MONOPROST gtt opht SDU
Théa PHARMA S.A.
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Monoprost® SDU
Composizione
Principi attivi
Latanoprost.
Sostanze ausiliarie
Macrogolglicerolo idrossistearato 50 mg/ml, sorbitolo, carbomer, macrogol 4000, sodio edetato, sodio idrossido (per regolare il pH), acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Collirio, soluzione in contenitore monodose da 50 µg di latanoprost per 1 ml (1 goccia contiene circa 1.5 µg di latanoprost).
Un contenitore monodose contiene 0.2 ml di collirio. La soluzione è leggermente giallastra e opalescente.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Per la riduzione della pressione intraoculare nel glaucoma ad angolo aperto e in caso di pressione intraoculare aumentata (ipertensione oculare).
Posologia/Impiego
Uso negli adulti (inclusi i pazienti anziani)
Una goccia al giorno nell'occhio interessato. Un effetto ottimale si ottiene somministrando Monoprost alla sera. Monoprost deve essere somministrato solo una volta al giorno, in quanto una somministrazione più frequente riduce l'effetto di abbassamento della pressione oculare.
Se viene dimenticata una dose, il trattamento può essere proseguito normalmente con la dose successiva.
Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
In caso di terapia combinata, i colliri devono essere somministrati a distanza di almeno 5 minuti l'uno dall'altro.
Un contenitore monodose contiene una quantità di soluzione sufficiente per entrambi gli occhi.
I contenitori monodose sono monouso e devono essere smaltiti correttamente dopo l'uso.
I pazienti devono ricevere le seguenti istruzioni:
- Evitare di portare la punta del contenitore monodose a contatto con l'occhio o con la palpebra.
- Il contenitore monodose deve essere utilizzato immediatamente dopo l'apertura, i residui di soluzione presenti nel contenitore monodose devono essere smaltiti.
Uso nei bambini
La sicurezza e l'efficacia nei bambini non sono state esaminate. Pertanto, Monoprost non deve essere utilizzato nei bambini.
Modo di somministrazione
Come per gli altri colliri, per ridurre al minimo l'eventuale assorbimento sistemico, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale sotto l'angolo interno dell'occhio per un minuto (occlusione puntale). Questa operazione deve essere eseguita subito dopo ogni instillazione.
Controindicazioni
Ipersensibilità a latanoprost o a una delle sostanze ausiliarie (cfr. «Composizione»).
Avvertenze e misure precauzionali
Alterazioni della pigmentazione dell'iride
Monoprost può aumentare gradualmente la percentuale di pigmento marrone dell'iride. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati della possibilità di un cambiamento di colore permanente degli occhi.
Le alterazioni del colore sono dovute ad un aumento del contenuto di melanina nei melanociti stromali dell'iride e non ad un aumento del numero di melanociti. Tipicamente, la pigmentazione marrone si diffonde in modo concentrico dalla pupilla verso la periferia e l'intera iride, o parti di essa, assumono una colorazione marrone più marcata. Il cambiamento del colore dell'iride nella maggior parte dei casi è esiguo e spesso non rilevabile clinicamente. L'aumento della pigmentazione dell'iride in uno o in entrambi gli occhi è stato osservato prevalentemente in pazienti con iride di colore misto che all'inizio dello studio includeva il marrone. Più di due terzi di questi pazienti hanno manifestato un aumento della pigmentazione dell'iride. Nevi o efelidi dell'iride non sono stati modificati dal trattamento. Negli studi clinici, non è stato osservato un accumulo di pigmento nella rete trabecolare o in un altro punto della camera anteriore.
In uno studio clinico della durata di cinque anni volto ad esaminare la pigmentazione dell'iride non sono state evidenziate conseguenze negative correlate all'aumento della pigmentazione, neppure in caso di prosecuzione della somministrazione di latanoprost. Questi risultati sono coerenti con l'esperienza clinica post-marketing dal 1996. Inoltre, la riduzione della pressione intraoculare è risultata comparabile fra i pazienti, indipendentemente dall'aumento della pigmentazione dell'iride. Il trattamento con latanoprost può quindi essere proseguito anche in pazienti che manifestano un aumento della pigmentazione dell'iride. Questi pazienti devono essere esaminati periodicamente e il trattamento deve essere interrotto a seconda della situazione clinica.
L'aumento della pigmentazione dell'iride inizia solitamente entro il primo anno di trattamento, raramente anche durante il secondo o terzo anno, ma non è stato osservato dopo il quarto anno di trattamento. La velocità di progressione della pigmentazione dell'iride diminuisce nel tempo ed è stabile dopo cinque anni. Gli effetti di un aumento della pigmentazione dell'iride non sono stati esaminati per un periodo superiore a cinque anni. Negli studi clinici, non sono stati osservati ulteriori aumenti della pigmentazione marrone dell'iride dopo l'interruzione della terapia, ma il cambiamento di colore che ne consegue può essere permanente.
In caso di trattamento unilaterale esiste la possibilità di eterocromia.
Alterazioni della palpebra e delle ciglia
In associazione al trattamento con latanoprost è stato riportato lo scurimento della cute palpebrale, che può essere reversibile.
Latanoprost può alterare gradualmente le ciglia e la peluria dell'occhio trattato; le alterazioni includono l'aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e del numero di ciglia o peli, nonché l'orientamento anomalo delle ciglia. Le alterazioni delle ciglia sono reversibili dopo l'interruzione della terapia.
Glaucoma
Sono disponibili solo esperienze limitate con latanoprost nel glaucoma infiammatorio e nel glaucoma neovascolare, ad angolo anatomico stretto o congenito. L'esperienza è solo limitata anche in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e glaucoma pigmentario.
Latanoprost ha un effetto esiguo o nullo sulla pupilla. Tuttavia, ad oggi non sono disponibili esperienze per quanto riguarda l'impiego di latanoprost nel glaucoma acuto ad angolo chiuso. Fino a quando non saranno disponibili maggiori esperienze, in queste situazioni Monoprost deve essere usato con cautela.
Interventi di cataratta
Sono disponibili solo dati di studio limitati sull'uso di latanoprost nel periodo perioperatorio di interventi di cataratta. In questi pazienti Monoprost deve essere usato con cautela.
Edema maculare
Durante il trattamento con latanoprost è stata osservata l'insorgenza di edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide. Queste osservazioni sono state fatte principalmente in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore o con noti fattori di rischio per l'edema maculare (in particolare esecuzione precoce di fluorangiografia dopo intervento di cataratta). Monoprost deve essere usato con cautela in questi pazienti.
Cheratite erpetica
Latanoprost deve essere usato con cautela in pazienti con anamnesi di cheratite erpetica. In caso di cheratite attiva da Herpes simplex e nei pazienti con anamnesi di cheratite da Herpes simplex cronica recidivante, specialmente in associazione ad analoghi delle prostaglandine, l'uso di latanoprost deve essere evitato.
Pazienti con asma
Cfr. «Effetti indesiderati».
Avvertenza per i portatori di lenti a contatto
Le lenti a contatto devono essere tolte prima dell'instillazione del collirio ed essere riapplicate soltanto dopo 15 minuti.
Monoprost contiene macrogolglicerolo idrossistearato (castor oil polyoxyl hydrogenated), che può causare reazioni cutanee.
Interazioni
È stato riportato un aumento paradosso della pressione intraoculare dopo la somministrazione concomitante di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto, l'uso di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è consigliato.
Studi clinici hanno dimostrato che gli antagonisti β-adrenergici (timololo), gli agonisti adrenergici (dipivefrina), gli inibitori dell'anidrasi carbonica (acetazolamide) e, almeno in parte, gli agonisti colinergici (pilocarpina) potenziano l'effetto di riduzione della pressione intraoculare di latanoprost.
Le interazioni con altri medicamenti non sono state studiate.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non esistono studi adeguati e ben controllati sulle donne in gravidanza. Pertanto, Monoprost non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che non ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Latanoprost e i suoi metaboliti possono essere escreti nel latte materno. Pertanto, Monoprost deve essere usato solo con cautela nelle donne che allattano.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Con Monoprost non sono stati condotti studi sulla capacità di condurre veicoli. L'instillazione di colliri può causare un temporaneo annebbiamento della vista. I pazienti non devono condurre veicoli o utilizzare macchine fino a quando tale problema non sarà scomparso.
Effetti indesiderati
I seguenti effetti indesiderati, elencati per sistema organico e frequenza, si sono verificati in associazione al trattamento con latanoprost (molto comune [≥1/10], comune [≥1/100, <1/10], non comune [≥1/1000, <1/100], raro [≥1/10'000, <1/1000], molto raro [<1/10'000]) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)):
Infezioni ed infestazioni
Non nota: cheratite erpetica.
Patologie del sistema nervoso
Non comune: cefalea, vertigini.
Patologie dell'occhio
Comune: irritazioni oculari (sensazione di bruciore, pizzicore, prurito, fitte e sensazione di corpo estraneo), iperemia oculare, iperpigmentazione dell'iride (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), congiuntivite, blefarite, alterazioni delle ciglia e della peluria delle palpebre (aumento di lunghezza, spessore, pigmentazione e numero delle ciglia), dolore oculare.
Non comune: fotofobia, cheratite, edema maculare, incluso l'edema maculare cistoide (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), uveite, edema palpebrale.
Raro: edema corneale, irite.
Non nota: trichiasi, cheratite puntata, visione annebbiata, pseudopemfigoide della congiuntiva, erosione della cornea, alterazioni periorbitali e palpebrali che causano un infossamento della rima palpebrale, cisti dell'iride.
Patologie cardiache
Non comune: angina pectoris, palpitazioni.
Non nota: angina pectoris instabile.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: dispnea, asma.
Non nota: aggravamento dell'asma, attacchi asmatici acuti.
Patologie gastrointestinali
Non comune: nausea, vomito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzione cutanea.
Raro: prurito.
Non nota: scurimento della cute palpebrale, reazione cutanea localizzata sulle palpebre.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Non comune: artralgia, mialgia.
Patologie generali
Non comune: dolore toracico.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Il trattamento di un sovradosaggio di Monoprost deve essere sintomatico.
Segni e sintomi
Ad eccezione delle irritazioni oculari e dell'iperemia congiuntivale, non sono noti altri effetti indesiderati in caso di sovradosaggio di latanoprost.
Trattamento
Le seguenti informazioni potrebbero risultare utili in caso di ingestione accidentale di Monoprost: un contenitore monodose contiene 10 μg di latanoprost. Oltre il 90% viene metabolizzato durante il primo passaggio epatico. Un'infusione endovenosa da 3 μg/kg non ha causato sintomi in volontari sani. Tuttavia, una dose da 5.5-10 μg/kg ha causato nausea, dolori addominali, vertigini, stanchezza, sensazione di calore e sudorazione. Nelle scimmie, latanoprost è stato infuso per via endovenosa in dosi fino a 500 μg/kg senza che ciò avesse effetti sul sistema cardiovascolare. Nelle scimmie, la somministrazione endovenosa di latanoprost è stata associata a broncocostrizione temporanea. Al contrario, l'uso topico oftalmico di latanoprost ad una dose 7 volte superiore a quella raccomandata non ha causato broncocostrizione in pazienti con asma bronchiale moderata.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
S01EE01
Meccanismo d'azione
Il principio attivo latanoprost, un analogo della prostaglandina-F2α, è un agonista selettivo del recettore prostanoide FP che riduce la pressione intraoculare aumentando il drenaggio dell'umore acqueo. Studi sugli animali e sull'uomo hanno evidenziato che il principale meccanismo d'azione è l'aumento del drenaggio uveosclerale. Nell'uomo, un certo aumento del drenaggio dell'umore acqueo è stato descritto anche come conseguenza di una ridotta resistenza al drenaggio a livello trabecolare.
Farmacodinamica
L'abbassamento della pressione intraoculare nell'uomo inizia approssimativamente 3-4 ore dopo la somministrazione e raggiunge un effetto massimo dopo 8-12 ore. La riduzione della pressione intraoculare viene mantenuta per almeno 24 ore.
Studi clinici hanno evidenziato che latanoprost non influisce in modo significativo sulla produzione di umore acqueo.
Durante il trattamento topico, può manifestarsi un'iperemia congiuntivale e/o episclerale da lieve a moderata.
In studi sulle scimmie, latanoprost non ha avuto alcun effetto o ha avuto solo un effetto trascurabile sulla circolazione sanguigna intraoculare quando somministrato a dosi cliniche.
Latanoprost non ha alcun effetto sulla barriera emato-acquosa. Mediante fluorangiografia è stato possibile dimostrare che il trattamento cronico con latanoprost degli occhi di scimmie che erano state sottoposte a un'estrazione extracapsulare del cristallino non ha avuto alcun effetto sui vasi sanguigni retinici.
Nell'uomo, durante il trattamento a breve termine, latanoprost non ha causato stravaso di fluoresceina nel segmento posteriore di occhi pseudofachici.
A dosaggi clinici, non sono stati evidenziati effetti significativi di latanoprost sul sistema cardiovascolare o respiratorio.
Efficacia clinica
Monoprost è stato valutato in uno studio randomizzato, con mascheramento per lo sperimentatore, di tre mesi. Il prodotto Monoprost senza conservanti è stato confrontato con il prodotto di riferimento a base di latanoprost 0.005%, contenente benzalconio cloruro, in 404 pazienti con aumento della pressione intraoculare o glaucoma. L'endpoint di efficacia primario era la variazione della pressione intraoculare dal basale al giorno 84.
Il giorno 84, la riduzione della pressione intraoculare era di -8.6 mmHg, pari a -36%, con Monoprost e di -9.0 mmHg, pari a -38%, con il prodotto di riferimento.
Occhio più debole (popolazione mITT) | Monoprost | Prodotto di riferimento | |
Valore basale (giorno 0) | n Valore medio ± SD | 189 24.1 ± 1.8 | 164 24.0 ± 1.7 |
Giorno 84 | n Valore medio ± SD | 185 15.4 ± 2.3 | 162 15.0 ± 2.0 |
Variazione media (giorno 0 – giorno 84) | n Valore medio ± SD [IC 95%] | 185 -8.6 ± 2.6 [-9.0; -8.3] | 162 -9.0 ± 2.4 [-9.4; -8.7] |
Analisi statistica | E (SE) [IC 95%] | 0.417 ± 0.215 [-0.006; 0.840] | |
I seguenti effetti indesiderati erano meno comuni con Monoprost rispetto al prodotto di riferimento: irritazione/bruciore/fitte (giorno 84: 6.8% Monoprost vs 12.9% per il prodotto di riferimento) ed iperemia congiuntivale (giorno 84: 21.4% Monoprost vs 29.1% per il prodotto di riferimento).
Farmacocinetica
Assorbimento
Latanoprost è un precursore inattivo dell'estere isopropilico che è ben assorbito dalla cornea. Tutto il latanoprost che raggiunge l'umore acqueo viene idrolizzato durante il passaggio corneale e quindi attivato.
Studi nell'uomo indicano che la concentrazione massima nell'umore acqueo viene raggiunta circa due ore dopo la somministrazione topica.
Distribuzione
Dopo somministrazione topica, latanoprost si distribuisce principalmente nel segmento anteriore, nella congiuntiva e nel tessuto palpebrale. Solo quantità molto esigue raggiungono il segmento posteriore (studi nelle scimmie). L'acido di latanoprost si lega per l'87% alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è di 0.16 l/kg.
Metabolismo
Latanoprost, un precursore dell'estere isopropilico, viene idrolizzato nella cornea in acido biologicamente attivo. L'acido attivo di latanoprost che entra nella circolazione sistemica viene metabolizzato principalmente nel fegato in 1,2-dinor e 1,2,3,4-tetranor. Negli studi sugli animali questi due metaboliti principali hanno mostrato un'attività biologica debole o nulla.
Eliminazione
Nell'uomo, l'acido di latanoprost viene rapidamente eliminato dal plasma. L'emivita è di 17 minuti. La clearance sistemica è di circa 0.40 l/h x kg. Latanoprost viene escreto principalmente nelle urine (>80%) e per il 15% attraverso le feci.
In uno studio randomizzato, in cross-over, condotto su pazienti con ipertensione oculare o glaucoma, sono stati misurati livelli plasmatici di latanoprost in n=29 pazienti. In 24 pazienti su 29, latanoprost non era più misurabile nel plasma 30 minuti dopo l'utilizzo (livelli inferiori al LOQ di 40 pg/ml).
Dati preclinici
Latanoprost ha mostrato risultati negativi al test di mutazione batterica inversa, così come nel test del linfoma di topo e nel test del micronucleo nel topo. In vitro sono state osservate aberrazioni cromosomiche nei linfociti umani. Effetti simili sono stati osservati con la prostaglandina F2α, una prostaglandina naturale, il che indica un effetto specifico di questa classe di sostanze. Ulteriori studi di mutagenicità condotti nei ratti (sintesi non programmata del DNA in vitro e in vivo) sono risultati negativi e indicano che latanoprost non ha proprietà mutagene.
Anche gli studi di cancerogenicità nei topi e nei ratti hanno avuto esito negativo.
In studi sugli animali, non è stato osservato alcun effetto di latanoprost sulla fertilità maschile o femminile. Studi di embriotossicità nei ratti non hanno mostrato effetti embriotossici di latanoprost a dosi giornaliere da 5, 50 e 250 μg/kg PC, somministrate per via endovenosa. Al contrario, nei conigli sono stati evidenziati effetti embrioletali a dosi giornaliere da 5 μg/kg PC e superiori.
La dose giornaliera da 5 μg/kg PC (circa 100 volte la dose clinica) ha causato un'evidente tossicità embriofetale, caratterizzata da un aumento di riassorbimenti tardivi e di aborti nonché da un minore peso alla nascita.
Non sono stati osservati effetti teratogeni.
Tossicità oculare
L'uso oculare di Monoprost collirio due volte al giorno per 28 giorni negli animali non ha evidenziato effetti tossici locali o sistemici.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non note.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Dopo la prima apertura della bustina, i contenitori monodose devono essere utilizzati entro 10 giorni.
Dopo l’apertura di un contenitore monodose, utilizzarlo immediatamente e gettarlo dopo l’uso.
Precauzioni particolari per la conservazione
Conservare nella confezione originale e a temperatura ambiente (15-25°C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
62558 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
THEA Pharma S.A., Sciaffusa.
Stato dell'informazione
Marzo 2025.
23999 — 22/08/2025