SAFLUTAN gtt opht
Santen SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Saflutan®
Composizione
Principi attivi
Tafluprost.
Eccipienti
Glicerolo, sodio diidrogeno fosfato diidrato (E339) (contiene 1,2 mg di tampone fosfato), sodio edetato (E385) (Ph.Eur.), polisorbato 80, acido cloridrico e/o sodio idrossido (E524) per la regolazione del pH, acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Collirio, soluzione in contenitore monodose (collirio): Soluzione limpida e incolore con un pH di 5,5 - 6,7 e osmolalità pari a 260 – 300 mOsm/kg.
1 ml di collirio contiene 15 microgrammi di tafluprost. Un contenitore monodose (0,3 ml) di collirio contiene 4,5 microgrammi di tafluprost.
Una goccia (circa 30 µl) contiene circa 0,45 microgrammi di tafluprost.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Saflutan viene usato in adulti ≥18 anni.per la riduzione della pressione intraoculare elevata nel glaucoma ad angolo aperto e nell'ipertensione oculare.
Come monoterapia in pazienti:
- per i quali sono meglio adatti colliri senza conservanti;
- che mostrano una risposta insufficiente alla terapia di prima linea;
- che non tollerano la terapia di prima linea o presentano controindicazioni ad essa.
Come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia raccomandata è una goccia di Saflutan nel sacco congiuntivale dell'(degli) occhio(i) affetto(i), una volta al giorno, di sera.
L'utilizzo non deve essere più frequente di una volta al giorno poiché una maggiore frequenza d'utilizzo può ridurre l'effetto ipotensivo sulla pressione intraoculare.
Esclusivamente monouso; un contenitore è sufficiente per il trattamento di entrambi gli occhi. La soluzione inutilizzata deve essere smaltita immediatamente dopo l'uso.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale/epatica
Tafluprost non è stato esaminato in pazienti con compromissione della funzionalità renale/epatica, pertanto in questi pazienti il medicamento deve essere utilizzato con cautela.
Pazienti anziani
Non sono necessari aggiustamenti della dose nei pazienti anziani.
Bambini e adolescenti
Poiché non sono disponibili dati circa la sicurezza e l'efficacia, tafluprost non è raccomandato per l'uso nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.
Modo di somministrazione
Per ridurre il rischio di una colorazione scura della cute palpebrale, i pazienti devono togliere la soluzione in eccesso dalla pelle. Come con molti altri colliri, dopo l'utilizzo si raccomanda un'occlusione nasolacrimale o la delicata chiusura della palpebra. In tal modo è possibile ridurre l'assorbimento sistemico di un medicamento applicato per via topica nell'occhio.
Se si utilizza più di un medicamento oftalmico per uso topico, occorre attendere almeno 5 minuti tra le singole applicazioni.
Controindicazioni
Ipersensibilità a principio attivo, tafluprost o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati della possibilità di una maggiore crescita delle ciglia, di una colorazione scura della cute palpebrale e di un aumento della pigmentazione dell'iride. Alcune di queste alterazioni possono essere permanenti e avere come conseguenza un differente aspetto degli occhi, nel caso in cui venga trattato un solo occhio.
Il cambiamento di pigmentazione dell'iride si verifica lentamente ed è possibile che diventi evidente solo dopo mesi. Il cambiamento di colore dell'occhio è stato osservato prevalentemente in pazienti con iride a colorazione mista, ad es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone. Se la malattia è unilaterale, il rischio di eterocromia permanente è palese.
Nelle sedi in cui la soluzione di tafluprost entra ripetutamente a contatto con la superficie cutanea, è possibile una crescita di peluria.
Non sono disponibili esperienze sull'utilizzo di tafluprost nel glaucoma neovascolare, ad angolo chiuso, ad angolo stretto o congenito. Le esperienze sull'utilizzo di tafluprost in pazienti afachici e nel glaucoma pigmentario o pseudoesfoliativo sono limitate.
Si raccomanda cautela nell'utilizzo di tafluprost nei pazienti afachici, pseudofachici con lacerazione della capsula posteriore o con lenti in camera anteriore o nei pazienti con fattori di rischio noti per un edema maculare cistoide o per un'irite/uveite.
In seguito all'introduzione sul mercato, dopo l'utilizzo di Saflutan sono stati riferiti casi di esacerbazione dell'asma. Non sono disponibili esperienze nei pazienti con asma grave. Pertanto, è richiesta cautela nel trattamento di questi pazienti.
Interazioni
Nell'essere umano, non si prevedono interazioni poiché le concentrazioni sistemiche di tafluprost dopo un utilizzo nell'occhio sono estremamente basse. Per questo motivo, con tafluprost non sono stati effettuati studi di interazione specifici con altri medicamenti.
In studi clinici, tafluprost è stato utilizzato in combinazione con timololo senza evidenze di interazioni.
Gravidanza/Allattamento
Donne in età fertile /Contraccezione
Saflutan non deve essere utilizzato in donne in età fertile/che possono iniziare una gravidanza, a meno che non vengano adottate misure contraccettive adeguate (vedere «Dati preclinici»).
Gravidanza
Non sono disponibili dati sufficienti sull'utilizzo di tafluprost in gravidanza.
Tafluprost ha effetti farmacologici dannosi sulla gravidanza e/o sul feto e/o sul neonato. Negli studi sugli animali è stata riscontrata una tossicità per la riproduzione (per maggiori informazioni cfr. il capitolo «Dati preclinici»). È vietato somministrare Saflutan durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario (qualora non vi siano altre opzioni terapeutiche).
Allattamento
Non è noto se nell'essere umano tafluprost o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno. Uno studio nel ratto ha mostrato l'escrezione del tafluprost e/o dei suoi metaboliti nel latte materno dopo somministrazione topica (vedere «Dati preclinici»). Pertanto, Saflutan non deve essere utilizzato durante l'allattamento.
Fertilità
Nei ratti maschi e femmine, la capacità di accoppiamento e la fertilità non sono state influenzate da dosi di tafluprost per via endovenosa fino a 100 μg/kg/die.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Tafluprost non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Come per qualsiasi trattamento oftalmico, in caso di transitorio offuscamento della vista dopo l'instillazione, il paziente deve attendere che la vista ritorni nitida prima di guidare veicoli o usare macchinari.
Effetti indesiderati
Nell'ambito di studi clinici, oltre 1.400 pazienti sono stati trattati con il tafluprost con conservante in monoterapia o come trattamento aggiuntivo a timololo 0,5%. L'effetto collaterale correlato al trattamento segnalato con maggiore frequenza è stata l'iperemia oculare, che ha interessato circa il 13% dei pazienti che hanno preso parte agli studi clinici con tafluprost con conservante in Europa e negli Stati Uniti. È stata perlopiù di grado lieve e nello 0,4% dei pazienti partecipanti agli studi pivotal ha determinato l'interruzione dello studio. In uno studio di 3 mesi, di fase III condotto negli USA che confrontava la formulazione di tafluprost senza conservante con la formulazione di timololo senza conservante, l'iperemia oculare si è verificata nel 4,1% (13/320) dei pazienti trattati con tafluprost.
I seguenti effetti collaterali correlati al trattamento sono stati riferiti nell'ambito di studi clinici condotti con tafluprost in Europa e negli Stati Uniti dopo un follow-up massimo di 24 mesi:
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica, in conformità con il MedDRA e in ordine di frequenza discendente.
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10 000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10 000)
«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema nervoso
Comune: mal di testa.
Patologie dell'occhio
Comune: prurito oculare, irritazione oculare, dolore oculare, iperemia congiuntivale/oculare, alterazioni delle ciglia (aumento di lunghezza, spessore e numero), secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo nell'occhio, alterazione del colore delle ciglia, eritema palpebrale, cheratite puntata superficiale (CPS), fotofobia, lacrimazione aumentata, visione offuscata, ridotta acuità visiva, e aumentata pigmentazione dell'iride.
Non comune: pigmentazione palpebrale, edema palpebrale, astenopia, edema congiuntivale, secrezione oculare, blefarite, cellule nella camera anteriore, fastidi oculari, effetto Tyndall nella camera anteriore, pigmentazione congiuntivale, follicoli congiuntivali, congiuntivite allergica, e sensazioni anomale nell'occhio.
Molto raramente sono stati riportati casi di calcificazione della cornea associati all'uso di colliri contenenti fosfati in pazienti con cornea significativamente danneggiata.
Non nota: Approfondimento del solco palpebrale; irite/uveite, edema maculare/edema maculare cistoide.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non nota: esacerbazione di asma, dispnea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: insolita crescita di peli sulle palpebre.
La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
È improbabile che si verifichi un sovradosaggio dopo applicazione nell'occhio.
In caso di sovradosaggio, deve essere somministrato un trattamento sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
S01EE05
Meccanismo d'azione
Tafluprost è un analogo fluorurato della prostaglandina F2α. Tafluprost acido, il metabolita biologicamente attivo di tafluprost, è un agonista selettivo e altamente potente del recettore FP prostanoide umano. Tafluprost acido presenta un'affinità per il recettore FP 12 volte superiore a latanoprost. Studi di farmacodinamica sulle scimmie indicano che tafluprost riduce la pressione intraoculare aumentando il deflusso uveosclerale dell'umore acqueo.
Farmacodinamica
Gli esperimenti in scimmie normotese e con ipertensione oculare hanno mostrato che tafluprost è un composto efficace nel ridurre la pressione intraoculare. Nello studio che valutava l'effetto dei metaboliti di tafluprost nel ridurre la pressione intraoculare soltanto tafluprost acido ha ridotto la pressione intraoculare in modo significativo.
In conigli trattati per quattro settimane con tafluprost collirio allo 0,0015% una volta al giorno, il flusso ematico alla testa del nervo ottico è aumentato in misura significativa rispetto al basale, quando è stato misurato con laser speckle flowgraphy ai giorni 14 e 28.
Efficacia clinica
La riduzione della pressione intraoculare inizia tra le 2 e le 4 ore successive al primo utilizzo, l'effetto massimo viene raggiunto circa 12 ore dopo l'utilizzo. L'effetto si mantiene per almeno 24 ore. Studi pivotal con una formulazione di tafluprost contenente il conservante benzalconio cloruro hanno dimostrato che tafluprost è efficace in monoterapia e possiede un effetto additivo se utilizzato come trattamento aggiuntivo a timololo: in uno studio di 6 mesi, tafluprost ha evidenziato un effetto significativo di riduzione della pressione intraoculare da 6 a 8 mmHg in diversi momenti della giornata rispetto ai 7-9 mmHg ottenuti con latanoprost. In un secondo studio clinico della durata di 6 mesi, tafluprost ha ridotto la pressione intraoculare di 5-7 mmHg rispetto ai 4-6 mmHg ottenuti con timololo. L'effetto di riduzione della pressione intraoculare di tafluprost si è mantenuto nell'estensione di questi studi fino a 12 mesi. In uno studio della durata di 6 settimane è stato esaminato l'effetto di riduzione di tafluprost sulla pressione intraoculare rispetto al suo solvente utilizzato come terapia concomitante con timololo. L'effetto aggiuntivo di riduzione della pressione intraoculare rispetto ai valori basali è stato di 5-6 mmHg nel gruppo timololo-tafluprost e di 3-4 mmHg nel gruppo timololo-mezzo disperdente (misurazione effettuata dopo un trattamento iniziale di 4 settimane con timololo). In un piccolo studio in cross-over con una fase di trattamento di 4 settimane, le formulazioni di tafluprost con e senza conservante hanno mostrato un effetto simile di riduzione della pressione intraoculare, superiore a 5 mmHg. Inoltre, in uno studio di 3 mesi condotto negli USA che confrontava la formulazione di tafluprost senza conservante con la formulazione di timololo senza conservante, l'effetto di tafluprost nel ridurre la pressione intraoculare era tra 6,2 e 7,4 mmHg a tempi di valutazione differenti mentre quella del timololo variava tra 5,3 e 7,5 mmHg.
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo l'utilizzo una volta al giorno, in entrambi gli occhi, di una goccia di tafluprost collirio allo 0,0015% senza conservante in contenitore monodose, per un periodo di otto giorni, le concentrazioni plasmatiche di tafluprost acido sono risultate basse e hanno mostrato profili simili ai giorni 1 e 8. A 10 minuti dall'utilizzo le concentrazioni plasmatiche hanno raggiunto un massimo, e a meno di un'ora dall'utilizzo sono diminuite al di sotto del limite inferiore di rilevazione (10 pg/ml). I valori medi della Cmax (26,2 e 26,6 pg/ml) e dell'AUC0–last (394,3 e 431,9 pg•min/ml) sono risultati simili ai giorni 1 e 8, il che indica che nella prima settimana di utilizzo oculare era stata raggiunta una concentrazione costante del medicamento. Non sono state dimostrate differenze statisticamente significative nella biodisponibilità sistemica tra le formulazioni con e senza conservante.
In uno studio sul coniglio, l'assorbimento di tafluprost nell'umore acqueo dopo un singolo utilizzo oculare di tafluprost collirio allo 0,0015% con o senza conservante è risultato comparabile.
Distribuzione
Nelle scimmie, non è stata osservata alcuna distribuzione specifica di tafluprost radiomarcato nell'iride, nel corpo ciliare o nella coroide, compreso l'epitelio pigmentato della retina, il che indica una bassa affinità per il pigmento melanina. In uno studio di autoradiografia dell'intero organismo nella scimmie, la più elevata concentrazione di radioattività è stata osservata nella cornea seguita dalle palpebre, dalla sclera e dall'iride. Al di fuori dell'occhio, la radioattività era distribuita nell'apparato lacrimale, palato, esofago e tratto gastrointestinale, rene, fegato, cistifellea e vescica urinaria.
Il legame del tafluprost acido all'albumina sierica umana in vitro è stato del 99% a 500 ng/ml di tafluprost acido.
Metabolismo
La principale via metabolismo del tafluprost nell'umano, che è stata testata in vitro, consiste nell'idrolisi del metabolita farmacologicamente attivo, il tafluprost acido che è ulteriormente metabolizzato tramite glucuronidazione o beta-ossidazione. I prodotti della beta ossidazione, acidi 1,2-dinor e 1,2,3,4-tetranor del tafluprost che sono farmacologicamente inattivi, possono essere glucuronidati o idrossilaati. Il sistema enzimatico del citocromo P450 (CYP) non partecipa al metabolismo di tafluprost acido. In base allo studio nel tessuto corneale del coniglio e con enzimi purificati, l'esterasi principale responsabile dell'idrolisi dell'estere a tafluprost acido è la carbossilesterasi. La butilcolinesterasi, ma non l'acetilcolinesterasi, può anche contribuire all'idrolisi.
Eliminazione
In seguito alla monosomministrazione giornaliera di 3H-tafluprost (soluzione oftalmica allo 0,005%; 5 μl/occhio) per 21 giorni in entrambi gli occhi nei ratti, approssimativamente l'87% della dose radioattiva totale è stata ritrovata negli escreti. La percentuale della dose totale escreta nelle urine è stata approssimativamente del 27-38% e circa il 44-58% della dose è stata escreta nelle feci.
Dati preclinici
I dati preclinici degli studi convenzionali su farmacologia di sicurezza, tossicità sistemica per somministrazione ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno non evidenziano alcun rischio particolare per l'essere umano. Come altri agonisti PGF2, l'utilizzo oculare topico ripetuto di tafluprost nelle scimmie ha indotto alterazioni irreversibili della pigmentazione dell'iride e un ingrossamento reversibile della fessura palpebrale.
Tossicità per la riproduzione
In vitro, a concentrazioni di tafluprost acido superiori rispettivamente a 4 e 40 volte la concentrazione plasmatica massima nell'uomo, è stata osservata un'aumentata contrattilità uterina nei ratti e nei conigli. L'attività uterotonica di tafluprost non è stata esaminata in preparati per l'utero nell'essere umano.
Nei ratti e nei conigli sono stati effettuati studi di tossicità per la riproduzione con somministrazione endovenosa. Nei ratti, a un'esposizione sistemica pari a oltre 12.000 volte l'esposizione clinica massima basata sulla Cmax o a oltre 2.200 volte quella basata sulla AUC non sono stati riscontrati effetti negativi sulla fertilità o sullo sviluppo embrionale iniziale.
In studi convenzionali sullo sviluppo embrio-fetale, tafluprost ha indotto una riduzione del peso corporeo fetale e un aumento degli aborti post-impianto. Tafluprost ha aumentato l'incidenza di malformazioni scheletriche nei ratti e l'incidenza di malformazioni craniche, cerebrali e spinali nei conigli. Nello studio sui conigli, i livelli plasmatici di tafluprost e dei suoi metaboliti sono risultati inferiori al limite di determinazione.
In studi sullo sviluppo pre- e postnatale nei ratti, a dosi di tafluprost superiori a 20 volte la dose clinica, nella progenie sono stati osservati un aumento della mortalità neonatale, una riduzione del peso corporeo e un ritardo ritardato nello sviluppo del padiglione auricolare.
Gli studi con tafluprost radiomarcato sui ratti hanno evidenziato che circa lo 0,1% della dose applicata per via topica nell'occhio è stato escreto nel latte. Poiché l'emivita del metabolita attivo (tafluprost acido) nel plasma è molto breve (non più rilevabile dopo 30 minuti nell'uomo), la maggior parte della radioattività era probabilmente dovuta a metaboliti con effetto farmacologico minimo o nullo. Sulla base del metabolismo del principio attivo e delle prostaglandine naturali si presume una biodisponibilità orale molto bassa.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
La data di scadenza si riferisce all'ultimo giorno del mese.
Stabilità dopo apertura:
Dopo la prima apertura di una busta di alluminio: 28 giorni.
Dopo l'apertura la busta di alluminio:
- Conservare i contenitori monodose nella busta di alluminio originale.
- Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
- Smaltire immediatamente dopo l'uso il contenitore monodose aperto con gli eventuali residui della soluzione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella busta originale in frigorifero (2-8°C).
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
60548 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Santen SA, Ginevra
Stato dell'informazione
Febbraio 2021
21145 — 08/07/2021