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TIMO-COMOD gtt opht 0.25 %

URSAPHARM Schweiz GmbH

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Timo-COMOD®

URSAPHARM Schweiz GmbH

Composizione

Principi attivi

Timololo (come timololo maleato).

Sostanze ausiliarie

Sodio fosfato monobasico diidrato (E339); sodio fosfato dibasico dodecaidrato (E339) (contiene 13,36 mg/ml di fosfato); acqua per preparazioni iniettabili.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Timo-COMOD gocce oftalmiche è una soluzione limpida e incolore.

Timo-COMOD gocce oftalmiche 0,25%: 2,5 mg/ml di timololo come timololo maleato.

Timo-COMOD gocce oftalmiche 0,5%: 5 mg/ml di timololo come timololo maleato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Riduzione della pressione intraoculare in:

  • pazienti con ipertensione oculare;
  • pazienti con glaucoma cronico ad angolo aperto;
  • pazienti afachici con glaucoma;
  • certi pazienti con glaucoma secondario;
  • pazienti con angolo della camera stretto e anamnesi di blocco dell'angolo irido-corneale, spontaneo o iatrogeno, nell'occhio opposto, che necessitano di una riduzione della pressione intraoculare (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Timo-COMOD può essere utilizzato anche come medicamento supplementare nel glaucoma infantile, che non è adeguatamente controllabile con un'altra terapia antiglaucomatosa.

Posologia/Impiego

La normale dose iniziale è di una goccia di Timo-COMOD 0,25% 2 volte/die nell'occhio affetto.

In caso di scarsa risposta del paziente a questo trattamento, la posologia per l'occhio affetto può essere aumentata a una goccia della soluzione 0,5% 2 volte/die.

Se necessario, può essere prescritto contemporaneamente un trattamento con miotici, adrenalina e inibitori dell'anidrasi carbonica somministrati per via sistemica.

Non è consigliato l'uso di due beta-bloccanti adrenergici topici (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

In alcuni pazienti possono essere necessarie alcune settimane prima che la riduzione della pressione intraoculare con Timo-COMOD si stabilizzi, quindi si raccomanda di misurare la pressione intraoculare dopo circa 4 settimane di trattamento con Timo-COMOD, prima di valutare l'efficacia del preparato.

Se la pressione intraoculare raggiunge valori ottimali, in molti pazienti può essere sufficiente una sola applicazione al giorno.

Occludendo il dotto nasolacrimale oppure chiudendo le palpebre per due minuti, l'assorbimento sistemico viene ridotto. Si può così potenziare l'effetto locale del medicamento.

Se un paziente passa a Timo-COMOD da un altro beta-bloccante topico, deve sospendere il medicamento precedente dopo l'ultima dose giornaliera e, il giorno successivo, cominciare il trattamento con una goccia di Timo-COMOD 0,25% da installare 2 volte/die nell'occhio affetto. In caso di risposta insufficiente, la posologia può essere aumentata a una goccia Timo-COMOD 0,5% 2 volte/die.

Se un paziente passa a Timo- da un altro medicamento antiglaucomatoso, ad eccezione dei beta-bloccanti oftalmici per uso topico, deve mantenere il medicamento precedente e aggiungere l'instillazione di una goccia di Timo-COMOD 0,25% due volte giorno in ciascun occhio affetto. Il giorno successivo, deve sospendere definitivamente il medicamento antiglaucomatoso utilizzato in precedenza e continuare con Timo-COMOD. Se è necessario un aumento della dose, si può utilizzare una goccia di soluzione 0,5% 2 volte/die.

Bambini e adolescenti

La dose iniziale normale è di una goccia di Timo-COMOD 0,25%, da instillare in aggiunta all'altro medicamento antiglaucomatoso ogni 12 ore nell'occhio o negli occhi affetti. Se necessario, la posologia può essere aumentata a una goccia di soluzione 0,5% ogni 12 ore nell'occhio o negli occhi affetti. Non è consigliata la somministrazione di Timo-COMOD gocce oftalmiche nei neonati e nei lattanti.

Modo di somministrazione

I pazienti devono essere avvisati di evitare che l'estremità del flacone contagocce venga a contatto con l'occhio o le strutture circostanti.

Inoltre, i pazienti devono essere avvisati che un uso scorretto può causare la contaminazione batterica delle gocce oftalmiche e portare di conseguenza a un'infezione oculare. L'uso di soluzioni contaminate può provocare un grave danno agli occhi e la conseguente perdita della facoltà visiva.

Controindicazioni

Timo-COMOD è controindicato nei pazienti con:

  • malattie reattive delle vie aeree, tra cui asma bronchiale, pregressa asma bronchiale o broncopneumopatia cronica ostruttiva severa;
  • bradicardia sinusale, sindrome del seno malato, tra cui blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di 2° e 3° grado non controllato con pacemaker, scompenso cardiaco conclamato, shock cardiogeno;
  • ipersensibilità al principio attivo o ad una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Avvertenze e misure precauzionali

Come ogni altro principio attivo somministrato per via topica, anche il timololo viene assorbito sistemicamente. A causa della componente beta-adrenergica, il timololo, possono verificarsi gli stessi tipi di effetti collaterali cardiovascolari, polmonari e altri effetti collaterali osservati con i principi attivi beta-bloccanti adrenergici somministrati per via sistemica. L'incidenza di effetti collaterali sistemici dopo una somministrazione oftalmica è inferiore rispetto a quella dopo una somministrazione sistemica. Per ridurre l'assorbimento sistemico, vedere «Posologia/impiego».

Patologie cardiache

Prima di iniziare il trattamento con Timo-COMOD, è necessario controllare in maniera adeguata un eventuale scompenso cardiaco. I pazienti con anamnesi di malattie cardiovascolari (per es. cardiopatia coronarica, angina Prinzmetal, ipotensione arteriosa), compreso lo scompenso cardiaco, devono essere monitorati per eventuali segni di aggravamento di queste malattie e sottoposti a controlli della frequenza cardiaca; inoltre, deve essere preso in considerazione un trattamento con altri principi attivi. In generale, i pazienti con cardiopatie devono essere monitorati per eventuali segni di aggravamento di queste malattie e di effetti collaterali.

A causa del loro effetto negativo sul tempo di conduzione cardiaca, i beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela nei pazienti con blocco cardiaco di primo grado.

Sono stati riportati eventi cardiologici e in rari casi decessi associati a scompenso cardiaco pregresso dopo somministrazione di timololo.

Patologie respiratorie

Dopo la somministrazione di gocce oftalmiche contenenti timololo sono state osservate reazioni respiratorie, inclusi decessi dovuti a broncospasmo in pazienti asmatici. Queste sono possibili complicanze di una terapia con Timo-COMOD.

Timo-COMOD deve essere usato con cautela nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve/moderata e solo se i potenziali benefici superano i potenziali rischi.

Patologie vascolari

I pazienti con gravi disturbi e problemi della circolazione periferica (per es. forme gravi della malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela.

Mascheramento dei sintomi ipoglicemici nei pazienti con diabete mellito

I beta-bloccanti adrenergici devono essere utilizzati con cautela nei pazienti soggetti a ipoglicemia spontanea o nei pazienti con diabete (in particolare quelli con diabete instabile), che sono in trattamento con insulina o medicamenti orali contro l'iperglicemia. I beta-bloccanti adrenergici potrebbero mascherare i segni e i sintomi di un'ipoglicemia acuta.

Mascheramento della tireotossicosi

I beta-bloccanti adrenergici potrebbero mascherare determinati segni clinici di ipertiroidismo (per es. tachicardia). I pazienti con sospetto sviluppo di una tireotossicosi devono essere attentamente monitorati per evitare una brusca interruzione dei beta-bloccanti adrenergici, che potrebbe causare una crisi tireotossica.

Anestesia in chirurgia

La necessità o l'esigenza di sospendere i beta-bloccanti adrenergici prima di un intervento di chirurgia maggiore è controversa. Se necessario, durante l'intervento chirurgico è possibile invertire l'effetto dei beta-bloccanti adrenergici con sufficienti dosi di agonisti adrenergici.

Patologie corneali

I beta-bloccanti oftalmici possono indurre secchezza oculare. I pazienti con patologie corneali devono essere trattati con cautela.

Altro

I pazienti che sono già in trattamento con beta-bloccanti per via orale, e ai quali si prescrive anche Timo-COMOD, devono essere monitorati per un potenziale effetto additivo sulla pressione intraoculare o sugli effetti sistemici noti del blocco beta-adrenergico.

Non è consigliato l'uso di due beta-bloccanti adrenergici topici (cfr. «Interazioni»).

Nei pazienti affetti da glaucoma con blocco dell'angolo irido-corneale si deve innanzitutto riaprire l'angolo della camera anteriore. Ciò richiede un restringimento della pupilla con un miotico. Timo-COMOD presenta effetti limitati o pressoché assenti sulla pupilla.

Se si utilizza Timo-COMOD per ridurre la pressione intraoculare elevata nel glaucoma con blocco dell'angolo irido-corneale, si raccomanda di non somministrare il medicamento da solo, ma insieme ad un miotico.

Sono stati riportati casi di distacco della coroide durante la somministrazione terapeutica di inibitori della produzione di umor acqueo (per es. timololo, acetazolamide) dopo interventi di filtrazione. Come con altri medicamenti antiglaucomatosi, in alcuni pazienti è stata riportata una riduzione della risposta a Timo-COMOD 0,5% dopo una terapia a lungo termine. Viceversa, studi clinici non hanno evidenziato nei 164 pazienti controllati per almeno 3 anni un aumento significativo della pressione intraoculare media rispetto a quella registrata dopo la stabilizzazione iniziale.

Durante l'assunzione di beta-bloccanti, i pazienti con anamnesi di atopia o gravi reazioni anafilattiche a diversi allergeni possono reagire in maniera più intensa in caso di riesposizione accidentale, diagnostica o terapeutica a tali allergeni.

È possibile che questi pazienti rispondano in maniera inefficace ai dosaggi consueti di adrenalina per il trattamento delle reazioni anafilattiche.

Avvertenza per portatori di lenti a contatto

Timo-COMOD è stato prescritto anche a pazienti con glaucoma che portano lenti a contatto dure convenzionali ed è stato generalmente ben tollerato. Timo-COMOD non è stato studiato nei portatori di lenti a contatto in materiali diversi dal polimetilmetacrilato.

Le lenti a contatto devono essere tolte prima di instillare Timo-COMOD e riapplicate solo dopo 15 minuti.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione specifici con Timo-COMOD.

Sebbene il timololo abbia effetti limitati o pressoché assenti sull'estensione della pupilla, durante la terapia concomitante con gocce oftalmiche contenenti timololo e adrenalina sono stati osservati occasionalmente casi di midriasi.

È stato riportato un possibile blocco beta-adrenergico sistemico (per es. riduzione della frequenza cardiaca, depressione) durante una terapia combinata con inibitori del CYP2D6 (per es. chinidina, SSRI) e timololo.

Se Timo-COMOD viene somministrato insieme a calcio-antagonisti orali, medicamenti depletori di catecolamine, antiaritmici (incluso amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina o beta-bloccanti, sono possibili effetti additivi e può manifestarsi ipotensione arteriosa e/o marcata bradicardia.

L'uso concomitante di beta-bloccanti e digitale con diltiazem o verapamil può portare a un prolungamento del tempo di conduzione AV.

I beta-bloccanti orali possono aggravare l'ipertensione arteriosa che ricompare dopo la sospensione della clonidina.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

È richiesta cautela durante l'uso in gravidanza.

Non sono disponibili dati adeguati sull'uso del timololo nelle donne in gravidanza. Il timololo deve essere usato in gravidanza solo se strettamente necessario. Studi epidemiologici non hanno evidenziato malformazioni, ma un rischio di ritardo della crescita intrauterina con beta-bloccanti somministrati per via orale. Inoltre, sono stati osservati segni e sintomi di un blocco beta-adrenergico (per es. bradicardia, ipotensione arteriosa, dispnea e ipoglicemia) nei neonati, quando i beta-bloccanti erano stati utilizzati fino al parto. Quando questo medicamento viene utilizzato fino al parto, il neonato deve essere attentamente monitorato nei primi giorni di vita.

Per l'avvertenza sulla riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere la rubrica «Posologia/impiego».

Allattamento

Il timololo è stato riscontrato nel latte materno. Data la possibilità di gravi effetti indesiderati nel lattante, è opportuno decidere se interrompere il medicamento o sospendere l'allattamento al seno tenendo conto dell'importanza del medicamento per la madre.

Per l'avvertenza sulla riduzione dell'assorbimento sistemico vedere la rubrica «Posologia/impiego».

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Sono noti effetti indesiderati associati a gocce oftalmiche contenenti timololo, che in alcuni pazienti possono compromettere la capacità di guidare e/o di utilizzare macchine (cfr. «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Come altri medicamenti oftalmici somministrati per via topica, questo medicamento può essere assorbito sistemicamente. La somministrazione topica può provocare effetti collaterali simili a quelli della terapia sistemica con beta-bloccanti. L'incidenza di effetti collaterali sistemici dopo una somministrazione topica è inferiore rispetto a quella dopo una somministrazione sistemica. Gli effetti collaterali elencati includono anche quelli osservati all'interno della classe dei beta-bloccanti oftalmici.

Dopo la somministrazione di gocce oftalmiche contenenti timololo sono state osservate reazioni respiratorie e cardiache, tra cui decessi per broncospasmo in asmatici e raramente morte associata ad insufficienza cardiaca.

Negli studi clinici o dopo l'introduzione sul mercato sono stati osservati i seguenti effetti collaterali a seguito della somministrazione di gocce oftalmiche contenenti timololo.

La frequenza è indicata come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100),

«non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: lupus eritematoso sistemico.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: segni e sintomi di reazioni allergiche, tra cui anafilassi, angioedema, orticaria, esantema locale e generalizzato.

Non nota: prurito.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non nota: ipoglicemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: depressione.

Raro: insonnia, incubi, perdita di memoria.

Non nota: allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Non comune: sensazione di capogiro.

Raro: aumento dei segni e dei sintomi di miastenia gravis, parestesia, accidente cerebrovascolare.

Patologie dell'occhio

Comune: segni e sintomi di irritazione oculare, tra cui blefarite, cheratite, ridotta sensibilità corneale e secchezza oculare.

Non comune: disturbi visivi, tra cui alterazioni della rifrazione (in alcuni casi a seguito della sospensione della terapia miotica).

Raro: diplopia, ptosi, distacco della coroide dopo interventi di filtrazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: bruciore e pizzicore, congiuntivite, prurito, lacrimazione, arrossamento, visione sfuocata, erosione della cornea.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Raro: tinnito.

Patologie cardiache

Non comune: bradicardia.

Raro: aritmia, blocco cardiaco, scompenso cardiaco congestizio, palpitazioni, arresto cardiaco, edema, dolori toracici.

Non nota: blocco atrioventricolare.

Patologie vascolari

Non comune: sincope.

Raro: ipotensione arteriosa, ischemia cerebrale, claudicatio intermittens, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: dispnea.

Raro: broncospasmo (soprattutto nei pazienti con malattia bronco-spastica preesistente), insufficienza respiratoria, tosse.

Patologie gastrointestinali

Non comune: nausea, dispepsia.

Raro: diarrea, secchezza delle fauci.

Non nota: disgeusia, dolori addominali, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: alopecia, eruzioni cutanee psoriasiche o esacerbazione di psoriasi.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota: mialgia.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: malattia di La Peyronie, riduzione della libido.

Non nota: disfunzioni sessuali.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: astenia, stanchezza.

Effetti indesiderati potenziali:

In casi molto rari, in alcuni pazienti con gravi danni corneali sono stati riportati casi di depositi di calcio sulla cornea associati all'uso di gocce oftalmiche contenenti fosfati.

Gli effetti indesiderati osservati nella pratica clinica con timololo maleato per via orale possono essere considerati come potenziali effetti indesiderati del timololo maleato usato in oftalmologia.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sono stati riportati casi di sovradosaggio accidentale con gocce oftalmiche contenenti timololo, che hanno causato effetti sistemici simili a quelli osservati durante l'uso sistemico di beta-bloccanti adrenergici, ad esempio capogiro, cefalea, respiro corto, bradicardia, broncospamo e arresto cardiaco.

Trattamento

Devono essere prese in considerazione le seguenti misure terapeutiche:

1. Bradicardia sintomatica

Per realizzare un blocco vagale è necessario somministrare solfato di atropina per via endovenosa a una dose di 0,25–2 mg. Se la bradicardia persiste, si raccomanda di somministrare con cautela isoprenalina cloridrato per via endovenosa. Nei casi refrattari può essere necessario l'uso di un pacemaker.

2. Blocco cardiaco (di 2° o 3° grado)

Utilizzare isoprenalina cloridrato o un pacemaker transvenoso.

3. Ipotensione arteriosa

Utilizzare una terapia con simpaticomimetici, medicamenti ipertensivanti, ad esempio dopamina, dobutamina o levarterenolo. Nei casi refrattari si è dimostrato utile il glucagone cloridrato.

4. Insufficienza cardiaca acuta

È necessario avviare immediatamente l'usuale terapia con digitale, diuretici e ossigeno. Nei casi refrattari si raccomanda la somministrazione endovenosa di aminofillina, se necessario seguita da glucagone cloridrato, che si è dimostrato utile.

5. Broncospasmo

È necessario somministrare isoprenalina cloridrato e, in aggiunta, eventualmente aminofillina.

Studi hanno dimostrato che il timololo non è facilmente dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01ED01

Meccanismo d'azione

Timo-COMOD gocce oftalmiche riduce la pressione intraoculare normale e aumentata indipendentemente dalla presenza o meno di un glaucoma.

Il timololo maleato è un beta-bloccante non selettivo, che non ha alcun effetto simpaticomimetico significativo, non agisce direttamente sul miocardio e non presenta proprietà anestetiche locali (stabilizzanti la membrana).

Ad oggi non è stato ancora chiarito esattamente il meccanismo con cui Timo-COMOD riduce la pressione intraoculare. Uno studio con fluoresceina e studi tonografici suggeriscono tuttavia che la riduzione della pressione intraoculare si spieghi presumibilmente innanzitutto con una diminuzione della produzione di umor acqueo. In alcuni studi è stato comunque osservato anche un deflusso dell'umor acqueo lievemente aumentato. A differenza dei miotici, Timo-COMOD riduce la pressione intraoculare con poca o nessuna influenza sull'accomodazione o sulle dimensioni della pupilla. Se i pazienti passano da un miotico a Timo-COMOD, dopo l'esaurirsi dell'effetto micotico può essere necessaria una correzione della rifrazione. Osservazioni ripetute in un arco di tempo di tre anni hanno mostrato che l'uso di gocce oftalmiche contenenti timololo mantiene la riduzione della pressione intraoculare. Il sistema COMOD è formato da un contenitore di conservazione a doppia parete, cui è collegata saldamente una «pompa airless». Il sistema della pompa impedisce il ritorno di aria e liquido nel flacone e, quindi, la contaminazione del contenuto sterile. Ciò consente di rinunciare all'uso di conservanti.

Farmacodinamica

Vedere «Meccanismo d'azione»

Efficacia clinica

Vedere «Meccanismo d'azione»

Farmacocinetica

In generale, l'effetto del timololo inizia rapidamente, circa 20 minuti dopo l'applicazione locale nell'occhio. Dopo 1–2 ore la riduzione della pressione intraoculare è massima. Una riduzione significativa della pressione intraoculare viene mantenuta fino a 24 ore con le gocce oftalmiche di timololo maleato sia allo 0,25% che allo 0,5%. Questa durata di azione prolungata consente di controllare la pressione intraoculare anche durante il periodo di riposo notturno.

Le gocce oftalmiche contenenti timololo somministrate localmente possono essere assorbite sistemicamente. Le concentrazioni plasmatiche sono basse (nell'ordine di grandezza di ng/ml) o non rilevabili, ciononostante possono indurre una riduzione cardiovascolare o respiratoria in certi pazienti.

In uno studio sulla concentrazione plasmatica del medicamento in sei volontari è stata determinata l'esposizione sistemica al timololo dopo l'uso topico due volte al giorno di gocce oftalmiche contenenti timololo allo 0,5%. La concentrazione plasmatica massima media dopo la dose mattutina era di 0,46 ng/ml e dopo la dose pomeridiana di 0,35 ng/ml.

Assorbimento

Non applicabile

Distribuzione

Non applicabile

Metabolismo

Non applicabile

Eliminazione

Non applicabile

Dati preclinici

Mutagenicità

Il timololo non ha mostrato attività mutagena né vivo (test del micronucleo nel topo e test citogenetico, con dosaggi fino a 800 mg/kg PC) né in vitro (test di trasformazione cellulare neoplastica, con concentrazioni fino a 100 mcg/ml). Un aumento statisticamente significativo (p <0,05) del numero di revertanti, osservato nel test di Ames nel ceppo TA 100 alle massime concentrazioni di timololo impiegate, cioè 5 o 10 mg/piastra, non è stato considerato biologicamente rilevante.

Cancerogenicità

Durante uno studio di due anni su timololo, somministrato per via orale ai ratti, è stato riscontrato un aumento statisticamente significativo (p <0,05) dell'incidenza dei feocromocitomi del surrene nei ratti maschi che avevano ricevuto 300 mg/kg PC/die (corrispondenti a 42'000 volte l'esposizione sistemica dopo la massima dose oftalmica raccomandata nell'uomo).

Nei ratti con esposizione pari a 14'000 volte la corrispondente esposizione nell'uomo non si sono verificate tali variazioni.

Uno studio nei topi, trattati con timololo orale per tutta la vita, ha evidenziato un aumento significativo (p <0,05) dell'insorgenza di tumori polmonari benigni e maligni, di polipi uterini benigni e di adenocarcinomi mammari nei topi femmina che erano stati trattati con una dose di 500 mg/kg PC/die (corrispondenti a circa 71'000 volte l'esposizione sistemica dopo la massima dose oftalmica raccomandata nell'uomo). Con dosi di 5 o 50 mg/kg PC/die (corrispondenti a 700 o 7'000 volte l'esposizione nell'uomo) non sono stati osservati effetti simili. La frequente insorgenza di adenocarcinomi mammari è stata associata all'aumentata concentrazione sierica di prolattina, che è stata rilevata nei topi femmina trattati con 500 mg/kg PC/die, ma non con 5 o 50 mg/kg PC/die. Un aumento dell'incidenza di adenocarcinomi mammari nei roditori è stato associato all'uso di diversi medicamenti che aumentano la concentrazione sierica di prolattina; nell'uomo, non è stata tuttavia rilevata una correlazione tra le aumentate concentrazioni sieriche di prolattina e i tumori della mammella. Nelle donne adulte trattate con dosi di timololo orale fino a 60 mg, la massima dose orale raccomandata nell'uomo. non sono state rilevate variazioni clinicamente significative della prolattina sierica.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi sulla riproduzione e sulla fertilità nei ratti non hanno dimostrato effetti avversi sulla fertilità maschile o femminile.

Studi di teratogenicità con timololo in topi, ratti e conigli a dosi orali fino a 50 mg/kg PC/die (corrispondenti a 7'000 volte l'esposizione sistemica dopo la massima dose oftalmica raccomandata nell'uomo) non hanno evidenziato segni di malformazioni fetali. Sebbene questa dose abbia causato un ritardo dell'ossificazione fetale nei ratti, non sono stati osservati altri effetti avversi sullo sviluppo postnatale della prole. Dosi di 1'000 mg/kg PC/die (corrispondenti a circa 142'000 volte l'esposizione sistemica dopo la massima dose oftalmica raccomandata nell'uomo) si sono dimostrate maternotossiche nei topi e hanno provocato un aumento del numero di riassorbimenti fetali. Aumentati riassorbimenti fetali sono stati osservati anche nei conigli a dosi fino a 14'000 volte l'esposizione dopo la massima dose oftalmica raccomandata nell'uomo, ma in questo caso senza evidente maternotossicità.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo l'apertura consumare entro 12 settimane.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce (e/o dall'umidità).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

55788 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

URSAPHARM Schweiz GmbH, 6331 Hünenberg ZG

Fabbricante

URSAPHARM Arzneimittel GmbH, 66129 Saarbrücken - Germania

Stato dell'informazione

Giugno 2020.

1519212/07/2023