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BELOC sol inj 5 mg/5ml i.v.

Recordati AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Beloc® i.v.

Recordati AG

Composizione

Principi attivi

Metoprololi tartras

Sostanze ausiliarie

Natrii chloridum 9 mg/mL (equivalente a 3,54 mg di sodio per mL), aqua ad iniectabilia

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Soluzione per iniezione endovenosa 1 mg/mL. 1 fiala (5 mL) contiene 5 mg di metoprololo tartrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Aritmie cardiache, in particolare tachiaritmie sopraventricolari.

Infarto miocardico confermato o sospetto.

Posologia/Impiego

Quando Beloc i.v. viene somministrato per via parenterale, il paziente deve essere monitorato da personale esperto e deve essere disponibile l'attrezzatura appropriata per il monitoraggio e la rianimazione.

Aritmie cardiache

Inizialmente fino a 5 mg lentamente e.v. (1-2 mg/min). L'iniezione può essere ripetuta a intervalli di 5 minuti fino a raggiungere l'effetto desiderato. In generale, 10-15 mg sono sufficienti. Aumentare la dose a 20 mg o più in genere non dà risultati migliori.

Infarto miocardico

Il metoprololo deve essere somministrato per via endovenosa il più presto possibile dopo l'insorgenza di sintomi acuti di infarto miocardico.

Tale trattamento deve essere iniziato immediatamente dopo la stabilizzazione emodinamica del paziente in un'unità di terapia intensiva sotto controllo emodinamico (ECG, pressione arteriosa, frequenza del polso).

A seconda dello stato emodinamico del paziente, si devono somministrare tre iniezioni in bolo da 5 mg ciascuna a intervalli di 2 minuti (cfr. «Controindicazioni», «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nei pazienti che tollerano bene la dose totale per via endovenosa (15 mg), continuare il trattamento 15 minuti dopo l'ultima iniezione endovenosa con metoprololo tartrato 50 mg 4 volte al giorno o la dose equivalente di un preparato a rilascio prolungato di metoprololo (ad es. Beloc ZOK) per 48 ore.

La dose di mantenimento è di 100 mg di metoprololo tartrato 2 volte al giorno (mattina e sera) o la dose analoga di un preparato a rilascio prolungato di metoprololo (ad es. Beloc ZOK) una volta al giorno.

Nei pazienti che non hanno tollerato bene la somministrazione per via endovenosa della dose completa di 15 mg di metoprololo, il trattamento orale deve essere iniziato con cautela e con metà della dose.

Istruzioni posologiche speciali

Compromissione della funzionalità renale

Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale non è necessario un aggiustamento della dose.

Compromissione della funzionalità epatica

Normalmente, non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con una lieve compromissione della funzionalità epatica a causa del basso legame proteico plasmatico (5-10 %) del metoprololo. Tuttavia, nei pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa (ad es. i pazienti sottoposti a shunt), la dose deve essere aggiustata di conseguenza.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Bambini

La sicurezza e l'efficacia nel trattamento dei bambini non sono sufficientemente documentate.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota al principio attivo metoprololo, a una delle sostanze ausiliarie o ad altri bloccanti dei recettori β.

Blocco atrioventricolare di 2° o 3° grado, insufficienza cardiaca scompensata, (edema polmonare, ipoperfusione o ipotensione), terapia concomitante continua o intermittente con sostanze inotrope positive che agiscono attraverso l'agonismo verso i recettori β, bradicardia sinusale clinicamente manifesta, sindrome del seno malato (tranne nei pazienti con pacemaker permanente), shock cardiogeno, gravi disturbi della circolazione arteriosa periferica, asma bronchiale o broncospasmo in anamnesi.

Il metoprololo non deve essere utilizzato in caso di sospetto infarto miocardico acuto finché sono presenti una frequenza cardiaca < 45 battiti/min, un intervallo PQ > 0,24 sec o una pressione arteriosa sistolica < 100 mmHg oppure un'insufficienza cardiaca grave.

Avvertenze e misure precauzionali

Nei pazienti con pressione arteriosa sistolica inferiore a 100 mmHg, il metoprololo deve essere somministrato per via endovenosa solo con cautela, poiché questa forma di somministrazione può causare un ulteriore calo della pressione arteriosa (ad es. nei pazienti con aritmie cardiache).

Nel trattamento di pazienti con infarto miocardico sospetto o confermato, lo stato emodinamico deve essere attentamente monitorato dopo ciascuna delle tre iniezioni endovenose di 5 mg di metoprololo.

La seconda o terza iniezione di 5 mg di metoprololo e.v. non deve essere somministrata se la frequenza cardiaca è < 40 battiti/min, la pressione arteriosa sistolica è < 90 mmHg e l'intervallo PQ è > 0,26 secondi, se la dispnea è accentuata o se la sudorazione è fredda.

I pazienti trattati con bloccanti dei recettori β non devono ricevere la somministrazione per via endovenosa di calcio-antagonisti del tipo verapamil.

Il metoprololo influisce sul rilascio di insulina e sul metabolismo dei carboidrati in misura minore rispetto ai beta-bloccanti non selettivi. A differenza dei beta-bloccanti non selettivi, il metoprololo maschera solo parzialmente i sintomi dell'ipoglicemia. Tuttavia, si richiede cautela.

I pazienti diabetici devono essere informati che i beta-bloccanti possono attenuare la tachicardia che si verifica con l'ipoglicemia; in alcuni casi altri segni di ipoglicemia come vertigini o sudorazione possono non essere soppressi in modo significativo e la sudorazione può anche essere aumentata.

In generale, i soggetti asmatici trattati con metoprololo devono ricevere una terapia concomitante con un β2-agonista (compresse e/o inalatori pre-dosati). Il dosaggio del β2-agonista potrebbe dover essere aggiustato.

Nei pazienti con scompenso cardiaco in atto, questo deve essere trattato prima e durante la terapia con metoprololo.

Raramente, un disturbo moderato della conduzione AV in atto può essere intensificato (eventualmente fino al blocco AV).

Se la bradicardia aumenta, la dose di metoprololo deve essere ridotta o gradualmente interrotta.

Il metoprololo può intensificare i disturbi della circolazione arteriosa periferica.

Se il metoprololo viene somministrato a pazienti con feocromocitoma noto, deve essere somministrato in concomitanza un bloccante dei recettori α (cfr. «Controindicazioni»).

Nella cirrosi epatica, la biodisponibilità del metoprololo può aumentare, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche.

Si deve evitare un'interruzione improvvisa della terapia orale.

Se necessario, il dosaggio di metoprololo viene gradualmente ridotto nel corso di 14 giorni fino a 1× 25 mg. Durante questo periodo, il paziente deve essere attentamente monitorato, questo vale soprattutto per i pazienti con cardiopatia ischemica. Durante la fase di sospensione del bloccante dei recettori β, il rischio di eventi cardiovascolari (compresa la morte cardiaca improvvisa) può essere aumentato.

I pazienti che assumono bloccanti dei recettori β presentano un decorso più grave dello shock anafilattico.

Prima di un intervento chirurgico, l'anestesista deve essere informato del trattamento con metoprololo. Tuttavia, non si raccomanda di interrompere la terapia con il β-bloccante. I trattamenti con bloccanti dei recettori β non devono essere interrotti durante un intervento chirurgico.

I pazienti sottoposti a chirurgia non cardiaca non devono ricevere un trattamento iniziale acuto con dosi elevate di metoprololo, in quanto questo è stato associato a bradicardia, ipotensione e ictus (anche con esito fatale) in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Il metoprololo potenzia l'effetto di altri medicamenti antipertensivi. È richiesta particolare cautela quando si combina per la prima volta un bloccante dei recettori β con la prazosina.

I pazienti che ricevono in concomitanza medicamenti inibitori del simpatico, altri bloccanti dei recettori β (ad es. gocce oculari) o MAO-inibitori devono essere monitorati.

La nitroglicerina può potenziare l'effetto antipertensivo dei bloccanti dei recettori β.

Se il trattamento concomitante con clonidina deve essere interrotto, la terapia con il bloccante dei recettori β deve essere interrotta diversi giorni prima.

In caso di somministrazione concomitante di calcio-antagonisti (tipo verapamil, diltiazem) può verificarsi un potenziamento degli effetti inotropi e cronotropi negativi. I pazienti trattati con bloccanti dei recettori β non devono ricevere la somministrazione per via endovenosa di calcio-antagonisti del tipo verapamil.

I bloccanti dei recettori β possono potenziare gli effetti inotropi e dromotropi negativi degli antiaritmici (tipo chinidina e amiodarone).

I narcotici per inalazione potenziano gli effetti cardiodepressivi nei pazienti trattati con terapia β-bloccante. I glicosidi digitalici in associazione con i bloccanti dei recettori β possono aumentare il tempo di conduzione atrioventricolare e indurre una bradicardia.

Il metoprololo è un substrato dell'isoenzima CYP2D6 del citocromo P450. Le sostanze che agiscono come induttori e inibitori enzimatici possono quindi avere un influsso sui livelli plasmatici del metoprololo.

I livelli plasmatici di metoprololo possono essere aumentati dalla somministrazione concomitante di sostanze metabolizzate dal CYP2D6, ad es. antiaritmici (ad es. amiodarone, chinidina), antistaminici (ad es. difenidramina), antagonisti del recettore H2 (ad es. cimetidina), antidepressivi (ad es. clomipramina, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina [SSRI]), antipsicotici (ad es. aloperidolo) e inibitori della COX-2 (ad es. celecoxib) e ritonavir. Questo può potenziare l'effetto del metoprololo. Tale effetto deve essere tenuto in considerazione quando si aggiusta il dosaggio di Beloc e si deve prestare attenzione ai possibili effetti collaterali, ad es. la comparsa di bradicardia.

La concentrazione plasmatica del metoprololo può essere diminuita dalla rifampicina. Questo può ridurre l'effetto di abbassamento della pressione arteriosa di Beloc i.v.

La concentrazione plasmatica del metoprololo può essere aumentata dall'alcol.

Il trattamento concomitante con indometacina o altri inibitori della sintesi delle prostaglandine può diminuire l'effetto antipertensivo dei bloccanti dei recettori β.

Se somministrati in concomitanza con adrenalina o altri agenti simpaticomimetici, i bloccanti cardioselettivi dei recettori β in dosi terapeutiche producono una minore variazione della pressione arteriosa rispetto ai bloccanti non selettivi dei recettori β.

Nel trattamento dei soggetti diabetici con bloccanti dei recettori β, può essere necessario riaggiustare il trattamento antidiabetico.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Il metoprololo non deve essere assunto durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario.

Non vi sono studi controllati in donne in gravidanza.

In generale, i bloccanti dei recettori β riducono la perfusione placentare. Studi sull'uomo hanno riscontrato compromissione della perfusione placentare determinata dal metoprololo. Questa è stata associata a ritardo della crescita, morte intrauterina dell'embrione o del feto, aborto e travaglio pretermine. Si raccomanda pertanto di eseguire un adeguato monitoraggio feto-materno nelle donne in gravidanza trattate con metoprololo. I bloccanti dei recettori β possono causare bradicardia nel feto, nei neonati e nei bambini piccoli durante il periodo di allattamento.

Gli studi sperimentali sugli animali non hanno mostrato alcuna tossicità diretta o indiretta che influisca sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale o sulla salute del feto e/o sullo sviluppo postnatale.

A causa della possibile insorgenza di effetti collaterali, come ad es. bradicardia, ipotensione e ipoglicemia, nel neonato la terapia con metoprololo deve essere interrotta 48-72 ore prima della data prevista per il parto. Se ciò non è possibile, i neonati devono essere attentamente monitorati da un medico per 48-72 ore dopo il parto.

Allattamento

Il metoprololo non deve essere assunto durante l'allattamento, a meno che non sia assolutamente necessario. Il metoprololo è escreto nel latte materno. Al momento della nascita, le concentrazioni sieriche di madre e figlio sono paragonabili. Nel latte materno, il metoprololo raggiunge circa tre volte la concentrazione sierica misurata nella madre. Un'assunzione giornaliera di 200 mg di metoprololo comporta l'escrezione di circa 225 microgrammi per litro di latte. Anche se è improbabile che la quantità di principio attivo assorbita nel latte materno rappresenti un rischio per il bambino, i lattanti devono essere monitorati per verificare la presenza di segni di betablocco.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non sono disponibili dati sulla capacità di guidare veicoli e di utilizzare macchine dopo la somministrazione e.v. di metoprololo.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati del metoprololo sono stati osservati durante gli studi clinici e durante l'uso quotidiano. Le frequenze sono indicate come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1000), «molto raro» (< 1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto raro: trombocitopenia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: depressione, concentrazione ridotta, sonnolenza o insonnia, incubi.

Raro: nervosismo, ansia.

Molto raro: alterazioni della personalità (come ad es. sbalzi emotivi), amnesia/disturbi della memoria, confusione, allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: stanchezza.

Comune: spossatezza, vertigini, cefalea.

Non comune: parestesia, crampi muscolari, debolezza muscolare.

Patologie dell'occhio

Raro: disturbi visivi, occhi secchi e irritati, congiuntivite, diminuzione della secrezione lacrimale.

Patologie dell'orecchio e del labirinto

Molto raro: tinnito.

Patologie cardiache

Comune: bradicardia, palpitazioni.

Non comune: peggioramento dei sintomi dell'insufficienza cardiaca, shock cardiogeno in pazienti con infarto miocardico acuto, blocco AV di 1° grado, edemi, dolore precordiale.

Raro: insufficienza cardiaca, disturbi di conduzione cardiaca, aritmie cardiache, sindrome di Raynaud.

Patologie vascolari

Comune: disturbi ortostatici (molto raramente con sincope), mani e piedi freddi.

Molto raro: gangrena in pazienti con gravi disturbi circolatori preesistenti.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Comune: dispnea da sforzo.

Non comune: broncospasmo, anche in pazienti senza un'anamnesi nota di malattia polmonare ostruttiva.

Molto raro: rinite.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, dolore addominale, diarrea, stipsi.

Non comune: vomito.

Raro: bocca secca.

Molto raro: alterazioni del gusto.

Patologie epatobiliari

Raro: valori di funzionalità epatica alterati.

Molto raro: epatite.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: esantema (sotto forma di orticaria, alterazioni psoriasiformi e distrofiche della cute), aumento della produzione di sudore.

Raro: perdita di capelli.

Molto raro: fotosensibilità, peggioramento della psoriasi.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Molto raro: artralgia.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: disturbi della libido e della potenza erettile.

Patologie sistemiche

Non comune: aumento di peso.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Sintomi

I sintomi di sovradosaggio possono includere ipotensione, insufficienza cardiaca, bradicardia/bradiaritmia, disturbi di conduzione dell'impulso cardiaco, blocco atrioventricolare, shock cardiogeno, arresto cardiaco, broncospasmo, disturbi della coscienza (fino al coma), nausea, vomito e cianosi.

L'assunzione concomitante di alcool, antipertensivi, chinidina o barbiturici accentua i segni e i sintomi.

Misure

In caso di sovradosaggio, devono essere adottate le misure clinicamente necessarie per stabilizzare e monitorare le funzioni vitali del paziente.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

C07AB02

Meccanismo d'azione

Il metoprololo, il principio attivo di Beloc i.v., è un bloccante cardioselettivo dei recettori β1. Agisce sui recettori β1 situati prevalentemente nel cuore a dosi inferiori a quelle necessarie per colpire i recettori β2 situati prevalentemente nei bronchi e nei vasi periferici.

Il metoprololo non ha né un effetto stabilizzante della membrana né una attività agonistica parziale (attività simpaticomimetica intrinseca = ISA).

Gli effetti agonistici delle catecolamine, che portano a un aumento della frequenza cardiaca, del volume-minuto, della forza di contrazione e della pressione arteriosa, sono ridotti o inibiti dal metoprololo. A livelli elevati di epinefrina endogena, il metoprololo influisce sulla pressione arteriosa in misura minore rispetto ai bloccanti non selettivi dei recettori β.

In generale, i pazienti trattati per ipertensione con concomitante malattia ostruttiva delle vie aeree non devono ricevere bloccanti dei recettori β. Nei casi in cui altri medicamenti, come ad es. i diuretici, non sono tollerati o sono inefficaci, il metoprololo può essere somministrato ai pazienti con malattia polmonare ostruttiva in combinazione con un β2-agonista. Nel range di dosaggio terapeutico, il metoprololo contrasta la broncodilatazione causata dai β2-agonisti in misura minore rispetto a un β-bloccante non selettivo (cfr. «Misure precauzionali»).

Il metoprololo influisce sul rilascio di insulina e sul metabolismo dei carboidrati in misura minore rispetto ai bloccanti non selettivi dei recettori β. La risposta cardiovascolare nell'ipoglicemia è meno influenzata dal metoprololo rispetto ai β-bloccanti non specifici. Tuttavia, si richiede cautela. Il trattamento a lungo termine con metoprololo può far diminuire la sensibilità all'insulina.

Studi a breve termine dimostrano che il metoprololo può causare un leggero aumento dei trigliceridi e una diminuzione degli acidi grassi liberi nel sangue. In alcuni casi si è osservata una leggera diminuzione della frazione HDL, ma in misura minore rispetto ai bloccanti non selettivi dei recettori β. Uno studio a lungo termine durato diversi anni ha potuto dimostrare una riduzione significativa dei livelli di colesterolo.

Durante la terapia con metoprololo, la qualità della vita rimane inalterata o in alcuni casi può essere migliorata. Un miglioramento della qualità della vita è stato osservato nei pazienti dopo infarto miocardico.

Nei pazienti con ipertensione da lieve a moderata è stato riscontrato un ridotto rischio di morte per malattie cardiovascolari con il trattamento con metoprololo, in particolare grazie alla riduzione del fattore di rischio di «morte cardiovascolare improvvisa». Allo stesso tempo, questi pazienti hanno un rischio minore di infarto miocardico o ictus fatale o non fatale.

Effetto sul ritmo cardiaco

Nella tachicardia sopraventricolare, nella fibrillazione atriale e nelle extrasistoli ventricolari, il metoprololo rallenta la frequenza del polso e riduce le extrasistoli ventricolari.

Effetto sull'infarto miocardico

Il metoprololo determina la riduzione della mortalità nei pazienti con infarto miocardico sospetto o confermato, diminuendo il rischio di morte cardiaca improvvisa. Questo effetto potrebbe essere dovuto a un effetto preventivo contro la fibrillazione ventricolare. Questo effetto antifibrillatorio si basa probabilmente su un duplice meccanismo: da un lato, un effetto vagale influenza positivamente la stabilità elettrofisiologica del cuore e, dall'altro, un effetto anti-ischemico indotto dal simpatico migliora la contrattilità e la frequenza cardiaca e stabilizza la pressione arteriosa. Con un intervento precoce o tardivo, è stata dimostrata una riduzione della mortalità sia nei pazienti ad alto rischio con precedenti malattie cardiovascolari sia nei pazienti con diabete mellito. È stato anche osservato che la frequenza dei reinfarti non fatali si riduce con la somministrazione di metoprololo.

Farmacodinamica

Cfr. «Meccanismo d'azione»

Efficacia clinica

Nessun dato disponibile

Farmacocinetica

Assorbimento

Il metoprololo viene distribuito rapidamente (5-10 minuti) dopo la somministrazione per via endovenosa. Nell'intervallo di dose di 5-20 mg, i livelli plasmatici sono linearmente correlati alla dose somministrata.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche del metoprololo è di circa il 5-10 %. Il volume di distribuzione è di circa 5,6 L/kg.

Metabolismo

Il metoprololo subisce una degradazione ossidativa nel fegato, principalmente dovuta al CYP2D6. I 3 principali metaboliti mostrano pochi o nessun effetto farmacologico. Il metoprololo può portare a un aumento delle concentrazioni plasmatiche nei casi di polimorfismo genetico per la debrisochina nei metabolizzatori lenti.

Eliminazione

L'eliminazione avviene prevalentemente per via renale (ca. 95 %).

In media, circa il 5 % della dose viene escreto in forma invariata nelle urine. Negli idrossilatori poveri, fino al 30 % della dose può essere escreto invariato.

L'emivita media di eliminazione del metoprololo è di 3,5 ore (con estremi di 1 e 9 ore). La clearance totale è di circa 1 L/min.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani

Gli individui anziani non mostrano concentrazioni plasmatiche di metoprololo significativamente alterate rispetto agli individui più giovani.

Disturbi della funzionalità renale

Una funzionalità renale compromessa non ha praticamente effetto sulla biodisponibilità o sul tasso di escrezione del metoprololo. Tuttavia, l'escrezione dei metaboliti è ridotta. Un significativo accumulo di metaboliti è stato osservato in pazienti con un tasso di filtrazione glomerulare inferiore a 5 mL/min. Tuttavia, questo accumulo di metaboliti non aumenta l'effetto beta-bloccante del metoprololo.

Disturbi della funzionalità epatica

Nella cirrosi epatica ci si deve attendere un aumento dei livelli plasmatici di metoprololo invariato a causa del ridotto tasso di metabolizzazione.

Nei pazienti con cirrosi epatica grave e uno shunt portocavale, la biodisponibilità del metoprololo può aumentare e la clearance totale può essere ridotta. I pazienti con anastomosi portocavale hanno una clearance totale di circa 0,3 L/min e valori della AUC fino a sei volte superiori rispetto ai soggetti sani.

Dati preclinici

Potenziale mutageno e cancerogeno

Il metoprololo non è stato sottoposto a test di mutagenicità approfonditi; finora gli studi non hanno trovato alcuna evidenza di potenziale mutageno.

Sono disponibili i risultati di studi di cancerogenicità su ratti e topi, dai quali non si può dedurre alcun potenziale cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Studi su due specie animali (ratto e coniglio) non hanno mostrato alcuna evidenza di proprietà teratogene del metoprololo.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Destrani (ad es. macrodex)

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo apertura

Dopo aver aperto la fiala, scartare la soluzione residua non diluita. Utilizzare le soluzioni diluite entro 12 ore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

La soluzione iniettabile di metoprololo tartrato 1 mg/mL viene normalmente utilizzata non diluita. Tuttavia, 40 mL di soluzione iniettabile (= 8 fiale di Beloc i.v. da 5 mL o 40 mg di metoprololo tartrato) possono essere aggiunti alle seguenti soluzioni per infusione da 1000 mL: soluzione fisiologica, mannitolo al 15 %, glucosio al 5 %, glucosio al 10 %, fruttosio al 20 %, zucchero invertito al 10 %, soluzione di Ringer, soluzione di Ringer e glucosio al 2,5 % e Ringer acetato.

Numero dell'omologazione

56191 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Recordati AG, 4057 Basel

Stato dell'informazione

Settembre 2020

995717/10/2025