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ALMOGRAN cpr pell 12.5 mg

Almirall AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Almogran® 12,5 mg compresse rivestite con film

Almirall AG

Composizione

Principi attivi

Almotriptanum (ut Almotriptani D,L-idrogenomalato).

Sostanze ausiliarie

Nucleo: Mannitolum (E421), Cellulosum microcristallinum, Povidonum K 30, Carboxymethylamylum natricum A, Natrii stearylis fumaras

Rivestimento: Cera carnauba, Hypromellosum, Titanii dioxidum (E171), Macrogolum 400.

Una compressa rivestita con film contiene 0,45 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Ciascuna compressa rivestita con film contiene 12,5 mg di almotriptan come almotriptan D,L- idrogenomalato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento acuto della fase cefalalgica degli attacchi emicranici con o senza aura.

Posologia/Impiego

Ai primi segni di insorgenza del dolore emicranico, prendere Almogran con del liquido.

Almotriptan non deve essere usato come profilassi per prevenire gli attacchi di emicrania.

Le compresse possono essere assunte indipendentemente dai pasti.

Adulti (18-65 anni)

La dose raccomandata è una compressa con 12,5 mg di almotriptan. Una seconda dose può essere assunta se i sintomi si ripresentano entro 24 ore e soltanto se la prima dose è stata efficace. Tra la prima e la seconda assunzione devono essere trascorse almeno due ore.

Negli studi controllati non è stata esaminata l'efficacia di una seconda dose per il trattamento dello stesso attacco, quando una dose iniziale è inefficace. Quindi, se un paziente non risponde alla prima dose, non deve assumere una seconda dose per il medesimo attacco.

La dose massima raccomandata è di due compresse nell'arco di 24 ore.

Disfunzione epatica

Non sono disponibili dati relativi all'uso di almotriptan in pazienti affetti da disfunzione epatica (vedere rubriche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Disfunzione renale

Nei pazienti con disfunzione renale lieve o moderata non è necessaria alcuna modifica del dosaggio. I pazienti affetti da disfunzione renale grave non devono assumere più di una compressa da 12,5 mg nell'arco di 24 ore (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani non è necessaria alcuna modifica del dosaggio. La sicurezza e l'efficacia di almotriptan in pazienti di età superiore a 65 anni non sono state valutate sistematicamente.

Bambini e adolescenti

Non sono disponibili dati relativi all'uso di almotriptan nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni, quindi è sconsigliata la somministrazione in questa fascia di età.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti secondo la composizione.

Trattamento dell'emicrania emiplegica, oftalmoplegica o basilare.

Pazienti con anamnesi, sintomi o segni di cardiopatia ischemica (infarto del miocardio, angina pectoris, ischemia silente documentata, angina di Prinzmetal), ipertensione grave o ipertensione lieve o moderata non controllata.

Pazienti con anamnesi di accidenti cerebrovascolari (CVA) o attacchi ischemici transitori (TIA). Arteriopatia obliterante periferica.

Somministrazione concomitante di ergotamina, di derivati ergotaminici (inclusa metisergide) e di altri agonisti dei recettori 5-HT1B/1D.

Pazienti con disfunzione epatica grave (vedere rubrica «Posologia/Impiego»).

Avvertenze e misure precauzionali

Almotriptan deve essere usato solo in presenza di una precisa diagnosi di emicrania.

Come nel caso di altri medicamenti impiegati nella terapia acuta dell'emicrania, prima di trattare la cefalea in pazienti senza una precedente diagnosi di emicrania e in pazienti affetti da emicrania che presentano sintomi atipici, è necessario escludere altri problemi neurologici potenzialmente seri. Sono stati riportati eventi cerebrovascolari in pazienti trattati con agonisti dei recettori 5-HT1B/1D. Va segnalato che i pazienti affetti da emicrania possono essere a più alto rischio per alcuni eventi cerebrovascolari (p.es. CVA o TIA).

L'assunzione concomitante di triptani e altri medicamenti ad azione serotoninergica può, in rari casi, portare a una sindrome serotoninergica, un effetto indesiderato potenzialmente fatale. La sindrome serotoninergica è caratterizzata da varie combinazioni di sintomi quali: iperreflessia, tremore, mioclono, alterazioni mentali come agitazione, ansia, allucinazioni, irritabilità fino a delirio e coma, nonché tachicardia, sbalzi della pressione arteriosa, ipertermia, nausea, vomito e diarrea. La sindrome serotoninergica può manifestarsi in seguito all'assunzione concomitante di due o più medicamenti ad azione serotoninergica o all'aumento di un dosaggio (vedere rubrica «Interazioni»).

Nei pazienti in cui si sospetta la presenza di una cardiopatia non diagnosticata si dovrebbe effettuare un esame cardiovascolare prima dell'inizio del trattamento con Almogran. Con l'uso di Almogran può verificarsi un aumento della pressione arteriosa anche nei pazienti con ipertensione controllata.

È controindicato somministrare agonisti dei recettori 5-HT1 come Almogran per il trattamento delle cefalee «atipiche», ovvero delle cefalee che possono essere correlate a condizioni mediche gravi (ictus, rottura di aneurisma) nelle quali la vasocostrizione cerebrale può essere pericolosa.

In casi molto rari, come per altri agonisti dei recettori 5-HT1B/1D, sono stati evidenziati vasospasmo coronarico e infarto del miocardio. Pertanto Almogran non deve essere somministrato a pazienti che potrebbero essere affetti da patologie coronariche non diagnosticate senza prima valutare la possibile presenza di malattie cardiovascolari di fondo. Tali pazienti comprendono donne in post-menopausa, uomini di età superiore ai 40 anni e pazienti che presentano altri fattori di rischio per malattie coronariche, quali ipertensione non controllata, ipercolesterolemia, obesità, diabete mellito, fumo o una chiara anamnesi familiare di malattie cardiovascolari. Questa valutazione può tuttavia non identificare tutti i pazienti con malattia cardiaca, e in casi molto rari, dopo la somministrazione di agonisti 5-HT1 si sono verificate gravi reazioni cardiache in pazienti che non evidenziavano malattie cardiovascolari di fondo.

La somministrazione di almotriptan può essere associata a sintomi transitori quali dolore toracico e senso di costrizione, che possono risultare intensi e coinvolgere anche la gola (vedere rubrica «Effetti indesiderati»). Nel caso in cui tali sintomi siano indicativi di una malattia ischemica cardiaca, non devono essere assunte ulteriori dosi e occorre effettuare le opportune valutazioni.

Almogran deve essere impiegato con cautela nei pazienti con anamnesi di epilessia o con lesioni strutturali encefaliche (abbassamento della soglia convulsiva).

Si richiede precauzione nella prescrizione di almotriptan nei pazienti con ipersensibilità accertata alle sulfonamidi.

Dopo l'uso di almotriptan si consiglia di aspettare almeno 6 ore prima di somministrare ergotamina. Per contro, devono trascorrere almeno 24 ore dopo l'uso di un medicamento contenente ergotamina prima di somministrare almotriptan. Sebbene in uno studio clinico nel quale 12 soggetti sani hanno ricevuto almotriptan ed ergotamina per via orale non siano stati osservati effetti vasospastici additivi, questi ultimi sono teoricamente possibili (vedere rubrica «Controindicazioni»).

Gli effetti indesiderati possono essere più comuni in caso di uso concomitante di triptani e preparati erboristici contenenti iperico (Hypericum perforatum).

Nei pazienti sensibili, è stato osservato che l'abuso di medicamenti per la terapia acuta dell'emicrania comporta un aggravamento delle cefalee (cefalea da farmaci), che può rendere necessaria la sospensione del trattamento.

Come altri agonisti dei recettori 5-HT1B/1D, almotriptan può causare lievi e transitori aumenti della pressione arteriosa, che talvolta risultano più accentuati negli anziani.

La dose massima raccomandata di almotriptan non deve essere superata.

Insufficienza renale

Almogran deve essere impiegato con cautela nei pazienti con insufficienza renale, poiché non sono stati ancora valutati in misura adeguata gli effetti sulla pressione arteriosa di questi soggetti. I pazienti affetti da disfunzione renale grave non devono assumere più di una compressa da 12,5 mg nell'arco di 24 ore.

Insufficienza epatica

Si raccomanda cautela nei pazienti affetti da patologia epatica da lieve a moderata; il trattamento è invece controindicato nei pazienti con malattia epatica grave (vedere rubrica «Farmacocinetica»).

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compresse rivestite con film, cioè essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

L'assunzione concomitante di triptani e altri medicamenti ad azione serotoninergica più o meno accentuata, quali ad esempio inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNRI), MAO-inibitori, L-triptofano, litio e antidepressivi triciclici, può – in rari casi – portare a una sindrome serotoninergica, un effetto indesiderato potenzialmente fatale (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Effetto di Almogran su altri medicamenti

Non sono stati condotti studi di interazione in vivo per valutare gli effetti di almotriptan su altri medicamenti.

Studi in vitro eseguiti per valutare la capacità di almotriptan di inibire i principali enzimi CYP nei microsomi epatici umani e le monoamino-ossidasi (MAO) umane hanno dimostrato che non sono da attendersi alterazioni del metabolismo dei medicamenti metabolizzati dagli enzimi CYP o MAO-A e MAO-B dovute ad almotriptan.

Almogran ritarda l'assorbimento dell'alcol.

Effetti di altri medicamenti su Almogran

Sono stati condotti studi di interazione con inibitori della monoamino-ossidasi A, beta-bloccanti, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, calcio-antagonisti e inibitori degli isoenzimi 3A4 e 2D6 del citocromo P450.

Il ketoconazolo aumenta l'AUC del 57% e la Cmax del 61%.

La somministrazione ripetuta del calcio-antagonista verapamil, un substrato del CYP3A4, ha determinato un aumento del 20% della Cmax e dell'AUC. Questo aumento non è considerato clinicamente rilevante. Non sono state osservate interazioni clinicamente significative.

La somministrazione ripetuta di propranololo non ha alterato la farmacocinetica di almotriptan. Non sono state osservate interazioni clinicamente significative.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Per almotriptan sono disponibili solo dei dati molto limitati senza reperti su pazienti in gravidanza. Gli studi sugli animali non indicano effetti nocivi diretti o indiretti sulla gravidanza, lo sviluppo embrionale/fetale, il parto o lo sviluppo post-natale (vedere rubrica «Dati preclinici»).

Occorre prudenza in caso di utilizzo di almotriptan durante la gravidanza.

Allattamento

Non sono disponibili dati sull'escrezione di almotriptan nel latte materno negli esseri umani. Studi condotti sui ratti hanno dimostrato che almotriptan e/o i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno.

Non è raccomandato l'allattamento durante l'assunzione di almotriptan e nelle 24 ore successive al trattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati condotti studi sugli effetti di almotriptan sulla capacità di condurre veicoli e di impiegare macchine. Tuttavia, dato che durante un attacco di emicrania si può verificare sonnolenza, ed essendo la sonnolenza uno degli effetti collaterali riscontrabili durante la terapia con almotriptan, si raccomanda cautela nei pazienti che svolgono tali attività.

Effetti indesiderati

Almogran è stato valutato in studi clinici fino ad un anno in più di 2700 pazienti. Gli effetti collaterali più comuni osservati alle dosi terapeutiche sono stati vertigini, sonnolenza, nausea, vomito e stanchezza. Nessuno di questi effetti collaterali ha avuto un'incidenza superiore all'1,5%.

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati nel corso di studi clinici e/o segnalati dopo l'introduzione sul mercato. La loro frequenza è definita come segue: molto comune (> 1/10), comune (> 1/100, < 1/10), non comune (> 1/1'000, < 1/100), raro (> 1/10'000, < 1/1'000), molto raro (< 1/10'000) e segnalato in singoli casi dopo l'introduzione sul mercato.

Disturbi del sistema immunitario

Dopo l'immissione sul mercato sono stati riportati casi isolati di reazioni di ipersensibilità (incluso angioedema), reazioni anafilattiche.

Patologie del sistema nervoso

Comuni: vertigini, sonnolenza.

Non comuni: parestesia, cefalea.

Dopo l'immissione sul mercato sono stati riportati casi isolati di convulsioni.

Patologie dell'occhio

Dopo l'immissione sul mercato sono stati riportati casi isolati di compromissione della vista, visione offuscata.

Tuttavia i disturbi della vista possono comparire anche durante un attacco di emicrania.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comuni: tinnito.

Patologie cardiache

Non comuni: palpitazioni.

Molto rari: vasospasmo coronarico, infarto del miocardio, tachicardia.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comuni: senso di costrizione alla gola.

Patologie gastrointestinali

Comuni: nausea, vomito.

Non comuni: secchezza delle fauci, diarrea, dispepsia.

Dopo l'immissione sul mercato sono stati riportati casi isolati di ischemia intestinale.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comuni: mialgie, dolori ossei.

Patologie sistemiche

Comuni: stanchezza.

Non comuni: debolezza, dolore toracico.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

L'effetto collaterale più frequentemente riportato in pazienti trattati con 150 mg (la dose più elevata somministrata ai pazienti) è stato la sonnolenza.

Un eventuale sovradosaggio deve essere trattato sintomaticamente e con il monitoraggio delle funzioni vitali. Poiché l'emivita di eliminazione è di circa 3,5 ore, il paziente deve rimanere sotto osservazione per almeno 12 ore o fino a che persistono i sintomi o i segni di sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02C C05

Meccanismo d'azione

Almotriptan è un agonista selettivo dei recettori 5-HT1B e 5-HT1D. Questi recettori mediano la vasocostrizione di determinati vasi cranici, come dimostrato da studi effettuati utilizzando preparati di tessuti umani isolati. Almotriptan interagisce inoltre con il sistema trigeminovascolare inibendo lo stravaso di proteine plasmatiche dai vasi della dura madre a seguito della stimolazione del ganglio trigeminale, che è una caratteristica dell'infiammazione neuronale e sembra essere coinvolto nella fisiopatologia dell'emicrania. Almotriptan non ha effetti significativi su altri sottotipi di recettori 5-HT e non ha nessuna affinità significativa per siti di legame adrenergici, dell'adenosina, dell'angiotensina, della dopamina, dell'endotelina o della tachichinina.

Farmacodinamica

Nessuna indicazione.

Efficacia clinica

L'efficacia di almotriptan nella terapia acuta di crisi emicraniche è stata dimostrata nel corso di quattro studi clinici multicentrici controllati con placebo, nei quali a più di 700 pazienti sono state somministrate dosi di 12,5 mg. La diminuzione del dolore è iniziata 30 minuti dopo la somministrazione, mentre la percentuale di risposta (riduzione della cefalea da intensità moderata/severa a intensità lieve o nessuna cefalea) dopo 2 ore è risultata del 57-65% con almotriptan e del 32-42% con il placebo. Almotriptan ha inoltre alleviato la nausea, la fotofobia e la fonofobia associati con gli attacchi di emicrania.

Farmacocinetica

Assorbimento

Almotriptan è ben assorbito e presenta una biodisponibilità orale di circa il 70%. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) si osserva approssimativamente tra 1,5 e 3,0 ore dalla somministrazione. La velocità e il tasso di assorbimento sono indipendenti dalla concomitante ingestione di cibo. In soggetti sani, dopo la somministrazione di dosi orali singole comprese tra 5 mg e 200 mg, la Cmax e l'AUC sono risultate proporzionali alla dose, il che indica un comportamento farmacocinetico lineare.

Distribuzione

Nessuna indicazione.

Metabolismo

La principale via di biotrasformazione è la deaminazione ossidativa mediata dalla monoamino-ossidasi (MAO-A), che produce il metabolita indolo acetico. Altri enzimi coinvolti nel metabolismo di almotriptan sono il citocromo P450 (isoenzimi 3A4 e 2D6) e la flavina mono-ossigenasi. Nessuno dei metaboliti ha un'attività farmacologica significativa.

Eliminazione

L'emivita di eliminazione (t1⁄2) in soggetti sani è di circa 3,5 ore. Più del 75% della dose somministrata viene escreto con l'urina, il resto con le feci. Circa il 50% della dose si ritrova immodificata nell'urina e un altro 5% nelle feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Dopo somministrazione endovenosa di una dose di almotriptan a volontari sani, i valori medi del volume di distribuzione, della clearance totale e dell'emivita di eliminazione sono stati pari rispettivamente a 195 litri, 40 litri/ora e 3,4 ore. Circa due terzi della clearance totale è da attribuirsi alla clearance renale (CLR); anche la secrezione tubulare renale è probabilmente da considerarsi coinvolta in tale processo. La CLR è ben correlata alla funzionalità renale in pazienti affetti da disfunzione renale lieve (clearance della creatinina: 60-90 ml/min.), moderata (clearance della creatinina: 30-59 ml/min.) e grave (clearance della creatinina: <30 ml/min.). Solo nei pazienti con disfunzione renale grave l'aumento della t1⁄2 media (fino a 7 ore) è statisticamente e clinicamente significativo. Rispetto ai soggetti sani, nei pazienti con disfunzione renale lieve, moderata e grave l'aumento della concentrazione plasmatica massima (Cmax) di almotriptan è stato rispettivamente del 9%, 84% e 72%, mentre l'aumento dell'esposizione (AUC) è stato rispettivamente del 23%, 80% e 195%. Sulla base di questi risultati, la riduzione della clearance totale di almotriptan è stata del -20%, -40% e -65% rispettivamente nei pazienti con disfunzione renale lieve, moderata e grave. Come atteso, la clearance totale (CL) e la clearance renale (CLR) sono diminuite nei soggetti anziani sani rispetto a un gruppo di controllo costituito da soggetti giovani.

Sulla base dei meccanismi di clearance di almotriptan nell'uomo, circa il 45% dell'eliminazione di almotriptan sembra attribuibile al metabolismo epatico. Quindi, anche nel caso in cui questi processi di clearance siano totalmente bloccati o compromessi, i livelli plasmatici di almotriptan dovrebbero al massimo raddoppiare rispetto al controllo, assumendo che la funzione renale (e la clearance renale di almotriptan) non sia compromessa da una disfunzione epatica.

Nei pazienti con disfunzione renale grave, la Cmax è raddoppiata e l'AUC approssimativamente triplicata rispetto ai volontari sani. Nei pazienti con significativa disfunzione epatica, le variazioni massime dei parametri farmacocinetici non dovrebbero superare quest'ordine di grandezza.

Nei pazienti con ipertensione compensata sono stati misurati livelli di almotriptan più elevati rispetto a quelli dei volontari sani (AUC media pari a 467 ng × h/ml contro 266 ng × h/ml con 12,5 mg nel confronto storico).

Non esiste alcuna evidenza di effetti sulla farmacocinetica di almotriptan legati specificamente al genere sessuale.

Dati preclinici

Negli studi di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta e tossicità per la riproduzione, sono stati osservati effetti collaterali solo a dosaggi ben al di sopra dell'assorbimento del principio attivo negli esseri umani.

Almotriptan non ha mostrato alcuna attività mutagena in una serie di studi standard di genotossicità in vivo e in vitro e non è stato osservato alcun potenziale cancerogeno negli studi condotti nel topo e nel ratto.

Come altri agonisti dei recettori 5-HT1B/1D, almotriptan si lega alla melanina. Tuttavia non sono stati osservati effetti collaterali associati ad almotriptan a carico degli occhi dopo un trattamento della durata massima di un anno nel cane.

Altre indicazioni

Stabilità

Almogran non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Non conservare a temperature superiori a 30 °C.

Numero dell'omologazione

56895 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Almirall AG, 8304 Wallisellen

Stato dell'informazione

Luglio 2020

ALM_FI_IT_20210108

2002820/01/2021