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ZOLPIDEM Zentiva cpr pell 10 mg

Helvepharm AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Zolpidem Zentiva® compresse rivestite con film divisibili

Helvepharm AG

Composizione

Principi attivi

Tartrato di zolpidem.

Sostanze ausiliarie

Lactosum monohydricum 90,4 mg, cellulosum microcristallinum, hypromellosum, carboxymethylamylum natricum A, magnesii stearas. Film: hypromellosum, titanii dioxidum, macrogolum 400.

Alcune di queste sostanze ausiliarie contengono sodio; quantità massima di sodio:

0,16 mg/compressa.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compressa rivestita con film divisibile contiene 10 mg di tartrato di zolpidem.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento a breve termine dell'insonnia negli adulti, nel caso in cui questa sia invalidante per il paziente.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Adulti: la posologia raccomandata è di 1 compressa da 10 mg. Il trattamento inizierà con la dose efficace più bassa senza mai superare la dose massima di 10 mg al giorno.

Durata della terapia

Come per tutti gli ipnotici, si sconsiglia l'utilizzo a lungo termine di zolpidem. Il trattamento con Zolpidem Zentiva deve essere il più breve possibile e non deve superare le 4 settimane (compresa la fase di sospensione progressiva). Qualsiasi prolungamento del trattamento deve essere effettuato solo dopo una rigorosa rivalutazione delle condizioni del paziente, poiché il rischio di abuso e di dipendenza aumenta con la durata del trattamento (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Insufficienza epatica: poiché la clearance e il metabolismo di zolpidem sono diminuiti nei pazienti con insufficienza epatica, in questi pazienti zolpidem deve essere somministrato con prudenza. La dose iniziale deve essere 5 mg nei casi di insufficienza epatica, adottando particolare cautela nei pazienti anziani.

Pazienti anziani

Soggetti anziani (65 anni e oltre), con fragilità: poiché i soggetti anziani o con fragilità possono essere particolarmente sensibili agli effetti di zolpidem, la posologia raccomandata è di una mezza compressa (cioè 5 mg) e solo eccezionalmente può essere aumentata a 1 compressa intera.

Bambini e adolescenti

La tolleranza e l'efficacia di zolpidem nei pazienti pediatrici al di sotto dei 18 anni non sono state stabilite. Di conseguenza, zolpidem non deve essere prescritto a questa fascia di popolazione.

Modo di somministrazione

Le compresse devono essere ingerite con un po' di acqua.

Le compresse di Zolpidem Zentiva 10 mg sono divisibili e ciò permette di dividerle in due parti uguali da 5 mg ciascuna.

L'assunzione deve avvenire lontano dall'ultimo pasto, subito prima di andare a letto o quando si è già coricati e, nel corso della stessa notte, non si deve assumere più di 1 compressa. L'effetto di Zolpidem Zentiva può essere rallentato e/o ridotto in caso di assunzione durante o immediatamente dopo un pasto (cfr. «Farmacocinetica»).

Controindicazioni

Zolpidem è controindicato nei pazienti in caso di:

  • ipersensibilità a zolpidem o a una delle sostanze ausiliarie,
  • sindrome da apnea ostruttiva del sonno,
  • insufficienza respiratoria severa e/o acuta,
  • miastenia gravis,
  • insufficienza epatica severa,
  • intolleranza al lattosio,
  • precedenti di comportamenti complessi legati al sonno dopo aver assunto Zolpidem Zentiva (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali/Sonnambulismo e comportamenti associati»),
  • gravidanza o allattamento (cfr. la rubrica «Gravidanza, allattamento»).

Avvertenze e misure precauzionali

Insufficienza respiratoria: poiché è risaputo che gli ipnotici possono ridurre la funzionalità respiratoria, adottare ogni precauzione nel prescrivere zolpidem a pazienti che presentano alterazioni della funzione respiratoria.

Insufficienza epatica: zolpidem non deve essere prescritto ai pazienti affetti da insufficienza epatica severa, perché potrebbe provocare una encefalopatia (cfr. la rubrica «Posologia/impiego», «Controindicazioni» ed «Effetti indesiderati»).

Rischi in caso di uso concomitante di oppioidi e benzodiazepine

L'uso concomitante di benzodiazepine (con cui zolpidem ha parentela chimica), inclusa la somministrazione di zolpidem con oppiacei, può causare sedazione, distress respiratorio, coma e morte. Pertanto, limitare la prescrizione concomitante di benzodiazepine e oppioidi ai pazienti per i quali le alternative terapeutiche sono inadeguate.

Se zolpidem viene prescritto in concomitanza con oppioidi, prescrivere le dosi efficaci più basse per la durata minima del trattamento e monitorare attentamente i pazienti per i segni e sintomi di distress respiratorio o sedazione.

Popolazione pediatrica

La tolleranza e l'efficacia non sono state stabilite nella popolazione pediatrica. In uno studio di 8 settimane su pazienti (di età compresa tra 6 e 17 anni) affetti da insonnia associata a disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), i disturbi psichiatrici e del sistema nervoso centrale includevano gli effetti indesiderati più frequenti indotti dal trattamento con zolpidem rispetto al placebo e comprendevano vertigini (23,5% vs. 1,5%), cefalee (12,5% vs. 9,2%) e allucinazioni (7,4% vs. 0%).

Pazienti anziani

Cfr. la rubrica «Posologia/impiego».

Prima di prescrivere un ipnotico occorre individuare per quanto possibile la causa dell'insonnia e trattare i fattori sottostanti.

Un'insonnia persistente dopo 7-14 giorni di trattamento può segnalare la presenza di una patologia psichiatrica o fisica sottostante. In particolare, è possibile che durante il trattamento con zolpidem emerga una depressione pregressa e che l'insonnia ne sia il prodromo. La condizione del paziente deve essere rivalutata accuratamente a intervalli regolari.

Nel prescrivere gli ipnotici, i medici prescrittori devono tener conto dei seguenti elementi:

Psicosi: gli ipnotici non sono raccomandati nel trattamento di prima linea della psicosi.

Amnesia: i sedativi e gli ipnotici possono provocare un'amnesia anterograda. Questa si verifica più frequentemente qualche ora dopo l'assunzione del medicamento. Pertanto, è consigliabile creare le condizioni più favorevoli affinché il sonno duri ininterrottamente da 7 a 8 ore.

Depressione e tendenza suicida: diversi studi epidemiologici hanno dimostrato una maggiore incidenza di suicidi o tentativi di suicidio in pazienti depressi e non, trattati con benzodiazepine e altri ipnotici (compreso zolpidem). Non è stato stabilito alcun legame di causalità.

Gli ipnotici non devono essere utilizzati in monoterapia per il trattamento della depressione. Sebbene con gli antidepressivi SSRI non siano state dimostrate interazioni farmacocinetiche clinicamente significative né interazioni farmacodinamiche (cfr. la rubrica «Interazioni»), come accade con gli altri ipnotici zolpidem deve essere somministrato con prudenza nei pazienti che presentano sintomi di depressione. Visto il maggiore rischio suicidario, il numero di scatole prescritte deve essere il più basso possibile per evitare un sovradosaggio intenzionale.

Il trattamento con zolpidem può far emergere una depressione pregressa. Poiché l'insonnia può essere un sintomo di depressione, qualora l'insonnia persista il paziente dovrà essere rivalutato.

Altre reazioni paradossali e di tipo psichiatrico: sintomi quali: nervosismo, insonnia grave, agitazione, irritabilità, aggressività, delirium, collera, incubi, allucinazioni, comportamento anormale e altri disturbi del comportamento possono insorgere durante l'assunzione di sedativi/ipnotici quali zolpidem. In tal caso il trattamento deve essere interrotto. Questi sintomi possono insorgere con maggiore frequenza nel soggetto anziano.

Sonnambulismo e comportamenti associati

Comportamenti complessi associati al sonno, tra cui il sonnambulismo e l'esecuzione di attività mentre non si è completamente svegli, possono verificarsi dopo la prima somministrazione di Zolpidem Zentiva o ogni volta che lo si assume. Nel mettere in atto questi comportamenti, i pazienti possono ferirsi gravemente o ferire altre persone, con esiti talvolta fatali. Sono stati segnalati anche altri comportamenti associati, quali sonnambulismo durante la guida e nella preparazione di pasti, mentre si mangia o si telefona o durante i rapporti sessuali. In questo contesto sono stati altresì segnalati casi isolati di comportamento autolesionista. In genere, i pazienti non hanno memoria di questi episodi (amnesia). Rapporti nella fase post-marketing hanno mostrato che tali comportamenti possono insorgere quando Zolpidem Zentiva è preso alle dosi raccomandate, con o senza assunzione concomitante di alcol o di altre sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale (SNC) (cfr. «Interazioni»). Il trattamento con Zolpidem Zentiva deve essere interrotto immediatamente nei pazienti che riferiscono comportanti simili (cfr. «Controindicazioni»).

Disturbi dell'apparato psicomotorio

Il rischio di disturbi dell'apparato psicomotorio, inclusa la ridotta capacità di condurre veicoli, aumenta se zolpidem è assunto da 7 a 8 ore prima di svolgere attività che richiedono una certa vigilanza, o se zolpidem è somministrato in combinazione con un'altra sostanza che deprime il SNC o altre sostanze che possono aumentare la concentrazione ematica di zolpidem.

Assuefazione a sostanza d'abuso:

Una minore efficacia rispetto agli effetti ipnotici di sedativi/ipnotici come zolpidem potrebbe verificarsi in caso di utilizzo ripetuto del medicamento per qualche settimana.

Dipendenza:

Sebbene non abbia apparentamento chimico con le benzodiazepine, zolpidem (una imidazopiridina) agisce sullo stesso complesso del recettore GABAA. Fino a quando non sarà acquisita maggiore esperienza, Zolpidem Zentiva deve essere utilizzato con cautela in quanto potrebbe eventualmente indurre un fenomeno di dipendenza.

L'assunzione di zolpidem può portare a un abuso o a una dipendenza fisica e psicologica. Questo rischio aumenta in caso di assunzione prolungata, di dosi elevate o nei pazienti predisposti. Casi di dipendenza sono stati segnalati con maggiore frequenza nei pazienti trattati con Zolpidem Zentiva per un periodo superiore a 4 settimane. Il rischio di abuso o di dipendenza è elevato anche in pazienti che hanno storie pregresse di disturbi psichiatrici, di dipendenza da alcol o da sostanze d'abuso. Zolpidem Zentiva dovrebbe essere utilizzato con estrema prudenza nei pazienti che hanno sofferto o soffrono di dipendenza da alcol o da sostanze d'abuso.

Una volta instaurata la dipendenza fisica, la sospensione improvvisa del trattamento si accompagna a sintomi da astinenza quali: mal di testa o dolore muscolare, forte stato ansioso e di tensione, nervosismo, confusione e irritabilità. Nei casi gravi, possono insorgere i sintomi seguenti: derealizzazione, depersonalizzazione, iperacusia, intorpidimento e sensazione di insetti striscianti nelle estremità, ipersensibilità alla luce, al rumore e al contatto fisico, allucinazioni, delirium o crisi epilettiche.

I sintomi di astinenza si manifestano dopo una brusca interruzione e sono limitati, nei casi più lievi, a tremori, agitazione, disturbi del sonno, reazioni d'ansia, mal di testa e concentrazione compromessa. Tuttavia, possono verificarsi altri sintomi come sudorazione, crampi muscolari e addominali, disturbi della percezione e, in rari casi, deliri e crisi epilettiche. A seconda della durata d'azione della sostanza, i sintomi di astinenza compaiono entro poche ore e fino a una settimana o oltre dall'interruzione della terapia.

Per ridurre al minimo il rischio di dipendenza, gli ipnotici dovrebbero essere prescritti solo dopo un attento esame dell'indicazione ed essere assunti per un periodo il più possibile breve (in genere, per non più di 4 settimane). La necessità di continuare il trattamento deve essere rivalutata periodicamente. Il trattamento prolungato è indicato solo in alcuni pazienti e il suo beneficio rispetto ai rischi è meno evidente.

Per evitare i sintomi di astinenza, si consiglia di interrompere progressivamente la somministrazione riducendo gradualmente la posologia. Se si verificano sintomi di astinenza, è indispensabile assicurare una stretta supervisione medica e la presa in carico del paziente.

Rimbalzo dell'insonnia:

L'interruzione del trattamento ipnotico può comportare un rimbalzo dell'insonnia transitoria (ritorno cruento dell'insonnia iniziale).

Sonnolenza

A causa delle proprietà farmacologiche di zolpidem, l'assunzione del medicamento può provocare sonnolenza e ridurre il livello di coscienza, stati che possono portare a cadute e, di conseguenza, a ferite gravi.

Può inoltre accompagnarsi ad altri sintomi quali: modifica dell'umore, ansia e agitazione («restlessness»).

È importante che il paziente sia informato della possibile insorgenza di questi fenomeni di rimbalzo, perché ciò gli consentirà di minimizzare l'intensità degli stati d'ansia e degli altri sintomi alla sospensione del trattamento.

In caso di utilizzo di sedativi/ipnotici a emivita breve, alcuni sintomi da astinenza possono insorgere tra due assunzioni consecutive.

Sindrome del QT lungo

A titolo precauzionale, occorre studiare attentamente il rapporto rischio/beneficio del trattamento con zolpidem nelle persone affette da sindrome congenita del QT lungo.

Questo medicamento contiene lattosio.

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Alcol

Il consumo concomitante di alcol è sconsigliato a causa del rischio di amplificazione dell'effetto sedativo con l'assunzione di alcol.

Interazioni farmacodinamiche

Sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale

L'effetto depressivo sul sistema nervoso centrale può essere amplificato in caso di associazione con antipsicotici (neurolettici), ipnotici, ansiolitici/sedativi, antidepressivi, derivati della morfina (analgesici e sedativi della tosse), analgesici narcotici, antiepilettici, anestetici, antistaminici H1, sedativi. L'associazione di zolpidem con queste sostanze può aumentare gli effetti di sonnolenza con capacità psicomotorie compromesse, compresa una ridotta capacità di condurre veicoli.

Ciononostante, in caso di associazione con fluoxetina o sertralina, antidepressivi SSRI, occorre tenere presente che:

  • con fluoxetina non è stata osservata alcuna interazione clinicamente significativa, sia dal punto di vista farmacocinetico che farmacodinamico,
  • con sertralina, la concentrazione massima di zolpidem risulta notevolmente aumentata e il Tmax diminuito. Sebbene ciò non sia stato dimostrato sul piano clinico, tali modifiche potrebbero teoricamente accelerare l'effetto ipnotico di zolpidem.

Quando si assumono analgesici narcotici, anche l'amplificazione dell'euforia può facilitare la comparsa di una dipendenza psicologica.

Benzodiazepine e oppioidi: l'uso concomitante di benzodiazepine, compreso zolpidem, con gli oppioidi aumenta il rischio di sedazione, distress respiratorio, coma e morte a causa degli effetti depressivi aggiuntivi sul sistema nervoso centrale. Limitare il dosaggio e la durata del trattamento nei pazienti che assumono contemporaneamente benzodiazepine e oppioidi.

Induttori e inibitori enzimatici

Inibitori e induttori del CYP450

Gli inibitori del citocromo P450 possono amplificare l'attività di alcuni ipnotici quali zolpidem. Il metabolismo di zolpidem nell'uomo dipende prevalentemente dall'enzima CYP450 3A4, con il contributo dell'enzima CYP450 1A2. L'effetto farmacodinamico di zolpidem risulta attenuato quando il medicamento è associato a un induttore del CYP450 3A4, come la rifampicina e l'iperico. L'iperico può ridurre la concentrazione ematica di zolpidem (diminuzione del 33,7% della Cmax media e del 30% dell'AUC); la somministrazione concomitante è sconsigliata.

È stato condotto uno studio d'interazione con itraconazolo, un inibitore del CYP450 3A. Malgrado un aumento del 35% dell'AUC, non è stata osservata alcuna conseguenza clinica.

In conclusione, non è necessario modificare la dose di zolpidem in presenza di itraconazolo.

Non si ritiene necessario aggiustare sistematicamente le dosi di zolpidem, ma la somministrazione concomitante di zolpidem e ketoconazolo può amplificare gli effetti sedativi. È stato rilevato un aumento dell'AUC di 1,83 volte.

Non sono disponibili studi con altri inibitori del CYP450 3A.

Effetto di altri medicamenti su Zolpidem Zentiva

La fluvoxamina e la ciprofloxacina possono innalzare le concentrazioni ematiche di zolpidem. Pertanto, la somministrazione concomitante con zolpidem è sconsigliata.

Non è stata osservata alcuna interazione farmacocinetica significativa in caso di somministrazione concomitante di zolpidem con warfarin, digossina, ranitidina o cimetidina.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

L'impiego di Zolpidem Zentiva è sconsigliato durante la gravidanza.

Gli studi sugli animali trattati con zolpidem non hanno evidenziato alcun rischio di effetto teratogeno o embriotossico nel feto. Zolpidem attraversa la barriera placentare.

Se zolpidem è prescritto a una donna in età fertile, questa deve essere informata che è necessario contattare il proprio medico per interrompere il trattamento in caso di gravidanza programmata o se ritiene di essere gravida.

Primo trimestre

I dati raccolti da studi di coorte non hanno evidenziato alcuna malformazione del feto dopo l'esposizione a benzodiazepine (come zolpidem) durante il primo trimestre di gravidanza. Tuttavia, in alcuni studi di caso, è stata osservata una maggiore incidenza di labioschisi e palatoschisi.

Secondo trimestre

Sono stati descritti casi di diminuzione del movimento fetale e della variabilità della frequenza cardiaca fetale in seguito alla somministrazione di benzodiazepine nel secondo e/o terzo trimestre di gravidanza.

Terzo trimestre

La somministrazione di zolpidem nell'ultimo trimestre di gravidanza o durante il parto può indurre nel neonato ipotermia, ipotonia, difficoltà di alimentazione e depressione respiratoria moderata. Con zolpidem sono stati osservati casi di depressione respiratoria grave nei neonati. Inoltre, i bambini nati da madri che hanno assunto cronicamente sedativi/ipnotici alla fine della gravidanza potrebbero sviluppare dipendenza fisica. Il neonato può presentare sintomi da astinenza, sebbene non sia stato segnalato alcun caso con zolpidem. Nel periodo postnatale si raccomanda una sorveglianza adeguata del neonato.

Allattamento

Sebbene l'escrezione di zolpidem nel latte materno sia modesta, si sconsiglia l'assunzione del medicamento durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

La guida di veicoli e l'impiego di macchine può essere pericolosa a causa dei seguenti effetti indesiderati che possono manifestarsi dopo l'assunzione di zolpidem: rischio di sonnolenza, allungamento del tempo di reazione, capogiri, sonnolenza, visione offuscata/appannata, ridotta vigilanza, minore capacità di condurre veicoli.

Per ridurre questo rischio e alla luce della durata di azione del medicamento (cfr. la rubrica «Farmacocinetica») si raccomanda una notte intera di sonno (7-8 ore).

Inoltre, la somministrazione concomitante di zolpidem con alcol o altre sostanze che deprimono il SNC fa aumentare il rischio di insorgenza di questi effetti. I pazienti in trattamento con zolpidem devono esserne informati per evitare che assumano contemporaneamente alcol o altre sostanze psicoattive.

Occorre, inoltre, tener conto anche del rischio legato all'amnesia anterograda.

Effetti indesiderati

Compaiono in rapporto alla dose, in particolare per quanto attiene ad alcuni effetti sul SNC. Come raccomandato nella rubrica «Posologia/impiego», se zolpidem è assunto subito prima di coricarsi, gli effetti indesiderati dovrebbero essere teoricamente minori. Sono osservati con maggiore frequenza nei soggetti anziani.

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100; <1/10), non comune (≥1/1000; <1/100); raro (≥1/10 000; <1/1000), molto raro (<1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Elenco degli effetti indesiderati

Infezioni ed infestazioni

Comune: infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie respiratorie inferiori.

Disturbi del sistema immunitario

Frequenza non nota: edema angio-neurotico.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: disturbi dell'appetito.

Disturbi psichiatrici

Comune: allucinazioni, agitazione, incubi, depressione.

Non comune: episodi confusionali, irritabilità, nervosismo, aggressività, sonnambulismo (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali/Sonnambulismo e comportamenti associati»), stato euforico.

Raro: alterazione della libido.

Molto raro: idee deliranti, dipendenza (sindrome da astinenza o effetto rimbalzo che possono insorgere dopo la sospensione del trattamento).

Frequenza non nota: collera, comportamento improprio, comportamenti complessi associati al sonno, delirium (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nella maggior parte dei casi, questi effetti psichiatrici indesiderati sono legati a reazioni paradossali e a stati euforici.

Patologie del sistema nervoso

Comune: sonnolenza diurna, stanchezza, cefalee, vertigini, peggioramento dell'insonnia, disturbi cognitivi come amnesia anterograda (isolata o associata a comportamenti disadattivi).

Non comune: parestesia, tremori, compromissione dell'attenzione, disturbo del linguaggio.

Raro: riduzione dello stato di vigilanza, disturbi dell'andatura.

Patologie dell'occhio

Non comune: diplopia, visione appannata.

Molto raro: disturbi della vista.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto raro: depressione respiratoria.

Patologie gastrointestinali

Comune: diarrea, nausea, vomito, dolore addominale.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento degli enzimi epatici.

Raro: bilirubinemia, epatite grave con itterizia, lesioni epatocellulari, colestatiche o epatiche miste.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione, prurito, iperidrosi.

Raro: orticaria.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Comune: dolore dorsale.

Non comune: artralgia, mialgia, spasmi muscolari, cervicalgia, debolezza muscolare.

Patologie sistemiche

Raro: caduta (soprattutto nei pazienti anziani e quando zolpidem non è utilizzato secondo le raccomandazioni).

Frequenza non nota: tolleranza al farmaco.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Come in tutti i casi di posologia eccessiva, occorre sempre considerare l'eventualità di una polintossicazione perché può far peggiorare la prognosi.

Segni e sintomi

Nei casi di posologia eccessiva di zolpidem, in monoterapia o associato ad altre terapie che deprimono il SNC (compreso il consumo di alcol), sono state segnalate alterazioni dello stato di coscienza fino al coma e una sintomatologia più grave, talvolta a esito fatale.

Trattamento

In caso di posologia eccessiva, è necessario prendere le consuete misure precauzionali: trasferimento in ambiente specializzato, monitoraggio dei parametri cardio-respiratori, eventualmente lavaggio gastrico. Se lo svuotamento gastrico non migliora la situazione, somministrare carbone attivo per ridurre l'assorbimento.

Non devono essere somministrati sedativi, neanche in caso di agitazione.

In base alla gravità dei sintomi si può prendere in considerazione la somministrazione di flumazenil, che può essere utile per la diagnosi e/o il trattamento di un sovradosaggio intenzionale o accidentale di zolpidem.

Antagonizzare mediante flumazenil l'effetto di zolpidem può favorire la comparsa di disturbi neurologici (convulsioni).

Zolpidem non è dializzabile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N05CF02

Meccanismo d'azione

Zolpidem è una imidazopiridina, un agonista selettivo del sottotipo recettoriale omega 1 (o benzodiazepinico 1), che costituisce l'unità alfa del complesso recettoriale macromolecolare GABAA. Si lega preferenzialmente al sottotipo recettoriale omega 1, diversamente dalle benzodiazepine che si legano in maniera non selettiva ai tre sottotipi di recettori omega. La modulazione dell'apertura del canale del cloro, a seguito dell'interazione con questo recettore, porta allo specifico effetto ipnotico di zolpidem.

Negli animali

Il legame selettivo di zolpidem ai recettori omega 1 può spiegare l'assenza, alle dosi consuete, degli effetti miorilassanti e anticonvulsivanti che sono di norma osservati con gli ipnotici non selettivi dei recettori omega 1.

Gli effetti di zolpidem sono antagonizzati da flumazenil.

Nell'uomo

Gli effetti di zolpidem sono associati a un profilo elettroencefalografico caratteristico diverso da quello delle benzodiazepine. Gli studi di registrazione del sonno notturno hanno dimostrato che zolpidem prolunga la fase II e gli stadi di sonno profondo (III e IV).

Ciò può essere spiegato dal legame selettivo di zolpidem ai recettori omega 1. Al dosaggio raccomandato, zolpidem non influisce sulla durata totale del sonno paradosso (REM o «Rapid Eye Movement»).

Farmacodinamica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Farmacocinetica

Assorbimento

Dopo la somministrazione orale, zolpidem ha una biodisponibilità di circa il 70%, a causa di un moderato effetto di primo passaggio, con una concentrazione plasmatica massima raggiunta dopo circa 0,5 e 3 ore. Quest'ultima è di 140±12 ng/ml dopo la somministrazione orale di una compressa da 10 mg.

Distribuzione

Alle dosi terapeutiche, la farmacocinetica di zolpidem è lineare. Il legame alle proteine plasmatiche è del 92,5±0,1%. L'emivita di eliminazione plasmatica in soggetti sani è in media di 2,4±0,2 ore e la durata dell'azione persiste per 6 ore dopo la somministrazione. Il volume di distribuzione nell'adulto è di 0,54±0,02 l/kg.

Metabolismo

La clearance di zolpidem nell'adulto è di 212 ml/min dopo somministrazione endovenosa.

La biotrasformazione di zolpidem ha luogo prevalentemente a livello epatico tramite il citocromo P450 (CYP) 3A4, ma anche altre isoforme partecipano alla prima fase ossidativa.

Eliminazione

Zolpidem viene eliminato sotto forma di metaboliti inattivi principalmente nelle urine (56%) e nelle feci (37%). Questi metaboliti inattivi non influenzano il legame di zolpidem alle proteine plasmatiche.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica, le concentrazioni plasmatiche di zolpidem risultano aumentate. La clearance è notevolmente ridotta e l'emivita di eliminazione prolungata (circa 10 ore).

Disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con insufficienza renale, dializzati e non, si osserva una lieve riduzione della clearance. Gli altri parametri cinetici non appaiono modificati. Zolpidem non è dializzabile.

Pazienti anziani

Nei soggetti anziani, è stata osservata una diminuzione della clearance epatica. Il picco della concentrazione è aumentato di circa il 50% senza un prolungamento significativo dell'emivita (3 ore in media). Il volume di distribuzione scende a 0,34±0,05 l/kg.

Dati preclinici

I dati di sicurezza preclinica non hanno evidenziato un rischio particolare per l'uomo in base a una serie di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, di tossicità a dose ripetuta, di genotossicità, di reprotossicità e di carcinogenicità. Zolpidem non sembra avere effetti sui parametri riproduttivi e non ha mostrato potenziale teratogeno, genotossico o carcinogeno.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

51233 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Helvepharm AG, Frauenfeld

Stato dell'informazione

Ottobre 2024

1505205/08/2025