TRAMADOL Sandoz caps 50 mg
Sandoz Pharmaceuticals AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Importanti avvertenze per gli oppioidi:
Per ulteriori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». |
Tramadol Sandoz® capsules/soluzione orale
Composizione
Principi attivi
Tramadolo cloridrato.
Sostanze ausiliarie
Tramadol Sandoz capsule:
Calcii hydrogenophosphas dihydricus, carboxymethylamylum natricum A*, magnesii stearas, gelatina, natrii laurilsulfas*, indigocarminum (E132), titanii dioxidum (E171), ferri oxidum flavum (E172).
*1 capsule contiene max. 0,294 mg sodio.
Tramadol Sandoz soluzione orale:
Kalii sorbas (E202), ethanolum 96% 161,8 mg, propylenglycolum 124,5 mg, saccharum 200,0 mg, polysorbatum 80, menthae piperitae aetheroleum, aqua purificata per 1 ml corresponde a 40 gocce/ 8 spruzzi.
Tramadol Sandoz soluzione orale contiene 19% vol. di alcool.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Capsula rigida da 50 mg di tramadolo cloridrato.
Soluzione orale: 100 mg tramadolo cloridrato par ml
Con flacone contagocce: 100 mg tramadolo cloridrato / 1 ml / 40 gocce
Con pompetta dosatrice: 100 mg tramadolo cloridrato / 1 ml / 8 spruzzi
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Dolore acuto o persistente moderato/severo, insufficiente efficacia degli analgesici non oppioidi.
Posologia/Impiego
Obiettivi del trattamento e interruzione del trattamento
Prima del trattamento con Tramadol Sandoz, è necessario concordare con il paziente, in conformità con le linee guida di gestione del dolore, una strategia di trattamento comprendente la durata e gli obiettivi del trattamento.Durante il trattamento, deve sussistere un contatto periodico tra medico e paziente, per valutare la necessità di una continuazione del trattamento, prendere in considerazione una sospensione del medicamento ed eventualmente aggiustare la posologia. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Tramadol Sandoz, può essere opportuno ridurre gradualmente la dose, per prevenire le manifestazioni da astinenza (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, bisogna considerare la possibilità di una assuefazione (tolleranza) e una progressione della malattia di base (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La posologia deve essere regolata in base all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente. In generale, si deve utilizzare la dose minima efficace per l'analgesia. La dose giornaliera totale non deve superare i 400 mg di tramadolo cloridrato, tranne in speciali condizioni.
Tramadol Sandoz capsule
Adulti e adolescenti di età superiore a 12 anni
50–100 mg di tramadolo cloridrato ogni 4–6 ore.
Bambini di età inferiore a 12 anni
A causa del loro elevato dosaggio, le capsule non vanno utilizzate nei bambini di età inferiore a 12 anni.
Modo di somministrazione
Le capsule devono essere deglutite intere, senza masticare, con una quantità sufficiente di liquido.
Tramadol Sandoz 100 mg/ml soluzione orale in flacone contagocce
Adulti e adolescenti di età superiore a 12 anni
50–100 mg di tramadolo cloridrato ogni 4–6 ore.
Bambini sopra 1 anno
Dose singola di 1–2 mg/kg di peso corporeo. Non devono essere superate le dosi giornaliere di 8 mg di tramadolo cloridrato per kg di peso corporeo o 400 mg di tramadolo cloridrato la dose più bassa dei due.
Vedere la rubrica «Proprietà/effetti», Bambini e adolescenti.
Linee guida per il dosaggio per i bambini oltre 1 anno di età, basato sul peso corporeo per Tramadol Sandoz soluzione orale in flacone contagocce
Età approssimativa | Peso corporeo | Numero di gocce per dose singola (1–2 mg/kg) |
1 anno | 10 kg | 4−8 |
3 anni | 15 kg | 6−12 |
6 anni | 20 kg | 8−16 |
9 anni | 30 kg | 12−24 |
11 anni | 45 kg | 18−36 |
Modo di somministrazione
Da assumere con del liquido o su un po' di zucchero.
Contenuto di tramadolo cloridrato nella soluzione orale in flacone contagocce
Numero di gocce | Tramadolo cloridrato |
1 goccia | 2,5 mg |
5 gocce | 12,5 mg |
10 gocce | 25 mg |
15 gocce | 37,5 mg |
20 gocce | 50 mg |
25 gocce | 62,5 mg |
30 gocce | 75 mg |
35 gocce | 87,5 mg |
40 gocce | 100 mg |
Tramadol Sandoz 100mg/ml soluzione orale in flacone con pompetta dosatrice
Adulti e adolescenti di età superiore a 12 anni
50–100 mg di tramadolo cloridrato ogni 4–6 ore.
Bambini di età superiore a 1 anno
Dose singola di 1–2 mg/kg di peso corporeo. Non si deve superare la dose giornaliera di 8 mg di tramadolo cloridrato per kg di peso corporeo o 400 mg di tramadolo cloridrato, a seconda di quale delle due dosi sia più bassa.
Vedere la rubrica «Proprietà/effetti», Bambini e adolescenti.
Per ottenere un dosaggio esatto, si raccomandano le soluzioni nei flaconi contagocce e non i flaconi con pompetta dosatrice.
Modo di somministrazione
Da assumere con del liquido o su un po' di zucchero.
Tramadol Sandoz soluzione orale è disponibile in flacone contagocce o in flacone con pompetta dosatrice.
Attenzione, 1 goccia della soluzione con il contagocce non equivale a uno spruzzo dal flacone con la pompetta dosatrice.
Contenuto di tramadolo cloridrato per goccia nel flacone contagocce rispetto alla pompetta dosatrice:
Pompetta dosatrice | soluzione in gocce | |
Numero di spruzzi | Tramadolo cloridrato | Numero di gocce |
− | 2,5 mg | 1 gocca |
1 spruzzo | 12,5 mg | 5 gocce |
2 spruzzi | 25 mg | 10 gocce |
3 spruzzi | 37,5 mg | 15 gocce |
4 spruzzi | 50 mg | 20 gocce |
5 spruzzi | 62,5 mg | 25 gocce |
6 spruzzi | 75 mg | 30 gocce |
7 spruzzi | 87,5 mg | 35 gocce |
8 spruzzi | 100 mg | 40 gocce |
Pazienti con disturbi della funzionalità renale ed epatica
Nei pazienti con insufficienza renale e/o epatica, l'eliminazione del tramadolo è ritardata, quindi la durata d'azione di Tramadol Sandoz può essere prolungata. Eventualmente bisogna prolungare l'intervallo di somministrazione a seconda della ricomparsa del dolore.
Pazienti in dialisi
A causa del suo grande volume di distribuzione, il tramadolo viene rimosso solo molto lentamente dal siero mediante emodialisi o emofiltrazione. Pertanto, nei pazienti in dialisi, la somministrazione post-dialisi non è solitamente necessaria per mantenere l'analgesia.
Pazienti anziani
Di solito non è necessario adattare la dose nei pazienti fino a 75 anni in assenza di insufficienza epatica o renale clinicamente manifesta. Nei pazienti di età superiore a 75 anni, compresi quelli senza compromissione epatica o renale clinicamente manifesta, l'eliminazione può essere prolungata. Perciò, se necessario, l'intervallo di somministrazione deve essere aumentato secondo le esigenze del paziente.
Durata della terapia
Tramadol Sandoz non va somministrato più a lungo di quanto assolutamente necessario dal punto di vista terapeutico. Se in base al tipo e alla gravità della malattia è necessaria una terapia analgesica più lunga con Tramadol Sandoz bisogna effettuare dei controlli periodici accurati e frequenti (se necessario effettuando delle pause nell'uso) per verificare se e in che misura persista la necessità medica.
Controindicazioni
Tramadol Sandoz è controindicato
- nell'ipersensibilità al tramadolo o a una delle sostanze ausiliarie,
- nell'intossicazione acuta da alcool, ipnotici, analgesici, oppioidi o altri psicofarmaci,
- nei pazienti che assumono, o hanno assunto negli ultimi 14 giorni, MAO–inibitori (inibitori delle monoamino ossidasi) selettivi o non selettivi (tra cui la selegilina) (vedere la rubrica «Interazioni»),
- nei pazienti con epilessia non adeguatamente controllata dal trattamento,
- nella terapia sostitutiva per la tossicodipendenza. Anche se il tramadolo è un agonista degli oppioidi, non può sopprimere i sintomi di astinenza da morfina.
Avvertenze e misure precauzionali
Tramadol Sandoz deve essere usato solamente con particolare cautela nei pazienti con dipendenza dagli oppioidi, in caso di trauma cranico, shock, alterazioni dello stato della coscienza per cause sconosciute, disturbi del centro del respiro o della funzione respiratoria, aumento della pressione intracranica.
Dipendenza da medicamenti e possibile abuso
In seguito all'uso ripetuto di oppioidi, si può sviluppare una tolleranza e una dipendenza fisica e/o psichica. Dopo l'uso di oppioidi, può comparire una dipendenza iatrogena. Come altri oppioidi, anche Tramadol Sandoz può essere oggetto di abuso, per cui tutti i pazienti che ricevono oppioidi vanno monitorati alla ricerca dei segni di abuso e dipendenza. I pazienti a rischio aumentato di abuso di oppioidi possono comunque essere trattati adeguatamente con oppioidi, ma devono essere monitorati anche per ricercare i segni di impiego non corretto, abuso o dipendenza. L'uso ripetuto di Tramadol Sandoz può causare un disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'impiego non corretto intenzionale di Tramadol Sandoz può avere come conseguenza un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di oppioidi è aumentato nei pazienti con presenza di disturbi da uso di sostanze (tra cui i disturbi da uso di alcool) nella storia personale o familiare (genitori, fratelli, sorelle), nei fumatori o nei pazienti con altre malattie psichiche (es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità) in anamnesi. I pazienti vanno monitorati per individuare i segni di comportamenti di dipendenza (drug-seeking behaviour) (es. richiesta troppo precoce di ripetizione della ricetta). Il monitoraggio comprende anche il controllo di eventuali oppioidi e medicamenti psicoattivi (es. benzodiazepine) concomitanti. Nei pazienti con segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi, è necessario prendere in considerazione il consulto da parte di uno specialista delle dipendenze.
Depressione respiratoria
Come con tutti gli oppiacei, sussiste un rischio di depressione respiratoria clinicamente rilevante associata all'uso di Tramadol Sandoz. Se non immediatamente riconosciuta e trattata, una depressione respiratoria può causare arresto respiratorio e morte. Il trattamento della depressione respiratoria comprende, a seconda delle condizioni cliniche del paziente, uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa per la vita o fatale può comparire in qualsiasi momento della terapia; il rischio maggiore sussiste all'inizio della terapia o dopo un aumento della posologia.
Disturbi della respirazione correlati al sonno
Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, tra cui l'apnea centrale del sonno (CSA) e l'ipossiemia correlata al sonno. L'impiego di oppioidi è accompagnato da un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno, deve essere presa in considerazione la riduzione del dosaggio totale di oppioidi. Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva centrale.
Uso concomitante con sostanze ad azione depressiva
L'uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze ad azione depressiva centrale può causare intensa sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva centrale possono essere somministrati in concomitanza solo nei pazienti per i quali non sono praticabili altri trattamenti. Se si decide di prescrivere Tramadol Sandoz assieme a benzodiazepine o ad altri medicamenti ad azione depressiva centrale, si devono scegliere le dosi efficaci più basse per la minima durata possibile del medicamento concomitante. I pazienti vanno monitorati con attenzione per riconoscere l'eventuale comparsa di segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Esposizione accidentale
I pazienti e chi si prende cura di loro devono essere informati che Tramadol Sandoz contiene un principio attivo in una quantità che può essere fatale, soprattutto per i bambini. I pazienti e chi si prende cura di loro vanno invitati a conservare tutte le unità di dosaggio fuori dalla portata dei bambini e di smaltire adeguatamente le unità di dosaggio aperte o non utilizzate.
Sindrome neonatale da astinenza da oppiacei
L'uso prolungato di Tramadol Sandoz in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppiacei in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare il paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppiacei e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario.
Iperalgesia
L'iperalgesia da oppioidi (OIH) compare quando un analgesico oppioide causa paradossalmente un aumento dei dolori o della sensibilità al dolore. Questa condizione differisce dalla tolleranza, nella quale per mantenere un determinato effetto sono necessarie dosi maggiori di oppioidi. I sintomi di OIH comprendono, tra gli altri, aumento dei dolori all'aumentare della dose di oppioidi, riduzione dei dolori in seguito alla riduzione della dose di oppioidi, oppure dolori in seguito a stimoli normalmente non dolorosi (allodinia). Se in un paziente c'è il sospetto di OIH, bisogna verificare l'effetto di una riduzione della dose di oppioidi o di una rotazione degli oppioidi.
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono causare un'insufficienza surrenalica reversibile, che rende necessario il monitoraggio e la terapia sostitutiva con glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono comprendere, tra gli altri, i seguenti: nausea, vomito, riduzione dell'appetito, stanchezza, debolezza, capogiri o bassa pressione arteriosa.
Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina
L'uso prolungato di oppioidi può essere accompagnato da riduzione dei livelli degli ormoni sessuali e aumento dei livelli di prolattina. I sintomi comprendono riduzione della libido, impotenza o amenorrea.
Ipoglicemia
Sono stati segnalati casi di ipoglicemia associata al tramadolo, alcuni dei quali hanno comportato il ricovero ospedaliero. Nella maggior parte dei casi, i pazienti presentavano fattori di rischio predisponenti (ad esempio diabete). Se si sospetta un'ipoglicemia, è necessario monitorare i livelli di glucosio nel sangue e, se necessario, prendere in considerazione la sospensione del farmaco.
Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite
Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, aumentando la pressione intrabiliare e aumentando il rischio di sintomi delle vie biliari e pancreatite.
Convulsioni
Sono state segnalate crisi convulsive nei pazienti trattati con tramadolo alle dosi raccomandate. Il rischio può aumentare quando le dosi superano la posologia giornaliera raccomandata (400 mg). Questo rischio sussiste anche in caso di assunzione concomitante di medicamenti che possono abbassare la soglia convulsiva o causare effetti adrenergici a carico del SNC, quali antidepressivi triciclici, neurolettici, MAO-inibitori, inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) e inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI). I pazienti con epilessia o a rischio di crisi convulsive possono essere trattati con tramadolo solo in casi del tutto eccezionali (vedere la rubrica «Effetti indesiderati, Patologie del sistema nervoso»).
Sindroma da serotonina
La sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente letale, è stata segnalata in pazienti trattati con tramadolo assieme ad altri medicamenti serotoninergici o tramadolo in monoterapia (vedere le rubriche «Interazioni», «Effetti indesiderati» e «Posologia eccessiva»).
Nel caso in cui sia clinicamente indicato un trattamento concomitante con altri medicamenti serotoninergici, si consiglia un'attenta osservazione del paziente, in particolare all'inizio del trattamento e agli incrementi di dose.
I sintomi della sindrome da serotonina comprendono alterazioni dello stato mentale, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Se si sospetta la sindrome da serotonina, è necessario prendere in considerazione una riduzione della dose o una sospensione della terapia, a seconda della severità dei sintomi. La sospensione dei medicamenti serotoninergici produce di regola un rapido miglioramento.
Tramadol Sandoz non è destinato per i bambini di età inferiore a 1 anno.
Tramadol Sandoz non è adatto al trattamento sostitutivo in pazienti con dipendenza da oppioidi. Anche se il tramadolo è un agonista degli oppioidi, non può sopprimere i sintomi di astinenza da morfina (vedere la rubrica «Controindicazioni»).
In pazienti con pregressa dipendenza da oppioidi si sono osservate delle recidive in corso di terapia con tramadolo. Con l'interruzione brusca di Tramadol Sandoz, possono verificarsi sintomi da astinenza (vedere la rubrica «Effetti indesiderati»). L'esperienza clinica suggerisce che i sintomi di una reazione da astinenza possono essere attenuati riducendo gradualmente la dose.
Tramadol Sandoz soluzione orale
Tramadol Sandoz soluzione orale contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
Questo medicamento contiene 19 vol % di etanolo (alcol), ad. es. 152 mg alcol (etanolo) per 1 ml soluzione risp. 40 gocce/8 spruzzi. La quantità in 1 ml di questo medicamento è equivalente a meno di 3,8 ml di birra o 1,52 ml di vino.
La piccola quantità di alcol in questo medicamento non produrrà effetti rilevanti.
Questo medicamento contiene 124,5 mg di propilene glicole per 1 ml solution resp. 40 gocce/8 spruzzi.
L'uso concomitante di un substrato dell'alcol deidrogenasi, come l'etanolo, può indurre gravi effetti avversi nel neonato.
Tramadol Sandoz capsule
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
L'uso concomitante di altri medicamenti ad azione sul SNC, quali altri oppioidi, sedativi, quali le benzodiazepine o gli ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici sedativi, gabapentinoidi (gabapentina e pregabalina) e alcool possono avere effetti depressivi additivi, che possono portare a depressione respiratoria, ipotensione, profonda sedazione o coma, a volte a decorso fatale (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Una sindrome da serotonina può comparire in seguito alla somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori delle monoaminossidasi (MAO-inibitori) e principi attivi serotoninergici, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA). I sintomi di una sindrome da serotonina possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Tramadol Sandoz non deve essere associato a MAO-inibitori selettivi o non selettivi (tra cui la selegilina, vedere anche la rubrica «Controindicazioni»). Nei pazienti trattati con MAO–inibitori nei 14 giorni precedenti la somministrazione dell'oppioide petidina, sono state osservate interazioni potenzialmente letali che hanno interessato il sistema nervoso centrale e la funzione respiratoria e cardiocicolatoria. Con Tramadol Sandoz, non si possono escludere le stesse interazioni escludere con i MAO-inibitori.
In caso di somministrazione concomitante o precedente di cimetidina (inibitore enzimatico), sulla base dei risultati farmacocinetici disponibili non sono da aspettarsi interazioni clinicamente rilevanti.
Con la somministrazione concomitante o precedente di carbamazepina (induttore enzimatico) sussiste il rischio di una riduzione dell'effetto analgesico e di una più breve durata d'azione.
Il tramadolo può indurre convulsioni e aumentare il potenziale epilettogeno di medicamenti quali inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI), antidepressivi triciclici, antipsicotici e altri medicamenti che abbassano la soglia convulsiva (come bupropione, mirtazapina, tetraidrocannabinolo).
In casi di co-somministrazione di tramadolo con derivati cumarinici (es. warfarin), i pazienti devono essere attentamente monitorati, perché sono stati riferiti alcuni casi di aumento dei valori dell'INR (International Normalised Ratio), con sanguinamenti più abbondanti ed ecchimosi.
Gli inibitori del CYP3A4, quali ketoconazolo ed eritromicina, possono inibire il metabolismo del tramadolo (N-demetilazione) e, probabilmente, anche del metabolita attivo O-demetilato. La rilevanza clinica di quest'interazione non è nota (vedere anche la rubrica «Effetti indesiderati»).
Studi di interazione in vitro sui microsomi epatici umani indicano che la somministrazione concomitante di inibitori del CYP2D6, quali fluoxetina, paroxetina e amitriptilina, può provocare una certa inibizione del metabolismo del tramadolo.
In un limitato numero di studi la somministrazione pre- e postoperatoria dell'antiemetico ondansetron, un antagonista 5-HT3, ha aumentato la richiesta di tramadolo nei pazienti con dolore postoperatorio.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Il tramadolo attraversa la placenta. Non ci sono dati sufficienti per sostenere la sicurezza del tramadolo nella gravidanza umana. Negli studi sugli animali, a dosi tossiche molto elevate per la madre si sono osservati effetti tossici sulla riproduzione, ma non teratogeni (vedere la rubrica «Dati preclinici»).
Il tramadolo somministrato prima o durante il parto non influenza la motilità uterina. Nel neonato, può causare alterazioni della frequenza respiratoria, di solito clinicamente non rilevanti.
L'uso prolungato di Tramadol Sandoz in gravidanza può portare alla sindrome neonatale da astinenza da oppiacei, che è potenzialmente pericolosa per la vita se non rilevata e trattata in tempo. La terapia deve essere effettuata secondo i protocolli sviluppati dagli specialisti in neonatologia. Se l'uso di oppioidi in una donna in gravidanza è necessario per un lungo periodo di tempo, informare la paziente del rischio di una sindrome neonatale da astinenza da oppioidi e accertarsi che sia disponibile un trattamento appropriato, se necessario (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).Tramadol Sandoz non deve essere somministrato a donne in gravidanza, a meno che non sia chiaramente necessario.
Allattamento
Circa lo 0,1% della concentrazione plasmatica materna di tramadolo viene escreto nel latte materno durante l'allattamento. Tramadol Sandoz non deve essere somministrato durante l'allattamento né usato da donne che allattano. Di solito, non è necessario interrompere l'allattamento dopo la somministrazione di una singola dose.
Fertilità
Nella fase di sorveglianza post-marketing, sono stati riferiti alcuni casi di anomalie dello sperma e ipogonadismo. Tuttavia, non è stato possibile stabilire una relazione causale. Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcun effetto del tramadolo sulla fertilità. Tuttavia gli attuali, dati pubblicati in letteratura hanno indicato un effetto sulla funzione sessuale maschile nei ratti, da cui è probabile che derivi una compromissione della fertilità (vedere la rubrica «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Anche se usato secondo le indicazioni, Tramadol Sandoz può alterare la capacità di reazione (es causare sonnolenza e capogiri) al punto da compromettere la capacità di guidare veicoli o la capacità di utilizzare macchine. Ciò vale, in particolare, in combinazione con alcool o altre sostanze psicotrope.
Effetti indesiderati
Gli eventi avversi riportati più frequentemente sono nausea e capogiri, che compaiono in oltre il 10% dei pazienti.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune (>10%): capogiri (14%).
Comune (1–10%): cefalea, sonnolenza.
Raro (0,01–0,1%): disturbi del linguaggio, parestesie, tremore, crisi convulsive, contrazioni muscolari involontarie, disturbi della coordinazione, sincope.
Non nota: sindrome da serotonina.
Le crisi convulsive sono comparse soprattutto dopo la somministrazione di dosi elevate di tramadolo o in seguito a terapia concomitante con medicamenti che possono abbassare la soglia epilettogena (vedere le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
Disturbi psichiatrici
Raro (0,01–0,1%): allucinazioni, stato confusionale, disturbi del sonno, delirio, ansia e incubi.
A seguito della somministrazione di tramadolo possono comparire diversi effeti collaterali psichiatrici, che variano da persona a persona per intensità e natura (a seconda della personalità e della durata del trattamento). Essi comprendono cambiamenti di umore (di solito euforia, occasionalmente disforia), cambiamenti nell'attività (generalmente soppressione, occasionalmente aumento) e alterazioni delle capacità cognitive e sensoriali (es. comportamento decisionale, disturbi della percezione).
Può svilupparsi dipendenza.
Possono comparire sintomi di una reazione da astinenza, simili a quelli da sospensione di oppioidi: agitazione, ansia, nervosismo, disturbi del sonno, ipercinesia, tremore e sintomi gastrointestinali.
Altri sintomi osservati molto raramente (<0,01%) dopo sospensione del tramadolo sono: attacchi di panico, ansia grave, allucinazioni, parestesie, tinnito e sintomi inusuali a carico del SNC (quali confusione, idee deliranti, disturbi della personalità, derealizzazione, paranoia).
Patologie dell'occhio
Raro (0,01–0,1%): miosi, midriasi, visione annebbiata.
Patologie cardiache
Non comune (0,1–1%): effetti sulla regolazione cardiovascolare (palpitazioni, tachicardia). Questi effetti indesiderati possono verificarsi soprattutto in caso di somministrazione endovenosa e in pazienti sottoposti a stress fisico.
Raro (0,01–0,1%): bradicardia.
Esami diagnostici
Raro (0,01–0,1%): aumento della pressione arteriosa.
Patologie vascolari
Non comune (0,1–1%): effetti sulla regolazione cardiovascolare (ipotensione ortostatica o collasso circolatorio). Questi effetti indesiderati possono verificarsi soprattutto in caso di somministrazione endovenosa e in pazienti sottoposti a stress fisico.
Patologie endocrine
Frequenza non nota: in letteratura sono stati riportati casi di SIADH (sindrome da inappropriata secrezione di ADH), ma non è stata stabilita una relazione causale con il tramadolo.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
Raro (0,01–0,1%): alterazioni dell'appetito.
Frequenza non nota: ipoglicemia.
In letteratura sono stati riportati casi di iponatremia, ma non è stata stabilita una relazione causale con il tramadolo.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro (0,01–0,1%): depressione respiratoria, dispnea.
In caso di netto superamento delle dosi raccomandate e di somministrazione concomitante con altre sostanze depressive sul sistema nervoso centrale (vedere la rubrica «Interazioni»), può comparire depressione respiratoria.
Sono stati riferiti casi di peggioramento dell'asma. Tuttavia, non è stato possibile stabilire una relazione causale.
Frequenza non nota: singhiozzo, sindrome da apnea centrale nel sonno.
Patologie gastrointestinali
Molto comune (>10%): nausea (15%).
Comune (1–10%): vomito (9%), stipsi, secchezza delle fauci.
Non comune (0,1–1%): conati di vomito, malessere gastrointestinale (peso allo stomaco, sensazione di pienezza), diarrea.
Frequenza non nota: pancreatite.
Patologie epatobiliari
Frequenza non nota: spasmo dello sfintere di Oddi.
Molto raramente si è osservato un incremento dei valori degli enzimi epatici in correlazione temporale con l'uso terapeutico di tramadolo.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune (1–10%): iperidrosi.
Non comune (0,1–1%): reazioni cutanee (es. prurito, arrossamento, orticaria).
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Raro (0,01–0,1%): debolezza muscolare.
Patologie renali e urinarie
Raro (0,01–0,1%): disturbi della minzione (disuria e ritenzione urinaria).
Disturbi del sistema immunitario:
Raro (0,01–0,1%): reazioni allergiche (es. dispnea, broncospasmo, sibili, edema angioneurotico) e anafilassi.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune (1–10%): spossatezza.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sintomi
In linea di principio, le intossicazioni a Tramadol Sandoz sono causare sintomi simili a quelli di altri oppioidi, in particolare: miosi, vomito, collasso circolatorio, sonnolenza fino alla perdita di coscienza, coma, convulsioni e depressione respiratoria fino alla paralisi respiratoria.
È stata riferita anche la sindrome da serotonina.
In caso di sovradosaggio di oppioidi, si è osservata una leucoencefalopatia tossica.
Trattamento
Valgono le misure generali d'emergenza: per mantenere la pervietà delle vie respiratorie (aspirazione), supportare la funzione cardiaca e respiratoria secondo i sintomi. L'antidoto per la depressione respiratoria è il naloxone. Nella sperimentazione sugli animali, il naloxone non ha avuto effetto sulle convulsioni; in questi casi somministrare diazepam per via endovenosa. Bisogna tener conto dell'interazione oppioidi/benzodiazepine (rischio di depressione respiratoria).
In caso di intossicazione con formulazioni orali di tramadolo, si raccomanda la detossificazione con carbone attivo o una lavanda gastrica solo entro 2 ore dopo l'assunzione. Trascorso questo periodo, tali trattamenti sono utili solo in caso di assunzione di quantità estremamente elevate o di compresse retard.
Il tramadolo è dializzabile solo limitatamente. Pertanto l'emodialisi o l'emofiltrazione da sole non sono adatte nel'intossicazione acuta da Tramadol Sandoz.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02AX02
Meccanismo d'azione
Il tramadolo è un analgesico oppioide ad azione centrale.
Farmacodinamica
Il tramadolo è un agonista puro non selettivo dei recettori oppioidi µ, δ, e κ con affinità più elevata per i recettori µ. Altri meccanismi che contribuiscono al suo effetto analgesico sono l'inibizione della ricaptazione neuronale della noradrenalina e l'aumento del rilascio di serotonina.
Il tramadolo ha un effetto antitussivo. Diversamente dalla morfina, il tramadolo non deprime la funzione respiratoria quando somministrato in un ampio intervallo di dosi analgesiche. Analogamente, risulta poco modificata la motilità gastrointestinale. Gli effetti sul sistema cardiovascolare sono piuttosto lievi. La potenza del tramadolo è considerata pari a 1/10 -1/6 rispetto a quella della morfina.
Efficacia clinica
L'effetto analgesico del tramadolo inizia rapidamente e dura diverse ore (4–6 ore).
Bambini e adolescenti
Gli effetti della somministrazione parenterale ed enterale di tramadolo sono stati valutati in studi clinici condotti su oltre 2000 pazienti pediatrici di età compresa tra quella neonatale e 17 anni. Le indicazioni per il trattamento del dolore che sono state esaminate in questi studi hanno incluso dolore secondario a intervento chirurgico (principalmente in sede addominale), estrazione dentaria, fratture, ustioni e traumi, così come altri stati dolorosi che hanno richiesto un trattamento analgesico per circa 7 giorni.
A dosi singole fino a 2 mg/kg o multiple fino a 8 mg/kg/giorno (fino a un massimo di 400 mg al giorno), l'efficacia del tramadolo è risultata superiore al placebo e superiore o uguale a quella di paracetamolo, nalbufina, petidina o di morfina a basse dosi. Gli studi condotti hanno confermato l'efficacia del tramadolo. Il profilo di sicurezza del tramadolo è risultato simile nei pazienti adulti e pediatrici di età superiore a 1 anno (vedere la rubrica «Posologia/impiego»).
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo la somministrazione orale, il tramadolo viene assorbito per oltre il 90%. La biodisponibilità assoluta del tramadolo somministrato per via orale è rispettivamente circa del 68%, rispettivamente, vale a dire che si colloca in un range estremamente favorevole rispetto ad altri analgesici ed è indipendente dall'assunzione concomitante di cibo. L'effetto di primo passaggio dopo la somministrazione orale è al massimo del 30%.
L'emivita della fase di distribuzione t½,α è di circa 0,8 ore. Il picco della concentrazione plasmatica Cmax è di 309 ± 90 ng/ml dopo somministrazione di 100 mg in forma liquida, 280 ± 49 ng/ml dopo la stessa dose in forma solida, e viene raggiunto rispettivamente dopo 1,2 h e 2 h.
La relazione tra concentrazione sierica ed effetto analgesico è dose-dipendente, tuttavia con notevoli variazioni da caso a caso. Di solito è efficace una concentrazione sierica di 100–300 ng/ml.
Distribuzione
Il tramadolo ha un'elevata affinità tessutale. Il volume di distribuzione è 203 ± 40 l. Il legame con le proteine plasmatiche è di circa il 20%.
Il tramadolo attraversa la barriera emato-encefalica e quella placentare. Si rileva nel latte materno assieme al suo derivato O-demetilato in quantità molto modeste (rispettivamente 0,1% e 0,02% della dose somministrata).
Metabolismo
Nell'uomo, il tramadolo viene metabolizzato principalmente mediante N-demetilazione e O-demetilazione, come pure mediante coniugazione dei prodotti della O-demetilazione con acido glucuronico. Solo l'O-desmetiltramadolo è farmacologicamente attivo, ma è presente nel sangue a concentrazioni inferiori al tramadolo stesso.
La sperimentazione sugli animali ha mostrato che l'O-desmetiltramadolo ha una potenza 2–4 volte superiore a quella della sostanza madre l'emivita di eliminazione t½, β è di 7,9 h, più o meno dello stesso ordine di grandezza di quelladel tramadolo.
L'inibizione degli isoenzimi CYP3A4 e/o CYP2D6, coinvolti nella biotrasformazione del tramadolo, può influire sulla concentrazione plasmatica del tramadolo o del suo metabolita attivo. Finora non sono state riportate interazioni clinicamente rilevanti.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione del tramadolo t½,β è di circa 6 h, indipendentemente dalla modalità di somministrazione.
L'eliminazione del tramadolo e dei suoi metaboliti avviene quasi completamente (90%) per via renale.
Circa il 1/4–1/3 del principio attivo viene escreto immodificato nelle urine.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nel dolore acuto, Tramadol Sandoz viene somministrato solo una volta o poche volte, per cui non è necessario un aggiustamento della dose. Normalmente non è necessario adattare la dose nei pazienti anziani (fino a 75 anni), in assenza di insufficienza epatica o renale clinicamente manifesta. Negli anziani di età superiore a 75 anni, l'eliminazione del medicamento può essere più lenta. Pertanto, in caso di necessità, l'intervallo di somministrazione deve essere prolungato in base alle caratteristiche del singolo paziente.
Nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica o renale, ci si deve aspettare un prolungamento dell'emivita terminale, che, tuttavia, è relativamente piccolo finché uno di questi due organi escretori è sostanzialmente integro. Nei pazienti con cirrosi epatica, sono state accertate emivite di eliminazione del tramadolo di circa 13 ore, in casi estremi di 22 ore.
Nei pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina <5 ml/min) i valori sono stati di circa 11 ore, in casi estremi di circa 20 ore.
Bambini e adolescenti
La farmacocinetica del tramadolo e dell'O-desmetiltramadolo, dopo somministrazione orale di dosi singole o ripetute in pazienti di età compresa fra 1 e 16 anni è risultata in generale comparabile a quella riscontrata negli adulti quando il dosaggio è stato regolato sulla base del peso corporeo, ma con una maggiore variabilità inter-individuale nei bambini fino a 8 anni d'età.
Nei bambini di età inferiore a 1 anno, la farmacocinetica del tramadolo e dell'O-desmetiltramadolo non è stata studiata a fondo. I dati ottenuti da studi che hanno incluso questa fascia d'età indicano che la velocità di degradazione in O-desmetiltramadolo attraverso il CYP2D6 aumenta costantemente nei neonati e i livelli di attività del CYP2D6 dell'adulto vengono raggiunti intorno a 1 anno d'età. Inoltre, l'immaturità del sistema di glucuronizzazione e della funzione renale può rallentare l'eliminazione, con conseguente accumulo di O- desmetiltramadolo nei bambini di età inferiore a 1 anno; pertanto, il tramadolo non deve essere usato in questa fascia d'età.
Dati preclinici
I risultati degli studi condotti non hanno indicato un potenziale rischio genotossico del tramadolo.
Uno studio sui ratti non ha evidenziato segni di un aumento dell'incidenza di neoplasie legata alla sostanza. Nello studio sui topi è stato osservato un aumento dell'incidenza degli adenomi epatocellulari nei maschi (dose-dipendente a partire da 15 mg/kg, non significativo) e un aumento dei tumori polmonari nelle femmine di tutti i gruppi di dose (significativo, ma non dose-dipendente). Studi condotti sul topo, sul ratto e sul coniglio con dosi molto elevate di tramadolo cloridrato (pari a 3–15 volte la dose massima nell'uomo), tossiche per la madre hanno rilevato effetti sull'organogenesi, sull'osteogenesi e sulla mortalità fetale. La fertilità e lo sviluppo dei cuccioli non hanno evidenziato modifiche.
Gli studi tossicologici richiesti per l'omologazione non hanno rilevato una compromissione della fertilità negli animali adulti, sia maschi che femmine. I dati pubblicati hanno evidenziato una diminuzione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi nel ratto a dosi superiori a 100 mg/kg/giorno.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale, a temperatura ambiente (15–25°C), al riparo dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Indicazioni per l'apertura del flaconcino contagocce di Tramadol Sandoz
Il flacone contagocce di Tramadol Sandoz è provvisto di tappo a vite sicurezza a prova di bambino. Per aprirlo, svitare il tappo premendolo con forza verso il basso. Per far uscire le gocce, tenere il flacone in posizione verticale e picchiettare leggermente il fondo del flacone con un dito fino a quando compaiono le prime gocce. Chiudere bene il tappo dopo l'uso.
Utilizzo del flacone con pompetta dosatrice
La prima volta che si utilizza la pompetta, premerla più volte a vuoto fino a quando eroga la soluzione (necessario per motivi tecnici per riempire il meccanismo di pompaggio). Posizionare sotto il beccuccio della pompetta un cucchiaino, un bicchierino o simili, ecc. e azionare la pompetta secondo le istruzioni per il dosaggio.
1 spruzzo = 0,125 ml di soluzione = 12,5 mg di principio attivo equivale a 5 gocce.
A causa della sua struttura, se il flacone rimane a lungo in posizione verticale, il primo di 4 o 5 spruzzi può essere impreciso, perché l'aria immessa pompando nella soluzione potrebbe «sfuggire» di nuovo dalla camera di dosaggio. Questo potrebbe causare un minimo sottodosaggio (fino a -5% per una dose totale di 0,5 ml), che non è significativo nella pratica.
Numero dell'omologazione
54570, 55876 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Sandoz Pharmaceuticals S.A., Risch; domicilio: Rotkreuz
Stato dell'informazione
Marzo 2024
22475 — 31/12/2024