LUMIGAN gtt opht 0.1 mg/ml
AbbVie AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
LUMIGAN® 0,1 mg/ml / LUMIGAN® 0,3 mg/ml Unit Dose
Composizione
Principi attivi
Bimatoprostum.
Sostanze ausiliarie
LUMIGAN 0,1 mg/ml
0,2 mg/ml Benzalkonii chloridum, Dinatrii phosphas heptahydricus, Acidum citricum monohydricum, Natrii chloridum, Acidum hydrochloridum et/aut Natrii hydroxidum (ad pH), Aqua purificata.
Contenuto di fosfati: 0,95 mg/ml
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose
Dinatrii phosphas heptahydricus, Acidum citricum monohydricum, Natrii chloridum, Acidum hydrochloridum et/aut Natrii hydroxidum (ad pH), Aqua purificata.
Contenuto di fosfati: 0,95 mg/ml
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Collirio, soluzione, formulazione multidose
Questo medicamento contiene 0,1 mg di bimatoprost per 1 ml.
1 goccia contiene circa 2,6 μg di bimatoprost.
Collirio, soluzione in contenitore monodose
Questo medicamento contiene 0,3 mg di bimatoprost per 1 ml.
1 goccia contiene circa 7,8 μg di bimatoprost.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Monoterapia per ridurre la pressione intraoculare elevata (IOP) in pazienti con
- glaucoma ad angolo aperto,
- ipertensione oculare
o come medicamento aggiuntivo ai beta-bloccanti in pazienti non adeguatamente tenuti sotto controllo con i beta-bloccanti somministrati per via topica.
Non sono disponibili risultati di studi sull'effetto di LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose in altre forme di glaucoma (vedere «Avvertenze e precauzioni»).
Posologia/Impiego
Adulti:
Dosaggio tipico
Si raccomanda di somministrare 1 goccia di LUMIGAN 0,1 mg/ml o di LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose nell'occhio o negli occhi interessati, come monoterapia o come medicamento supplementare, una volta al giorno, la sera. Evitare di applicare il prodotto più di una volta al giorno, perché una somministrazione più frequente può ridurre l'effetto di abbassamento della pressione intraoculare.
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose è previsto per un utilizzo unico. Un contenitore monodose è sufficiente per il trattamento di entrambi gli occhi. La soluzione non utilizzata deve essere smaltita immediatamente dopo l'uso.
Se viene somministrato più di un medicamento oftalmico topico, le applicazioni devono essere distanziate di almeno 5 minuti.
Particolari istruzioni di dosaggio
Pazienti anziani
In caso di pazienti anziani, non è necessario modificare il dosaggio.
Bambini e giovani (sotto i 18 anni)
Allo stato attuale, l'uso e la sicurezza di LUMIGAN 0,1 mg/ml e di LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati nei bambini e negli adolescenti. Pertanto l'utilizzo di LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose nei bambini e negli adolescenti non è consigliato.
Pazienti con insufficiente funzionalità epatica e renale
LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati in pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica da moderata a grave. Si raccomanda pertanto di usare LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose in questi pazienti con dovuta cautela. In pazienti con un'anamnesi di lieve insufficienza epatica o livelli basali anormali di ALT, AST e/o bilirubina, LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose) non ha avuto effetti indesiderati sulla funzione epatica nell'arco di 24 mesi.
Controindicazioni
Ipersensibilità al bimatoprost o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
LUMIGAN 0,1 mg/ml è controindicato nei pazienti precedentemente sospettati di aver avuto una reazione indesiderata al benzalconio cloruro che ha portato all'interruzione del trattamento.
Avvertenze e misure precauzionali
Occhi
Durante il trattamento con LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose, si é osservato un imbrunimento della cute della palpebra e un aumento della crescita delle ciglia (ciglia più lunghe, più scure e più spesse), non associati a effetti indesiderati sull'occhio. È stato segnalato anche un aumento di pigmentazione dell'iride. La variazione della pigmentazione dell'iride è lenta e può non essere evidente per mesi. Con bimatoprost 0,1 mg/ml soluzione oftalmica, l'incidenza di iperpigmentazione dell'iride dopo 12 mesi era dello 0,5%.
Dopo 3 mesi, l'incidenza della pigmentazione dell'iride con bimatoprost 0,3 mg/ml in dose singola era dello 0,3%. Dopo 12 mesi, l'incidenza della pigmentazione dell'iride con bimatoprost 0,3 mg/ml (formulazione multidose) era dell'1,5% e non aumentava durante il trattamento nei 3 anni successivi.
L'aumento della pigmentazione dell'iride è presumibilmente permanente. La pigmentazione alterata è causata da un aumento del contenuto di melanina nei melanociti e non da un aumento del numero di melanociti. In genere, la pigmentazione marrone nell'area della pupilla si estende in modo concentrico verso il margine irideo e l'intera iride o parti di essa diventano più marroni. Gli effetti a lungo termine dell'aumento della pigmentazione iridea non sono al momento noti.
L'edema maculare cistoide è stato riportato non comunemente (da >0,1% a <1%) dopo il trattamento con LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose). Pertanto, LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con noti fattori di rischio per edema maculare (ad esempio, pazienti afachici, pazienti pseudofachici con rottura del sacco capsulare posteriore).
Ci sono state rare segnalazioni spontanee di riattivazione di infiltrati corneali o infezioni oculari precedentemente presenti con l'uso di bimatoprost 0,3 mg/ml collirio (formulazione multidose). LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose devono essere usati con cautela nei pazienti con anamnesi di infezioni virali oculari significative (ad esempio, herpex simplex) o di uveite/irite.
LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati in pazienti con affezioni oculari infiammatorie, glaucoma neovascolare, glaucoma infiammatorio, glaucoma ad angolo chiuso, glaucoma congenito e glaucoma ad angolo stretto.
Cute
Esiste la possibilità di crescita di peli nelle aree in cui LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose vengono ripetutamente a contatto con la superficie cutanea. È quindi importante utilizzare LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose attenendosi rigorosamente alle istruzioni ed evitando di far scorrere il liquido sulla guancia o su altre aree cutanee.
Apparato respiratorio
LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati in modo specifico in pazienti con funzione polmonare ostruttiva e devono quindi essere usati con cautela in questi pazienti. La prostaglandina F2α può avere effetti broncocostrittori, tuttavia negli studi clinici non sono stati osservati effetti indesiderati significativi a livello respiratorio in pazienti con pregressa insufficienza respiratoria.
Cuore
LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati in pazienti con blocco atrioventricolare di 2° e 3° grado o insufficienza cardiaca congestizia incontrollata. Vi è stato un numero limitato di segnalazioni spontanee di bradicardia o ipotensione in seguito all'uso di bimatoprost 0,3 mg/ml collirio (formulazione multidose). LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose devono essere usati con cautela nei pazienti predisposti a bassa frequenza cardiaca o bassa pressione arteriosa.
Altre informazioni
Gli studi condotti su bimatoprost 0,3 mg/ml in pazienti con glaucoma o ipertensione oculare hanno dimostrato che l'esposizione dell'occhio a più di una dose di bimatoprost al giorno può diminuire l'effetto di abbassamento della pressione intraoculare (IOP) (vedere «Interazioni»). I pazienti che utilizzano LUMIGAN 0,1 mg/ml o LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose in combinazione con altri analoghi delle prostaglandine devono essere monitorati per verificare eventuali variazioni della pressione intraoculare.
LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non sono stati studiati in pazienti con insufficienza renale o con insufficienza epatica da moderata a grave.
Sono stati segnalati casi di cheratite batterica legati all'uso di contenitori multidose di oftalmici topici. Questi contenitori erano stati accidentalmente contaminati dai pazienti, la maggior parte dei quali soffriva di una patologia oculare concomitante. I pazienti che presentano una rottura epiteliale della superficie oculare hanno un rischio maggiore di sviluppare una cheratite batterica.
Per evitare lesioni agli occhi e la contaminazione della soluzione oculare, i pazienti devono essere istruiti a fare in modo che la punta contagocce del flacone o l'estremità aperta del contenitore monodose non entrino in contatto con gli occhi o con le aree circostanti.
Nota per i portatori di lenti a contatto
LUMIGAN 0,1 mg/ml contiene benzalconio cloruro, che può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e scolorirle.
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose non è stato studiato in pazienti portatori di lenti a contatto.
Le lenti a contatto devono essere rimosse prima di applicare LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose e possono essere rimesse dopo almeno 15 minuti dall'instillazione delle gocce. Non instillare LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose in presenza di lenti a contatto nell'occhio.
Il benzalconio cloruro può causare cheratite puntata e/o cheratite ulcerativa tossica.
Sono stati riportati casi di irritazione agli occhi, occhio secco, alterazione del film e della superficie corneali a seguito di somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea.
I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.
Interazioni
Non si presumono interazioni farmacologiche, in quanto le concentrazioni sistemiche di bimatoprost in seguito all'applicazione di bimatoprost 0,3 mg/ml soluzione oftalmica (formulazione multidose) nell'occhio, sono estremamente basse (<0,2 ng/ml). Inoltre, il bimatoprost viene metabolizzato da diversi enzimi e vie metaboliche e negli studi preclinici non sono stati osservati effetti sugli enzimi metabolizzanti il medicinale a livello epatico. Pertanto, non sono stati effettuati studi specifici sull'interazione con altri medicinali.
Nella terapia del glaucoma, l'esperienza di somministrazione concomitante di LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose è limitata ai beta-bloccanti topici. Gli studi clinici hanno dimostrato che l'effetto di bimatoprost 0,3 mg/ml soluzione oftalmica (formulazione multidose), in combinazione con beta-bloccanti topici è almeno parzialmente additivo in termini di riduzione della pressione intraoculare.
In pazienti con glaucoma o ipertensione oculare, è possibile che l'effetto di riduzione della IOP degli analoghi delle prostaglandine (ad esempio, LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose) venga attenuato quando vengono utilizzati in combinazione con altri analoghi delle prostaglandine (vedere «Avvertenze e precauzioni»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
La sicurezza dell'uso di LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose nelle donne in gravidanza non è stata studiata. Negli studi su roditori, l'esposizione sistemica da 33 a 97 volte superiore a quella prodotta dall'applicazione oculare nell'uomo di bimatoprost 0,3 mg/ml (formulazione multidose) ha provocato aborti diversi a seconda della specie. Non sono stati osservati disturbi dello sviluppo indotti dal medicamento. Durante la gravidanza LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose devono essere utilizzati solo se strettamente necessario.
Allattamento
Non è noto se il bimatoprost venga escreto nel latte materno umano. Nei ratti, il bimatoprost viene escreto nel latte materno dopo la somministrazione endovenosa. A titolo precauzionale, non utilizzare LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose durante l'allattamento, oppure interrompere l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
In base al profilo farmacodinamico di bimatoprost, non si presumono effetti sulla capacità di guidare e di utilizzare macchinari. Se dopo l'instillazione si verifica un temporaneo offuscamento della vista, il paziente dovrà attendere che la visione torni alla normalità prima di mettersi alla guida di un veicolo o di utilizzare un macchinario.
Effetti indesiderati
LUMIGAN 0,1 mg/ml
In uno studio clinico di fase III della durata di 12 mesi, effetti indesiderati ritenuti correlati al trattamento sono stati segnalati in circa il 38% dei pazienti trattati con LUMIGAN 0,1 mg/ml. L'effetto indesiderato correlato al trattamento più comunemente riportato è stato l'iperemia congiuntivale nel 29% dei pazienti. Si trattava per lo più di disturbi di lieve entità e probabilmente di natura non infiammatoria. Circa il 4% dei pazienti ha interrotto il trattamento durante i 12 mesi di studio a causa di un effetto indesiderato.
Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati della possibilità di periorbitopatia associata ad analogo della prostaglandina (PAP) e di aumento della pigmentazione dell'iride. Alcuni di questi cambiamenti possono essere permanenti e provocare una riduzione del campo visivo e, se viene trattato solo un occhio, un aspetto diverso degli occhi.
Gli analoghi delle prostaglandine, compreso LUMIGAN 0,1 mg/ml, possono causare lipodistrofia periorbitale con conseguente approfondimento del solco palpebrale, ptosi, enoftalmo, retrazione della palpebra, regressione della dermatocalasi e sclera visibile sopra la palpebra inferiore. Le alterazioni sono solitamente lievi, possono verificarsi già un mese dopo l'inizio del trattamento con LUMIGAN 0,1 mg/ml e possono talvolta comportare una restrizione del campo visivo, anche se il paziente stesso non se ne accorge. La PAP è anche associata a iperpigmentazione o scolorimento cutaneo perioculare e ipertricosi. Tuttavia, tutte le alterazioni sono state segnalate come parzialmente o completamente reversibili una volta che il trattamento è stato interrotto o sostituito con un altro.
I seguenti effetti indesiderati considerati correlati al trattamento sono stati segnalati durante studi clinici con LUMIGAN 0,1 mg/ml o dopo la sua introduzione sul mercato. Nella maggior parte dei casi hanno riguardato l'occhio.
Gli effetti indesiderati sono ordinati in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA e alla frequenza, secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1'000, <1/100)
«raro» (≥1/10'000, <1/1'000)
«molto raro» (<1/10'000)
«non nota» (non può essere stimato in base ai dati disponibili)
Malattie del sistema immunitario
Non nota: reazioni di ipersensibilità, compresi segni e sintomi di allergie oculari e dermatiti allergiche.
Malattie del sistema nervoso
Non comune: mal di testa.
Non nota: vertigini.
Patologie dell'occhio
Molto comune: iperemia congiuntivale (29%).
Comune: cheratite puntata, irritazione oculare, prurito oculare, crescita delle ciglia, dolore oculare.
Non comune: astenopia, disturbo congiuntivale, edema congiuntivale, iperpigmentazione dell'iride, madarosi, visione offuscata, edema palpebrale.
Non nota: pigmentazione della palpebra, secchezza oculare, secrezione oculare, edema oculare, sensazione di corpo estraneo, aumento della lacrimazione, edema maculare, fastidio oculare, fotofobia.
Patologie vascolari
Non nota: ipertensione.
Patologie delle vie respiratorie, del torace e del mediastino
Non nota: asma, esacerbazione dell'asma, dispnea.
Patologie del tratto gastrointestinale
Non comune: nausea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eritema palpebrale, prurito palpebrale, iperpigmentazione della cute, ipertricosi.
Non comune: pelle secca, crosticine ai margini della palpebra, prurito.
Patologie generiche e disturbi nella sede di somministrazione
Comune: irritazione nel sito di instillazione.
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose
Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati della possibilità di periorbitopatia associata ad analogo delle prostaglandine (PAP) e di aumento della pigmentazione dell'iride. Alcuni di questi cambiamenti possono essere permanenti e provocare una riduzione del campo visivo e, se viene trattato solo un occhio, un aspetto diverso degli occhi.
Gli analoghi delle prostaglandine, compreso LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose possono causare lipodistrofia periorbitale con conseguente approfondimento del solco palpebrale, ptosi, enoftalmo, retrazione della palpebra, regressione della dermatocalasi e sclera visibile sopra la palpebra inferiore. Le alterazioni sono solitamente lievi, possono verificarsi già un mese dopo l'inizio del trattamento con LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose e possono talvolta comportare una restrizione del campo visivo, anche se il paziente stesso non se ne accorge. La PAP è anche associata a iperpigmentazione o scolorimento cutaneo perioculare e ipertricosi. Tuttavia, tutte le alterazioni sono state segnalate come parzialmente o completamente reversibili una volta che il trattamento è stato interrotto o sostituito con un altro.
Durante uno studio clinico di 3 mesi, si sono verificati effetti indesiderati in circa il 29% dei pazienti trattati con LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose. Gli effetti collaterali più comunemente segnalati sono stati l'iperemia congiuntivale (per lo più da lieve a moderata e di natura non infiammatoria) nel 24% dei pazienti e il prurito oculare nel 4% dei pazienti. Circa lo 0,7% dei pazienti trattati con LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose ha interrotto lo studio a causa di un effetto indesiderato.
I seguenti effetti indesiderati sono stati segnalati durante studi clinici con LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose o dopo l'introduzione sul mercato. La maggior parte riguardava gli occhi.
Gli effetti indesiderati sono ordinati in base alla classificazione per sistemi e organi MedDRA e alla frequenza, secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1'000, <1/100)
«raro» (≥1/10'000, <1/1'000)
«molto raro» (<1/10'000)
«non nota» (non può essere stimato in base ai dati disponibili)
Malattie del sistema immunitario
Non nota: reazioni di ipersensibilità, compresi segni e sintomi di allergie oculari e dermatiti allergiche.
Sono stati segnalati casi isolati di reazioni anafilattiche.
Malattie del sistema nervoso
Non comune: mal di testa.
Non nota: vertigini.
Patologie dell'occhio
Molto comune: iperemia congiuntivale (23,9%)
Comune: cheratite puntata, irritazione oculare, sensazione di corpo estraneo, secchezza oculare, dolore oculare, prurito oculare, crescita delle ciglia, eritema palpebrale.
Non comune: astenopia, edema congiuntivale, fotofobia, aumento della lacrimazione, iperpigmentazione dell'iride, visione offuscata, prurito palpebrale, edema palpebrale.
Non nota: secrezione oculare, disturbi oculari.
Patologie vascolari
Non nota: ipertensione.
Patologie delle vie respiratorie, del torace e del mediastino
Non nota: asma, esacerbazione dell'asma, dispnea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: iperpigmentazione perioculare.
Non comune: crescita anomala di peli.
I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con collirio contenente bimatoprost 0,3 mg/ml in formulazione multidose. La maggior parte riguardava gli occhi.
Malattie del sistema immunitario
Non nota: reazioni di ipersensibilità, compresi segni e sintomi di allergie oculari e dermatiti allergiche.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non comune: edema periferico.
Malattie del sistema nervoso
Comune: mal di testa.
Non comune: vertigini.
Patologie dell'occhio
Molto comune: iperemia congiuntivale (44%), crescita delle ciglia (45%), prurito oculare (14%).
Comune: congiuntivite allergica, astenopia, blefarite, cataratta, edema congiuntivale, erosione corneale, secrezione oculare, imbrunimento delle ciglia, dolore oculare, sensazione di corpo estraneo, aumento della pigmentazione dell'iride (vedere «Avvertenze e precauzioni»), bruciore agli occhi, secchezza oculare, irritazione degli occhi, fotofobia, cheratite puntata superficiale, aumento della secrezione lacrimale, disturbi visivi/visione offuscata e deterioramento dell'acuità visiva.
Non comune: blefarospasmo, edema maculare cistoide, retrazione palpebrale, irite, emorragia della retina, uveite, eritema periorbitale.
Non nota: disturbi oculari.
In casi molto rari, sono stati segnalati casi di calcificazione della cornea in alcuni pazienti con cornea gravemente danneggiata in seguito all'uso di colliri contenenti fosfati.
Patologie vascolari
Comune: ipertensione arteriosa.
Patologie delle vie respiratorie, del torace e del mediastino
Non nota: asma, esacerbazione dell'asma, dispnea.
Patologie del tratto gastrointestinale
Non comune: nausea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eritema palpebrale, prurito palpebrale, pigmentazione della cute perioculare.
Non comune: irsutismo.
Non nota: scolorimento della pelle.
Patologie generiche e disturbi nella sede di somministrazione
Non comune: astenia, infezioni (soprattutto infezioni del tratto respiratorio superiore).
Esami
Comune: livelli elevati di funzionalità epatica.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. È improbabile che la somministrazione oculare provochi un sovradosaggio.
In caso di sovradosaggio di LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose, il trattamento deve essere di tipo sintomatico e di supporto. Se LUMIGAN 0,1 mg/ml o LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose sono stati accidentalmente ingeriti per via orale, potrebbe essere utile sapere che, durante una somministrazione orale di due settimane in ratti e topi, dosi fino a 100 mg/kg/giorno non hanno avuto effetti tossici. Questa dose, espressa in mg/m2, è almeno 210 volte superiore alla dose raggiunta dall'ingestione accidentale del contenuto di un flacone di bimatoprost 0,1 mg/ml da parte di un bambino con un peso corporeo di 10 kg.
Questa dose è almeno 22 volte superiore rispetto all'assunzione accidentale dell'intero contenuto di una confezione di LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose (30 contenitori monodose da 0,4 ml; 12 ml) in un bambino di 10 kg.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
S01EE03
Meccanismo d'azione
Bimatoprost è una sostanza con un potente effetto di abbassamento della pressione intraoculare.
Si tratta di una prostamide sintetica che ha una somiglianza strutturale con la prostaglandina F2 α (PGF2α), ma non agisce attraverso i recettori noti delle prostaglandine. Bimatoprost imita selettivamente gli effetti delle sostanze endogene recentemente scoperte, chiamate prostamidi. Tuttavia, la struttura del recettore della prostamide non è ancora stata identificata.
Farmacodinamica
Nell'uomo, bimatoprost provoca una riduzione della pressione intraoculare aumentando il deflusso dell'umore acqueo attraverso la rete trabecolare e aumentando il deflusso uveo-sclerale. La riduzione della pressione intraoculare inizia circa quattro ore dopo la prima applicazione e raggiunge l'effetto massimo dopo circa 8-12 ore. L'effetto permane per almeno 24 ore.
Efficacia clinica
LUMIGAN 0,1 mg/ml
In uno studio di 12 mesi è stato dimostrato che LUMIGAN 0,1 mg/ml soluzione oftalmica, è una terapia efficace per ridurre la pressione intraoculare rispetto a LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose). A ogni controllo, i valori medi giornalieri della IOP con LUMIGAN 0,1 mg/ml misurati durante lo studio di 12 mesi non differivano di oltre 1,1 mmHg e non erano mai superiori a 17,9 mmHg. La differenza complessiva nella variazione media della IOP rispetto al basale tra LUMIGAN 0,1 mg/ml e LUMIGAN 0,3 mg/ml è stata di 0,43 mmHg (limite superiore dell'intervallo di confidenza al 95% entro 1,0 mmHg).
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose
Uno studio clinico di 12 settimane (in doppio cieco, randomizzato) è stata confrontata l'efficacia e la sicurezza di LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose con LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose) in pazienti con glaucoma o ipertensione oculare. Le formulazioni hanno dimostrato una equivalente riduzione della pressione intraoculare (IOP) dell'occhio interessato. L'equivalenza è stata dimostrata a ogni scadenza di controllo prevista dallo studio (settimane 2, 6 e 12).
Durante un trattamento di 12 mesi con LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose) come monoterapia in pazienti adulti, la riduzione media della pressione intraoculare mattutina (08:00) rispetto al basale variava da -7,9 a -8,8 mmHg. A ogni scadenza di controllo durante i 12 mesi, i valori medi giornalieri non differivano di oltre 1,3 mmHg al giorno e non superavano mai i 18,0 mmHg.
Rispetto al trattamento con i soli bloccanti dei beta-recettori, la riduzione media della pressione intraoculare mattutina (08:00) con la terapia combinata di bloccanti dei beta-recettori e LUMIGAN 0,3 mg/ml (formulazione multidose) è stata compresa tra -6,5 e -8,1 mmHg.
Per quanto riguarda il trattamento di pazienti con glaucoma pseudoesfoliativo, glaucoma pigmentario e glaucoma cronico ad angolo chiuso con l'iridotomia pervia, l'esperienza disponibile è solo limitata.
Farmacocinetica
Assorbimento
Il bimatoprost in vitro è ben assorbito nella cornea umana e ancora meglio nella sclera. Dopo la somministrazione oculare, l'esposizione sistemica al bimatoprost è molto bassa, senza fenomeni di accumulo nel tempo. Dopo la somministrazione giornaliera di una goccia di bimatoprost 0,03% in entrambi gli occhi per un periodo di due settimane, i livelli plasmatici di picco erano raggiunti entro 10 minuti dall'instillazione e, entro 1,5 ore dalla somministrazione, la concentrazione ematica scendeva al di sotto del limite più basso di rilevazione (0,025 ng/ml). I valori medi di Cmax e AUC0-24h erano gli stessi il giorno 7 e il giorno 14 (rispettivamente 0,08 ng/ml e 0,09 ng x h/ml). Ciò indica che lo steady-state viene raggiunto già nella prima settimana di somministrazione oculare.
Distribuzione
Il bimatoprost viene distribuito moderatamente nei tessuti corporei e il volume sistemico di distribuzione nell'uomo è di 0,67 l/kg allo steady-state. Nel sangue umano, il bimatoprost si trova principalmente nel plasma. Il legame alle proteine plasmatiche del bimatoprost è di circa l'88%.
Metabolismo
Il bimatoprost viene metabolizzato solo in minima parte nell'occhio umano. Dopo l'applicazione oculare, nel sangue circolante si trova principalmente bimatoprost immutato. La metabolizzazione del bimatoprost avviene poi attraverso ossidazione, N-deetilazione e glucuronidazione, formando una varietà di metaboliti differenti.
Eliminazione
Il bimatoprost viene escreto prevalentemente per via renale; fino al 67% di una dose somministrata per via endovenosa in volontari sani veniva escreta per via urinaria e il 25% della dose veniva escreta attraverso le feci. L'emivita di eliminazione determinata dopo somministrazione endovenosa è stata di circa 45 minuti e la clearance totale del sangue è stata di 1,5 l/h/kg.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani:
Dopo la somministrazione due volte al giorno di bimatoprost 0,3 mg/ml, il valore medio di AUC0-24h nei pazienti anziani (≥65 anni) era di 0,0634 ng x h/ml, significativamente più alto rispetto al valore riscontrato nei giovani adulti sani (0,0218 ng x h/ml). Tuttavia, questa osservazione non è rilevante dal punto di vista clinico, poiché sia nei soggetti anziani sia in quelli giovani la disponibilità sistemica dopo la somministrazione oculare rimaneva molto bassa. Non c'è stata alcuna evidenza di accumulo di bimatoprost nel sangue e il profilo di sicurezza è risultato lo stesso sia nei pazienti anziani sia in quelli giovani.
Dati preclinici
In studi non-clinici, sono stati osservati effetti soltanto a dosi significativamente più elevate rispetto all'utilizzo massimo previsto per l'uomo. Ciò denota una scarsa rilevanza ai fini dell'applicazione clinica.
Nelle scimmie, dopo la somministrazione oculare giornaliera di concentrazioni di bimatoprost ≥0,3 mg/ml per un anno, è stato osservato un aumento della pigmentazione iridea, così come alterazioni perioculari reversibili, dose-dipendenti, caratterizzate da un solco prominente superiore e/o inferiore e da una fessura palpebrale dilatata dell'occhio trattato. Sembrerebbe che l'aumento della pigmentazione dell'iride sia dovuto a una maggiore stimolazione della produzione di melanina nei melanociti e non a un aumento del numero di melanociti. Non è stata osservata alcuna compromissione funzionale o alterazione microscopica associata agli effetti perioculari e il meccanismo alla base dei cambiamenti perioculari non è noto.
In una serie di studi in vitro e in vivo il bimatoprost non si è rivelato mutageno o carcinogeno.
In ratti che hanno ricevuto fino a 0,6 mg/kg/die di bimatoprost, non c'è stata alcuna evidenza di compromissione della fertilità. In studi sullo sviluppo embrionale e fetale in topi e ratti, sono stati osservati aborti ma nessuna anomalia dello sviluppo a dosi rispettivamente pari ad almeno 860 volte e 1700 volte la dose terapeutica umana. Queste dosi hanno comportato un'esposizione sistemica di almeno, rispettivamente, 33 e 97 volte superiore rispetto all'esposizione sistemica dell'applicazione terapeutica umana oculare. In studi peri-/postnatali su ratti, ≥0,3 mg/kg/giorno hanno provocato tossicità materna con riduzione del tempo di gestazione, morte fetale e riduzione del peso corporeo dei cuccioli. Le funzioni neuro comportamentali della prole non sono state tuttavia coinvolte.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Tempo di conservazione dopo l'apertura:
LUMIGAN 0,1 mg/ml: non utilizzare per più di 4 settimane dopo la prima apertura.
LUMIGAN 0,3 mg/ml Unit Dose: dopo l'apertura della confezione, utilizzare i singoli contenitori monodose entro 30 giorni. Smaltire il contenitore monodose aperto immediatamente dopo l'uso.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Non conservare a temperature superiori a 25 °C.
Indicazioni per la manipolazione
Richiudere bene il contenitore contagocce di LUMIGAN 0,1 mg/ml subito dopo l'uso.
Numero dell'omologazione
55918, 63092 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
AbbVie AG, 6330 Cham
Stato dell'informazione
Gennaio 2023
24783 — 26/06/2023