HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

DORZO-VISION gtt opht 2 %

OmniVision AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Dorzo-Vision®

OmniVision AG

Composizione

Principi attivi

Dorzolamidum ut Dorzolamidi hydrochloridum.

Sostanze ausiliarie

Hydroxyethylcellulosum, Mannitolum (E 421), Natrii citras dihydricus (E 331), Benzalkonii chloridum 0,075 mg/ml, Natrii hydroxidum (E 524) aut acidum hydrochloridum dilutum ad pH, Aqua purificata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Dorzo-Vision, collirio, soluzione in contenitore multidose.

1 ml di Dorzo-Vision collirio contiene 20 mg di Dorzolamidum (sotto forma di 22,26 mg di Dorzolamidi hydrochloridum).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Dorzo-Vision collirio è indicato per il trattamento dell'ipertensione intraoculare in pazienti con:

  • ipertensione oculare;
  • glaucoma ad angolo aperto;
  • glaucoma pseudoesfoliativo e altre forme secondarie di glaucoma ad angolo aperto.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

In monoterapia, il dosaggio di Dorzo-Vision è di una goccia nell'occhio o negli occhi affetti, tre volte al giorno.

In associazione ad un beta-bloccante per uso topico, il dosaggio di Dorzo-Vision è di una goccia nell'occhio o negli occhi affetti, due volte al giorno.

Passaggio da un altro prodotto anti-glaucoma al Dorzo-Vision

Quando Dorzo-Vision viene utilizzato per sostituire un altro farmaco anti-glaucoma, sospendere il primo dopo un dosaggio giornaliero appropriato ed iniziare il giorno successivo il trattamento con Dorzo-Vision.

Terapia combinata

Se viene usato più di un farmaco per uso topico oftalmico, questi farmaci devono essere somministrati a distanza di almeno dieci minuti l'uno dall'altro.

Bambini e adolescenti

La sicurezza e l'efficacia di dorzolamide nel ridurre la pressione intraoculare è stata esaminata in bambini sotto i 6 anni affetti da glaucoma o pressione intraoculare elevata (PIO basale ≥22 mmHg) (vedere «Proprietà/Effetti»).

Pazienti anziani

Negli studi clinici con dorzolamide, il 44% della popolazione complessiva di pazienti aveva un'età pari o superiore a 65 anni e il 10% un'età pari o superiore a 75 anni. Nel complesso non sono state osservate differenze nell'efficacia o nella sicurezza tra questi pazienti e i pazienti più giovani. Tuttavia, non è possibile escludere una maggiore sensibilità al prodotto nei singoli pazienti anziani.

Modo di somministrazione

Note sull'uso/impiego (vedere «Altre indicazioni»)

I pazienti devono essere informati sul corretto uso dei contenitori e istruiti ad evitare che la punta del flacone contagocce venga a contatto con l'occhio o con le zone circostanti.

Bisogna inoltre informare il paziente che, le soluzioni oftalmiche, se manipolate impropriamente, possono essere contaminate da batteri comuni che notoriamente causano infezioni oculari. L'uso di soluzioni contaminate può causare gravi danni all'occhio e conseguente perdita della visione.

Utilizzando l'occlusione nasolacrimale o la chiusura delle palpebre per 2 minuti, l'assorbimento sistemico viene ridotto. Ciò può comportare una diminuzione degli effetti collaterali sistemici e un aumento dell'attività a livello locale.

Controindicazioni

Dorzo-Vision è controindicato in pazienti con ipersensibilità verso uno dei componenti del medicamento o verso i sulfonamidi in generale.

Avvertenze e misure precauzionali

Dorzolamide non è stata studiata in pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 30 ml/min). Poiché dorzolamide e il suo metabolita vengono eliminati prevalentemente per via renale, l'uso di Dorzo-Vision in tali pazienti non è raccomandato.

Il trattamento di pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso richiede ulteriori misure terapeutiche oltre all'abbassamento della pressione intraoculare. Dorzolamide non è stata studiata in pazienti con glaucoma acuto ad angolo chiuso.

Dorzolamide non è stata studiata in pazienti con compromissione epatica; in tali pazienti, quindi, il medicinale va usato con cautela.

Dorzolamide è una sulfonamide e, sebbene sia applicata topicamente, viene assorbita anche per via sistemica. Di conseguenza, con l'uso topico è possibile che si verifichino gli stessi tipi di reazioni avverse attribuibili alle sulfonamidi, comprese reazioni gravi quali la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Sospendere l'uso di questo prodotto qualora insorgessero segni di gravi reazioni o ipersensibilità.

In caso di utilizzo cronico di dorzolamide, nell'ambito di studi clinici sono stati osservati effetti indesiderati locali a carico dell'occhio come, in particolare, congiuntivite e reazioni palpebrali. Alcune di queste reazioni si sono manifestate nell'ambito del quadro clinico e nel decorso di una reazione allergica e sono migliorate solo con l'interruzione della terapia medicamentosa. Qualora si dovessero notare tali reazioni, occorre interrompere il trattamento con dorzolamide.

Nei pazienti che ricevono un inibitore dell'anidrasi carbonica per uso orale e dorzolamide, esiste la possibilità di un effetto additivo delle sostanze sugli effetti sistemici noti dell'inibizione dell'anidrasi carbonica. La somministrazione concomitante di dorzolamide e inibitori orali dell'anidrasi carbonica non è stata studiata e non è raccomandata.

Con la somministrazione terapeutica di inibitori della produzione di umore acqueo (ad es. dorzolamide) sono stati riferiti distacchi della retina dopo interventi di filtrazione.

I pazienti con bassa conta delle cellule endoteliali presentano un potenziale maggiore di sviluppo di un edema corneale. In questi pazienti è necessario usare cautela nella prescrizione di Dorzo-Vision.

Indicazione per portatori di lenti a contatto

Dorzo-Vision non è stato studiato in pazienti portatori di lenti a contatto. Benzalconio cloruro può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e può portare al cambiamento del loro colore. Dorzo-Vision non deve essere quindi utilizzato durante l'uso di lenti a contatto morbide. Le lenti a contatto devono essere tolte prima di utilizzare il collirio Dorzo-Vision e possono essere applicate nuovamente solo dopo 15 minuti.

Sono stati riportati casi di irritazione agli occhi, occhio secco, alterazione del film e della superficie corneali a seguito di somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea. I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.

Dai limitati dati disponibili non ci sono differenze nel profilo di eventi avversi nei bambini rispetto agli adulti.

Ad ogni modo generalmente gli occhi dei bambini reagiscono in maniera più marcata rispetto agli occhi

degli adulti. L'irritazione nei bambini può quindi interferire con l'aderenza alla terapia.

Interazioni

Non sono stati eseguiti studi specifici sulle interazioni farmacologiche con dorzolamide collirio.

Negli studi clinici, dorzolamide è stata impiegata in concomitanza con i seguenti farmaci senza evidenziare interazioni: timololo in soluzione oftalmica, betaxololo in soluzione oftalmica e farmaci per uso sistemico, inclusi ACE-inibitori, calcio-antagonisti, diuretici, antiinfiammatori non steroidei, compresa l'aspirina, ed ormoni (per es. estrogeni, insulina, tiroxina).

Dorzolamide è un inibitore dell'anidrasi carbonica che, malgrado l'utilizzo locale, viene assorbito anche per via sistemica. In studi clinici dorzolamide non è stata associata a disturbi dell'equilibrio acido-base.

Ma tali disturbi sono stati riferiti con inibitori dell'anidrasi carbonica per via orale, che in alcuni casi hanno provocato interazioni farmacologiche (ad es. tossicità associata a terapia con salicilati ad alto dosaggio). Pertanto, la possibilità di tali interazioni farmacologiche in pazienti sotto Dorzo-Vision dovrebbe essere considerata.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Studi sugli animali relativi alla somministrazione sistemica hanno mostrato effetti indesiderati sullo sviluppo del feto e non sono stati condotti studi controllati sull'umano. Dorzolamide non deve essere usata durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.

Allattamento

Non è noto se il medicamento venga escreto nel latte materno. Tenendo in considerazione la rilevanza del medicamento per la madre, si deve decidere se interrompere l'allattamento o il trattamento con Dorzo-Vision. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Ci sono effetti indesiderati associati con l'uso di dorzolamide, come capogiro e disturbi visivi, che possono interferire sulla capacità di alcuni pazienti di guidare e/o utilizzare macchine (vedere «Effetti indesiderati»).

Effetti indesiderati

Adulti

Dorzolamide è stata valutata su più di 1'400 pazienti in studi clinici controllati e non controllati. In studi clinici di lungo termine su 1'108 pazienti trattati con dorzolamide come monoterapia o come terapia aggiuntiva con beta-bloccanti topici, la causa più frequente di interruzione del trattamento con dorzolamide (circa il 3%) è stata la comparsa di reazioni avverse a livello oculare legate al farmaco, principalmente congiuntivite e reazioni palpebrali.

Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate sia nel corso di studi clinici controllati che durante l'esperienza post-marketing del prodotto. Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:

«molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, < 1/10), «non comune» (≥1/1'000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie cardiache

Non nota: palpitazioni, tachicardia.

Patologie vascolari

Non nota: ipertensione.

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea.

Raro: capogiro, parestesie.

Patologie dell'occhio

Molto comune: bruciore e dolore puntorio.

Comune: cheratite puntata superficiale, lacrimazione, congiuntivite, infiammazione della palpebra, prurito oculare, irritazione della palpebra, visione offuscata.

Non comune: iridociclite.

Raro: irritazione incluso arrossamento, dolore, incrostazione della palpebra, miopia transitoria (che si è risolta con l'interruzione del trattamento), edema corneale, distacco della retina dopo chirurgia filtrante.

Non nota: sensazione di corpo estraneo nell'occhio.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: epistassi.

Non nota: dispnea.

Patologie gastrointestinali

Comune: nausea, sensazione di gusto amaro.

Raro: irritazione della gola, secchezza della bocca.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: dermatite da contatto, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica.

Patologie renali ed urinarie

Raro: urolitiasi.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: astenia/stanchezza.

Raro: ipersensibilità: segni e sintomi di reazioni locali incluse reazioni palpebrali e reazioni allergiche sistemiche, incluse angioedema, orticaria e prurito, eruzione cutanea, broncospasmo.

Esami diagnostici

L'uso di dorzolamide non è stato associato a squilibri elettrolitici di rilevanza clinica.

Popolazione pediatrica

I più comuni effetti collaterali associati a dorzolamide nei bambini di età < 2 anni sono stati iniezioni della congiuntiva (5,4%) e l'ipersecrezione (3,6%). In pazienti di età ≥2 anni e < 6 anni, gli effetti collaterali più comuni associati a dorzolamide sono stati: bruciore e dolore pungente negli occhi (12,1%), iniezioni della congiuntiva (7,6%), dolore oculare (3%) e blefarite (3%).

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Negli esseri umani, non sono noti dati relativi in seguito di sovradosaggio a ingestione accidentale o intenzionale.

Il trattamento in caso di sovradosaggio deve essere sintomatico e di sostegno. È possibile che si verifichino uno squilibrio elettrolitico, acidosi ed eventuali effetti sul sistema nervoso centrale. Devono essere monitorati i valori degli elettroliti sierici (in particolare del potassio) e i livelli del pH ematico.

Il valore di LD50 orale del medicamento è di 1'320 mg/kg (3'960 mg/m2) nei topi e di 1'927 mg/kg (11'369 mg/m2) nei ratti di sesso femminile.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01EC03

Meccanismo d'azione

L'anidrasi carbonica (AC) è un enzima che si ritrova in molti tessuti corporei, compresi gli occhi. Nell'uomo, l'anidrasi carbonica è presente in diversi isoenzimi, il più attivo dei quali è l'anidrasi carbonica II (AC-II) rilevato principalmente nei globuli rossi ma anche in altri tessuti. L'inibizione dell'anidrasi carbonica nei processi ciliari dell'occhio riduce la secrezione di umore acqueo. Ne consegue una riduzione della pressione intraoculare (PIO).

Il collirio Dorzo-Vision contiene dorzolamide cloridrato, un inibitore dell'anidrasi carbonica II umana. In seguito alla somministrazione topica oculare, dorzolamide riduce la pressione intraoculare, sia in presenza che in assenza di glaucoma. La pressione intraoculare elevata è un importante fattore di rischio nella patogenesi del danno del nervo ottico e della perdita glaucomatosa del campo visivo. Dorzolamide non determina contrazione pupillare e riduce la pressione intraoculare senza provocare effetti indesiderati come la cecità notturna e lo spasmo da accomodazione.

Dorzolamide ha un effetto scarso o nullo sulla frequenza del polso o sulla pressione arteriosa.

I beta-bloccanti applicati per via topica abbassano anche la pressione intraoculare attraverso la riduzione della secrezione di umore acqueo, ma agiscono con un differente meccanismo di azione. Gli studi hanno mostrato che combinando dorzolamide con un beta-bloccante per uso topico, si può ottenere un'ulteriore riduzione della PIO; questo risultato concorda con gli effetti additivi riportati con beta-bloccanti e con gli inibitori dell'anidrasi carbonica per uso orale.

Farmacodinamica

Vedi «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Adulti

In studi clinici su larga scala, della durata massima di un anno, su pazienti con glaucoma o ipertensione oculare, è stata dimostrata l'efficacia di dorzolamide somministrata tre volte al giorno in monoterapia o somministrata due volte al giorno come terapia addizionale al trattamento con beta-bloccanti per uso topico. L'effetto ipotensivo di dorzolamide sulla PIO, in monoterapia o in associazione terapeutica, è stato osservato per tutto il giorno e si è mantenuto durante la terapia a lungo termine.

L'efficacia della monoterapia a lungo termine è risultata simile a quella del betaxololo. Somministrata come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti per uso topico, dorzolamide ha mostrato un effetto ipotensivo aggiuntivo sulla PIO, simile a quello della pilocarpina al 2% somministrata quattro volte al giorno.

In studi clinici è stata ottenuta una riduzione della PIO senza alterazione dell'equilibrio acido-base o alterazioni degli elettroliti, caratteristiche degli inibitori dell'anidrasi carbonica orali.

Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici

È stato eseguito uno studio multicentrico controllato con trattamento attivo in doppio cieco, a 3 mesi su 184 pazienti pediatrici (2 coorti di età: < 2 anni n = 83 bambini e ≥2 anni ma < 6 anni n = 101 bambini) con glaucoma o pressione intraoculare elevata (valore basale ≥22 mmHg) per valutare la sicurezza di dorzolamide tre volte al giorno rispetto a timololo 0,25% una volta al giorno (< 2 anni) risp. timololo 0,5% una volta al giorno (2–6 anni). In questo studio, la dorzolamide è risultata generalmente ben tollerata e non ha avuto effetti sulla CO2 sierica totale (un test surrogato per il bicarbonato sierico). In questo studio, il profilo di sicurezza di dorzolamide in pazienti pediatrici è risultato comparabile con quello di dorzolamide in pazienti adulti.

Il valore basale della pressione intraoculare era di 32,6 mmHg nei pazienti di età < 2 anni e di 28,5 mmHg nei pazienti di età ≥2 anni ma < 6 anni randomizzati al trattamento con dorzolamide. In entrambe le coorti di età, dopo 1 settimana di trattamento con dorzolamide è stata rilevata una riduzione significativa della pressione intraoculare. Al termine dello studio di 3 mesi è stata osservata una riduzione media della pressione intraoculare del 20,6% (p < 0,001) nel gruppo di pazienti più giovani e del 23,3% (p < 0,001) nel gruppo di pazienti più anziani. I risultati di efficacia nei pazienti pediatrici suggeriscono che la diminuzione della pressione intraoculare media osservata nel gruppo di trattamento con dorzolamide è stata paragonabile alla diminuzione della pressione intraoculare media osservata nel gruppo di trattamento con timololo, anche se per il gruppo di trattamento con timololo è stato osservato un lieve vantaggio numerico.

Non sono disponibili studi di efficacia e sicurezza a lungo termine (> 12 settimane).

Farmacocinetica

Assorbimento

Quando applicata topicamente, la dorzolamide raggiunge il circolo sistemico. Per valutare la potenzialità di un'inibizione dell'anidrasi carbonica a livello sistemico dopo somministrazione topica, sono state misurate le concentrazioni di sostanza attiva e del suo metabolita negli eritrociti (GR) e nel plasma, nonchè il grado di inibizione dell'anidrasi carbonica negli eritrociti. Con la terapia cronica, la dorzolamide si accumula negli eritrociti a causa di un legame selettivo con l'AC-II, mentre le concentrazioni plasmatiche della sostanza attiva in forma libera rimangono estremamente basse.

Quando la dorzolamide è stata somministrata per via orale per simulare la massima esposizione sistemica dopo somministrazione topica oculare a lungo termine, lo stato stazionario è stato raggiunto in 13 settimane. Allo stato stazionario, non erano praticamente presenti nel plasma in forma libera né la sostanza attiva né il suo metabolita. L'inibizione dell'AC a livello degli eritrociti è risultata inferiore a quella ritenuta necessaria per osservare un effetto farmacologico sulla funzione renale o respiratoria. Simili risultati farmacologici sono stati osservati dopo somministrazione topica cronica della dorzolamide.

Distribuzione

Anche il metabolita si accumula nei globuli rossi dove si lega principalmente alla AC-I. La dorzolamide si lega per il 33% circa alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

Dalla sostanza attiva si forma un singolo N-desetil metabolita, che inibisce la AC-II meno potentemente della sostanza attiva da cui deriva ma che inibisce anche un isoenzima meno attivo (AC-I).

Eliminazione

La dorzolamide viene escreta principalmente nelle urine in forma immodificata; anche il metabolita è escreto nelle urine.

Linearità/non linearità

A fine trattamento, la dorzolamide viene eliminata dai globuli rossi secondo una cinetica non lineare, il che determina inizialmente un rapido declino delle concentrazioni della sostanza attiva, cui fa seguito una fase di eliminazione più lenta con un'emivita del farmaco di circa 4 mesi.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Pazienti anziani con disturbi della funzionalità renale

Tuttavia, in alcuni pazienti anziani con compromissione renale (clearance della creatinina stimata 30–60 ml/min) sono state rilevate maggiori concentrazioni di metabolita negli eritrociti, ma ciò non è stato associato direttamente a differenze significative nell'inibizione dell'anidrasi carbonica o ad effetti indesiderati clinicamente rilevanti.

Dati preclinici

I principali dati di studi su animali con la dorzolamide cloridrato somministrata per via orale sono stati correlati agli effetti farmacologici dell'inibizione sistemica dell'anidrasi carbonica. Alcuni di questi dati erano specifici per la specie esaminata e/o causati dall'acidosi metabolica.

Tossicità per la riproduzione

In studi di riproduzione con dorzolamide cloridrato, in ratti maschi e femmine, che avevano ricevuto 188 volte e 94 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano, non sono emersi effetti indesiderati.

Sviluppo

In studi di tossicità dello sviluppo condotti in ratti, a posologie orali di dorzolamide cloridrato fino a 10 mg/kg/giorno (125 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) non sono state riscontrate malformazioni fetali in associazione con il trattamento. In studi di tossicità dello sviluppo in conigli, a posologie orali di dorzolamide cloridrato ≥2,5 mg/kg/giorno (31 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) sono emerse malformazioni dei corpi vertebrali. Queste malformazioni si sono sviluppate solo a posologie che provocavano acidosi metabolica e hanno determinato un minor aumento del peso corporeo nelle madri e una riduzione del peso corporeo dei feti. Queste malformazioni sono state osservate solo a posologie tossiche per la madre e sembrano essere un effetto di classe per la combinazione di alterazioni elettrolitiche e alterazioni acido-base: riduzione dell'HCO3- venoso, del pH venoso e del potassio sierico. A una posologia di 1,0 mg/kg/giorno (13 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) non sono state riscontrate malformazioni associate al trattamento. L'acetazolamide, un inibitore orale dell'anidrasi carbonica, provoca nei ratti e nei conigli malformazioni scheletriche secondo un meccanismo analogo.

In uno studio con dorzolamide cloridrato a una dose orale di 7,5 mg/kg/giorno (94 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) in ratti che allattavano, è stato osservato nella progenie una riduzione del 5–7% dell'aumento del peso corporeo durante l'allattamento. Un lieve ritardo dello sviluppo postnatale (eruzione degli incisivi, canalizzazione vaginale e apertura degli occhi) secondario a un ridotto peso corporeo fetale è stato rilevato a una posologia di 7,5 mg/kg/giorno (94 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano).

Mutagenicità

Per dorzolamide cloridrato, i seguenti cinque test non hanno evidenziato alcun potenziale di mutagenicità: (1) in vivo (topo), nel test citogenetico a posologie fino a 500 mg/kg/giorno (6'250 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano); (2) in vitro, nel test di aberrazione cromosomica; (3) nel test di eluizione alcalina; (4) nel test V-79 (posologie fino a 10 µM); e (5) nel test di Ames, nel quale le concentrazioni massime (10'000 µg/piastra) di dorzolamide cloridrato non hanno determinato un aumento di 2 o più volte delle reversioni nei ceppi di S. typhimurium e E. coli utilizzati per il test.

Cancerogenicità

In uno studio della durata di due anni su maschi e femmine di ratto Sprague-Dawley che avevano ricevuto dorzolamide cloridrato orale, negli esemplari maschi del gruppo trattato con la posologia massima di 20 mg/kg/giorno (250 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) è stato osservato papilloma vescicale. I ratti trattati a una posologia orale all'incirca equivalente a 12 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano, non hanno sviluppato papilloma. In uno studio della durata di 21 mesi su maschi e femmine di topo trattati a posologie orali fino a 75 mg/kg/giorno (all'incirca 900 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) non sono stati osservati tumori associati al trattamento.

L'aumentata incidenza di papilloma vescicale nei ratti maschi del gruppo a dosaggio elevato è un effetto di classe dell'anidrasi carbonica nei ratti e secondario a un aumento di sodio, potassio, pH e cristallini nelle urine – tutte alterazioni causate da inibitori dell'anidrasi carbonica. I ratti sono particolarmente sensibili allo sviluppo di papillomi a causa di corpi estranei, sostanze che provocano cristalluria e sali di sodio di diverse sostanze che sono altrimenti inattive, se vengono somministrate come sali di calcio.

Alterazioni dell'urotelio vescicale non sono state osservate in cani che hanno ricevuto dorzolamide orale 2 mg/kg/giorno per un anno o in scimmie che hanno ricevuto dorzolamide orale 50 mg/kg/giorno per un mese (le alterazioni dell'urotelio vescicale si sono manifestate entro un mese nei ratti trattati alla posologia orale). Inoltre, non sono emerse alterazioni dell'urotelio vescicale in scimmie trattate con 0,4 mg/kg/giorno (all'incirca 5 volte la dose oftalmica massima raccomandata nell'essere umano) per via topica nell'occhio per un anno.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Stabilità dopo l'apertura

Dorzo-Vision non deve essere utilizzato oltre 1 mese dall'apertura del flacone. Tenere il flacone ben chiuso.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15–25 °C).

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Conservare il flacone nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.

Numero dell'omologazione

62671 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

OmniVision AG, 8212 Neuhausen.

Stato dell'informazione

Marzo 2023.

2442303/07/2024