YIRA 30 cpr pell
Berlis AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Yira 30®
Composizione
Principi attivi
Drospirenonum, ethinylestradiolum.
Sostanze ausiliarie
Lactosum monohydricum 48 mg, Maydis amylum, Amylum pregelificatum, Povidonum K 25, Magnesii stearas, Rivestimento: Hypromellosum, Macrogolum 6000, Talcum, Titanii dioxidum (E171), Ferrum oxydatum flavum (E172), excipiens pro compresso obducto.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compressa rivestita con film da 3 mg di drospirenone e 0,03 mg di etinilestradiolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Contraccezione ormonale.
Nella decisione di prescrivere Yira 30 si dovrebbero prendere in considerazione gli attuali fattori di rischio individuali della singola donna, in particolare in relazione alle tromboembolie venose (TEV), e confrontare anche il rischio di TEV nell'assunzione di Yira 30 con quello di altri contraccettivi ormonali combinati (CHC) (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia/Impiego
I CHC come Yira 30 dovrebbero essere prescritti esclusivamente da un medico con la necessaria esperienza, in grado di fornire alla paziente una spiegazione esaustiva dei vantaggi e degli svantaggi di tutti i metodi contraccettivi disponibili e di sottoporre la paziente, oltre a una visita medica generale, anche a una visita ginecologica.
In linea di massima, la prescrizione di un CHC dovrebbe avvenire nel rispetto delle direttive correnti della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SSGO).
Le compresse rivestite con film devono essere assunte preferibilmente con del liquido, possibilmente sempre alla stessa ora del giorno, nell'ordine indicato sulla confezione. Si assume una compressa rivestita con film al giorno per 21 giorni consecutivi, seguiti da una pausa di 7 giorni prima di iniziare la confezione successiva. Durante la pausa nell'assunzione si verifica generalmente un'emorragia da sospensione che inizia normalmente 2-3 giorni dopo l'assunzione dell'ultima compressa rivestita con film e può persistere anche dopo l'inizio della confezione successiva (vedere anche «Comportamento in caso di irregolarità mestruali»).
Inizio dell'assunzione
Donne che nell'ultimo mese non hanno assunto contraccettivi ormonali
L'assunzione delle compresse rivestite con film va iniziata il 1° giorno del ciclo (= 1° giorno di mestruazione). È possibile iniziare anche dal 2-5° giorno. In tal caso, nei primi 7 giorni di assunzione durante il 1° ciclo si raccomanda il ricorso in via aggiuntiva a metodi contraccettivi non ormonali (ad es. preservativi, non però il metodo del calendario secondo Ogino-Knaus o il metodo della temperatura).
Passaggio da un contraccettivo ormonale combinato (CHC, incluso anello vaginale o cerotto transdermico)
L'assunzione di Yira 30 deve iniziare preferibilmente il giorno successivo all'assunzione dell'ultima compressa contenente il principio attivo del CHC (contraccettivo ormonale combinato) assunto fino a quel momento, tuttavia entro e non oltre il giorno dopo il consueto intervallo nell'assunzione o la fase placebo.
Nel caso di un cerotto transdermico o di un anello vaginale, l'assunzione di Yira 30 deve iniziare il giorno in cui viene rimosso l'ultimo anello o l'ultimo patch, tuttavia entro e non oltre il giorno in cui sarebbe dovuta avvenire la successiva applicazione del cerotto o dell'anello vaginale.
Passaggio da un monopreparato progestinico (minipillola, iniezione, impianto) o da un sistema intrauterino a rilascio di progestinico (IUS)
Il passaggio dalla minipillola può avvenire in qualunque giorno, nel caso di un impianto o di uno IUS a rilascio di progestinico non prima del giorno della sua rimozione e nel caso di un preparato iniettabile nel giorno previsto per l'iniezione successiva. In tutti questi casi, nei primi 7 giorni di assunzione vanno usati metodi contraccettivi non ormonali supplementari.
Dopo un aborto nel primo trimestre di gravidanza
L'assunzione di Yira 30 può iniziare immediatamente, senza bisogno di ulteriori misure contraccettive.
Dopo un aborto nel secondo trimestre di gravidanza o un parto
Nel decidere quando (re)iniziare l'assunzione di un CHC come Yira 30 dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, occorre considerare che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici venosi è maggiore (per un periodo fino a 12 settimane; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
In ogni caso, dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, l'assunzione di Yira 30 non deve iniziare prima del 21-28° giorno. Se l'assunzione inizia successivamente, nei primi 7 giorni sono consigliati in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali. Se nel frattempo si fossero già avuti rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza o attendere la prima mestruazione prima di iniziare l'assunzione.
Procedura in caso di dimenticanza dell'assunzione
Se la paziente nota di aver dimenticato l'assunzione della compressa rivestita con film entro 12 ore dall'orario di assunzione abituale, la compressa rivestita con film deve essere assunta immediatamente. L'assunzione delle successive compresse rivestite con film deve riprendere all'ora consueta. La protezione contraccettiva non viene quindi compromessa.
Se sono trascorse più di 12 ore rispetto all'ora di assunzione consueta, la protezione contraccettiva può eventualmente risultare ridotta.
In caso di dimenticanza nell'assunzione, valgono le seguenti regole di base:
- L'assunzione non deve mai essere interrotta per più di 7 giorni.
- È necessaria un'assunzione regolare di almeno 7 giorni per una soppressione efficace dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.
A seconda della settimana di assunzione, occorre procedere come segue:
1a settimana di assunzione
La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le successive compresse rivestite con film devono essere assunte nuovamente all'ora consueta. Nei successivi 7 giorni si deve usare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale. Nel caso si siano avuti rapporti sessuali nei 7 giorni precedenti, occorre considerare la possibilità che si sia instaurata una gravidanza. Quanto maggiore è il numero di compresse rivestite con film che la paziente ha dimenticato e più tale dimenticanza è vicina all'intervallo senza assunzione, tanto più alto è il rischio di gravidanza.
2a settimana di assunzione
La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le successive compresse rivestite con film devono essere assunte all'ora consueta. A condizione che l'assunzione sia stata regolare nei 7 giorni precedenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari. In caso contrario o se è stata dimenticata più di 1 compressa rivestita con film, nei 7 giorni successivi si devono utilizzare in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali.
3a settimana di assunzione
A causa dell'imminenza dell'intervallo senza assunzione, il rischio di gravidanza è maggiore. Se si segue una delle due opzioni di assunzione seguenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari, a condizione che nei 7 giorni precedenti l'assunzione sia stata regolare. In caso contrario, è necessario seguire la prima delle due opzioni e nei successivi 7 giorni adottare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale.
- La compressa rivestita con film che è stata dimenticata deve essere assunta immediatamente, non appena si nota la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 compresse rivestite con film in una giornata. Le successive compresse rivestite con film devono essere assunte all'ora consueta. L'assunzione delle compresse rivestite con film della confezione successiva deve iniziare immediatamente, ovvero senza osservare la pausa nell'assunzione. È improbabile che prima della fine della 2a confezione compaia un'emorragia da sospensione, tuttavia possono presentarsi con maggiore frequenza perdite o metrorragie da interruzione.
Oppure - Si interrompe l'assunzione delle compresse rivestite con film della confezione corrente. La confezione successiva deve essere iniziata dopo un intervallo senza assunzione fino a 7 giorni (inclusi i giorni in cui l'assunzione è stata dimenticata).
Se nel successivo intervallo senza assunzione non dovesse presentarsi un'emorragia da sospensione, occorre considerare l'eventualità di una gravidanza.
Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali
In caso di gravi disturbi gastrointestinali – indipendentemente dalla causa (ovvero anche in caso di diarrea indotta da medicamenti ecc.) – l'assorbimento può risultare incompleto e si devono adottare misure contraccettive supplementari.
In caso di vomito entro 3-4 ore dall'assunzione, occorre seguire le regole di base specificate nella rubrica «Condotta in caso di assunzione dimenticata». Per proseguire con il consueto schema di assunzione, si deve prelevare da una confezione di riserva la compressa rivestita con film da assumere in via aggiuntiva.
Spostare la mestruazione
Ritardare la mestruazione (prolungamento del ciclo)
L'assunzione delle compresse rivestite con film della confezione successiva deve avvenire senza osservare l'intervallo senza assunzione. In tal modo la mestruazione può essere ritardata per il tempo desiderato (al massimo fino alla fine della seconda confezione). In questo periodo possono presentarsi perdite o metrorragie da interruzione. L'assunzione regolare di Yira 30 riprende poi regolarmente dopo la consueta pausa di 7 giorni.
Anticipare la mestruazione
L'inizio della mestruazione può essere spostato a un altro giorno della settimana accorciando a discrezione la pausa nell'assunzione. Quanto più breve sarà tale pausa, tanto più improbabile sarà la possibilità di un'emorragia da sospensione ovvero tanto più frequente sarà la comparsa di perdite o metrorragie da interruzione durante l'assunzione della confezione successiva (come quando si desidera ritardare la mestruazione).
Comportamento in caso di sanguinamenti irregolari
Con tutti i CHC può accadere che si verifichino sanguinamenti irregolari (perdite o metrorragie da interruzione) soprattutto nei primi mesi di assunzione. Pertanto è opportuno eseguire un accertamento diagnostico di tali sanguinamenti irregolari solo dopo una fase di adattamento di ca. 3 cicli. L'assunzione di Yira 30 dovrebbe essere proseguita.
Se i sanguinamenti irregolari persistono o si presentano per la prima volta dopo cicli precedentemente regolari, occorre considerare anche cause non ormonali. Sono indicate pertanto le misure diagnostiche atte a escludere una gravidanza o una patologia maligna. Questi accertamenti possono includere un curettage.
L'emorragia da sospensione può non presentarsi durante l'intervallo senza assunzione. Se il CHC è stato usato secondo le indicazioni posologiche, è improbabile che si sia instaurata una gravidanza. Se però il CHC non è stato assunto come da prescrizione prima della prima emorragia da sospensione mancata o se non si sono verificate due emorragie da sospensione, prima di continuare a usarlo occorre escludere una gravidanza.
Istruzioni posologiche speciali
Bambine e adolescenti
L'efficacia e la sicurezza di Yira 30 sono state esaminate in donne a partire da 18 anni di età. Per le adolescenti si raccomanda, se indicato, la stessa posologia delle pazienti adulte.
Pazienti anziane
Yira 30 non è indicato dopo la menopausa.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Yira 30 è controindicato in donne con gravi patologie epatiche. Vedere anche nel capitolo «Controindicazioni d'azione».
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Yira 30 è controindicato in donne affette da insufficienza renale grave o acuta (vedere anche nel capitolo «Controindicazioni»). In donne con insufficienza renale da lieve a moderata occorre monitorare i livelli di potassio.
Controindicazioni
- Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV)
- Tromboembolia venosa – TEV in corso (anche in terapia anticoagulante) o in anamnesi (ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare)
- Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come predisposizione ereditaria o acquisita a eventi tromboembolici venosi come, ad es., resistenza alla proteina C attivata (inclusa la mutazione del fattore V di Leiden), carenza di antitrombina III, carenza di proteina C o carenza di proteina S
- Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
- Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)
- Eventi tromboembolici arteriosi in corso o pregressi e relativi prodromi (ad es. angina pectoris, infarto miocardico, attacchi ischemici transitori, incidente cerebrovascolare)
- Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come
- diabete mellito con complicanze vascolari
- ipertensione arteriosa grave
- dislipoproteinemia grave
- emicrania con sintomi neurologici focali (anche in anamnesi)
- predisposizione ereditaria o acquisita a una tromboembolia arteriosa come, ad es., iperomocisteinemia o anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante)
- Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
- Grave malattia epatica in atto o pregressa, fintanto che sussistono alterazioni dei parametri della funzionalità epatica
- Utilizzo concomitante con la combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. (medicamento per la terapia dell'epatite C) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»)
- Tumori epatici benigni o maligni in corso o pregressi
- Insufficienza renale grave e acuta
- Patologie maligne in corso o sospette a carico degli organi genitali o delle mammelle, se dipendenti dagli ormoni sessuali
- Sanguinamenti vaginali inspiegati
- Gravidanza in corso o sospetta
- Ipersensibilità ai principi attivi o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Yira 30.
Avvertenze e misure precauzionali
L'utilizzo di un CHC aumenta il rischio di tromboembolie venose (TEV) e arteriose (TEA) rispetto al non utilizzo. Prima di qualunque prescrizione occorre considerare le avvertenze e precauzioni descritte di seguito (cfr. «Rischio di tromboembolie venose» [TEV] e «Rischio di tromboembolie arteriose» [TEA]). È importante che la paziente sia informata in merito agli eventi tromboembolici venosi e arteriosi, in particolare relativamente ai possibili sintomi di TEV e TEA e ai fattori di rischio vascolare noti, nonché alle misure da intraprendere in caso di sospetta trombosi (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»).
Il beneficio offerto dall'utilizzo di un CHC come Yira 30 dovrebbe essere soppesato rispetto alle malattie/ai rischi elencati di seguito – tenendo conto della gravità di ogni singolo fattore o della concomitanza di molteplici fattori – e discusso con ogni paziente prima di decidere in merito all'utilizzo di Yira 30 (vedere anche «Controindicazioni»). È inoltre necessario invitare la paziente a leggere attentamente il foglietto illustrativo e a seguire i consigli ivi contenuti.
Visita medica
Prima di iniziare o riprendere l'utilizzo di un CHC come Yira 30, si deve raccogliere un'anamnesi personale e familiare dettagliata e, tenendo presenti le «Controindicazioni» e le «Avvertenze e misure precauzionali», eseguire una visita medica generale e una visita ginecologica approfondite per poter stabilire la presenza di malattie che necessitano di trattamento e i rispettivi fattori di rischio, nonché per escludere l'eventualità di una gravidanza. Queste visite includono generalmente la misurazione della pressione arteriosa, l'esame del seno, dell'addome, degli organi pelvici (incl. l'esame citologico della cervice) e gli esami di laboratorio pertinenti.
Durante l'utilizzo del CHC queste visite devono essere ripetute a intervalli regolari, stabilendo il tipo e la frequenza degli esami in funzione della singola utilizzatrice e orientandosi alle direttive della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SSGO). A questi controlli si dovrebbero verificare nuovamente le controindicazioni (ad es. un attacco ischemico transitorio) e i fattori di rischio (ad es. anamnesi familiare di trombosi venose o arteriose, cfr. «Fattori di rischio per la TEV» e «Fattori di rischio per la TEA») poiché questi possono presentarsi per la prima volta durante l'uso di un CHC.
Motivi di interruzione immediata
L'utilizzatrice deve essere informata che, qualora si manifesti una delle suddette controindicazioni, nonché al verificarsi di una delle situazioni seguenti, deve consultare quanto prima un medico, il quale deciderà poi in merito all'ulteriore utilizzo del CHC:
- prima insorgenza o esacerbazione di una cefalea emicranica o insorgenza più frequente di una cefalea insolitamente forte;
- improvvisi disturbi della vista, dell'udito, del linguaggio o altri disturbi della percezione;
- primi segni di eventi tromboembolici (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»);
- almeno 4 settimane prima di interventi programmati e durante un'immobilizzazione (ad es. dopo un infortunio o un intervento);
- aumento clinicamente rilevante della pressione arteriosa (con misurazione ripetuta);
- insorgenza di ittero, epatite, prurito generalizzato;
- forte dolore all'addome superiore o ingrossamento del fegato;
- gravi stati depressivi;
- gravidanza o sospetta gravidanza.
Rischio di tromboembolie venose (TEV)
L'utilizzo di qualsiasi CHC aumenta il rischio di TEV rispetto al non utilizzo. I medicamenti contenenti levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati al rischio di TEV più basso in assoluto. Con altri medicamenti, come Yira 30, il rischio può aumentare fino a raddoppiare.
La decisione di usare il medicamento deve essere presa solo dopo averne discusso con la paziente per assicurarsi che comprenda quanto segue:
- il rischio di TEV con l'assunzione di Yira 30.
- il modo in cui i suoi fattori di rischio individuali preesistenti influenzano questo rischio.
- il massimo aumento del rischio di TEV nel primissimo anno di utilizzo (soprattutto nei primi 3 mesi).
- I dati disponibili indicano che questo aumentato rischio sussiste sia al primo utilizzo di un CHC sia alla ripresa dello stesso CHC o di un altro CHC (dopo un intervallo d'utilizzo di almeno 4 settimane o più).
- Yira 30 è un medicamento. In caso di infortunio o intervento chirurgico l'utilizzatrice deve informare i medici curanti che assume Yira 30.
In un anno, circa 2 donne su 10'000 che non usano CHC e che non sono in gravidanza, sviluppano una TEV. In una singola donna, però, il rischio può essere significativamente superiore, a seconda dei suoi fattori di rischio determinanti (vedere sotto).
Sulla base dei dati epidemiologici disponibili, si stima che su 10'000 donne che usano un CHC contenente drospirenone, 9-12 di loro sviluppano una TEV nel corso di un anno. A titolo di confronto, 5-7 donne su un totale di 10'000 che usano un CHC contenente levonorgestrel vanno incontro a una TEV ogni anno.
In entrambi i casi, il numero di TEV all'anno è inferiore al numero previsto durante una gravidanza o nel periodo post-partum.
La TEV ha un decorso letale nell'1-2% dei casi.

Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi venose in sedi diverse dalle estremità, ad es. trombosi delle vene sinusali o trombosi in vene epatiche, mesenteriche, renali o retiniche.
Fattori di rischio per la TEV
Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di CHC può aumentare in misura marcata in presenza di fattori di rischio aggiuntivi, soprattutto se molteplici fattori di rischio sono presenti in concomitanza (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici venosi in presenza di una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEV. Yira 30 è controindicato se una donna presenta una concomitanza di diversi fattori di rischio che la espongono globalmente a un rischio elevato di trombosi venosa.
Tabella: Fattori di rischio per la TEV
Fattore di rischio | Nota |
|---|---|
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI. Particolarmente importante se sono presenti ulteriori fattori di rischio. |
Immobilizzazione prolungata, interventi di chirurgia maggiore, qualunque intervento chirurgico agli arti inferiori o all'anca, intervento di neurochirurgia o trauma grave | In questi casi è consigliabile interrompere l'assunzione delle compresse rivestite con film (almeno quattro settimane prima nel caso di un intervento programmato) e riprenderla non prima di due settimane dopo la completa mobilizzazione. Se del caso, si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo per evitare gravidanze indesiderate. Qualora Yira 30 non sia stato interrotto previamente, occorre valutare una profilassi antitrombotica con medicamenti. |
Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia venosa in un fratello/una sorella o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, ad es. prima dei 50 anni). | Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Yira 30. Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Yira 30 è controindicata. |
Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEV | Lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, malattie intestinali infiammatorie croniche (malattia di Crohn o colite ulcerosa), anemia falciforme, patologie maligne |
Età avanzata | In particolare al di sopra dei 35 anni |
Nota: anche un'immobilizzazione temporanea come, per es., un viaggio in aereo con durata >4 ore, può costituire un fattore di rischio per una TEV, in particolare in donne che presentano altri fattori di rischio.
Non vi è consenso sul possibile ruolo di varici e di tromboflebite superficiale nell'esordio o nella progressione di una trombosi venosa.
Occorre tenere presente che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici è maggiore. Dati indicano che il rischio di trombosi può essere elevato fino a 12 settimane dopo il parto.
Sintomi di una TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)
La paziente deve essere avvisata che, in presenza di uno o più dei seguenti sintomi, deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Yira 30.
- I sintomi di una trombosi venosa profonda della gamba possono includere:
- gonfiore unilaterale di una gamba o lungo una vena della gamba;
- dolorabilità o dolore a una gamba, anche se avvertibili solo dalla posizione eretta o durante il cammino;
- maggiore sensazione di calore, arrossamento o alterata colorazione della pelle nella gamba colpita.
- I sintomi di un'embolia polmonare possono includere:
- dispnea a esordio improvviso, inspiegabile, respirazione accelerata o affanno; intolleranza agli sforzi;
- comparsa improvvisa di tosse, eventualmente con emottisi;
- forte dolore toracico improvviso che può aumentare con la respirazione profonda;
- forte stordimento, capogiro o ansia;
- tachicardia o aritmie.
Alcuni di questi sintomi (ad es. dispnea o tosse) sono aspecifici e possono essere interpretati erroneamente come eventi comuni o meno gravi (ad es. infezioni delle vie respiratorie).
Rischio di tromboembolie arteriose (TEA)
Studi epidemiologici hanno inoltre associato l'uso di contraccettivi ormonali a un aumentato rischio di eventi tromboembolici arteriosi (come infarto miocardico, ictus o attacchi ischemici transitori). Prima di decidere di prescrivere Yira 30, occorre informare la paziente di questo rischio, e in particolare anche di come possa essere ulteriormente aumentato da fattori di rischio individuali eventualmente preesistenti.
Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi in altri vasi sanguigni (come ad es. arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche).
Fattori di rischio per la TEA
Nelle utilizzatrici di CHC si osserva un aumentato rischio di incidente cerebrovascolare o di altre complicanze tromboemboliche arteriose, soprattutto in donne che già presentano fattori di rischio per tali malattie (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici arteriosi se è presente una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEA. Yira 30 è controindicato in pazienti che presentano un alto rischio di TEA a causa di un fattore di rischio grave o della presenza di molteplici fattori di rischio.
Tabella: Fattori di rischio per la TEA
Fattore di rischio | Nota |
|---|---|
Età avanzata | In particolare al di sopra dei 35 anni |
Fumo | Alle donne deve essere consigliato di non fumare se desiderano usare un CHC come Yira 30. Alle donne sopra i 35 anni che continuano a fumare deve essere raccomandato urgentemente l'utilizzo di un altro metodo contraccettivo. |
Ipertensione arteriosa | |
Diabete mellito | In pazienti diabetiche con complicanze vascolari preesistenti l'utilizzo di CHC è controindicato. |
Dislipoproteinemia | |
Valvulopatie cardiache | |
Fibrillazione atriale | |
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI. Particolarmente importante in donne con ulteriori fattori di rischio. |
Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia arteriosa in un fratello/una sorella o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, prima dei 50 anni). | Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Yira 30. Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Yira 30 è controindicata. |
Emicrania | Un aumento della frequenza o della gravità di un'emicrania durante l'assunzione di Yira 30 può essere un sintomo prodromico di un evento cerebrovascolare e può rappresentare un motivo di interruzione immediata. |
Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEA | Iperomocisteinemia, lupus eritematoso sistemico, anemia falciforme, patologie maligne. |
Sintomi di TEA
La paziente deve essere avvisata che alla comparsa di uno o più dei seguenti sintomi deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Yira 30.
- I sintomi di un incidente cerebrovascolare possono includere:
- intorpidimento o debolezza improvvisa del viso, di un braccio o di una gamba, soprattutto su un lato del corpo;
- improvvisa confusione;
- eloquio inintelligibile o problemi di comprensione;
- improvvisi disturbi della vista in uno o entrambi gli occhi;
- improvvisi disturbi della deambulazione;
- capogiri;
- disturbi dell'equilibrio o della coordinazione;
- improvvisa cefalea, grave o prolungata, senza causa nota;
- perdita di coscienza o svenimento con o senza convulsioni.
- I sintomi di un infarto miocardico possono includere:
- dolore, malessere, sensazione di oppressione, sensazione di pesantezza, sensazione di costrizione o tensione al torace, a un braccio o retrosternale;
- dolori che irradiano a schiena, mascella, collo, braccio o stomaco;
- sensazione di gonfiore, disturbi di stomaco o conati di vomito;
- sudorazione, nausea, vomito o capogiri;
- estrema debolezza, ansia o dispnea;
- tachicardia o aritmie.
- Altri sintomi di un'occlusione vascolare possono includere:
- improvviso dolore, gonfiore o lieve cianosi a un'estremità;
- addome acuto.
Sospetto di predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche
Se si sospetta una predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche, è indicato un accertamento della coagulazione fisiologica da parte di uno specialista che eventualmente richieda un esame di determinati parametri emostatici.
Patologie tumorali
In alcuni studi epidemiologici è stato riportato un aumentato rischio di carcinoma della cervice con l'uso a lungo termine di CHC (>5 anni). Rimane tuttavia controversa la discussione sul grado di influenza esercitato su questo risultato da altri fattori come un'infezione da papilloma virus umani (HPV) (fattore di rischio massimo), la frequenza di partecipazione allo screening cervicale o il comportamento sessuale.
Una meta-analisi di 54 studi epidemiologici ha evidenziato un aumento trascurabile del rischio relativo (RR) di diagnosi di carcinoma mammario in donne che usano CHC (RR=1.24). Una volta interrotto il CHC, l'aumentato rischio diminuisce in maniera continua e dopo 10 anni non è più rilevabile. Poiché i carcinomi mammari sono rari prima del 40° anno di età, in donne che usano un CHC o che lo hanno usato fino a poco tempo prima l'aumento del numero di diagnosi di carcinoma mammario è minimo rispetto al rischio globale di carcinoma mammario. Questi studi non forniscono evidenze di una relazione causale. L'aumento osservato del rischio può essere riconducibile sia a un'individuazione più precoce nelle utilizzatrici di CHC sia agli effetti biologici dei CHC o all'associazione di entrambi i fattori. Al momento della diagnosi, i casi di carcinoma mammario in donne che avevano usato un CHC tendevano a essere in uno stadio molto meno avanzato rispetto a quelli di donne che non avevano mai usato CHC.
In rari casi, con l'uso di ormoni sessuali come quelli presenti in Yira 30 sono state osservate alterazioni epatiche benigne, ancor più raramente maligne, che tra le possibili complicanze includono sanguinamenti intraddominali potenzialmente fatali. Se si presentano forti dolori nella parte alta dell'addome, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragie intraddominali, nella diagnosi differenziale deve essere presa in considerazione la possibilità di un tumore epatico.
Disturbi depressivi
Le depressioni o l'umore depresso sono noti come possibili effetti indesiderati dell'utilizzo di ormoni sessuali, inclusi contraccettivi ormonali (vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati»). Tali disturbi possono comparire già poco dopo l'inizio del trattamento. Una depressione può avere decorso grave e rappresenta un fattore di rischio per i suicidi o il comportamento suicidario. Occorre quindi informare le utilizzatrici di contraccettivi ormonali dei possibili sintomi dei disturbi depressivi. Occorre consigliare urgentemente all'utilizzatrice di rivolgersi subito a un medico se durante l'utilizzo del contraccettivo nota sbalzi d'umore o altri sintomi di una depressione.
Le utilizzatrici con una depressione grave in anamnesi devono essere monitorate attentamente. Se durante l'utilizzo di Yira 30 si manifestano nuovamente gravi stati depressivi, il medicamento deve essere interrotto.
Ulteriori misure precauzionali
Le donne che usano un contraccettivo ormonale non devono essere trattate in concomitanza con preparati a base di erba di San Giovanni (Hypericum) poiché possono interferire con l'azione contraccettiva. Sono stati segnalati sanguinamenti intermestruali e singoli casi di gravidanze indesiderate (cfr. anche «Interazioni»).
In pazienti con insufficienza renale, la capacità di escrezione di potassio può essere limitata. Nell'ambito di uno studio clinico, il drospirenone non ha evidenziato alcun effetto sulla concentrazione sierica di potassio in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (vedere «Caratteristiche/effetti»). In pazienti con insufficienza renale e nelle donne che prima del trattamento presentavano valori sierici di potassio nel limite superiore dell'intervallo di riferimento o che assumono medicamenti risparmiatori di potassio è possibile presupporre un rischio teorico di iperkaliemia.
Le donne affette da ipertrigliceridemia o con ipertrigliceridemia familiare possono presentare un aumentato rischio di pancreatite durante l'uso di CHC.
Benché con l'utilizzo di CHC le segnalazioni di aumenti trascurabili della pressione arteriosa siano relativamente comuni, gli aumenti pressori clinicamente rilevanti sono rari. L'effetto antimineralcorticoide del drospirenone contrasta l'aumento della pressione arteriosa favorito dall'etinilestradiolo, che può essere osservato in donne normotese che utilizzano altri CHC. Se durante l'utilizzo di un CHC si verifica un aumento pressorio clinicamente significativo (dopo misurazione ripetuta), il CHC deve essere interrotto. Laddove appaia indicato, è possibile valutare l'opportunità di riutilizzare un CHC dopo che i valori pressori si sono normalizzati (con il trattamento).
Con l'utilizzo di CHC è stata riferita una ridotta tolleranza al glucosio. Pertanto, durante l'uso di un CHC, in particolare nei primi mesi, occorre monitorare attentamente le donne diabetiche e le donne con ridotta tolleranza al glucosio. Tuttavia non sono generalmente necessari aggiustamenti della terapia antidiabetica.
Disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere l'interruzione del CHC fino alla normalizzazione dei valori della funzionalità epatica.
Alla ricomparsa di ittero colestatico, manifestatosi per la prima volta durante una gravidanza o durante un precedente utilizzo di ormoni steroidei sessuali, occorre interrompere il CHC.
In pazienti con epatite C che hanno utilizzato contemporaneamente un CHC contenente etinilestradiolo, con l'uso della combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir è stato osservato un aumento dell'ALT (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma) con frequenza significativamente maggiore rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali (vedere «Interazioni»). Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con queste combinazioni di principi attivi, occorre interrompere Yira 30. Purché i valori epatici siano normali, è possibile riprendere l'assunzione di Yira 30 non prima di 2 settimane, ma preferibilmente 4 settimane dopo l'interruzione delle combinazioni di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir, tenendo tuttavia presente che, con un intervallo inferiore a 4 settimane, a causa delle proprietà di induzione enzimatica di ritonavir, l'efficacia del CHC può risultare ancora compromessa e pertanto va usato anche un metodo di barriera (vedere la rubrica «Interazioni/Induttori enzimatici»).
Gli estrogeni possono aumentare la litogenicità della bile. Con l'utilizzo di contraccettivi ormonali sono state riferite colelitiasi nonché altre malattie a carico della colecisti (ad es. colecistite).
In donne con angioedema ereditario e/o acquisito, gli estrogeni esogeni possono indurre o aggravare i sintomi dell'angioedema.
Le seguenti malattie possono insorgere o subire un effetto sfavorevole sia durante una gravidanza sia durante l'uso di un CHC, ma i dati disponibili non consentono di trarre conclusioni univoche sull'esistenza di un nesso causale con l'uso di un CHC: ittero colestatico e/o prurito; colelitiasi; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitico-uremica; corea minor; herpes gestazionale; perdita di udito da otosclerosi. Inoltre l'uso di CHC è stato associato anche con l'insorgenza di enterite regionale di Crohn e colite ulcerosa.
In donne predisposte, l'uso di CHC può causare occasionalmente un cloasma, che viene ulteriormente potenziato da un'intensa esposizione solare. Pertanto le donne che presentano una predisposizione non devono esporsi a un forte irraggiamento UV.
Occorre chiarire che i CHC non proteggono dalle infezioni da HIV (AIDS) né da altre malattie a trasmissione sessuale.
È stato dimostrato che l'assunzione regolare di acido folico prima e durante una gravidanza concorre a evitare difetti del tubo neuronale (spina bifida, anencefalia). Pertanto, una volta interrotta la contraccezione ormonale, per tutte le donne che desiderano o che potrebbero iniziare una gravidanza è raccomandata, oltre a un'alimentazione ricca di acido folico, anche l'assunzione continuativa di 0,4 mg di acido folico al giorno (ad es. sotto forma di preparato multivitaminico).
Yira 30 contiene lattosio. Le pazienti affette da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento del glucosio-galattosio, che seguono un regime alimentare privo di lattosio, devono tenere presente questa quantità (vedere la rubrica «Composizione»).
Interazioni
Al fine di individuare potenziali interazioni, si dovrebbe consultare anche l'Informazione professionale dei medicamenti somministrati in concomitanza.
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica dei contraccettivi ormonali
Induttori enzimatici
Interazioni tra contraccettivi ormonali e medicamenti in grado di indurre enzimi microsomiali, e che possono pertanto provocare un'aumentata clearance degli ormoni sessuali, possono ridurre l'efficacia contraccettiva e determinare metrorragie da interruzione. Ciò vale, ad es., per barbiturici, bosentan, carbamazepina, felbamato, modafinil, oxcarbazepina, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e topiramato nonché per medicamenti contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).
Già dopo pochi giorni è possibile osservare un'induzione enzimatica. L'induzione enzimatica massimale viene raggiunta generalmente dopo 2-3 settimane e può persistere per 4 settimane o più dopo l'interruzione di questi medicamenti. Le donne in trattamento a breve termine con uno di questi medicamenti dovrebbero essere esortate a usare in via temporanea un metodo contraccettivo non ormonale in aggiunta al CHC o un altro tipo di contraccezione. Il metodo di barriera dovrebbe essere utilizzato durante l'uso concomitante dei medicamenti e per i 28 giorni successivi alla loro interruzione. Se l'utilizzo concomitante di un induttore enzimatico viene proseguito oltre la fine della confezione corrente del CHC, la confezione successiva del CHC dovrebbe essere iniziata immediatamente ovvero senza osservare il consueto intervallo nell'utilizzo.
Se è in atto un trattamento a lungo termine con medicamenti che determinano un'induzione enzimatica a livello epatico, occorre utilizzare metodi contraccettivi alternativi.
Inoltre è noto che diversi inibitori della proteasi dell'HIV/HCV e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa possono determinare una riduzione o un aumento delle concentrazioni plasmatiche di estrogeni o progestinici. In alcuni casi queste variazioni possono essere clinicamente rilevanti.
In particolare, gli inibitori della proteasi come ritonavir o nelfinavir (incluse le loro combinazioni), benché noti per essere potenti inibitori del CYP3A4, possono presentare proprietà di induzione enzimatica se usati in concomitanza con ormoni steroidei e pertanto ridurre i livelli plasmatici di estrogeni e progestinici.
Inibitori enzimatici
Inibitori potenti e moderati del CYP3A4 come antimicotici azolici (ad es. itraconazolo, voriconazolo, fluconazolo), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina), diltiazem, verapamil e succo di pompelmo possono aumentare i livelli plasmatici degli estrogeni e/o dei progestinici e pertanto determinare una maggiore insorgenza di effetti indesiderati.
In uno studio a dosi multiple con una combinazione di drospirenone (3 mg/die) ed etinilestradiolo (0.02 mg/die), con la somministrazione concomitante del potente inibitore del CYP3A4 ketoconazolo è stato osservato un aumento dell'AUC(0-24h) di drospirenone fino a 2,68 volte (IC 90%: 2.44, 2.95) e di etinilestradiolo fino a 1.40 volte (IC 90%: 1.31, 1.49).
Con l'assunzione concomitante di un contraccettivo ormonale combinato con 0.035 mg di etinilestradiolo, dosi di etoricoxib comprese tra 60 e 120 mg/die hanno determinato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di etinilestradiolo fino a 1.4 o 1.6 volte. Non è nota la rilevanza clinica di questa variazione.
Anche gli inibitori della HMG-CoA-reduttasi atorvastatina e rosuvastatina possono aumentare le concentrazioni plasmatiche degli ormoni sessuali (aumento dell'AUC dei componenti estrogenici e progestinici del 20-30% circa) e a causa di ciò, in alcune circostanze, determinare una maggiore insorgenza degli effetti indesiderati.
Interferenza con il ricircolo enteroepatico
Non si prevedono interazioni farmacocinetiche con l'utilizzo concomitante, di breve durata (fino a 10 giorni), di antibiotici che non presentano interazioni con il sistema enzimatico del CYP3A4. Nel consulto fornito alla paziente occorre tuttavia considerare che, in alcuni casi, la malattia di base (ad es. malattie a trasmissione sessuale) per la quale l'antibiotico viene impiegato può suggerire l'uso supplementare di un metodo di barriera.
Non sono disponibili dati sufficienti sulle possibili interazioni in caso di terapia concomitante prolungata con antibiotici (per es. in caso di osteomielite o borreliosi). Qualora venga esclusa con certezza una gravidanza, in tali casi si raccomanda l'uso supplementare di un metodo di barriera durante la terapia antibiotica e nei primi 7 giorni dopo la sua interruzione.
Se durante la terapia antibiotica dovessero presentarsi diarrea e/o vomito, occorre inoltre osservare le indicazioni al paragrafo «Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali» nella rubrica «Posologia/impiego».
Effetti di contraccettivi ormonali sulla farmacocinetica di altri medicamenti
I contraccettivi ormonali possono influenzare – attraverso diversi meccanismi d'interazione – anche la farmacocinetica di alcuni altri medicamenti. Possono inibire gli enzimi microsomiali epatici o indurre la coniugazione epatica, in particolare la glucuronizzazione. Parimenti, le concentrazioni plasmatiche e tissutali di altri medicamenti possono aumentare (ad es. ciclosporina) o diminuire (ad es. lamotrigina, vedere sotto). Inoltre può risultare alterata anche l'azione farmacologica di sostanze selezionate delle seguenti classi di medicamenti: analgesici, antidepressivi, antidiabetici, antimalarici, alcune benzodiazepine, alcuni β-bloccanti, corticosteroidi e anticoagulanti orali. Non in tutti i casi le variazioni dei livelli plasmatici risultanti da queste interazioni sono clinicamente rilevanti.
L'etinilestradiolo ha dimostrato in vitro un'inibizione di CYP1A1, CYP1A2, CYP2C19, CYP3A4/5 e CYP2C8. Nell'ambito di studi clinici, l'uso di un contraccettivo contenente etinilestradiolo ha determinato un aumento moderato (per es. melatonina e tizanidina) o trascurabile (per es. teofillina) delle concentrazioni plasmatiche di substrati del CYP1A2 nonché un aumento minimo o nullo dell'esposizione di substrati del CYP3A4 (per es. midazolam).
Il drospirenone ha dimostrato in vitro un'inibizione da debole a moderata degli enzimi del citocromo P450 CYP1A1, CYP2C9, CYP2C19 e CYP3A4. Sulla base dei risultati di studi d'interazione clinica con omeprazolo, simvastatina e midazolam quali substrati marker, è tuttavia improbabile un'interazione tra 3 mg di drospirenone e il metabolismo del citocromo P450 di altri medicamenti.
Lamotrigina
Uno studio d'interazione con l'antiepilettico lamotrigina e un contraccettivo orale combinato (0.03 mg di etinilestradiolo/0.15 mg di levonorgestrel) ha evidenziato un aumento clinicamente rilevante della clearance di lamotrigina con un corrispondente calo significativo del livello plasmatico di lamotrigina se questo medicamento viene somministrato in concomitanza. Una simile riduzione delle concentrazioni plasmatiche può accompagnarsi a un minore controllo delle convulsioni. Non è noto in quale misura questi reperti siano trasferibili ad altri contraccettivi combinati con un altro componente progestinico e/o un'altra dose di estrogeno. Occorre tuttavia presupporre un potenziale d'interazione comparabile.
Pertanto, se una paziente che assume lamotrigina riprende l'assunzione di Yira 30, può rendersi necessario un aggiustamento della dose di lamotrigina e dovrebbe essere effettuato un monitoraggio attento della concentrazione di lamotrigina all'inizio della terapia. In questo caso va tenuto presente in particolare che il livello di lamotrigina può aumentare nettamente (in alcuni casi nel range di tossicità) se il contraccettivo ormonale viene interrotto (nonché, in alcuni casi, nelle pause di assunzione di 7 giorni).
Interazioni farmacodinamiche
In caso d'uso concomitante di Yira 30 con medicamenti che aumentano le concentrazioni sieriche di potassio (antagonisti dei recettori dell'angiotensina 2, diuretici risparmiatori di potassio, antagonisti dell'aldosterone), occorre monitorare i valori sierici di potassio. Tuttavia in studi che hanno valutato l'interazione di drospirenone (combinato con estradiolo) con un ACE-inibitore o con FANS (per es. indometacina) non sono state osservate differenze clinicamente rilevanti o statisticamente significative nelle concentrazioni sieriche di potassio.
Interazioni con meccanismo non noto
Nell'ambito di studi clinici, con l'utilizzo concomitante di un CHC contenente etinilestradiolo assieme alla combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir usata nella terapia delle infezioni da HCV è stato osservato un aumento dell'ALT con frequenza significativamente maggiore (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma [LSN]) rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali. Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con una simile combinazione antivirale, occorre interrompere Yira 30 (vedere anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
L'assunzione di Yira 30 è controindicata durante una gravidanza. Prima di assumere il medicamento occorre escludere l'eventualità di una gravidanza. Se con l'assunzione insorge una gravidanza o si sospetta una gravidanza, il medicamento deve essere interrotto immediatamente e la paziente deve consultare il medico.
Dagli studi sugli animali sono emerse evidenze di rischi per lo sviluppo fetale (vedere «Dati preclinici»). Tuttavia la maggioranza degli studi epidemiologici condotti finora non ha fornito indicazioni univoche di effetti di tossicità embrionale o di teratogenicità nel caso in cui durante la gravidanza siano state accidentalmente usate combinazioni di estrogeni e progestinici.
Allattamento
Il medicamento non dovrebbe essere assunto nel periodo dell'allattamento poiché può ridurre la produzione di latte e alterare la qualità del latte materno, inoltre possono essere misurate basse concentrazioni di principi attivi nel latte. Se possibile, fino al completo svezzamento del bambino si dovrebbero usare metodi contraccettivi non ormonali.
Per il rischio post-partum di eventi tromboembolici nella madre vedere «Avvertenze e precauzioni».
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più gravi osservati in relazione all'uso di CHC sono descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» (vedere rubrica). Gli effetti indesiderati gravi sono in particolare tromboembolie arteriose e venose.
Gli effetti indesiderati riportati più comunemente con l'assunzione di Yira 30 sono stati nausea e dolore alla mammella, che interessano >6% delle utilizzatrici.
La sicurezza di Yira 30 è stata esaminata nell'ambito di studi clinici su un totale di n=4897 donne. Di seguito sono riepilogati per classificazione sistemica organica e per frequenza gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici e durante la sorveglianza post-marketing.
Le frequenze sono definite come comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); non nota (sulla base prevalentemente di segnalazioni spontanee nella sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere stimata).
Infezioni e infestazioni
Comune: candidosi vaginale.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità (incluso angioedema).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: variazioni di peso.
Disturbi psichiatrici
Comune: labilità emotiva, depressione/umore depresso, alterazioni della libido (prevalentemente libido diminuita).
Patologie del sistema nervoso
Comune: emicrania, cefalea.
Patologie cardiache/vascolari
Raro: eventi tromboembolici venosi (ad es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare), eventi tromboembolici arteriosi (ad es. attacchi ischemici transitori, ictus, infarto miocardico).
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea.
Non comune: vomito, diarrea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: prurito, acne, cloasma.
Non nota: eritema nodoso, eritema multiforme.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: sensazione di tensione o dolore alla mammella, irregolarità mestruali.
Non comune: ingrossamento della mammella, amenorrea.
Raro: galattorrea.
Nelle utilizzatrici di altri CHC sono stati inoltre riferiti i seguenti effetti indesiderati (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»):
infezioni delle vie urinarie, appetito aumentato, ipertrigliceridemia, alterata tolleranza al glucosio, nervosismo, ansia, irrequietezza, aggressività, disturbi del sonno, epilessia, perdita di udito da otosclerosi, ipertensione, stitichezza ostinata, pancreatite (in particolare in donne con ipertrigliceridemia), colite ulcerosa, morbo di Crohn, disturbi della funzionalità epatica, colelitiasi, ittero colestatico, tumori epatici, porfiria, sindrome emolitico-uremica, alopecia, irsutismo, crampi muscolari, dolori pelvici, dismenorrea, alterazioni fibrocistiche della mammella, displasia cervicale, cisti ovariche, aumento di volume di miomi uterini, ritenzione idrica, edemi, peggioramento di un lupus eritematoso sistemico o di una corea di Sydenham.
Non in tutti questi casi è stato dimostrato un nesso causale con l'uso di contraccettivi ormonali.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono state riferite conseguenze gravi in caso di sovradosaggio. I sintomi di sovradosaggio sono: nausea, vomito e sanguinamenti vaginali. Questi ultimi possono verificarsi in seguito ad assunzione accidentale del preparato anche in ragazze prima del menarca.
Non esiste un antidoto specifico. Un eventuale trattamento deve essere sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G03AA12
Meccanismo d'azione
Yira 30 contiene una combinazione di etinilestradiolo e drospirenone, un progestinico ad azione antiandrogenica e antimineralcorticoide. Il drospirenone non esplica alcuna azione androgenica, estrogenica, glucocorticoide o antiglucocorticoide. Non inibisce l'aumento della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) indotto dall'etinilestradiolo. Con le sue proprietà antimineralcorticoidi e antiandrogeniche, il drospirenone presenta un profilo biochimico e farmacologico simile a quello del progesterone naturale.
Come per tutti i contraccettivi ormonali combinati (CHC), l'azione contraccettiva di Yira 30 si basa su diversi fattori, i principali dei quali sono da considerarsi l'inibizione dell'ovulazione e la modificazione delle secrezioni cervicali. Inoltre, in seguito alle variazioni morfologiche ed enzimatiche, l'endometrio presenta condizioni sfavorevoli per l'annidamento. Infine le alterazioni ormonali indotte dal CHC determinano cicli più regolari e meno abbondanti.
Il drospirenone presenta attività antimineralcorticoide e contrasta pertanto la ritenzione del sodio indotta dall'estrogeno. Tuttavia, in pazienti con compromissione della funzionalità renale, il trattamento con drospirenone non ha avuto alcun influsso clinicamente rilevante sulla concentrazione sierica di potassio.
Farmacodinamica
Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Negli studi clinici su 3912 donne che avevano assunto Yira 30 per un massimo di 26 cicli, il Pearl Index (errori di metodo e di assunzione) è risultato pari a 0.54.
Le gravidanze sono state perlopiù spiegate come conseguenza di errori di assunzione o disturbi dell'assorbimento in caso di vomito o diarrea.
Farmacocinetica
Drospirenone
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, il drospirenone viene assorbito rapidamente e quasi completamente. Livelli sierici massimi di 35 ng/ml vengono raggiunti circa 1-2 ore dopo la somministrazione di una singola dose. La biodisponibilità assoluta è del 76-85%. Rispetto all'assunzione a digiuno, l'assunzione contemporanea di cibo non influisce in alcun modo sulla biodisponibilità.
Distribuzione
Il drospirenone si lega per il 95-97% in maniera aspecifica all'albumina sierica, tuttavia non alla SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali) o alla CBG (globulina legante i corticoidi). Solo il 3-5% della concentrazione totale è presente nel siero come steroide libero. Il volume di distribuzione del drospirenone è del 3,7-4,2 L/kg.
Condizioni allo stato stazionario
La farmacocinetica del drospirenone non viene influenzata dalle concentrazioni di SHBG. Con l'assunzione giornaliera, le concentrazioni sieriche aumentano a 2-3 volte e lo steady-state viene raggiunto nella seconda metà del ciclo di trattamento.
Metabolismo
Il drospirenone viene metabolizzato quasi completamente. I metaboliti principali nel plasma sono la forma acida del drospirenone, risultante dall'apertura dell'anello di lattone, e il 4,5-diidrodrospirenone-3-solfato, a sua volta risultante dalla riduzione e dalla successiva solfatazione. Il drospirenone è soggetto anche a trasformazione ossidativa catalizzata dal CYP3A4.
Non sono emerse interazioni con la somministrazione concomitante di drospirenone ed etinilestradiolo.
Eliminazione
I livelli sierici del drospirenone diminuiscono con andamento bifasico, con un'emivita terminale di ca. 31 ore.
La clearance metabolica è di 1.2-1.4 ml/min/kg. Il drospirenone viene escreto immodificato soltanto in tracce. I suoi metaboliti vengono eliminati al 54-58% con le feci e al 42-46% con le urine; l'emivita di eliminazione dei metaboliti è di ca. 40 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità renale
In donne con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina [CLcr] 50-80 ml/min), il livello sierico del drospirenone allo stato stazionario è risultato comparabile con quello di donne con normale funzionalità renale (CLcr >80 ml/min). In donne con insufficienza renale moderata (CLcr 30-50 ml/min) il livello sierico del drospirenone (AUC0-24h) è stato mediamente più elevato del 37% rispetto a quello di donne con normale funzionalità renale.
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con insufficienza epatica moderata, l'AUC del drospirenone è raddoppiata, l'emivita terminale è aumentata di 1.8 volte e la clearance è diminuita del 50%.
Gruppi etnici
Non sono emerse differenze nella farmacocinetica del drospirenone tra pazienti giapponesi e caucasiche.
Etinilestradiolo
Assorbimento
Dopo somministrazione orale l'etinilestradiolo viene assorbito rapidamente e completamente. Livelli sierici massimi di ca. 54-100 ng/ml vengono raggiunti 1-2 ore dopo la somministrazione di una singola dose. La biodisponibilità assoluta a seguito della metabolizzazione presistemica (effetto first-pass) è di ca. il 45% (con variazioni del 20-65%).
Distribuzione
L'etinilestradiolo presenta un legame molto forte ma aspecifico con l'albumina sierica (ca. 98.5%) e induce un aumento delle concentrazioni sieriche di SHBG. Il volume di distribuzione è di ca. 2.8-8.6 l/kg.
Condizioni allo stato stazionario
Lo stato stazionario viene raggiunto nella seconda metà del ciclo di trattamento, con un aumento delle concentrazioni sieriche di etinilestradiolo di 1.4-2.1 volte.
Metabolismo
L'etinilestradiolo viene metabolizzato a livello presistemico sia nella mucosa dell'intestino tenue sia nel fegato. Nella mucosa dell'intestino tenue viene coniugato e nel fegato viene degradato mediante metabolismo di fase I (metaboliti principali: 2-idrossietinilestradiolo e 2-metossietinilestradiolo) e per coniugazione. Nel metabolismo è implicato il CYP3A4. L'etinilestradiolo e i suoi metaboliti ossidativi vengono coniugati principalmente con glucuronidi e solfati.
Eliminazione
I livelli sierici dell'etinilestradiolo diminuiscono con andamento bifasico, con un'emivita terminale di 10-20 ore. La clearance totale è di ca. 2.3-7 ml/min/kg. L'etinilestradiolo viene metabolizzato completamente, i suoi metaboliti vengono eliminati con le urine e la bile in rapporto 4:6 con un'emivita di ca. 24 ore. I coniugati sono soggetti a ricircolo enteroepatico.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica dell'etinilestradiolo in donne con insufficienza epatica o renale.
Non sono emerse differenze nella farmacocinetica dell'etinilestradiolo tra donne giapponesi e caucasiche.
Dati preclinici
Studi preclinici con contraccettivi orali combinati su tossicità dopo somministrazione ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno non hanno fornito evidenze univoche di rischi particolari per l'essere umano, benché studi epidemiologici abbiano documentato un aumentato rischio di carcinomi epatici, osservato prevalentemente in donne HBV- e HCV-negative, non affette da cirrosi, durante l'uso a lungo termine (>6 anni).
In studi sperimentali sugli animali l'etinilestradiolo ha dimostrato un effetto embrioletale considerato specie-specifico già a una posologia relativamente bassa; sono state osservate malformazioni del tratto urogenitale e femminilizzazione di feti maschili. Nello studio sperimentale sugli animali, le sostanze progestiniche hanno evidenziato un effetto embrioletale e, a dosi elevate, un'azione virilizzante su feti femminili. L'applicazione all'uomo di questi risultati emersi dallo studio sugli animali è controversa.
Da studi di tossicità per la riproduzione su ratti, topi e conigli non sono emerse evidenze di un effetto teratogeno. Per i rischi nell'essere umano vedere «Gravidanza, allattamento».
Altre indicazioni
Influenza sui metodi diagnostici
I contraccettivi steroidi possono alterare i risultati di determinati esami di laboratorio quali parametri biochimici di fegato, tiroide, funzionalità renale e surrenale, livelli plasmatici delle proteine (carrier) e delle frazioni lipidiche/lipoproteiche, parametri del metabolismo dei carboidrati nonché della coagulazione e della fibrinolisi. Queste variazioni si mantengono generalmente entro il rispettivo range della norma. Il drospirenone può influenzare i livelli plasmatici della renina e dell'aldosterone.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
60073 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Berlis AG, 8045 Zurigo.
Stato dell'informazione
Agosto 2021.
23647 — 01/10/2021