TOXOGONIN sol inj 250 mg/ml
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Toxogonin®
Composizione
Principi attivi
Obidoximi chloridum
Sostanze ausiliarie
Natrii hydroxidum (ad pH), Acidum hydrochloridum (ad pH), Aqua ad injectabilia
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile (EV)
1 fiala (1 ml) contiene 0.25 g di obidoxima cloruro.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Antidoti, agenti contro l'intossicazione da organofosfati.
Posologia/Impiego
Dose iniziale
Adulti: 250 mg (4 mg/kg di peso corporeo) lentamente per via EV in bolo; bambini: 4-8 mg/kg di peso corporeo lentamente per via EV. Somministrare la prima dose quanto prima e proseguire Il trattamento con un'infusione continua di 750 mg/24 h; nei bambini con 10 mg/kg di peso corporeo/giorno.
In alternativa all'infusione continua è possibile somministrare un trattamento a intervalli con 4-8 mg/kg PC ogni 2-4 ore.
Tipo e durata dell'utilizzo
La somministrazione di Toxogonin deve essere preceduta da misure generali della medicina d'urgenza e dalle prime somministrazioni di atropina! Poiché le misure adottate nel primo quarto d'ora sono decisive per la vita del paziente intossicato, il trattamento deve iniziare già prima del ricovero in clinica! Le seguenti misure devono essere attuate con la massima tempestività.
Misure generali
In generale: mantenere libere le vie aeree (intubazione), aspirare le secrezioni ed eventualmente ventilare artificialmente.
Creare immediatamente un accesso endovenoso, somministrare una sostituzione di volume (plasma expander).
In caso di edema polmonare (abbondanti secrezioni bronchiali!), somministrare immediatamente atropina ad alto dosaggio.
Se la sostanza tossica è stata assunta per os: gastrolusi immediata con successiva instillazione di carbone attivo, eventualmente da ripetere. In caso di turbe della coscienza o perdita di coscienza, procedere alla gastrolusi solo dopo l'intubazione.
Se la sostanza tossica è stata assorbita per via cutanea: rimuovere gli abiti e procedere a un lavaggio di tutto il corpo con una soluzione di bicarbonato di sodio o con glicole polietilenico.
Terapia con atropina
Somministrare atropina quanto prima: 2-5 mg per via endovenosa a intervalli di 5-15 min. Ripetere fino a evidenza di atropinizzazione (nei pazienti intubati controllare la secchezza delle della bocca o la quantità delle secrezioni bronchiali). Nelle intossicazioni da organofosfati la tolleranza all'atropina è molto elevata. Singole dosi nei bambini da 0.05 mg/kg.
Il trattamento sistematico con atropina deve essere iniziato già prima del trasporto in ospedale. Serve a contrastare la minaccia di arresto cardiaco in condizioni di bradicardia. L'atropinizzazione deve proseguire fino alla comparsa di segni di sovradosaggio (cute secca, molto calda, bocca secca, lieve tachicardia).
Terapia con Toxogonin
Attenzione: l'uso di Toxogonin non rende in alcun caso superflua la somministrazione di atropina!
Il trattamento antidotico specifico con Toxogonin deve essere somministrato lentamente in bolo per via endovenosa solo dopo le prime dosi di atropina: 1 fiala da 250 mg (circa 4 mg/kg PC) negli adulti o 4-8 mg/kg PC nei bambini. Si prosegue con un'infusione continua di 750 mg/24 h (bambini: 10 mg/kg PC/giorno) fino a portare la concentrazione di organofosfati al di sotto del valore critico.
La prima somministrazione di Toxogonin deve avvenire preferibilmente non oltre 6 ore dall'avvenuta intossicazione (ciò non vale per atropina).
Poiché gli studi sugli animali hanno evidenziato un certo effetto irritante con l'iniezione intrarteriosa di Toxogonin, si sottolinea la necessità di un'iniezione endovenosa praticata «lege artis».
Toxogonin può essere iniettato anche per via intramuscolare.
Se entro breve tempo dall'iniezione di Toxogonin nel quadro di un'intossicazione da insetticida non si osserva un netto miglioramento, è molto probabile che non si tratti di avvelenamento da organofosfati sensibili a Toxogonin o che le acetilcolinesterasi siano già invecchiate e non possano più essere riattivate con Toxogonin. A quel punto occorre cessare la somministrazione di ulteriori iniezioni di Toxogonin.
Poiché le situazioni di intossicazione variano a livello interindividuale, in particolare per quanto riguarda il tipo e la quantità degli organofosfati ingeriti/assorbiti e altri fattori, l'entità dell'effetto antidotico conseguibile con Toxogonin non può essere prevista con certezza nel singolo caso. L'utilizzo di Toxogonin nelle intossicazioni da organofosfati è generalmente utile per controllare l'intossicazione nel migliore dei modi nell'ambito del suo trattamento globale, evitando sovradosaggi (cfr. rubrica Posologia eccessiva). Somministrando la terapia con Toxogonin come indicato, non sono da attendersi rischi aggiuntivi per la persona intossicata.
Compatibilità con soluzioni per infusione
Toxogonin (250 mg) è compatibile con 250 ml di glucosio (5%) o 250 ml di soluzione salina fisiologica (NaCl 0.9%) per 24 h.
Controindicazioni
Intossicazioni da insetticidi del gruppo dei carbammati (ad es. aldicarb = Temik®5G). In questi casi Toxogonin è inefficace o può potenziare ulteriormente l'effetto del carbammato e vanno considerate unicamente somministrazioni di atropina e un trattamento sintomatico.
Toxogonin non deve essere usato in caso di ipersensibilità a obidoxima cloruro.
Avvertenze e misure precauzionali
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Finora non note.
Poiché obidoxima cloruro viene eliminato principalmente per via renale, sono teoricamente possibili interazioni con altri medicamenti eliminati per via renale.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non sono disponibili sufficienti esperienze sull'uso di Toxogonin in gravidanza. In un caso in cui obidoxima (1'250 mg in 24 h) è stato somministrato a una donna al 5 mese di gravidanza non sono emerse conseguenze avverse per la madre e il bambino.
Le fiale di Toxogonin non devono essere utilizzate durante la gravidanza salvo inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Non è noto se Toxogonin venga escreto nel latte materno.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non applicabile.
Effetti indesiderati
Dato il tipo di prodotto, non sono disponibili dati di studi clinici che consentano di valutare la frequenza degli effetti collaterali.
Patologie del sistema nervoso
Alterazione del gusto* (gusto mentolo), intorpidimento**
Disfunzioni cardiache
Aumento della frequenza del polso*, aumento della pressione arteriosa*, alterazioni del ritmo cardiaco**
Disturbi gastrointestinali
Bocca secca*
Disfunzioni epatobiliari
Ittero colestatico** (dopo somministrazione di 3'000-10'000 mg nell'arco di 1-3 giorni), disturbi della funzionalità epatica** (a una posologia superiore a 2'000 mg).
Disfunzioni dell'apparato locomotorio, del tessuto connettivo e delle ossa
Debolezza muscolare*
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Sensazione di calore*, percezione di freddo*
Esami diagnostici
Alterazioni dell'ECG**
* In soggetti sani, il sintomo si è risolto spontaneamente entro 2 ore.
** In pazienti con intossicazione da organofosfati, non può essere escluso un coinvolgimento di Toxogonin.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Un superamento sostanziale delle dosi singole e totali raccomandate di Toxogonin può provocare l'effetto opposto, ovvero un'ulteriore inibizione delle acetilcolinesterasi con una più marcata sintomatologia dell'intossicazione. Tale situazione di rischio può verificarsi in particolare se nell'organismo sono presenti alte concentrazioni di Toxogonin in concomitanza con grandi quantità di organofosfati. In tal caso, come anche nelle intossicazioni gravi da organofosfati, vanno considerate come contromisure l'emoperfusione o le trasfusioni sostitutive.
Inoltre, in caso di sovradosaggio significativo di Toxogonin, non può essere escluso un suo coinvolgimento in disturbi passeggeri della funzionalità epatica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
V03AB13
Meccanismo d'azione
Obidoxima cloruro contrasta le manifestazioni da intossicazione da organofosfati (inibizione dell'acetilcolinesterasi e successivo accumulo di acetilcolina). Obidoxima cloruro può integrare in modo utile il trattamento sintomatico essenziale dell'intossicazione da organofosfati con atropina.
Obidoxima cloruro può riattivare le acetilcolinesterasi bloccate, la cui funzione è inibita dagli organofosfati (alchilfosfati, alchiltiofosfati, esteri dell'acido fosforico, esteri dell'acido tiofosforico). Ciò non vale per i fosforammidi come tabun e fenamiphos.
A livelli plasmatici di 10-20 micromole di obidoxima cloruro è attesa una riattivazione significativa. A concentrazioni elevate, che non vengono raggiunte con la somministrazione delle dosi raccomandate, anche obidoxima cloruro causa una debole inibizione della colinesterasi.
Ambiti di utilizzo
Intossicazioni da insetticidi del gruppo degli organofosfati (alchilfosfati, alchiltiofosfati, esteri dell'acido fosforico, esteri dell'acido tiofosforico), ad es. Parathion = E 605® forte, per le quali è possibile riattivare le acetilcolinesterasi inibite con l'antidoto specifico Toxogonin.
Sintomatologia dell'intossicazione acuta da organofosfati
Si sospetta un'intossicazione da insetticidi a base di organofosfati in presenza di manifestazioni eccitatorie parasimpatiche quali miosi (può non essere presente!), broncospasmo, gastroenterite, bradicardia, coliche e collasso; sono inoltre possibili crampi o contrazioni muscolari fibrillari, depressione respiratoria, edema polmonare, coma.
Nei casi più lievi il sospetto di intossicazione da organofosfati è fondato in presenza dei seguenti sintomi: capogiro, disturbi visivi, debolezza, asma, nausea, sudorazione, vomito.
Farmacodinamica
Vedere Meccanismo d'azione.
Efficacia clinica
Vedere Meccanismo d'azione.
Farmacocinetica
Assorbimento
Toxogonin viene di regola somministrato per via endovenosa, il che ne garantisce la biodisponibilità. Con l'uso endovenoso in pazienti con intossicazione da organofosfati, dopo somministrazione in bolo di 250 mg di obidoxima cloruro e successiva infusione continua di 750 mg/24 h, sono stati misurati livelli plasmatici di 3.6-7.2 mg/l (10-20 micromole/l). A seguito di iniezione intramuscolare di una fiala di Toxogonin (0.25 g corrispondenti a ca. 3 mg/kg PC di obidoxima cloruro) in soggetti umani, dopo 20-40 minuti sono state raggiunte concentrazioni ematiche massime di obidoxima di circa 6 μg/ml.
Distribuzione
Obidoxima cloruro non si lega in misura significativa alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è mediamente pari a 0.171 l/kg e corrisponde a quello del comparto extracellulare, ma nei pazienti con intossicazione da organofosfati può raggiungere 0.32 l/kg.
Metabolismo
Vedere Eliminazione.
Eliminazione
Obidoxima cloruro viene eliminato principalmente per via renale. Con un'emivita nell'intervallo di 2 ore, la sostanza è stata eliminata immodificata con le urine. Dopo 2 ore è stato eliminato il 52% della dose iniettata, dopo 8 ore l'87%.
Dati preclinici
Proprietà tossicologiche
Sulla base di studi sperimentali sugli animali, obidoxima cloruro è un principio attivo con tossicità propria relativamente bassa e con un ampio intervallo terapeutico.
Negli animali si osservano sintomi di sovradosaggio dopo somministrazione endovenosa di almeno 50 mg/kg PC di obidoxima cloruro. La sintomatologia acuta da intossicazione è caratterizzata da debolezza muscolare, stati di eccitazione e paralisi motoria, dispnea e paralisi respiratoria.
Nel ratto, l'iniezione intraperitoneale di 68 mg/kg PC di obidoxima cloruro al giorno per 30 giorni è stata tollerata senza compromissione riconoscibile dello stato di salute. Dopo iniezioni giornaliere di 113 mg/kg PC e 158 mg/kg PC per lo stesso periodo di tempo sono morti il 30% rispettivamente il 100% degli animali, probabilmente a causa di paralisi respiratoria; non si sono riscontrati danni agli organi.
In studi in vitro obidoxima cloruro non ha evidenziato proprietà mutagene.
Per obidoxima cloruro non sono disponibili studi in vivo sul potenziale mutageno né studi di tossicità cronica, tossicità per la riproduzione e cancerogenicità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Finora non note. Per la compatibilità con soluzioni per infusione cfr. Posologia/impiego.
Influenza su metodi diagnostici
Nelle intossicazioni da organofosfati l'attività dell'acetilcolinesterasi e della colinesterasi nel sangue risulta diminuita. Questo dato può essere utilizzato per conferma diagnostica. Poiché le esterasi menzionate possono essere inibite anche da alte concentrazioni di Toxogonin, per la conferma occorre utilizzare campioni di sangue prelevati prima della prima iniezione di Toxogonin.
Stabilità
Le fiale di Toxogonin devono essere utilizzate solo entro la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare Toxogonin al di sopra die 25°C. Non conservare in frigorifero né congelare e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
31514 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Curatis AG, 4410 Liestal
Stato dell'informazione
Marzo 2026
9186 — 28/04/2026