VARITECT CP sol perf 1250 UI/50ml
Biotest (Schweiz) AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Varitect® CP
Composizione
Principio attivo: Immunoglobulina umana antivaricella zoster.
Sostanze ausiliarie: glicina, idrossido di sodio (per la regolazione del pH) corrispondente a un massimo di 0,023 mg/ml di sodio, acido cloridrico (per la regolazione del pH), acqua per soluzioni iniettabili ad 1 ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione endovenosa.
Contenuto in anticorpi VZV: 25 U.I./ml.
1 ml di Varitect CP contiene: immunoglobulina umana 50 mg, di cui immunoglobulina G ≥96%, contenuto in anticorpi contro il virus della varicella zoster (VZV) 25 U.I.
La distribuzione delle sottoclassi di IgG è di circa 62% IgG1, 33% IgG2, 3% IgG3, 2% IgG4.
Il contenuto massimo di immunoglobulina A (IgA) è 2 mg/ml.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Profilassi della varicella successivamente a esposizione in
- bambini con anamnesi negativa per la varicella in terapia immunosoppressiva, citostatica, sottoposti a radioterapia o affetti da deficit immunitari congeniti;
- adulti immunocompromessi che, dopo una attenta valutazione, si ritiene siano suscettibili di infettarsi e siano stati esposti in modo significativo al virus;
- neonati le cui madri si sono ammalate di varicella da cinque giorni prima del parto fino a due giorni dopo;
- neonati prematuri le cui madri hanno una anamnesi negativa per la varicella, per tutta la durata del ricovero ospedaliero;
- neonati prematuri con meno di 28 settimane di gestazione o con un peso alla nascita di 1000 g o meno, indipendentemente dalla anamnesi della madre riguardo alla varicella.
Terapia di supporto nell'infezione da varicella zoster in pazienti immunocompromessi o a rischio di disseminazione.
Posologia/Impiego
Posologia
Profilassi contro la varicella: 0,2–1 ml (5–25 U.I.) per chilo di peso corporeo. In caso di esposizione ripetuta, ad es. contatto in casa, è preferibile ricorrere a dosi più elevate. Per la profilassi post-esposizione Varitect CP deve essere usato non appena possibile e non oltre 96 ore dopo l'esposizione.
In caso di zoster: 1–2 ml (25–50 U.I.) per chilo di peso corporeo con ulteriori somministrazioni sulla base del decorso clinico.
Disturbo della funzionalità epatica
Non ci sono evidenze che rendano necessario un adeguamento del dosaggio.
Disturbo della funzionalità renale
Non si richiede un adeguamento del dosaggio, a meno che non sia giustificato dal punto di vista clinico, v. «Avvertenze e misure precauzionali».
Pazienti anziani
Non si richiede un adeguamento del dosaggio, a meno che non sia giustificato dal punto di vista clinico, v. «Avvertenze e misure precauzionali».
Modo di somministrazione
Somministrazione endovenosa
Varitect CP viene infuso per via endovenosa con una velocità di infusione iniziale di 0,1 ml/kg p.c./h nell'arco di 10 minuti. V. capitolo «Avvertenze e misure precauzionali». Se si verificano effetti collaterali, si deve ridurre la velocità di infusione o interrompere l'infusione. Se il preparato è ben tollerato, la velocità di infusione può essere progressivamente aumentata fino a un massimo di 1 ml/kg p.c./h e mantenuta tale per la durata rimanente dell'infusione.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobulina anti-varicella zoster) o a uno degli altri componenti.
Pazienti con deficit selettivo di IgA, che abbiano sviluppato anticorpi anti-IgA, in quanto la somministrazione di un preparato contenente IgA può causare anafilassi.
Avvertenze e misure precauzionali
Tracciabilità
Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biologici, si raccomanda di prendere nota in modo inequivocabile del nome commerciale e del numero di lotto del medicamento usato.
Misure precauzionali per l'uso
Spesso è possibile evitare potenziali complicanze verificando che i pazienti:
- non siano sensibili all'immunoglobulina umana normale, somministrando inizialmente il medicamento con infusione lenta (0,1 ml/kg p.c./h),
- siano attentamente monitorati per vedere eventuali sintomi di effetti collaterali durante tutto il periodo d'infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana, i pazienti provenienti da un altro prodotto IVIg o per i quali è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione, devono essere monitorati in ospedale durante la prima infusione e nella prima ora successiva, per rilevare potenziali effetti collaterali. Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.
In tutti i pazienti, la somministrazione di immunoglobuline richiede:
- adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di immunoglobuline,
- monitoraggio della diuresi,
- monitoraggio dei livelli sierici di creatinina,
- evitare l'utilizzo concomitante di diuretici dell'ansa (v. capitolo «Interazioni»).
In caso di effetti collaterali, o si riduce la velocità d'infusione o la si interrompe. Il trattamento richiesto dipende dalla natura e gravità dell'effetto collaterale.
Reazione all'infusione
Determinati effetti collaterali (p.es. mal di testa, sensazione di calore, brividi, dolori muscolari, respiro sibilante, tachicardia, dolori nella parte inferiore della schiena, nausea, ipotensione arteriosa) possono essere correlati alla velocità di infusione. La velocità di infusione indicata nel capitolo «Posologia» dev'essere rigorosamente osservata, e i pazienti devono essere monitorati per tutto il tempo dell'infusione e osservati per rilevare eventuali sintomi di reazioni avverse.
Determinati effetti collaterali possono verificarsi più frequentemente in
- pazienti che ricevono immunoglobuline umane per la prima volta o, in rari casi, pazienti che cambiano preparato a base di immunoglobuline, oppure dopo una lunga pausa senza trattamento;
- pazienti con una infezione non trattata o un'infiammazione cronica di base.
Ipersensibilità
Le reazioni di ipersensibilità sono rare.
Si può verificare anafilassi in pazienti
- con IgA non rilevabile, in cui siano presenti anticorpi anti-IgA
- che abbiano tollerato un precedente trattamento con immunoglobulina umana
In caso di shock è necessario adottare gli attuali standard medici per il trattamento degli stati di shock.
Tromboembolia
Esistono evidenze cliniche di una correlazione tra la somministrazione endovenosa di immunoglobuline (IVIg) ed eventi tromboembolici come infarto miocardico, insulto apoplettico (ictus), embolia polmonare e trombosi venosa profonda. Si ritiene che in pazienti a rischio l'elevato apporto di immunoglobuline possa condurre a un relativo aumento della viscosità ematica. Si richiede cautela nella prescrizione e infusione di immunoglobuline alle persone seguenti: pazienti sovrappeso, nonché pazienti con fattori di rischio preesistenti per eventi trombotici, come età avanzata, ipertensione arteriosa, diabete, nota malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con disturbi trombofilici acquisiti o congeniti, pazienti con immobilizzazione prolungata, pazienti gravemente ipovolemici (ridotto volume del sangue in circolazione), pazienti con disturbi che provocano un aumento della viscosità ematica.
Nei pazienti a rischio di effetti collaterali tromboembolici, i preparati IVIg devono essere somministrati alla velocità di infusione e al dosaggio minimi praticabili.
Insufficienza renale acuta
Sono stati riportati casi d'insufficienza renale acuta in pazienti che hanno seguito una terapia con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, farmaci nefrotossici concomitanti o età superiore a 65 anni.
Prima dell'infusione di IVIg e successivamente a intervalli appropriati, si devono controllare i parametri renali, specialmente in pazienti a rischio potenzialmente elevato d'insufficienza renale acuta. In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta i preparati IVIg devono essere somministrati alla velocità d'infusione e al dosaggio minimi praticabili.
In caso di compromissione della funzione renale si dovrebbe prendere in considerazione la sospensione del preparato a base di immunoglobuline.
Sebbene rapporti di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all'uso di molti prodotti IVIg autorizzati contenenti diversi altri componenti come saccarosio, glucosio e maltosio, la percentuale dei preparati contenenti saccarosio come stabilizzante era sproporzionatamente alta. Nei pazienti a rischio può essere considerata l'opportunità di utilizzare preparati IVIg privi di questi altri componenti. Varitect CP non contiene saccarosio, né glucosio o maltosio.
Sindrome della meningite asettica (SMA)
Casi di meningite asettica (SMA) sono stati riferiti in relazione al trattamento con immunoglobuline endovenose (preparati IVIg). La sindrome si verifica generalmente in un periodo da poche ore a 2 giorni dopo l'inizio del trattamento IVIg. Gli esami del liquor sono spesso positivi con pleocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, prevalentemente della serie granulocitaria, ed elevati livelli di proteine, fino a diverse centinaia di mg/dl. La SMA può verificarsi più frequentemente in caso di trattamento IVIg ad alto dosaggio (2 g/kg).
In pazienti che presentano questi segni e sintomi, si dovrebbe eseguire un'indagine neurologica accurata, comprendente l'analisi del liquor, per escludere altre cause di meningite.
L'interruzione del trattamento IVIg ha condotto a una remissione della SMA entro pochi giorni, senza danni conseguenti.
Anemia emolitica
Le immunoglobuline endovenose (preparati IVIg) possono contenere anticorpi di gruppi sanguigni che agiscono come emolisine e in vivo possono caricare gli eritrociti di immunoglobulina, scatenando una reazione antiglobulina diretta positiva (test di Coombs) e raramente emolisi. L'anemia emolitica può svilupparsi a seguito di una terapia IVIg a causa di un maggiore sequestro di eritrociti. I pazienti trattati con IVIg devono essere monitorati per rilevare eventuali segni e sintomi di emolisi (v. capitolo «Effetti indesiderati»).
Neutropenia/leucopenia
Dopo il trattamento con IVIg sono stati riferiti casi con un calo transitorio del numero dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, talvolta gravi. Questa sintomatologia compare generalmente entro ore o giorni dopo la somministrazione di IVIg e regredisce spontaneamente nel giro di 7-14 giorni.
Danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI)
Tra i pazienti trattati con IVIg sono stati riferiti casi di edema polmonare acuto non cardiogeno (danno polmonare acuto associato alla trasfusione [Transfusion Related Acute Lung Injury, TRALI]). Il TRALI è caratterizzato da grave ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione. I sintomi del TRALI insorgono generalmente durante la trasfusione o nelle 6 ore successive, spesso entro 1-2 ore. Per questo motivo i pazienti trattati con IVIg devono essere monitorati per rilevare l'eventuale insorgenza di questi sintomi, e in caso di effetti collaterali polmonari, l'infusione di IVIg dev'essere immediatamente interrotta. Un TRALI è una condizione potenzialmente fatale che richiede un immediato intervento di terapia intensiva.
Agenti patogeni trasmissibili
Le misure standard per la prevenzione di infezioni trasmesse con la somministrazione di medicamenti prodotti da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, test sulle singole donazioni o pool di plasma per specifici marcatori di infezione e introduzione di efficaci operazioni di fabbricazione per l'inattivazione/eliminazione di virus. Non si può tuttavia escludere completamente la possibilità di trasmissione di agenti patogeni con la somministrazione di medicamenti prodotti da sangue o plasma umano. Questo vale anche per virus e altri agenti patogeni sinora sconosciuti o di recente comparsa.
Le misure adottate sono considerate efficaci nei confronti di virus con involucro come il virus dell'immunodeficienza umana (HIV), il virus dell'epatite B (HBV), il virus dell'epatite C (HCV) e il virus senza involucro dell'epatite A (HAV). È possibile che l'eliminazione/inattivazione per i virus senza involucro come il parvovirus B19 sia di efficacia limitata.
L'esperienza clinica ha confermato che i virus dell'epatite A o i parvovirus B19 non vengono trasmessi tramite le immunoglobuline; si ritiene inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in misura importante alla sicurezza virale.
Contenuto di sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità di dosaggio, cioè essenzialmente 'senza sodio'.
Interazioni
Vaccini vivi attenuati
La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo minimo di 6 settimane e un periodo massimo di 3 mesi l'efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicamento, deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di sottoporsi a vaccinazione con virus vivi attenuati. In caso di morbillo, tale compromissione può persistere fino a un anno. Pertanto è necessario controllare lo stato degli anticorpi nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo.
Diuretici dell'ansa
Evitare la somministrazione concomitante di diuretici dell'ansa.
Bambini e adolescenti
È probabile che le interazioni menzionate per gli adulti possano verificarsi anche nei bambini e negli adolescenti.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
La sicurezza di questo medicinale non è stata stabilita per l'uso in gravidanza in studi clinici controllati e pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza solo dopo aver attentamente soppesato il rapporto rischio-beneficio. È dimostrato che i preparati immunoglobulinici endovenosi attraversano la barriera placentare, in particolare nel terzo trimestre di gravidanza. L'esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non sono prevedibili effetti nocivi sul decorso della gravidanza né sul feto o sul neonato.
Allattamento
Le immunoglobuline sono escrete nel latte materno. Non si prevedono effetti negativi per l'allattamento al seno di neonati/lattanti. Varitect CP dev'essere somministrato con cautela alle donne che allattano.
Fertilità
In base all'esperienza clinica con le immunoglobuline non sono prevedibili effetti nocivi sulla fertilità.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Varitect CP può esercitare un influsso trascurabile sulla capacità di condurre veicoli e di utilizzare macchine. I pazienti nei quali durante il trattamento si verificano effetti collaterali devono attenderne la scomparsa prima di mettersi al volante di un veicolo o utilizzare una macchina.
Effetti indesiderati
Sommario del profilo di sicurezza
Gli effetti collaterali causati dalle immunoglobuline umane normali (in ordine di frequenza decrescente) comprendono (v. anche capitolo «Avvertenze e misure precauzionali»):
- brividi, mal di testa, vertigini, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, dolori articolari, ipotensione arteriosa e dolori moderati nella regione inferiore della schiena
- reazioni emolitiche reversibili; specialmente in pazienti dei gruppi sanguigni A, B e AB e (in casi rari) anemia emolitica con obbligo di trasfusione.
- (in casi rari) improvviso calo della pressione arteriosa e i casi isolati shock anafilattico, anche in pazienti che durante un uso precedente non avevano presentato ipersensibilità.
- (in casi rari) reazioni cutanee transitorie (compreso lupus eritematoso cutaneo – frequenza sconosciuta).
- (in casi molto rari) reazioni tromboemboliche come attacco cardiaco (infarto miocardico), ictus, coaguli nei vasi sanguigni del polmone (embolia polmonare), coagulo in una vena (trombosi venosa profonda).
- casi di meningite asettica reversibile.
- casi di aumento del livello della creatinina sierica e/o insufficienza renale acuta.
- casi di danno polmonare acuto associato alla trasfusione (TRALI).
Informazioni sul rischio di infezione: v. capitolo «Avvertenze e misure precauzionali».
Tabella degli effetti collaterali.
La tabella sotto riportata corrisponde alla classificazione per sistemi e organi (CSO) secondo MedDRA e al livello dei termini preferiti (TP).
La frequenza per iniezione è stata valutata usando i seguenti criteri:
molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 - <1/10), non comune (≥1/1'000 - <1/100), raro (≥1/10'000 - <1/1'000), molto raro (<1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Effetti collaterali da studi clinici con preparati VZVIg di Biotest
Nel programma di studi clinici (2 studi clinici, dose unica) con preparati a base di immunoglobuline della varicella zoster (VZVIg) di Biotest non sono stati riscontrati effetti collaterali gravi in relazione a prodotti VZVIg di Biotest. È stato rilevato unicamente un evento indesiderato non grave (lieve mal di testa). In questo caso non è stato possibile escludere una relazione causale con il prodotto.
Effetti collaterali che si sono verificati dopo l'immissione sul mercato di preparati VZVIg di Biotest
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA | Effetti collaterali |
|---|---|
Disturbi del sistema immunitario | Ipersensibilità |
Patologie del sistema nervoso | Mal di testa |
Patologie vascolari | Ipotensione |
Patologie gastrointestinali | Nausea |
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eritema, prurito, eruzione cutanea |
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | Brividi, febbre |
Bambini e adolescenti
È probabile che gli effetti collaterali che si verificano nei bambini e negli adolescenti corrispondano a quelli osservati negli adulti.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un sovradosaggio può indurre un sovraccarico di liquidi e iperviscosità, in particolare nei pazienti a rischio, compresi gli anziani, o pazienti con funzionalità cardiaca o renale limitata.
Proprietà/Effetti
Codice ATC: J06BB03
Gruppo farmacoterapeutico: immunosieri e immunoglobuline. Immunoglobuline specifiche. Varitect CP contiene principalmente immunoglobulina G (IgG) con un elevato titolo anticorpale contro il virus della varicella zoster. Ha una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G quasi proporzionale a quella nel plasma umano.
Meccansimo d'azione
Il meccanismo d'azione dell'immunoglobulina varicella-zoster è un'immunizzazione passiva contro le infezioni virus da varicella zoster.
Farmacodinamica
Nessun dato disponibile
Efficacia clinica
Nessun dato disponibile
Farmacocinetica
Assorbimento
Varitect CP è immediatamente e completamente biodisponibile nella via ematica del ricevente successivamente a somministrazione endovenosa.
Distribuzione
Questa si distribuisce in modo relativamente rapido tra plasma e liquido extravascolare e, dopo circa 3–5 giorni, si raggiunge l'equilibrio tra i compartimenti intra ed extravascolare.
Metabolismo
Le IgG ed i complessi di IgG sono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.
Eliminazione
Varitect CP ha una emivita di ca. 22,5 giorni. Questa emivita può variare da paziente a paziente, soprattutto nelle sindromi di immunodeficienza primaria.
Dati preclinici
Le immunoglobuline sono un costituente normale dell'organismo umano. La determinazione della tossicità acuta negli animali non ha alcuna rilevanza, poiché dosi maggiori provocano sovraccarico circolatorio. Gli studi di tossicità cronica ed embriofetale non possono essere condotti a causa degli effetti di induzione e interferenza anticorpale.
Poiché l'esperienza clinica non indica effetti cancerogeni o mutageni, non sono ritenute necessarie analisi sperimentali sugli animali. Gli effetti del prodotto sul sistema immunitario del neonato non sono stati studiati.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Nessun altro farmaco può essere aggiunto a Varitect CP, poiché qualsiasi variazione della concentrazione elettrolitica o del pH può causare precipitazione o denaturazione delle proteine.
Influenza sui metodi diagnostici
Effetto sugli esami sierologici
Dopo la somministrazione di immunoglobuline, l'incremento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può portare a risultati falsi positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi diretti contro antigeni eritrocitari, p.es. A, B e D, può interferire con alcuni test sierologi per gli anticorpi eritrocitari come il test dell'antiglobulina diretto (DAT, test di Coombs diretto).
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
La soluzione va somministrata immediatamente dopo l'apertura del contenitore. A causa del rischio di contaminazione batterica, la soluzione di infusione non utilizzata deve essere gettata via.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8 °C). Non congelare. Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce. Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Il preparato deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso.
Prima dell'uso, il preparato deve essere ispezionato visivamente: la soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente. Le soluzioni torbide o che presentino precipitati non devono essere utilizzate!
Uso non diluito sotto forma di iniezione/infusione endovenosa. Tale operazione è possibile, se necessario, ricorrendo a una pompa di infusione. Per volumi più elevati da somministrare non diluiti è possibile utilizzare la fleboclisi.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Numero dell'omologazione
59451 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Biotest (Schweiz) AG, 5102 Rupperswil.
Stato dell'informazione
Giugno 2025.
4761 — 02/12/2025