THYROGEN subst sèche 0.9 mg
Sanofi-Aventis (Suisse) SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Thyrogen®
Composizione
Principio attivo: tireotropina alfa.
Sostanze ausiliarie: mannitolo, sodio fosfato monobasico monoidrato, sodio fosfato dibasico eptaidrato, cloruro di sodio.
Questo medicamento contiene 1,19 mg di sodio per ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per soluzione iniettabile (per uso intramuscolare). Ogni flaconcino di Thyrogen contiene una quantità nominale di 0,9 mg di tireotropina alfa.
Dopo ricostituzione, ciascun flaconcino di Thyrogen contiene 0,9 mg di tireotropina alfa in 1,0 ml.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Thyrogen (tireotropina alfa) è indicato nel test della tireoglobulina sierica (Tg), con o senza scintigrafia con iodio radioattivo, per evidenziare residui tiroidei e cancro ben differenziato della tiroide nei pazienti che, in seguito a tiroidectomia, ricevono una terapia ormonale soppressiva (THST).
I pazienti con cancro ben differenziato della tiroide a basso rischio, che presentano livelli non dosabili di Tg sierica in corso di THST e nessun aumento dei livelli di Tg a seguito di stimolazione con TSH rh (ricombinante umano), potranno essere seguiti tramite dosaggio dei livelli di Tg stimolati da TSH rh.
Thyrogen (tireotropina alfa) è indicato per la stimolazione pre-terapeutica in associazione con iodio radioattivo da 30 mCi (1,1 GBq) a 100 mCi (3,7 GBq) per l'ablazione dei residui di tessuto tiroideo, nei pazienti sottoposti a tiroidectomia sub-totale o totale in presenza di cancro della tiroide ben differenziato, che non evidenziano carcinoma della tiroide con metastasi varie a distanza.
Posologia/Impiego
La terapia con Thyrogen deve essere controllata da medici esperti nel trattamento del cancro della tiroide.
Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.
La posologia raccomandata è di due dosi da 0,9 mg di tireotropina alfa, da somministrare esclusivamente mediante iniezione intramuscolare con un intervallo di 24 ore.
Dopo la ricostituzione con acqua per preparazioni iniettabili, viene somministrato 1,0 ml di soluzione (0,9 mg di tireotropina alfa) mediante iniezione intramuscolare nel gluteo (cfr. la rubrica «Indicazioni per la manipolazione»).
Per la scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo o l'ablazione, la somministrazione dello iodio radioattivo deve avvenire 24 ore dopo l'iniezione finale di Thyrogen. La scintigrafia diagnostica deve essere eseguita tra 48 e 72 ore dopo la somministrazione dello iodio radioattivo, mentre la scintigrafia post-ablazione può essere rimandata di qualche giorno, per consentire il calo dell'attività di fondo.
Per l'analisi diagnostica di follow-up della tireoglobulina sierica (Tg), il campione di siero deve essere prelevato 72 ore dopo l'iniezione finale di Thyrogen.
L'uso di Thyrogen nel test della tireoglobulina (Tg) per il follow-up dei pazienti con cancro della tiroide ben differenziato della tiroide in seguito a tiroidectomia deve avvenire nel rispetto delle linee guida ufficiali.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
La somministrazione di Thyrogen a pazienti con insufficienza epatica non richiede precauzioni particolari.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
La tireotropina alfa non è stata studiata in modo specifico nei pazienti con insufficienza renale (cfr. anche «Farmacocinetica», «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»). Non è quindi possibile indicare una posologia raccomandata. Non sono disponibili studi su regimi posologici alternativi di Thyrogen nei pazienti con nefropatia in stadio terminale (IRCT) che possano stabilire una riduzione della posologia in questa popolazione di pazienti.
Nei pazienti con insufficienza renale, la dose di iodio radioattivo deve essere attentamente determinata dallo specialista di medicina nucleare (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti anziani
Dai risultati degli studi controllati non emergono differenze nella sicurezza e nell'efficacia di Thyrogen fra pazienti adulti di età inferiore a 65 anni e di età superiore a 65 anni, quando Thyrogen viene usato per finalità diagnostiche.
Non è necessario aggiustare la dose nei pazienti anziani.
Popolazione pediatrica
A causa dell'assenza dei dati disponibili sull'impiego del medicamento nei pazienti pediatrici, Thyrogen deve essere somministrato ai bambini solamente in casi eccezionali.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie a seconda della composizione.
- Gravidanza.
Avvertenze e misure precauzionali
Thyrogen non deve essere somministrato per uso endovenoso.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Se usata in alternativa alla sospensione degli ormoni tiroidei, l'associazione della scintigrafia totale corporea e del test della tireoglobulina dopo la somministrazione di Thyrogen assicura la massima sensibilità nell'evidenziare residui tiroidei oppure cancro della tiroide. Con Thyrogen si possono ottenere falsi negativi. In caso di forte sospetto sulla presenza di metastasi varie, è bene considerare come conferma l'eventualità di una scintigrafia corporea totale dopo l'interruzione di terapia ormonale sostitutiva e di un test della tireoglobulina.
La presenza di anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb) è da prevedersi nel 18-40% dei pazienti con cancro differenziato della tiroide e può causare falsi negativi nelle misurazioni della Tg sierica. Pertanto, è necessario procedere al dosaggio sia degli anticorpi anti-tireoglobulina che della Tg.
Pazienti con malattie cardiache
Si deve eseguire un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio al momento di somministrare Thyrogen a pazienti ad alto rischio affetti da malattie cardiache (ad es. valvulopatia, cardiomiopatia, coronaropatia, nonché tachiaritmia pregressa o in atto, compresa la fibrillazione atriale).
Pazienti con residui di tessuto tiroideo
È noto che Thyrogen causa un innalzamento transitorio ma significativo delle concentrazioni sieriche di ormone tiroideo, se somministrato a pazienti con sostanziale tessuto tiroideo ancora in situ. È pertanto necessaria un'attenta valutazione del rischio-beneficio individuale nei pazienti che evidenziano significativi residui di tessuto tiroideo.
In pazienti in cui la ghiandola tiroidea è presente in parte o completamente, in seguito alla somministrazione di Thyrogen 0,9 mg sono stati osservati casi molti rari di ipertiroidismo o fibrillazione atriale.
Pazienti dializzati con nefropatia in stadio terminale (IRCT)
I dati derivanti dalla sorveglianza post-marketing e dalle informazioni pubblicate, suggeriscono che l'eliminazione di Thyrogen è significativamente più lenta nei pazienti con nefropatia in stadio terminale (IRCT) dialisi-dipendenti, con conseguente prolungata elevazione dei livelli di TSH per diversi giorni dopo il trattamento. Questo può aumentare il rischio di cefalea e nausea.
Nei pazienti con insufficienza renale grave, la dose di iodio radioattivo deve essere attentamente determinata dal radiologo/specialista di medicina nucleare.
Precauzioni per la scintigrafia corporea totale
L'uso di Thyrogen consente di effettuare la scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo quando i pazienti sono eutiroidei dopo il trattamento con ormoni tiroidei. I dati relativi alla cinetica dello iodio radioattivo indicano che, in caso di diminuita funzionalità renale, la clearance dello iodio radioattivo è maggiore del 50% circa nell'eutiroidismo rispetto all'ipotiroidismo, con conseguente minore ritenzione di iodio radioattivo nell'organismo durante la scintigrafia. Sebbene nello studio clinico con stimolazione pre-terapeutica sia stata valutata solo la dose di 3,7 GBq di iodio131, questo fattore deve essere preso in considerazione quando si determina l'attività dello iodio radioattivo da somministrare per la scintigrafia.
Dall'esperienza post-marketing sono stati riportati casi molto rari di ictus.
Effetto sulla crescita e/o sulla dimensione del tumore
In pazienti con cancro della tiroide è stata riferita crescita del tumore in seguito alla sospensione degli ormoni tiroidei per gli esami diagnostici. Si ritiene che ciò possa essere dovuto agli alti livelli di ormone stimolante la tiroide (TSH) per un maggior periodo di tempo.
È possibile in teoria che anche Thyrogen possa causare la crescita del tumore, proprio come l'aumento del TSH endogeno in seguito all'interruzione della terapia sostitutiva con ormoni tiroidei. I pazienti con cancro della tiroide con tessuto tiroideo residuo o metastasi varie, in particolare quando queste ultime sono localizzate in spazi ristretti come il cervello, il midollo spinale o l'orbita o quando la malattia infiltra il collo, possono presentare edema locale o emorragia focale nella sede delle metastasi, causando un aumento delle dimensioni del tumore. Questo può portare a sintomi acuti a seconda della localizzazione anatomica del tessuto. Per esempio, nei pazienti con metastasi varie del sistema nervoso centrale si sono manifestate emiplegia, emiparesi e perdita della vista.
Negli studi clinici con tireotropina alfa, che comporta un aumento a breve termine dei livelli sierici di TSH, non sono stati accertati casi di crescita del tumore. Tuttavia, In seguito alla somministrazione di Thyrogen sono stati altresì riportati edema laringeo, distress respiratorio tale da richiedere una tracheostomia e dolore nella sede della metastasi. Pertanto, per i pazienti in cui l'espansione locale del tumore può compromettere strutture anatomiche vitali si raccomanda di prendere in considerazione un pretrattamento con corticosteroidi (vedere la descrizione dei sintomi qui di seguito).
Immunogenicità
Non si può escludere la formazione di anticorpi che potrebbero interferire con i dosaggi per il TSH endogeno eseguiti nell'ambito del normale follow-up. In studi clinici su 481 pazienti, nessun paziente ha sviluppato anticorpi anti-tireotropina alfa dopo l'assunzione singola o ripetuta limitata (27 pazienti) del medicamento. Tuttavia, non sono stati condotti studi approfonditi sulla formazione degli anticorpi. Non si raccomanda di eseguire il dosaggio del TSH dopo la somministrazione di Thyrogen.
Interazioni
Non sono stati effettuati studi sull'interazione di Thyrogen con altri medicamenti. Negli studi clinici, non sono state osservate interazioni tra Thyrogen e gli ormoni tiroidei triiodotironina (T3) e tiroxina (T4) quando somministrati contemporaneamente.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono stati effettuati studi di riproduzione animale con Thyrogen.
Non è noto se Thyrogen possa provocare danni fetali quando somministrato ad una donna gravida, o se possa interferire con la capacità riproduttiva.
L'associazione di Thyrogen e scintigrafia corporea totale è controindicata durante la gravidanza (cfr. «Controindicazioni») a causa dell'esposizione del feto a dosi elevate di iodio radioattivo.
Allattamento
Non è noto se la tireotropina alfa e i suoi metaboliti siano escreti nel latte umano. Non si possono escludere rischi per il bambino. Thyrogen non deve essere usato durante l'allattamento.
Fertilità
Non è noto se Thyrogen possa influire sulla fertilità degli esseri umani.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Gli effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine non sono stati studiati. Tuttavia, durante il trattamento con Thyrogen sono stati segnalati vertigini e mal di testa. Thyrogen può ridurre la capacità di condurre veicoli e impiegare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati con maggior frequenza sono nausea e cefalea, verificatesi rispettivamente in circa l'11% e il 6% dei pazienti.
Gli effetti indesiderati riportati nella tabella sono una combinazione degli effetti indesiderati registrati nel corso di sei studi clinici prospettici (N=481) e degli effetti indesiderati segnalati dopo l'autorizzazione all'immissione in commercio di Thyrogen. Poiché la frequenza degli effetti indesiderati riportati nella fase post-marketing non è nota, essi sono presentati in una colonna separata.
Gli effetti indesiderati nella tabella seguente sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10 000 a <1/1000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Classificazione sistemica organica | Molto comune | Comune | Non comune | Frequenza non nota |
|---|---|---|---|---|
Infezioni ed infestazioni | Influenza | |||
Tumori benigni, maligni e non specificati (incl cisti e polipi) | Gonfiore tumorale, dolore metastatico | |||
Disturbi del sistema immunitario | Reazioni da ipersensibilità (ad es. orticaria, esantema, prurito, vampate di calore o sintomi respiratori) | |||
Patologie endocrine | Diminuzione del TSH | |||
Patologie del sistema nervoso | Vertigini, cefalee | Ageusia, disgeusia, parestesie | Tremori, ictus (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali») | |
Patologie cardiache | Palpitazioni | |||
Patologie vascolari | Vampate di calore | |||
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | Dispnea | |||
Patologie gastrointestinali | Nausea (11%) | Vomito | Diarrea | |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Orticaria, eruzione cutanea | Prurito, iperidrosi | ||
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | Dolore cervicale, dolore dorsale | Artralgie, mialgie | ||
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | Stanchezza, astenia | Malattia simil-influenzale, piressia, brividi, sensazione di calore | Fastidio, dolore, prurito, eruzione cutanea e orticaria in sede di iniezione |
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un paziente anziano ha ricevuto 0,9 mg di Thyrogen nell'arco di 4 giorni consecutivi, sviluppando fibrillazione atriale e infarto miocardico fatale 2 giorni più tardi. Un paziente che ha ricevuto una singola dose intramuscolare di 3,6 mg e un paziente che ha ricevuto una singola dose endovenosa di 0,3 mg hanno manifestato i seguenti effetti indesiderati: nausea forte, vomito, diarrea e diaforesi.
Trattamento
I trattamenti consigliati in caso di posologia eccessiva sono il ripristino del bilancio idrico e la somministrazione di un antiemetico.
Non esiste un antidoto specifico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
H01AB01
Meccanismo d'azione/farmacodinamica
La tireotropina alfa (ormone tireotropo umano ricombinante) è una glicoproteina eterodimerica prodotta tramite la tecnologia del DNA ricombinante. È formata da due subunità legate con legame non covalente. I DNA codificano una subunità alfa di 92 residui di aminoacidi contenenti due siti di glicosilazione con legame N ed una subunità beta di 118 residui di aminoacidi contenenti un sito di glicosilazione con legame N. La tireotropina alfa ha proprietà biochimiche paragonabili a quelle dell'ormone tireotropo umano endogeno (TSH). Il legame della tireotropina alfa ai recettori TSH sulle cellule epiteliali della tiroide stimola l'assunzione di iodio e l'organificazione, la sintesi ed il rilascio di tireoglobulina, triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).
I pazienti con cancro della tiroide ben differenziato vengono sottoposti ad una tiroidectomia totale o sub-totale. Per una diagnosi ottimale dei residui tiroidei o del cancro tramite scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo o dosaggio della tireoglobulina e la terapia con iodio radioattivo dei residui tiroidei, occorre un'alta concentrazione sierica di TSH per stimolare l'assunzione di iodio radioattivo e/o il rilascio della tireoglobulina. L'approccio comune per ottenere livelli elevati di TSH è la sospensione della terapia soppressiva con ormoni tiroidei (THST), in seguito alla quale, solitamente, i pazienti manifestano segni e sintomi di ipotiroidismo. Con la somministrazione di Thyrogen, si ottiene la stimolazione di TSH necessaria per la captazione dello iodio radioattivo e il rilascio della tireoglobulina, mentre i pazienti rimangono in stato di eutiroidismo grazie alla THST, evitando quindi la morbidità associata all'ipotiroidismo.
Efficacia clinica
Uso diagnostico
L'efficacia e la sicurezza dell'uso di Thyrogen nella scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo in combinazione con il dosaggio della tireoglobulina sierica per la diagnosi di residui tiroidei e di cancro sono state dimostrate in due studi. In uno dei due studi, sono stati presi in esame due regimi: 0,9 mg per iniezione intramuscolare ogni 24 ore per due dosi (0,9 mg × 2) e 0,9 mg per iniezione intramuscolare ogni 72 ore per tre dosi (0,9 mg × 3). Entrambi i dosaggi si sono dimostrati efficaci e i risultati delle scintigrafie totali corporee con iodio radioattivo non sono risultati significativamente diversi da quelli ottenuti dopo la sospensione dell'ormone tiroideo. Rispetto ai test effettuati mentre i pazienti erano in trattamento con ormoni tiroidei, i due regimi terapeutici hanno migliorato la sensibilità, l'accuratezza e il valore predittivo negativo della tireoglobulina stimolata dalla tireotropina alfa, da sola o in associazione alla scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo.
Negli studi clinici per il rilevamento di residui tiroidei o di recidiva di cancro nei pazienti sottoposti a tiroidectomia, è stato scelto un limite inferiore di positività di 0,5 ng/ml per il test della tireoglobulina. Le concentrazioni sieriche di tireoglobulina di 3 ng/ml, 2 ng/ml e 1 ng/ml ottenute dopo stimolazione con Thyrogen corrispondevano a 10 ng/ml, 5 ng/ml e 2 ng/ml ottenute rispettivamente dopo l'interruzione di terapia con ormoni tiroidei. In questi studi, il test della tireoglobulina con Thyrogen ha rivelato una maggiore sensibilità rispetto all'esame della tireoglobulina durante THST. In particolare in uno studio di fase III a cui hanno partecipato 164 pazienti, il dosaggio della tireoglobulina dopo somministrazione di Thyrogen era in grado di rilevare la presenza di tessuto di origine tiroidea dal 73 all'87% dei casi, mentre con il test della tireoglobulina durante THST la percentuale variava dal 42 al 62%, per gli stessi valori di cut-off e gli stessi standard di riferimento.
Durante il follow-up, in 35 pazienti si sono accertate metastasi varie mediante scintigrafia o biopsia di ghiandola linfatica. I livelli di tireoglobulina stimolati da Thyrogen superavano 2 ng/ml in tutti i 35 pazienti, mentre con la tireoglobulina durante THST ciò avveniva nel 79% di questi pazienti.
Non sono stati eseguiti studi controllati sulla stimolazione dei livelli di Tg da parte di Thyrogen durante il follow-up di pazienti a basso rischio.
Stimolazione pre-terapeutica
Uno studio comparativo su 60 pazienti tiroidectomizzati con cancro della tiroide senza evidenza di metastasi varie a distanza ha dimostrato che la percentuale di successo dell'ablazione dei residui tiroidei con 100 mCi/3,7 GBq (±10%) di iodio radioattivo era paragonabile nei pazienti trattati dopo la sospensione della somministrazione di ormoni tiroidei e in quelli trattati dopo la somministrazione di Thyrogen. I pazienti esaminati erano adulti (età >18 anni) con nuova diagnosi di cancro differenziato della tiroide, papillare o follicolare, compresa la variante papillare-follicolare, caratterizzati principalmente (54 su 60) come T1-T2, N0-N1, M0 (classificazione TNM); sono stati trattati anche due pazienti in stadio T4. Il successo dell'ablazione dei residui è stato valutato mediante scintigrafia corporea totale con iodio radioattivo e dosaggio della tireoglobulina sierica a 8 ± 1 mesi dal trattamento. Tutti i 28 pazienti (100%) trattati dopo la sospensione della THST e tutti i 32 pazienti (100%) trattati dopo la somministrazione di Thyrogen hanno mostrato assenza di captazione visibile dello iodio radioattivo nella tiroide, oppure, se misurabile, una captazione inferiore a 0,1% della dose di iodio radioattivo somministrata. Il successo dell'ablazione dei residui tiroidei è stato inoltre valutato mediante il criterio per il livello di Tg sierico stimolato da Thyrogen <2 ng/ml otto mesi dopo l'ablazione, ma solo nei pazienti che risultavano negativi per la presenza di anticorpi interferenti anti-Tg. Utilizzando questo criterio per la Tg, 18/21 pazienti (86%) e 23/24 pazienti (96%) risultavano possedere residui tiroidei ablati con successo nel gruppo con sospensione della THST e nel gruppo di trattamento con Thyrogen rispettivamente.
Dopo l'uso delle due dosi di tireotropina alfa nelle due indicazioni, non si è verificato il peggioramento della qualità di vita solitamente osservato dopo la sospensione degli ormoni tiroidei, ma piuttosto una stabilizzazione.
È stato condotto uno studio di follow-up su pazienti che avevano precedentemente completato lo studio iniziale. Sono disponibili dati per 51 pazienti. L'obiettivo primario dello studio di follow-up era di confermare lo stato di ablazione dei residui tiroidei, mediante scintigrafia statica del collo con iodio radioattivo, in seguito a stimolazione con Thyrogen, dopo un follow-up mediano di 3,7 anni (range: 3,4-4,4 anni) successivamente all'ablazione con iodio radioattivo. È stato inoltre eseguito un test sulla tireoglobulina stimolata con Thyrogen.
I pazienti continuavano ad essere considerati efficacemente ablati in assenza di captazione del letto tiroideo visibile alla scansione oppure, se visibile, la captazione era inferiore allo 0,1%. Per tutti i pazienti considerati come ablati nello studio iniziale è stata confermata l'ablazione nello studio di follow-up. Inoltre, nessun paziente ha avuto una recidiva definitiva nei 3,7 anni di follow-up. Nel complesso, 48/51 pazienti (94%) non presentavano evidenza di recidiva del cancro. Per 1 paziente vi era una possibile recidiva neoplastica (anche se non era chiaro se si trattasse di una reale recidiva o della persistenza del tumore per via della patologia regionale accertata all'inizio dello studio originario). Per 2 pazienti non è stato possibile procedere ad una valutazione.
Riepilogando, nello studio pivotal e nel relativo studio di follow-up, Thyrogen non è risultato inferiore alla sospensione dell'ormone tiroideo per quanto concerne l'innalzamento dei livelli di TSH per la stimolazione pre-terapeutica in associazione con iodio radioattivo nell'ablazione post-chirurgica del tessuto tiroideo residuo.
Due ampi studi randomizzati prospettici, lo studio HiLo (Mallick et al. 2012) e lo studio ESTIMABL1 (Schlumberger et al. 2012), hanno confrontato i metodi di ablazione del residuo tiroideo in pazienti con cancro della tiroide differenziato sottoposti a tiroidectomia. In entrambi gli studi i pazienti sono stati randomizzati a 1 dei 4 gruppi di trattamento: Thyrogen + 30 mCi 131-I, Thyrogen + 100 mCi 131-I, sospensione della somministrazione di ormone tiroideo + 30 mCi 131-I, o sospensione della somministrazione di ormone tiroideo + 100 mCi 131-I e i pazienti sono stati valutati circa 8 mesi dopo. Con lo studio HiLo sono stati randomizzati 438 pazienti (stadi del tumore T1-T3, Nx, N0 e N1, M0) in 29 centri. Come valutato dalla scintigrafia e dai livelli di Tg a seguito di stimolazione (n = 421), i tassi di successo dell'ablazione sono stati circa dell'86% in tutti i 4 gruppi di trattamento. Tutti gli intervalli di confidenza al 95% per le differenze sono risultati compresi entro ±10%, evidenziando in particolare la non inferiorità della dose bassa rispetto alla dose alta di iodio radioattivo. L'analisi dei pazienti con tumore in stadio T3 e N1 ha evidenziato che questi sottogruppi avevano ugualmente un buon tasso di efficacia dell'ablazione come quello delle popolazioni di pazienti a rischio inferiore. Nello studio ESTIMABL1 sono stati randomizzati 752 pazienti con cancro della tiroide a basso rischio (tumore in stadio pT1<1 cm e N1 o Nx, pT1>1-2 cm e qualsiasi stadio N, o pT2N0, con M0 in tutti i pazienti) in 24 centri. Basandosi sui 684 pazienti valutabili, la percentuale complessiva di successo dell'ablazione evidenziata dall'ecografia tiroidea e dai livelli di Tg dopo stimolazione è risultata del 92%, senza evidenza di differenze statisticamente significative tra i quattro gruppi. Nei due studi sopra citati è stato studiato anche il tasso di recidiva. Nello studio ESTIMABL1 (Schlumberger et al. 2018) il follow-up mediano è stato di 5,4 anni (da 0,5 a 9,2 anni), nello studio HiLo (Dehbi et al. 2018) il follow-up mediano è stato di 6,5 anni (da 4,5 a 7,6 anni). I dati di follow-up a lungo termine di entrambi gli studi suggeriscono che il rischio di recidiva è indipendente dall'uso della tireotropina alfa per aumentare l'assorbimento dello iodio radioattivo nel tessuto tiroideo residuo o dall'interruzione temporanea della sostituzione degli ormoni tiroidei.
In sintesi, questi studi indicano che la tireotropina alfa è un trattamento efficace e Thyrogen non è risultato inferiore alla sospensione dell'ormone tiroideo per la stimolazione pre-terapeutica in associazione con iodio radioattivo nell'ablazione post-chirurgica del tessuto tiroideo residuo.
Farmacocinetica
Le proprietà farmacocinetiche di Thyrogen sono state studiate in pazienti con cancro della tiroide ben differenziato dopo una singola iniezione intramuscolare di 0,9 mg.
Assorbimento e distribuzione
Dopo l'iniezione, il picco medio ottenuto (Cmax) era di 116 ± 38 mU/l e si verificava circa 13 ± 8 ore dopo la somministrazione.
Metabolismo
L'emivita era di 22 ± 9 ore.
Eliminazione
Si ritiene che la principale via di eliminazione della tireotropina alfa sia probabilmente renale e, in misura minore, epatica.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzioni renali
La farmacocinetica della tireotropina alfa non è stata studiata in modo specifico nei pazienti con insufficienza renale. I dati derivanti dalla sorveglianza post-marketing e dalle informazioni pubblicate, suggeriscono che l'eliminazione di tireotropina alfa è significativamente più lenta nei pazienti con nefropatia in stadio terminale (IRCT) dialisi-dipendenti, con conseguente prolungata elevazione dei livelli di TSH per diversi giorni dopo il trattamento (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica della tireotropina alfa in pazienti pediatrici, geriatrici o con insufficienza epatica.
Dati preclinici
I dati preclinici sono limitati, ma non rivelano rischi particolari per le persone in seguito all'uso di Thyrogen.
Non sono stati condotti studi sugli animali sulla tossicità a lungo termine dopo somministrazione ripetuta, sulla tossicità riproduttiva o sulla carcinogenicità di Thyrogen.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, non si può somministrare questo medicamento in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo ricostituzione
Si raccomanda di iniettare la soluzione di Thyrogen entro tre ore dalla ricostituzione.
Se necessario, la soluzione ricostituita può essere conservata per un massimo di 24 ore a una temperatura compresa tra +2 °C e +8 °C, al riparo dalla luce ed evitando qualsiasi contaminazione microbica.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8 °C), nella confezione originale.
Tenere fuori della portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Thyrogen viene fornito in flaconcini di vetro trasparente da 5 ml. La chiusura è costituita da un tappo di butile siliconato, con capsula a tenuta con aletta. Ogni flaconcino di Thyrogen contiene 1,1 mg di tireotropina alfa. Dopo la ricostituzione con 1,2 ml di acqua per preparazioni iniettabili, prelevare 1,0 ml di soluzione (equivalente a 0,9 mg di Thyrogen) e somministrarla al paziente.
Per avere un volume sufficiente da permettere una somministrazione accurata, ogni flaconcino di Thyrogen è formulato per contenere un'eccedenza di 0,2 ml.
Ogni flaconcino di Thyrogen deve essere utilizzato una volta sola.
La polvere per soluzione iniettabile deve essere ricostituita con acqua per preparazioni iniettabili. Per ogni iniezione occorre un solo flaconcino di Thyrogen.
Utilizzare una tecnica asettica
Aggiungere 1,2 ml di acqua per preparazioni iniettabili alla polvere di Thyrogen contenuta nel flaconcino. Miscelare delicatamente il contenuto del flaconcino fino a che il materiale non si è sciolto. Non agitare fortemente la soluzione. La soluzione ricostituita di Thyrogen ha un volume di 1,2 ml e un pH pari a circa 7,0.
Controllare visivamente la soluzione ricostituita, in modo da escludere la presenza di particelle estranee e di alterazioni della colorazione. La soluzione di Thyrogen deve essere chiara ed incolore. Non usare i flaconcini che presentino particelle estranee, torbidità o alterazioni della colorazione.
Prelevare 1,0 ml di soluzione di Thyrogen dal flaconcino. Ciò corrisponde ai 0,9 mg di tireotropina alfa da somministrare.
La stabilità fisico-chimica della soluzione di Thyrogen pronta all'uso è garantita per 24 ore, a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C. Tuttavia, per ragioni microbiologiche e poiché Thyrogen non contiene conservanti, la soluzione ricostituita deve essere utilizzata entro 3 ore dalla preparazione, a meno che la ricostituzione non sia stata effettuata in condizioni asettiche strettamente controllate e convalidate.
Smaltire immediatamente le soluzioni non utilizzate.
Numero dell'omologazione
57687 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
sanofi-aventis (svizzera) sa, 1214 Vernier
Stato dell'informazione
Giugno 2023.
23670 — 13/06/2024