FROBEN drag 50 mg
VERFORA SA
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Froben®
Composizione
Principi attivi
Flurbiprofenum.
Sostanze ausiliarie
Confetti da 50 mg: lactosum (37,5 mg), maydis amylum, povidonum, acidum stearicum, magnesii stearas, resina sandaraca, saccharum (85,4 mg), talcum, silica colloidalis anhydrica, glucosum (1,3 mg), titanii dioxidum, cera carnauba.
Confetti da 100 mg: lactosum (75 mg), maydis amylum, povidonum, acidum stearicum, magnesii stearas, resina sandaraca, saccharum (170,8 mg), talcum, silica colloidalis anhydrica, glucosum (2,6 mg), titanii dioxidum, cera carnauba.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Confetti da 50 mg o 100 mg di flurbiprofene.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Malattie reumatiche infiammatorie, degenerative ed extra‑articolari: artrite reumatoide, artrosi, spondilite anchilosante, spondiloartrosi, sindromi spinali dolorose.
Dolori e tumefazioni post‑traumatiche, dolore post-intervento odontoiatrico.
Stati dolorosi e infiammatori in ginecologia, trattamento sintomatico della dismenorrea.
Posologia/Impiego
Adulti
La dose giornaliera raccomandata è di 150‑200 mg di flurbiprofene: 1 confetto da 50 mg 3 volte al giorno e, se necessario, 1 confetto da 50 mg prima di andare a letto.
Nei pazienti con sintomi severi nello stadio iniziale della malattia o in caso di riacutizzazioni, la dose giornaliera può essere aumentata a 300 mg: 6 confetti da 50 mg o 3 confetti da 100 mg distribuiti nell'arco della giornata.
In caso di dismenorrea, assumere 150‑300 mg al giorno distribuiti nell'arco della giornata: 3‑6 volte 50 mg o 2‑3 volte 100 mg.
I confetti devono essere ingeriti interi, senza masticare, con del liquido, preferibilmente prima o durante i pasti.
Pazienti anziani
L'eliminazione degli antireumatici non steroidei può essere più lenta nei pazienti anziani con funzionalità renale ridotta rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale. In questi pazienti, il flurbiprofene deve essere usato solo con cautela e dopo un adeguamento individuale della dose.
Bambini e adolescenti
L'uso nei bambini non è raccomandato.
Modo di somministrazione
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti utilizzando la dose minima efficace per il periodo di tempo più breve necessario per il controllo dei sintomi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Anamnesi di broncospasmo, orticaria o sintomi simil‑allergici dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico, altri antireumatici non steroidei o coloranti azoici (confetti).
Terzo trimestre di gravidanza (cfr. «Gravidanza, allattamento»).
Ulcere gastriche e/o duodenali o sanguinamenti gastrointestinali attivi o ricorrenti in passato (almeno 2 episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento accertati in passato).
Malattie infiammatorie intestinali attive o note (come morbo di Crohn, colite ulcerosa).
Anamnesi di sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali associati a una precedente terapia con antireumatici/antinfiammatori non steroidei.
Gravi disturbi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite).
Grave insufficienza renale (clearance della creatinina <30 ml/min).
Grave insufficienza cardiaca (NYHA III‑IV).
Trattamento del dolore post‑operatorio dopo un intervento di bypass coronarico (resp. l'utilizzo di una macchina cuore‑polmone).
Avvertenze e misure precauzionali
Avvertenza generale per l'utilizzo di antireumatici non steroidei sistemici
Ulcerazioni, sanguinamenti o perforazioni gastrointestinali possono verificarsi in ogni momento durante il trattamento con antireumatici non steroidei (FANS), inibitori della COX-2 selettivi o meno, anche senza sintomi premonitori o evidenze anamnestiche. Per ridurre questo rischio, deve essere somministrata la dose minima efficace per la durata della terapia più breve possibile.
Per alcuni inibitori selettivi della COX-2, in studi controllati con placebo è emerso un rischio aumentato di complicazioni trombotiche cardio- e cerebrovascolari. Non è ancora noto se questo rischio sia direttamente correlato alla selettività per COX-1/COX-2 dei singoli FANS. Poiché al momento non sono disponibili dati comparabili provenienti da studi clinici per il flurbiprofene alla posologia massima e nella terapia a lungo termine, un analogo aumento del rischio non può essere escluso. Fino a quando non saranno disponibili i dati del caso, il flurbiprofene deve essere utilizzato solamente dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio‑beneficio in caso di malattie coronariche, malattie cerebrovascolari, arteriopatie occlusive periferiche clinicamente accertate o in pazienti con fattori di rischio significativi (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, tabagismo). Anche in ragione di questo rischio deve essere somministrata la dose minima efficace per la durata della terapia più breve possibile.
Sono stati segnalati casi di sindrome di Kounis in pazienti trattati con FANS. La sindrome di Kounis comprende sintomi cardiovascolari dovuti a una reazione allergica o di ipersensibilità con restringimento delle arterie coronarie e può potenzialmente portare a un infarto del miocardio.
Gli effetti dei FANS a livello renale comprendono la ritenzione di liquidi con formazione di edemi e/o ipertensione arteriosa. Pertanto, il flurbiprofene deve essere usato solo con cautela in pazienti con funzionalità cardiaca compromessa o altre condizioni che predispongono alla ritenzione di liquidi. Si raccomanda cautela anche nei pazienti che assumono contemporaneamente diuretici o ACE‑inibitori, così come in caso di rischio aumentato di ipovolemia.
Avvertenze aggiuntive per Froben
Sicurezza gastrointestinale
L'uso di Froben in combinazione con FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi‑2, deve essere evitato.
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani, gli effetti indesiderati sono più comuni durante la terapia con FANS, soprattutto i sanguinamenti e le perforazioni gastrointestinali, anche con esito fatale.
Sanguinamenti, ulcere, perforazioni gastrointestinali
Sanguinamenti, ulcere o perforazioni gastrointestinali, anche con esito fatale, sono stati riportati con tutti i FANS. Questi effetti indesiderati si sono verificati in ogni momento della terapia, con o senza sintomi premonitori o precedenti anamnestici di gravi eventi gastrointestinali.
Il rischio di sanguinamenti, ulcere e perforazioni gastrointestinali aumenta con l'aumentare della dose di FANS, nei pazienti con anamnesi di ulcere, in particolare con complicazioni emorragiche o perforative (cfr. «Controindicazioni») e nei pazienti anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento alla dose più bassa disponibile. Per questi pazienti, come pure per quelli che necessitano di una terapia concomitante con acido acetilsalicilico a basso dosaggio o altri medicamenti che possono aumentare il rischio gastrointestinale (cfr. «Interazioni»), si deve considerare una terapia combinata con medicamenti gastroprotettori (ad es. misoprostolo o inibitori di pompa protonica) (cfr. «Interazioni»).
I pazienti con anamnesi di tossicità gastrointestinale, soprattutto in età avanzata, devono segnalare qualsiasi sintomo insolito a livello addominale (soprattutto sanguinamenti gastrointestinali), in particolare all'inizio della terapia.
Si raccomanda cautela nei pazienti che ricevono in concomitanza medicamenti che possono aumentare il rischio di ulcere o sanguinamenti, come ad es. corticosteroidi orali, anticoagulanti come il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina o antiaggreganti piastrinici come l'acido acetilsalicilico (cfr. «Interazioni»).
Se si manifestano sanguinamenti o ulcere gastrointestinali in pazienti trattati con Froben, il trattamento deve essere interrotto.
I FANS devono essere usati con cautela e sotto regolare controllo in pazienti con anamnesi di malattie gastrointestinali, poiché le loro condizioni possono aggravarsi (cfr. «Effetti indesiderati»).
Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari
I pazienti con danni cardiaci, renali ed epatici necessitano di un attento monitoraggio clinico.
I pazienti con anamnesi di ipertensione e/o insufficienza cardiaca scompensata necessitano di adeguato monitoraggio e consulenza, poiché sono stati riportati accumuli di liquidi ed edemi associati alla terapia con FANS, incluso il flurbiprofene.
Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che alcuni FANS, soprattutto a dose elevata e nel quadro di un trattamento a lungo termine, potrebbero essere associati a un rischio leggermente aumentato di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico e ictus). Non vi sono evidenze sufficienti ad affermare che anche il flurbiprofene non comporti un tale rischio.
I pazienti con ipertensione arteriosa non controllata, insufficienza cardiaca, cardiopatia ischemica in atto, arteriopatia occlusiva periferica e/o malattie cerebrovascolari devono essere trattati con flurbiprofene solo dopo un'attenta valutazione. Analoghe valutazioni devono essere effettuate prima dell'avvio di un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (ad es. ipertensione arteriosa, iperlipidemia, diabete mellito, tabagismo).
Reazioni cutanee
Reazioni cutanee gravi, alcune con esito fatale, incluse dermatite esfoliative, sindrome di Stevens‑Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell) ed esantema con eosinofilia e sintomi sistemici indotto da farmaco (DRESS) sono state riportate molto raramente durante una terapia con FANS (cfr. «Effetti indesiderati»).
Il rischio per questo tipo di reazioni sembra essere massimo all'inizio della terapia, poiché nella maggior parte dei casi queste reazioni si sono verificate nel primo mese di trattamento. Froben deve essere interrotto ai primi segni di eruzioni cutanee, lesioni delle mucose o altri segni di ipersensibilità.
Effetti renali
La somministrazione di un FANS può causare una riduzione dose‑dipendente della sintesi dell prostaglandine e portare a insufficienza renale, soprattutto in pazienti con funzionalità renale, cardiaca o epatica ridotta, nonché in combinazione con diuretici e nei pazienti anziani. In questi pazienti, il trattamento deve essere somministrato alla dose più bassa e per il periodo più breve possibile e la funzionalità renale deve essere regolarmente monitorata (cfr. «Controindicazioni»).
I pazienti con ipovolemia e disidratazione significativa (ad es. dopo interventi chirurgici maggiori con spostamento di volume) devono essere reidratati prima di iniziare la terapia con flurbiprofene. I pazienti in terapia concomitante con diuretici e ACE‑inibitori sono particolarmente a rischio. In questi casi, la diuresi deve essere attentamente monitorata, soprattutto all'inizio della terapia.
Effetti ematologici
Il flurbiprofene può ridurre l'aggregazione piastrinica e prolungando il tempo di sanguinamento.
Il flurbiprofene può mascherare i sintomi di infezioni, come ad esempio la febbre.
Lupus eritematoso sistemico (LES) e malattia del tessuto connettivo mista
Soprattutto i pazienti con malattie autoimmuni in atto, come il LES e la malattia del tessuto connettivo mista, potrebbero essere a rischio aumentato di meningite asettica con sintomi quali rigidità nucale, cefalea, nausea, vomito, febbre o perdita dell'orientamento (cfr. «Effetti indesiderati»).
Come per tutti gli analgesici, l'uso prolungato può causare cefalee che non devono essere trattate aumentando la dose del medicamento.
L'assunzione concomitante di alcol durante l'uso di FANS può potenziare soprattutto gli effetti collaterali del principio attivo a carico del tratto gastrointestinale o del sistema nervoso centrale.
I confetti di Froben contengono saccarosio e glucosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio‑galattosio, o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi, non devono assumere i confetti di Froben.
I confetti di Froben contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o malassorbimento di glucosio‑galattosio, non devono assumere i confetti di Froben.
Mascheramento dei sintomi di infezioni sottostanti
Studi epidemiologici suggeriscono che i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sistemici possono mascherare i sintomi di infezione, cosa che potrebbe ritardare l'avvio di un trattamento adeguato e peggiorare pertanto l'esito dell'infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite batterica acquisita in comunità e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando Froben è somministrato in presenza di febbre o dolore dovuti a un'infezione, è consigliato il monitoraggio dell'infezione.
Interazioni
Altri FANS
La somministrazione concomitante di più FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi‑2, può aumentare il rischio di ulcere e sanguinamenti gastrointestinali a causa di un effetto sinergico. Pertanto, l'uso concomitante di flurbiprofene e altri FANS deve essere evitato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Acido acetilsalicilico
Come per altri antireumatici non steroidei, la somministrazione concomitante di acido acetilsalicilico e flurbiprofene non è raccomandata a causa del possibile aumento degli effetti collaterali.
Litio
La somministrazione concomitante di preparati a base di litio richiede il controllo della concentrazione sierica di litio (eliminazione ridotta).
Corticosteroidi
La somministrazione concomitante di corticoidi o altri antinfiammatori non steroidei aumenta il rischio di effetti collaterali gastrointestinali (sanguinamenti, ulcere).
Anticoagulanti orali
Come altri FANS, il flurbiprofene può potenziare gli effetti degli anticoagulanti orali come il warfarin o l'eparina e prolungare il tempo di sanguinamento. Il tempo di sanguinamento deve essere attentamente monitorato all'inizio e alla fine della terapia con flurbiprofene e la dose degli anticoagulanti deve essere aggiustata.
Antiaggreganti piastrinici e inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: rischio aumentato di sanguinamenti gastrointestinali (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Antidiabetici orali
Come per altri FANS, il flurbiprofene può potenziare l'effetto degli antidiabetici orali (sulfaniluree) e aumentare il rischio di ipoglicemie. La glicemia deve essere regolarmente controllata e, se necessario, la dose degli antidiabetici deve essere aggiustata.
Metotrexato
La terapia concomitante con flurbiprofene e metotrexato può aumentare la tossicità ematologica a causa di una riduzione della clearance renale. Si raccomanda di controllare attentamente l'emocromo all'inizio della terapia combinata.
Glicosidi cardiaci
Gli antireumatici non steroidei possono peggiorare un infarto miocardico, ridurre la velocità di filtrazione glomerulare e aumentare i livelli plasmatici di digossina.
Fenitoina
Non sono disponibili dati sulle interazioni di flurbiprofene con fenitoina.
Ciclosporina
La somministrazione concomitante di ciclosporina e antireumatici non steroidei può aumentare la tossicità della ciclosporina (funzionalità renale, colestasi, parestesie).
Diuretici, ACE‑inibitori e antagonisti dell'angiotensina II
I FANS possono attenuare l'effetto dei diuretici e di altri antipertensivi. I diuretici possono aumentare il rischio di nefrotossicità dei FANS.
Nei pazienti con funzionalità renale ridotta (ad es. pazienti disidratatati o anziani), la somministrazione concomitante di un ACE‑inibitore o di antagonisti dell'angiotensina II e principi attivi che inibiscono la ciclossigenasi può causare un ulteriore deterioramento della funzionalità renale, fino a un'insufficienza renale acuta, normalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate nei pazienti che assumono flurbiprofene in concomitanza con ACE‑inibitori o antagonisti dell'angiotensina II; pertanto questa combinazione deve essere somministrata con cautela, garantendo l'adeguata idratazione del paziente e ricordando di monitorare la funzionalità renale dopo l'inizio della terapia concomitante e, successivamente, a intervalli regolari.
Mifepristone
I FANS devono essere evitati per 8‑12 giorni dopo l'assunzione di mifepristone, poiché i FANS possono ridurre l'effetto del mifepristone.
Antibiotici chinolonici
Gli studi sperimentali sugli animali hanno mostrato che i FANS possono aumentare la frequenza delle crisi convulsive associate agli antibiotici chinolonici. I pazienti che assumono contemporaneamente chinoloni e FANS possono presentare un rischio aumentato di crisi convulsive.
Tacrolimus
L'assunzione concomitante di tacrolimus e FANS può aumentare il rischio di nefrotossicità.
Zidovudina
L'assunzione concomitante di zidovudina e FANS aumenta il rischio di tossicità ematologica. Negli emofiliaci HIV‑positivi vi sono evidenze di un aumento del rischio di emartrosi ed ematomi associato all'assunzione concomitante di zidovudina e FANS.
Gravidanza/Allattamento
Fertilità
L'uso di flurbiprofene può compromettere la fertilità femminile e pertanto non è raccomandato nelle donne che desiderano una gravidanza. Nelle donne che hanno difficoltà a iniziare una gravidanza o che stanno effettuando indagini per l'infertilità si deve prendere in considerazione l'interruzione di flurbiprofene.
Gravidanza
L'inibizione della sintesi delle prostaglandine può influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embriofetale. I dati degli studi epidemiologici indicano un aumento del rischio di aborto, così come di malformazioni cardiache e gastroschisi dopo l'utilizzo di inibitori della sintesi delle prostaglandine nelle fasi iniziali della gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine determina un aumento delle perdite pre- e post‑impianto e causa mortalità embriofetale. In animali trattati con un inibitore delle prostaglandine durante la fase di organogenesi è stata inoltre riportata un'aumentata incidenza di diverse malformazioni, comprese quelle cardiovascolari.
Primo e secondo trimestre
Durante il primo e il secondo trimestre gravidanza, il flurbiprofene deve essere somministrato solo in caso di assoluta necessità. Nel caso in cui il flurbiprofene venga usato da una donna che sta cercando una gravidanza o durante il primo o il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata di trattamento il più breve possibile.
Oligoidramnios/insufficienza renale neonatale/stenosi del dotto arterioso
L'uso di FANS nella 20a settimana di gestazione o oltre può portare a disturbi della funzionalità renale nel feto, che possono causare oligoidramnios e, in determinati casi, insufficienza renale neonatale. Questi effetti indesiderati si manifestano mediamente dopo giorni o settimane di trattamento, sebbene in rari casi sia stato riportato oligoidramnios già 48 ore dopo l'inizio del trattamento con FANS. L'oligoidramnios è spesso, ma non sempre, reversibile con l'interruzione del trattamento. Le complicanze di un oligoidramnios prolungato possono includere ad es. contratture degli arti e maturazione polmonare ritardata. Dopo l'introduzione sul mercato, in alcuni casi di compromissione della funzionalità renale neonatale si sono rese necessarie procedure invasive come la trasfusione di scambio o la dialisi.
Inoltre, dopo il trattamento nel secondo trimestre è stata riportata una stenosi del dotto arterioso, che nella maggior parte dei casi si è risolta dopo l'interruzione del trattamento.
Se il trattamento con Froben dura più di 48 ore, considerare il monitoraggio ecografico del liquido amniotico e del cuore fetale. In caso di oligoidramnios o stenosi del dotto arterioso, interrompere Froben ed effettuare un follow-up secondo la prassi clinica.
Terzo trimestre
Il flurbiprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono:
esporre il feto ai seguenti rischi:
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare).
- disturbi della funzionalità renale, che possono progredire a insufficienza renale con oligoidramnios.
esporre la madre e il bambino ai seguenti rischi:
- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto degli antiaggreganti piastrinici che può presentarsi anche a dosi molto basse.
- inibizione delle contrazioni uterine, con conseguente ritardo o prolungamento del parto.
Allattamento
I FANS sono escreti nel latte materno. Per motivi precauzionali, il flurbiprofene non deve pertanto essere assunto da donne in fase di allattamento. Se il trattamento è imprescindibile, il lattante deve essere alimentato artificialmente.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Come altri FANS, il flurbiprofene può causare capogiro, stanchezza e disturbi visivi e quindi avere un effetto sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine. Ciò vale in misura maggiore in associazione con l'alcol.
Effetti indesiderati
Gli effetti più comunemente osservati con i FANS riguardano il tratto digerente. Possono insorgere ulcere peptiche, perforazione o sanguinamenti, talvolta fatali, soprattutto nei pazienti anziani (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Dopo l'uso sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, gonfiore, stipsi, disturbi digestivi (dispepsia), dolore addominale, feci catramose, ematemesi, stomatite ulcerosa, peggioramento di colite e morbo di Crohn (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Meno comunemente è stata osservata gastrite.
In associazione al trattamento con FANS sono stati riportati edemi, ipertensione arteriosa e insufficienza cardiaca.
Dati clinici ed epidemiologici dimostrano che l'uso di FANS, soprattutto a dose elevata e nel quadro di un trattamento a lungo termine, è associato a un rischio aumentato di eventi trombotici arteriosi (ad es. infarto miocardico e ictus) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Si riportano di seguito gli effetti indesiderati osservati con flurbiprofene, raggruppati per sistema organico. Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1000, <1/100); raro (≥1/10'000, <1/1000); molto raro (<1/10'000); non nota (la frequenza esatta non può essere definita).
Infezioni ed infestazioni
Molto raro: sono state descritte esacerbazioni di infiammazioni cutanee dovute a infezioni (ad es. sviluppo di fascite necrotizzante) in rapporto temporale con l'uso di antireumatici non steroidei. Pertanto, se durante l'uso di flurbiprofene si osserva l'insorgenza di segni di infezione o un loro aggravamento, il paziente deve consultare immediatamente un medico.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: inibizione dell'aggregazione piastrinica.
Non comune: anemia.
Molto raro: trombocitopenia, anemia aplastica, agranulocitosi, leucopenia, anemia emolitica, neutropenia.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: reazioni da ipersensibilità.
Raro: reazione anafilattica.
Disturbi psichiatrici
Raro: depressioni, stati confusionali.
Molto raro: allucinazioni.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, capogiro.
Non comune: parestesia.
Raro: sonnolenza, disturbi del sonno.
Molto raro: neurite ottica, accidente cerebrovascolare, meningite asettica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie dell'occhio
Non comune: disturbi visivi.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: tinnito, vertigine.
Patologie cardiache
Non comune: insufficienza cardiaca.
Frequenza non nota: sindrome di Kounis.
Patologie vascolari
Non comune: ipertensione arteriosa.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: asma, dispnea (soprattutto in pazienti con asma, anamnesi di orticaria cronica o ipersensibilità all'acido acetilsalicilico e ad altri antinfiammatori o analgesici non steroidei).
Raro: broncospasmo.
Patologie gastrointestinali
Comune: dolore addominale, dispepsia, bruciore di stomaco, nausea, vomito, diarrea, gonfiore, stitichezza ostinata, melena, ematemesi, sanguinamenti gastrointestinali.
Non comune: gastrite, ulcerazioni nel tratto gastrointestinale (duodeno, stomaco, bocca), perforazioni gastrointestinali.
Raro: sanguinamento di ulcera.
Molto raro: pancreatite, colite, morbo di Crohn.
Patologie epatobiliari
Molto raro: ittero, ittero colestatico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: reazioni cutanee come arrossamenti cutanei, prurito, orticaria, porpora, angioedemi, reazione da fotosensibilità.
Molto raro: reazioni cutanee bollose come sindrome di Stevens‑Johnson e necrolisi epidermica tossica (sindrome di Lyell), eritema multiforme.
Frequenza non nota: esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Patologie renali e urinarie
Comune: ritenzione di liquidi, edemi periferici, edemi.
Raro: nefropatie tossiche, insufficienza renale, insufficienza renale acuta (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), nefrite interstiziale, sindrome nefrosica.
Molto raro: glomerulonefrite.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza, malessere.
Esami diagnostici
Comune: prove di funzionalità epatica anormali, tempo di sanguinamento aumentato, prolungamento del tempo di sanguinamento.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio‑beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi di un sovradosaggio possono includere nausea, vomito e irritazioni gastrointestinali.
Non esiste alcun antidoto specifico per il flurbiprofene.
Proprietà/Effetti
ATC-Code
M01AE09
Meccanismo d'azione/Farmacodinamica
Froben è un antireumatico non steroideo con spiccate proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. Ha un effetto fortemente inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine, responsabili di infiammazioni, dolore e febbre.
Efficacia clinica
Cfr. «Meccanismo d'azione/Farmacodinamica».
Farmacocinetica
Assorbimento
Somministrato per via orale a digiuno, il flurbiprofene è rapidamente e quasi completamente assorbito. La concentrazione plasmatica massima di 5,5 µg/ml è raggiunta dopo circa 1‑1,5 ore dopo una singola dose orale da 50 mg di flurbiprofene. La concentrazione plasmatica aumenta incrementando la dose singola fino a 300 mg. Dopo somministrazione ripetuta di 50 mg di flurbiprofene 3 volte al giorno si raggiunge una concentrazione di stato stazionario di 2,3 µg/ml.
Se somministrato dopo un pasto, l'assorbimento rallenta, i valori massimi sono più bassi e si mantengono più a lungo. Tuttavia, la quantità assorbita è grossomodo uguale dopo la somministrazione prima o dopo un pasto.
La concentrazione plasmatica terapeuticamente efficace necessaria sembra essere >1 µg/ml.
Distribuzione
Il flurbiprofene è legato alle proteine plasmatiche per oltre il 99% e ha un volume di distribuzione basso (circa 0,1 l/kg).
Metabolismo
Il flurbiprofene è metabolizzato per la maggior parte a livello epatico per idrossilazione e metilazione, principalmente in 4‑idrossiflurbiprofene debolmente attivo. Gli altri metaboliti sono inattivi. Circa il 25% della dose somministrata viene eliminata per via renale come flurbiprofene immodificato.
Eliminazione
Il flurbiprofene viene eliminato rapidamente con un'emivita di 3‑4 ore. La somministrazione ripetuta non determina un accumulo. La quantità somministrata viene pressoché completamente recuperata nelle urine.
Dati preclinici
Il flurbiprofene non ha evidenziato effetti cancerogeni in studi preclinici.
Non sono disponibili dati per quanto riguarda la genotossicità.
Gli studi di tossicologia riproduttiva non hanno evidenziato proprietà teratogene (topo, ratto e coniglio) o in grado di influire sulla fertilità. Tuttavia, effetti dannosi sono stati osservati nei ratti; fra questi, prolungamento della gestazione con sanguinamenti uterini e aumentata mortalità della madre durante il travaglio, nonché aumentata incidenza di nati morti e ridotta sopravvivenza della prole.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce e dall'umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
40795 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
VERFORA SA, 1752 Villars-sur-Glâne.
Stato dell'informazione
Settembre 2024.
9886 — 01/07/2025