ASPIRINE Complexe gran
Bayer (Schweiz) AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Aspirina® Complex
Composizione
Principi attivi
Acidum acetylsalicylicum, pseudoephedrini hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Acidum citricum, saccharum 2 g, hypromellosum, saccharinum, aroma aurantii (cum alcohol benzylicus (E 1519) 3,84 mg, maltodextrinum, aurantii dulcis aetheroleum).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Granulato per sospensione orale.
1 bustina di granulato contiene 500 mg di acido acetilsalicilico (AAS) e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento sintomatico del gonfiore della mucosa nasale in caso di raffreddore con dolori e/o febbre da raffreddamento.
Aspirina Complex è omologato nell'automedicazione per il trattamento a breve termine per una durata massima di 3 giorni.
Posologia/Impiego
Adulti
Dose singola: 1-2 bustine.
Dose giornaliera massima: fino a 6 bustine di granulato.
Intervallo di applicazione abituale: 4-8 ore.
Se solo un sintomo è prevalente, è da preferire il trattamento con un monopreparato.
Mescolare il granulato in un bicchiere d'acqua e bere. Non assumere a stomaco vuoto.
Bambini e adolescenti
Aspirina Complex non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti poiché l'uso e la sicurezza in questo gruppo di pazienti finora non sono stati esaminati.
Controindicazioni
- Ipersensibilità alla pseudoefedrina, all'acido acetilsalicilico, ad altri salicilati o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
- Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi pseudoallergici a seguito dell'assunzione di acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.
- I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
- Ulcera gastrica e/o duodenale attiva o sanguinamento gastrointestinale.
- Malattie intestinali infiammatorie (per es. morbo di Crohn, colite ulcerosa).
- Diatesi emorragica.
- Gravi disfunzioni epatiche (cirrosi epatica e ascite).
- Malattia renale/insufficienza renale grave acuta o cronica (clearance della creatinina <30 ml/min).
- Insufficienza cardiaca grave (NYHA III-IV).
- Ipertensione grave o non controllata.
- Malattia coronarica grave.
- Combinazione con metotrexato in dosi pari o superiori a 15 mg alla settimana (cfr. rubrica «Interazioni»).
- Assunzione, concomitante o non risalente a oltre 2 settimane prima, di inibitori delle monoaminoossidasi (cfr. rubrica «Interazioni»).
- Gravidanza e allattamento (cfr. rubrica «Gravidanza/ allattamento»).
- Glaucoma ad angolo stretto
- Ritenzione urinaria (iscuria)
Avvertenze e misure precauzionali
Durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), indipendentemente dal fatto che siano o meno inibitori selettivi della COX-2, possono manifestarsi in qualsiasi momento ulcere, emorragie o perforazioni gastrointestinali, anche senza sintomi premonitori o segni anamnestici. Per ridurre questo rischio, nella terapia si dovrebbe somministrare la più piccola dose efficace per il più breve tempo possibile.
Gli effetti renali dei FANS comprendono la ritenzione idrica con edemi e/o ipertensione arteriosa. Per questo motivo, nei pazienti con disturbi della funzionalità cardiaca e altre condizioni che favoriscono la ritenzione idrica si deve usare l'acido acetilsalicilico solo con cautela. L'acido acetilsalicilico a basso dosaggio riduce l'eliminazione di acido urico. Nei pazienti in cui l'eliminazione di acido urico è già tendenzialmente ridotta, questa situazione può eventualmente scatenare un attacco di gotta. È richiesta cautela anche nei pazienti che assumono in concomitanza diuretici o ACE-inibitori, nonché in presenza di un aumentato rischio di ipovolemia.
Nelle situazioni seguenti deve essere usata cautela, e Aspirina Complex va assunto esclusivamente su prescrizione medica e sotto sorveglianza medica:
- Nei pazienti in età avanzata va usata cautela per considerazioni di ordine fondamentalmente medico. Nei pazienti anziani infermi o in quelli con un basso peso corporeo si raccomanda soprattutto di usare il dosaggio minimo efficace.
- In caso di asma bronchiale o generale tendenza all'ipersensibilità; l'acido acetilsalicilico può favorire il broncospasmo e gli attacchi di asma o scatenare altre reazioni di ipersensibilità. I fattori di rischio sono l'asma preesistente, il raffreddore da fieno, i polipi nasali o le malattie croniche delle vie respiratorie. La stessa considerazione vale per i pazienti che presentano reazioni allergiche ad altre sostanze (per es. reazioni cutanee, prurito od orticaria).
- In presenza di disturbi gastrici o duodenali cronici o recidivanti.
- In caso di terapia concomitante con medicamenti anticoagulanti.
- In caso di terapia concomitante con simpaticomimetici, digitalici, antipertensivi, antidepressivi.
- Nei pazienti con riduzione della funzionalità renale o cardiocircolatoria (come per es. vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, ipovolemia, interventi chirurgici maggiori, setticemia o emorragie maggiori), perché l'acido acetilsalicilico potrebbe aumentare il rischio di riduzione della funzionalità renale o di insufficienza renale acuta.
- In presenza di riduzione della funzionalità epatica.
- Nei pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD), perché l'acido acetilsalicilico potrebbe indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che aumentano questo rischio sono per es. i dosaggi elevati, la febbre o le infezioni acute.
- Nelle situazioni con rischio emorragico aumentato (per es. mestruazioni o ferite). A causa dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e del prolungamento del tempo di sanguinamento, che persistono per diversi giorni dopo l'assunzione dell'acido acetilsalicilico, può aumentare la tendenza emorragica, soprattutto durante e anche dopo interventi chirurgici (anche in caso di interventi minori come per es. le avulsioni dentarie).
- In caso di ipertiroidismo, ipertensione da lieve a moderata, diabete mellito, patologie ischemiche e altre patologie cardiache, pressione intraoculare elevata, ipertrofia prostatica o sensibilità ai simpaticomimetici.
I pazienti anziani possono manifestare reazioni di particolare sensibilità agli effetti della pseudoefedrina sul sistema nervoso centrale (cfr. rubrica «Effetti indesiderati»).
La pseudoefedrina comporta un rischio di abuso. Dosi elevate possono essere indurre tossicità nel lungo periodo. L'uso continuativo può portare allo sviluppo di assuefazione, che aumenta il rischio di sovradosaggio. La dose massima e la durata del trattamento raccomandate non devono essere superate (cfr. rubrica «Posologia/impiego»).
Gravi reazioni cutanee: reazioni cutanee gravi come la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) possono verificarsi con medicamenti a base di pseudoefedrina. Questa eruzione cutanea pustolosa acuta può verificarsi nei primi 2 giorni di trattamento ed essere associata a febbre e numerose, piccole pustole, principalmente non follicolari, che si presentano in un eritema edematoso esteso e sono principalmente localizzate nelle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori. I pazienti devono essere attentamente monitorati. Se si osservano segni e sintomi come febbre, eritema o numerose piccole pustole, l'uso di Aspirina Complex deve essere cessato e, se necessario, devono essere adottate misure appropriate.
Colite ischemica: con l'uso di pseudoefedrina sono stati riportati alcuni casi di colite ischemica. Se improvvisamente compaiono dolore addominale, sanguinamenti rettali o altri sintomi di colite ischemica, Aspirina Complex deve essere interrotto e si deve consultare un medico.
Neuropatia ottica ischemica: con l'uso di pseudoefedrina sono stati riportati casi di neuropatia ottica ischemica. L'uso di pseudoefedrina deve essere interrotto se si verifica improvvisa perdita della vista o riduzione dell'acuità visiva, come in caso di scotoma.
Sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES) e sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS):
sono stati riportati rari casi di sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)/sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS) in associazione all'assunzione di pseudoefedrina. Il rischio è maggiore nei pazienti con ipertensione grave o non controllata o con gravi malattie renali acute o croniche o insufficienza renale. I sintomi riportati includono cefalea acuta grave o cefalea a rombo di tuono, nausea, vomito, confusione, convulsioni e/o disturbi visivi. Nella maggior parte dei casi, in seguito a trattamento adeguato, si è verificato un miglioramento fino alla guarigione entro pochi giorni. Se si sviluppano segni/sintomi di PRES/RCVS, la pseudoefedrina deve essere interrotta e si deve consultare immediatamente un medico.
Sindrome di Kounis
Nei pazienti trattati con FANS sono stati riportati casi di sindrome di Kounis. La sindrome di Kounis si manifesta con sintomi cardiovascolari secondari a una reazione allergica o a una reazione da ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente causare un infarto miocardico.
Reazioni cutanee
Durante la terapia con FANS, molto raramente sono state reazioni cutanee gravi, alcune con esito letale, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) nonché reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Effetti indesiderati»). Il rischio che questa reazione si verifichi sembra essere massimo all'inizio del trattamento, e nella maggior parte dei casi queste reazioni si manifestano entro un mese dall'inizio della terapia. Aspirina Complex deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, alterazioni della mucosa o altri segni di una reazione di ipersensibilità.
È necessario avvertire il paziente che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica. In caso di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.
L'assunzione prolungata di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
Il paziente deve essere informato che in caso di assunzione cronica di analgesici può insorgere cefalea. Questa condizione può indurre a ripetere l'assunzione di analgesici e, quindi, a far persistere la cefalea (cosiddetto mal di testa da analgesici).
Questo medicamento è esclusivamente per adulti. Nei bambini e negli adolescenti è importante tenere presente la rarissima possibilità di insorgenza della sindrome di Reye, una encefalopatia potenzialmente letale i cui sintomi principali sono vomito violento, disturbi dello stato di coscienza e disturbi della funzionalità epatica).
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio/galattosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienza di sucrasi isomaltasi non devono assumere questo medicamento. Aspirina Complex contiene 2 g di saccarosio (per bustina. Da tenere in considerazione nei pazienti con diabete mellito.
Questo medicamento contiene 3,84 mg di alcol benzilico per bustina. L'alcol benzilico può causare reazioni allergiche. L'alcool benzilico è stato associato al rischio di gravi effetti indesiderati inclusi problemi respiratori (sindrome da respiro agonico) nei bambini piccoli. Non è nota la minima quantità di alcol benzilico per cui si manifesta la tossicità. Grandi volumi devono essere usati con cautela e solo se necessario, specialmente in pazienti con insufficienza epatica o renale a causa del rischio di accumulo e tossicità (acidosi metabolica).
Interazioni
Combinazioni controindicate
- Metotrexato a dosi pari o superiori a 15 mg/settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine del plasma), cfr. rubrica «Controindicazioni».
- Assunzione, concomitante o non risalente a oltre 2 settimane prima, di inibitori delle monoaminoossidasi a causa dell'aumentato rischio di eventi cardiovascolari (aritmie, aumento della pressione arteriosa).
Combinazioni che richiedono particolare cautela:
Acido acetilsalicilico
- Metotrexato a dosi inferiori a 15 mg alla settimana: aumento della tossicità del metotrexato (in genere i principi attivi antinfiammatori riducono l'eliminazione del metotrexato e i salicilati lo spostano dal suo legame con le proteine plasmatiche).
- Antidiabetici (per es. insulina, sulfoniluree): la glicemia può diminuire.
- Potenziamento dell'effetto di anticoagulanti/antiaggreganti piastrinici, barbiturici, litio, sulfonamidi e triiodotironina.
- Antiaggreganti piastrinici, per es. clopidogrel: rischio di emorragie aumentato.
- Possono manifestarsi interazioni farmacodinamiche tra gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e l'acido acetilsalicilico: rischio di emorragie aumentato a causa di effetti sinergici.
- Aumento della concentrazione plasmatica della digossina, causato dalla riduzione della sua eliminazione renale.
- Aumento della concentrazione plasmatica di fenitoina e valproato. L'AAS causa il rilascio dell'acido valproico legato alle proteine sieriche e una riduzione del suo metabolismo. Questo effetto fa aumentare le concentrazioni plasmatiche del valproato con la possibilità che aumenti l'incidenza di effetti indesiderati, fino a un'intossicazione caratterizzata da sintomi quali tremore, nistagmo, atassia e alterazioni della personalità.
- Potenziamento di effetti desiderati ed effetti indesiderati di tutti gli antinfiammatori non steroidei.
- Antipertensivi (ACE inibitori e β-bloccanti): negli ipertesi in terapia con questi medicamenti e acido acetilsalicilico si deve monitorare strettamente la pressione arteriosa ed eventualmente adeguare i dosaggi dei medicamenti.
- Diuretici in combinazione con acido acetilsalicilico a dosi più elevate: riduzione dell'effetto diuretico.
- Riduzione dell'effetto degli uricosurici (per es. probenecid, sulfinpirazone)
- Glucocorticoidi sistemici: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; riduzione della concentrazione ematica di salicilati durante la terapia con cortisone, rischio di un sovradosaggio di salicilati dopo il termine del trattamento con glucocorticoidi.
- Alcool: aumento del rischio di ulcere ed emorragie gastrointestinali; aumento del tempo di sanguinamento.
- Prolungamento dell'emivita plasmatica delle penicilline.
Pseudoefedrina
- Potenziamento dell'effetto dei simpaticomimetici (per es. salbutamolo in compresse (esacerbazione di effetti collaterali cardiovascolari)), tuttavia è possibile usare con cautela aerosol adrenergici ad azione broncodilatatoria.
- Potenziamento dell'effetto di altri simpaticomimetici (incl. sostanze da applicare localmente con effetto decongestionante sulla mucosa nasale).
- Potenziamento dell'effetto di antidepressivi, incl. gli inibitori MAO.
- Indebolimento dell'effetto di antipertensivi come guanetidina, metildopa, β-bloccanti.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Aspirina Complex è controindicato in gravidanza poiché non vi sono dati sull'assunzione combinata dei due principi attivi in gravidanza.
Acido acetilsalicilico
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio-fetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborti, malformazioni cardiache e gastroschisi dopo uso di un inibitore delle prostaglandine nella prima fase della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia.
Negli studi sugli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore delle prostaglandine causa un aumento della perdita pre- e postimpianto e letalità embrio-fetale. Oltre a ciò, negli animali che durante la fase di organogenesi erano stati trattati con inibitori della sintesi delle prostaglandine è stato riportato un incremento dell'incidenza di diverse malformazioni congenite, comprese quelle cardiovascolari.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico va somministrato solo se assolutamente necessario. Se si usa acido acetilsalicilico in una donna che ha intenzione di iniziare una gravidanza o si trova nel primo o nel secondo trimestre di gravidanza, si deve usare la più piccola dose possibile per la più breve durata del trattamento.
Oligoidramnios / insufficienza renale neonatale / restringimento del dotto arterioso
L'assunzione di FANS, alla 20a settimana di gestazione o più tardi, può portare a disfunzioni renali fetali che possono causare oligoidramnios e, in certi casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, nonostante rare segnalazioni di oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. Spesso, ma non sempre, l'oligoidramnios è reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicazioni di una condizione prolungata di oligoidramnios possono includere ad es. contratture degli arti e ritardo della maturazione polmonare. Nell'esperienza post-marketing, in alcuni casi di compromissione renale neonatale sono state necessarie procedure invasive come exsanguinotrasfusione o dialisi.
Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata segnalata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.
Deve essere preso in considerazione il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale se un trattamento con acido acetilsalicilico dura più di 48 ore. Se si verifica oligoidramnios o un restringimento del dotto arterioso un monitoraggio deve essere avviato secondo la pratica clinica.
Durante il terzo trimestre di gravidanza l'acido acetilsalicilico è controindicato. Tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandina possono:
- esporre il feto ai rischi seguenti:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare)
- disturbi della funzionalità renale che possono evolvere in insufficienza renale con oligoidramnios
- esporre il bambino e la madre ai seguenti rischi:
- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto di inibizione dell'aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse
- inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.
Pseudoefedrina
I pochi dati disponibili sull'uso della pseudoefedrina in gravidanza non indicano un aumentato rischio di malformazioni. Ciò nonostante la pseudoefedrina non deve essere assunta in gravidanza.
In studi sugli animali ha mostrato effetti teratogeni, tuttavia non sono stati condotti studi controllati in donne in gravidanza (cfr. anche rubrica «Dati preclinici»).
Allattamento
Sia i salicilati sia la pseudoefedrina passano nel latte materno. Poiché non esistono dati sull'uso combinato dei due principi attivi durante l'allattamento, Aspirina Complex è controindicato in donne che allattano (cfr. rubrica «Controindicazioni»).
Fertilità
L'uso dell'acido acetilsalicilico può compromettere la fertilità femminile e, quindi, non viene raccomandato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che vengono sottoposte a esami per l'infertilità si deve considerare la possibilità di interrompere la somministrazione di acido acetilsalicilico.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Durante il trattamento con Aspirina Complex la capacità di reazione può essere ridotta. Il rischio può aumentare ulteriormente in caso di consumo concomitante di alcol. Ciò deve essere considerato durante lo svolgimento di attività che richiedono particolare attenzione, per es. durante la guida di un veicolo.
Effetti indesiderati
Studi clinici
L'efficacia e la sicurezza di Aspirina Complex sono state valutate in due studi controllati con placebo: 646 pazienti hanno ricevuto Aspirina Complex a una posologia di 1-2 bustine, 321 pazienti hanno ricevuto placebo. Eventi avversi hanno interessato il 12,7% dei pazienti trattati con Aspirina Complex e il 10,9% dei pazienti trattati con placebo. I più comuni sono stati cefalea, capogiro, sonnolenza, febbre e nausea.
Le frequenze sono definite come segue:
Molto comune: ≥1/10
Comune: ≥1/100, <1/10
Non comune: ≥1/1000, <1/100
Raro: ≥1/1000, <10/1000
Molto raro: <1/10 000
Inoltre, in segnalazioni spontanee su tutte le formulazioni dell'acido acetilsalicilico, compresi i trattamenti di breve e lunga durata per via orale, sono stati riferiti ulteriori effetti indesiderati; di questi casi non è però possibile indicare la frequenza. («non nota» (non può essere definita sulla base dei dati disponibili))
Acido acetilsalicilico
I seguenti effetti indesiderati possono essere provocati dall'acido acetilsalicilico:
Patologie del sistema emolinfopoietico:
Prolungamento del tempo di sanguinamento.
Raro: trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia, leucopenia, anemia aplastica, anemia sideropenica.
Sono state riportate emolisi e anemia emolitica in pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD).
L'acido acetilsalicilico può aumentare il rischio emorragico, perché inibisce le piastrine. Sono state osservate emorragie quali emorragie perioperatorie, ematomi, epistassi, sanguinamenti urogenitali, sanguinamenti gengivali.
In casi rari o molto rari sono state segnalate anche emorragie gravi, per es. emorragie gastrointestinali ed emorragie cerebrali, soprattutto in pazienti con ipertensione arteriosa non controllata e/o in trattamento concomitante con anticoagulanti, che in singoli casi possono essere potenzialmente fatali.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: manifestazione di asma.
Raro: reazioni di ipersensibilità sotto forma di manifestazioni cutanee eritematose/eczematose, orticaria, rinite, congestione nasale, broncospasmo, edema angioneurotico, abbassamento di pressione arteriosa fino allo shock.
Raro: reazioni cutanee gravi fino a eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Raro: ipoglicemia, disturbi dell'equilibrio acido-base.
Patologie del sistema nervoso
Raro: cefalea, capogiro, tinnito, disturbi visivi, ipoacusia, stati confusionali.
Patologie cardiache
Non nota: sindrome di Kounis.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: microemorragie (70%).
Comune: disturbi gastrici.
Non comune: dispepsia, nausea, vomito, diarrea.
Raro: emorragie gastrointestinali, ulcere gastrointestinali, che molto raramente possono causare perforazioni.
Non nota: formazione di strutture intestinali simil-diaframmatiche, soprattutto in caso d'uso prolungato.
Patologie epatobiliari
Raro: disturbi della funzionalità epatica.
Molto raro: aumento delle transaminasi.
Malattia della pelle e del tessuto sottocutaneo
Non nota: reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Disfunzioni renali e delle vie urinarie efferenti
Raro: disturbi della funzionalità renale.
Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta.
Altro
Molto raro: sindrome di Reye (cfr. rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pseudoefedrina
I seguenti effetti indesiderati possono essere provocati dalla pseudoefedrina:
Patologie dell'occhio
Non nota: neuropatia ottica ischemica
Patologie del sistema nervoso
Non comune: stimolazione del sistema nervoso centrale (per es. sonnolenza, insonnia, ansia, irrequietezza, stordimento, capogiro, tensione), bocca secca
Raro: allucinazioni.
Non nota: sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES)/sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS).
Disturbi della funzionalità cardiaca
Raro: aumento della pressione arteriosa ma non in caso di ipertensione trattata, effetti cardiaci quali palpitazioni, tachicardia, angina pectoris, aritmie, ipertensione arteriosa.
Disturbi funzionali della cute
Non comune: reazioni cutanee come esantema, orticaria, prurito, rossore.
Non nota: reazioni cutanee gravi, incl. la pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP).
Disfunzioni renali e delle vie urinarie efferenti
Non comune: ritenzione urinaria, in particolare in pazienti con iperplasia prostatica.
Patologie gastrointestinali
Non nota: colite ischemica
Esperienze nel post-marketing
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Acido acetilsalicilico
Nelle persone anziane e soprattutto nei bambini piccoli è possibile l'insorgenza di un'intossicazione (in questi pazienti i sovradosaggi terapeutici o le intossicazioni accidentali possono avere esito letale).
I sintomi di un'intossicazione grave possono manifestarsi in acuto o anche lentamente (ovvero nell'arco di 12-24 ore dopo l'assunzione). Dopo assunzione orale di una dose fino a 150 mg di AAS/kg di peso corporeo sono possibili intossicazioni lievi, mentre con dosi >300 mg/kg di peso corporeo le intossicazioni possono essere gravi.
L'assorbimento dell'acido acetilsalicilico può essere ritardato dal rallentamento dello svuotamento gastrico, dalla formazione di concrementi nello stomaco o dai rivestimenti gastroresistenti.
La gravità dell'intossicazione non può essere stimata unicamente sulla base delle concentrazioni plasmatiche. È necessario uno stretto monitoraggio mediante emogasanalisi (ABGA) arteriosa, poiché la terapia non si basa sul livello di acido salicilico, bensì sulla sintomatologia clinica e sull'ABGA.
Sintomi:
cefalea, nausea, vomito, ipoglicemia o iperglicemia, eruzioni cutanee, capogiro, tinnito, disturbi della vista e dell'udito, tremore, stati confusionali, ipertermia, sudorazione, iperventilazione, alcalosi respiratoria con compenso metabolico virante in acidosi metabolica, disturbi dell'equilibrio elettrolitico, essiccosi, convulsioni, coma, insufficienza respiratoria, disritmie cardiache.
I sintomi di un'intossicazione cronica da salicilati non sono specifici (ad es. tinnito, cefalea, eccitazione, sudorazione, iperventilazione) e pertanto possono sfuggire all'osservazione.
Terapia:
Considerata la situazione potenzialmente letale in caso di intossicazione grave, si devono adottare senza indugio le misure necessarie: immediato ricovero in ospedale, eliminazione o riduzione dell'assorbimento mediante somministrazione frazionata di carbone attivo nelle prime 4 ore (il peso del carbone deve essere pari a 10 volte quello dell'acido acetilsalicilico), lavanda gastrica in caso di intossicazione massiva o rimozione delle compresse per via gastroscopica.
Controllare e correggere i valori degli elettroliti. Somministrare glucosio. Impiego tempestivo di bicarbonato di sodio per correggere l'acidosi e per favorire l'eliminazione (pH dell'urina >8), buona diuresi, raffreddare in caso di ipertermia, benzodiazepine in presenza di convulsioni.
Eventuale ricorso all'emodialisi in caso di intossicazione grave.
È stato descritto un caso di scompenso con conseguenze fatali a seguito di intubazione. Pertanto, se possibile, si deve prima avviare l'alcalinizzazione e quindi procedere all'intubazione, minimizzando il tempo di apnea e assicurandosi di mantenere l'iperventilazione.
Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.
Pseudoefedrina
Sintomi: a seguito di intossicazione possono comparire reazioni simpaticomimetiche molto forti, per es. tachicardia, dolore toracico, agitazione, ipertensione, respiro sibilante o affanno, convulsioni, allucinazioni.
Terapia: le misure da mettere in atto per il trattamento di un'intossicazione dipendono dall'entità, dallo stadio e dai sintomi clinici dell'intossicazione. Corrispondono alle misure abituali messe in atto per ridurre l'assorbimento di un medicamento: accelerare l'eliminazione, monitorare il bilancio idro-elettrolitico, l'alterata regolazione della temperatura, la respirazione e la funzione cerebrale e cardiocircolatoria. Anche quando non siano riconoscibili segni o sintomi, è necessario un trattamento medico immediato.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BA51
Meccanismo d'azione / Farmacodinamica
L'acido acetilsalicilico (AAS) è l'estere acetico dell'acido salicilico ed essendo un salicilato fa parte del gruppo dei farmaci analgesici/antinfiammatori non steroidei acidi.
L'acido acetilsalicilico mostra proprietà analgesiche, antipiretiche e antinfiammatorie.
L'effetto analgesico periferico è dovuto all'inibizione della ciclossigenasi, che a sua volta inibisce la sintesi delle prostaglandine (E2 e I2), ossia di quelle molecole coinvolte nell'insorgenza del dolore.
Questo stesso meccanismo è all'origine dell'inibizione dell'aggregazione piastrinica e dell'effetto ulcerogeno, della ritenzione di sodio e acqua, nonché delle reazioni broncospastiche (tutti possibili effetti indesiderati).
L'effetto antipiretico è dovuto all'azione centrale sul centro termoregolatore ipotalamico, che causa la dilatazione periferica dei vasi sanguigni con conseguente sudorazione e dispersione di calore. L'effetto centrale comprende probabilmente anche un'inibizione della sintesi delle prostaglandine, responsabili della trasmissione dell'effetto dei pirogeni endogeni nell'ipotalamo.
La pseudoefedrina è un simpaticomimetico con attività α-agonistica. È un destroisomero dell'efedrina; entrambe le sostanze sono parimenti efficaci per decongestionare la mucosa nasale. Stimolando i recettori α-adrenergici della muscolatura liscia vascolare, restringono le arteriole dilatate della mucosa nasale e riducono l'irrorazione sanguigna nella zona edematosa.
Efficacia clinica
Cfr. «Meccanismo d'azione»
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, l'acido acetilsalicilico e la pseudoefedrina vengono assorbiti completamente dal tratto gastrointestinale. Durante e dopo l'assorbimento, l'acido acetilsalicilico viene convertito nel principale metabolita attivo acido salicilico.
Per Aspirina Complex, dopo una singola dose orale (500 mg di acido acetilsalicilico/30 mg di pseudoefedrina) sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 10,94 µg/ml (Cmax) in 0,25 ore (tmax) per l'acido acetilsalicilico o 30,01 µg/ml (Cmax) in 0,91 ore (tmax) per l'acido salicilico o 131,56 μg/ml (Cmax) in 0,67 ore (tmax) per la pseudoefedrina.
Distribuzione
L'acido salicilico libero si distribuisce rapidamente in tutti i tessuti e compartimenti liquidi (liquido sinoviale, spinale, peritoneale).
Il volume di distribuzione dell'acido salicilico dipende dalla dose e dal pH ed è pari a 0,1-0,2 l/kg. Con il dosaggio clinico abituale l'acido salicilico è per il 60-90% legato alle proteine plasmatiche, soprattutto all'albumina; la biodisponibilità è pari all'80-100%.
L'acido salicilico passa nel latte materno e attraversa la placenta.
Il volume di distribuzione della pseudoefedrina è di 2,4-3,3 l.
La pseudoefedrina viene escreta nel latte materno umano.
Metabolismo
L'AAS viene degradato con scissione dell'estere già nello stomaco, nella parete intestinale e nel primo passaggio attraverso il fegato («first-pass effect») poco dopo l'assorbimento, per cui ha un'emivita relativamente breve (circa 15 minuti). La biotrasformazione dell'acido salicilico avviene soprattutto nel fegato. Grazie al legame dell'acido salicilico alla glicina si forma l'acido salicilurico, che viene trasformato ulteriormente mediante coniugazione con l'acido glucuronico o l'acido solforico. L'emivita plasmatica dell'acido salicilico dopo assunzione di basse dosi (<2-3 g al giorno) è pari a 2-3 ore, mentre dopo somministrazione di >3,0 g è di 15-30 ore.
La pseudoefedrina viene metabolizzata a livello epatico e il principale metabolita attivo è la norpseudoefedrina. Questa sostanza viene escreta per via urinaria negli individui sani in percentuale all'incirca pari all'1% della dose di pseudoefedrina, mentre in pazienti con urine cronicamente alcaline la percentuale può salire al 6%.
Eliminazione
L'eliminazione avviene in pratica completamente per via renale come acido salicilico (ca. 10%), acido salicilurico (ca. 75%) e come coniugati dell'acido salicilurico (ca. 10%).
Per la parte relativa ai metaboliti escreti per via renale ha un ruolo particolarmente importante, oltre alla dose, anche il valore di pH dell'urina. In ambiente basico, l'acido salicilico è presente in forma dissociata (come salicilato) e non viene riassorbito a livello tubulare; per questo motivo vengono eliminate, come salicilato libero, percentuali dell'AAS assunto notevolmente superiori a quelle eliminate in ambiente acido. Per contro, l'AAS tamponato aumenta il pH urinario in ambiente basico e converte l'acido salicilico in salicilato dissociato che non viene più riassorbito.
Dopo assunzione di AAS non tamponato alcuni medicamenti gastrici (antiacidi) possono interferire con i livelli plasmatici di salicilato continui e sufficientemente elevati, necessari per determinate indicazioni.
Circa il 70-90% della pseudoefedrina viene escreto immodificato per via urinaria.
Il principale metabolita attivo, la norpseudoefedrina, viene escreto con le urine in percentuale pari all'1% circa della dose di pseudoefedrina in soggetti normali, ma può rappresentare il 6% circa della dose somministrata a pazienti con urine cronicamente alcaline.
La pseudoefedrina viene escreta prevalentemente immodificata per via renale. Con un valore di pH di 5-6, l'emivita della pseudoefedrina è di 5-6 ore. Questa emivita è tuttavia dipendente dal pH urinario: L'alcalinizzazione delle urine può ridurre l'escrezione urinaria, soprattutto a un valore di pH superiore a 5,5. La pseudoefedrina passa nel latte materno. In un paziente con urine cronicamente alcaline è stato indicato un valore di 50 ore, in un paziente con urine molto acide un valore di 1,5 ore.
La pseudoefedrina viene eliminata soltanto in minima parte con l'emodialisi tradizionale.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità epatica
Dato che l'AAS viene metabolizzato prevalentemente nel fegato, si deve prevedere un rallentamento della degradazione dell'AAS in acido salicilico (fenomeno di accumulo).
Eliminazione in caso di compromissione della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale, la velocità di degradazione per l'acido salicilico nel plasma non viene influenzata, ma aumenta la concentrazione di metaboliti inattivi dell'acido salicilico, soprattutto dell'acido salicilico coniugato.
L'emivita della pseudoefedrina in pazienti con insufficienza renale risulta aumentata di 10 volte e la clearance apparente è diminuita di 12 volte.
Pazienti anziani
Per l'acido acetilsalicilico non si dispone di altro materiale conoscitivo speciale.
In 36 volontari anziani, l'emivita della pseudoefedrina è risultata aumentata di circa il 45% e il volume di distribuzione apparente del 25% rispetto a soggetti giovani.
Lattanti e bambini piccoli
Nei lattanti e nei bambini piccoli il legame alle proteine plasmatiche dell'acido acetilsalicilico è ridotto. Inoltre, non si dispone di materiale conoscitivo speciale concernente la cinetica nei bambini.
L'emivita della pseudoefedrina è ridotta nei bambini (3,1 ore).
Dati preclinici
Il profilo di sicurezza preclinico dell'acido acetilsalicilico è ben documentato. Negli studi sperimentali sugli animali, i salicilati non hanno prodotto ulteriori danni organici oltre a quelli renali. L'acido acetilsalicilico è stato sottoposto ad approfonditi studi di mutagenicità e cancerogenicità, nei quali non sono state appurate evidenze rilevanti di un eventuale potenziale mutageno o cancerogeno.
È stato osservato che in una serie di specie animali i salicilati hanno effetti embriotossici e teratogeni (per es. malformazioni cardiache e scheletriche, gastroschisi).
Vi sono anche segnalazioni di disturbi di impianto, effetti embriotossici e fetotossici e compromissione della capacità di apprendimento della prole in caso di assunzione di salicilati durante la gravidanza.
La pseudoefedrina è un agente usato come decongestionante della mucosa nasale nell'uomo con una lunga esperienza sul mercato. Non vi sono evidenze di un potenziale mutageno della pseudoefedrina. Nei ratti, la pseudoefedrina somministrata a dosi materne tossiche ha effetti di fetotossicità (ridotto peso fetale, ritardo dell'ossificazione). Non sono stati effettuati studi di fertilità o studi peri-/ postnatali con la pseudoefedrina.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non nota.
Influenza sui metodi diagnostici
La pseudoefedrina può provocare risultati falsi positivi durante il dosaggio fluorimetrico delle anfetamine.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).
Indicazioni per la manipolazione
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
57244 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Bayer (Schweiz) AG, 8045 Zurigo.
Stato dell'informazione
Novembre 2024
20586 — 31/12/2024