PARACETAMOL Sintetica 1 g/100ml
Sintetica SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Paracetamol Sintetica
Composizione
Principi attivi
Paracetamolum.
Eccipienti
Propylenglycolum, natrii chloridum, dinatrii phosphas, acidum citricum, aqua ad iniectabilia.
1 sacca per infusione da 50 ml contiene 59,1 mg di sodio e 400 mg di glicole propilenico.
1 sacca per infusione da 100 ml contiene 118,2 mg di sodio e 800 mg di glicole propilenico.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione (e.v.): 1 ml contiene 10 mg di paracetamolo.
1 sacca per infusione da 50 ml contiene 500 mg di paracetamolo.
1 sacca per infusione da 100 ml contiene 1 g di paracetamolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Paracetamol Sintetica è indicato per il trattamento a breve termine di dolori di intensità da lieve a moderatamente grave quando la somministrazione orale non è possibile (ad es. periodo post-operatorio immediato in cui un FANS è spesso controindicato).
Trattamento a breve termine della febbre.
Posologia/Impiego
La soluzione pronta all'uso di Paracetamol Sintetica viene somministrata in infusione endovenosa per 10-15 minuti. Un'infusione lenta (>20 minuti) riduce significativamente l'effetto o è priva di effetto analgesico.
Posologia abituale
Adulti >50 kg
1 g di paracetamolo per somministrazione, fino a 4 volte al giorno. L'intervallo minimo tra due somministrazioni deve essere di 4 ore e la dose massima giornaliera non deve superare i 4 g.
Adulti e bambini di peso superiore a 33 kg e inferiore a 50 kg
15 mg di paracetamolo per kg di peso corporeo per somministrazione (corrisp. a 1,5 ml/kg), fino a 4 volte al giorno. L'intervallo minimo tra due somministrazioni deve essere di 4 ore e la dose massima giornaliera non deve superare i 60 mg/kg.
Bambini con un peso corporeo >10 kg (a partire da ca. 1 anno) e <33 kg (ca. 11 anni)
15 mg di paracetamolo per kg di peso corporeo per somministrazione (corrisp. a 1,5 ml/kg), senza superare i 500 mg, fino a 4 volte al giorno. L'intervallo minimo tra due somministrazioni deve essere di 4 ore e la dose massima giornaliera non deve superare i 60 mg/kg.
Per evitare il rischio di sovradosaggio, occorre assicurarsi che altri medicamenti concomitanti non contengano paracetamolo.
Durata del trattamento
Non superare i 2 giorni.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti affetti da patologie epatiche croniche o attive compensate, in particolare nei casi di insufficienza epatocellulare, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione, e nei pazienti adulti affetti da cachessia, la dose giornaliera di 2 g di paracetamolo non deve essere superata.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina: 10-30 ml/min), l'intervallo minimo tra una dose e l'altra deve essere esteso a 6 ore (vedere «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Controindicazioni
•Ipersensibilità al paracetamolo, al propacetamolo (profarmaco del paracetamolo) o a uno degli eccipienti a seconda della composizione (vedere la rubrica «Composizione»).
•Carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (può portare ad anemia emolitica).
•Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Gilbert).
•Grave insufficienza epatocellulare (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o malattia epatica attiva scompensata.
•Grave compromissione della funzione renale (clearance della creatinina <10 ml/min).
•Paracetamol Sintetica non deve essere utilizzato nei neonati e nei lattanti fino al compimento dei 2 mesi di età, poiché questa formula contiene glicole propilenico.
Avvertenze e misure precauzionali
Il paracetamolo va usato con cautela in caso di:
•insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, vedere la rubrica «Posologia/Impiego»,
•grave insufficienza renale (clearance della creatinina ≤30 ml/min; vedere «Farmacocinetica»),
•Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA) dovuta ad acidosi da acido piroglutammico in pazienti con malattie gravi, come grave insufficienza renale e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre cause di carenza di glutatione (ad esempio, alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dosi terapeutiche per un periodo prolungato o con un'associazione di paracetamolo e flucloxacillina. Se si sospetta HAGMA dovuta ad acidosi da acido piroglutammico, si raccomanda di sospendere immediatamente il paracetamolo e di effettuare un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l'acidosi da acido piroglutammico come causa sottostante dell'HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio (vedere la rubrica «Interazioni»).
•Qualora la flucloxacillina venga utilizzata dopo la sospensione del paracetamolo, si consiglia di assicurarsi che non vi sia evidenza di acidosi metabolica con gap anionico aumentato, in quanto la flucloxacilline può mantenere il quadro clinico dell'acidosi metabolica con gap anionico aumentato (vedere la rubrica «Interazioni»).
•alcolismo cronico,
•assunzione concomitante di medicamenti potenzialmente epatotossici o di induttori di enzimi epatici, o in caso di eccessivo consumo di alcool; in questi casi, il rapporto rischio/beneficio deve essere attentamente valutato in relazione alle alternative terapeutiche,
•anoressia, bulimia o cachessia, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico),
•disidratazione, ipovolemia.
In caso di consumo eccessivo di alcol si deve prestare attenzione. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, in particolare in associazione a carenze alimentari. In questi casi, già una dose terapeutica di paracetamolo può portare a lesioni epatiche.
Dosaggi superiori alla posologia raccomandata hanno il potenziale di causare danni molto gravi al fegato. I sintomi clinici di una lesione epatica di solito si verificano 1-2 giorni dopo il sovradosaggio di paracetamolo. Il danno epatico massimo si osserva di solito dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve iniziare il più presto possibile (vedere la rubrica «Posologia eccessiva»).
Il paracetamolo può causare gravi reazioni cutanee come la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (NET), che possono provocare il decesso. I pazienti devono essere informati dei sintomi di gravi reazioni cutanee e l'uso del medicamento deve essere interrotto alla prima comparsa di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.
Occorre prestare attenzione in caso di consumo eccessivo di alcol. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto se associato a carenze alimentari. In questi casi, anche solo una dose terapeutica di paracetamolo può causare danni epatici.
Nei pazienti che presentano uno stato di carenza di glutatione, ad es. in caso di sepsi, la somministrazione di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.
1 sacca per infusione da 50 ml contiene 59,1 mg di sodio, che equivale al 2,96% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS di 2 g di sodio per adulto.
1 sacca per infusione da 100 ml contiene 118,2 mg di sodio, che equivale al 5,91% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS di 2 g di sodio per adulto.
1 sacca per infusione da 50 ml contiene 400 mg di glicole propilenico equivalente a 8 mg/ml.
1 sacca per infusione da 100 ml contiene 800 mg di glicole propilenico equivalente a 8 mg/ml.
Interazioni
La somministrazione concomitante di Paracetamol Sintetica e di altri medicamenti può aumentare il rischio di effetti indesiderati.
Fenitoina: la somministrazione concomitante di fenitoina può diminuire l'efficacia del paracetamolo e aumentare il rischio di epatotossicità aumentando il livello di metaboliti tossici del paracetamolo. I pazienti in trattamento con fenitoina devono quindi evitare dosi elevate e/o croniche di paracetamolo. I pazienti devono essere monitorati per i segni di epatotossicità.
La potenziale tossicità epatica dose-dipendente del paracetamolo può essere aumentata nei pazienti che assumono induttori del sistema del citocromo P 450 come isoniazide (HIN), rifampicina, anticonvulsivanti (carbamazepina), barbiturici (fenobarbital), zidovudina, anticoagulanti, amoxicillina/acido clavulanico e alcol (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali») .
I preparati che rallentano lo svuotamento gastrico (ad es. propantelina) riducono la velocità di assorbimento.
I preparati che accelerano lo svuotamento gastrico (ad es. metoclopramide) aumentano la velocità di assorbimento.
La tossicità epatica può anche essere aumentata nei pazienti che ricevono saliciclamide poiché quest'ultima prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo.
Il paracetamolo incrementa di cinque volte l'emivita di eliminazione del cloramfenicolo.
La somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzoxazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.
La somministrazione concomitante di zidovudina e paracetamolo aumenta il rischio di neutropenia.
Probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico e quindi riduce la clearance del paracetamolo di circa la metà. In caso di trattamento concomitante con probenecid, la posologia del paracetamolo deve essere ridotta.
La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.
Anticoagulanti: la somministrazione concomitante di paracetamolo e cumarina può aumentare l'INR. Pertanto, l'INR deve essere monitorato molto attentamente in caso di somministrazione concomitante e per una settimana dopo l'interruzione del trattamento con paracetamolo. Non esistono dati sull'interazione tra il paracetamolo e i più recenti anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).
Flucloxacillina: occorre prestare cautela quando il paracetamolo è usato in concomitanza con la flucloxacillina, in quanto l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico aumentato dovuta ad acidosi da acido piroglutammico, soprattutto in pazienti con fattori di rischio (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono stati condotti test su animali per esaminare la tossicità riproduttiva della forma endovenosa del paracetamolo. Tuttavia, gli studi con la forma di somministrazione orale non hanno mostrato alcuna malformazione e nessun effetto fetotossico.
L'esperienza clinica con la forma endovenosa del paracetamolo è limitata. Tuttavia, i dati epidemiologici sull'uso della forma orale del paracetamolo in dosi terapeutiche non mostrano effetti indesiderati sul decorso della gravidanza e sulla salute del feto e del neonato.
I dati prospettici sul sovradosaggio durante la gravidanza non hanno mostrato alcun aumento del rischio di malformazioni.
Tuttavia, Paracetamol Sintetica deve essere utilizzato durante la gravidanza solo dopo un'attenta valutazione dei benefici e dei rischi. In questa situazione, è necessario rispettare rigorosamente la posologia e la durata d'uso consigliata.
Allattamento
Dopo la somministrazione di paracetamolo a una madre che allatta, meno dell'1% della dose somministrata è presente nel latte materno. Le concentrazioni di paracetamolo nel latte materno raggiungono circa il 50-100% delle concentrazioni di paracetamolo nel plasma delle madri in allattamento. Sono stati segnalati casi di eruzioni cutanee in neonati allattati al seno. Tuttavia, non ci sono prove che suggeriscano un rischio per il lattante.
Fertilità
Non esistono dati clinici sulla fertilità. Negli studi condotti sul paracetamolo negli animali, è stato osservato un effetto sulla fertilità (vedere «Dati preclinici »).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Il principio attivo è in uso da molti anni e non ha ancora avuto effetti negativi sulla capacità di reazione alla dose consigliata.
Effetti indesiderati
Molto comune ( ≥1/10) , comune ( ≥1/100, <1/10), non comune ( ≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000), molto raro <1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Rari: trombocitopenia allergica, emolisi, leucopenia, pancitopenia, neutropenia e agranulocitosi.
Disturbi del sistema immunitario
Rari: reazioni allergiche come edema di Quincke, disturbi respiratori, broncospasmo, sudorazione, nausea, calo della pressione sanguigna fino allo shock anafilattico.
Una piccola percentuale di pazienti (5-10%) con asma indotto da acido acetilsalicilico o altre manifestazioni di intolleranza all'acido acetilsalicilico sono suscettibili di reagire allo stesso modo al paracetamolo (analgesico dell'asma).
Patologie vascolari
Rari: ipotensione.
Patologie epatobiliari
Vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».
Rari: aumento delle transaminasi epatiche.
Necrosi epatica in caso di sovradosaggio.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzioni cutanee (arrossamenti o urticaria).
Rari: esfoliazione.
Molto rari: necrolisi epidermica tossica (NET, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SJS).
Patologie renali e urinarie
Nefrotossicità in caso di sovradosaggio.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Rari: malessere.
Effetti indesiderati dopo l'introduzione sul mercato
Anche durante la fase di osservazione post-marketing sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati (l'incidenza di questi effetti indesiderati non è nota):
Patologie del sistema emolinfopoietico
Anemia emolitica (soprattutto nei pazienti con deficit di G6PD).
Patologie cardiache
Tachicardia.
Patologie gastrointestinali
Vomito, pancreatite.
Patologie epatobiliari
Colestasi, ittero, epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica, enzimi epatici aumentati.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Prurito, vampate di calore, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Reazione in sede di iniezione (eritema, prurito).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Acidosi metabolica con gap anionico aumentato con frequenza «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Descrizione di effetti indesiderati selezionati
Acidosi metabolica con gap anionico aumentato
Sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato dovuta ad acidosi da acido piroglutammico in pazienti con fattori di rischio e in trattamento con paracetamolo (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti può verificarsi acidosi da acido piroglutammico a causa dei bassi livelli di glutatione.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Il sovradosaggio richiede una presa in carico medica, anche in assenza di sintomi.
Un rischio di intossicazione esiste in particolare negli anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con patologie epatiche, negli alcolisti cronici, nelle persone cronicamente malnutrite e nei pazienti trattati con induttori enzimatici. In questi casi, le intossicazioni possono avere un esito fatale.
Il sovradosaggio - una singola dose di 7,5 g o più di paracetamolo negli adulti o una singola dose di 140 mg o più per kg di peso corporeo nei bambini - provoca un'epatite citolitica che può portare a una necrosi epatica completa e irreversibile. Tali necrosi possono provocare insufficienza epatica acuta o fulminante, insufficienza epatica, acidosi metabolica ed encefalopatia che possono portare al coma e al decesso del paziente.
Concentrazioni plasmatiche >200 µg/ml dopo 4 ore, >100 µg/ml dopo 8 ore, >50 µg/ml dopo 12 ore e >30 µg/ml dopo 15 ore provocano danni epatici fatali a causa di coma epatico. L'epatotossicità è direttamente dipendente dalla concentrazione plasmatica.
I primi segni di sintomi clinici di und anno epatico compaiono generalmente dopo 1-2 giorni, raggiungendo il picco in 3 o 4 giorni.
Sintomi
1a fase (= 1o giorno): nausea, vomito, dolori addominali, inappetenza, sensazione di malessere generale, pallore, indisposizione, ipersudorazione (eccessiva sudorazione).
2a fase (= 2o giorno): miglioramento soggettivo, ipertrofia epatica, aumento dei livelli delle transaminasi (AST, ALT), aumento dei livelli di bilirubina, prolungamento del tempo di tromboplastina, aumento della lattato deidrogenasi.
3a fase (= 3o giorno): forte aumento dei livelli delle transaminasi (AST, ALT), ittero, ipoglicemia, coma epatico.
Gli eventi seguenti sono stati osservati a seguito di un sovradosaggio di paracetamolo:
•Necrosi epatica
•Insufficienza renale acuta,
•Coagulazione intravascolare disseminata,
•Rari casi di pancreatite acuta
Il verificarsi di un sovradosaggio massiccio, che è il principale rischio del paracetamolo (soprattutto con le compresse), sembra improbabile con Paracetamol Sintetica (somministrazione EV in un ambiente specializzato).
Trattamento
Indipendentemente dalla quantità di paracetamolo che si presume sia stata somministrata, la N-acetilcisteina (NAC) per via endovenosa o orale deve essere somministrata in tutti i casi il più presto possibile (se possibile entro 10 ore dal sovradosaggio). La NAC può offrire una certa protezione anche dopo 10 ore, ma il tempo di trattamento richiesto deve essere prolungato. Un dosaggio di paracetamolo plasmatico deve essere fatto il più presto possibile (al massimo 3 ore dopo il sovradosaggio), ma non è necessario che i risultati siano disponibili prima di iniziare il trattamento con NAC.
Concentrazioni plasmatiche di >200 µg/ml dopo 4 h, di >100 µg/ml dopo 8 h, di >50 µg/ml dopo 12 h e di >30 µg/ml dopo 15 h possono causare lesioni epatiche fino al coma epatico con esito fatale. L'epatotossicità dipende direttamente dalla concentrazione plasmatica.
I test epatici devono essere eseguiti al basale e ripetuti ogni 24 ore. Di solito si osserva un aumento degli enzimi epatici (ALT e AST) che si normalizza dopo una o due settimane. Ulteriori trattamenti sintomatici (dopo N-acetilcisteina endovenosa o orale) vengono decisi sulla base dei livelli ematici di paracetamolo e del tempo trascorso dal sovradosaggio di paracetamolo. Tuttavia, in casi molto gravi, può essere necessario un trapianto di fegato.
Per ulteriori informazioni sul trattamento, si prega di contattare Tox Info Svizzera.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BE01
Meccanismo d'azione
Il paracetamolo è un analgesico e un antipiretico non salicilato, non oppioide. Per l'effetto analgesico del paracetamolo, è stato stabilito che l'inibizione della sintesi delle prostaglandine è maggiore a livello centrale che periferico. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'effetto dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatorio dell'ipotalamo. Il paracetamolo non ha una marcata attività antinfiammatoria e non ha alcuna influenza sull'emostasi e sulla mucosa gastrica.
Farmacodinamica
L'effetto analgesico massimo si raggiunge entro 1 ora con un'infusione endovenosa di 15 minuti di paracetamolo; di solito dura dalle 4 alle 6 ore.
Dopo la somministrazione come infusione endovenosa di 15 minuti, il paracetamolo riduce la febbre entro 30 minuti dall'inizio della somministrazione e la durata dell'effetto antipiretico è di almeno 6 ore.
Efficacia clinica
Nessun dato disponibile.
Farmacocinetica
Assorbimento
La farmacocinetica del paracetamolo nell'adulto è lineare fino a 2 g in dose singola e dopo ripetuta somministrazione per 24 ore.
La concentrazione plasmatica massima (Cmax) è di circa 15 µg/ml al termine di un'infusione endovenosa di 15 minuti di 500 mg di paracetamolo, e di circa 30 µg/ml dopo un'infusione di 1 g di paracetamolo.
Distribuzione
Il volume di distribuzione del paracetamolo nell'adulto è di circa 1 litro/kg. Il legame alle proteine plasmatiche è inferiore al 20% e in caso di sovradosaggio può arrivare fino al 50%.
Metabolismo
Nell'adulto il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato e segue due vie metaboliche principali: la glucuroconiugazione (60-80%) e la solfoconiugazione (20-40%). A dosi superiori alle dosi terapeutiche, la via di degradazione per solfoconiugazione può saturare molto rapidamente. Una piccola parte (meno del 4%) viene metabolizzata dal citocromo P450 in un intermediaro reattivo (N-acetil benzochinone immina) che, in somministrazione normale, viene rapidamente disintossicato dal glutatione ridotto ed escreto attraverso le urine dopo la coniugazione con cisteina e acetilcisteina. In caso di un massiccio sovradosaggio, la quantità di questi metaboliti tossici viene aumentata.
Eliminazione
L'eliminazione del paracetamolo è essenzialmente renale. Il 90% della dose somministrata viene escreto nelle urine entro 24 ore sotto forma di derivati glucuroconiugati (60-80%), sulfoconiugati (20-30%) e meno del 5% sotto forma invariata.
L'emivita plasmatica media è di 2,7 ore e la clearance totale corporea è di circa 18 litri/ora. Il paracetamolo non passa nella bile e molto poco nel latte materno. Il paracetamolo attraversa la barriera placentare.
La diffusione del paracetamolo nel liquido cerebrospinale (CSF) è stata studiata dopo una breve infusione (1 g di paracetamolo) in 43 pazienti ospedalizzati per lomboradiculalgia. Concentrazioni significative di paracetamolo (dell'ordine di 1,5 µg/ml) sono state osservate nel liquor CSF già 20 minuti dopo l'infusione. Le concentrazioni di paracetamolo nel liquor hanno raggiunto un picco tra le 2 e le 4 ore ed erano superiori a quelle riscontrate nel plasma tra le 4 e le 12 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Insufficienza renale: in caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo è leggermente ritardata, con un' emivita di eliminazione da 2 a 5,3 ore. Per quanto riguarda i derivati glucuro e sulfoconiugati, la velocità di eliminazione è 3 volte più lenta in caso di insufficienza renale grave rispetto ai soggetti sani. Poiché questi derivati glucuro e sulfoconiugati sono atossici, in questa popolazione non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio. Si raccomanda di estendere l'intervallo minimo di dosaggio a 6 ore se il paracetamolo viene somministrato a pazienti con grave insufficienza renale (clearance della creatinina 10-30 ml/min); vedere «Posologia/impiego». Se la clearance della creatinina è inferiore a 10 ml/min, l'infusione di paracetamolo non deve essere utilizzata data la mancanza di dati. La somministrazione endovenosa di Paracetamol Sintetica in pazienti sottoposti a dialisi non è stata studiata e non è raccomandata.
Insufficienza epatica: l'emivita plasmatica è quasi invariata nei pazienti con una lieve insufficienza epatica. Nei pazienti con grave insufficienza epatica è fortemente prolungata.
Studi clinici con paracetamolo per via orale, a causa di un aumento delle concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e di un'emivita di eliminazione prolungata in pazienti affetti da patologie epatiche croniche, tra cui la cirrosi epatica indotta dall'alcol, hanno evidenziato un metabolismo moderatamente alterato del paracetamolo. Tuttavia, non è stato osservato alcun accumulo significativo di paracetamolo. L'aumento dell'emivita plasmatica del paracetamolo è stato collegato a una riduzione delle funzioni di sintesi del fegato. Per questo motivo, il paracetamolo deve essere usato con cautela nei pazienti affetti da patologie epatiche, essendo la dose massima giornaliera limitata a 3 g nei pazienti di peso superiore a 50 kg. Nei pazienti che pesano meno di 50 kg, la dose massima giornaliera deve essere ridotta di conseguenza. Il paracetamolo è controindicato nei casi di patologie epatiche attive scompensate, tra cui l'epatite dovuta all'abuso di alcol (dovuta all'induzione del CYP2E1, che aumenta la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).
Pazienti anziani: l'emivita può essere prolungata negli anziani e può essere accompagnata da una diminuzione della clearance del medicamento. Normalmente per questo gruppo non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio.
Neonati, lattanti e bambini: i parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei neonati e nei bambini sono simili a quelli ottenuti negli adulti, con l'eccezione che l'emivita plasmatica è leggermente più breve (da 1,5 a 2 ore). L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti, circa 3,5 ore. Neonati, lattanti e bambini fino a 10 anni di età eliminano significativamente meno derivati glucuroconiugati e più derivati sulfoconiugati rispetto agli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è la stessa indipendentemente dall'età.
Dati preclinici
Tossicità
Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.
Mutagenicità, cancerogenicità Nei vari studi di genotossicità, è stato riscontrato un potenziale mutageno. Tuttavia, questo potenziale deve essere contestualizzato, perché dose-dipendente. Dati i meccanismi che possono innescare questi effetti, si può presumere che non si verifichino effetti genotossici se la dose è al di sotto di determinati valori limite. Tuttavia, se le riserve di glutatione vengono ridotte, i valori soglia possono essere inferiori. I valori soglia a cui è stato evidenziato un effetto genotossico negli animali sono chiaramente a dosi tossiche con conseguenti lesioni epatiche o midollari. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nei ratti e 1000 mg/kg nei topi) non sono carcinogeniche. Pertanto, gli effetti genotossici e carcinogenici possono essere praticamente esclusi se vengono rispettate le dosi terapeutiche.
Tossicità per la riproduzione
Gli studi tossicologici non hanno mostrato effetti sulla riproduzione né alcun effetto teratogeno negli animali trattati con paracetamolo.
La somministrazione multipla di dosi elevate (epatotossiche) di paracetamolo ha provocato atrofia testicolare nei topi e nei ratti. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) a ratti maschi ha portato a una riduzione della fertilità (perdita della libido e delle prestazioni sessuali e della motilità degli spermatozoi).
Altre indicazioni
Incompatibilità
Si raccomanda di non mescolare Paracetamol Sintetica con un altro medicamento senza prima averne studiato la compatibilità.
Influenza su metodi diagnostici
L'assunzione di paracetamolo può alterare i valori dell'acido urico nel sangue ottenuti con il metodo della riduzione del fosfotungstato e i valori della glicemia ottenuti con il metodo della glucosio ossidasi.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore. Scartare qualsiasi residuo di soluzione. Consultare le indicazioni contenute nella confezione.
Stabilità dopo apertura
La soluzione non contiene conservanti. Per ragioni microbiologiche, la soluzione per infusione pronta all'uso deve essere utilizzata immediatamente dopo l'apertura della sacca. Dopo l'uso, le quantità residue devono essere eliminate.
Studi di stabilità hanno dimostrato che dopo la diluizione di Paracetamol Sintetica fino a un fattore 10 in soluzioni di cloruro di sodio allo 0,9% o di glucosio al 5%, i preparati rimangono fisicamente e chimicamente stabili per 4 ore. Per ragioni microbiologiche, queste soluzioni devono essere utilizzate il più presto possibile dopo la diluizione. Ispezionare visivamente la soluzione e scartare qualsiasi soluzione con torbidità, particelle o precipitato.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C), fuori dalla portata dei bambini. Non congelare. Conservare nella confezione originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Indicazioni per la manipolazione
Paracetamol Sintetica è pronto all'uso. Prima della somministrazione, assicurarsi che la soluzione sia limpida e che il contenitore sia intatto.
Numero dell'omologazione
58716 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Sintetica SA, 6850 Mendrisio.
Stato dell'informazione
Agosto 2025
20337 — 22/07/2026