax del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan erano risp. del 33% e del 44% più basse e nei pazienti con insufficienza epatica grave risp. dell'82% e del 90%
L'emivita di zolmitriptan nei soggetti sani è di 4,7 ore, nei pazienti con insufficienza epatica moderata di 7,3 ore e nei pazienti con insufficienza epatica grave di 12 ore. L'emivita del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan nei soggetti sani è di 5,7 ore, nei pazienti con insufficienza epatica moderata di 7,5 ore e nei pazienti con insufficienza epatica grave di 7,8 ore.
La farmacocinetica di zolmitriptan nei pazienti anziani sani era simile a quella dei soggetti sani giovani.
Dati preclinici
In uno studio sulla teratogenicità per via orale su ratti e conigli, alle dosi massime tollerate risp. di 1200 mg/kg/giorno e di 30 mg/kg/giorno non si sono riscontrati segni di teratogenicità.
Dagli studi condotti sulla genotossicità si è desunto che un rischio genetico per l'uomo è improbabile.
Gli studi di cancerogenicità condotti su ratti e topi alle dosi massime considerate opportune non hanno suggerito tumorigenicità.
Gli studi condotti sui ratti a dosi limitate dalla tossicità per le madri animali non hanno dimostrato effetti sulla fertilità.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare Zomig nasal a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
56003 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Grünenthal Pharma AG, Glarus Süd.
Stato dell'informazione
Luglio 2023
28641 — 22/09/2023