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LEUPRORELINE Sandoz 1 mois implant 3.6 mg (hc 06/26)

Sandoz Pharmaceuticals AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Leuproréline Sandoz® 1 mese, impianto in siringa preriempita

Sandoz Pharmaceuticals AG

Composizione

Principi attivi

Leuprorelinum ut leuprorelini acetas.

Sostanze ausiliarie

Copoly(dl-lactidum-glycolidum) pro praeparatione.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Un impianto in siringa preriempita (s.c.) contiene 3,6 mg di Leuprorelinum ut leuprorelini acetas.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento sintomatico del carcinoma ormono-dipendente avanzato della prostata. Come trattamento alternativo se l'orchiectomia o la somministrazione di estrogeni non sono indicate per il paziente o non sono accettabili.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

La dose raccomandata è 3,6 mg di leuprorelina in dose singola ogni 4 settimane.

Modo di somministrazione

L'impianto viene inserito sotto la cute (per via sottocutanea) nella regione addominale. La sede di iniezione nella regione addominale deve essere cambiato ogni mese.

L'uso di Leuproréline Sandozè destinato esclusivamente ai pazienti adulti di sesso maschile e deve avvenire esclusivamente sotto la supervisione di un medico esperto nella terapia dei tumori. Per la fase iniziale del trattamento, deve essere presa in considerazione la somministrazione concomitante di un antiandrogeno appropriato al fine di attenuare le possibili conseguenze dell'aumento iniziale del livello di testosterone e il transitorio peggioramento della sintomatologia clinica.

La risposta al trattamento con leuprorelina acetato viene controllata misurando il livello di testosterone sierico e di antigene prostatico specifico (PSA).

Istruzioni posologiche speciali

Bambini/adolescenti: l'efficacia e la sicurezza di Leuproréline Sandoz 1 mese nei bambini e negli adolescenti non sono state ancora studiate. Si sconsiglia pertanto un trattamento in questa fascia d'età.

Pazienti anziani: non è necessario alcun aggiustamento della dose in funzione dell'età.

Insufficienza epatica e renale: non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere «Farmacocinetica»).

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo, sotto forma di nonapeptide o decapeptide, o a una dell sostanze ausiliarie secondo la composizione.

Leuproréline Sandoz non è indicato in caso di carcinoma della prostata ormono-indipendente.

Avvertenze e misure precauzionali

Reazioni di ipersensibilità

Sono stati riferiti singoli casi di reazioni anafilattiche. Sono state riferite reazioni allergiche sotto forma di reazioni di ipersensibilità nella sede di iniezione e di reazioni sistemiche.

Se le reazioni locali sono marcate, ciò può compromettere l'assorbimento della leuprorelina dal depot. In tal caso si deve controllare il livello di testosterone.

Apoplessia ipofisaria

Nell'ambito della sorveglianza post-commercializzazione, dopo somministrazione di agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) raramente sono stati riferiti casi di apoplessia ipofisaria (sindrome clinica secondaria di un infarto dell'ipofisi). Nella maggior parte di questi casi è stato diagnosticato un adenoma ipofisario. La maggior parte dei casi di apoplessia ipofisaria si è manifestata per lo più nell'arco di 2 settimane, alcuni nell'arco della prima ora, dopo somministrazione della prima dose. In tali casi, l'apoplessia ipofisaria si è manifestata con improvvisa comparsa di cefalea, vomito, disturbi visivi, oftalmoplegia, alterazione dello stato mentale e talvolta collasso cardiovascolare. È stato necessario un'immediata assistenza medica.

Per questo motivo, in presenza di adenoma ipofisario noto, non si deve somministrare un agonista del GnRH.

Rischio di suicidio: nei pazienti in trattamento con agonisti del GnRH sussiste un rischio più elevato di insorgenza di depressione (che può essere grave). I pazienti con preesistente depressione possono essere a rischio di suicidio.

Densità ossea/rischio di fratture: la presenza di bassi livelli di estrogeno può alterare la densità ossea. La riduzione della densità ossea dopo sospensione della terapia con Leuproréline Sandoz 1 mese può essere reversibile. Il deficit di androgeni conseguente al trattamento del carcinoma prostatico può aumentare il rischio di fratture ossee.

Crisi convulsive: nell'ambito della sorveglianza post-commercializzazione sono stati segnalati casi di crisi convulsive. In parte si è trattato di pazienti con altri fattori di rischio per crisi convulsive (come, ad esempio, epilessia pregressa, tumori intracranici, trattamento concomitante con medicamenti con rischio noto di crisi convulsive). Tuttavia, sono stati segnalati anche casi di pazienti senza tali fattori di rischio.

Fattori di rischio cardiovascolari/Malattie cardiovascolari

Durante la terapia con agonisti del GnRH è stato riferito un aumentato rischio di diabete mellito e/o di eventi cardiovascolari. In particolare, diversi studi epidemiologici su popolazioni numerose di pazienti affetti da carcinoma della prostata hanno rilevato un aumento di circa il 20% del rischio di infarto miocardico e ictus. Nei pazienti con presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare (ad es. ipertensione, iperlipidemia) e con patologie cardiovascolari pregresse, prima di iniziare il trattamento con leuprorelina si deve valutare con particolare attenzione il rapporto rischio-beneficio.

Prima di iniziare il trattamento con leuprorelina si deve effettuare un controllo della pressione arteriosa, dei livelli ematici di glicemia e del profilo lipidico. Durante il trattamento, i pazienti devono essere tenuti sotto sorveglianza per tali fattori di rischio e anche per l'insorgenza di possibili sintomi di sospetta malattia cardiovascolare. In presenza di preesistenti fattori di rischio (diabete, ipercolesterolemia, ipertensione), si richiede un trattamento adeguato, vale a dire nel rispetto delle rispettive linee guida.

Effetti sull'intervallo QT

La deprivazione androgenica può prolungare l'intervallo QT. Nei pazienti con anamnesi o fattori di rischio di prolungamento dell'intervallo QT, come anche nei pazienti in terapia con medicamenti concomitanti che possono prolungare l'intervallo QT (vedere «Interazioni»), prima di iniziare il trattamento con leuprorelina acetato si deve valutare il rapporto rischio-beneficio, inclusa la possibilità di insorgenza di torsioni di punta.

Nell'ambito dell'impiego di agonisti del GnRH, negli uomini è stato riferito anche un maggior rischio di morte cardiaca improvvisa.

Carcinoma della prostata

La terapia con leuprorelina acetato induce inizialmente un incremento, di breve durata, del testosterone sierico, che può causare a sua volta un transitorio peggioramento della sintomatologia clinica (ad es. debolezza muscolare, insorgenza o peggioramento di dolore osseo, ostruzione delle vie urinarie e relative conseguenze, compressioni midollari, edemi). Ciò giustifica, quindi, un costante monitoraggio, meglio se in condizioni di ricovero, dei pazienti con rischio di complicanze neurologiche, metastasi vertebrali od ostruzione delle vie urinarie durante le prime settimane di trattamento.

Nelle prime fasi del trattamento si può considerare l'associazione di un antiandrogeno idoneo per contrastare le possibili conseguenze dell'iniziale innalzamento della testosteronemia e un peggioramento della sintomatologia clinica.

L'iniziale peggioramento dei disturbi regredisce di solito spontaneamente senza la necessità di sospendere il trattamento con Leuproréline Sandoz 1 mese. Successivamente si hanno i sintomi della soppressione della secrezione testosteronica (vedere «Effetti indesiderati»).

La risposta al trattamento con leuprorelina acetato viene controllata misurando il livello di testosterone sierico e di antigene prostatico specifico (PSA).

Secondariamente alla castrazione chirurgica, Leuproréline Sandoz non induce alcun ulteriore abbassamento della testosteronemia.

Cambiamenti metabolici

Iperglicemia e un aumento del rischio di sviluppare il diabete sono stati riportati negli uomini trattati con agonisti dell'LHRH. L'iperglicemia può rappresentare lo sviluppo di diabete mellito o il peggioramento del controllo della glicemia nei pazienti con diabete. La glicemia e/o l'emoglobina glicosilata (HbA1c) devono essere monitorate regolarmente nei pazienti che ricevono un agonista dell'LHRH e i pazienti devono essere trattati con la pratica corrente per il trattamento dell'iperglicemia o del diabete. I cambiamenti metabolici associati agli agonisti dell'LHRH possono includere anche la steatosi epatica.

Ipertensione endocranica idiopatica

Nei pazienti che ricevono leuprorelina è stata segnalata ipertensione endocranica idiopatica (pseudotumor cerebri). I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi dell'ipertensione intracranica idiopatica, tra cui cefalea grave o ricorrente, disturbi visivi e tinnito. Se si verifica un'ipertensione intracranica idiopatica, si deve prendere in considerazione l'interruzione di leuprorelina.

Gravi effetti collaterali cutanei

Gravi reazioni avverse cutanee (SCAR), tra cui la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere pericolose per la vita o fatali, sono state riportate in associazione al trattamento con leuprorelina. Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi e attentamente monitorati per gravi reazioni cutanee. Se si verificano segni e sintomi indicativi di queste reazioni, la leuprorelina deve essere interrotta immediatamente e, se necessario, deve essere preso in considerazione un trattamento alternativo.

Interazioni

Non sono note al momento interazioni.

Non sono stati condotti studi di interazione tra Leuproréline Sandoz e altri medicamenti. Tuttavia, tenuto conto del metabolismo della leuprorelina acetato, si prevedono solo raramente interazioni, poiché la leuprorelina è degradata dalle peptidasi e non dal citocromo P450 e mostra solo un modesto legame alle proteine plasmatiche (circa il 46%).

Carcinoma della prostata

Poiché il trattamento di deprivazione androgenica può indurre un prolungamento dell'intervallo QT, l'uso concomitante di leuprorelina acetato con altri medicamenti noti per prolungare l'intervallo QT o in grado di indurre torsioni di punta, come gli antiaritmici di classe IA (es. chinidina, disopiramide) o di classe III (es. amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici, ecc. richiede un'attenta valutazione. Vedere «Avvertenze e misure precauzionali», Effetti sull'intervallo QT.

Gravidanza/Allattamento

Non vi è alcuna indicazione circa l'uso di Leuproréline Sandoz nelle donne.

Leuprorelina è controindicato per l'utilizzo in gravidanza.

Non è noto se la leuprorelina venga escreta nel latte materno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Leuproréline Sandoz 1 mese può ridurre la capacità di reazione, compromettendo la capacità di avere un ruolo attivo nella circolazione stradale o di usare macchine. Questo effetto è maggiormente accentuato in presenza di consumo concomitante di bevande alcoliche.

Effetti indesiderati

La terapia con leuprorelina acetato induce inizialmente un incremento, di breve durata, del testosterone sierico, che può causare a sua volta un transitorio peggioramento della sintomatologia clinica (insorgenza o peggioramento di dolore osseo, ostruzione delle vie urinarie e relative conseguenze, compressioni midollari, debolezza muscolare agli arti inferiori, linfedema). Questo peggioramento dei disturbi regredisce di solito spontaneamente senza la necessità di sospendere il trattamento con Leuproréline Sandoz 1 mese.

Gli effetti indesiderati più comuni riscontrati con leuprorelina acetato sono vasodilatazione (57%) e vampate di calore (52%), aumento della sudorazione (42%), diminuzione della libido (47%), disfunzione erettile (45%) e aumento ponderale (22%).

Si riportano di seguito gli effetti indesiderati classificati per sistemi e organi, che sono stati osservati negli studi clinici e durante la sorveglianza post-commercializzazione in corso di terapia con formulazioni depot contenenti leuprorelina acetato. La frequenza è definita come: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota»: non è possibile stabilire una frequenza esatta per questi effetti indesiderati esclusivamente sulla base di studi post-commercializzazione.

Infezioni ed infestazioni:

Comune: infezioni delle vie respiratorie, faringite, infezioni delle vie urinarie, bronchite

Non comune: candidosi, micosi cutanea, rinite

Non nota: polmonite

Tumori benigni, maligni e non specificati (incl cisti e polipi):

Non nota: carcinomi della cute/orecchio

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Comune: anemia

Non comune: innalzamento dei reticolociti

Non nota: innalzamento o diminuzione dei livelli dei leucociti, diminuzione dei livelli dei trombociti, prolungamento del tempo di protrombina e di tromboplastina parziale

Disturbi del sistema immunitario:

Non comune: reazioni allergiche (es. con febbre, prurito, eosinofilia, eruzione cutanea)

Non nota: reazioni anafilattiche

Patologie endocrine:

Non nota: infarto dell'ipofisi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»), iperplasia tiroidea

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Molto comune: aumento ponderale (22%)

Comune: anoressia, aumento dell'appetito, riduzione dell'appetito, calo ponderale, iperglicemia, aumento della sete, ipercalcemia

Non comune: ipoglicemia, disidratazione

Non nota: diabete mellito, aumento dell'urea, iperuricemia, iperlipidemia (colesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi), iperfosfatemia, ipoproteinemia, innalzamento della creatinina, ipopotassiemia, innalzamento del BUN

Disturbi psichiatrici:

Molto comune: diminuzione della libido (47%)

Comune: disturbi del sonno, ansia, sonnolenza, sbalzi d'umore, depressione, nervosismo, labilità emotiva

Non comune: deliri

Non nota: aumento della libido, suicidalità

Patologie del sistema nervoso:

Comune: parestesie, ipoestesie, tremore, cefalea, vertigini

Non comune: disgeusia, disturbi del pensiero, amnesia, disturbo della deambulazione

Non nota: letargia, neuropatia periferica, disturbi neuromuscolari, stordimento, neuromiopatia, perdita di coscienza, attacchi ischemici transitori, apoplessia, ipertensione intracranica idiopatica (pseudotumor cerebri).

Molto raramente è stata riferita l'insorgenza di crisi convulsive.

Patologie dell'occhio:

Comune: disturbi visivi (ad es. vista annebbiata), ambliopia

Non nota: sindrome dell'occhio secco, altri disturbi oftalmologici

Patologie dell'orecchio e del labirinto:

Comune: tinnito, dolore alle orecchie

Non nota: disturbi uditivi, compromissione dell'udito

Patologie cardiache:

Comune: angina pectoris, tachicardia, aritmie, extrasistole ventricolari

Non comune: insufficienza cardiaca, bradicardia

Non nota: prolungamento dell'intervallo QT (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»), alterazioni all'ECG (ad es. segni di ischemia miocardica), rumori cardiaci, palpitazioni, infarto miocardico, blocco atrioventricolare, morte cardiaca improvvisa (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»)

Patologie vascolari:

Molto comune: vampate di calore (52%), vasodilatazione (57%)

Comune: tromboflebite, linfedema, ipertensione, sincope

Non comune: disturbo circolatorio periferico

Non nota: trombosi, embolia polmonare, ipotensione, dolore lungo una vena varicosa, ictus

È stato, inoltre, riferito il caso di un paziente con trombosi dell'arteria centrale della retina.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Comune: tosse, dispnea, epistassi, emottisi, asma bronchiale, edema polmonare acuto, enfisema polmonare

Non comune: broncopneumopatia cronica ostruttiva

Non nota: pleurite, infiltrato polmonare, fibrosi polmonare, ostruzione dei seni paranasali, effusione pleurica, malattia polmonare interstiziale

Patologie gastrointestinali:

Comune: secchezza delle fauci, flatulenza, costipazione, diarrea, nausea, vomito, dolore addominale, gastrite

Non nota: ulcera gastroduodenale, disfagia, emorragie gastrointestinali, polipi rettali, ulcera peptica, noduli duri in gola

Patologie epatobiliari:

Molto comune: innalzamento dell'AST (20%), innalzamento dell'LDH nel siero (29%)

Comune: disturbi della funzione epatica (es. innalzamento dell'ALT, innalzamento della gamma GT)

Non comune: danno epatocellulare, epatite colestatica

Non nota: danno epatico grave, iperbilirubinemia, ittero

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Comune: cute secca, eruzione cutanea (incluso esantema maculopapuloso), prurito, orticaria, modificazioni dei capelli (in particolare maggiore crescita o caduta dei peli), alopecia, ecchimosi, disturbi della pigmentazione

Non comune: reazioni di fotosensibilità, secchezza delle mucose

Non nota: dermatite, lesioni cutanee, noduli, sindrome di Stevens-Johnson/necrolisi epidermica tossica (SJS/TEN) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»), eruzione cutanea tossica, eritema multiforme

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Molto comune: dolore osseo (14%)

Comune: dolore articolare (artralgie), dolori alla schiena, debolezza muscolare, dolore localizzato agli arti, mialgia, crampi muscolari

Non nota: riduzione della densità ossea, fibrosi pelvica, disturbi articolari (artropatia), paralisi, frattura spinale, spondilite anchilosante, tenosinovite, gonfiore osseo, dolore articolare

Nel corso di una terapia a lungo termine (6−12 mesi) è stata riferita inoltre l'insorgenza di osteoporosi (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie renali e urinarie:

Molto comune: nicturia (17%)

Comune: disuria, pollachiuria, ematuria

Non comune: incontinenza urinaria, poliuria, disturbi della minzione, ritenzione urinaria, proteinuria

Non nota: aumento della minzione, spasmi vescicali, ostruzione delle vie urinarie

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:

Molto comune: disfunzione erettile (45%)

Comune: ginecomastia, atrofia del testicolo, innalzamento del livello di PSA

Molto raro: dolore/tensione/ipersensibilità delle mammelle, edema penieno

Non nota: dolore prostatico, dolore localizzato al testicolo

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Molto comune: aumento della sudorazione (42%), reazioni nella sede di iniezione (13%), ad es. arrossamenti, dolore, edema, prurito, infezioni, che di solito regrediscono anche se si prosegue il trattamento, stanchezza/astenia (13%), edemi periferici (12%)

Comune: infiammazioni nella sede di iniezione (incl. ascessi), brividi, dolore generalizzato, gonfiore (ossa temporali), reazioni di ipersensibilità, febbre, malessere, sudorazione, sudorazione notturna e sintomi simil-influenzali generici.

Nell'ambito di uno studio di fase I, su 15 volontari trattati con Leuproréline Sandoz sono stati riscontrati i seguenti effetti collaterali (frequenza >1) (vedere Tabella 1):

Tabella 1: Effetti più comuni riscontrati nello studio di fase I

Sintomi

Numero di casi (N = 15)

Diminuzione della libido

13

Vampate di calore

9

Cefalea

6

Sudorazione

6

Nell'ambito di studi di fase II e III, su 52 pazienti trattati con Leuproréline Sandoz sono stati riscontrati i seguenti effetti collaterali (vedere Tabella 2):

Tabella 2: Effetti più comuni riscontrati negli studi di fase II e III

Classificati per sistemi e organi

Numero di pazienti (N = 52)

Patologie generali (vampate di calore)

16

Patologie cardiache

3

Patologie renali e urinarie

2

Condizioni nella sede di somministrazione

1

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati finora osservati sintomi di intossicazione.

Negli studi clinici sono state somministrate a pazienti adulti dosi fino a 20 mg/die per un periodo di due anni. Gli effetti indesiderati osservati con un dosaggio così elevato non sono diversi da quelli riscontrati con la somministrazione di 1 mg/die.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

L02AE02

Meccanismo d'azione/Farmacodinamica

La leuprorelina acetato è un analogo sintetico dell'ormone naturale di rilascio delle gonadotropine (GnRH), che regola il rilascio degli ormoni gonadotropi LH e FSH dai lobi anteriori dell'ipofisi. Questi ormoni stimolano, a loro volta, la sintesi degli steroidi testicolari.

A differenza del GnRH fisiologico, che viene secreto in maniera pulsatile dall'ipotalamo, la leuprorelina acetato utilizzata a lungo termine a scopo terapeutico induce il blocco continuo dei recettori del GnRH dell'ipofisi causando in questo modo un'iniziale stimolazione, di breve durata, della loro sottoregolazione. Negli adulti, dopo tre-quattro settimane, ciò determina a soppressione ipofisaria reversibile del rilascio degli ormoni gonadotropi LH e FSH con concomitante diminuzione del livello sierico del testosterone a livelli equivalenti a quelli osservati dopo castrazione.

Questa condizione con livelli molto bassi di testosterone ed estrogeni perdura per tutta la durata della terapia. Ciò ha l'effetto di inibire la crescita di tumori ormono-dipendenti come il carcinoma prostatico. Nel corso del trattamento ciò induce un miglioramento della sintomatologia.

Il proseguimento della terapia comporta un abbassamento del testosterone sierico a livelli equivalenti a quelli osservati dopo castrazione, senza che il valore del testosterone evidenzi un temporaneo innalzamento come dopo l'iniezione iniziale.

Con Leuproréline Sandoz sono stati condotti 2 studi. Il primo è uno studio randomizzato di fase III che ha confrontato l'efficacia e la sicurezza di Leuproréline Sandoz nei pazienti con carcinoma della prostata avanzato trattati con Lucrin formulazione depot. Il secondo è uno studio aperto di fase II che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di Leuproréline Sandoz nei pazienti con carcinoma della prostata avanzato. Nel complesso sono stati trattati con Leuproréline Sandoz 52 pazienti.

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo l'iniezione dell'impianto, la leuprorelina acetato viene rilasciata in modo costante per circa un mese dal copolimero composto da acido glicolico e acido lattico in rapporto 1:1. Il copolimero viene assorbito in questo modo come fosse un materiale di sutura.

Nell'arco di un'ora sono stati misurati livelli sierici di 707 pg/ml. Livelli sierici misurabili persistono per più di 4 settimane.

Nello studio di fase I su 15 soggetti sani, dopo due iniezioni di Leuproréline Sandoz a distanza di 28 giorni l'una dall'altra, i livelli di leuprorelina sono stati misurabili fino a 39 giorni dopo la seconda somministrazione. Tra il giorno 42 e il giorno 49 dopo la seconda somministrazione il livello di testosterone è risultato più elevato rispetto al valore registrato dopo castrazione.

Distribuzione/Metabolismo/Eliminazione

Distribuzione, metabolismo ed eliminazione di leuprorelina acetato nell'uomo non sono ancora del tutto chiari.

Il volume di distribuzione è di 36 l, la clearance totale di 139,6 ml/min. L'emivita per la sostanza non retard è di 2,9 ore.

Il proseguimento della terapia comporta un abbassamento del testosterone sierico a livelli equivalenti a quelli osservati dopo castrazione, senza che il valore del testosterone evidenzi un temporaneo innalzamento come dopo l'iniezione iniziale.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Bambini/adolescenti: non sono disponibili dati relativamente alle proprietà farmacocinetiche di Leuproréline Sandoz nei bambini e adolescenti.

Pazienti anziani: la farmacocinetica nei pazienti anziani non mostra differenze rilevanti rispetto a quella che si osserva negli adulti più giovani.

Insufficienza epatica e renale: i livelli sierici di leuprorelina acetato sono risultati in parte più elevati nei pazienti con disturbi della funzionalità renale e più bassi in quelli con disturbi della funzionalità epatica.

Non si conosce la significatività di quest'osservazione.

Dati preclinici

Mutagenicità

Gli studi sulla mutagenicità (in vitro e in vivo) non hanno fornito alcuna prova circa il potenziale mutageno.

Cancerogenicità

In alcuni studi sulla cancerogenicità, topi e ratti sono stati trattati con la leuprorelina per 2 anni. Nei ratti, la somministrazione sottocutanea di 0,6−4 mg/kg per 24 mesi ha prodotto un incremento dose-dipendente di iperplasie e adenomi ipofisari benigni. Inoltre è stato osservato un incremento dose-indipendentedi adenomi delle cellule delle isole di Langerhans nei ratti femmina e delle cellule interstiziali del testicolo nei ratti maschio. Nei topi, la somministrazione di dosi fino a 60 mg/kg per un periodo di 2 anni non ha causato l'insorgenza di tumori né di anomalie dell'ipofisi riconducibili alla leuprorelina.

Tossicità per la riproduzione

Nel corso di studi sulla tossicità riproduttiva con somministrazione sottocutanea di leuprorelina nei ratti (fino a 10 µg/kg) e nei conigli (fino a 1 µg/kg) non è stata dimostrata alcuna prova con riferimento al potenziale teratogeno. Effetti embriotossici/embrioletali sono stati osservati nei ratti con una dose di 10 µg/kg e nei conigli con dosi superiori a 0,1 µg/kg.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non sono note al momento incompatibilità.

Influenza su metodi diagnostici

Non sono note al momento interazioni.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale, nella busta sterile chiusa, non al di sopra di 30°C e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

  1. Disinfettare il sito di iniezione sotto la linea dell'ombelico (addome).
  1. Togliere la siringa dalla busta sterile e verificare che l'impianto sia visibile nel suo alloggiamento (vedere area riquadrata) osservando la siringa contro luce o agitandola delicatamente.
  1. Tirare lo stantuffo della siringa completamente indietro fino a una linea tratteggiata nella seconda finestra.

Attenzione: lo stantuffo può essere spinto in avanti per iniettare l'impianto solo se in precedenza è stato tirato completamente indietro nella posizione di fermo!

  1. Rimuovere il cappuccio protettivo dall'ago.
  1. Tenere il corpo della siringa con una mano. Con l'altra mano pizzicare la pelle del paziente sotto la linea dell'ombelico (vedere figura). Inserire l'intero ago, con una leggera angolazione, tenendolo quasi parallelo alla pelle, con l'apertura rivolta verso l'alto, nel tessuto sottocutaneo.

  1. Estrarre con cautela la siringa per circa 1 cm. Si crea così il canale di inserimento per l'impianto.
  1. Per iniettare l'impianto nel canale di inserimento, spingere completamente lo stantuffo in avanti fino a quando non scatta in posizione e si sente un clic.

  1. Estrarre l'ago. Per assicurarsi che l'impianto sia stato inserito correttamente, controllare che all'estremità dell'ago sia visibile il terminale dello stantuffo (bianco).

Numero dell'omologazione

57449 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Sandoz Pharmaceuticals AG, Risch; domicilio: Rotkreuz

Stato dell'informazione

Febbraio 2025

2002717/02/2025