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PANADOL Junior supp 125 mg (hc 06/26)

Haleon Schweiz AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Panadol Junior 60 mg, 125 mg e 250 mg, supposte

Haleon Schweiz AG

Composizione

Principio attivo: paracetamolo.

Sostanze ausiliarie: gliceridi semisintetici solidi.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 supposta contiene 250 mg o 125 mg o 60 mg di paracetamolo.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

  • Trattamento dei dolori di intensità da lieve a moderata (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena, dolori da trauma, dolori da raffreddamento);
  • Trattamento sintomatico della febbre.

Posologia/Impiego

Non superare la dose giornaliera massima indicata di seguito (vedi tabella). Per evitare il rischio di sovradosaggio è necessario assicurare che gli altri medicamenti usati in concomitanza dal bambino da trattare non contengano paracetamolo.

Nei bambini fino a 12 anni di età, la durata massima d'uso continuato senza consulto medico è di 3 giorni.

Un sovradosaggio può causare danni epatici molto gravi.

Si deve utilizzare sempre la dose efficace più bassa per la durata più breve possibile.

Lattanti e bambini:

Nei bambini (<12 anni di età), la dose deve essere determinata in base al peso corporeo. Tali dosaggi devono essere rigorosamente rispettati (vedi tabella).

Nei bambini, la dose giornaliera massima raccomandata di paracetamolo è di 60 mg/kg/giorno, divisa in circa 10-15 mg/kg per dose singola.

Peso corporeo (età)

Dose singola

Dose giornaliera massima 

(nelle 24 ore)

Intervallo di tempo minimo tra le singole dosi

Bambini

22–30 kg
(6-9 anni)

1 supposta da 250 mg

5 supposte da 250 mg
(=1250 mg di paracetamolo)

4-6 ore

15–22 kg
(3-6 anni)

1 supposta da 250 mg

4 supposte da 250 mg
(=1000 mg di paracetamolo)

4-6 ore

Bambini piccoli

10–15 kg
(1-3 anni)

1 supposta da 125 mg

5 supposte da 125 mg
(=625 mg di paracetamolo)

4-6 ore

7–10 kg
(6-12 mesi)

1 supposta da 125 mg

3-4 supposte da 125 mg
(=375 mg – 500 mg di paracetamolo)

4-6 ore

Lattanti

6–7 kg
(3-6 mesi)*

1 supposta da 60 mg

6 supposte da 60 mg
(360 mg di paracetamolo)

4-6 ore

4–6 kg
(3-6 mesi)*

1 supposta da 60 mg

4 supposte da 60 mg
(240 mg di paracetamolo)

6-8 ore

fino a 4 kg
(fino a 3 mesi)**

1 supposta da 60 mg

3 supposte da 60 mg
(180 mg di paracetamolo)

6-8 ore

* Per lattanti fino a 6 mesi, solo Panadol Junior 60 mg supposte devono essere utilizzate.

** Per lattanti sotto i 3 mesi, Pandol Junior 60 mg supposte devono essere utilizzate solo dopo aver consultato il medico.

Istruzioni posologiche speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con una malattia epatica cronica o attiva compensata, soprattutto in caso di insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione, la dose giornaliera per gli adulti non deve superare 2 g (vedi anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Panadol è controindicato nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità epatica (vedi «Controindicazioni»).

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con disturbi gravi della funzionalità renale, l'intervallo di somministrazione minimo deve essere adeguato in base alla tabella seguente.

Clearance della creatinina

Intervallo posologico

cl ≥10 ml/min

6-8 ore

cl <10 ml/min

8 ore

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al paracetamolo e alle sostanze affini (ad es. propacetamolo) o ad una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione;
  • Disturbi gravi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o epatopatia attiva scompensata;
  • Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).

Avvertenze e misure precauzionali

Nei casi seguenti è necessario un consulto medico prima di iniziare il trattamento:

  • insufficienza renale (clearance della creatinina <50 ml/min);
  • insufficienza epatica da lieve a moderata;
  • carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (può causare anemia emolitica);
  • uso contemporaneo di medicamenti potenzialmente epatotossici o induttori di enzimi epatici;
  • anoressia, bulimia, cachessia, malnutrizione cronica, carenza alimentare, sepsi (basse riserve di glutatione epatico). Sono stati segnalati disturbi della funzionalità epatica/insufficienza epatica in pazienti con ridotte riserve di glutatione;
  • disidratazione, ipovolemia.

Dosaggi più elevati di quelli raccomandati comportano il rischio di un danno epatico grave.

La pancreatite acuta è stata segnalata di solito insieme a disfunzione epatica e epatotossicità.

I sintomi clinici di un danno epatico possono essere rilevati generalmente 1 o 2 giorni dopo il sovradosaggio di paracetamolo. Un danno epatico massimo può essere osservato generalmente dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il più presto possibile (vedi «Posologia eccessiva»).

In casi molto rari, il paracetamolo può scatenare reazioni cutanee gravi (come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN), la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG)), che possono essere fatali. I pazienti o i genitori devono essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee gravi, e l'uso del medicamento deve essere interrotto al primo manifestarsi di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.

Prestare attenzione in caso di consumo eccessivo di alcol. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto in caso di concomitante carenza alimentare. In questi casi, anche una dose terapeutica di paracetamolo può causare un danno epatico.

Il paziente o i genitori devono essere informati che gli analgesici non devono essere usati per più di 3 giorni senza prescrizione medica, e che nei bambini la presenza di febbre elevata o di un peggioramento delle condizioni di salute rende necessario un tempestivo consulto medico. In presenza di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.

Il paziente o i genitori devono essere informati che in caso d'uso cronico di analgesici può insorgere cefalea, che può indurre a ripettere l'uso di analgesici e, quindi, a far persistere la cefalea (cosiddetto mal di testa da analgesici).

L'uso prolungato di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Nei pazienti con esaurimento delle riserve di glutatione, ad es. in corso di setticemia, l'uso di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.

Interazioni

  • Induttori enzimatici quali fenobarbitale, fenitoina, carbamazepina, idrazide dell'acido isonicotinico (isoniazide, INH) e rifampicina aumentano l'epatotossicità del paracetamolo.
  • Alcol (vedi «Avvertenze e misure precauzionali»).
  • Medicamenti che rallentano lo svuotamento gastrico (ad es. la propantelina) abbassano la velocità di assorbimento.
  • Medicamenti che accelerano lo svuotamento gastrico (ad es. metoclopramide) aumentano la velocità di assorbimento.
  • Cloramfenicolo: il paracetamolo prolunga l'emivita del cloramfenicolo di 5 volte.
  • Clorzossazone: la somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzossazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.
  • Zidovudina: la somministrazione contemporanea di zidovudina e paracetamolo aumenta la probabilità di insorgenza di neutropenia.
  • La salicilamide prolunga l'emivita del paracetamolo e aumenta la quantità di metaboliti epatotossici.
  • Il probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, facendo diminuire la clearance del paracetamolo. In caso d'uso concomitante si deve ridurre la dose di paracetamolo.
  • La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.
  • L'uso giornaliero protratto di paracetamolo può incrementare l'effetto anticoagulante della warfarina e di altri derivati cumarinici, aumentando il rischio di emorragie. L'impiego occasionale non ha un effetto significativo.

Gravidanza/Allattamento

Questo preparato è destinato ad essere usato esclusivamente nei lattanti o nei bambini. Qualora debba essere usato in adolescenti o donne adulte, vanno osservate le avvertenze seguenti:

Si raccomanda cautela nell'uso di Panadol Junior supposte durante la gravidanza e l'allattamento.

Gravidanza

Gli studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico dei bambini esposti al paracetamolo in utero non evidenziano risultati chiari. Il rischio di danni funzionali e d'organo, di malformazioni e di disturbi dell'adattamento in caso di assunzione di paracetamolo in gravidanza al dosaggio corretto è attualmente considerato basso. Non sono disponibili studi controllati su donne in gravidanza. Gli studi sperimentali sugli animali non evidenziano alcuna tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»). Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere assunto o utilizzato durante la gravidanza. Tuttavia, deve essere assunto o utilizzato alla dose minima efficace, per il minor tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile.

Allattamento

Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione nel latte materno è simile alla concentrazione momentanea nel plasma della madre. Sono stati riferiti casi di eruzione cutanea nei neonati allattati al seno. Tuttavia, non sono note conseguenze negative per il lattante. Sebbene l'uso del paracetamolo sia considerato compatibile con l'allattamento al seno, occorre usare cautela nell'uso di Panadol Junior durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono stati effettuati studi in merito. Le esperienze pluriennali con il principio attivo alla posologia raccomandata non hanno evidenziato influssi negativi sulla capacità di reazione.

Effetti indesiderati

Frequenze: Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Classe sistemico-organica

Frequenza

Patologie del sistema emolinfopoietico

  • Trombocitopenia allergica (talvolta con formazione di ematomi e sanguinamenti), leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, anemia emolitica.

Raro

Disturbi del sistema immunitario

  • Anafilassi, reazioni allergiche quali edema di Quincke (angioedema), dispnea, broncospasmo, sudorazione improvvisa, nausea, ipotensione arteriosa fino allo shock.

Raro

  • Una piccola parte (5-10%) dei pazienti con asma indotta da acido acetilsalicilico o altre manifestazioni di una cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo analogo anche al paracetamolo (asma da analgesici).

Raro

Patologie epatobiliari

Vedi «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».

  • Aumento dei valori delle transaminasi epatiche.

Raro

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

  • Reazioni cutanee eritematose e orticarioidi, eritemi cutanei.

Non comune

  • Sono stati riportati casi di reazioni cutanee gravi, come la necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), la sindrome di Stevens Johnson (SJS) e la pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG).

Molto raro

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio è necessaria un'immediata assistenza medica, anche in assenza di sintomi.

Dopo assunzione orale di 7,5-10 g di paracetamolo nell'adulto e di 140-200 mg/kg di peso corporeo nel bambino (già a basse dosi nei pazienti predisposti, ad es. in quelli con elevato consumo di alcol o riduzione delle riserve di glutatione in presenza di carenza alimentare), si sviluppano manifestazioni acute di intossicazione a carico di cellule epatiche e cellule tubulari renali sotto forma di necrosi cellulari potenzialmente letali. La pancreatite acuta è stata segnalata di solito insieme a disfunzione epatica ed epatotossicità.

Concentrazioni plasmatiche >200 µg/ml dopo 4 h, >100 µg/ml dopo 8 h, >50 µg/ml dopo 12 h e >30 µg/ml dopo 15 h portano a danni epatici con decorso letale per coma epatico. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.

Le prime manifestazioni dei sintomi clinici di un danno epatico sono in genere rilevabili dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il massimo dopo 3 o 4 giorni.

Sintomi

1° fase (1° giorno): Nausea, vomito, dolori addominali, inappetenza, malessere generalizzato, pallore, sudorazione.

2° fase (2° giorno): Miglioramento soggettivo, ingrossamento epatico, aumento dei valori delle transaminasi (AST, ALT), aumento dei valori di bilirubina, aumento del tempo di tromboplastina, aumento della lattato deidrogenasi.

3° fase (3° giorno): Valori delle transaminasi (AST, ALT) molto elevati, ittero, ipoglicemia, coma epatico.

Terapia

Al solo sospetto di intossicazione deve essere immediatamente istituita una terapia efficace che comprenda le misure seguenti:

  • lavanda gastrica (ha senso solo entro le prime 1-2 ore), seguita dalla somministrazione di carbone attivo.
  • somministrazione orale di N-acetilcisteina o metionina. In situazioni in cui la somministrazione orale di un antidoto non è possibile o lo è solo in maniera limitata (ad es. a causa di vomito violento, offuscamento della coscienza), si può ricorrere alla somministrazione per via endovenosa, possibilmente entro 8 ore. La N-acetilcisteina può offrire ancora un certo grado di protezione dopo 16 ore.
  • misurare la concentrazione di paracetamolo nel plasma (non prima di 4 ore dopo l'assunzione).

I test epatici devono essere eseguiti all'inizio del trattamento e poi ripetuti ogni 24 ore. Nella maggior parte dei casi, le transaminasi epatiche si normalizzano dopo 1 o 2 settimane con ripristino completo della funzione epatica. Nei casi gravi può tuttavia rendersi necessario un trapianto di fegato.

Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BE01

Meccanismo d'azione

Il paracetamolo è un analgesico e antipiretico con effetto centrale e periferico. Il meccanismo d'azione non è stato interamente chiarito.

Per l'effetto analgesico è dimostrato che l'inibizione centrale della sintesi delle prostaglandine è più potente di quella periferica. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico. Il paracetamolo non mostra alcun effetto antiflogistico marcato e non esercita alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il paracetamolo viene assorbito velocemente e completamente per via orale. Per via rettale viene assorbito per circa il 68%.

Le concentrazioni plasmatiche massime raggiunte dopo l'impiego di 1 g di Panadol sotto forma di supposte sono di 7 mg/l. La concentrazione plasmatica massima è stata raggiunta circa 3 ore dopo la somministrazione delle supposte. La biodisponibilità del paracetamolo in forma rettale è del 30-40%.

Distribuzione

Il paracetamolo viene distribuito quasi uniformemente nella maggior parte dei fluidi corporei. Alle dosi terapeutiche, circa il 10% è legato alle proteine, mentre a dosi più elevate si arriva fino al 50%. Il volume di distribuzione è circa 1 l/kg.

Metabolismo

Il paracetamolo viene principalmente biotrasformato nel fegato (enzimaticamente) per coniugazione con acido glucuronico (circa 55%) e acido solforico (circa 35%). I metaboliti tossici, come p-aminofenolo e N-acetil-p-benzochinonimina, sono prodotti in piccole quantità mediante idrossilazione. I metaboliti tossici vengono legati ed eliminati da glutatione e cisteina.

Eliminazione

L'eliminazione del principio attivo immodificato (2-5%) e dei metaboliti avviene per via renale. L'emivita delle dosi terapeutiche di paracetamolo negli adulti è di 1-3 ore. La durata degli effetti è di 3–4 ore. Fino al 98% della dose di paracetamolo somministrata viene escreto nelle urine entro 24 ore, oltre 80% in forma coniugata come glucuronide e solfato.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

L'emivita plasmatica nei pazienti con insufficienza epatica lieve è praticamente immodificata. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza epatica grave, l'emivita è notevolmente prolungata.

Negli studi clinici con paracetamolo orale, è stata dimostrata una moderata compromissione del metabolismo del paracetamolo sulla base del rilievo di concentrazioni plasmatiche di paracetamolo aumentate e di un prolungamento della sua emivita in pazienti con epatopatia cronica (compresi pazienti con cirrosi epatica alcolica). Tuttavia, non è stato osservato un accumulo significativo di paracetamolo. La prolungata emivita plasmatica del paracetamolo è stata correlata a una riduzione della capacità di sintesi epatica. Per questo motivo, in pazienti con patologie epatiche, il paracetamolo va usato con cautela, limitandone la dose giornaliera massima negli adulti a 2 g. Il paracetamolo è controindicato in presenza di epatopatia attiva scompensata, soprattutto in caso di epatite alcolica (a causa dell'induzione del CYP2E1, che fa aumentare la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).

Disturbi della funzionalità renale

In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo subisce un rallentamento di minore entità, e l'emivita di eliminazione varia da 2 a 5,3 ore. La velocità di eliminazione dei glucuronidi e dei solfoconiugati nei pazienti con insufficienza renale grave è 3 volte più lenta che nei soggetti sani. In questa popolazione non è però necessario alcun aggiustamento della dose, poiché i glucuronidi e i solfoconiugati non sono tossici. Nonostante ciò, nel caso in cui si usi il paracetamolo in pazienti con insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina ≤50 ml/min) si raccomanda di aumentare l'intervallo minimo tra le singole somministrazioni conformemente alle raccomandazioni posologiche (vedi «Posologia/Impiego»).

Nei pazienti sottoposti a emodialisi, dopo somministrazione di dosi terapeutiche di paracetamolo, l'emivita può essere ridotta del 40-50% .

Neonati, lattanti e bambini:

I parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei lattanti e nei bambini sono simili a quelli degli adulti, ad eccezione dell'emivita plasmatica, che è di poco più breve (circa 2 ore) che negli adulti. L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti (circa 3,5 ore). I neonati, i lattanti e i bambini di età fino a 10 anni eliminano significativamente meno glucuronidi e una maggior quantità di solfoconiugati degli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è identica ad ogni età.

Dati preclinici

Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.

In diverse sperimentazioni è stato rilevato un potenziale genotossico. Si tratta però di un dato da relativizzare, perché dipendente dalla dose. A causa dei presunti meccanismi che causerebbero questi effetti si può supporre che con dosi inferiori a determinati valori soglia non si manifestino effetti genotossici, sebbene in caso di una riduzione delle riserve di glutatione siano possibili valori soglia più bassi. Tuttavia, i valori soglia a partire dai quali è stato dimostrato un effetto tossico nelle sperimentazioni sugli animali si situano chiaramente in un intervallo di dosi tossico, capace di causare danni a fegato e midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. In pratica si può quindi escludere che dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.

Gli studi tossicologici non hanno mostrato effetti sulla funzione riproduttiva e nessun effetto teratogeno in animali trattati con paracetamolo.

La somministrazione ripetuta di dosi elevate (epatotossiche) di paracetamolo ha causato atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) a ratti maschi ha provocato una riduzione della fertilità (riduzione della libido, delle prestazioni sessuali e della motilità degli spermatozoi).

Altre indicazioni

Ai bambini che hanno assunto alcol accidentalmente non devono essere somministrati medicamenti contenenti paracetamolo.

Influenza sui metodi diagnostici

Il paracetamolo può alterare le misurazioni della glicemia, nel caso venga usato il metodo della glucosio ossidasi. Il paracetamolo può essere responsabile anche dell'apparente aumento dell'uricemia, qualora la si determini con il metodo della riduzione dell'acido fosfotungstico.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

57454 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Haleon Schweiz AG, Risch.

Stato dell'informazione

Febbraio 2025

1560426/09/2025