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FLUIMUCIL Grippe Day Night cpr eff

Zambon Switzerland Ltd

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Fluimucil Grippe Day & Night

Zambon Switzerland Ltd

Composizione

Principi attivi

Fluimucil Grippe Day: acetilcisteina, paracetamolo, pseudoefedrina cloridrato.

Fluimucil Grippe Night: paracetamolo, clorfenamina maleato.

Sostanze ausiliarie

Fluimucil Grippe Day: 80 mg d'aspartame (E951), dimeticone, leucina, sodio bicarbonato, sodio carbonato, docusato sodico, 440 mg di sorbitolo (E420), acido citrico, aroma limone.

Una compressa effervescente Day contiene 272,87 mg di sodio.

Fluimucil Grippe Night: 70 mg d'aspartame (E951), dimeticone, leucina, sodio bicarbonato, sodio carbonato, docusato sodico, 450 mg di sorbitolo (E420), acido citrico, aroma limone.

Una compressa effervescente Night contiene 300,23 mg di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa effervescente di Fluimucil Grippe Day contiene: acetilcisteina 200 mg, paracetamolo 500 mg, pseudoefedrina cloridrato 40 mg.

1 compressa effervescente di Fluimucil Grippe Night contiene: paracetamolo 500 mg, clorfenamina maleato 4 mg.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento sintomatico di breve durata di raffreddore e malattie influenzali associate alla formazione di secrezioni viscose delle vie respiratorie accompagnate da febbre, dolore agli arti e congestione nasale.

Posologia/Impiego

La dose massima giornaliera d'un totale di 4 compresse effervescenti non deve essere superata. Per evitare il rischio d'un sovradosaggio, è necessario assicurarsi che gli altri medicamenti assunti in concomitanza non contengano paracetamolo.

Adulti ed adolescenti a partire dai 12 anni e con peso corporeo superiore a 40 kg

Fluimucil Grippe Day

1 compressa effervescente tre volte al giorno (mattino, mezzogiorno, pomeriggio). Osservare un intervallo di almeno 4 ore tra le assunzioni.

Non assumere Fluimucil Grippe Day durante la notte.

Fluimucil Grippe Night

1 compressa effervescente al giorno, alla sera prima di coricarsi.

Non assumere Fluimucil Grippe Night durante il giorno.

Sciogliere 1 compressa effervescente in un bicchiere d'acqua (fredda o calda) e assumere.

Senza raccomandazione medica, Fluimucil Grippe Day & Night non dovrebbe essere assunto per più di 4 giorni consecutivi.

Nei pazienti >12 anni d'età si deve considerare il peso corporeo minimo.

Pazienti anziani

Non sono stati effettuati studi specifici nelle persone anziane. L'esperienza mostra che la dose normale di pseudoefedrina per gli adulti è adeguata, benché i pazienti anziani possano essere sensibili alle amine simpaticomimetiche come la pseudoefedrina.

Bambini/Adolescenti

Il medicamento non deve essere somministrato a pazienti d'età inferiore ai 12 anni (vedere «Controindicazioni»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Il paracetamolo dovrebbe essere somministrato con prudenza nei pazienti con epatopatia attiva cronica o compensata, soprattutto in caso d'insufficienza epatocellulare, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione (vedere anche «Controindicazioni» risp. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con disfunzione renale, l'intervallo di assunzione minimo deve essere adeguato in base alla seguente tabella:

Clearance della creatinina

Intervallo posologico

cl ≥50 ml/min

4 ore

cl 30-50 ml/min

6 ore

cl <30 ml/min

Controindicato

Controindicazioni

Ipersensibilità conosciuta all'acetilcisteina, al paracetamolo e alle sostanze affini (p. es. propacetamolo), alla pseudoefedrina cloridrato, alla clorfenamina maleato o ad uno degli altri componenti del medicamento.

Ipersensibilità ai simpaticomimetici.

Ipertensione severa o non controllata o cardiopatia coronarica.

Ipertiroidismo.

Feocromocitoma.

Terapia concomitante o non risalente a più di 2 settimane prima con MAO-inibitori (vedere anche capitolo «Interazioni»).

Terapia concomitante con simpaticomimetici.

Malattia renale/insufficienza renale severa acuta o cronica.

Disturbi severi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o epatopatia attiva scompensata.

Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).

Ulcera peptica attiva; glaucoma ad angolo chiuso; disturbi dello svuotamento vescicale p. es. associati ad adenoma prostatico avanzato; attacco acuto di asma bronchiale.

Bambini d'età inferiore ai 12 anni.

Il trattamento concomitante con antitussivi ad azione centrale non è opportuno dal punto di vista medico (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Avvertenze e misure precauzionali

Nei seguenti casi è necessario consultare un medico prima d'iniziare il trattamento:

  • Insufficienza renale (clearance della creatinina <50 ml/min);
  • Insufficienza epatica;
  • Carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (può causare anemia emolitica);
  • Uso concomitante di medicamenti potenzialmente epatotossici o induttori di enzimi epatici;

Dosaggi più elevati di quelli raccomandati comportano il rischio d'un danno epatico molto severo. I sintomi clinici d'un danno epatico sono rilevati generalmente 1 o 2 giorni dopo il sovradosaggio di paracetamolo. Un danno epatico massimo può essere osservato generalmente dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato al più presto possibile (vedere «Sovradosaggio»).

Il paracetamolo e la pseudoefedrina possono provocare reazioni cutanee severe quali la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG). Il paracetamolo e l'acetilcisteina possono provocare reazioni cutanee severe quali la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), che possono portare alla morte.

In caso di PEAG, l'eruzione pustolosa acuta si può verificare entro i primi 2 giorni di trattamento, con febbre e numerose piccole pustole, per lo più non follicolari, derivanti da un eritema edematoso molto diffuso e localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori. I pazienti devono essere monitorati attentamente. I pazienti devono essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee severe quali febbre, eritema o piccole pustole, e l'uso del medicamento deve essere interrotto al primo manifestarsi di reazioni cutanee o di altri segni d'ipersensibilità adottando, se necessario, misure appropriate.

Come tutte le amine simpaticomimetiche, la pseudoefedrina deve essere usata con cautela nei pazienti con ipertensione, malattie cardiocircolatorie, predisposizione al glaucoma, ipertrofia prostatica e diabete mellito.

In rari casi, è stata segnalata l'insorgenza di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)/sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS) in associazione a medicamenti simpaticomimetici come la pseudoefedrina. Il rischio è aumentato nei pazienti con ipertensione severa o non controllata, o con severa malattia renale acuta o cronica/insufficienza renale. I sintomi riferiti includono: improvvisa cefalea severa o cefalea a rombo di tuono, nausea, vomito, confusione, convulsioni e/o disturbi visivi. Nella maggioranza dei casi, a seguito d'un adeguato trattamento, i sintomi sono migliorati fino a scomparire entro pochi giorni. Qualora si sviluppino segni/sintomi di PRES/RCVS, il trattamento con la pseudoefedrina deve essere interrotto ed è necessario consultare immediatamente un medico.

I pazienti anziani possono reagire in modo molto sensibile alle amine simpaticomimetiche (come la pseudoefedrina) (vedere «Sovradosaggio»).

La pseudoefedrina comporta il rischio di abuso. Dosi aumentate possono sostanzialmente causare tossicità. L'uso continuativo può portare alla tolleranza, con conseguente aumento del rischio di sovradosaggio. La dose massima raccomandata e la durata del trattamento non devono essere superate (vedere «Posologia/Impiego»).

Alcuni casi di colite ischemica sono stati riportati con l'uso di pseudoefedrina. Fluimucil Grippe Day & Night deve essere interrotto e si deve consultare un medico se si sviluppano dolore addominale improvviso, sanguinamento rettale o altri sintomi di colite ischemica.

Con la pseudoefedrina sono stati riportati casi di neuropatia ottica ischemica. La pseudoefedrina deve essere interrotta se dovesse verificarsi un'improvvisa perdita della vista o riduzione dell'acuità visiva, per esempio in caso di scotoma.

Come tutti gli antistaminici di prima generazione, la clorfenamina deve essere usata con cautela in pazienti con asma, broncocostrizione, insufficienza respiratoria (enfisema, bronchite cronica), predisposizione al glaucoma, ipertrofia prostatica, esiti di ulcus ventriculi nonché stenosi del piloro.

La clorfenamina può provocare sonnolenza e pertanto ridurre la capacità di reazione. Questo effetto può essere potenziato dall'alcol.

Si raccomanda cautela in caso di consumo eccessivo d'alcol. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, in particolare in caso di concomitante carenza alimentare. In questi casi, anche una dose terapeutica di paracetamolo può causare un danno epatico.

Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA) dovuta ad acidosi da acido piroglutammico (5-oxoprolina) in pazienti con malattie gravi, quali compromissione renale severa e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre fonti di carenza di glutatione (per esempio alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina. Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi da acido piroglutammico, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l’acidosi da acido piroglutammico come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio.

L'acetilcisteina somministrata oralmente può provocare vomito, per cui si raccomanda cautela in pazienti con un rischio di sanguinamenti gastrointestinali (p. es. in caso di ulcera peptica latente o varici all'esofago),

L'utilizzo di acetilcisteina può, soprattutto all'inizio del trattamento, comportare una fluidificazione delle secrezioni bronchiali e favorire l'espettorazione. Se il paziente non è in grado di espettorarle in maniera sufficiente, è possibile sostenerlo con un drenaggio posturale ed un'aspirazione bronchiale.

La somministrazione simultanea di un antitussivo ad azione centrale con acetilcisteina può causare, sopprimendo lo stimolo della tosse e l'autopulizia fisiologica delle vie respiratorie, un ristagno di muco con il rischio di broncospasmo e d'infezione delle vie respiratorie (vedere «Controindicazioni»).

A causa del rischio di broncospasmi si raccomanda inoltre, anche con l'acetilcisteina, cautela in pazienti che soffrono d'asma bronchiale e con un sistema bronchiale iper-reattivo.

In caso di comparsa di reazioni d'ipersensibilità o d'un broncospasmo, bisogna interrompere immediatamente la somministrazione del medicamento e prendere, se necessario, delle misure adeguate.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Fluimucil Grippe Day & Night compresse effervescenti contengono:

  • 80 mg di aspartame per compressa effervescente Day risp. 70 mg di aspartame per compressa effervescente Night. Nei pazienti che soffrono di fenilchetonuria occorre prendere in considerazione che l'aspartame è una fonte di fenilalanina.
  • 440 mg di sorbitolo per compressa effervescente Day risp. 450 mg di sorbitolo per compressa effervescente Night. I pazienti con un'intolleranza ereditaria al fruttosio, per esempio una carenza ereditaria di fruttosio 1,6-difosfatasi, non devono assumere questo medicamento, poiché esso contiene sorbitolo (che viene metabolizzato in fruttosio).
  • 272,87 mg di sodio per compressa effervescente Day risp. 300,23 mg di sodio per compressa effervescente Night, equivalente al 13,6 % risp. al 15 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

La dose massima giornaliera di Fluimucil Grippe Day & Night compresse effervescenti (cioè 3 compresse effervescenti Day e 1 compressa effervescente Night) corrisponde al 55,9 % dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS ed è quindi considerato ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Interazioni

Acetilcisteina

Sono stati effettuati studi d'interazione solo negli adulti.

L'uso del carbone attivo può diminuire l'effetto dell'acetilcisteina.

I rapporti che menzionano un'inattivazione degli antibiotici (tetraciclina, aminoglicosidi, penicilline) da parte dell'acetilcisteina concernono, fino ad ora, esclusivamente studi in vitro, nei quali le sostanze coinvolte erano state direttamente mescolate. Tuttavia, per ragioni di sicurezza, la somministrazione orale di antibiotici deve essere fatta separatamente, rispettando un intervallo di almeno due ore.

In caso di somministrazione simultanea di trinitrato di glicerina, l'effetto vasodilatatore e inibitore dell'aggregazione dei trombociti può aumentare.

Una somministrazione simultanea di acetilcisteina e di carbamazepina può condurre a delle concentrazioni sub-terapeutiche di carbamazepina.

Paracetamolo

Induttori enzimatici quali fenobarbitale, fenitoina, carbamazepina, idrazide dell'acido isonicotinico (isoniazide, INH) e rifampicina aumentano l'epatotossicità del paracetamolo.

Si raccomanda cautela quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina, in quanto l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi da acido piroglutammico (5-oxoprolina), in particolare in pazienti con fattori di rischio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Alcol (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Le sostanze che rallentano lo svuotamento gastrico (p. es. propantelina) abbassano la velocità d'assorbimento.

Le sostanze che accelerano lo svuotamento gastrico (p. es. metoclopramide) aumentano la velocità d'assorbimento.

Cloramfenicolo: il paracetamolo prolunga l'emivita d'eliminazione del cloramfenicolo di 5 volte.

Clorzossazone: in caso di somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzossazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.

Zidovudina: con la somministrazione contemporanea di zidovudina e paracetamolo aumenta la probabilità d'insorgenza di neutropenia.

Salicilamide prolunga l'emivita d'eliminazione del paracetamolo e aumenta la quantità di metaboliti epatotossici.

Probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, facendo diminuire la clearance del paracetamolo. In caso d'assunzione concomitante si deve ridurre la dose di paracetamolo.

Colestiramina riduce l'assorbimento di paracetamolo.

L'assunzione giornaliera protratta di paracetamolo può incrementare l'effetto anticoagulante della warfarina e di altri derivati cumarinici, aumentando il rischio di sanguinamenti. Le assunzioni occasionali non hanno un effetto significativo. Non sono disponibili dati sull'interazione del paracetamolo con i recenti anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).

Pseudoefedrina cloridrato

Occorre evitare una terapia concomitante con MAO-inibitori, che possono potenziare l'effetto della pseudoefedrina.

Anche la combinazione di pseudoefedrina con altri simpaticomimetici, antipertensivi, digitalici o antidepressivi triciclici deve essere evitata.

La somministrazione concomitante d'alluminio idrossido può aumentare l'assorbimento della pseudoefedrina dal tratto gastrointestinale.

Clorfenamina maleato

L'interazione tra clorfenamina e fenitoina (antiepilettico) provoca un aumento della pressione arteriosa. In caso di combinazione con un MAO-inibitore può verificarsi una crisi ipertensiva (vedere «Controindicazioni»). La clorfenamina può potenziare l'effetto della procarbazina e ridurre quello della betaistina e dei corticosteroidi. In caso di somministrazione concomitante d'un sedativo ad azione centrale (barbiturici, benzodiazepine, clonidina, derivati della morfina, ecc.) occorre attendersi un potenziamento dell'effetto. L'atropina e altre sostanze simili all'atropina (antidepressivi triciclici, preparati anti-Parkinson e spasmolitici anticolinergici ecc.) potenziano gli effetti collaterali anticolinergici (vedere «Effetti indesiderati»).

L'alcol può potenziare l'effetto sedativo della clorfenamina maleato. Pertanto, occorre sconsigliare il consumo di alcol durante il trattamento.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi sulla funzione riproduttiva negli animali non hanno evidenziato rischi per il feto, ma non si dispone di studi controllati nelle donne in gravidanza.

Per il paracetamolo non sono disponibili studi convenzionali sugli animali in cui vengono utilizzati gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo e non si dispone di studi controllati nelle donne in gravidanza. Gli studi epidemiologici sullo sviluppo neuronale di bambini esposti in utero al paracetamolo non evidenziano risultati chiari.

I dati sulla tossicità per la riproduzione della pseudoefedrina cloridrato negli animali sono insufficienti. La pseudoefedrina cloridrato attraversa la barriera placentare. La pseudoefedrina cloridrato non deve essere utilizzata durante la gravidanza (in particolare nei primi tre mesi di gravidanza), a causa del suo effetto vasocostrittivo.

I dati sulla tossicità per la riproduzione della clorfenamina maleato negli animali sono insufficienti. Non è escluso che la clorfenamina maleato possa causare effetti indesiderati seri, per esempio crisi convulsive nel feto e nel neonato.

Per i principi attivi assunti singolarmente, non sono disponibili studi controllati in donne in gravidanza e non vi sono esperienze circa la loro somministrazione concomitante in gravidanza.

Il medicamento non deve essere assunto durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

Il paracetamolo, la pseudoefedrina cloridrato e la clorfenamina passano nel latte materno. L'antistaminico clorfenamina maleato può provocare effetti indesiderati potenzialmente seri nel neonato.

Non è noto se l'acetilcisteina passi nel latte materno.

Pertanto, il medicamento non deve essere assunto durante l'allattamento. In caso d'indicazione urgente, la madre deve interrompere l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La clorfenamina maleato può provocare sonnolenza e ridurre la capacità di reazione. Si raccomanda pertanto cautela per i pazienti che partecipano alla circolazione stradale o utilizzano macchine. In caso di dubbio, occorre astenersi da tali attività. Il consumo concomitante di alcol può potenziare in misura notevole questo effetto.

Effetti indesiderati

In uno studio clinico su pazienti affetti da raffreddore e malattie influenzali, i più comuni effetti indesiderati di Fluimucil Grippe Day & Night associati alla sua somministrazione sono stati sedazione e sonnolenza (6,7 %) così come disturbi gastrointestinali (6,7 %).

Gli effetti indesiderati sono indicati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1’000, <1/100), raro (≥1/10’000, <1/1’000), molto raro (<1/10’000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Per i singoli principi attivi sono stati descritti i seguenti effetti indesiderati:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia allergica (talvolta con formazione di ematomi e sanguinamenti), leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, anemia emolitica (paracetamolo).

Non nota: depressione midollare (clorfenamina).

Diversi studi hanno confermato una diminuzione dell'aggregazione piastrinica durante l'utilizzo di acetilcisteina. La rilevanza clinica di questo dato non è finora chiara.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: ipersensibilità (acetilcisteina).

Raro: anafilassi, reazioni allergiche quali l'edema di Quincke (angioedema), dispnea, broncospasmo, attacco di sudorazione, nausea, abbassamento di pressione arteriosa fino allo shock (paracetamolo).

Raro: una piccola parte (5-10 %) dei pazienti con asma indotta da acido acetilsalicilico o altre manifestazioni d'una cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo analogo anche al paracetamolo (asma da analgesici).

Molto raro: shock anafilattico, reazione anafilattica/anafilattoide (acetilcisteina).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: appetito ridotto (pseudoefedrina).

Non nota: acidosi metabolica con gap anionico elevato.

In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi da acido piroglutammico (5-oxoprolina) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti l’acidosi da acido piroglutammico può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.

Disturbi psichiatrici

Non comune: effetti anticolinergici, come per esempio nervosismo, disturbo del sonno (clorfenamina); irrequietezza, insonnia (pseudoefedrina).

Patologie del sistema nervoso

Comune: sedazione, sonnolenza, alterazione dell'attenzione (clorfenamina).

Non comune: cefalea (acetilcisteina).

Non nota: sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)/sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS).

Patologie dell'occhio

Non comune: effetti anticolinergici, come per esempio disturbo dell'accomodazione, glaucoma (clorfenamina).

Non nota: neuropatia ottica ischemica (pseudoefedrina).

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Non comune: tinnito (acetilcisteina).

Patologie cardiache

Non comune: palpitazioni (pseudoefedrina), ipotensione (acetilcisteina).

Non comune: tachicardia (acetilcisteina).

Patologie vascolari

Molto raro: emorragia (acetilcisteina).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: broncospasmo, dispnea (acetilcisteina).

Non comune: effetti anticolinergici, come p. es. bocca secca, secchezza nasale e gola secca (clorfenamina).

Nei pazienti predisposti può comparire ipersensibilità all'acetilcisteina sotto forma di reazioni respiratorie, e in quelli con sistema bronchiale iper-reattivo possono manifestarsi broncospasmi in caso di asma bronchiale (vedere «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie gastrointestinali

Non comune: vomito, diarrea, stomatite, dolori addominali, nausea (acetilcisteina); effetti anticolinergici, come p. es. stipsi (clorfenamina); bocca secca (pseudoefedrina e clorfenamina).

Raro: dispepsia (acetilcisteina).

Non nota: colite ischemica (pseudoefedrina).

Patologie epatobiliari

Vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Sovradosaggio».

Raro: valore delle transaminasi aumentato (paracetamolo).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: reazioni cutanee eritematose e orticarioidi e arrossamento cutaneo (paracetamolo); orticaria, eruzione cutanea, angioedema, prurito (acetilcisteina).

Molto raro: pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG) (paracetamolo, pseudoefedrina), sindrome di Stevens-Johnson, sindrome di Lyell (paracetamolo, acetilcisteina).

Non nota: edema della faccia (acetilcisteina).

Patologie renali e urinarie

Non comune: effetti anticolinergici, come per esempio disturbo della minzione (clorfenamina).

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: febbre (acetilcisteina).

L'aria espirata può - verosimilmente a causa della liberazione di solfuro d'idrogeno dal principio attivo - avere temporaneamente un odore sgradevole.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Acetilcisteina

Ad oggi non sono stati osservati casi di sovradosaggio tossico con forme farmaceutiche orali dell'acetilcisteina. Dei volontari sani sono stati trattati durante 3 mesi con 11,2 g di acetilcisteina al giorno senza l'apparizione di effetti indesiderati gravi. Dosi orali fino a 500 mg di acetilcisteina per kg di peso corporeo sono state tollerate senza manifestazioni d'intossicazione.

I sovradosaggi possono condurre a dei sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

Le misure terapeutiche in caso di sovradosaggio sono, se il caso lo richiede, sintomatiche.

Paracetamolo

In caso di sovradosaggio sono necessarie cure mediche immediate, anche se non sono presenti sintomi.

Dopo assunzione orale di 7,5-10 g di paracetamolo negli adulti e di 140-200 mg/kg di peso corporeo nel bambino (già a dosi inferiori nei pazienti predisposti come p. es. in quelli con elevato consumo di alcol o riduzione delle riserve di glutatione in presenza di carenza alimentare) si sviluppano manifestazioni acute d'intossicazione a carico di cellule epatiche e cellule tubulari renali sotto forma di necrosi cellulari potenzialmente letali.

Concentrazioni plasmatiche >200 mg/l dopo 4 ore, >100 mg/l dopo 8 ore, >50 mg/l dopo 12 ore e >30 mg/l dopo 15 ore portano a danni epatici con decorso letale per coma epatico. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.

Le prime manifestazioni dei sintomi clinici d'un danno epatico sono in genere rilevabili dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il massimo dopo 3 o 4 giorni.

Segni e sintomi

1a fase (= 1o giorno): nausea, vomito, dolori addominali, inappetenza, malessere generalizzato, pallore, sudorazione.

2a fase (= 2o giorno): miglioramento soggettivo, ingrossamento epatico, aumento dei valori delle transaminasi (AST, ALT), aumento dei valori di bilirubina, aumento del tempo di tromboplastina, aumento della lattato deidrogenasi.

3a fase (= 3o giorno): valori delle transaminasi (AST, ALT) molto elevati, ittero, ipoglicemia, coma epatico.

Trattamento

Al solo sospetto d'intossicazione deve essere immediatamente istituita una terapia efficace che comprenda le misure seguenti: gastrolusi (ha senso solo entro le prime 1-2 ore), seguita dalla somministrazione di carbone attivo. Somministrazione orale di N-acetilcisteina o metionina. In situazioni in cui la somministrazione orale d'un antidoto non è possibile o lo è solo in maniera limitata (per esempio a causa di vomito violento, offuscamento della coscienza) si può ricorrere alla somministrazione per via endovenosa, possibilmente entro 8 ore. La N-acetilcisteina può offrire ancora un certo grado di protezione dopo 16 ore. Misurare la concentrazione di paracetamolo nel plasma (non prima di 4 ore dopo l'assunzione).

Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.

Pseudoefedrina

Segni e sintomi: un sovradosaggio di pseudoefedrina può causare sensazioni d'ansia, tachicardia, aritmie cardiache o ipertensione. I pazienti anziani possono reagire in modo molto sensibile alle amine simpaticomimetiche. Un sovradosaggio può provocare allucinazioni e depressione del SNC.

Trattamento: devono essere adottate le necessarie misure di supporto alla respirazione e per il controllo delle convulsioni. Se necessario, deve essere effettuata una gastrolusi. Può essere indicata una cateterizzazione della vescica. Se necessario, è possibile accelerare l'eliminazione della pseudoefedrina mediante diuresi acida o dialisi.

Clorfenamina

Segni e sintomi: questi effetti si manifestano tra 30 minuti e 2 ore dall'assorbimento della dose e possono durare diversi giorni: eccitazione (soprattutto nei bambini), depressione del sistema nervoso centrale (soprattutto negli adulti), tensione muscolare, crisi convulsive, ipertermia, ipotensione, collasso cardiovascolare, paralisi del centro respiratorio e coma. I bambini reagiscono con particolare sensibilità in caso di sovradosaggio di clorfenamina.

Trattamento: sono indicati un trattamento sintomatico e una terapia di mantenimento, inclusi la respirazione artificiale e gli spasmolitici, se necessario.

Proprietà/Effetti

ATC-Code

N02BE51

Meccanismo d'azione

L'acetilcisteina possiede sia proprietà mucolitiche che antiossidanti. Il suo effetto mucolitico si basa sulla capacità del gruppo SH di ridurre i ponti disolfuro delle mucoproteine del muco. La proprietà antiossidante di Fluimucil Grippe proviene dal fatto che i composti elettrofili e ossidanti sono inattivati direttamente dall'acetilcisteina e indirettamente dal glutatione.

Il paracetamolo è un analgesico e antipiretico con effetto centrale e periferico. Il meccanismo d'azione non è stato interamente chiarito. Per l'effetto analgesico è dimostrato che l'inibizione centrale della sintesi delle prostaglandine è più potente di quella periferica. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico.

La pseudoefedrina cloridrato ha proprietà simpaticomimetiche dirette e indirette. Ha effetti di vasocostrizione, di decongestionamento delle mucose e di broncodilatazione.

La clorfenamina maleato è un antistaminico H1. Possiede anche proprietà sedative.

Farmacodinamica

Attraverso la cisteina, l'acetilcisteina mette a disposizione un precursore essenziale della sintesi del glutatione e di conseguenza aumenta le riserve endogene di glutatione.

Il paracetamolo non mostra alcun effetto antiflogistico marcato e non esercita alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.

Gli effetti della pseudoefedrina cloridrato si manifestano con una decongestione della mucosa delle vie respiratorie superiori.

La clorfenamina maleato antagonizza vari effetti fisiologici e patologici dell'istamina, come p. es. la costrizione della muscolatura bronchiale e della parete intestinale.

Efficacia clinica

L'acetilcisteina scioglie le secrezioni dense delle vie respiratorie, ne favorisce l'espettorazione e aiuta a calmare lo stimolo della tosse. In questo modo la respirazione è facilitata.

Farmacocinetica

Non sono stati effettuati studi farmacocinetici con i principi attivi combinati come in Fluimucil Grippe Day & Night. I singoli principi attivi presentano le seguenti proprietà farmacocinetiche:

Assorbimento

Dopo una somministrazione orale l'acetilcisteina è riassorbita in modo rapido e completo. A causa d'un elevato primo passaggio epatico, la biodisponibilità della N-acetilcisteina libera è di circa 10 % soltanto.

Il paracetamolo viene assorbito rapidamente e completamente dal tratto gastrointestinale. Dopo una somministrazione orale, la concentrazione plasmatica massima viene raggiunta dopo ½ ora o 2 ore al massimo.

La pseudoefedrina cloridrato viene assorbita rapidamente e completamente dal tratto gastrointestinale. Dopo una somministrazione orale, la concentrazione plasmatica massima viene raggiunta dopo 1,4-2 ore.

Dopo una somministrazione orale, la concentrazione plasmatica massima di clorfenamina maleato viene raggiunta dopo circa 2-3 ore. La clorfenamina maleato è soggetta a un marcato effetto di primo passaggio, la biodisponibilità è di circa il 40 %.

Distribuzione

L'acetilcisteina si trova nell'organismo in parte sotto forma invariata, in parte sotto forma di metaboliti ossidativi, tanto sotto forma libera che legata in maniera reversibile alle proteine plasmatiche tramite dei ponti disolfuro.

L'acetilcisteina si diffonde prevalentemente nell'ambiente acquoso dello spazio extracellulare. Si localizza soprattutto nel fegato, nei reni, nei polmoni e nel muco bronchiale.

Il paracetamolo viene distribuito pressoché uniformemente nella maggior parte dei fluidi corporei. Il volume di distribuzione è di ca. 1,3 l/kg. Alla posologia terapeutica, il legame con le proteine plasmatiche è basso (<20 %), in caso di sovradosaggio è del 50 %. Il paracetamolo viene escreto nel latte materno.

Il volume di distribuzione della pseudoefedrina cloridrato è di 2,6-3,5 l/kg. Non sono disponibili ulteriori informazioni sulla distribuzione della pseudoefedrina nei tessuti, ma si può presumere che si verifichi rapidamente come per altre basi organiche. La pseudoefedrina attraversa la barriera emato-encefalica e la barriera placentare.

Il volume di distribuzione della clorfenamina maleato è di ca. 3,2 l/kg, il legame con le proteine plasmatiche è di ca. il 70 %. La clorfenamina attraversa la barriera emato-encefalica ed è escreta nel latte materno. Non è noto se sia in grado di attraversare la barriera placentare.

Metabolismo

La metabolizzazione della N-acetilcisteina inizia immediatamente dopo l'assunzione: l'acetilcisteina viene deacetilata nella parete intestinale e durante il suo primo passaggio epatico in L-cisteina, molecola altrettanto attiva, e successivamente viene metabolizzata in composti inattivi.

Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed è soggetto principalmente a due vie di biotrasformazione: viene escreto con le urine in forma glucuronizzata (60-80 %) o solfatata (20-40 %). Una piccola frazione (<4 %) viene ossidata dal citocromo P450 e convertita in un metabolita verosimilmente epatotossico che viene normalmente detossificato per coniugazione con il glutatione.

La pseudoefedrina viene metabolizzata solo per circa l'1 % nel fegato mediante N-demetilazione.

La clorfenamina è metabolizzata nel passaggio attraverso la mucosa gastrointestinale e nel fegato (effetto di primo passaggio), segnatamente in un metabolita mono-demetilato (ca. 22 %) e in un metabolita di-demetilato (ca. 3 %).

Eliminazione

Circa il 30 % della dose d'acetilcisteina somministrata è eliminato direttamente per via renale. I metaboliti principali sono la cistina e la cisteina. Sono inoltre secrete delle piccole quantità di taurina e di solfati. Per quanto riguarda l'eliminazione per via non-renale, ad oggi, non sono disponibili studi. In 6 soggetti con somministrazione endovenosa di 200 mg di acetilcisteina è stata rilevata un'emivita d'eliminazione per le forme ridotte di 1,95 (0,95-3,57) ore e per l'acetilcisteina totale di 5,58 (4,1-9,5) ore. Dopo somministrazione orale di una compressa effervescente di 400 mg (non identica alle formulazioni di Fluimucil), l'emivita per l'acetilcisteina totale ammontava a 6,25 (4,59-10,6) ore.

L'eliminazione del paracetamolo immodificato (2-5 %) e dei metaboliti avviene per via renale. L'emivita delle dosi terapeutiche del paracetamolo è di 1-3 ore negli adulti. La durata d'azione è di 3-4 ore. Fino al 98 % della dose di paracetamolo assunta viene escreto nelle urine entro 24 ore, oltre l'80 % in forma coniugata come glucuronide e solfato.

L'emivita d'eliminazione della pseudoefedrina è di diverse ore e è dipendente dalle condizioni di acidità: sono state misurate emivite di eliminazione di 5-8 ore con valori di pH urinario di 5,6-6 e di 9-15 ore con valori di pH di 8. Circa il 90 % è escreto immodificato nelle urine. L'acetilcisteina può, per la sua proprietà, acidificare l'urina aumentando l'escrezione di pseudoefedrina.

L'escrezione della clorfenamina e dei suoi metaboliti avviene principalmente per via renale; il 20-35 % della dose assorbita di clorfenamina viene escreto immodificato. L'emivita di escrezione può variare notevolmente tra 13 e 30 ore e dipende dal pH urinario; raggiunge livelli inferiori nell'urina alcalina. Per contro, l'acetilcisteina può aumentare l'escrezione di clorfenamina acidificando l'urina.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Negli studi clinici con paracetamolo orale, è stata dimostrata una moderata compromissione del metabolismo del paracetamolo sulla base del rilievo di concentrazioni plasmatiche di paracetamolo aumentate e d'un prolungamento della sua emivita d'eliminazione in pazienti con epatopatia cronica, compresi pazienti con cirrosi epatica alcolica. Tuttavia, non è stato osservato un accumulo significativo di paracetamolo. La prolungata emivita plasmatica del paracetamolo è stata correlata a una riduzione della capacità di sintesi epatica. Per questo motivo, in pazienti con patologie epatiche il paracetamolo va utilizzato con cautela. Il paracetamolo è controindicato in presenza di epatopatia attiva scompensata, soprattutto in caso di epatite alcolica (a causa dell'induzione del CYP2E1, che fa aumentare la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).

Disturbi della funzionalità renale

In caso d'insufficienza renale severa (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo subisce un rallentamento di minore entità, e l'emivita di eliminazione varia da 2 a 5,3 ore. La velocità d'eliminazione dei glucuronidi e dei solfoconiugati nei pazienti con insufficienza renale severa è 3 volte più lenta che nei soggetti sani. In questa popolazione non è però necessario alcun aggiustamento della dose, poiché i glucuronidi e i solfoconiugati non sono tossici. Nonostante ciò, nel caso in cui si utilizzi il paracetamolo in pazienti con insufficienza renale moderata o severa (clearance della creatinina ≤50 ml/min), si raccomanda di aumentare l'intervallo minimo tra le singole somministrazioni conformemente alle raccomandazioni posologiche (vedere «Posologia/impiego»).

Nei pazienti sottoposti a emodialisi, dopo somministrazione di dosi terapeutiche di paracetamolo l'emivita può essere ridotta del 40-50 %.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani l'emivita può risultare prolungata ed essere associata ad una riduzione della clearance del medicamento. In genere non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Dati preclinici

Acetilcisteina

Studi di tossicità acuta hanno permesso di determinare un valore LD50 orale di 8 e > 10 g/kg di peso corporeo nei topi e nei ratti.

Basandosi sui resultati di test in vitro ed in vivo, l'acetilcisteina è stata valutata come non genotossica. Non sono stati eseguiti studi focalizzati sul potenziale cancerogeno dell'acetilcisteina.

Degli studi sull'embriotossicità/fetotossicità sono stati eseguiti su coniglie e ratte gravide, alle quali è stata somministrata una dose d'acetilcisteina per via orale durante il periodo di organogenesi. Nessuno dei due studi sperimentali ha rivelato malformazioni fetali.

Studi sulla fertilità sono stati effettuati su dei ratti con l'acetilcisteina somministrata per via orale.

Il trattamento di ratti femmine con dosi orali fino a 1000 mg/kg/giorno non ha permesso di osservare segni di compromissione della fertilità femminile.

Il trattamento di ratti maschi con l'acetilcisteina tramite dosi orali di 250 mg/kg/giorno durante 16 settimane non ha avuto alcuna influenza sulla fertilità o la capacità di riproduzione generale degli animali. Una riduzione della fertilità maschile ed una compromissione dei parametri spermatici sono state invece osservate a partire da una dose di 500 mg/kg/giorno (equivalente a circa 40 volte la dose terapeutica massima).

Paracetamolo

Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.

In diverse sperimentazioni è stato rilevato un potenziale genotossico. Si tratta però d'un dato da relativizzare, perché dipendente dalla dose. A causa dei presunti meccanismi che causerebbero questi effetti si può supporre che con dosi inferiori a determinati valori soglia non si manifestino effetti genotossici, sebbene in caso d'una riduzione delle riserve di glutatione siano possibili valori soglia più bassi. Tuttavia, i valori soglia a partire dai quali è stato dimostrato un effetto genotossico nelle sperimentazioni sugli animali si situano chiaramente in un intervallo di dosi tossiche, capace di causare danni a fegato e midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. Si può quindi praticamente escludere che le dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.

Non sono disponibili studi convenzionali in cui vengono utilizzati gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.

Pseudoefedrina cloridrato

Non vi sono evidenze d'un potenziale mutageno della pseudoefedrina.

Non sono stati condotti studi sulla fertilità o studi peri-postnatali con la pseudoefedrina.

Nei ratti, la pseudoefedrina somministrata a dosi materne tossiche ha effetti di fetotossicità (ridotto peso fetale, ritardo dell'ossificazione).

Clorfenamina maleato

Nel test di mutagenicità di Ames su microrganismi, in cellule di linfoma del topo, con o senza attivazione metabolica, o in cellule ovariche di criceto cinese con attivazione metabolica non sono emersi segni di mutagenesi indotta da clorfenamina.

Studi di riproduzione su conigli e ratti con clorfenamina maleato a posologie fino a 50 o 85 volte la dose abituale per l'uomo non hanno evidenziato alcun danno fetale.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Bisogna evitare l'aggiunta d'altri medicamenti alle compresse effervescenti disciolte di Fluimucil Grippe Day o Fluimucil Grippe Night.

L'acetilcisteina è incompatibile con la maggior parte dei metalli ed è inattivata dalle sostanze ossidanti.

Influenza su metodi diagnostici

L'acetilcisteina può influenzare la determinazione colorimetrica dei salicilati.

Nelle analisi dell'urina l'acetilcisteina può influenzare i risultati della determinazione dei corpi chetonici.

La pseudoefedrina può produrre falsi positivi ai test rapidi per l'individuazione delle anfetamine.

Il paracetamolo può alterare le misurazioni della glicemia, nel caso venga usato il metodo della glucosio ossidasi. Il paracetamolo può essere responsabile anche dell'apparente aumento dell'uricemia, qualora la si determini con il metodo della riduzione dell'acido fosfotungstico.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), in luogo asciutto, nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

57256 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Zambon Svizzera SA, 6814 Cadempino

Stato dell'informazione

Giugno 2025

1549714/08/2025