TAMSULOSINE T Sandoz cpr ret 0.4 mg
Sandoz Pharmaceuticals AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Tamsulosine T Sandoz®
Composizione
Principi attivi
Tamsulosini hydrochloridum.
Sostanze ausiliarie
Hypromellosum, cellulosum microcristallinum, carbomerum, silica colloidalis anhydrica, E172 (rubrum), magnesii stearas.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa a rilascio prolungato contiene: 400 µg tamsulosini hydrochloridum (corresp. 367 µg tamsulosinum).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento dei sintomi funzionali dell'iperplasia prostatica benigna (IPB).
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Assumere 1 compressa a rilascio prolungato al giorno. Non masticare né frantumare in altro modo la compressa a rilascio prolungato, poiché in caso contrario sarebbe compromesso il rilascio ritardato del principio attivo.
Modo di somministrazione
All'inizio della terapia e nei pazienti con aumentato rischio di reazioni ipotoniche si raccomanda l'assunzione del medicamento a digiuno, poiché l'assunzione con alimenti (ricchi di grassi) può portare ad aumentate concentrazioni plasmatiche di picco, che possono favorire l'insorgenza di ipotensioni ortostatiche (vedere «Farmacocinetica» e «Avvertenze e misure precauzionali»). In caso di buona tollerabilità, si può proseguire l'assunzione sia durante che lontano dai pasti.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
In caso di insufficienza epatica lieve-moderata (classe A e B Child-Pugh) non è necessario alcun aggiustamento della dose. In caso di insufficienza epatica severa (classe C Child-Pugh) l'uso della tamsulosina è controindicato.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale lieve-moderata non è necessario alcun aggiustamento della dose. La farmacocinetica della tamsulosina nei pazienti con clearance della creatinina <10 ml/min non è stata studiata; per questi pazienti non può essere pertanto formulata alcuna raccomandazione riguardante la posologia.
Pazienti anziani
Non è necessario un aggiustamento della dose. Si raccomanda tuttavia di considerare che nei pazienti geriatrici il rischio di ipotensioni ortostatiche può essere aumentato.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia della tamsulosina nei bambini e negli adolescenti non sono state studiate. Il medicamento non è indicato in questa fascia di età.
Controindicazioni
- Insufficienza epatica severa;
- Comedicazione con forti inibitori del CYP3A4 (ad es. claritromicina, itraconazolo, voriconazolo);
- Ipersensibilità alla tamsulosina o ad una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.
Avvertenze e misure precauzionali
Prima di iniziare una terapia con Tamsulosine T Sandoz è necessario escludere altre cause dei disturbi mediante una diagnosi differenziale. Prima dell'inizio della terapia e successivamente ad intervalli periodici, il paziente deve essere sottoposto ad esplorazione rettale digitale ed eventualmente a dosaggi del PSA (antigene prostatico specifico).
Rischio di ipotensione
Con Tamsulosine T Sandoz, come con altri alfa1-bloccanti, in alcuni casi può verificarsi un calo della pressione arteriosa, che induce raramente una sincope.
Nei pazienti con ipotensione ortostatica all'anamnesi si raccomanda di monitorare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa durante l'assunzione della prima dose. Ai primi sintomi di vertigini e debolezza, il paziente deve essere invitato a sedersi o sdraiarsi fino alla scomparsa dei disturbi.
Nei pazienti con coronaropatia e nei pazienti ipertesi in terapia antipertensiva è richiesta cautela nel trattamento con alfa1-bloccanti.
Sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS)
In alcuni pazienti sottoposti a interventi oftalmologici (interventi di cataratta e glaucoma), che precedentemente o al momento dell'intervento erano stati trattati con antagonisti degli adrenorecettori alfa1, come tamsulosina cloridrato, è stata osservata una sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS). Si tratta di una forma di costrizione della pupilla caratterizzata da una combinazione di iride flaccida (che ondeggia a seguito del lavaggio intraoperatorio), progressiva miosi intraoperatoria (nonostante la dilatazione preoperatoria con midriatici standard) e potenziale prolasso dell'iride in direzione delle incisioni per la facoemulsificazione.
Una IFIS può aumentare il rischio di complicanze oculari intra- e postoperatorie (ad es. perdita del cristallino, distacco di retina, endoftalmite). Pertanto, il chirurgo deve essere informato dell'assunzione di tamsulosina per poter eventualmente modificare la tecnica chirurgica (ad es. uso di ganci iridei, dilatatori iridei ad anello o sostanze viscoelastiche).
Si raccomanda di non avviare un trattamento con tamsulosina nei pazienti che stanno per sottoporsi ad un intervento oculistico. Non è invece stato dimostrato se l'interruzione della tamsulosina 1–2 settimane prima dell'intervento porti un beneficio. Sono stati segnalati casi di IFIS anche in pazienti che avevano già interrotto l'uso della tamsulosina già diverso tempo prima dell'intervento.
Altre misure precauzionali
I pazienti con insufficienza renale severa (clearance della creatinina <10 ml/min) devono essere trattati con la massima cautela, poiché non sono disponibili dati a tale riguardo.
In studi clinici a breve e lungo termine sono stati segnalati disturbi dell'eiaculazione. Anche dopo l'omologazione del preparato sono stati segnalati disturbi dell'eiaculazione, quali ad es. eiaculazione retrograda o insufficienza eiaculatoria.
Il trattamento concomitante con tamsulosina cloridrato e inibitori del CYP3A4 può aumentare l'esposizione alla tamsulosina (vedere «Interazioni»). In particolare nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 trattati contemporaneamente con forti inibitori del CYP3A4 esiste il rischio di un aumento significativo dell'esposizione alla tamsulosina. Poiché il polimorfismo del CYP2D6 è in genere sconosciuto al di fuori degli studi clinici, in linea generale la tamsulosina non deve essere somministrata insieme a forti inibitori del CYP3A4 (ad es. itraconazolo, voriconazolo, claritromicina, indinavir, nelfinavir, ritonavir, saquinavir).
In caso di trattamento concomitante con inibitori moderati del CYP3A4 (ad es. eritromicina, fluconazolo, diltiazem, verapamil), la tamsulosina cloridrato deve essere somministrata soltanto con cautela.
È possibile rinvenire residui della compressa nelle feci.
Interazioni
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica della tamsulosina
La somministrazione concomitante di tamsulosina cloridrato e inibitori degli enzimi CYP può aumentare l'esposizione alla tamsulosina. La somministrazione concomitante di ketoconazolo (un forte inibitore del CYP3A4) ha indotto un aumento della Cmax e dell'AUC della tamsulosina di un fattore pari a 2,2 o 2,8. Si raccomanda pertanto di non somministrare la tamsulosina insieme a forti inibitori del CYP3A4 (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante con paroxetina (un forte inibitore del CYP2D6) ha determinato un aumento della Cmax e dell' AUC della tamsulosina di un fattore pari a 1,3 o 1,6.
L'uso di cimetidina aumenta i livelli plasmatici della tamsulosina, mentre l'uso di furosemide li abbassa. Tuttavia, questi livelli rimangono contenuti nell'intervallo terapeutico e pertanto non si rende necessario un aggiustamento della dose.
I dati in vitro indicano che diclofenac e warfarin aumentano la velocità di eliminazione della tamsulosina. Gli effetti di acenocoumarolo sulla farmacocinetica della tamsulosina non sono stati studiati.
In vitro, la frazione libera della tamsulosina nel plasma umano non viene influenzata da amitriptilina, clormadinone, diazepam, diclofenac, glibenclamide, propranololo o simvastatina.
Effetti della tamsulosina sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Nei ratti, la tamsulosina non ha indotto un'induzione rilevante degli enzimi microsomali epatici.
Negli studi clinici, la tamsulosina non ha influenzato la farmacocinetica dell'atenololo, della digossina, dell'enalapril o della teofillina.
In vitro, la tamsulosina non ha modificato la frazione libera di clormadinone, diazepam o propranololo.
Gravidanza/Allattamento
L'uso di Tamsulosine T Sandoz non è indicato nelle donne.
Non sono disponibili dati che indichino una possibile trasmissione della tamsulosina dallo sperma al feto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Tuttavia, la tamsulosina può causare disturbi della vista, vertigini, ipotensione ortostatica e sincope e quindi compromettere la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del medicamento, elencati secondo la Classificazione sistemica organica e in base alla frequenza, così come risultano dagli studi clinici e dai dati di sorveglianza post-marketing della tamsulosina. La frequenza è definita come segue:
Comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota: basata prevalentemente su segnalazioni spontanee risultanti dalla sorveglianza post-marketing, (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: Reazioni di ipersensibilità (incluso angioedema)
Patologie del sistema nervoso
Comune: Vertigini
Non comune: Mal di testa
Patologie dell'occhio
Non nota: Offuscamento della vista, disturbi della vista
In associazione alla terapia con tamsulosina è stata inoltre riportata l'insorgenza della cosiddetta sindrome intraoperatoria dell'iride a bandiera (IFIS, da Intraoperative Floppy Iris Syndrome) durante interventi di cataratta e glaucoma (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie cardiache
Non comune: Palpitazioni, ipotensione ortostatica
Raro: Sincopi
Molto raro: Tachicardia, fibrillazione atriale, aritmie
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: Rinite
Molto raro: Dispnea
Non nota: Epistassi
Patologie gastrointestinali
Non comune: Nausea, vomito, diarrea, stipsi, secchezza della bocca
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: Eruzione cutanea, prurito, orticaria
Molto raro: Sindrome di Stevens-Johnson
Non nota: Eritema multiforme, dermatite esfoliativa
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Comune: Disturbi dell'eiaculazione, inclusa eiaculazione retrograda e insufficienza eiaculatoria
Raro: Priapismo
Patologie sistemiche
Non comune: Astenia
Non nota: Disturbi del torace.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un sovradosaggio di tamsulosina cloridrato può provocare ipotensione acuta, occasionalmente anche severa, nonché vomito e diarrea.
Trattamento
Portare il paziente in posizione sdraiata per favorire la normalizzazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Se questa misura non è sufficiente, possono essere usati sostituti plasmatici e, se necessario, vasopressori. Inoltre, si raccomandano il monitoraggio della funzione renale e l'uso di misure di supporto generali. Il trattamento dialitico è poco promettente, poiché la tamsulosina è altamente legata alle proteine plasmatiche. Per ridurre l'assorbimento, si può indurre il vomito. Se è stata assunta una dose elevata, può essere opportuno ricorrere a lavaggio gastrico e all'uso di carbone attivo e lassativi osmotici, ad es. solfato di sodio.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
G04CA02
Meccanismo d'azione
La tamsulosina si lega in modo selettivo e competitivo agli adrenorecettori alfa1 postsinaptici, in particolare ai sottotipi alfa1A e alfa1D. Ciò contribuisce a rilassare la muscolatura liscia della prostata e dell'uretra.
Farmacodinamica
Tamsulosine T Sandoz incrementa la velocità massima del flusso urinario riducendo il tono della muscolatura liscia della prostata e dell'uretra e migliora di conseguenza la minzione.
Inoltre, il medicamento migliora i sintomi di riempimento vescicale sui quali l'instabilità della vescica svolge un ruolo importante. Questo effetto sui sintomi di riempimento vescicale e sui sintomi minzionali si mantiene anche in caso di trattamento a lungo termine.
Farmacodinamica di sicurezza
Gli alfa-bloccanti riducono la resistenza periferica, quindi possono abbassare la pressione arteriosa. Nel corso di studi clinici con tamsulosina non è stata osservata tuttavia alcuna riduzione della pressione arteriosa clinicamente rilevante.
Efficacia clinica
Dati non disponibili.
Farmacocinetica
Assorbimento
Tamsulosine T Sandoz è una compressa a rilascio prolungato rivestita con un film formato da una matrice di gel non ionico. Il rilascio lento e uniforme della tamsulosina cloridrato è garantito in tutto l'intervallo pH del tratto gastrointestinale e si traduce in un'esposizione adeguata al medicamento con oscillazioni di lieve entità nelle 24 ore.
In caso di assunzione a digiuno di tamsulosina viene assorbito approssimativamente il 57% della dose assunta.
L'assunzione di tamsulosina con un pasto ricco di grassi ha aumentato la concentrazione plasmatica di picco (Cmax) della tamsulosina rispetto all'assunzione a digiuno di 2,5 volte; l'esposizione (AUC) è aumentata del 65%. Viceversa, l'assunzione con alimenti poveri di grassi non ha influenzato la velocità e l'entità di assorbimento.
Le concentrazioni plasmatiche di tamsulosina (indipendentemente dall'assunzione con o senza alimenti) raggiungono il massimo dopo 4–6 ore. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 4 giorni. I picchi plasmatici aumentano di circa 6 ng/ml dopo la prima dose fino a 11 ng/ml allo stato stazionario.
Dato il lento rilascio di tamsulosina, i livelli plasmatici minimi (trough plasma concentrations) della tamsulosina raggiungono il 40% dei picchi plasmatici, sia a digiuno che in caso di assunzione con alimenti.
Sia dopo una dose singola che dopo dosi multiple, le concentrazioni plasmatiche presentano una notevole variabilità interindividuale.
La tamsulosina presenta una cinetica di assorbimento lineare.
Distribuzione
Nell'uomo, la tamsulosina si lega per oltre il 99% alle proteine plasmatiche (prevalentemente alla glicoproteina alfa1 acida). Il volume di distribuzione è ridotto (circa 0,2 l/kg).
Metabolismo
La tamsulosina cloridrato, che presenta un ridotto effetto di primo passaggio, viene metabolizzata lentamente nel fegato. La maggior parte del principio attivo circolante nel plasma è presente in forma immodificata. Nessun metabolita è più attivo della sostanza parentale.
I risultati in vitro indicano che sia CYP3A4 che CYP2D6 concorrono al metabolismo della tamsulosina. In piccola misura potrebbero essere coinvolti anche altri isoenzimi CYP.
Eliminazione
La tamsulosina e i suoi metaboliti sono escreti prevalentemente per via urinaria, con il 4-6% circa della dose somministrata in forma immodificata. Dopo somministrazione singola di tamsulosina è stata misurata un'emivita di eliminazione di circa 19 ore, mentre allo stato stazionario di circa 15 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con disturbi lievi o moderati della funzionalità epatica (classe A e B Child-Pugh) non sono state riscontrate alterazioni clinicamente rilevanti della farmacocinetica della tamsulosina rispetto ai probandi con funzionalità epatica normale. La farmacocinetica della tamsulosina in pazienti con insufficienza epatica severa (classe C Child-Pugh) non è stata studiata.
Disturbi della funzionalità renale
In pazienti con disturbi della funzionalità renale da moderati (clearance della creatinina 30–70 ml/min) a severi (clearance della creatinina 10–29 ml/min) non sono state riscontrate alterazioni clinicamente rilevanti della farmacocinetica della tamsulosina rispetto ai probandi con funzionalità renale normale (clearance della creatinina superiore ≥90 ml/min). La farmacocinetica della tamsulosina in pazienti con clearance della creatinina ≤10 ml/min non è stata studiata.
Dati preclinici
A dosi molto elevate si osservano alterazioni dell'ECG nel cane. Questa reazione è considerata clinicamente non rilevante. La tamsulosina non ha mostrato proprietà genotossiche rilevanti.
È stato osservato un aumento della frequenza di alterazioni proliferative delle ghiandole mammarie di ratti e topi femmina. Questi riscontri possono essere considerati irrilevanti; erano verosimilmente dovuti ad un'iperprolattinemia e si sono manifestati soltanto a dosi molto elevate.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare nella confezione originale, a temperatura ambiente (15−25°C) e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
61365 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Sandoz Pharmaceuticals S.A., Risch; domicilio: Rotkreuz
Stato dell'informazione
Dicembre 2023
23507 — 14/06/2024