ELYFEM 30 drag
Berlis AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Elyfem® 30
Composizione
Principi attivi
Levonorgestrelum, ethinylestradiolum.
Sostanze ausiliarie
Lactosum monohydricum 33 mg, Maydis amylum, Povidonum K25, Talcum (E553b), Magnesii stearas (E470B); Überzug: Saccharum 19 mg, Povidonum K90, Macrogolum 6000, Talcum (553b), Calcii carbonas (E170), Glycerolum 85%, Titanii dioxidum (E171), Ferri oxidum flavum (E172), Cera montanglycoli pro compresso obducto.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 confetto di Elyfem 30 contiene:
levonorgestrelum 0,15 mg, ethinylestradiolum 0,03 mg.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Contraccezione ormonale.
Nella decisione di prescrivere Elyfem 30 si dovrebbero prendere in considerazione gli attuali fattori di rischio individuali della singola donna, in particolare in relazione alle tromboembolie venose (TEV), e confrontare anche il rischio di TEV con l'assunzione di Elyfem 30 rispetto a quello di qualsiasi altro contraccettivo ormonale combinato (CHC) (cfr. «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia/Impiego
I CHC come Elyfem 30 dovrebbero essere prescritti esclusivamente da un medico con la necessaria esperienza, in grado di fornire alla paziente una spiegazione esaustiva dei vantaggi e degli svantaggi di tutti i metodi contraccettivi disponibili e di sottoporre la paziente, oltre a una visita medica generale, anche a una visita ginecologica.
In linea di massima, la prescrizione di un CHC dovrebbe avvenire nel rispetto delle direttive correnti della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SGGO).
I confetti devono essere assunti preferibilmente con del liquido, possibilmente sempre alla stessa ora del giorno, nell'ordine indicato sulla confezione. Si deve assumere un confetto al giorno per 21 giorni consecutivi, seguiti da una pausa di 7 giorni prima di iniziare la confezione successiva. Durante la pausa nell'assunzione si verifica generalmente un'emorragia da sospensione che inizia normalmente 2-3 giorni dopo l'assunzione dell'ultimo confetto e può persistere anche dopo l'inizio della confezione successiva.
Inizio dell'assunzione
Donne che nell'ultimo mese non hanno utilizzato contraccettivi ormonali
L'assunzione dei confetti deve iniziata il 1° giorno del ciclo (= 1° giorno di mestruazione). È possibile iniziare anche dal 2-5° giorno. In tal caso, nei primi 7 giorni di assunzione dei confetti durante il 1° ciclo si raccomanda il ricorso in via aggiuntiva a metodi contraccettivi non ormonali (ad es. preservativi, non però il metodo del calendario secondo Ogino-Knaus o il metodo della temperatura).
Passaggio da un contraccettivo orale combinato (COC), anello vaginale o cerotto transdermico
L'assunzione di Elyfem 30 deve iniziare preferibilmente il giorno successivo all'assunzione dell'ultimo confetto contenente il principio attivo del COC assunto fino a quel momento, al più tardi tuttavia il giorno dopo il consueto intervallo senza assunzione o la fase placebo.
Se finora è stato utilizzato un anello vaginale o un cerotto transdermico, l'assunzione di Elyfem 30 dovrebbe iniziare preferibilmente il giorno in cui viene rimosso l'ultimo anello o l'ultimo cerotto o al più tardi quando è prevista l'applicazione successiva.
Passaggio da un monopreparato progestinico (minipillola, iniezione, impianto, sistema intrauterino a rilascio di progestinico [IUS])
Il passaggio dalla minipillola può avvenire in qualunque giorno, nel caso di un impianto o di uno IUS a rilascio di progestinico non prima del giorno della sua rimozione e nel caso di un preparato iniettabile nel giorno previsto per l'iniezione successiva. In tutti questi casi, nei primi 7 giorni di assunzione dei confetti vanno usati metodi contraccettivi non ormonali supplementari.
Dopo un aborto nel primo trimestre di gravidanza
L'assunzione di Elyfem 30 può iniziare immediatamente, senza bisogno di ulteriori misure contraccettive.
Dopo un aborto nel secondo trimestre di gravidanza o un parto
Nel decidere quando (re)iniziare l'assunzione di un CHC come Elyfem 30 dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, occorre considerare che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici venosi è maggiore (per un periodo fino a 12 settimane; cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
In ogni caso, dopo un parto o un aborto nel 2° trimestre, l'assunzione di Elyfem 30 non deve iniziare prima del 21-28° giorno. Se l'assunzione inizia successivamente, nei primi 7 giorni sono consigliati in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali. Se nel frattempo si fossero già avuti rapporti sessuali, si deve escludere una gravidanza o attendere la prima mestruazione prima di iniziare l'assunzione.
Procedura in caso di assunzione dimenticata dei confetti
Se viene notato che l'assunzione dei confetti è stata dimenticata entro 12 ore dall'orario di assunzione abituale, il confetto deve essere assunto immediatamente. L'assunzione dei confetti successivi deve riprendere all'ora consueta. In questo modo la protezione contraccettiva non viene compromessa.
Se sono trascorse più di 12 ore rispetto all'ora di assunzione consueta dei confetti, la protezione contraccettiva può essere ridotta. In caso di dimenticanza nell'assunzione, valgono le seguenti due regole di base:
- L'assunzione non deve essere interrotta per più di 7 giorni.
- È necessaria un'assunzione regolare per almeno 7 giorni per una soppressione efficace dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.
A seconda della settimana di assunzione, occorre procedere come segue:
1a settimana di assunzione
Il confetto dimenticato deve essere assunto immediatamente, non appena viene notata la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 confetti in una giornata. Gli altri confetti devono essere assunti nuovamente all'ora consueta. Nei successivi 7 giorni si deve usare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale. Nel caso si siano avuti rapporti sessuali nei 7 giorni precedenti, occorre considerare la possibilità che si sia instaurata una gravidanza. Quanto maggiore è il numero di confetti dimenticati e più tale dimenticanza è vicina all'intervallo senza assunzione, tanto più è alto il rischio di gravidanza.
2a settimana di assunzione
Il confetto dimenticato deve essere assunto immediatamente, non appena viene notata la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 confetti in una giornata. Gli altri confetti devono essere assunti all'ora consueta. Purché l'assunzione sia stata regolare nei 7 giorni precedenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari. In caso contrario o se è stato dimenticato più di 1 confetto, nei 7 giorni successivi si devono utilizzare in via aggiuntiva metodi contraccettivi non ormonali.
3. settimana di assunzione
A causa dell'imminenza dell'intervallo senza assunzione, il rischio di gravidanza è maggiore. Se si segue una delle due opzioni di assunzione seguenti, non sono necessarie misure contraccettive supplementari, a condizione che nei 7 giorni precedenti l'assunzione sia stata regolare. In caso contrario, è necessario seguire la prima delle due opzioni e nei successivi 7 giorni adottare in via aggiuntiva un metodo contraccettivo non ormonale.
- Il confetto dimenticato deve essere assunto immediatamente, non appena viene notata la mancata assunzione, anche se ciò comporta l'assunzione di 2 confetti in una giornata. Gli altri confetti devono essere assunti all'ora consueta. L'assunzione dei confetti della confezione successiva deve iniziare immediatamente, ovvero senza osservare l'intervallo di assunzione. È improbabile che prima della fine della 2° confezione compaia un'emorragia da sospensione, tuttavia possono presentarsi con maggiore frequenza perdite o metrorragie da interruzione.
- Si interrompe l'assunzione dei confetti della confezione attuale. La confezione successiva deve essere iniziata dopo un intervallo senza assunzione fino a 7 giorni (inclusi i giorni in cui l'assunzione è stata dimenticata).
Se nel successivo intervallo senza assunzione non dovesse presentarsi un'emorragia da sospensione, occorre considerare l'eventualità di una gravidanza.
Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali
In caso di gravi disturbi gastrointestinali – indipendentemente dalla causa (ovvero anche in caso di diarrea indotta da medicamenti ecc.) – l'assorbimento può risultare incompleto e si dovrebbero adottare misure contraccettive supplementari.
In caso di vomito entro 3-4 ore dall'assunzione di un confetto, occorre seguire le regole di base specificate nella rubrica «Procedura in caso di assunzione dimenticata dei confetti». Per proseguire con il consueto schema di assunzione, si deve prelevare da una confezione di riserva il confetto da assumere in via aggiuntiva.
Spostamento della mestruazione
Ritardare la mestruazione (prolungamento del ciclo)
L'assunzione dei confetti della confezione successiva deve avvenire senza osservare l'intervallo senza assunzione. In tal modo la mestruazione può essere ritardata per il tempo desiderato (al massimo fino alla fine della seconda confezione). In questo periodo possono presentarsi perdite o metrorragie da interruzione. L'assunzione regolare di Elyfem 30 riprende poi regolarmente dopo la consueta pausa di 7 giorni.
Anticipare la mestruazione
L'inizio della mestruazione può essere spostato a un altro giorno della settimana accorciando a discrezione l'intervallo senza assunzione. Quanto più breve sarà tale pausa, tanto più improbabile sarà la possibilità di un'emorragia da sospensione ovvero tanto più frequente sarà la comparsa di perdite o metrorragie da interruzione durante l'assunzione della confezione successiva (come quando si desidera ritardare la mestruazione).
Comportamento in caso di sanguinamenti irregolari
Con tutti i CHC può accadere che si verifichino sanguinamenti irregolari (perdite o metrorragie da interruzione) soprattutto nei primi mesi di assunzione. Pertanto è opportuno eseguire un accertamento diagnostico di tali sanguinamenti irregolari solo dopo una fase di adattamento di ca. 3 cicli.
Se i sanguinamenti irregolari persistono o si presentano per la prima volta dopo cicli precedentemente regolari, occorre considerare anche cause non ormonali. Sono indicate pertanto le misure diagnostiche atte a escludere una gravidanza o una patologia maligna. Questi accertamenti possono includere un curettage.
L'emorragia da sospensione può non presentarsi durante l'intervallo senza assunzione. Se il CHC è stato usato secondo le indicazioni posologiche, è improbabile che si sia instaurata una gravidanza. Se però il CHC non è stato assunto come da prescrizione prima della prima emorragia da sospensione mancata o se non si sono verificate due emorragie da sospensione, prima di continuare a usarlo occorre escludere una gravidanza.
Istruzioni posologiche speciali
Bambini e adolescenti
Elyfem 30 è indicato solo dopo il menarca. L'efficacia e la sicurezza di Elyfem 30 sono state esaminate in donne a partire da 18 anni di età. Per le adolescenti si raccomanda, se indicato, la stessa posologia delle pazienti adulte.
Pazienti anziani
Non sussiste alcuna indicazione in post-menopausa.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Elyfem 30 non è stato esaminato in donne con insufficienza renale.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Elyfem 30 non deve essere utilizzato in donne con insufficienza epatica.
Controindicazioni
- Presenza o rischio di tromboembolia venosa (TEV)
- Tromboembolia venosa – TEV in corso (anche in terapia anticoagulante) o in anamnesi (ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare)
- Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come predisposizione ereditaria o acquisita a eventi tromboembolici venosi come, ad es., resistenza alla proteina C attivata (inclusa la mutazione del fattore V di Leiden), carenza di antitrombina III, carenza di proteina C o carenza di proteina S
- Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici venosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»
- Presenza o rischio di tromboembolia arteriosa (TEA)
- Eventi tromboembolici arteriosi in corso o pregressi e relativi prodromi (ad es. angina pectoris, infarto miocardico, attacchi ischemici transitori, incidente cerebrovascolare)
- Presenza di forti fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come
- diabete mellito con complicanze vascolari
- ipertensione arteriosa grave
- dislipoproteinemia grave
- emicrania con sintomi neurologici focali (anche in anamnesi)
- predisposizione ereditaria o acquisita a una tromboembolia arteriosa come, ad es., iperomocisteinemia o anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante)
- Concomitanza di molteplici fattori di rischio per eventi tromboembolici arteriosi come descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»;
- Grave malattia epatica in corso o pregressa, fintanto che sussistono alterazioni dei parametri della funzionalità epatica
- Utilizzo concomitante con la combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir (medicamento per la terapia dell'epatite C). (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»)
- Tumori epatici (benigni o maligni) in corso o pregressi
- Patologie maligne in corso o sospette a carico degli organi genitali o delle mammelle, se dipendenti dagli ormoni sessuali
- Sanguinamenti vaginali inspiegati
- Gravidanza in corso o sospetta
- Ipersensibilità ai principi attivi o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie di Elyfem 30.
Avvertenze e misure precauzionali
L'utilizzo di un CHC aumenta il rischio di tromboembolie venose (TEV) e arteriose (TEA) rispetto al non utilizzo. Prima di qualunque prescrizione occorre considerare le avvertenze e le misure precauzionali descritte di seguito (cfr. «Rischio di tromboembolie venose» [TEV] e «Rischio di tromboembolie arteriose» [TEA]). È importante che la paziente sia informata in merito agli eventi tromboembolici venosi e arteriosi, in particolare relativamente ai possibili sintomi di TEV e TEA e ai fattori di rischio vascolare noti, nonché alle misure da intraprendere in caso di sospetta trombosi (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»).
Il beneficio offerto dall'utilizzo di un CHC come Elyfem 30 dovrebbe essere soppesato rispetto alle malattie/ai rischi elencati di seguito – tenendo conto della gravità di ogni singolo fattore o della concomitanza di molteplici fattori – e discusso con ogni paziente prima di decidere di utilizzare un contraccettivo ormonale (vedere anche «Controindicazioni»). È inoltre necessario invitare la paziente a leggere attentamente il foglietto illustrativo e a seguire i consigli ivi contenuti.
Visita medica
Prima di iniziare o riprendere l'utilizzo di un CHC come Elyfem 30, si deve raccogliere un'anamnesi personale e familiare dettagliata e, tenendo presenti le «Controindicazioni» e le «Avvertenze e misure precauzionali», eseguire una visita medica generale e una visita ginecologica approfondite per poter stabilire la presenza di malattie che necessitano di trattamento e i rispettivi fattori di rischio, nonché per escludere l'eventualità di una gravidanza. Queste visite includono generalmente la misurazione della pressione arteriosa, l'esame del seno, dell'addome, degli organi pelvici (incl. l'esame citologico della cervice) e i pertinenti esami di laboratorio.
Durante l'utilizzo del CHC queste visite devono essere ripetute a intervalli regolari, stabilendo il tipo e la frequenza degli esami in funzione della singola utilizzatrice e orientandosi alle direttive della Società svizzera di ginecologia e ostetricia (SGGG). A questi controlli si dovrebbero verificare nuovamente le controindicazioni (ad es. un attacco ischemico transitorio) e i fattori di rischio (ad es. anamnesi familiare di trombosi venose o arteriose, cfr. «Fattori di rischio per la TEV» e «Fattori di rischio per la TEA») poiché questi possono presentarsi per la prima volta durante l'uso di un CHC.
Motivi di interruzione immediata
L'utilizzatrice deve essere informata che, qualora si manifesti una delle suddette controindicazioni nonché al verificarsi di una delle situazioni seguenti, deve consultare quanto prima un medico, il quale deciderà in merito all'ulteriore utilizzo del CHC:
- prima insorgenza o esacerbazione di una cefalea emicranica o insorgenza più frequente di una cefalea insolitamente forte;
- improvvisi disturbi della vista, dell'udito, del linguaggio o altri disturbi della percezione;
- primi segni di eventi tromboembolici (cfr. «Sintomi di una TEV [trombosi venosa profonda ed embolia polmonare]» e «Sintomi di una TEA»);
- almeno 4 settimane prima di interventi programmati e durante un'immobilizzazione (ad es. dopo un infortunio o un intervento);
- aumento clinicamente rilevante della pressione arteriosa (con misurazione ripetuta);
- insorgenza di ittero, epatite, prurito generalizzato;
- forte dolore all'addome superiore o ingrossamento del fegato;
- gravi stati depressivi;
- gravidanza o sospetta gravidanza.
Rischio di tromboembolie venose (TEV)
L'utilizzo di qualsiasi CHC aumenta il rischio di TEV rispetto al non utilizzo. I medicamenti contenenti levonorgestrel, norgestimato o noretisterone sono associati al rischio di TEV più basso in assoluto.
La decisione di usare il medicamento deve essere presa solo dopo averne discusso con la paziente per assicurarsi che comprenda quanto segue:
- il rischio di TEV con l'assunzione di Elyfem 30;
- il modo in cui i suoi fattori di rischio individuali preesistenti influenzano questo rischio;
- il massimo aumento del rischio di TEV nel primissimo anno di utilizzo (soprattutto nei primi 3 mesi).
- I dati disponibili indicano che questo aumentato rischio sussiste sia al primo utilizzo di un CHC sia alla ripresa dello stesso CHC o di un altro CHC (dopo un intervallo d'utilizzo di almeno 4 settimane o più).
- Elyfem 30 è un medicamento. In caso di infortunio o intervento chirurgico l'utilizzatrice deve informare i medici curanti che assume Elyfem 30.
In un anno, circa 2 donne su 10'000 che non usano CHC e che non sono in gravidanza, sviluppano una TEV. In una singola donna, però, il rischio può essere significativamente superiore a seconda dei suoi fattori di rischio determinanti (vedere sotto).
Sulla base dei dati epidemiologici disponibili, si stima che su 10'000 donne che usano un CHC contenente levonorgestrel, 5-7 di loro svilupperanno una TEV nell'arco di un anno.
Il numero di TEV all'anno con CHC contenenti levonorgestrel è inferiore al numero previsto durante una gravidanza o nel periodo post-partum.
La TEV ha un decorso fatale nell'1-2% dei casi.

Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi venose in sedi diverse dalle estremità, ad es. trombosi delle vene sinusali o trombosi in vene epatiche, mesenteriche, renali o retiniche.
Fattori di rischio per la TEV
Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di CHC può aumentare in misura marcata in presenza di fattori di rischio aggiuntivi, soprattutto con molteplici fattori di rischio (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici venosi in presenza di una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEV. Elyfem 30 è controindicato se una donna presenta una concomitanza di diversi fattori di rischio che la espongono globalmente a un rischio elevato di trombosi venosa.
Tabella: Fattori di rischio per la TEV
Fattore di rischio | Nota |
|---|---|
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI. Particolarmente importante se sono presenti ulteriori fattori di rischio. |
Immobilizzazione prolungata, interventi di chirurgia maggiore, qualunque intervento chirurgico agli arti inferiori o all'anca, intervento di neurochirurgia o trauma grave | In questi casi è consigliabile interrompere l'assunzione dei confetti (almeno quattro settimane prima nel caso di un intervento programmato) e riprenderla non prima di due settimane dopo completa mobilizzazione. Se del caso, si deve utilizzare un altro metodo contraccettivo per evitare gravidanze indesiderate. Qualora Elyfem 30 non sia stato interrotto anticipatamente, occorre valutare una profilassi antitrombotica con medicamenti. |
Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia venosa in un fratello/una sorella o un genitore, specialmente in età relativamente giovane, ad es. prima dei 50 anni). | Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Elyfem 30. Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Elyfem 30 è controindicata. |
Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEV | Lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, malattie intestinali infiammatorie croniche (malattia di Crohn o colite ulcerosa), anemia falciforme, patologie maligne |
Età avanzata | In particolare al di sopra dei 35 anni |
Nota: anche un'immobilizzazione temporanea come, ad es., un viaggio in aereo con durata >4 ore, può costituire un fattore di rischio per una TEV, in particolare in donne che presentano altri fattori di rischio.
Non vi è consenso sul possibile ruolo di varici e di tromboflebite superficiale nell'esordio o nella progressione di una trombosi venosa.
Occorre tenere presente che nel periodo post-partum il rischio di eventi tromboembolici è maggiore. Dati indicano che il rischio di trombosi può essere elevato fino a 12 settimane dopo il parto.
Sintomi di una TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare)
La paziente deve essere avvisata che, alla comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Elyfem 30.
- I sintomi di una trombosi venosa profonda della gamba possono includere:
- gonfiore unilaterale di una gamba o lungo una vena della gamba;
- dolorabilità o dolore a una gamba, anche se avvertibili solo dalla posizione eretta o durante il cammino;
- maggiore sensazione di calore, arrossamento o alterata colorazione della pelle nella gamba colpita.
- I sintomi di un'embolia polmonare possono includere:
- respiro corto a esordio improvviso, inspiegabile, respirazione accelerata o affanno; intolleranza agli sforzi;
- comparsa improvvisa di tosse, eventualmente con emottisi;
- forte dolore toracico improvviso che può aumentare con la respirazione profonda;
- forte stordimento, capogiro o ansia;
- tachicardia o aritmie.
Alcuni di questi sintomi (ad es. respiro corto o tosse) sono aspecifici e possono essere interpretati erroneamente come eventi frequenti o meno gravi (ad es. infezioni delle vie respiratorie).
Rischio di tromboembolie arteriose (TEA)
Studi epidemiologici hanno inoltre associato l'uso di contraccettivi ormonali a un aumentato rischio di eventi tromboembolici arteriosi (come infarto miocardico, ictus o attacchi ischemici transitori). Prima di decidere di prescrivere Elyfem 30, occorre informare la paziente di questo rischio e in particolare anche di come possa essere ulteriormente aumentato da fattori di rischio individuali eventualmente preesistenti.
Molto raramente nelle utilizzatrici di CHC sono state osservate anche trombosi in altri vasi sanguigni (come ad es. arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche).
Fattori di rischio per la TEA
Nelle utilizzatrici di CHC si osserva un aumentato rischio di incidente cerebrovascolare o di altre complicanze tromboemboliche arteriose, soprattutto in donne che già presentano fattori di rischio per tali malattie (vedere tabella). In particolare, nella valutazione del rapporto rischio-beneficio occorre considerare un possibile aumento sovradditivo del rischio di eventi tromboembolici arteriosi se è presente una combinazione di fattori di rischio. In tal caso occorre valutare il rischio globale di TEA. Elyfem 30 è controindicato in pazienti che presentano un alto rischio di TEA a causa di un fattore di rischio grave o della presenza di molteplici fattori di rischio.
Tabella: Fattori di rischio per la TEA
Fattore di rischio | Nota |
|---|---|
Età avanzata | In particolare al di sopra dei 35 anni |
Fumo | Alle donne deve essere consigliato di non fumare se desiderano usare un CHC come Elyfem 30. Alle donne sopra i 35 anni che continuano a fumare deve essere raccomandato urgentemente l'utilizzo di un altro metodo contraccettivo. |
Ipertensione arteriosa | |
Diabete mellito | In pazienti diabetiche con complicanze vascolari preesistenti l'utilizzo di CHC è controindicato. |
Dislipoproteinemia | |
Valvulopatie cardiache | |
Fibrillazione atriale | |
Adiposità (Body Mass Index superiore a 30 kg/m²) | Il rischio aumenta considerevolmente all'aumentare del BMI. Particolarmente importante in donne con ulteriori fattori di rischio. |
Anamnesi familiare positiva (qualsiasi tromboembolia arteriosa in un fratello/una sorella o in un genitore, specialmente in età relativamente giovane, prima dei 50 anni). | Se si sospetta una predisposizione genetica, la paziente deve essere indirizzata a uno specialista per un consulto prima di decidere in merito all'assunzione di Elyfem 30. Se l'esame indica la presenza di trombofilia, l'assunzione di Elyfem 30 è controindicata. |
Emicrania | Un aumento della frequenza o della gravità di un'emicrania durante l'assunzione di Elyfem 30 può essere un sintomo prodromico di un evento cerebrovascolare e può rappresentare un motivo di interruzione immediata. |
Altre patologie associate a un aumentato rischio di TEA | Iperomocisteinemia, lupus eritematoso sistemico, anemia falciforme, patologie maligne. |
Sintomi di TEA
La paziente deve essere avvisata che, alla comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, deve richiedere immediatamente assistenza medica e informare il personale medico specializzato che assume Elyfem 30.
- I sintomi di un incidente cerebrovascolare possono includere:
- intorpidimento o debolezza improvvisa del viso, di un braccio o di una gamba, soprattutto su un lato del corpo;
- improvvisa confusione;
- eloquio inintelligibile o problemi di comprensione;
- improvvisi disturbi della vista in uno o entrambi gli occhi;
- improvvisi disturbi del cammino;
- capogiri;
- disturbi dell’equilibrio o della coordinazione;
- improvvisa cefalea, grave o prolungata, senza causa nota;
- perdita di coscienza o svenimento con o senza convulsioni.
- I sintomi di un infarto miocardico possono includere:
- dolore, malessere, sensazione di oppressione, sensazione di pesantezza, sensazione di costrizione o tensione al torace, a un braccio o sotto lo sterno;
- dolori che irradiano a schiena, mascella, collo, braccio o stomaco;
- sensazione di gonfiore, disturbi di stomaco o conati di vomito;
- sudorazione, nausea, vomito o capogiri;
- estrema debolezza, ansia o respiro corto;
- tachicardia o aritmie.
- Altri sintomi di un'occlusione vascolare possono includere:
- improvviso dolore, gonfiore o lieve cianosi a un’estremità;
- addome acuto.
Sospetto di predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche
Se si sospetta una predisposizione ereditaria o acquisita a complicanze tromboemboliche è indicato un accertamento della coagulazione fisiologica da parte di uno specialista che eventualmente richieda un esame di determinati parametri emostatici.
Patologie tumorali
In alcuni studi epidemiologici è stato riportato un aumentato rischio di carcinoma della cervice con l'uso a lungo termine di CHC (>5 anni). La discussione rimane però controversa sul grado di influenza esercitato su questo risultato da altri fattori come un'infezione da papilloma virus umani (HPV) (fattore di rischio massimo), la frequenza di partecipazione allo screening cervicale o il comportamento sessuale.
Una meta-analisi di 54 studi epidemiologici ha evidenziato un aumento trascurabile del rischio relativo (RR) di diagnosi di carcinoma mammario in donne che usano CHC (RR=1,24). Una volta interrotto il CHC, l'aumentato rischio diminuisce in maniera continua e dopo 10 anni non è più rilevabile. Poiché i carcinomi mammari sono rari prima del 40° anno di età, in donne che usano un CHC o che lo hanno usato fino a poco tempo prima, l'aumento del numero di diagnosi di carcinoma mammario è minimo rispetto al rischio globale di carcinoma mammario. Questi studi non forniscono evidenze di una relazione causale. L'aumento osservato del rischio può essere riconducibile sia a un'individuazione più precoce nelle utilizzatrici di CHC sia agli effetti biologici dei CHC o all'associazione di entrambi i fattori. Alla diagnosi, i casi di carcinoma mammario in donne che hanno usato un CHC tendevano a essere in uno stadio molto meno avanzato rispetto a quelli di donne che non avevano mai usato CHC.
In rari casi, con l'uso di principi attivi ormonali come quelli presenti in Elyfem 30, sono state osservate alterazioni benigne, ancor più raramente maligne, del fegato che tra le possibili complicanze includono sanguinamenti intraddominali potenzialmente fatali. Se si presentano forti dolori nella parte alta dell'addome, ingrossamento epatico o segni indicativi di emorragie intraddominali, nella diagnosi differenziale deve essere presa in considerazione la possibilità di un tumore epatico.
Disturbi depressivi
Le depressioni o l'umore depresso sono noti come possibili effetti indesiderati dell'utilizzo di ormoni sessuali, inclusi contraccettivi ormonali (vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati»). Tali disturbi possono comparire già poco dopo l'inizio del trattamento. Una depressione può avere decorso grave e rappresenta un fattore di rischio per i suicidi o il comportamento suicidario. Occorre quindi informare le utilizzatrici di contraccettivi ormonali dei possibili sintomi dei disturbi depressivi. Occorre consigliare urgentemente all'utilizzatrice di rivolgersi subito a un medico se durante l'utilizzo del contraccettivo nota sbalzi d'umore o altri sintomi di una depressione.
Le utilizzatrici con una depressione grave in anamnesi devono essere monitorate attentamente.
Se durante l'utilizzo di Elyfem 30 si manifestano nuovamente gravi stati depressivi, il medicamento deve essere interrotto.
Ulteriori misure precauzionali
Le donne che usano un contraccettivo ormonale non devono essere trattate in concomitanza con preparati a base di erba di San Giovanni (Hypericum) poiché possono interferire con l'azione contraccettiva. Sono stati segnalati sanguinamenti intermestruali e singoli casi di gravidanze indesiderate (cfr. anche «Interazioni»).
Le donne affette da ipertrigliceridemia o con ipertrigliceridemia familiare possono presentare un aumentato rischio di pancreatite durante l'uso di CHC.
Benché con l'utilizzo di CHC le segnalazioni di aumenti trascurabili della pressione arteriosa siano relativamente frequenti, gli aumenti pressori clinicamente rilevanti sono rari. Se durante l'utilizzo di un CHC si verifica un aumento pressorio clinicamente significativo (dopo misurazione ripetuta), il CHC deve essere interrotto. Laddove appaia indicato, è possibile valutare l'opportunità di riutilizzare un CHC dopo che i valori pressori si sono normalizzati (con il trattamento).
Con l'utilizzo di CHC è stata riferita una ridotta tolleranza al glucosio. Pertanto, durante l'uso di un CHC, in particolare nei primi mesi, occorre monitorare attentamente le donne diabetiche e le donne con ridotta tolleranza al glucosio. Tuttavia non sono generalmente necessari aggiustamenti della terapia antidiabetica.
Disturbi acuti o cronici della funzionalità epatica possono richiedere l'interruzione del CHC fino alla normalizzazione dei valori della funzionalità epatica.
Alla ricomparsa di ittero colestatico, manifestatosi per la prima volta durante una gravidanza o durante un precedente utilizzo di ormoni steroidei sessuali, occorre interrompere il CHC. In pazienti con epatite C che hanno utilizzato contemporaneamente un CHC contenente etinilestradiolo, con l'uso della combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir è stato osservato un aumento dell'ALT (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma) con frequenza significativamente maggiore rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali (vedere «Interazioni»). Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con questa combinazione di principi attivi, occorre interrompere Elyfem 30. Purché i valori epatici siano normali, è possibile riprendere l'assunzione di Elyfem 30 al più presto 2 settimane, ma preferibilmente 4 settimane dopo l'interruzione delle combinazioni di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir, glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir, tenendo tuttavia presente che, con un intervallo inferiore a 4 settimane, per via delle proprietà di induzione enzimatica di ritonavir, l'efficacia del CHC può risultare ancora compromessa e pertanto va usato anche un metodo di barriera (vedere la rubrica «Interazioni/Induttori enzimatici»).
Gli estrogeni possono aumentare la litogenicità della bile. Con l'utilizzo di contraccettivi ormonali sono state riferite colelitiasi nonché altre malattie a carico della colecisti (ad es. colecistite).
In donne con angioedema ereditario e/o acquisito, gli estrogeni esogeni possono indurre o aggravare i sintomi dell'angioedema.
Le seguenti malattie possono insorgere sia durante una gravidanza sia durante l'uso di un CHC o subire un effetto sfavorevole, ma i dati disponibili non consentono di trarre conclusioni univoche sull'esistenza di un nesso causale con l'uso di un CHC: ittero colestatico e/o prurito; colelitiasi; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitico-uremica; corea minor; herpes gestazionale; perdita di udito da otosclerosi. Inoltre l'uso di CHC è stato associato anche con l'insorgenza di enterite regionale di Crohn e colite ulcerosa.
In donne predisposte l'uso di CHC può causare occasionalmente un cloasma, che viene ulteriormente potenziato da un'intensa esposizione solare. Pertanto le donne che presentano una predisposizione non devono esporsi a un forte irraggiamento UV.
Occorre chiarire che i CHC non proteggono dalle infezioni da HIV (AIDS) né da altre malattie a trasmissione sessuale.
È stato dimostrato che l'assunzione regolare di acido folico prima e durante una gravidanza concorre a evitare difetti del tubo neuronale (spina bifida, anencefalia). Pertanto, una volta interrotta la contraccezione ormonale, per tutte le donne che desiderano o che potrebbero iniziare una gravidanza è raccomandata, oltre a un'alimentazione ricca di acido folico, anche l'assunzione continuativa di 0,4 mg di acido folico al giorno (ad es. sotto forma di preparato multivitaminico).
Elyfem 30 contiene lattosio e saccarosio (vedere «Composizione»). I soggetti affetti dalla rara intolleranza ereditaria al fruttosio/galattosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, da insufficienza di sucrasi isomaltasi o da deficit di lattasi, non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Al fine di individuare potenziali interazioni, si dovrebbe consultare anche l'Informazione professionale dei medicamenti somministrati in concomitanza.
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica dei contraccettivi ormonali
Induttori enzimatici
Interazioni tra contraccettivi ormonali e medicamenti in grado di indurre enzimi microsomiali e che possono pertanto provocare un'aumentata clearance degli ormoni sessuali possono ridurre l'efficacia contraccettiva e determinare metrorragie da interruzione. Ciò vale, ad es., per barbiturici, bosentan, carbamazepina, felbamato, modanafil, oxcarbazepina, fenitoina, primidone, rifabutina, rifampicina e topiramato nonché per medicamenti contenenti erba di San Giovanni (Hypericum perforatum).
Già dopo pochi giorni è possibile osservare un'induzione enzimatica. L'induzione enzimatica massimale viene raggiunta generalmente dopo 2-3 settimane e può persistere per 4 settimane o più dopo l'interruzione di questi medicamenti. Le donne in trattamento a breve termine con uno di questi medicamenti dovrebbero essere esortate a usare in via temporanea un metodo contraccettivo non ormonale in aggiunta al CHC o un altro tipo di contraccezione. Il metodo di barriera dovrebbe essere utilizzato durante l'uso concomitante dei medicamenti e per i 28 giorni successivi alla loro interruzione. Se l'utilizzo concomitante di un induttore enzimatico viene proseguito oltre la fine della confezione corrente del CHC, la confezione successiva del CHC dovrebbe essere iniziata immediatamente, ovvero senza osservare il consueto intervallo senza assunzione.
In questo caso non si prevede un'emorragia da sospensione prima della fine della seconda confezione. Se durante l'intervallo senza assunzione alla fine della seconda confezione non si verifica un'emorragia da sospensione, occorre escludere una gravidanza prima di passare alla confezione successiva.
Se è in atto un trattamento a lungo termine con medicamenti che determinano un'induzione enzimatica a livello epatico, si dovrebbero utilizzare metodi contraccettivi alternativi.
Inoltre è noto che diversi inibitori della proteasi dell'HIV/HCV e inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa possono determinare una riduzione o un aumento delle concentrazioni plasmatiche di estrogeni o progestinici. In alcuni casi queste variazioni possono essere clinicamente rilevanti.
In particolare, gli inibitori della proteasi come ritonavir o nelfinavir (incluse le loro combinazioni), benché noti per essere potenti inibitori del CYP3A4, possono presentare proprietà di induzione enzimatica se usati in concomitanza con ormoni steroidei e pertanto ridurre i livelli plasmatici di estrogeni e progestinici.
Inibitori enzimatici
Inibitori potenti e moderati del CYP3A4, come antimicotici azolici (ad es. itraconazolo, voriconazolo, fluconazolo), antibiotici macrolidi (claritromicina, eritromicina), diltiazem, verapamil e succo di pompelmo, possono aumentare i livelli plasmatici degli estrogeni e/o dei progestinici e pertanto determinare una maggiore insorgenza di effetti indesiderati.
Con l'assunzione concomitante di un contraccettivo ormonale combinato con 0,035 mg di etinilestradiolo, dosi di etoricoxib comprese tra 60 e 120 mg/die hanno determinato un aumento delle concentrazioni plasmatiche di etinilestradiolo fino a 1,4-1,6 volte. Non è nota la rilevanza clinica di questa variazione.
Anche gli inibitori della HMG-CoA-reduttasi atorvastatina e rosuvastatina possono aumentare le concentrazioni plasmatiche degli ormoni sessuali (aumento dell'AUC dei componenti estrogenici e progestinici del 20-30% circa) e a causa di ciò, in alcune circostanze, determinare una maggiore insorgenza degli effetti indesiderati.
Interferenza con il ricircolo enteroepatico
Non si prevedono interazioni farmacocinetiche con l'utilizzo concomitante, di breve durata (fino a 10 giorni), di antibiotici che non presentano interazioni con il sistema enzimatico del CYP3A4. Nel consulto fornito alla paziente occorre tuttavia considerare che, in alcuni casi, la malattia di base (ad es. malattie a trasmissione sessuale) per la quale l'antibiotico viene impiegato può suggerire l'uso supplementare di un metodo di barriera.
Non sono disponibili dati sufficienti sulle possibili interazioni in caso di terapia concomitante prolungata con antibiotici (per es. in caso di osteomielite o borreliosi). Qualora venga esclusa con certezza una gravidanza, in tali casi si raccomanda l'uso supplementare di un metodo di barriera durante la terapia antibiotica e nei primi 7 giorni dopo la sua interruzione.
Se durante la terapia antibiotica dovessero presentarsi diarrea e/o vomito, occorre inoltre osservare le indicazioni al paragrafo «Comportamento in caso di disturbi gastrointestinali» nella rubrica «Posologia/impiego».
Effetti di contraccettivi ormonali sulla farmacocinetica di altri medicamenti
I contraccettivi ormonali possono influenzare – attraverso diversi meccanismi d'interazione – anche la farmacocinetica di alcuni altri medicamenti. Possono inibire gli enzimi microsomiali epatici o indurre la coniugazione epatica, in particolare la glucuronidazione. Parimenti, le concentrazioni plasmatiche e tissutali di altri medicamenti possono aumentare (ad es. ciclosporina) o diminuire (ad es. lamotrigina, vedere sotto). Inoltre può risultare alterata anche l'azione farmacologica di sostanze selezionate delle seguenti classi di medicamenti: analgesici, antidepressivi, antidiabetici, antimalarici, alcune benzodiazepine, alcuni β-bloccanti, corticosteroidi e anticoagulanti orali. Non in tutti i casi le variazioni dei livelli plasmatici risultanti da queste interazioni sono clinicamente rilevanti.
L'etinilestradiolo ha dimostrato in vitro un'inibizione di CYP1A1, CYP1A2, CYP2C19, CYP3A4/5 e CYP2C8. Nell'ambito di studi clinici, l'uso di un contraccettivo contenente etinilestradiolo ha determinato un aumento moderato (ad es. melatonina e tizanidina) o trascurabile (ad es. teofillina) delle concentrazioni plasmatiche di substrati del CYP1A2 nonché un aumento soltanto minimo o nullo delle concentrazioni plasmatiche di substrati del CYP3A4 (ad es. midazolam).
Lamotrigina
Uno studio d'interazione con l'antiepilettico lamotrigina e un contraccettivo orale combinato (0,03 mg di etinilestradiolo/0,15 mg di levonorgestrel) ha evidenziato un aumento clinicamente rilevante della clearance di lamotrigina con un corrispondente calo significativo del livello plasmatico di lamotrigina, se questo medicamento viene somministrato in concomitanza. Una simile riduzione delle concentrazioni plasmatiche può accompagnarsi a un minore controllo delle convulsioni. Non è noto in quale misura questi reperti siano trasferibili ad altri contraccettivi combinati con un altro componente progestinico e/o un'altra dose di estrogeno. Occorre tuttavia presupporre un potenziale d'interazione comparabile.
Pertanto, se una paziente che assume lamotrigina inizia l'assunzione di Elyfem 30, può rendersi necessario un aggiustamento della dose di lamotrigina e dovrebbe essere effettuato un monitoraggio attento della concentrazione di lamotrigina all'inizio della terapia. In questo caso va tenuto presente in particolare che il livello di lamotrigina può aumentare nettamente (in determinate circostanze nel range di tossicità) se il contraccettivo ormonale viene interrotto (nonché in determinate circostanze nelle pause di assunzione di 7 giorni).
Interazioni con meccanismo non noto
Nell'ambito di studi clinici, con l'utilizzo concomitante di un CHC contenente etinilestradiolo assieme alla combinazione di principi attivi ombitasvir/paritaprevir/ritonavir con o senza dasabuvir usata nella terapia delle infezioni da HCV è stato osservato un aumento dell'ALT con frequenza significativamente maggiore (incl. i casi di un aumento fino a più di cinque volte, in singoli casi fino a più di 20 volte il limite superiore della norma [LSN]) rispetto a pazienti trattate esclusivamente con i principi attivi antivirali. Aumenti simili dell'ALT sono stati osservati anche con medicamenti anti-HCV contenenti glecaprevir/pibrentasvir o sofosbuvir/velpatasvir/voxilaprevir. Pertanto, prima di iniziare una terapia con una simile combinazione antivirale, occorre interrompere Elyfem 30 (vedere anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
L'assunzione di Elyfem 30 è controindicata durante una gravidanza. Prima di assumere il medicamento occorre escludere l'eventualità di una gravidanza. Se con l'assunzione insorge una gravidanza o si sospetta una gravidanza, il medicamento deve essere interrotto immediatamente consultando il medico.
Dagli studi sugli animali sono emerse evidenze di rischi per lo sviluppo fetale (vedere «Dati preclinici»). Tuttavia la maggioranza degli studi epidemiologici condotti finora non ha fornito indicazioni univoche di effetti di tossicità embrionale o di teratogenicità nel caso in cui durante la gravidanza siano state accidentalmente usate combinazioni di estrogeni e progestinici.
Allattamento
Il medicamento non dovrebbe essere assunto nel periodo dell'allattamento poiché può ridurre la produzione di latte e alterare la qualità del latte materno, e possono essere misurate basse concentrazioni di sostanze attivi. Se possibile, fino al completo svezzamento del bambino si dovrebbero usare metodi contraccettivi non ormonali.
Per il rischio post-partum di eventi tromboembolici nella madre vedere «Avvertenze e misure precauzionali».
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi su possibili effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati più gravi osservati in relazione all'uso di CHC sono descritti nella rubrica «Avvertenze e misure precauzionali» (vedere rubrica). Gli effetti indesiderati gravi sono in particolare tromboembolie arteriose e venose.
Durante l'utilizzo di CHC possono manifestarsi i seguenti effetti indesiderati. Le frequenze sono definite come comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1'000); non nota (sulla base prevalentemente di segnalazioni spontanee nella sorveglianza post-marketing, la frequenza esatta non può essere stimata):
Infezioni ed infestazioni
Non nota: candidiasi vulvovaginale.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità.
Non nota: angioedema.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: aumento ponderale.
Non comune: ritenzione idrica, alterazione dell'appetito.
Raro: calo ponderale.
Disturbi psichiatrici
Comune: umore depresso, alterazioni dello stato mentale.
Non comune: libido diminuita.
Raro: libido aumentata.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, capogiri.
Non comune: emicrania.
Patologie dell'occhio
Raro: fastidio nel porto delle lenti a contatto.
Patologie cardiache/vascolari
Raro: eventi tromboembolici venosi (ad es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare), eventi tromboembolici arteriosi (ad es. attacchi ischemici transitori, ictus, infarto miocardico), aumento della pressione arteriosa.
Patologie gastrointestinali
Comune: nausea.
Non comune: vomito, diarrea.
Patologie epatobiliari
Raro: colelitiasi, ittero colestatico, tumori epatici.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eritema, orticaria, prurito generalizzato.
Raro: cloasma, eritema nodoso, eritema multiforme, acne, alopecia.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: dolori pelvici, sensazione di tensione o dolore alla mammella, sanguinamenti intermestruali.
Non comune: amenorrea, aumento di volume mammario.
Raro: galattorrea, fluor vaginale o modificazioni delle secrezioni vaginali.
Non nota: vaginite, cervicite.
Patologie sistemiche
Non comune: edemi.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono state riferite conseguenze gravi in caso di sovradosaggio. I sintomi di sovradosaggio sono: nausea, vomito e sanguinamenti vaginali. Questi ultimi possono verificarsi in seguito ad assunzione accidentale del preparato anche in ragazze prima del menarca.
Non esiste un antidoto specifico. Un eventuale trattamento deve essere sintomatico.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G03AA07
Meccanismo d'azione
Come per tutti i contraccettivi ormonali combinati (CHC), l'azione contraccettiva di Elyfem 30 si basa su diversi fattori, i principali dei quali sono da considerarsi l'inibizione dell'ovulazione e la modificazione delle secrezioni cervicali. Inoltre, in seguito alle variazioni morfologiche ed enzimatiche, l'endometrio presenta condizioni sfavorevoli per l'annidamento. Infine le alterazioni ormonali indotte dal CHC determinano cicli più regolari e meno abbondanti.
Se assunti correttamente, i contraccettivi ormonali combinati hanno una percentuale di fallimento inferiore all'1% all'anno.
Farmacodinamica
Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Vedere rubrica «Meccanismo d'azione».
Farmacocinetica
Levonorgestrel
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, il levonorgestrel viene assorbito rapidamente e completamente. Dopo una singola dose (ca. 3 ng/ml), le concentrazioni sieriche massime vengono raggiunte 1 ora dopo l'assunzione. A seguito di assunzione orale il levonorgestrel è quasi completamente biodisponibile.
Distribuzione
Il 64% circa del levonorgestrel è legato in modo specifico alla SHBG, il 35% ca. è legato in modo aspecifico all'albumina; solo l'1,3% della concentrazione totale nel siero è presente sotto forma di steroide libero. L'aumento della concentrazione di SHBG indotto dall'etinilestradiolo influenza il legame relativo del levonorgestrel con le proteine sieriche, determinando un incremento del legame con la SHBG e una riduzione del legame con l'albumina e della frazione libera. Il volume di distribuzione è di circa 129 litri.
Metabolismo
La biotrasformazione del levonorgestrel passa per le note vie metaboliche degli steroidi, con il CYP3A4 che rappresenta l'enzima principalmente coinvolto nel metabolismo. I principali metaboliti nel plasma sono le forme coniugate e non coniugate di 3α,5β-tetraidro-levonorgestrel. La clearance metabolica dal siero è di circa 1,3-1,6 ml/min/kg.
Eliminazione
I livelli sierici del levonorgestrel diminuiscono con andamento bifasico, con un'emivita terminale di circa 20-24 ore. Il levonorgestrel viene escreto soltanto sotto forma di metaboliti, in percentuali pressoché identiche, per via renale e biliare.
Condizioni allo stato stazionario
Con l'assunzione giornaliera, le concentrazioni sieriche del levonorgestrel aumentano di 2-3 volte fino a raggiungere lo stato stazionario nella seconda metà del ciclo di trattamento. La farmacocinetica del levonorgestrel è influenzata dal livello di SHBG, che con l'assunzione quotidiana di Elyfem 30 aumenta a circa 1,7 volte. Ciò determina una riduzione della clearance a circa 0,7 ml/min/kg allo steady state.
Etinilestradiolo
Assorbimento
L'etinilestradiolo viene assorbito rapidamente e completamente dopo somministrazione orale. Concentrazioni sieriche massime di ca. 95 pg/ml vengono raggiunte dopo 1-2 ore. La biodisponibilità assoluta a seguito della metabolizzazione presistemica (effetto first-pass) è di ca. il 45%, con un'ampia variabilità interindividuale del 20-65%.
Distribuzione
L'etinilestradiolo presenta un legame molto forte (ca. 98%) ma aspecifico con l'albumina sierica e induce un aumento delle concentrazioni sieriche di SHBG. Il volume di distribuzione è di ca. 2,8-8,6 l/kg.
Metabolismo
L'etinilestradiolo viene metabolizzato a livello pre-sistemico sia nella mucosa dell'intestino tenue sia nel fegato. Nella mucosa dell'intestino tenue viene coniugato, nel fegato viene degradato mediante metabolismo di fase I (metaboliti principali: 2-idrossietinilestradiolo e 2-metossietinilestradiolo) e per coniugazione. Nel metabolismo è implicato in misura notevole il citocromo 3A4.
Eliminazione
I livelli sierici dell'etinilestradiolo diminuiscono con andamento bifasico con un'emivita di 1 ora o di 10-20 ore. La clearance è di ca. 2,3-7 ml/min/kg. L'etinilestradiolo viene escreto soltanto sotto forma dei suoi metaboliti con le feci e l'urina in un rapporto di ca. 6:4. I coniugati dell'acido glucuronico e del solfato dell'etinilestradiolo e dei metaboliti di fase I sono soggetti a ricircolo enteroepatico. L'emivita di eliminazione dei metaboliti è di ca. 24 ore.
Condizioni allo stato stazionario
Con l'assunzione quotidiana di Elyfem 30 i livelli sierici dell'etinilestradiolo mostrano un lieve aumento e lo stato stazionario viene raggiunto dopo circa una settimana.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica in donne con insufficienza epatica o renale.
Dati preclinici
Studi preclinici con contraccettivi orali combinati su tossicità dopo somministrazione ripetuta, genotossicità e potenziale cancerogeno non hanno fornito evidenze univoche di rischi particolari per l'essere umano, benché studi epidemiologici abbiano documentato un aumentato rischio di carcinomi epatici, osservato prevalentemente in donne HBV- e HCV-negative, non affette da cirrosi, durante l'uso a lungo termine (>6 anni).
In studi sperimentali sugli animali l'etinilestradiolo ha dimostrato un effetto embrioletale considerato specie-specifico già a una posologia relativamente bassa; sono state osservate malformazioni del tratto urogenitale e femminilizzazione di feti maschili. L'applicazione all'uomo di questi risultati emersi dagli studi sugli animali è controversa.
Da studi di tossicità per la riproduzione su ratti, topi e conigli non sono emerse evidenze di un effetto teratogeno. Per i rischi nell'essere umano vedere la rubrica «Gravidanza, allattamento».
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
I contraccettivi steroidei possono alterare i risultati di determinati esami di laboratorio quali parametri biochimici di fegato, tiroide, funzionalità renale e surrenale, livelli plasmatici delle proteine (carrier‑) e delle frazioni lipidiche/lipoproteiche, parametri del metabolismo dei carboidrati nonché della coagulazione e della fibrinolisi. Queste variazioni si mantengono generalmente entro il rispettivo range della norma.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 25 °C.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
61656 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Berlis AG, 8045 Zurigo.
Stato dell'informazione
Giugno 2023.
22070 — 25/10/2023