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OZURDEX intravitréen implant dans applicateur

AbbVie AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

OZURDEX®

AbbVie AG

Composizione

Principi attivi

Desametasone.

Sostanze ausiliarie

Poli(D,L-lactide-co-glicolide) 50:50 con gruppi terminali di estere, poli(D,L-lactide-co-glicolide) 50:50 con gruppi terminali acidi, ipromellosa.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Impianto intravitreale con 0,7 mg di desametasone in applicatore per uso singolo e intravitreale. Dispositivo di iniezione monouso con impianto a forma di cilindretto invisibile dall'esterno. La matrice degradabile è costituita da un copolimero di acido lattico-glicolico.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

OZURDEX® è indicato per il trattamento di pazienti adulti con:

  • riduzione della capacità visiva dovuta ad un edema maculare diabetico (DME) in pazienti pseudofachici o in pazienti che si ritiene abbiano una risposta insufficiente o siano non adatti ad una terapia non-corticosteroidea.
  • Edema maculare secondario ad un'occlusione venosa retinica di branca (BRVO) o un'occlusione venosa retinica centrale (CRVO).
  • Infiammazione del segmento posteriore dell'occhio causata da uveite non infettiva.

Posologia/Impiego

OZURDEX® deve essere somministrato da un oculista qualificato con esperienza nelle iniezioni intravitreale.

Posologia abituale

Adulti

La dose raccomandata è di un impianto OZURDEX® somministrato per via intravitreale nell'occhio affetto. Si sconsiglia la somministrazione simultanea in entrambi gli occhi.

DME

Per i pazienti trattati con OZURDEX® che hanno risposto inizialmente al trattamento e che, secondo il parere del medico, potrebbero beneficiare di un ritrattamento senza essere esposti a rischio significativo, si dovrebbe considerare la possibilità di un nuovo trattamento.

I ritrattamenti possono essere effettuati dopo circa sei mesi se, a seguito di un edema maculare diabetico ricorrente o di un peggioramento dello stesso, il paziente presenta riduzione della capacità visiva e/o aumento dello spessore retinico.

Attualmente non vi è alcuna esperienza per quanto riguarda l'efficacia e la sicurezza della somministrazione ripetuta in caso di DME per più di sette impianti.

Occlusione venosa retinica e uveite

Si deve considerare la somministrazione ripetuta della dose se il paziente risponde al trattamento, manifesta successivamente una perdita dell'acuità visiva, e, secondo il parere del medico, trae beneficio da un ritrattamento senza essere esposto a rischio significativo (vedere «Proprietà/Effetti»).

Il trattamento non deve essere ripetuto nei pazienti nei quali si verifica e permane un miglioramento della vista. Il trattamento non deve essere ripetuto neanche nei pazienti che mostrano un peggioramento della vista non rallentato da OZURDEX®.

Sono disponibili informazioni molto limitate sui trattamenti ripetuti a intervalli inferiori ai sei mesi (vedere «Proprietà/Effetti»). Per informazioni sull'attuale esperienza in materia di sicurezza nel ritrattamento di più di due impianti in caso di uveite non infettiva del segmento posteriore e di occlusione venosa retinica, vedere «Effetti indesiderati».

Dopo l'iniezione è necessario monitorare i pazienti al fine di poter intervenire rapidamente in caso di infezione o di aumento della pressione intraoculare.

Modo di somministrazione

Impianto intravitreale monouso in applicatore esclusivamente per uso intravitreale. Ogni singolo applicatore può essere utilizzato solo per il trattamento di un singolo occhio.

L'iniezione intravitreale deve essere effettuata in condizioni asettiche controllate. Utilizzare guanti sterili, un panno sterile e un blefarostato sterile (o strumento equivalente).

Un collirio antimicrobico ad ampio spettro deve essere somministrato quotidianamente per 3 giorni prima e dopo ogni iniezione. Prima dell'iniezione, è necessario disinfettare la cute perioculare, le palpebre e la superficie oculare (utilizzando ad esempio gocce di soluzione di iodio povidone al 5% sulla congiuntiva come effettuato nelle sperimentazioni cliniche per l'autorizzazione di OZURDEX) e praticare un'anestesia locale adeguata.

Per una presentazione figurata dell'applicazione di OZURDEX® vedere Indicazioni per la manipolazione di Ozurdex® alla fine dell'informazione professionale.

Immediatamente dopo l'iniezione di OZURDEX®, eseguire un'oftalmoscopia indiretta nel quadrante di iniezione per verificare che la procedura d'inserimento dell'impianto sia stata eseguita correttamente. La visualizzazione è positiva nella maggior parte dei casi. Nei rari casi in cui l'impianto non può essere visualizzato, è necessario un bastoncino di cotone sterile per esercitare una leggera pressione nel punto d'iniezione così da riuscire a vederlo.

Dopo l'iniezione intravitreale, è necessario continuare il trattamento dei pazienti con gocce di antibiotico ad ampio spettro.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti anziani ( 65 anni)

Nei pazienti più anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Bambini e adolescenti

Non vi sono casi rilevanti di impiego di OZURDEX® in bambini e adolescenti con

  • edema maculare diabetico
  • edema maculare secondario ad un'occlusione venosa retinica di branca (BRVO) o un'occlusione venosa retinica centrale (CRVO).

La sicurezza e l'efficacia di OZURDEX® nell'uveite non è stata ancora dimostrata nei bambini e negli adolescenti. Non sono disponibili studi al riguardo.

Controindicazioni

OZURDEX® è controindicato nei seguenti casi:

  • Infezioni oculari o perioculari attive o sospette. Queste includono la maggior parte delle patologie virali della cornea e della congiuntiva, compresi i casi di cheratite epiteliale da herpes simplex (cheratite dendritica) in corso, vaiolo, varicella, infezione da micobatteri e patologie fungine.
  • Glaucoma avanzato che non può essere trattato adeguatamente con la sola terapia farmacologica.
  • Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti a seconda della sua composizione.
  • Afachia con rottura della capsula posteriore del cristallino.
  • Occhi con lente intraoculare a camera anteriore e rottura della capsula posteriore del cristallino*.
  • Occhi con lente intraoculare a fissazione iridea o transsclérale e rottura della capsula posteriore del cristallino*.

* a causa della connessione tra la migrazione dell'impianto nella camera anteriore e l'edema consecutivo della cornea.

Avvertenze e misure precauzionali

Le iniezioni intravitreale, comprese quelle con OZURDEX®, possono causare emorragie congiuntivali, endoftalmite, infiammazione intraoculare, aumento della pressione intraoculare e distacco retinico. Utilizzare sempre una tecnica di iniezione asettica adeguata. Inoltre, dopo l'iniezione è necessario monitorare i pazienti al fine di poter intervenire rapidamente in caso di infezione o di aumento della pressione intraoculare. Il monitoraggio può richiedere un controllo della perfusione della testa del nervo ottico subito dopo l'iniezione, una tonometria entro 30 minuti dall'iniezione e un esame biomicroscopico da due a sette giorni dopo l'iniezione.

La sicurezza e l'efficacia dell'impiego simultaneo di OZURDEX® in entrambi gli occhi non sono state ancora valutate. Si sconsiglia pertanto un'applicazione simultanea in entrambi gli occhi.

Endoftalmite

I pazienti devono essere istruiti a segnalare immediatamente qualsiasi sintomo indicativo di endoftalmite o di uno degli eventi sopra menzionati (ad es. dolore oculare, vista offuscata, ecc.) (vedere «Effetti indesiderati»).

Migrazione dell'impianto

Tutti i pazienti con capsula posteriore del cristallino mancante o lacerata (ad es. a causa di intervento di cataratta) o con un difetto dell'iride (ad es. a causa di iridectomia o trabeculotomia) con o senza anamnesi di vitrectomia, o pazienti con deiscenza di fibre zonulari e capsula posteriore del cristallino sono a rischio di migrazione dell'impianto dal corpo vitreo alla camera anteriore. La migrazione dell'impianto nella camera anteriore può portare all'edema corneale. Un edema corneale grave e persistente può progredire al punto da rendere necessario un trapianto corneale.

OZURDEX® deve essere usato con cautela se non controindicato (vedere «Controindicazioni») e solo dopo un'attenta valutazione del rapporto beneficio-rischio nei pazienti con capsula posteriore del cristallino mancante o lacerata che sono presi in considerazione per la terapia. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati per consentire una diagnosi ed una gestione precoci della migrazione del dispositivo.

Corticosteroidi

L'uso di corticosteroidi, incluso OZURDEX®, può indurre cataratte (incluse cataratte subcapsulari posteriori), aumento della pressione intraoculare, glaucoma indotto da steroidi e può provocare infezioni oculari secondarie.

Come è prevedibile con la somministrazione di steroidi oculari e l'iniezione intravitreale, può verificarsi un aumento della pressione intraoculare (IOP). L'aumento della IOP può essere normalmente trattato con farmaci che riducono la IOP (vedere «Effetti indesiderati»). Tra i pazienti che hanno segnalato casi di aumento della IOP ≥10 mmHg rispetto al basale, la maggior parte di questi ha mostrato tale aumento tra i 45 e i 60 giorni dopo l'iniezione. Pertanto, è necessario un regolare monitoraggio della IOP, indipendentemente dalla IOP basale, e ogni eventuale aumento dopo l'iniezione deve essere trattato nel modo più opportuno. I pazienti di età inferiore a 45 anni con edema maculare esito di un'occlusione venosa retinica o di un'infiammazione del segmento posteriore dell'occhio causata da uveite non infettiva sono più facilmente soggetti all'aumento della IOP.

È necessario usare i corticosteroidi con cautela nell'anamnesi dei pazienti con infezioni virali oculari (es. herpes simplex) e non somministrarli in pazienti affetti da infezioni da herpes simplex oculare attivo.

Cataratta

Negli studi clinici sul DME della durata di tre anni, il 59% dei pazienti con occhio fachico in studio trattati con OZURDEX® è stato sottoposto a intervento chirurgico di cataratta nell'occhio trattato (vedere «Effetti indesiderati»).

Dopo la prima iniezione, l'incidenza della cataratta nei pazienti con uveite non infettiva nel segmento posteriore appare più alta rispetto ai pazienti con BRVO/CRVO. Negli studi clinici su BRVO/CRVO, casi di cataratta sono stati segnalati più frequentemente nei pazienti con lente fachica che hanno ricevuto una seconda iniezione (vedere «Effetti indesiderati»). Solo un paziente su 368 ha richiesto un intervento chirurgico di cataratta durante il primo trattamento e tre pazienti su 302 hanno richiesto un intervento chirurgico di cataratta durante il secondo trattamento. Nello studio sull'uveite non infettiva, un paziente su 62 con lente fachica è stato sottoposto ad intervento di cataratta dopo una singola iniezione.

Emorragia congiuntivale

La prevalenza di emorragia congiuntivale nei pazienti con uveite non infettiva del segmento posteriore sembra essere maggiore rispetto ai pazienti affetti da BRVO/CRVO e DME. Ciò potrebbe essere attribuibile alla procedura di iniezione intravitreale o all'uso concomitante di corticosteroidi o farmaci antinfiammatori non steroidei topici e/o sistemici. Non è necessario alcun trattamento in quanto la risoluzione è spontanea.

Medicinali antipiastrinici, come ad esempio Clopidogrel, sono stati utilizzati in alcune fasi degli studi clinici fino al 56% dei pazienti. Per i pazienti che hanno utilizzato farmaci concomitanti e antipiastrinici, sono stati riferiti effetti indesiderati di natura emorragica in una percentuale leggermente superiore di pazienti a cui era stato somministrato OZURDEX® (fino al 29%) rispetto al gruppo sottoposto all'iniezione simulata (fino al 23%), a prescindere dall'indicazione terapeutica o dal numero di trattamenti. L'effetto indesiderato di natura emorragica più frequentemente riportato è stato l'emorragia congiuntivale (fino al 24%).

OZURDEX® deve essere usato con cautela nei pazienti trattati con anticoagulanti o antipiastrinici.

OVR

OZURDEX® non è stato studiato in pazienti con edema maculare dovuto all'occlusione venosa retinica (OVR) con ischemia retinica significativa.

In studi clinici con occlusione venosa retinica, la terapia anticoagulante è stata utilizzata nel 2% dei pazienti trattati con OZURDEX® e non sono stati riportati effetti indesiderati di natura emorragica. Tuttavia, vi sono segnalazioni di singoli casi di effetti indesiderati di natura emorragica durante l'uso successivo al lancio sul mercato.

Diabete

Negli studi di Fase III è stato esaminato un numero limitato di pazienti con diabete di tipo 1. La risposta di questi pazienti a OZURDEX® non differisce in modo significativo da quella dei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

DME

Nello studio di pazienti con DME la terapia anticoagulante è stata utilizzata nell'8% dei pazienti. Tra i pazienti sottoposti a terapia anticoagulante, l'incidenza di effetti indesiderati di natura emorragica è rimasta pressoché invariata sia nel gruppo trattato con OZURDEX® che nel gruppo sottoposto all'iniezione simulata (29% contro 32%). Tra i pazienti che non hanno utilizzato terapia anticoagulante, il 27% dei pazienti trattati con OZURDEX® ha riferito effetti indesiderati di natura emorragica rispetto al 20% di quelli nel gruppo sottoposto all'iniezione simulata. È stata riferita emorragia vitreale in una percentuale superiore di pazienti trattati con OZURDEX® che hanno assunto terapia anticoagulante (11%) rispetto a quelli che non l'avevano ricevuta (6%).

Disturbi visivi

L'applicazione sistemica e topica dei corticosteroidi può causare disturbi visivi. Quando un paziente presenta sintomi come vista offuscata o altri disturbi visivi, è necessario prendere in considerazione un esame per identificarne le possibili cause, tra cui cataratta, glaucoma o malattie rare come la corio retinopatia sierosa centrale (CSC), segnalate dopo la somministrazione di corticosteroidi sistemici o topici.

Interazioni

Non sono stati condotti studi di interazione.

Il riassorbimento sistemico è minimo e non sono previste interazioni.

Gravidanza/Allattamento

Studi eseguiti su animali hanno mostrato effetti teratogeni dopo l'applicazione oftalmica topica (vedere «Dati preclinici»). Non sono disponibili dati sufficienti relativamente all'uso di desametasone somministrato alle donne in gravidanza per via intravitreale. I livelli sistemici di desametasone negli esseri umani sono risultati bassi. OZURDEX® non deve essere utilizzato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Non è noto se l'applicazione intravitreale di desametasone porti a livelli rilevabili nel latte materno. Il desametasone somministrato per via sistemica viene escreto nel latte materno: si raccomanda pertanto di non applicare l'impianto durante l'allattamento al seno.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Dopo l'iniezione intravitreale di OZURDEX®, i pazienti possono riportare una temporanea riduzione della vista (vedere «Effetti indesiderati»): i pazienti devono pertanto evitare di guidare o utilizzare macchinari fino alla scomparsa di questi effetti.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati associati al trattamento con OZURDEX® durante gli studi clinici di Fase III (DME, BRVO/CRVO e uveite) e le segnalazioni spontanee sono definiti secondo la classificazione per sistemi e organi MedDRA:

Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000). All'interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

Patologie del sistema nervoso

Comune: Cefalea.

Non comune: Emicrania.

Patologie dell'occhio

Molto comune: Aumento della pressione intraoculare (31%), cataratta (38%), emorragia congiuntivale* (21%).

Comune: Ipertensione oculare, cataratta sottocapsulare, emorragia vitrea*, acuità visiva ridotta*, disturbi/riduzione della capacità visiva, distacco del vitreo*, corpi mobili vitreali*, opacità del vitreo*, blefarite, dolore oculare*, fotopsia*, edema congiuntivale*, iperemia congiuntivale*.

Non comune: Retinite necrotizzante, endoftalmite*, glaucoma, distacco della retina*, lacerazione della retina*, ipotonia bulbi*, corioretinopatia sierosa centrale, infiammazione della camera anteriore*, cellule della camera anteriore/opacità*, sensazioni anomale nell'occhio*, prurito palpebrale, iperemia sclerale*.

Patologie sistemiche e disturbi relativi alla sede di somministrazione

Non comune: Dislocazione dell'impianto* (migrazione dell'impianto) con o senza edema corneale/scompenso della cornea (vedere anche «Avvertenze e precauzioni di impiego»), complicazione dell'inserimento dell'impianto con conseguente lesione del tessuto oculare* (malposizionamento dell'impianto).

* indica effetti indesiderati correlati alla procedura di iniezione intravitreale (la frequenza di queste reazioni avverse è proporzionale al numero di trattamenti somministrati).

Edema maculare diabetico

La sicurezza clinica di OZURDEX® in pazienti affetti da edema maculare diabetico è stata valutata in due studi di Fase III randomizzati, in doppio cieco e controllati con l'iniezione simulata. In entrambi gli studi, un totale di 347 pazienti è stato assegnato casualmente al trattamento con OZURDEX® e 350 pazienti all'iniezione simulata.

Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati nell'occhio trattato dei pazienti trattati con OZURDEX® durante l'intero periodo di studio sono stati la cataratta e l'aumento della pressione intraoculare (IOP) (vedere di seguito).

Negli studi clinici sul DME della durata di tre anni, l'87% dei pazienti con occhio fachico in studio trattato con OZURDEX® presentava un certo grado di opacizzazione del cristallino/inizio di cataratta. L'incidenza di tutti i tipi di cataratta osservati (cataratta corticale, cataratta diabetica, cataratta nucleare, cataratta subcapsulare, cataratta lenticolare, cataratta) è stata del 68% nell'intero periodo di studio di tre anni in pazienti con un occhio fachico trattati con OZURDEX®. Il 59% dei pazienti con occhio in studio fachico necessitava di interventi chirurgici di cataratta entro la visita finale del terzo anno, la maggior parte dei quali si è eseguita nel secondo e terzo anno.

La IOP basale media nell'occhio in studio era la stessa in entrambi i gruppi di trattamento (15,3 mmHg). Nel gruppo trattato con OZURDEX®, l'aumento medio dalla IOP basale non superava i 3,2 mmHg a tutte le visite, con picco della IOP media alla visita effettuata dopo 1,5 mesi dall'iniezione e con ritorno approssimativamente ai livelli basali entro il sesto mese dopo ciascuna iniezione. Il tasso e l'entità dell'aumento della IOP successivo al trattamento con OZURDEX® non sono aumentati con il ripetersi dell'iniezione di OZURDEX®.

Il 28% dei pazienti trattati con OZURDEX® ha manifestato un aumento della IOP di ≥10 mmHg rispetto al basale a una o più visite durante lo studio. All'inizio dello studio il 3% dei pazienti necessitava di farmaci per ridurre la IOP. Complessivamente, il 42% dei pazienti ha richiesto, in qualsiasi fase dei tre anni di studio, farmaci per la riduzione della IOP nell'occhio trattato, e la maggior parte di questi pazienti ha necessitato di più di un trattamento farmacologico. L'utilizzo più frequente (33%) si è verificato nei primi dodici mesi ed è rimasto simile di anno in anno.

Un totale di quattro dei pazienti trattati con OZURDEX® (1%) è stato sottoposto ad intervento chirurgico a causa di un aumento della IOP nell'occhio trattato. Un paziente trattato con OZURDEX® ha richiesto un intervento chirurgico (trabeculectomia) per gestire l'aumento della IOP indotta da steroidi, un paziente ha subito una trabeculectomia a causa della formazione di fibrina nella camera anteriore che bloccava il deflusso dell'umor acqueo determinando un aumento della IOP, un paziente ha subito un'iridotomia dovuta a glaucoma ad angolo stretto e infine un paziente si è sottoposto a un'iridectomia a seguito di un intervento di cataratta. Per nessun paziente è stata necessaria la rimozione dell'impianto tramite vitrectomia al fine di controllare la IOP.

BRVO/CRVO

La sicurezza clinica di OZURDEX® in pazienti con edema maculare a seguito di occlusione venosa retinica centrale o di branca è stata valutata in due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con iniezioni simulate di Fase‑III. Nei due studi di Fase‑III, 427 pazienti in totale sono stati assegnati casualmente al trattamento con OZURDEX® e 426 pazienti all'iniezione simulata. Un totale di 401 pazienti (94%) randomizzati e trattati con OZURDEX® ha completato la fase iniziale del trattamento (fino al giorno 180).

In totale, il 47,3% dei pazienti ha manifestato almeno una reazione avversa. Gli effetti indesiderati più frequentemente riportati nei pazienti trattati con OZURDEX® sono stati l'aumento della pressione intraoculare (24,0%) e l'emorragia congiuntivale (14,7%).

Il profilo degli effetti indesiderati per i pazienti con casi di BRVO è risultato simile a quello osservato per i pazienti con CRVO, sebbene l'incidenza complessiva delle reazioni avverse sia risultata più elevata per il sottogruppo di pazienti con CRVO.

L'aumento della pressione intraoculare (IOP) con OZURDEX® ha raggiunto il picco massimo al giorno 60 ed è tornato ai valori del basale entro il giorno 180. Gli aumenti della IOP non hanno richiesto trattamenti o sono stati trattati con la somministrazione temporanea di farmaci topici per il controllo della IOP. Nella fase iniziale del trattamento, lo 0,7% (3/421) dei pazienti trattati con OZURDEX® ha richiesto procedure di intervento laser o chirurgico per gestire l'elevata IOP nell'occhio in studio rispetto allo 0,2% (1/423) dei pazienti sottoposti all'iniezione simulata.

Il profilo delle reazioni avverse in 341 pazienti analizzati dopo una seconda iniezione di OZURDEX® si è rivelato simile a quello osservato dopo la prima iniezione. Complessivamente, il 54% dei pazienti ha riportato almeno un effetto indesiderato. L'incidenza di un aumento della IOP (24,9%) è risultata simile a quella osservata dopo la prima iniezione, e la normalizzazione si è verificata come dopo la prima iniezione entro il 180° giorno non cieco. L'incidenza complessiva di cataratta è stata più elevata dopo un anno rispetto ai primi 6 mesi.

La sicurezza clinica è stata inoltre valutata dopo il lancio sul mercato in uno studio osservazionale multicentrico di 24 mesi in pazienti in trattamento per edema maculare dopo occlusione venosa retinica e in pazienti con uveite non infettiva del segmento posteriore dell'occhio. Gli effetti indesiderati più frequenti osservati durante questo studio si sono dimostrati coerenti con le reazioni avverse più frequenti segnalate negli studi clinici. Ponderata per frequenza di iniezione, è stata osservata una maggiore incidenza di reazioni avverse in pazienti che hanno ricevuto più di 2 iniezioni rispetto ai pazienti che hanno ricevuto ≤2 iniezioni. Nei pazienti che hanno ricevuto più di 2 iniezioni, la cataratta (formazione di cataratta nel 24,7% [44/178] e progressione della cataratta nel 32,0% [57/178] dei pazienti con occhio fachico all'inizio della terapia), le emorragie vitree nel 6,0% [17/283] e l'aumento della pressione intraoculare nel 24,0% [68/283] sono risultati più frequenti che in pazienti con ≤ 2 iniezioni.

Uveite

La sicurezza clinica di OZURDEX® in pazienti con infiammazione del segmento posteriore dell'occhio causata da uveite non infettiva è stata valutata in uno studio singolo randomizzato, multicentrico, in cieco.

Un totale di 77 pazienti è stato assegnato in modo casuale al trattamento con OZURDEX® e 76 al trattamento con l'iniezione simulata. 73 pazienti randomizzati (95%) trattati con OZURDEX® hanno completato lo studio di 26 settimane.

Le reazioni avverse più frequentemente segnalate nell'occhio dello studio dei pazienti sottoposti al trattamento con OZURDEX® sono state l'emorragia congiuntivale (30,3%), l'aumento della pressione intraoculare (25,0%) e la cataratta (11,8%).

La sicurezza clinica è stata inoltre valutata dopo il lancio sul mercato in uno studio osservazionale multicentrico di 24 mesi in pazienti trattati per edema maculare dopo occlusione venosa retinica e in pazienti affetti da uveite non infettiva del segmento posteriore dell'occhio (vedere paragrafo «BRVO/CRVO»).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01BA01

Meccanismo d'azione

È stato dimostrato che il desametasone, un potente corticosteroide, sopprime l'infiammazione riducendo l'edema, il deposito di fibrina, l'iperpermeabilità capillare e la migrazione fagocitaria della risposta infiammatoria. Il VEGF (fattore di crescita endoteliale vascolare) è una citochina espressa in concentrazioni crescenti in caso di edema maculare nonché un potente promotore della permeabilità vascolare. È stato dimostrato l'effetto inibente dei corticosteroidi sull'espressione del VEGF. Inoltre, i corticosteroidi prevengono il rilascio di prostaglandine, alcune delle quali sono state identificate come mediatori dell'edema maculare cistoide.

Farmacodinamica

Nessuna informazione.

Efficacia clinica

Edema maculare diabetico

L'efficacia di OZURDEX® è stata valutata in due studi triennali paralleli, multicentrici, con lo stesso disegno, in doppio cieco, randomizzati, controllati con iniezioni simulate, che hanno incluso complessivamente 1.048 pazienti (studi 206207‑010 e 206207‑011). In totale, 351 pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con OZURDEX®, 347 al trattamento con desametasone 350 µg e 350 al trattamento con l'iniezione simulata.

I pazienti potevano essere sottoposti a un ritrattamento se presentavano uno spessore retinico del sottocampo centrale rilevato con tomografia a coerenza ottica (OCT) superiore a 175 micron o, sulla base della valutazione dell'OCT da parte degli sperimentatori, una qualsiasi evidenza di residuo di edema retinico caratterizzato da cisti intraretiniche o di una qualsiasi regione con aumentato spessore retinico interno o esterno al sottocampo centrale. I pazienti sono stati sottoposti a un massimo di sette trattamenti, a intervalli non inferiori a circa sei mesi.

Terapie alternative sono state consentite a discrezione degli sperimentatori in qualsiasi momento, ma determinavano la successiva interruzione della partecipazione agli studi.

In totale, il 36% dei pazienti trattati con OZURDEX® ha interrotto la partecipazione allo studio per diverse ragioni durante lo stesso, rispetto al 57% dei pazienti che ha ricevuto un trattamento con iniezioni simulate. I tassi di interruzione dovuta a reazioni avverse sono stati simili per entrambi i gruppi sottoposti a trattamento effettivo e dell'iniezione simulata (13% contro 11%). L'interruzione a causa di mancanza di efficacia è stata inferiore nel gruppo trattato con OZURDEX® rispetto a quello sottoposto al trattamento con l'iniezione simulata (7% contro 24%).

Gli endpoint primari e i principali endpoint secondari degli studi 206207-010 e -011 sono presentati nella seguente tabella. Il miglioramento della vista nel gruppo trattato con DEX700 si riduceva a causa della formazione di cataratta. Il miglioramento della vista si ristabiliva dopo la rimozione della cataratta.

Efficacia negli studi 206207-010 e 206207-011 (popolazione ITT)

 

Endpoint

Studio

206207-010

Studio

206207-011

Studi aggregati 206207-010 e
206207-011

DEX 700
N = 163

Iniezione simulata
N = 165

DEX 700
N = 188

Iniezione simulata
N = 185

DEX 700
N = 351

Iniezione simulata
N = 350

Variazione media della BCVA media nel corso di 3 anni, approccio AUC (lettere)

4,1

1,9

2,9

2,0

3,5

2,0

Valore P

0,016

0,366

0,023

Miglioramento della BCVA ≥15 lettere dal basale all'anno 3/visita finale (%)

22,1

13,3

22,3

10,8

22,2

12,0

Valore P

0,038

0,003

< 0,001

Variazione media della BCVA dal basale all'anno 3/visita finale (lettere)

4,1

0,8

1,3

-0,0

2,6

0,4

Valore P

0,020

0,505

0,054

Variazione media dello spessore retinico (valutato all'OTC) nel sottocampo centrale nel corso di 3 anni, approccio AUC (μm)

-101,1

-37,8

-120,7

-45,8

-111,6

-41,9

Valore P

< 0,001

< 0,001

< 0,001

Gli endpoint primari e i principali endpoint secondari dell'analisi aggregata per i pazienti pseudofachici sono presentati nella seguente tabella.

Efficacia nei pazienti pseudofachici (studi aggregati 206207-010 e 206207-011)

 

Endpoint

DEX 700

N = 86

Iniezione simulata

N = 101

Valore P

Variazione della BCVA media nel corso di 3 anni, approccio AUC (lettere)

6,5

1,7

< 0,001

Miglioramento della BCVA ≥ 15 lettere dal basale all'anno 3/visita finale (%)

23,3

10,9

0,024

Variazione della BCVA media dal basale all'anno 3/visita finale

6,1

1,1

0,004

Variazione media dello spessore retinico (valutato all'OTC) nel sottocampo centrale nel corso di 3 anni, approccio AUC (μm)

‑131,8

‑50,8

< 0,001

Gli endpoint primari e i principali endpoint secondari dell'analisi aggregata per pazienti sottoposti a qualsiasi trattamento precedente sono riportati nella seguente tabella.

Efficacia nei pazienti sottoposti a qualsiasi trattamento precedente (studi aggregati 206207-010 e 206207-011):

 

Endpoint

DEX 700

N = 247

Iniezione simulata

N = 261

Valore P

Variazione della BCVA media nel corso di 3 anni, approccio AUC (lettere)

3,2

1,5

0,024

Miglioramento della BCVA ≥ 15 lettere dal basale all'anno 3/visita finale (%)

21,5

11,1

0,002

Variazione della BCVA media dal basale all'anno 3/visita finale

2,7

0,1

0,055

Variazione media dello spessore retinico (valutato all'OTC) nel sottocampo centrale nel corso di 3 anni, approccio AUC (μm)

-126,1

-39,0

< 0,001

BRVO/CRVO

L'efficacia di OZURDEX® è stata valutata in due studi multicentrici, con lo stesso disegno, in doppio cieco, randomizzati, in parallelo e controllati con iniezioni simulate, che hanno coinvolto 1.267 pazienti randomizzati a ricevere 350 µg o 700 µg di impianti di desametasone o iniezioni simulate (studi 206207‑008 e 206207‑009). In totale, 427 pazienti sono stati assegnati in modo casuale al trattamento con OZURDEX® (700 µg), 414 pazienti al trattamento con desametasone 350 µg e 426 pazienti al trattamento con iniezioni simulate.

Sulla base dei risultati dell'analisi aggregata, il trattamento con impianti di OZURDEX® ha mostrato, rispetto al trattamento con iniezioni simulate (p < 0,001), un'incidenza superiore statisticamente significativa di responder, definiti come miglioramento della BCVA (migliore acuità visiva corretta) ≥ 15 lettere, 90 giorni dopo l'iniezione di un singolo impianto.

La seguente tabella mostra la percentuale di pazienti che ha raggiunto l'endpoint primario della valutazione dell'efficacia (miglioramento della BCVA ≥ 15 lettere rispetto al basale dopo l'iniezione di un singolo impianto). L'efficacia del trattamento è stata riscontrata dalla prima visita di controllo, al giorno 30. L'effetto massimo del trattamento è stato osservato al giorno 60 e la differenza di incidenza dei responder è stata statisticamente significativa per OZURDEX® rispetto all'iniezione simulata in tutte le visite di controllo fino a 90 giorni dopo l'iniezione. Anche al giorno 180, la percentuale dei responder con un miglioramento ≥ 15 lettere rispetto al basale della BCVA continuava ad essere maggiore nei pazienti trattati con OZURDEX® rispetto a quelli trattati con l'iniezione simulata.

Percentuale di pazienti con un miglioramento ≥ 15 lettere rispetto al basale della migliore acuità visiva corretta (BCVA) nell'occhio trattato (dati aggregati, popolazione ITT):

Visita

OZURDEX®

N = 427

Iniezione simulata

N = 426

Giorno 30

21,3%a

7,5%

Giorno 60

29,3%a

11,3%

Giorno 90

21,8%a

13,1%

Giorno 180

21,5%

17,6%

a Percentuale significativamente maggiore con OZURDEX® rispetto all'iniezione simulata (p < 0,001)

La variazione media della BCVA rispetto al basale è risultata in tutte le visite di controllo significativamente più elevata con OZURDEX® rispetto all'iniezione simulata.

In entrambi gli studi di Fase III e nell'analisi aggregata, il tempo necessario per ottenere un miglioramento della BCVA ≥ 15 lettere (3 linee) nelle curve di risposta cumulativa è stato significativamente diverso con OZURDEX® rispetto all'iniezione simulata (p < 0,001), sebbene i pazienti trattati con OZURDEX® mostrassero un miglioramento di 3 linee della BCVA più rapidamente di quelli sottoposti all'iniezione simulata.

OZURDEX® si è dimostrato numericamente superiore rispetto all'iniezione simulata nel prevenire la perdita della vista, come dimostrato dalla minore percentuale di pazienti nel gruppo OZURDEX® che hanno riscontrato un peggioramento della vista di ≥ 15 lettere durante il periodo di valutazione di 6 mesi.

In entrambi gli studi di Fase‑III e nell'analisi aggregata, al giorno 90, lo spessore retinico medio è risultato significativamente inferiore, così come la riduzione media rispetto al basale è stata significativamente maggiore (‑207,9 micron) con OZURDEX® rispetto all'iniezione simulata (‑95,0 micron) (p < 0,001, dati aggregati). L'efficacia del trattamento valutata in termini di miglioramento della BCVA al giorno 90 è stata in tal modo supportata da questa evidenza anatomica. Al giorno 180, la riduzione media dello spessore retinico (‑119,3 micron) non era significativa rispetto all'iniezione simulata.

Nella fase di estensione in aperto dello studio, erano idonei a ricevere un ulteriore trattamento con OZURDEX® i pazienti con valori di BCVA < 84 lettere o uno spessore retinico > 250 micron valutato all'OCT (tomografia a coerenza ottica) per i quali, secondo l'opinione dello sperimentatore, il trattamento non rappresentava un rischio per il paziente. Dei pazienti trattati nella fase in aperto, il 98% ha ricevuto una seconda iniezione di OZURDEX® da 5 a 7 mesi dopo il trattamento iniziale.

Come per il trattamento iniziale, il picco di risposta è stato osservato al giorno 60 della fase in aperto. Durante l'intera fase in aperto, i tassi di risposta cumulativi sono stati maggiori nei pazienti che avevano ricevuto due iniezioni consecutive di OZURDEX® rispetto a quelli che non avevano ricevuto l'iniezione di OZURDEX® nella fase iniziale.

Se confrontata con il primo trattamento, la percentuale di responder ad ogni controllo è risultata sempre maggiore dopo il secondo trattamento. Al contrario, un ritardo di 6 mesi nel trattamento comporta una minore percentuale di responder in tutte le visite di controllo durante la fase in aperto rispetto al numero di pazienti che hanno ricevuto una seconda iniezione di OZURDEX®.

Uveite

L'efficacia clinica di OZURDEX® è stata valutata in uno studio singolo randomizzato, multicentrico, in cieco per il trattamento dell'infiammazione del segmento posteriore dell'occhio in pazienti adulti affetti da uveite.

In totale, 229 pazienti sono stati randomizzati per ricevere l'impianto di desametasone (350 μg o 700 μg) o l'iniezione simulata. Di questi, un totale di 77 pazienti è stato assegnato in modo casuale al trattamento con OZURDEX® , 76 pazienti a 350 µg di desametasone e 76 all'iniezione simulata. In totale, il 95% dei pazienti ha completato lo studio di 26 settimane.

La percentuale di pazienti con un punteggio di opacizzazione del vitreo pari a 0 nell'occhio trattato alla settimana 8 (endpoint primario) è stata quattro volte superiore con OZURDEX® (46,8%) rispetto all'iniezione simulata (11,8%), p <0,001. La superiorità statistica è rimasta invariata fino alla settimana 26 inclusa (p ≤ 0,014) come illustrato nella seguente tabella.

Le curve di risposta cumulativa (tempo fino al raggiungimento di un punteggio di opacizzazione del vitreo pari a 0) sono state significativamente diverse per il gruppo di OZURDEX® rispetto al gruppo dell'iniezione simulata (p <0,001), con pazienti trattati con il desametasone che hanno dimostrato una risposta al trattamento precoce e maggiore.

La riduzione dell'opacizzazione del vitreo è stata accompagnata da un miglioramento dell'acuità visiva. La percentuale pazienti con un miglioramento di almeno 15 lettere dalla BCVA basale nell'occhio trattato alla settimana 8 è stata più di sei volte superiore con OZURDEX® (42,9%) rispetto all'iniezione simulata (6,6%), p <0,001. La superiorità statistica è stata raggiunta alla settimana 3 e mantenuta fino alla settimana 26 inclusa (p ≤ 0,001) come illustrato nella seguente tabella.

La percentuale di pazienti che ha richiesto farmaci aggiuntivi durante il periodo dal basale alla settimana 8 è stata circa 3 volte inferiore con OZURDEX® (7,8%) rispetto al gruppo dell'iniezione simulata (22,4%), p = 0,012.

Percentuale di pazienti con un punteggio di opacizzazione del vitreo pari a zero e un miglioramento di ≥ 15 lettere rispetto al basale della migliore acuità visiva corretta nell'occhio trattato (popolazione ITT):

Visita

Punteggio di opacizzazione del vitreo pari a zero

Miglioramento della BCVA di ≥ 15 lettere dal basale

 

DEX 700

N = 77

Iniezione simulata

N = 76

DEX 700

N = 77

Iniezione simulata

N = 76

Settimana 3

23,4%

11,8%

32,5%a

3,9%

Settimana 6

42,9%a

9,2%

41,6%a

7,9%

Settimana 8

46,8%a

11,8%

42,9%a

6,6%

Settimana 12

45,5%a

13,2%

41,6%a

13,2%

Settimana 16

40,3%b

21,1%

39,0%a

13,2%

Settimana 20

39,0%c

19,7%

40,3%a

13,2%

Settimana 26

31,2%d

14,5%

37,7%a

13,2%

a p < 0,001; b p = 0,010; c p  = 0,009; d p = 0,014

Farmacocinetica

Assorbimento

In un sottogruppo di 21 pazienti, nei due studi di 6 mesi sull'efficacia, sono state dosate le concentrazioni plasmatiche prima del dosaggio e dopo 7, 30, 60 e 90 giorni dall'iniezione di un singolo impianto intravitreale contenente 350 μg o 700 μg di desametasone. Il 95% dei valori delle concentrazioni plasmatiche di desametasone per il gruppo da 350‑μg e l'86% per il gruppo da 700‑μg sono risultati al di sotto del limite inferiore di quantificazione (0,05 ng/ml). La concentrazione plasmatica massima è stata di 0,094 ng/ml in un paziente del gruppo da 700 µg. La concentrazione di desametasone nel plasma non sembrava essere relazionata con altri fattori quali l'età, il peso o il sesso dei pazienti.

Distribuzione

Nei due studi pivotali sul DME, le concentrazioni plasmatiche sono state determinate da un sottogruppo di pazienti prima dell'iniezione intravitreale e dopo 1, 7, 21, giorni e 1,5 e 3 mesi dall'iniezione intravitreale di un singolo impianto contenente 350 µg o 700 µg di desametasone. Il 100% dei valori delle concentrazioni plasmatiche di desametasone per il gruppo da 350 μg e il 90% per il gruppo da 700 μg sono risultati al di sotto del limite inferiore di quantificazione (0,05 ng/ml). La concentrazione plasmatica massima è stata di 0,102 ng/ml in un paziente del gruppo da 700 µg. La concentrazione di desametasone nel plasma non sembrava essere relazionata con altri fattori quali l'età, il peso o il sesso dei pazienti.

In uno studio condotto su scimmie della durata di 6 mesi, in seguito a una singola iniezione intravitreale di OZURDEX®, il valore Cmax di desametasone nel vitreo è stato di 100 ng/ml al giorno 42 dopo l'iniezione e di 5,57 ng/ml al giorno 91. Il desametasone era rilevabile nel vitreo per 6 mesi dopo l'iniezione. La concentrazione di desmetasone è diminuita nel seguente ordine di precedenza: retina > iride > corpo ciliare > vitreo > umor acqueo > plasma. Il desametasone è stato rilasciato nel vitreo delle scimmie per 6 mesi.

Metabolismo

In uno studio in vitro sul metabolismo, a seguito dell'incubazione per 18 ore di [14C]-desametasone con tessuti umani provenienti da cornea, iride-corpo ciliare, coroide, retina, vitreo e sclera, non sono stati rilevati metaboliti. Questa osservazione è coerente con i risultati di uno studio sul metabolismo oculare su conigli e scimmie.

Eliminazione

Il desametasone viene infine metabolizzato in lipidi e metaboliti solubili in acqua che possono essere escreti attraverso la bile e l'urina.

La matrice di OZURDEX® si degrada lentamente in acido lattico e acido glicolico attraverso la semplice idrolisi, degradandosi ulteriormente in biossido di carbonio e acqua.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Nessuna informazione.

Dati preclinici

Per OZURDEX® non sono disponibili dati relativi a mutagenicità e carcinogenicità. Il desametasone provoca palatoschisi e, in misura molto minore, altre malformazioni in esperimenti su animali in topi, ratti, criceti, conigli e cani.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Nessuna informazione.

Influenza su metodi diagnostici

Nessuna informazione.

Stabilità

Il medicinale non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «Exp» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Non conservare a temperature superiori a 30°C. Non congelare.

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

OZURDEX® è esclusivamente monouso.

Ogni applicatore può essere utilizzato solo per il trattamento di un singolo occhio.

L'applicatore non deve essere utilizzato se il sigillo della busta contenente l'applicatore è danneggiato.

Per informazione dettagliata dell'applicazione di OZURDEX® vedere Indicazioni per la manipolazione di Ozurdex® alla fine dell'informazione professionale

Numero dell'omologazione

60324 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

AbbVie AG, Cham

Stato dell'informazione

Marzo 2026

Indicazioni per la manipolazione di Ozurdex®

Rimuovere il sacchetto di alluminio dalla scatola e verificare l'assenza di danni (vedere «Altre indicazioni»). Aprire il sacchetto di alluminio in un campo sterile e posizionare delicatamente l'applicatore su un vassoio sterile. Una volta che il sacchetto di alluminio è stato aperto, l'applicatore deve essere utilizzato immediatamente.

Esegui un controllo ottico dettagliato dell'applicatore, assicurandoti che il pulsante di rilascio non sia stato premuto e che la linguetta di sicurezza sia posizionata correttamente. Rimuovere con cautela il tappo dall'applicatore facendo attenzione a non toccare la punta dell'ago. Controllare la punta dell'ago per eventuali danni prima dell'uso. È possibile che il tappo di ritenzione dell'impianto sia visibile sul taglio della cannula; non deve essere rimosso. Tenere saldamente l'applicatore con una mano e tirare la linguetta di sicurezza direttamente dall'applicatore. Non girare o piegare la linguetta.

  1. Tenere l'asse lungo dell'applicatore parallelo al limbus.

 

 

  1. Appoggiare l'ago dell'applicatore alla sclera, tenendolo in posizione obliqua e con la parte smussata rivolta verso l'alto. Spingere la punta dell'ago nella sclera per circa 1 mm, tenendo l'ago parallelo al limbus.

 

  1. Dirigere l'ago verso il centro dell'occhio nella cavità vitreale. Questa procedura creerà un tunnel sclerale. Procedere fino a far entrare l'ago in camera vitrea. Non spingere l'ago oltre al punto in cui il manicotto in silicone entra in contatto con la congiuntiva.

 

  1. Premere lentamente il pulsante di attivazione fino a sentire e/o percepire un «click».

Prima di estrarre l'applicatore dall'occhio, accertarsi che il pulsante di attivazione sia stato premuto a fondo, bloccandosi a livello della superficie dell'applicatore.

 

  1. Rimuovere l'applicatore nella stessa direzione seguita per inserirlo nell'occhio.

 

  1. Smaltire l'applicatore subito dopo il trattamento in un contenitore appropriato.

Qualsiasi prodotto inutilizzato o materiale di scarto deve essere smaltito in conformità alle normative locali.

2216101/05/2026