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TRIOFAN Allergie cpr sucer

VERFORA SA

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Triofan® Allergie, pastiglie

VERFORA SA

Composizione

Principi attivi

Cetirizina (sotto forma di cetirizina dicloridrato).

Sostanze ausiliarie

Betadex, cellulosa microcristallina, sodio diidrogeno citrato, sodio ciclamato, aroma alla mela, cellulosa in polvere, povidone K 25, magnesio stearato.

Una pastiglia contiene 5,95 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Una pastiglia contiene 10 mg di cetirizina dicloridrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Per il trattamento di adulti e bambini a partire dai 6 anni affetti da:

rinite allergica, stagionale (raffreddore da fieno, pollinosi; la durata del trattamento della rinite stagionale nei bambini è di 4 settimane al massimo) e perenne;

congiuntivite allergica;

orticaria cronica idiopatica.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Rinite allergica stagionale, congiuntivite allergica

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni: la dose raccomandata è di 10 mg 1 volta al giorno (1 pastiglia).

Bambini dai 6 ai 12 anni: per 4 settimane al massimo, 10 mg 1 volta al giorno (1 pastiglia).

La dose può essere suddivisa in 2 assunzioni (ossia ½ pastiglia la mattina e ½ la sera).

Rinite allergica perenne, orticaria cronica idiopatica

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni: la dose raccomandata è di 10 mg 1 volta al giorno (1 pastiglia).

Bambini dai 6 ai 12 anni: la dose raccomandata è di 10 mg 1 volta al giorno (1 pastiglia).

La dose può essere suddivisa in 2 assunzioni (ossia ½ pastiglia la mattina e ½ la sera).

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non sono necessari aggiustamenti posologici se il paziente presenta esclusivamente funzionalità epatica ridotta. Se vi è compromissione sia della funzionalità epatica che di quella renale, aggiustare la posologia di conseguenza (cfr. «Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Stabilire l'intervallo posologico in modo personalizzato in base allo stato della funzionalità renale (GFR assoluta, velocità di filtrazione glomerulare) e aggiustare la posologia in funzione della tabella seguente. Per utilizzare questa tabella degli aggiustamenti posologici la clearance della creatinina (Clcr) del paziente deve essere calcolata in ml/min.

La Clcr in ml/min può essere calcolata a partire dalla creatinina sierica (mg/dl) mediante la formula seguente:

Clcr = ([140 - età (anni)] × peso (kg): 72 × creatinina sierica (mg/dl) (× 0,85 per le donne))

Aggiustamento posologico in caso di funzionalità renale ridotta

Gruppo

GFR

(ml/min)

Dose e frequenza di somministrazione

Funzionalità renale normale

≥90

1 pastiglia al giorno

Funzionalità renale lievemente ridotta

60 - < 90

1 pastiglia al giorno

Funzionalità renale moderatamente ridotta

30 - < 60

½ pastiglia al giorno

Funzionalità renale gravemente ridotta

15 - < 30
pazienti non dializzati

½ pastiglia a giorni alterni

Insufficienza renale terminale

< 15
pazienti in dialisi

Controindicato

Pazienti anziani

Prevedere un aggiustamento della posologia nei pazienti anziani, dal momento che la loro funzionalità renale può essere ridotta (cfr. sopra «Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).

Raccomandazioni per l'assunzione

Assumere il medicamento la sera, dal momento che la sera i sintomi sono più forti. Triofan Allergie può essere assunto assieme ai pasti o indipendentemente da essi.

Se si dovessero manifestare effetti indesiderati di lieve entità in adulti o adolescenti di età superiore ai 12 anni, si raccomanda di assumere ½ pastiglia la mattina e ½ la sera.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo cetirizina, a un altro derivato della piperazina o ad una delle sostanze ausiliarie.

Insufficienza renale terminale (velocità di filtrazione glomerulare (GFR) inferiore a 15 ml/min).

Avvertenze e misure precauzionali

Triofan Allergie non è indicato per il trattamento di bambini di età inferiore ai 6 anni.

In caso di riduzione della funzionalità renale, aggiustare la posologia di conseguenza (cfr. «Posologia/impiego»).

Prevedere un aggiustamento della posologia nei pazienti anziani dal momento che la loro funzionalità renale può essere ridotta.

È richiesta prudenza nei pazienti che presentano fattori predisponenti alla ritenzione urinaria (ad esempio lesione midollare o iperplasia prostatica), poiché la cetirizina può aumentare il rischio di ritenzione urinaria.

È richiesta prudenza nei pazienti epilettici e nei pazienti a rischio convulsivo.

Gli antistaminici hanno un effetto inibitorio sui test delle allergie effettuati sulla pelle. Di conseguenza, il trattamento deve essere interrotto tre giorni prima di effettuare tali test.

Dal momento che la cetirizina può comportare un aumento della sonnolenza, si raccomanda prudenza in caso di consumo concomitante di alcol o di assunzione concomitante di medicamenti con azione depressiva sul SNC.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per pastiglia, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

La somministrazione concomitante di azitromicina, cimetidina, eritromicina, ketoconazolo o pseudoefedrina non ha ripercussioni sui parametri farmacocinetici della cetirizina. Non è stata osservata nessuna interazione farmacodinamica. Stando ai saggi in vitro, la cetirizina non ha ripercussioni sul legame del warfarin alle proteine.

La somministrazione concomitante di azitromicina, eritromicina, ketoconazolo, teofillina o pseudoefedrina non ha fatto registrare alcuna variazione significativa dei parametri clinici di laboratorio, delle funzioni vitali e dell'ECG.

Nell'ambito di uno studio, la somministrazione concomitante di teofillina (400 mg/giorno) e cetirizina (20 mg/giorno) ha provocato un rialzo lieve ma statisticamente significativo dell'AUC nell'arco di 24 ore, pari al 19% per la cetirizina e all'11% per la teofillina, nonché un aumento dei picchi plasmatici del 7,7% per la cetirizina e del 6,4% per la teofillina. Nel contempo, la clearance della cetirizina è diminuita del 16% e quella della teofillina del 10% in caso di somministrazione di cetirizina in pazienti precedentemente trattati con teofillina. Un precedente trattamento con cetirizina non ha influito in modo significativo sui parametri farmacocinetici della teofillina.

La somministrazione di una dose unica da 10 mg di cetirizina non ha potenziato l'effetto dell'alcol (0,8‰) in misura rilevante; solo in 1 dei 16 test psicometrici utilizzati si è potuta evidenziare un'interazione clinicamente significativa con 5 mg di diazepam.

La somministrazione concomitante di 10 mg di cetirizina al giorno e glipizide ha causato una lieve diminuzione dei livelli di glucosio. Questo effetto non ha rilevanza clinica. Si raccomanda tuttavia di assumere i 2 medicamenti a una certa distanza l'uno dall'altro, il glipizide la mattina e la cetirizina la sera.

L'assunzione concomitante di alimenti non diminuisce l'entità dell'assorbimento della cetirizina, anche se la velocità di assorbimento si riduce di 1 ora.

In uno studio con somministrazioni ripetute di ritonavir (600 mg 2 volte al giorno) unitamente a cetirizina (10 mg al giorno), l'esposizione alla cetirizina è risultata aumentata del 40% circa, mentre l'esposizione a ritonavir risultava leggermente alterata (-11%) dalla somministrazione concomitante di cetirizina.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Il numero limitato di dati a disposizione riguardanti l'impiego della cetirizina nelle donne incinte (tra 300 e 1000) non fornisce indicazioni concrete di malformazioni o tossicità feto-neonatale in relazione con la cetirizina.

Gli esperimenti sugli animali non hanno rivelato alcuna tossicità diretta né indiretta con ripercussioni su gravidanza, sviluppo embrionale, sviluppo fetale o sviluppo post-natale.

Per l'utilizzo in gravidanza si raccomanda cautela.

Allattamento

La cetirizina non va usata nel periodo dell'allattamento poiché passa nel latte materno. A seconda del momento in cui viene prelevato il campione dopo la somministrazione, la concentrazione nel latte materno corrisponde al 25-90% della concentrazione misurata nel plasma. Nei lattanti nutriti al seno è possibile osservare degli effetti indesiderati associati alla cetirizina.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La cetirizina può comportare un aumento della sonnolenza. Triofan Allergie ha pertanto un effetto sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

Contrariamente agli antagonisti dei recettori H1 di prima generazione, la cetirizina penetra meno facilmente nel SNC. Gli studi clinici hanno mostrato che la cetirizina, alla dose raccomandata, non provoca che leggeri effetti indesiderati a livello del SNC, come ad esempio sonnolenza, stanchezza, stordimento, disturbi di concentrazione, capogiri e cefalea. In alcuni casi è stata segnalata stimolazione paradossa del SNC.

Anche se la cetirizina è un inibitore selettivo dei recettori H1 periferici e non presenta alcuna attività anticolinergica di rilievo, sono stati riferiti alcuni casi isolati di disturbi della minzione, disturbi dell'accomodazione e secchezza delle fauci.

In alcuni pazienti sono stati descritti dei casi isolati di disturbi della funzionalità epatica, accompagnati da un aumento dei livelli degli enzimi epatici e della bilirubina. Di norma, questi valori si normalizzano una volta che viene interrotto il trattamento.

Dati di sicurezza relativi all'uso provenienti da studi clinici

I dati di sicurezza relativi all'uso provengono da studi clinici che hanno incluso oltre 3200 pazienti e hanno messo a confronto la cetirizina somministrata alla dose raccomandata (10 mg/giorno per la cetirizina) con un placebo o un altro antistaminico. Gli effetti collaterali seguenti sono stati osservati con un'incidenza pari ad almeno l'1%:

Effetti collaterali

Cetirizina 10 mg
(n = 3260)

Placebo
(n = 3061)

Disturbi psichiatrici

Sonnolenza

9,63%

5,00%

Patologie del sistema nervoso

Capogiri

1,10%

0,98%

Cefalea

7,42%

8,07%

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Faringite

1,29%

1,34%

Patologie gastrointestinali

Dolori addominali

0,98%

1,08%

Secchezza delle fauci

2,09%

0,82%

Nausea

1,07%

1,14%

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Stanchezza

1,63%

0,95%

Gli effetti indesiderati seguenti sono stati osservati nell'ambito di studi clinici controllati con placebo che hanno incluso bambini (dai 6 mesi ai 12 anni)

Effetti collaterali

Cetirizina 10 mg
(n = 1656)

Placebo
(n = 1294)

Disturbi psichiatrici

Sonnolenza

1,8%

1,4%

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Rinite

1,4%

1,1%

Patologie gastrointestinali

Diarrea

1,0%

0,6%

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Stanchezza

1,0%

0,3%

Elenco degli effetti indesiderati

Dopo l'introduzione sul mercato, oltre agli effetti indesiderati segnalati durante gli studi clinici menzionati qui sopra, sono stati osservati casi isolati degli effetti collaterali seguenti.

Gli effetti indesiderati sono classificati per classe sistemica organica secondo la classificazione MedDRA® e in ordine di frequenza secondo la convenzione seguente:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache

Raro: tachicardia.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: trombocitopenia.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: parestesie.

Raro: convulsioni.

Molto raro: disgeusia, discinesia, distonia, sincope, tremore.

Non nota: sordità, amnesia, disturbi della memoria.

Patologie dell'occhio

Molto raro: disturbi dell'accomodazione, disturbi della vista, crisi oculogire (movimento circolare degli occhi incontrollabile).

Non nota: vasculite.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non nota: capogiri.

Patologie gastrointestinali

Non comune: diarrea.

Patologie renali e urinarie

Molto raro: disuria, enuresi.

Non nota: ritenzione urinaria.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: prurito, rash.

Raro: orticaria.

Molto raro: edema angioneurotico, eritema fisso da farmaci.

Non nota: pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non nota: artralgia, mialgia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: astenia, malessere.

Raro: edema.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: ipersensibilità.

Molto raro: shock anafilattico.

Patologie epatobiliari

Raro: disturbi epatici (aumento dei livelli di transaminasi, fosfatasi alcalina, GGT e bilirubina).

Non nota: epatite.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non nota: aumento dell'appetito.

Disturbi psichiatrici

Non comune: stato di eccitazione.

Raro: aggressività, confusione, depressione, insonnia, allucinazioni.

Molto raro: tic.

Non nota: ideazioni suicidarie, incubi.

Esami diagnostici

Raro: aumento di peso.

Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing

Dopo l'introduzione sul mercato sono stati osservati gli effetti secondari seguenti: prurito e/o orticaria in seguito alla sospensione della cetirizina.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

I sintomi osservati in caso di evidente sovradosaggio hanno coinvolto il sistema nervoso centrale o sono stati posti in relazione con un'eventuale azione anticolinergica. Gli effetti indesiderati osservati in seguito all'assunzione di 1 dose almeno 5 volte la dose giornaliera raccomandata sono i seguenti: confusione, diarrea, stordimento, stanchezza, cefalea, malessere, midriasi, prurito, agitazione, sedazione, sonnolenza, stupore, tachicardia, tremore, ritenzione urinaria.

Trattamento

Non si conosce alcun antidoto specifico per la cetirizina. In caso di sovradosaggio si raccomanda un trattamento sintomatico o di supporto. Può essere indicata la lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone attivo, a condizione che il sovradosaggio sia avvenuto da breve tempo. La cetirizina viene dializzata solo parzialmente.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

R06AE07

Antistaminico per uso sistemico, derivato della piperazina.

Meccanismo d'azione

La cetirizina, metabolita dell'idrossizina, è un antistaminico con proprietà antiallergiche. È un antagonista selettivo dei recettori H1 i cui effetti su altri recettori sono deboli; di conseguenza, ha proprietà anticolinergiche e antiserotoninergiche pressoché nulle. La cetirizina inibisce le reazioni allergiche di tipo immediato mediate dall'istamina e riduce la migrazione cellulare e la liberazione dei mediatori in caso di allergie di tipo ritardato. Attraversa in minima parte la barriera ematoencefalica e di conseguenza praticamente non raggiunge i recettori H1 centrali.

Farmacodinamica

In studi dermatologici sull'istamina, l'effetto di 10 mg di cetirizina si instaura dopo 1 ora, raggiunge un massimo tra la 2a e la 12a ora ed è ancora rilevabile in modo statisticamente significativo dopo 24 ore.

Oltre alla sua attività anti-H1, la cetirizina esercita anche un effetto antinfiammatorio e interviene quindi nella fase tardiva della reazione allergica. Pertanto, dopo la somministrazione di cetirizina si osserva che:

  • con 1 dose da 10 mg 1 o 2 volte al giorno, il reclutamento cutaneo dei leucociti, specialmente degli eosinofili, risulta inibito;
  • alla dose di 30 mg al giorno, la migrazione degli eosinofili nel liquido broncoalveolare in seguito a broncocostrizione indotta da un allergene risulta inibita;
  • la reazione infiammatoria ritardata indotta dalla callicreina risulta inibita;
  • l'espressione dei marcatori dell'infiammazione quali ICAM-1 o VCAM-1 risulta ridotta;
  • l'effetto del rilascio di istamina promosso da agenti quali PAF e la sostanza P risulta inibito.

Efficacia clinica

L'efficacia clinica della cetirizina è stata dimostrata in una serie di studi in doppio cieco controllati con placebo come pure in studi comparativi con altri antistaminici. La prova cruciale dell'efficacia nell'indicazione «rinite allergica stagionale» è stata fornita da 3 studi che hanno incluso un totale di 859 pazienti. Le indicazioni «rinite allergica perenne» e «orticaria cronica idiopatica» sono state ottenute mediante i risultati di 3 studi che hanno incluso un totale di 682 pazienti e 2 studi comprendenti 365 pazienti.

Farmacocinetica

Assorbimento

In seguito a somministrazione orale della forma farmaceutica solida, la cetirizina è assorbita rapidamente nel tratto gastrointestinale. La cetirizina presenta una cinetica lineare alle dosi comprese nell'intervallo 5-60 mg. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 3 giorni.

Il profilo farmacocinetico della cetirizina negli adulti è paragonabile qualitativamente a quello nei bambini. La somministrazione di 5 mg di cetirizina nei bambini porta alle stesse concentrazioni di principio attivo nell'organismo di 1 dose da 10 mg somministrata negli adulti. Negli adulti, dopo l'assunzione di 10 mg di cetirizina il picco plasmatico (Cmax) di 350 ng/ml viene raggiunto dopo 1-2 ore. Le concentrazioni plasmatiche massime misurate nei bambini 1 ora dopo la somministrazione di 5 mg di cetirizina ammontano a 275 ng/ml.

Distribuzione

Negli adulti, il volume di distribuzione dopo la somministrazione di 10 mg è di circa 35 litri e il legame alle proteine plasmatiche è pari al 93%. Nei bambini, il volume di distribuzione dopo la somministrazione di 5 mg è di circa 17 litri.

La cetirizina passa in piccole quantità nel latte materno.

Metabolismo

Negli adulti, il 60% di 1 dose orale è eliminato con le urine nella sua forma non modificata.

Eliminazione

Negli adulti, la clearance complessiva dopo la somministrazione di 10 mg di prodotto ammonta a 0,60 ml/min/kg, l'emivita di eliminazione (t½β) a circa 10 ore.

La somministrazione di dosi ripetute non ha ripercussioni sui parametri farmacocinetici. L'assunzione quotidiana di 10 mg di cetirizina per 10 giorni non porta ad accumulo.

Una volta interrotto il trattamento, il livello plasmatico di cetirizina scende rapidamente al di sotto della soglia di rilevamento. Dopo 3 giorni è pertanto di nuovo possibile effettuare test allergici.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

In seguito alla somministrazione di 10 o 20 mg di cetirizina a pazienti affetti da epatite cronica, l'emivita è aumentata del 50% e la clearance è diminuita del 40% in confronto ai soggetti sani.

Disturbi della funzionalità renale

La cinetica della cetirizina allo stato stazionario (10 mg di cetirizina al giorno per 7 giorni consecutivi) in pazienti che presentano una leggera diminuzione della funzionalità renale (clearance della creatinina > 40 ml/min) è molto simile a quella osservata nei soggetti sani. In caso di calo moderato della funzionalità renale (clearance della creatinina tra 10 e 40 ml/min), l'emivita è triplicata e la clearance è diminuita del 70% in confronto ai soggetti sani.

Nei pazienti in emodialisi (clearance della creatinina < 7 ml/min), la clearance corporea totale dopo una singola dose da 10 mg di cetirizina si è ridotta del 70% circa rispetto ai soggetti sani, mentre l'emivita è aumentata di un fattore 3. Nel corso di una seduta standard di emodialisi, < 10% della quantità di cetirizina viene eliminata dal plasma.

Pazienti anziani

In un gruppo di 16 volontari anziani, l'emivita è del 50% più alta e la velocità di eliminazione è del 40% più bassa rispetto a un gruppo di controllo. La riduzione della clearance della cetirizina in volontari anziani può essere riconducibile alla funzionalità renale compromessa.

Bambini e adolescenti

Nei bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, il 70% di 1 dose orale di cetirizina è eliminato con le urine nella sua forma non modificata. Nei bambini la clearance totale ammonta a 0,93 ml/min/kg dopo la somministrazione di 5 mg di prodotto. Nei bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, l'emivita della cetirizina ammonta a 6 ore.

Dati preclinici

Gli studi preclinici di sicurezza relativi a uso, farmacologia e tossicità cronica non hanno messo in evidenza pericoli particolari per gli esseri umani.

Pertanto, nell'ambito di studi di tossicità cronica, i NOEL (no observed effect levels) sono stati tra 40 volte (studio di 6 mesi) e 75-220 volte superiori (studio di 4 settimane) nel cane e 85 volte superiori nella scimmia a dosi paragonabili a quelle terapeutiche per l'uomo.

Genotossicità

La cetirizina non è mutagena.

Cancerogenicità

La cetirizina non ha dimostrato alcun potenziale cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Gli studi di tossicità per la riproduzione non hanno dimostrato alcun effetto indesiderato della cetirizina sulla riproduzione e sullo sviluppo della progenie.

Altri dati (tossicità locale, fototossicità, immunotossicità)

Nel porcellino d'India la somministrazione di una dose e.v. di cetirizina corrispondente a 200 volte la dose che permette di controllare il broncospasmo indotto dall'istamina non ha provocato alcun prolungamento dell'intervallo QTc. Analogamente, non si è evidenziato alcun effetto sull'intervallo QTc con la somministrazione orale quotidiana per 1 anno di dosi corrispondenti a 275 volte la dose terapeutica per l'uomo nel cane e di dosi 225 volte superiori alla dose terapeutica per l'uomo nella scimmia.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non sono attualmente disponibili dati di incompatibilità.

Influenza su metodi diagnostici

Dopo l'interruzione del trattamento, i livelli plasmatici di cetirizina diminuiscono con un'emivita di 10 ore circa. È pertanto possibile effettuare test allergici solo 3 giorni dopo l'interruzione del trattamento.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Le pastiglie hanno impressa una linea di frattura che consente la suddivisione di una dose in due assunzioni.

Numero dell'omologazione

57067 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

VERFORA SA, 1752 Villars-sur-Glâne.

Stato dell'informazione

Maggio 2023.

2151821/03/2025