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BUDENOFALK Uno gran 9 mg

Dr. Falk Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Budenofalk® Uno 9 mg

Dr. Falk Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Budesonide.

Sostanze ausiliarie

Ammonio metacrilato copolimero (tipo A), ammonio metacrilato copolimero (tipo B), acido citrico, aroma di limone (contiene citrale, olio di citronella, limonene, geraniolo, linalolo), lattosio monoidrato 36 mg, magnesio stearato, acido metacrilico/metilacrilato di metile copolimero (1:1), acido metacrilico/metilacrilato di metile copolimero (1:2), povidone K25, sorbitolo (E420) 899,5 mg, sucralosio, talco, trietilcitrato, gomma di xantano, granuli di amido di zucchero corrispondenti a 828 mg di saccarosio, per bustina.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Bustina con granulato gastroresistente da 9 mg di budesonide e polvere giallo chiaro con aroma di limone.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Induzione della remissione nei pazienti con morbo di Crohn acuto di grado lieve/moderato con interessamento dell'ileo e/o del colon ascendente (parte dell'intestino crasso).

Colite collagenosica.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Morbo di Crohn e colite collagenosica.

Adulti (>18 anni): la dose giornaliera raccomandata è di 1 bustina 1 volta al giorno di mattina, circa ½ ora prima di mangiare.

Bambini e adolescenti (≤18 anni): Budenofalk Uno 9 mg non deve essere assunto dai bambini e dagli adolescenti, a causa dell'insufficiente esperienza in questo gruppo di età.

Durata della terapia

La durata della terapia corrisponde di regola a 8 settimane.

Alla fine del trattamento, Budenofalk Uno 9 mg va assunto a intervalli prolungati, cioè a giorni alterni per almeno 1 settimana. Quindi, l'assunzione può essere sospesa.

Modo di somministrazione

Il contenuto di una bustina va assunto prima di colazione, senza masticarlo né spremerlo, con molti liquidi (p. es. 1 bicchiere d'acqua).

Controindicazioni

Budenofalk Uno 9 mg non deve essere usato in caso di:

Ipersensibilità alla budesonide o a uno degli altri componenti del preparato;

cirrosi epatica.

Avvertenze e misure precauzionali

Si raccomanda cautela in caso di TBC latente o di reazione positiva alla tubercolina, perché la malattia si può attivare durante la terapia con glucocorticoidi; durante una terapia steroidea a lungo termine, questi pazienti devono ricevere un trattamento tubercolostatico preventivo.

Il trattamento con Budenofalk Uno 9 mg può causare livelli sistemici di steroidi inferiori a quelli dei glucocorticoidi orali convenzionali. Il passaggio da un'altra terapia steroidea può provocare una ricomparsa dei sintomi, a causa del cambiamento dei livelli sistemici di steroidi.

Si raccomanda cautela nei pazienti con ipertensione, diabete mellito, osteoporosi, ulcere gastrointestinali, glaucoma, cataratta, anamnesi familiare di diabete e glaucoma o altre condizioni in cui i glucocorticoidi potrebbero causare degli effetti collaterali.

Particolare cautela è necessaria quando il medicamento viene utilizzato a lungo a dosi elevate, perché potrebbero comparire degli effetti collaterali sistemici da steroidi (cfr. «Effetti indesiderati»).

Nei pazienti con morbo di Crohn del tratto gastrointestinale superiore, la terapia con questo medicamento non è appropriata.

A causa dell'effetto prevalentemente locale del principio attivo, non ci si deve aspettare una risposta nei pazienti con sintomi della malattia al di fuori dell'intestino, ad esempio sulla cute, sugli occhi o sulle articolazioni.

Infezioni

La soppressione della reazione infiammatoria e delle difese immunitarie aumenta il rischio di infezioni e la loro severità. Il rischio di un peggioramento di infezioni batteriche, fungine e virali durante la terapia con glucocorticoidi va attentamente tenuto in considerazione. La presentazione clinica può spesso essere atipica e alcune infezioni severe, quali sepsi e tubercolosi, possono essere mascherate e raggiungere uno stadio avanzato prima di essere riconosciute.

Varicella

La varicella richiede un'attenzione speciale, perché questa malattia, normalmente innocua, può essere fatale nei pazienti immunosoppressi. I pazienti senza varicella in anamnesi devono evitare qualsiasi contatto con i pazienti con varicella o herpes zoster e devono consultare immediatamente il proprio medico dopo un'esposizione.

Nel caso di bambini, i genitori devono essere informati di queste misure precauzionali. L'immunizzazione passiva con immunoglobuline della varicella-zoster VZIG) è necessaria nei pazienti esposti e non immuni, che assumono o hanno assunto glucocorticoidi sistemici nei 3 mesi precedenti; ciò va fatto entro 10 giorni dall'esposizione alla varicella.

Se la diagnosi di varicella viene confermata, deve essere trattata immediatamente dagli specialisti. I glucocorticoidi non devono essere interrotti e può essere necessario aumentarne la dose.

Morbillo

I pazienti trattati con Budenofalk Uno 9 mg che presentano una compromissione del sistema immunitario devono ricevere immunoglobuline normali il più presto possibile dopo l'esposizione al morbillo.

Vaccini

I vaccini vivi non vanno somministrati nelle persone con una risposta immunitaria inadeguata. La risposta anticorpale ad altri vaccini può essere ridotta.

I glucocorticoidi possono sopprimere l'asse ipofisi-surrene e ridurre la risposta allo stress. In caso di interventi chirurgici o altri fattori di stress, si raccomanda di somministrare ai pazienti dei glucocorticoidi sistemici aggiuntivi.

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Sulla base dell'esperienza con i pazienti che presentavano una colangite biliare primaria (PBC) in stadio avanzato con cirrosi epatica, in tutti i pazienti con funzione epatica gravemente compromessa ci si deve aspettare una maggiore disponibilità sistemica di budesonide.

Tuttavia, nei pazienti con malattie epatiche senza cirrosi, la budesonide è risultata sicura e ben tollerata alla dose orale giornaliera di 9 mg. Pertanto, non sono necessarie istruzioni posologiche speciali nei pazienti con malattie epatiche senza cirrosi o con lievi disturbi della funzionalità epatica.

Va evitato il trattamento concomitante con ketoconazolo o altri inibitori del CYP3A4 (cfr. «Interazioni»).

Disturbi visivi

Con l'uso sistemico e topico di glucocorticoidi, possono comparire dei disturbi visivi. Se un paziente presenta sintomi come visione offuscata o altri disturbi della vista, va preso in considerazione l'invio a un oculista, per valutare le possibili cause; queste comprendono anche cataratta, glaucoma o patologie rare, quali ad esempio la corioretinopatia sierosa centrale (CSC), riportate in seguito all'utilizzo sistemico e topico di corticosteroidi.

Amebiasi

I glucocorticoidi possono attivare un'amebiasi latente. Pertanto, in tutti i pazienti che sono stati ai tropici o che presentano una diarrea inspiegabile, si raccomanda di escludere l'amebiasi latente o attiva prima di iniziare la terapia con glucocorticoidi.

Salicilati

Si raccomanda cautela anche nel trattamento prolungato concomitante con salicilati, a causa del rischio aumentato di ulcerazione e sanguinamento gastrointestinale, che può progredire fino alla perforazione, e qualsiasi riduzione della dose del glucocorticoide deve essere intrapresa con cautela, a causa del rischio di intossicazione da salicilati.

Budenofalk Uno 9 mg contiene 828 mg di saccarosio. I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al fruttosio/galattosio, con un malassorbimento del glucosio/galattosio o con un'insufficienza di saccarasi-isomaltasi, non devono assumere Budenofalk Uno 9 mg.

Budenofalk Uno 9 mg contiene 899,5 mg di sorbitolo per bustina. I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio (HFI) non devono assumere Budenofalk Uno 9 mg.

Budenofalk Uno 9 mg contiene 36 mg di lattosio monoidrato. I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al galattosio, con deficit totale di lattasi o con malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere Budenofalk 9 mg.

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

Citocromo P450, inibitori del CYP3A4:

Nel trattamento concomitante con inibitori di CYP3A, tra cui i prodotti contenenti cobicistat, si deve tener presente un aumento del rischio di effetti collaterali sistemici. Tale associazione va evitata, a meno che i suoi benefici non superino il maggior rischio di effetti collaterali sistemici dei corticosteroidi: in tal caso i pazienti devono essere monitorati per questi effetti collaterali.

Il ketoconazolo 200 mg per via orale 1 volta al giorno aumenta di circa 6 volte le concentrazioni plasmatiche della budesonide somministrata in concomitanza (3 mg in dose singola). Quando il ketoconazolo viene somministrato 12 ore dopo l'assunzione di budesonide, le concentrazioni plasmatiche aumentano di circa 3 volte. Siccome non sono disponibili dati sufficienti per una raccomandazione posologica, l'uso concomitante va evitato. Anche altri potenti inibitori del CYP3A4 (p.es. ritonavir, itraconazolo, claritromicina) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di budesonide. Inoltre, va evitata l'assunzione concomitante di succo di pompelmo.

Induttori del CYP3A4: medicamenti quali carbamazepina e rifampicina possono ridurre la disponibilità sistemica, ma anche quella locale, della budesonide sulla mucosa intestinale. Può essere necessario un aggiustamento della dose di budesonide.

Substrati del CYP3A4: le sostanze metabolizzate dal CYP3A4 possono competere con la budesonide. Ciò può comportare un aumento dei livelli plasmatici di budesonide, se la sostanza concorrente presenta una maggiore affinità per il CYP3A4. D'altra parte, la budesonide può legarsi più fortemente al CYP3A4, per cui i livelli plasmatici della sostanza concorrente possono essere aumentati, rendendo necessario un aggiustamento/una riduzione della dose di tale sostanza.

Concentrazioni plasmatiche aumentate ed effetti potenziati dei glucocorticoidi sono stati osservati in donne che avevano assunto estrogeni o contraccettivi. Questo effetto non si è osservato con i contraccettivi orali a basso dosaggio.

La cimetidina alle dosi raccomandate e in associazione con la budesonide ha un effetto lieve, non significativo, sulla farmacocinetica della budesonide.

L'omeprazolo non ha alcun effetto sulla farmacocinetica della budesonide.

Sostanze leganti gli steroidi:

Non si possono escludere delle interazioni, teoricamente possibili, con le resine artificiali leganti gli steroidi, quali la colestiramina e gli antiacidi. Se assunte in concomitanza con Budenofalk Uno 9 mg, l'effetto della budesonide può essere attenuato. Pertanto, questi preparati vanno assunti ad almeno 2 ore di distanza.

Derivati cumarinici: l'effetto degli anticoagulanti può essere attenuato.

Antiflogistici/Antireumatici non steroidei: il rischio di sanguinamento e di ulcere gastrointestinali può essere aumentato.

Altre interazioni

Siccome la funzione corticosurrenalica può essere soppressa dal trattamento con budesonide, il test di stimolazione con ACTH, usato per diagnosticare un'insufficienza ipofisaria, può dar luogo a risultati falsi (valori bassi).

Interazioni farmacodinamiche

Glicosidi cardiaci: l'azione dei glicosidi può essere potenziata dalla carenza di potassio.

Saluretici: l'escrezione di potassio può essere aumentata.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Sono disponibili dati limitati sull'esito della gravidanza con l'uso di budesonide somministrata per via orale nella donna. Anche se i dati sull'uso inalatorio della budesonide in un gran numero di donne in gravidanza non hanno messo in evidenza segni di effetti avversi, la concentrazione plasmatica massima di budesonide durante il trattamento con Budenofalk Uno 9 mg è probabilmente più elevata, rispetto all'uso inalatorio di budesonide. Negli studi sugli animali, la budesonide, come altri glucocorticoidi, ha causato anomalie dello sviluppo fetale (cfr. «Dati preclinici»). La rilevanza clinica per l'uomo non è chiara. L'uso in gravidanza va evitato, a meno che non vi siano dei motivi convincenti per il trattamento con Budenofalk Uno 9 mg.

Allattamento

La budesonide passa nel latte materno (sono disponibili dati sull'escrezione dopo l'uso per inalazione). Pertanto, durante il trattamento con Budenofalk Uno 9 mg non si deve allattare al seno, a meno che non sia chiaramente necessario.

Fertilità

Non sono disponibili dati sull'effetto della budesonide sulla fertilità nell'uomo. Negli studi sugli animali, la fertilità non è stata compromessa dalla somministrazione di budesonide (cfr. «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non noti.

Effetti indesiderati

La frequenza deve essere indicata come segue:

Molto comune (>1/10), comune (>1/100, <1/10), non comune (>1/1000, <1/100), raro (>1/10'000, <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Disturbi del sistema immunitario

Comune: aumento del rischio di infezione.

Non comune: quando si passa dai glucocorticoidi attivi per via sistemica a Budenofalk Uno 9 mg attivo localmente, possono comparire esacerbazioni o recidive delle manifestazioni extra-intestinali (soprattutto cute e articolazioni).

Occasionalmente possono manifestarsi effetti collaterali tipici per i glucocorticoidi sistemici. Questi effetti collaterali dipendono dal dosagio, dalla durata del trattamento, da trattamento concomitante oppure precedenti con altri glucocorticoidi e dalla sensibilità individuale.

Frequenza non nota: Reazioni di ipersensibilità come l'angioedema si sono verificate con altre forme di somministrazione di budesonide.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: sindrome di Cushing: faccia a luna piena, obesità addominale, diminuzione della tolleranza al glucosio, diabete mellito, ritenzione di sodio con formazione di edemi, aumento dell'eliminazione di potassio, inattività o atrofia della corteccia surrenale, disturbi della secrezione di ormoni sessuali (p.es. amenorrea, irsutismo, impotenza).

Molto raro: ritardo della crescita nei bambini.

Disturbi psichiatrici

Comune: depressione, irritabilità, euforia.

Non comune: iperattività psicomotoria, ansia.

Raro: aggressività.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Molto raro: pseudotumor cerebri (ipertensione intracranica benigna) incluso papilledema negli adolescenti.

Patologie dell'occhio

Raro: glaucoma, cataratta, visione offuscata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie vascolari

Comune: ipertensione arteriosa.

Molto raro: aumento del rischio di trombosi, vasculite (sindrome da astinenza dopo terapia a lungo termine).

Patologie gastrointestinali

Comune: dispepsia, dolori addominali.

Non comune: ulcerazione gastrica o duodenale.

Raro: pancreatite.

Molto raro: stipsi.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: esantema allergico, strie rubre, petecchie, acne da steroidi, guarigione ritardata delle ferite, dermatite da contatto.

Raro: ecchimosi.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare, spasmi muscolari, osteoporosi.

Raro: osteonecrosi.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto raro: stanchezza, malessere.

Non comunemente, possono comparire degli effetti collaterali tipici dei glucocorticoidi sistemici. Questi effetti collaterali dipendono dalla dose, dalla durata del trattamento, dal trattamento concomitante o precedente con glucocorticoidi e dalla sensibilità individuale.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Finora non sono noti casi di sovradosaggio.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A07EA06

Meccanismo d'azione

L'esatto meccanismo d'azione della budesonide nel trattamento delle malattie infiammatorie intestinali non è noto. I dati ricavati dagli studi clinici farmacologici e controllati indicano che l'azione della budesonide è principalmente locale sulla mucosa intestinale.

Farmacodinamica

La budesonide è un glucocorticoide con un elevato effetto antinfiammatorio locale. Rispetto a dosi clinicamente equivalenti di glucocorticoidi sistemici, la budesonide produce significativamente meno soppressione dell'asse HPA e influenza meno i marker di infiammazione.

La budesonide presenta un effetto dose-dipendente sui livelli plasmatici di cortisolo.

Efficacia clinica

Morbo di Crohn

Uno studio randomizzato, in doppio cieco, a doppia simulazione, senza un gruppo placebo, ha esaminato l'efficacia di una dose da 9 mg di budesonide granulato, somministrata 1 volta al giorno (9 mg OD) in capsule, rispetto a una dose da 3 mg di budesonide somministrata 3 volte al giorno (3 mg TID) in capsule, in pazienti con morbo di Crohn lieve/moderato (200< CDAI <400) dell'ileo terminale e/o del colon ascendente.

L'endpoint primario era la percentuale dei pazienti in remissione a 8 settimane (CDAI <150).

Allo studio hanno partecipato complessivamente 471 pazienti (full analysis set, FAS), di cui 439 sono stati inclusi nell'analisi «per protocol» (PP). Non si sono messe in evidenza differenze rilevanti tra i due gruppi di trattamento. Nell'analisi di conferma, il 71,3% dei pazienti nel gruppo 9 mg OD e il 75,1% dei pazienti nel gruppo 3 mg TID erano in remissione (PP) (p = 0,01975).

Ciò ha dimostrato la non inferiorità di 9 mg di budesonide in singola dose giornaliera, rispetto a 3 mg di budesonide 3 volte al giorno.

Gli effetti collaterali seri (SAE) specifici del medicamento non sono stati riportati.

Colite collagenosica

In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, 20 pazienti femmine e 9 pazienti maschi con colite collagenosica sono stati trattati con Budenofalk alla dose di 9 mg al giorno o con placebo, per un periodo di 8 settimane. La variabile primaria di efficacia era la percentuale di pazienti con almeno il 50% di regressione dell'attività della malattia, definita come il numero di evacuazioni intestinali in 7 giorni. Il 53,3% dei pazienti trattati con Budenofalk e il 14,3% dei pazienti trattati con placebo hanno risposto al trattamento secondo questa definizione.

Il trattamento con Budenofalk è stato superiore al trattamento con placebo anche in termini di percentuale di pazienti con miglioramento istologico. Gli effetti collaterali sono comparsi a una frequenza simile nei due gruppi di trattamento.

Farmacocinetica

Assorbimento

I granuli gastroresistenti di Budenofalk presentano un rilascio ritardato di 2-3 ore.

Dopo una singola dose orale di 9 mg di budesonide in granulato gastroresistente, sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di 2,2 ng/ml dopo circa 6 ore in volontari sani a digiuno.

In uno studio con una singola dose da 3 mg di budesonide in granulato gastroresistente, l'assunzione concomitante di cibo ha dimostrato di ritardare il passaggio del granulato dallo stomaco di circa 2-3 ore, prolungando così la fase di ritardo a circa 4-6 ore, senza alterare il tasso di assorbimento.

Distribuzione

Il volume di distribuzione della budesonide è di circa 3 l/kg. Il legame alle proteine plasmatiche è dell'85-90%.

Metabolismo

La budesonide viene metabolizzata molto rapidamente nel fegato (circa il 90%). Vengono prodotti due metaboliti principali, 6β-idrossi-budesonide e 16α-idrossi-prednisolone, il cui effetto corrisponde a meno dell'1% di quello della budesonide.

Eliminazione

L'emivita media corrisponde a 3 - 4 ore. La disponibilità sistemica nei volontari sani e nei pazienti a digiuno con morbo di Crohn è di circa il 9-13%. Il tasso di clearance è di circa 10-15 l/min per la budesonide, misurato alla HPLC.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

A seconda del tipo e della severità della malattia epatica e considerando che la budesonide viene metabolizzata attraverso il CYP3A4, il metabolismo della budesonide può essere ridotto. È quindi possibile che la disponibilità sistemica sia aumentata nei pazienti con funzionalità epatica compromessa, come nel caso dei pazienti con epatite autoimmune (AIH).

La biodisponibilità della budesonide nei pazienti con colangite biliare primaria in stadio avanzato (PBC, stadio IV) è risultata significativamente più elevata rispetto ai pazienti con colangite biliare primaria in uno stadio più precoce (PBC, stadio I/II). In media, le aree sotto la curva dei livelli plasmatici erano 3 volte più elevate nei pazienti con PBC in stadio avanzato dopo 3 mg di budesonide 3 volte al giorno, rispetto ai pazienti con PBC in stadio precoce.

Dati preclinici

I dati preclinici degli studi di tossicità acuta, subcronica e cronica con budesonide hanno mostrato una regressione del timo e delle surrenali e una riduzione dei linfociti.

Questi effetti sono stati di intensità inferiore o simile a quelli di altri glucocorticoidi. Come con altri glucocorticoidi, questi effetti steroidei possono essere importanti anche negli esseri umani, a seconda della dose e della durata di utilizzo e della malattia.

Tossicità a lungo termine (o tossicità per somministrazione ripetuta)

Negli studi a lungo termine sul ratto, si è osservato un numero lievemente aumentato di focolai epatici basofili.

Mutagenicità

La budesonide non ha mostrato effetti mutageni in una serie di test in vitro e in vivo.

Carcinogenicità

Gli studi di carcinogenicità hanno mostrato un'aumentata incidenza di neoplasie epatocellulari primarie, astrocitomi (nei ratti maschi) e tumori mammari (ratti femmine). Questi tumori derivano probabilmente dall'aumentato stress metabolico sul fegato e dagli effetti anabolizzanti. Questi risultati sono noti anche da altri studi sui glucocorticoidi nel ratto e rappresentano un effetto di classe in questa specie.

Tossicità per la riproduzione

La budesonide non ha avuto effetti sulla fertilità nel ratto. Negli animali in gravidanza, la budesonide, come altri glucocorticoidi, ha provocato la morte fetale e anomalie nello sviluppo fetale (dimensioni ridotte della cucciolata, ritardo di crescita intrauterina dei feti e anomalie scheletriche). È stato riportato che alcuni glucocorticoidi causano palatoschisi in studi sugli animali. La rilevanza clinica di questi dati per l'uomo non è ancora stata chiarita (cfr. «Gravidanza/allattamento»).

Altre indicazioni

Incompatibilità

Non applicabile.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

61405 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Dr. Falk Pharma AG, 8152 Opfikon.

Stato dell'informazione

Ottobre 2022

2245201/11/2022