DYMISTA spray nasal
Viatris Pharma GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Dymista® spray nasale, sospensione
Composizione
Principi attivi
Azelastini hydrochloridum, fluticasoni propionas.
Sostanze ausiliarie
Dinatrii edetas, benzalconii chloridum 0,014 mg/nebulizzazione, glycerolum, cellulosum microcristallinum et carmellosum natricum, polysorbatum 80, alcohol phenylethylicus, aqua purificata.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 g di sospensione contiene 1 mg di azelastina cloridrato e 0,365 mg di fluticasone propionato.
Una nebulizzazione (0,14 g) contiene 0,14 mg di azelastina cloridrato e 0,05 mg di fluticasone propionato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Adulti e adolescenti a partire dai 12 anni
Trattamento sintomatico della rinite e rinocongiuntivite allergiche stagionali, nonché della rinite e rinocongiuntivite allergiche perenni da moderate a gravi.
Bambini da 6 a 11 anni
Trattamento sintomatico della rinite e rinocongiuntivite allergiche stagionali.
Posologia/Impiego
Dymista spray nasale è solo per somministrazione nasale.
Adulti, adolescenti e bambini a partire dai 6 anni
Una nebulizzazione in ogni narice due volte al giorno (mattina e sera).
Durata del trattamento
Dymista è indicato per l'uso a lungo termine negli adulti e negli adolescenti a partire dai 12 anni. La durata del trattamento con Dymista deve coincidere con la durata dell'esposizione all'allergene. La durata abituale del trattamento è di 2 settimane per la rinite e rinocongiuntivite allergiche acute, mentre per la rinite e rinocongiuntivite allergiche croniche perenni va da 4 a 8 settimane.
Per i bambini di età compresa tra 6 e 11 anni, la durata abituale del trattamento è di 2 settimane.
Istruzioni posologiche speciali
Bambini di età inferiore ai 6 anni
L'uso di Dymista spray nasale non è raccomandato nei bambini di età inferiore ai 6 anni poiché la sicurezza e l'efficacia non sono state studiate in questa fascia di età.
Bambini e adolescenti a partire dai 6 anni
Nei bambini e negli adolescenti che ricevono un trattamento prolungato con corticosteroidi nasali, è necessario monitorare regolarmente la crescita. In caso di rallentamento della crescita, il trattamento deve essere rivalutato con l'obiettivo di ridurre la dose di corticosteroidi intranasali, se possibile, alla minima dose ancora efficace.
Pazienti anziani
Non è necessario alcun aggiustamento della dose in questo gruppo di pazienti.
Disturbi della funzionalità renale ed epatica
Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti con disturbo della funzionalità renale o con disturbo da lieve a moderato della funzionalità epatica. Non sono disponibili dati in pazienti con grave disturbo della funzionalità epatica.
Controindicazioni
Ipersensibilità ai principi attivi o a una delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Avvertenze e misure precauzionali
I corticosteroidi nasali possono produrre effetti sistemici, in particolare se somministrati a dosi elevate per periodi prolungati. Tuttavia, questi effetti sono molto meno probabili rispetto ai corticosteroidi orali e possono variare da paziente a paziente e tra un medicamento contenente corticosteroidi e l'altro. I possibili effetti sistemici includono sindrome di Cushing, facies cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo di crescita nei bambini e negli adolescenti, cataratta, glaucoma e, più raramente, una serie di cambiamenti della psiche o del comportamento tra cui iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansia, depressione o aggressività (in particolare nei bambini).
Nei bambini trattati con dosaggi omologati di corticosteroidi intranasali è stato riscontrato un ritardo di crescita. Si raccomanda di monitorare regolarmente la crescita di bambini e adolescenti che ricevono un trattamento prolungato con corticosteroidi intranasali. Se la crescita è rallentata, il trattamento deve essere rivalutato con l'obiettivo di ridurre la dose dei corticosteroidi intranasali alla dose più bassa che permette un controllo efficace dei sintomi.
Il trattamento con corticosteroidi intranasali a dosi superiori a quelle raccomandate può causare una soppressione surrenalica clinicamente significativa. In situazioni di stress o prima di un intervento chirurgico programmato, si deve considerare la somministrazione aggiuntiva di corticosteroidi sistemici se si ritiene che la posologia raccomandata sarà superata.
Disturbi visivi
L'uso sistemico e topico di corticosteroidi può dar luogo a disturbi visivi. Se un paziente manifesta sintomi come visione annebbiata o altri disturbi visivi, valutare l'invio del paziente all'oculista per chiarire le possibili cause, tra cui cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSC), segnalate dopo l'uso di corticosteroidi sistemici o topici. Nei pazienti con anamnesi di alterazioni della vista o aumento della pressione intraoculare, glaucoma e/o cataratta, è indicato un attento monitoraggio.
Se vi è ragione di ritenere che la funzionalità surrenale sia compromessa, il passaggio del paziente da una terapia sistemica con corticosteroidi a Dymista spray nasale deve avvenire con cautela.
Dato che Dymista spray nasale subisce un esteso metabolismo di primo passaggio, è probabile che l'esposizione sistemica al fluticasone propionato intranasale sia aumentata nei pazienti con malattia epatica grave. Questo può aumentare la frequenza degli eventi indesiderati sistemici. Si raccomanda cautela nel trattamento di questi pazienti.
Nei pazienti affetti da tubercolosi o infezioni non trattate di qualsiasi tipo o che hanno recentemente subito un intervento chirurgico o una lesione nella cavità nasale e orale, occorre valutare il potenziale beneficio a fronte del possibile rischio del trattamento con Dymista spray nasale.
Le infezioni del tratto nasale devono essere trattate in modo appropriato, ma non rappresentano una controindicazione specifica al trattamento con Dymista spray nasale.
Questo medicamento contiene 0,1 mg di benzalconio cloruro per 1 g di sospensione equivalente a 0,014 mg/nebulizzazione. Benzalconio cloruro può causare irritazione e gonfiore all'interno del naso, specialmente se usato per lunghi periodi. Il benzalconio cloruro può anche irritare la pelle.
Ritonavir
Dato il rischio di un aumento dell'esposizione sistemica al fluticasone, non è raccomandata la somministrazione concomitante con ritonavir (cfr. «Interazioni»).
Interazioni
Fluticasone propionato
Effetto di altri medicamenti sul fluticasone propionato
Il fluticasone propionato è metabolizzato nel fegato dal citocromo CYP3A4.
Si raccomanda cautela quando il fluticasone propionato è somministrato a pazienti che assumono in concomitanza inibitori molto potenti del sistema del citocromo P450 3A4 (ad es. inibitori della proteasi come il ritonavir). In uno studio di interazione con fluticasone propionato intranasale in volontari sani, la somministrazione di 100 mg di ritonavir due volte al giorno ha determinato un aumento di diverse centinaia di volte delle concentrazioni plasmatiche di fluticasone propionato e, successivamente, una notevole riduzione dei livelli sierici di cortisolo. Dopo l'introduzione sul mercato, i pazienti trattati in concomitanza con fluticasone propionato per via intranasale o inalatoria e ritonavir hanno segnalato interazioni clinicamente significative con conseguenti effetti sistemici dei corticosteroidi. Il trattamento concomitante con inibitori del CYP3A (ad es. ritonavir, prodotti contenenti cobicistat) può aumentare le concentrazioni plasmatiche dei corticosteroidi, con conseguente probabile aumento del rischio di effetti collaterali sistemici dei corticosteroidi. Queste combinazioni vanno pertanto evitate a meno che il beneficio non superi l'aumento del rischio di effetti collaterali sistemici dei glucocorticoidi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). In questo caso, i pazienti devono essere monitorati per gli effetti collaterali dei corticosteroidi sistemici.
Altri inibitori del citocromo P450 3A4 provocano aumenti trascurabili (eritromicina) o lievi (ketoconazolo) dell'esposizione sistemica al fluticasone propionato, senza diminuzioni apprezzabili dei livelli sierici di cortisolo. Cionondimeno, dato il possibile aumento dell'esposizione sistemica al fluticasone propionato, il trattamento concomitante con potenti inibitori del citocromo P450 3A4 (ad es. ketoconazolo) deve essere effettuato con cautela.
Negli studi di interazione farmacologica effettuati, non è stato riscontrato alcun effetto significativo di terfenadina ed eritromicina sulla farmacocinetica del fluticasone propionato.
Effetto del fluticasone propionato su altri medicamenti
Dati l'esteso metabolismo di primo passaggio e l'elevata clearance sistemica da parte del citocromo P450 3A4 nell'intestino e nel fegato, la somministrazione intranasale di norma determina basse concentrazioni plasmatiche di fluticasone propionato. Sono pertanto improbabili interazioni clinicamente significative causate dal fluticasone propionato.
Negli studi di interazione farmacologica effettuati, non è stato riscontrato alcun effetto significativo del fluticasone propionato sulla farmacocinetica di terfenadina ed eritromicina.
Azelastina cloridrato
Non sono stati condotti studi di interazione specifici con gli spray nasali contenenti azelastina cloridrato. Sono stati effettuati studi di interazione con dosi orali elevate. Tuttavia, questi studi sono di scarsa rilevanza per gli spray nasali contenenti azelastina, poiché l'uso nasale alla posologia raccomandata determina un'esposizione sistemica solo minima.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
I dati relativi all'uso di azelastina cloridrato e fluticasone propionato in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Dymista Spray nasale non deve essere usato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia chiaramente necessario (cfr. «Dati preclinici»).
Allattamento
Non è noto se l'azelastina cloridrato o il fluticasone propionato somministrati per via nasale e i loro metaboliti siano escreti nel latte materno. Pertanto, l'uso durante l'allattamento non è raccomandato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Dymista Spray nasale può avere effetti sulla capacità di guidare veicoli e sulla capacità di utilizzare macchine.
Negli studi sono stati osservati singoli casi di stanchezza, spossatezza, sfinimento, vertigini o astenia. L'alcol o le sostanze psicotrope possono potenziare tale effetto.
Effetti indesiderati
Dopo la somministrazione si verifica spesso disgeusia, una sensazione di gusto sgradevole specifica della sostanza, (spesso dovuta a errori nell'applicazione, ad es. se la testa è inclinata troppo all'indietro durante la somministrazione).
I corticosteroidi nasali possono produrre effetti sistemici, in particolare se somministrati a dosi elevate per periodi prolungati.
Gli effetti indesiderati riportati di seguito sono elencati secondo la classificazione sistemica organica e la frequenza. Le frequenze sono così definite: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100 a <1/10), non comune (≥1/1000 a <1/100), raro (≥1/10'000 a <1/1000), molto raro (<1/10'000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: ipersensibilità, inclusi reazioni anafilattiche, angioedema (edemi della faccia o della lingua ed eruzione cutanea), broncospasmo.
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea, disgeusia (sapore sgradevole), odore sgradevole.
Molto raro: vertigini, sonnolenza (stordimento, assopimento).
Patologie dell'occhio*
Molto raro: glaucoma, pressione intraoculare aumentata, cataratta.
Non nota: visione annebbiata (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comune: epistassi, disturbi nasali (bruciore, prurito), starnuti, naso secco, tosse, gola secca, irritazione della gola.
Molto raro: perforazione del setto nasale**, erosione della mucosa, ulcere nasali.
Patologie gastrointestinali
Raro: bocca secca.
Molto raro: nausea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro: eruzione cutanea, prurito, orticaria.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto raro: stanchezza (spossatezza, sfinimento), astenia (cfr. «Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine»).
* Un numero molto limitato di segnalazioni spontanee è stato identificato dopo il trattamento prolungato con fluticasone propionato per via intranasale.
** Perforazioni del setto nasale sono state riportate dopo l'uso intranasale di corticosteroidi.
Popolazione pediatrica
In generale, gli effetti indesiderati osservati nei pazienti pediatrici sono stati simili a quelli osservati nei pazienti adulti.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono attese reazioni da sovradosaggio con la via di somministrazione intranasale.
La somministrazione intranasale di 2 milligrammi di fluticasone propionato due volte al giorno (10 volte la dose giornaliera raccomandata) per 7 giorni non ha avuto effetti sulla funzionalità dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene in volontari sani.
Il trattamento prolungato a dosaggi superiori a quelli raccomandati può causare la temporanea inibizione della funzionalità surrenalica. In questi pazienti, il trattamento con Dymista spray nasale deve essere continuato alla dose più bassa possibile ancora sufficiente per il controllo dei sintomi.
I risultati degli studi sugli animali hanno mostrato che in caso di sovradosaggio dopo ingestione accidentale sono prevedibili disturbi del sistema nervoso centrale (inclusi stordimento, confusione, coma, tachicardia e ipotensione).
Il trattamento di questi disturbi deve essere sintomatico. A seconda della quantità ingerita, si consiglia la lavanda gastrica. Non esiste un antidoto noto.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
R01AD58
Meccanismo d'azione
Dymista spray nasale contiene azelastina cloridrato e fluticasone propionato, che presentano meccanismi d'azione differenti.
Fluticasone propionato
Il fluticasone propionato è un corticosteroide sintetico trifluorurato con affinità molto elevata per il recettore dei glucocorticoidi e potente attività antinfiammatoria; tale attività è, ad esempio, da tre a cinque volte più potente del desametasone nei test del legame recettoriale con i recettori per i glucocorticoidi umani clonati e nei test di espressione genica.
Azelastina cloridrato
L'azelastina è un derivato dello ftalazinone ed è classificata come una sostanza antiallergica potente, a lunga durata d'azione e con effetto antagonista selettivo per il recettore H1, stabilizzante dei mastociti e antinfiammatorio. I dati provenienti da studi (preclinici) in vivo e in vitro mostrano che l'azelastina inibisce la sintesi o il rilascio di mediatori chimici noti per essere coinvolti nelle reazioni allergiche immediate e ritardate, come ad es. i leucotrieni, l'istamina, il fattore di attivazione delle piastrine (platelet-activating factor, PAF) e la serotonina.
L'azelastina in spray nasale agisce più rapidamente rispetto agli antistaminici orali e ai corticosteroidi somministrati per via nasale.
Efficacia clinica
Dymista spray nasale
In quattro studi clinici su adulti e adolescenti con rinite allergica, Dymista spray nasale (una nebulizzazione in ogni narice due volte al giorno) ha determinato un miglioramento significativo dei sintomi nasali (cioè rinorrea, congestione nasale, starnuti e prurito nasale) rispetto al placebo e rispetto all'uso di azelastina cloridrato o fluticasone propionato da soli. In tutti e quattro gli studi, ha determinato un miglioramento significativo dei sintomi oculari (cioè prurito, lacrimazione e arrossamento), nonché della qualità di vita dei pazienti correlata alla malattia (Rhinoconjunctivitis Quality of Life Questionnaire – RQLQ).
Rispetto a uno spray nasale contenente fluticasone propionato disponibile in commercio, Dymista spray nasale ha portato a un sostanziale miglioramento dei sintomi (riduzione del 50% nella gravità dei sintomi nasali) in tempi significativamente più brevi (3 giorni o più).
Dopo esposizione all'allergene con polline di ambrosia in camera allergenica, una riduzione significativa dei sintomi nasali (TNSS; endpoint primario dello studio) è stata riscontrata nell'arco di 5 minuti dopo l'uso di Dymista spray nasale rispetto al placebo. Nel periodo di follow-up di 4 ore e ad ogni time point, l'effetto di Dymista è risultato significativamente superiore rispetto al placebo.
Popolazione pediatrica
In uno studio clinico condotto su bambini di età compresa tra 6 e 11 anni affetti da rinite allergica stagionale, Dymista spray nasale ha migliorato il punteggio complessivo dei sintomi nasali (costituiti da rinorrea, congestione nasale, starnuti e prurito nasale) rispetto al placebo.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non vi sono evidenze di interazioni farmacocinetiche tra l'azelastina cloridrato e il fluticasone propionato.
Dopo somministrazione intranasale di fluticasone propionato (200 microgrammi/die), la Cmax massima misurata allo stato stazionario è stata di 0,017 ng/ml. L'assorbimento diretto nel naso è ridotto a causa della bassa idrosolubilità; la maggior parte della dose viene ingerita. Con la somministrazione orale, l'esposizione sistemica è <1% in ragione del basso assorbimento e del metabolismo presistemico. Di conseguenza, l'assorbimento sistemico totale risultante dall'assorbimento nasale e orale della dose ingerita è generalmente limitato.
Dopo somministrazione nasale ripetuta di una dose giornaliera di 0,56 mg di azelastina cloridrato (corrispondente a una nebulizzazione per narice due volte al giorno), la concentrazione plasmatica massima allo stato stazionario di azelastina nei volontari sani era di circa 0,27 ng/ml. Le concentrazioni del metabolita attivo N-desmetil-azelastina erano prossime o inferiori al limite di quantificazione (0,12 ng/ml).
Nei pazienti con rinite allergica, la concentrazione plasmatica media allo stato stazionario di azelastina dopo somministrazione di una dose giornaliera totale di 0,56 mg di azelastina cloridrato (ad es. due nebulizzazioni per narice una volta al giorno) era di circa 0,65 ng/ml due ore dopo la somministrazione. Raddoppiando la dose giornaliera totale a 1,12 mg di azelastina cloridrato (ad es., due nebulizzazioni per narice due volte al giorno) si ottiene una concentrazione plasmatica media allo stato stazionario di azelastina di 1,09 ng/ml, il che indica la proporzionalità della dose all'interno dell'intervallo di dosi.
Distribuzione
Il fluticasone propionato ha un ampio volume di distribuzione allo stato stazionario (circa 318 litri). Il legame alle proteine plasmatiche è del 91%.
L'ampio volume di distribuzione indica che l'azelastina è distribuita prevalentemente nei tessuti periferici. Il legame alle proteine è dell'80-90%. Inoltre, entrambi i medicamenti presentano un indice terapeutico ampio. Sono quindi improbabili reazioni dovute a una ridistribuzione.
Metabolismo
Il fluticasone propionato è rapidamente eliminato dalla circolazione sistemica ed è prevalentemente metabolizzato ad un metabolita carbossilico inattivo, sotto l'azione dell'enzima CYP3A4 del citocromo P450 nel fegato. Inoltre, il fluticasone propionato ingerito subisce un ampio metabolismo di primo passaggio. Si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante di un potente inibitore del CYP3A4 come ketoconazolo o ritonavir, dato il potenziale aumento dell'esposizione sistemica al fluticasone propionato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).
L'azelastina è metabolizzata a N-desmetil-azelastina da vari isoenzimi del CYP, principalmente CYP3A4, CYP2D6 e CYP2C19.
Eliminazione
La velocità di eliminazione del fluticasone propionato somministrato per via endovenosa è lineare nell'intervallo di dosi di 250-1'000 μg ed è caratterizzata da un'elevata clearance plasmatica (Cl = 1,1 l/min). La concentrazione plasmatica massima diminuisce di circa il 98% entro 3-4 ore e solo basse concentrazioni plasmatiche sono state associate all'emivita terminale di 7,8 ore. La clearance renale del fluticasone propionato è trascurabile (<0,2%) e inferiore al 5% per il metabolita carbossilico. L'eliminazione avviene principalmente per escrezione biliare del fluticasone propionato e dei suoi metaboliti.
L'emivita plasmatica di eliminazione dopo una singola somministrazione di azelastina è di circa 20-25 ore per l'azelastina e di circa 45 ore per il metabolita terapeuticamente attivo N-desmetil-azelastina. L'eliminazione è principalmente fecale. L'eliminazione prolungata di piccole quantità della dose nelle feci suggerisce l'esistenza di una certa circolazione enteroepatica.
Dati preclinici
Fluticasone propionato
I risultati degli studi di tossicologia generale erano simili a quelli ottenuti per altri glucocorticoidi e sono associati a una maggiore attività farmacologica. Non sono stati osservati effetti genotossici del fluticasone propionato nei test convenzionali di genotossicità. Inoltre, in studi di inalazione della durata di due anni in ratti e topi non sono emersi aumenti della frequenza di tumori correlati al trattamento.
Gli studi sugli animali hanno mostrato che i glucocorticoidi hanno causato malformazioni, tra cui palatoschisi e ritardo della crescita intrauterina.
Azelastina cloridrato
L'azelastina non ha mostrato alcun potenziale genotossico in una serie di test in vitro e in vivo e nessun potenziale cancerogeno nei ratti e nei topi. Nei ratti maschi e femmine, l'azelastina ha causato una diminuzione dose-dipendente dell'indice di fertilità a dosi orali superiori a 3 mg/kg/die. Tuttavia, gli studi di tossicità cronica non hanno mostrato alterazioni correlate alla sostanza negli organi riproduttivi maschili e femminili. Effetti embriotossici e teratogeni sono emersi nel ratto, nel topo e nel coniglio solo a dosi tossiche per la madre (ad es. malformazioni scheletriche sono state riscontrate nel ratto e nel coniglio a una dose da 68,6 mg/kg/giorno).
L'azelastina cloridrato non ha mostrato alcun potenziale di sensibilizzazione nelle cavie.
Dymista spray nasale
Studi di tossicità per somministrazione intranasale ripetuta per un periodo fino a 90 giorni nei ratti o di 14 giorni nei cani non hanno evidenziato nuovi effetti indesiderati con la combinazione fissa di azelastina cloridrato e fluticasone propionato rispetto ai singoli componenti.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo la prima apertura: 6 mesi a temperatura ambiente (15‑25 °C).
Precauzioni per la conservazione
Conservare a temperatura ambiente (15‑25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Preparazione dello spray
Agitare il flaconcino per circa 5 secondi prima dell'uso, quindi rimuovere il cappuccio protettivo. Prima del primo utilizzo, Dymista spray nasale deve essere adescato premendo e rilasciando cinque volte il nebulizzatore. Se Dymista spray Nasale non viene utilizzato per più di 7 giorni, adescarlo nuovamente premendo e rilasciando il nebulizzatore fino alla comparsa dello spruzzo.
Uso dello spray
Dopo aver pulito il naso, nebulizzare la sospensione una volta in ogni narice tenendo la testa inclinata in avanti (cfr. foglietto illustrativo). Dopo l'uso, pulire la punta del nebulizzatore e rimettere il cappuccio protettivo.
Numero dell'omologazione
62675 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Novembre 2025.
[Version 102 I]
24180 — 02/02/2026