VELETRI subst sèche 0.5 mg
Janssen-Cilag AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Veletri®
Composizione
Principi attivi
Epoprostenolum (ut Epoprostenolum natricum).
Sostanze ausiliarie
Saccharum, Arginium, Natrii hydroxidum ad pH, pro vitro.
Ogni flaconcino da 0.5 mg e 1.5 mg di epoprostenolo contiene rispettivamente 0.03 mg e 0.09 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere per soluzione per infusione.
Flaconcino contenente 0.5 mg o 1.5 mg di epoprostenolo.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento dell'ipertensione arteriosa polmonare idiopatica (IPAH), dell'ipertensione arteriosa polmonare ereditaria (HPAH) e della PAH associata a malattie del tessuto connettivo (APAH) in pazienti appartenenti alle classi funzionali III e IV dell'OMS per migliorare la capacità di fare esercizio fisico.
Posologia/Impiego
Adulti
L'epoprostenolo è indicato solo per l'infusione endovenosa continua.
Titolazione della posologia a breve termine (posologia acuta)
Per chiarire la velocità di infusione a lungo termine, è necessario titolare la posologia a breve termine. L'infusione di Veletri viene avviata tramite un catetere venoso periferico o centrale a una velocità di infusione di 2 ng/kg/min e aumentata di 2 ng/kg/min a intervalli di tempo di 15 minuti o più fino alla comparsa di effetti collaterali limitanti la dose. Se gli effetti collaterali si manifestano già alla velocità di infusione iniziale di 2 ng/kg/min, è necessario determinare una dose iniziale inferiore tollerata dal paziente. Se viene eseguito un cateterismo cardiaco (che non è assolutamente necessario), la dose viene titolata fino all'effetto massimo.
Infusione continua a lungo termine
L'infusione continua a lungo termine di Veletri deve essere somministrata attraverso un catetere venoso centrale. Nel migliore dei casi, l'infusione periferica può essere continuata fino a quando non viene posizionato il catetere centrale.
Le infusioni a lungo termine devono essere iniziate a una velocità di infusione inferiore di 4 ng/kg/min rispetto alla velocità di infusione efficace o massima tollerata determinata al momento di titolare la posologia a breve termine. Se la velocità di infusione massima tollerata è pari o inferiore a 5 ng/kg/min, l'infusione a lungo termine deve essere iniziata a 1 ng/kg/min.
Adeguamenti della posologia
Gli adeguamenti della velocità di infusione a lungo termine devono essere effettuati in base alla persistenza, alla ricorrenza o al peggioramento dei sintomi nel paziente o al verificarsi di effetti avversi a seguito di posologia eccessiva di Veletri.
In generale, si prevede che la posologia iniziale a lungo termine debba essere aumentata nel tempo. Si deve prendere in considerazione un aumento della dose se i sintomi persistono o si ripresentano dopo il miglioramento.
La velocità di infusione deve essere aumentata di 1 o 2 ng/kg/min a intervalli che consentano di valutare la risposta clinica; questi intervalli devono essere di almeno 15 minuti. Dopo aver determinato una nuova velocità di infusione, il paziente deve essere osservato, è importante monitorare la pressione arteriosa in posizione eretta e sdraiata e il polso per diverse ore per assicurarsi che la nuova posologia sia tollerata.
In uno studio controllato sulla PAH associata a malattia del tessuto connettivo (APAH) condotto per 12 settimane, la dose è stata aumentata in media da 1.7 a 3.2 ng/kg/min ogni 3 settimane.
Durante un'infusione a lungo termine, l'insorgere di problemi medici, simili al quelli riscontrati nella determinazione della velocità di infusione, può richiedere una riduzione della velocità di infusione; tuttavia, l'effetto avverso può occasionalmente scomparire senza un adeguamento posologico. La dose deve essere ridotta gradualmente, con decrementi di 2 ng/kg/min a intervalli di 15 minuti o più, fino alla scomparsa degli effetti limitanti la posologia. Deve essere evitata l'interruzione brusca di Veletri o un'improvvisa e brusca riduzione della velocità di infusione. Tranne che in situazioni di pericolo per la vita (ad es. perdita di coscienza, collasso, ecc.), le velocità di infusione di Veletri devono essere adeguate solo sotto la guida di un medico (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Istruzioni posologiche speciali
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili esperienze sull'efficacia e sulla sicurezza della terapia a lungo termine con Veletri in bambini e adolescenti.
Pazienti anziani (> 65 anni)
L'esperienza con l'epoprostenolo nei pazienti di età superiore a 65 anni è limitata. In linea di massima, occorre prestare cautela nella scelta della dose per questi pazienti, a causa della maggiore frequenza di una ridotta funzionalità epatica, renale o cardiaca e di malattie concomitanti o altri trattamenti farmacologici.
Calcolo della velocità di infusione
La velocità di infusione può essere calcolata con la seguente formula:
Velocità di infusione (ml/min) = posologia (ng/kg/min) × peso corporeo (kg): concentrazione della soluzione (ng/ml).
Velocità di infusione (ml/h) = velocità di infusione (ml/min) × 60.
Modo di somministrazione
L'infusione continua a lungo termine di Veletri viene somministrata per via endovenosa attraverso un catetere venoso centrale e una pompa di infusione portatile. Il paziente deve essere adeguatamente istruito su tutti gli aspetti della manipolazione del catetere venoso centrale, sulla preparazione asettica della soluzione iniettabile per via endovenosa di Veletri e sulla preparazione e la sostituzione del serbatoio di somministrazione del medicamento della pompa di infusione e del set di estensione.
Prima dell'uso, Veletri deve essere sciolto in acqua sterile per iniezioni o soluzione salina sterile allo 0.9%. Solo questi diluenti possono essere utilizzati per ulteriori diluizioni (cfr. «Incompatibilità» e «Altre indicazioni»).
Le pompe portatili adatte alla somministrazione di Veletri sono elencate sotto «Altre indicazioni».
Controindicazioni
L'uso di Veletri è controindicato in pazienti con:
Ipersensibilità nota all'epoprostenolo o a una delle sostanze ausiliarie di Veletri a seconda della composizione.
Insufficienza congestizia causata da una grave disfunzione del ventricolo sinistro.
Alterazioni della valvola mitrale e malattia coronarica.
Veletri non deve essere usato per lunghi periodi di tempo in pazienti che sviluppano edema polmonare durante la titolazione della posologia.
Avvertenze e misure precauzionali
Veletri deve essere usato solo da medici esperti nella diagnosi e nel trattamento dell'ipertensione polmonare.
La corretta classificazione dell'ipertensione arteriosa polmonare deve essere verificata con test clinici standard prima di iniziare il trattamento con epoprostenolo.
La titolazione della posologia a breve termine iniziale può essere effettuata solo in ospedali che dispongono di personale e strutture adeguate per il monitoraggio emodinamico e il trattamento di emergenza.
In alcuni pazienti con ipertensione arteriosa polmonare primaria si è verificato edema polmonare durante la titolazione della posologia. Questo potrebbe essere correlato alla malattia veno-occlusiva polmonare (cfr. anche «Controindicazioni»).
A causa dell'elevato pH delle soluzioni finali per infusione, si deve prestare attenzione nell'evitare stravaso durante la somministrazione e il conseguente rischio di danno tissutale.
Veletri è un potente vasodilatatore polmonare e sistemico. Gli effetti cardiovascolari che si verificano durante l'infusione regrediscono entro 30 minuti dalla fine dell'infusione.
Poiché l'epoprostenolo è un inibitore potente dell'aggregazione piastrinica, si deve tener conto di un incrementato rischio di complicazioni emorragiche, in particolare per pazienti che hanno anche altri fattori di rischio per emorragia (cfr. «Interazioni»).
Se durante la somministrazione di Veletri si verifica un'ipotensione pronunciata, il dosaggio deve essere ridotto o l'infusione interrotta. In caso di posologia eccessiva, può verificarsi una grave ipotensione che può portare alla perdita di coscienza (cfr. «Sovradosaggio»).
La pressione arteriosa e il polso devono essere monitorati durante la somministrazione di Veletri.
Veletri può ridurre o aumentare la frequenza cardiaca. Si presume che tale influenza sulla frequenza cardiaca dipenda sia dalla frequenza cardiaca basale che dalla concentrazione di epoprostenolo somministrato.
Gli effetti di Veletri sulla frequenza cardiaca possono essere mascherati dalla somministrazione concomitante di medicamenti che agiscono sui riflessi cardiovascolari.
Nell'uomo è stato osservato un aumento dei livelli di glucosio nel siero durante l'infusione di epoprostenolo. Veletri viene infuso in modo continuo attraverso un catetere venoso centrale permanente per mezzo di una piccola pompa infusionale portatile. Pertanto, il trattamento con Veletri richiede da parte del paziente l'impegno alla preparazione sterile del medicamento, alla sua somministrazione, alla cura del catetere venoso centrale indwelling permanente, e la disponibilità ad una continua ed attenta formazione.
Salvo controindicazioni, si raccomanda la somministrazione concomitante di anticoagulanti in aggiunta alla somministrazione cronica di Veletri attraverso un catetere venoso centrale, come indicato sopra. Questa combinazione può ridurre il rischio di tromboembolia polmonare o embolia sistemica dovuto a un forame ovale aperto in questi pazienti.
La preparazione del medicamento e la manutenzione del catetere devono essere eseguite in modo sterile. Anche brevi interruzioni nell'assunzione di Veletri possono provocare un rapido peggioramento dei sintomi. La brusca sospensione o interruzione dell'infusione deve essere evitata, tranne che in situazioni di pericolo per la vita (ad es. perdita di coscienza, collasso, ecc.). Una brusca interruzione della terapia può indurre una recidiva di ipertensione polmonare che può portare a vertigini, astenia, aumento della dispnea o morte.
Nel valutare i pro e i contro del trattamento con Veletri, occorre tenere presente che con ogni probabilità la terapia si protrarrà per un lungo periodo di tempo, persino per anni. Occorre verificare se il paziente è in grado di occuparsi del catetere indwelling e di effettuare la manutenzione della pompa di infusione.
Dopo l'introduzione sul mercato, nei pazienti che hanno utilizzato Veletri sono stati riportati casi di ascite. La maggior parte dei casi si è verificata in pazienti con fattori di rischio come insufficienza cardiaca destra o epatopatia congestizia cronica. Sebbene non sia stato stabilito con certezza un nesso causale con Veletri, nel caso in cui l'ascite non sia riconducibile ad altre cause, i medici devono considerare una riduzione della dose o l'interruzione della terapia con Veletri.
Veletri contiene meno di 1 mmol (23°mg) di sodio per flaconcino, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
In caso di somministrazione di Veletri a pazienti che ricevono anche anticoagulanti, si raccomanda il consueto monitoraggio dell'anticoagulazione.
L'effetto vasodilatatore di Veletri può essere potenziato dall'uso concomitante di altri medicamenti vasodilatatori.
Come altri analoghi delle prostaglandine, Veletri può ridurre l'effetto trombolitico dell'attivatore del plasminogeno tissutale (t-PA) aumentando la clearance epatica del t-PA.
Se vengono somministrati in concomitanza antinfiammatori non steroidei (FANS) o altri medicamenti che agiscono sull'aggregazione piastrinica, Veletri può aumentare il rischio di emorragia.
Nei pazienti che assumono digossina, possono verificarsi aumenti delle concentrazioni di digossina dopo l'inizio della terapia con epoprostenolo. Sebbene si tratti di un effetto transitorio, potrebbe assumere rilevanza clinica nei pazienti a rischio di tossicità da digossina.
Gravidanza/Allattamento
Fertilità
Gli studi sugli animali non hanno evidenziato effetti negativi sulla fertilità. Tuttavia, non è nota la rilevanza per l'uomo di questi risultati sugli animali (cfr. «Dati preclinici»).
Gravidanza
Gli studi sugli animali non hanno mostrato alcuna evidenza di effetti negativi sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale/fetale, sul parto o sullo sviluppo postnatale (cfr. «Dati preclinici»).
Poiché l'esperienza sull'uso dell'epoprostenolo nelle donne in gravidanza è finora insufficiente, i potenziali benefici per la madre devono essere soppesati rispetto ai rischi sconosciuti per il feto.
Allattamento
Non è noto se epoprostenolo o il suo metabolita siano escreti nel latte materno. Non si può escludere un rischio per il bambino allattato al seno. Durante l'allattamento, Veletri non deve essere pertanto assunto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
A causa dei possibili effetti collaterali, l'uso di Veletri può compromettere la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono elencati di seguito in base alla classificazione sistemica organica e alla seguente frequenza: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1'000, < 1/100), raro (≥1/10'000, < 1/1'000), molto raro (< 1/10'000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
L'interpretazione degli eventi avversi durante la somministrazione a lungo termine di epoprostenolo è complicata dalle caratteristiche cliniche della malattia di base trattata.
Infezioni ed infestazioni
Comune: sepsi, setticemia (principalmente legata al sistema di infusione utilizzato).
Infezioni correlate al catetere causate da germi non sempre classificati come patogeni (tra cui il Micrococcus).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: trombocitopenia, emorragie di varie sedi.
Molto raro: splenomegalia con ipersplenismo, pancitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni d'ipersensibilità, edema angioneurotico.
Patologie endocrine
Non nota: ipertiroidismo.
Disturbi psichiatrici
Comune: stati ansiosi, nervosismo.
Molto raro: agitazione.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (39%).
Comune: capogiro.
Patologie cardiache
Comune: le tachicardie sono state osservate a dosi fino a 5 ng/kg/min di epoprostenolo.
Non nota: insufficienza cardiaca ad alta portata.
A dosi superiori a 5 ng/kg/min, nei volontari sani si è manifestata bradicardia con concomitante ipotensione ortostatica occasionale. In volontari sani in stato di veglia, la somministrazione per via endovenosa di una posologia di 30 ng/kg/min ha provocato bradicardia con un brusco calo simultaneo della pressione arteriosa sistolica e diastolica.
Patologie vascolari
Molto comune: vampate alla faccia (rossore) (anche in pazienti anestetizzati) (18%).
Comune: ipotensione.
Molto raro: ascite, pallore.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: edema polmonare.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (33%), vomito (11%), diarrea (45%).
Comune: coliche addominali (non comunemente descritte come fastidio addominale), bocca secca.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eruzioni cutanee.
Non comune: sudorazione.
Non nota: orticaria.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: dolore alla mandibola/mascella (70%).
Comune: artralgia.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: dolore (non specifico) (22%), sintomi simil-influenzali* (25%).
Comune: dolore in sede di iniezione*, dolori toracici.
Raro: infezioni localizzate*.
Molto raro: arrossamento in sede di infusione*, occlusione del catetere per infusione endovenosa lunga*, sensazione di stanchezza, senso di oppressione al petto.
* In relazione al sistema di infusione in uso.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch
Posologia eccessiva
I segni e i sintomi di una posologia eccessiva con Veletri comprendono vampate di calore, cefalea, calo della pressione arteriosa e sue complicazioni (può portare alla perdita di coscienza, cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), tachicardia, nausea/vomito e diarrea.
Trattamento della posologia eccessiva
In generale, in seguito a una posologia eccessiva sono stati descritti effetti che si sono manifestati sotto forma di effetti farmacologici eccessivamente intensi dell'epoprostenolo. In caso di posologia eccessiva, ridurre la posologia o interrompere l'infusione. Se necessario, devono essere avviate misure di supporto adeguate, ad esempio l'espansione del volume plasmatico e/o la regolazione della portata della pompa.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
B01AC09
Meccanismo d'azione
Veletri contiene epoprostenolo sale sodico, una prostaciclina sintetica. Come la prostaciclina naturale, l'epoprostenolo inibisce l'aggregazione piastrinica e ha un effetto vasodilatatore.
Farmacodinamica
Effetto emodinamico a breve termine
L'infusione endovenosa a breve termine (fino a 15 minuti) di epoprostenolo in pazienti con ipertensione arteriosa polmonare idiopatica (IPAH) ha determinato un aumento dose-dipendente dell'indice cardiaco (CI) e del volume di eiezione (SV), nonché una riduzione dose-dipendente della resistenza vascolare polmonare (RVP), della resistenza polmonare totale (RVT) e della pressione arteriosa sistemica media (PASm). Gli effetti dell'epoprostenolo sulla pressione arteriosa polmonare media (PAPm) nei pazienti con PPH sono stati variabili e minori.
Effetto emodinamico a lungo termine
Gli effetti emodinamici a lungo termine dopo 12 settimane di trattamento con epoprostenolo nei pazienti con IPAH e APAH sono stati generalmente coerenti con gli effetti a breve termine osservati nella popolazione IPAH. In entrambi gli studi sull'IPAH e sull'APAH, i pazienti che hanno ricevuto epoprostenolo cronico hanno registrato un aumento dell'indice cardiaco (CI) e della saturazione di ossigeno venoso misto (SvO2), nonché una diminuzione della resistenza vascolare polmonare (PVR), della pressione atriale destra media (PADm) e della pressione arteriosa sistemica media (PASm) rispetto agli altri pazienti.
Inoltre, il volume del colpo (SV) e la saturazione di ossigeno arterioso (SaO2) hanno registrato un aumento e la resistenza vascolare sistemica (SVR) ha registrato una riduzione nella popolazione IPAH dopo 12 settimane.
Efficacia clinica
Le infusioni continue croniche di epoprostenolo nei pazienti affetti da PAH sono state studiate in 3 studi prospettici, in aperto, randomizzati, multicentrici, della durata di 8 o 12 settimane, che hanno confrontato la combinazione di epoprostenolo e terapia convenzionale con la sola terapia convenzionale. Due studi (uno di 8 e uno di 12 settimane) sono stati condotti nella popolazione IPAH, mentre un ulteriore studio di 12 settimane è stato condotto in pazienti con PAH associata a malattie del tessuto connettivo, in particolare sclerodermia (APAH).
Endpoint clinici
In entrambe le popolazioni IPAH e APAH, i pazienti che hanno ricevuto infusioni continue di epoprostenolo per via endovenosa e la terapia convenzionale hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo della capacità di esercizio nel test del cammino di 6 minuti rispetto ai pazienti che hanno ricevuto la sola terapia convenzionale. Il miglioramento della capacità di esercizio è stato accompagnato da un miglioramento soggettivo, statisticamente significativo, della dispnea e della spossatezza.
Alla settimana 12, la classe funzionale della New York Heart Association (NYHA) è migliorata significativamente nella popolazione IPAH; la popolazione APAH ha mostrato una tendenza al miglioramento.
La sopravvivenza è risultata significativamente migliorata nei pazienti affetti da IPAH trattati con epoprostenolo per 12 settimane, mentre non è stato possibile determinare alcuna differenza di sopravvivenza nei pazienti affetti da APAH trattati con epoprostenolo rispetto ai pazienti trattati in modo convenzionale secondo i criteri statistici.
Farmacocinetica
Assorbimento
Cfr. «Distribuzione».
Distribuzione
L'epoprostenolo sodico somministrato per via endovenosa viene distribuito rapidamente dal sangue ai tessuti.
Dopo un'iniezione endovenosa di epoprostenolo radiomarcato, le concentrazioni più elevate sono state rilevate nel fegato, nei reni e nell'intestino tenue. Con le infusioni di epoprostenolo marcato con trizio, le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario sono state raggiunte entro 15 minuti negli esperimenti sugli animali. Queste erano proporzionali alla velocità di infusione. I livelli tissutali diminuiscono rapidamente e non c'è evidenza di accumulo o ritenzione a lungo termine di alcuna sostanza associata al medicamento.
Metabolismo
A pH e temperatura fisiologici, epoprostenolo si dissocia spontaneamente in 6-oxoprostaglandina F1α , anche se c'è qualche degradazione enzimatica in altri prodotti.
Eliminazione
L'emivita di questa degradazione non dovrebbe superare nell'uomo i 6 minuti, se non addirittura i 2‑3 minuti, come stimato dalla velocità di degradazione di epoprostenolo in vitro dell'epoprostenolo nel sangue intero umano.
Dopo la somministrazione di epoprostenolo radiomarcato nell'uomo, le rilevazioni di radioattività nelle urine e nelle feci sono stati, rispettivamente, pari a 82% e il 4% Data l'instabilità chimica, l'elevata potenza e la breve emivita dell'epoprostenolo, non è ancora stato possibile trovare un metodo accurato e a prova di errore per la determinazione quantitativa dell'epoprostenolo nei fluidi biologici.
Dati preclinici
Carcinogenesi, mutagenesi
Gli effetti dell'epoprostenolo sono stati studiati in vitro nel test di Ames sulla salmonella, in un test di eluizione alcalina per il rilevamento dei danni al DNA e in un test del micronucleo. Per questi studi, l'epoprostenolo è stato somministrato per via intraperitoneale a ratti a dosi di 0, 10, 20 o 40 mg/kg, in dosi divise. Il test del micronucleo è risultato negativo nei ratti fino a dosi di 40 mg/kg.
Nessun studio a lungo termine su modello animale è stato condotto per determinare il potenziale cancerogeno di epoprostenolo.
Tossicologia della riproduzione
Sono stati condotti studi su ratti e conigli, che coprivano tutte le fasi del ciclo riproduttivo, con una somministrazione di epoprostenolo fino a 100 μg/kg/die. Non sono stati osservati effetti significativi per quanto riguarda l'estro, la fertilità, la gestazione, il parto e la lattazione fino all'allattamento al seno. Non è stata riscontrata alcuna evidenza di tossicità fetale o teratogenesi nella prole prima e dopo il parto e lo sviluppo fisico; lo sviluppo comportamentale e la fertilità della prole erano normali.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Veletri non deve essere ricostituito o miscelato con altri medicamenti o altre soluzioni parenterali prima o durante la somministrazione.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Veletri 0.5 mg e 1.5 mg, polvere per soluzione per infusione
Conservare a temperature inferiori a 25°C, al riparo dalla luce e in un luogo asciutto. Non congelare.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Soluzioni Veletri ricostituite
La stabilità delle soluzioni di Veletri dipende dal pH. Per dissolvere Veletri liofilizzato si può usare solo acqua sterile per iniezione o soluzione salina sterile allo 0.9%, altrimenti il valore di pH richiesto potrebbe non essere mantenuto (cfr. «Indicazioni per la manipolazione»). L'ulteriore diluizione deve essere effettuata impiegando lo stesso diluente usato per la ricostituzione della polvere sterile liofilizzata.
I flaconcini sono esclusivamente per uso singolo.
Indicazioni per la manipolazione
Particolare attenzione deve essere prestata alla preparazione della soluzione per infusione, attenendosi scrupolosamente alla seguente procedura. Veletri deve essere sciolto e diluito in condizioni asettiche.
Preparazione della soluzione
- Utilizzare solo i diluenti sterili previsti per la dissoluzione (acqua sterile per iniezioni o soluzione salina sterile allo 0.9% per iniezioni).
- Prelevare 5 ml di diluente sterile con una siringa sterile, iniettare nel flaconcino contenente 0.5 mg o 1.5 mg di Veletri, polvere per soluzione per infusione e agitare delicatamente fino a dissolvere la polvere.
La soluzione ricostituita deve essere immediatamente ulteriormente diluita fino alla concentrazione finale. Un'ulteriore diluizione deve essere effettuata con lo stesso diluente. A tal fine, un'aliquota della soluzione concentrata viene iniettata nel serbatoio della pompa e viene aggiunta la quantità corrispondente di diluente. Mescolare bene.
Veletri non deve essere somministrato insieme ad altre soluzioni o altri medicamenti somministrati per via parenterale.
Nel trattamento dell'ipertensione polmonare primaria vengono solitamente utilizzate le seguenti concentrazioni:
- 15'000 ng/ml – Dissolvere il contenuto di 1 flaconcino di Veletri da 1.5 mg in 5 ml di diluente. Prelevare l'intero contenuto del flaconcino e diluire con la quantità corrispondente dello stesso diluente per un totale di 100 ml.
- 10'000 ng/ml – Dissolvere il contenuto di 2 flaconcini di Veletri da 0.5 mg in 5 ml di diluente. Prelevare l'intero contenuto del flaconcino e diluire con la quantità corrispondente dello stesso diluente per un totale di 100 ml.
- 5'000 ng/ml – Dissolvere il contenuto di 1 flaconcino di Veletri da 0.5 mg in 5 ml di diluente Prelevare l'intero contenuto del flaconcino e diluire con la quantità corrispondente dello stesso diluente per un totale di 100 ml.
La soluzione di Veletri diluita nel serbatoio alla concentrazione finale può essere usata immediatamente a temperatura ambiente (25°C) o, se conservata per un massimo di 8 giorni a una temperatura di 2‑8°C, può essere somministrata come segue:
Tempo massimo di somministrazione della soluzione diluita nel serbatoio a temperatura ambiente (25°C)
Concentrazione finale | Somministrazione immediata | Dopo una conservazione fino a 8 giorni (2–8°C) |
|---|---|---|
≥3'000 ng/ml e < 15'000 ng/ml | 48 ore | 24 ore |
≥15'000 ng/ml | 48 ore | 48 ore |
Queste raccomandazioni di somministrazione prevedono anche brevi aumenti di temperatura fino a 40°C, a seconda della concentrazione:
- 2 ore per concentrazioni inferiori a 15'000 ng/ml.
- 4 ore per concentrazioni comprese tra 15'000 ng/ml e 60'000 ng/ml.
- 8 ore per concentrazioni inferiori a 60'000 ng/ml.
La somministrazione a 30°C deve avvenire entro 24 ore. Sono consentiti anche brevi aumenti di temperatura fino a 40°C.
La soluzione diluita alla concentrazione finale deve essere protetta dalla luce solare diretta.
Per la somministrazione della soluzione si deve utilizzare un set di infusione con filtro integrato da 0.22 micron.
Tra le pompe ambulatoriali adatte che sono state utilizzate per la somministrazione di Veletri vi sono:
- CADD-Legacy®
- CADD-Legacy® PLUS
- CADD®-Solis VIP (profilo di infusione variabile)
fabbricate da Smiths Medical.
I seguenti accessori per pompe sono risultati compatibili con la somministrazione di Veletri:
- Cassetta per medicamenti monouso CADD 50 ml; 100 ml di Smiths Medical.
- Set di prolunga CADD con filtro integrato da 0.2 micron (set di prolunga CADD con luer maschio, filtro a barriera d'aria da 0.2 micron, clip e filtro antisifone integrato con luer maschio) di Smiths Medical.
Si raccomanda di non indossare la pompa di infusione a contatto costante con la pelle, per evitare che la temperatura influisca sulla cassetta.
Numero dell'omologazione
62354 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Janssen-Cilag AG, Zug, ZG.
Stato dell'informazione
Luglio 2025
Tabelle di esempio per le velocità di infusione
Tabella 1: velocità di infusione per Veletri a una concentrazione di 5'000 ng/ml
Esempio di posologia quando si utilizza una concentrazione di 5'000 ng/ml | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Posologia (ng/kg/min) | Peso corporeo (kg) | |||||||||
10 | 20 | 30 | 40 | 50 | 60 | 70 | 80 | 90 | 100 | |
2 | 1.0 | 1.2 | 1.4 | 1.7 | 1.9 | 2.2 | 2.4 | |||
4 | 1.0 | 1.4 | 1.9 | 2.4 | 2.9 | 3.4 | 3.8 | 4.3 | 4.8 | |
6 | 1.4 | 2.2 | 2.9 | 3.6 | 4.3 | 5.0 | 5.8 | 6.5 | 7.2 | |
8 | 1.0 | 1.9 | 2.9 | 3.8 | 4.8 | 5.8 | 6.7 | 7.7 | 8.6 | 9.6 |
10 | 1.2 | 2.4 | 3.6 | 4.8 | 6.0 | 7.2 | 8.4 | 9.6 | 10.8 | 12.0 |
12 | 1.4 | 2.9 | 4.3 | 5.8 | 7.2 | 8.6 | 10.1 | 11.5 | 13.0 | 14.4 |
14 | 1.7 | 3.4 | 5.0 | 6.7 | 8.4 | 10.1 | 11.8 | 13.4 | 15.1 | 16.8 |
16 | 1.9 | 3.8 | 5.8 | 7.7 | 9.6 | 11.5 | 13.4 | 15.4 | 17.3 | 19.2 |
Velocità di infusione in ml/h | ||||||||||
Tabella 2: velocità di infusione per Veletri a una concentrazione di 15'000 ng/ml
Esempio di posologia quando si utilizza una concentrazione di 15'000 ng/ml | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Posologia (ng/kg/min) | Peso corporeo (kg) | |||||||
30 | 40 | 50 | 60 | 70 | 80 | 90 | 100 | |
4 | 1.0 | 1.1 | 1.3 | 1.4 | 1.6 | |||
6 | 1.0 | 1.2 | 1.4 | 1.7 | 1.9 | 2.2 | 2.4 | |
8 | 1.0 | 1.3 | 1.6 | 1.9 | 2.2 | 2.6 | 2.9 | 3.2 |
10 | 1.2 | 1.6 | 2.0 | 2.4 | 2.8 | 3.2 | 3.6 | 4.0 |
12 | 1.4 | 1.9 | 2.4 | 2.9 | 3.4 | 3.8 | 4.3 | 4.8 |
14 | 1.7 | 2.2 | 2.8 | 3.4 | 3.9 | 4.5 | 5.0 | 5.6 |
16 | 1.9 | 2.6 | 3.2 | 3.8 | 4.5 | 5.1 | 5.8 | 6.4 |
Velocità di infusione in ml/h | ||||||||
23631 — 22/08/2025