NORVASC cpr 10 mg
Viatris Pharma GmbH
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Norvasc®
Composizione
Principi attivi
Amlodipinum ut amlodipini besilas.
Sostanze ausiliarie
Cellulosum microcristallinum (E460), calcii hydrogenophosphas anhydricus, natrii amyloglycinas, magnesii stearas.
Una compressa da 5 mg contiene 0.168 mg di sodio.
Una compressa da 10 mg contiene 0.336 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compressa.
Compresse da 5 mg: 1 compressa contiene 5 mg di amlodipina (in forma di amlodipina besilato). Compressa bianca, oblunga-ottagonale con linea di frattura su un lato (divisibile).
Compresse da 10 mg: 1 compressa contiene 10 mg di amlodipina (in forma di amlodipina besilato). Compressa bianca, oblunga-ottagonale senza linea di frattura.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
- Ipertensione arteriosa: Norvasc è indicato come trattamento di base per l'ipertensione. Nei pazienti che hanno risposto in modo insufficiente a una monoterapia, la terapia combinata può offrire benefici. Norvasc è stato utilizzato con diuretici tiazidici, con alfabloccanti, con betabloccanti e con ACE‑inibitori.
- Prevenzione degli attacchi nell'angina pectoris stabile dovuta a un restringimento vascolare fisso.
- Angina di Prinzmetal o vasospastica dovuta a vasocostrizione spastica dei vasi coronarici.
Norvasc può essere utilizzato se il quadro clinico lascia presumere una componente di vasocostrizione spastica, sebbene non confermata. Norvasc può essere somministrato in monoterapia o in combinazione con altri medicamenti antianginosi, segnatamente in pazienti la cui angina pectoris non risponde in maniera sufficiente ai nitrati e/o a dosi adeguate di betabloccanti.
Nota: a causa della lenta insorgenza d'azione, Norvasc non è adatto al trattamento dell'attacco acuto di angina pectoris (risoluzione dell'attacco)!
Posologia/Impiego
Posologia abituale
Per entrambe le indicazioni, ipertensione e angina pectoris, la terapia viene solitamente avviata a 5 mg di amlodipina una volta al giorno. In funzione della risposta individuale del paziente, è possibile incrementare la posologia a 10 mg di amlodipina una volta al giorno.
Le compresse da 5 mg presentano una linea di frattura su un lato e possono essere suddivise per dimezzare la dose.
Non è necessario un aggiustamento della dose di amlodipina quando somministrata in concomitanza con diuretici tiazidici, betabloccanti o ACE‑inibitori.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica, l'emivita di amlodipina risulta prolungata, come in tutti i calcioantagonisti. Poiché non esistono raccomandazioni posologiche per questi pazienti, amlodipina deve essere impiegata con cautela in caso di insufficienza epatica.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In caso di insufficienza renale, amlodipina viene ampiamente metabolizzata in metaboliti inattivi e solo il 10% del medicamento viene eliminato nell'urina immodificato. Le variazioni delle concentrazioni plasmatiche di amlodipina non si correlano al grado di severità del disturbo della funzionalità renale. Pertanto amlodipina può essere somministrata a posologia normale in pazienti con insufficienza della funzione renale. Questo medicamento non è dializzabile.
Pazienti anziani
Le concentrazioni di picco di amlodipina nel plasma vengono raggiunte in soggetti anziani e giovani all'incirca nello stesso momento. Nei pazienti anziani la clearance di amlodipina è ridotta, causando in media un aumento dell'AUC (area sotto la curva di concentrazione) di circa il 50% e un prolungamento dell'emivita di eliminazione terminale.
L'aumento dell'AUC e il prolungamento dell'emivita di eliminazione terminale in pazienti con insufficienza cardiaca sono risultati in linea con quanto atteso per i pazienti della fascia d'età esaminata. A posologia comparabile, amlodipina viene ben tollerata da pazienti anziani e giovani in egual misura.
Può pertanto essere necessaria una dose iniziale inferiore nei pazienti anziani.
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili esperienze sulla sicurezza ed efficacia di amlodipina nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.
Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo, alle diidropiridine (amlodipina è un derivato delle diidropiridine) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
Grave ipotensione.
Stato di shock (incluso shock cardiogeno).
Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (ad es. stenosi aortica di grado elevato).
Insufficienza cardiaca emodinamicamente instabile dopo infarto miocardico acuto.
Avvertenze e misure precauzionali
A oggi non sono disponibili sufficienti dati clinici relativamente all'utilizzo di amlodipina in pazienti sotto i 18 anni.
Nei pazienti con insufficienza epatica, l'emivita di amlodipina risulta prolungata, come in tutti i calcioantagonisti. Poiché non esistono raccomandazioni posologiche per questi pazienti, amlodipina deve essere impiegata con cautela in caso di insufficienza epatica.
I calcioantagonisti a breve durata d'azione del tipo 1,4-diidropiridina con rapida insorgenza d'azione sono controindicati in caso di infarto miocardico e nei 30 giorni successivi a causa dell'aumentata mortalità. Alla luce dei dati oggi disponibili, non è certo se ciò riguardi anche la terapia con diidropiridine a lunga durata d'azione con insorgenza d'azione ritardata. Pertanto il medico deve decidere quando avviare la terapia in tale lasso di tempo e monitorare inizialmente i pazienti con particolare cura.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente «senza sodio».
Uso in pazienti con insufficienza cardiaca
In uno studio a lungo termine controllato verso placebo in pazienti con insufficienza cardiaca di classe NYHA III e IV (senza sintomi clinici o riscontri obiettivi che suggerissero una malattia ischemica di base), a dosi stabili di ACE-inibitori, digitale e diuretici, amlodipina non ha avuto alcun effetto sulla mortalità totale o cardiovascolare. Nella stessa popolazione, durante il trattamento con amlodipina si è manifestato edema polmonare con una frequenza significativamente superiore, sebbene non sussistesse alcuna differenza significativa nell'incidenza di peggioramenti dell'insufficienza cardiaca rispetto al placebo.
Interazioni
Altri antipertensivi: amlodipina può essere somministrata con diuretici tiazidici, alfabloccanti, betabloccanti, ACE‑inibitori, nitrati a lunga durata d'azione, nitroglicerina sublinguale, antireumatici non steroidei, antibiotici e antidiabetici orali. A causa dell'effetto sinergico di amlodipina e altri antipertensivi, è possibile si manifesti una maggiore riduzione della pressione arteriosa in caso di terapia combinata.
Teofillina, ergotamina: i calcioantagonisti possono interferire con il metabolismo dipendente dal citocromo P450 della teofillina e dell'ergotamina. Poiché sino a oggi non sono disponibili studi di interazione né in vitro, né in vivo con teofillina o ergotamina e amlodipina, si raccomanda all'inizio della somministrazione concomitante di controllare regolarmente i livelli ematici della teofillina o dell'ergotamina.
(Succo di) pompelmo: l'utilizzo di amlodipina con il pompelmo o il succo di pompelmo generalmente non è raccomandato, poiché può incrementare la biodisponibilità di amlodipina in alcuni pazienti e intensificare così l'effetto antipertensivo. La causa potrebbe essere un polimorfismo genetico del CYP3A4, l'enzima principalmente responsabile del metabolismo di amlodipina. In uno studio con 20 volontari sani non è stato trovato alcun effetto significativo del succo di pompelmo sulla farmacocinetica di amlodipina.
Dantrolene (infusione): nel modello animale sono stati osservati fibrillazione ventricolare fatale e collasso circolatorio associati a iperkaliemia dopo somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio come l'amlodipina in pazienti con rischio notoriamente aumentato di ipertermia maligna o in trattamento per un'ipertermia maligna.
Effetto di Norvasc su altri medicamenti
Simvastatina: l'utilizzo ripetuto di 10 mg di amlodipina in combinazione con 80 mg di simvastatina ha determinato un aumento del 77% dei livelli plasmatici di simvastatina rispetto al solo uso di simvastatina. La posologia di simvastatina in pazienti che ricevono amlodipina deve essere limitata a 20 mg al giorno.
Atorvastatina: la somministrazione concomitante di più dosi di amlodipina (10 mg) con atorvastatina (80 mg) non ha determinato alterazioni significative del parametro farmacocinetico stato stazionario di atorvastatina.
Digossina: esami condotti su volontari sani hanno mostrato che la somministrazione concomitante di amlodipina e digossina non ha causato alterazioni dei livelli plasmatici di digossina, né della sua clearance renale.
Etanolo (alcol): dosi singole e multiple di amlodipina (10 mg) non hanno avuto alcun effetto significativo sulla farmacocinetica dell'etanolo.
Warfarin: l'azione di warfarin sul tempo di protrombina in volontari sani di sesso maschile non è stata alterata significativamente con la somministrazione concomitante di amlodipina.
Ciclosporina: non sono stati condotti studi sull'interazione di ciclosporina e amlodipina in volontari sani, né in altre popolazioni, fatta eccezione per i pazienti che hanno subito un trapianto di rene. Diversi studi su pazienti con trapianto di rene hanno mostrato che la somministrazione concomitante di ciclosporina e amlodipina ha effetti diversi sulla concentrazione residua di ciclosporina. L'effetto varia dall'assenza di alterazioni a un incremento medio del 40%. Nei pazienti con trapianto di rene sottoposti ad amlodipina, occorre prestare particolare attenzione ai valori della ciclosporina.
Tacrolimus: la somministrazione concomitante con amlodipina determina un maggiore rischio d'aumento dei livelli ematici di tacrolimus. Per prevenire la tossicità di tacrolimus, durante la somministrazione di amlodipina a pazienti trattati con tacrolimus occorre sorvegliare i livelli ematici di tacrolimus e, all'occorrenza, aggiustarne la dose.
Inibitori del bersaglio meccanicistico della rapamicina (mTOR): gli inibitori di mTOR quali sirolimus, temsirolimus ed everolimus sono substrati del CYP3A4. Amlodipina è un debole inibitore del CYP3A4. Se somministrata in concomitanza con inibitori di mTOR, amlodipina può aumentare la loro esposizione.
Altro: studi in vitro con plasma umano mostrano che amlodipina non ha effetto sul legame proteico di digossina, fenitoina, cumarina, warfarin o indometacina.
Effetti di altri medicamenti su Norvasc
Cimetidina: la somministrazione concomitante di amlodipina e cimetidina non altera la farmacocinetica di amlodipina.
Alluminio/magnesio (antiacidi): la somministrazione concomitante di antiacidi a base di alluminio/magnesio e una dose singola di amlodipina non ha avuto alcun effetto significativo sulla farmacocinetica di amlodipina.
Sildenafil: una dose singola di sildenafil (100 mg) in soggetti con ipertensione essenziale non ha influito sui parametri farmacocinetici di amlodipina. Quando amlodipina e sildenafil sono stati somministrati in combinazione, ciascun principio attivo ha esercitato indipendentemente il proprio effetto antipertensivo.
Inibitori del CYP3A4: l'utilizzo concomitante di 180 mg di diltiazem al giorno e 5 mg di amlodipina in pazienti ipertesi anziani (tra i 69 e gli 87 anni) ha portato a un aumento del 57% della disponibilità sistemica di amlodipina. L'utilizzo concomitante di eritromicina in volontari sani (tra i 18 e i 43 anni) non ha alterato significativamente la disponibilità sistemica di amlodipina (aumento dell'AUC del 22%). Gli inibitori forti del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir) possono aumentare i livelli plasmatici di amlodipina in misura maggiore che diltiazem. La rilevanza clinica delle osservazioni citate non è chiara. Tuttavia amlodipina, in combinazione con inibitori del CYP3A4, deve essere utilizzata con particolare cautela, soprattutto nei pazienti anziani.
Claritromicina: poiché claritromicina è un inibitore del CYP3A4, nei pazienti che ricevono claritromicina in concomitanza con amlodipina, vi è un rischio aumentato di ipotensione. Durante la somministrazione concomitante di amlodipina e claritromicina è indicato un attento monitoraggio dei pazienti.
Induttori del CYP3A4: non sono disponibili dati sull'azione degli induttori del CYP3A4 su amlodipina. L'utilizzo concomitante degli induttori del CYP3A4 (ad es. rifampicina, erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]) potrebbe determinare ridotti livelli plasmatici di amlodipina. Amlodipina pertanto deve essere utilizzata con cautela quando la somministrazione avviene in concomitanza con induttori del CYP3A4.
Gravidanza/Allattamento
Sino a oggi non sono disponibili studi sull'utilizzo sicuro di amlodipina nelle donne in gravidanza o in allattamento.
Gravidanza
Studi sulla funzione riproduttiva negli animali hanno mostrato effetti sul parto e sul travaglio solo a livelli che superavano più volte la posologia umana massima raccomandata (cfr. «Dati preclinici – Tossicità per la riproduzione»).
Amlodipina non deve essere utilizzata durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario.
Allattamento
Le esperienze nell'uomo mostrano che amlodipina è escreta nel latte materno. In 31 madri in allattamento con ipertensione indotta dalla gravidanza si è evidenziato un rapporto mediano della concentrazione di amlodipina dello 0.85 (latte/plasma) a seguito della somministrazione di amlodipina. Le pazienti sono state trattate con una dose iniziale di 5 mg di amlodipina una volta al giorno, aggiustata al bisogno. La dose media giornaliera aggiustata in base al peso corporeo era di 6 mg o 98.7 µg/kg. Per il lattante si è stimata con l'allattamento una dose giornaliera di amlodipina di 4.17 µg/kg.
Se durante l'allattamento si rende necessario l'utilizzo di amlodipina, sospendere l'allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati sull'effetto di amlodipina sulla fertilità nell'uomo. Studi sugli animali non hanno riportato evidenze di effetti dannosi (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
A causa di possibili effetti collaterali, quali capogiro, cefalea, sonnolenza o disturbi della vista, amlodipina può compromettere la capacità di reazione, la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare attrezzi e macchine.
Effetti indesiderati
Amlodipina è ben tollerata. Gli effetti indesiderati sono elencati secondo la classificazione organica e in ordine di frequenza in base alle seguenti definizioni: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1'000, <1/100), raro (≥1/10'000, <1/1'000); molto raro (<1/10'000).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro: leucocitopenia, trombocitopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni allergiche.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro: iperglicemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: depressione, insonnia, alterazioni dell'umore (inclusa ansia).
Raro: confusione.
Patologie del sistema nervoso
Comune: capogiro, cefalea, sonnolenza.
Non comune: tremore, patologie del gusto, sincope, ipoestesie, parestesie.
Molto raro: ipertonia, neuropatia periferica.
In singoli casi: disturbo extrapiramidale.
Patologie dell'occhio
Comune: disturbi della vista (inclusa diplopia).
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: tinnito.
Patologie cardiache
Comune: palpitazioni.
Non comune: aritmia (incluse bradicardia, tachicardia ventricolare e fibrillazione atriale).
Molto raro: infarto miocardico.
Patologie vascolari
Comune: arrossamento al viso.
Non comune: ipotensione.
Molto raro: vasculite.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea.
Non comune: tosse, rinite.
Patologie gastrointestinali
Comune: dolore addominale, nausea, dispepsia, cambiamento delle abitudini intestinali (incluse diarrea e stitichezza).
Non comune: vomito, bocca secca.
Molto raro: pancreatite, gastrite, iperplasia gengivale.
Patologie epatobiliari
Molto raro: epatite, ittero, enzimi epatici aumentati (di solito accompagnati da colestasi).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: alopecia, porpora, alterazione del colore della pelle, iperidrosi, prurito, eruzione cutanea, esantema, orticaria.
Molto raro: angioedema, eritema multiforme, dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson, fotosensibilità.
Non nota: necrolisi epidermica tossica.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: tumefazione della caviglia, crampi muscolari.
Non comune: artralgia, mialgia, dolore dorsale.
Patologie renali e urinarie
Non comune: disturbo della minzione aggravato, nicturia, pollachiuria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: disfunzione erettile, ginecomastia.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: edema (11.1%).
Comune: stanchezza, astenia.
Non comune: dolore, malessere, dolore toracico.
Esami diagnostici
Non comune: aumento ponderale, perdita di peso.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I dati disponibili suggeriscono che un forte sovradosaggio possa causare marcata vasodilatazione periferica e possibile tachicardia di riflesso. È stata descritta un'evidente ipotensione sistemica prolungata fino a shock con esito fatale. Raramente è stato segnalato edema polmonare non cardiogeno come conseguenza di un sovradosaggio di amlodipina che può manifestarsi con un esordio ritardato (24-48 ore dopo l'ingestione) e richiedere supporto ventilatorio. Le misure rianimatorie precoci (incluso il sovraccarico di liquidi) per mantenere la perfusione e la gittata cardiaca possono essere fattori precipitanti.
Trattamento
Con la somministrazione di carbone attivo a volontari sani direttamente o sino a due ore dopo l'assunzione di 10 mg di amlodipina, è stato possibile ridurre significativamente l'assorbimento di amlodipina.
In determinati casi può risultare utile la lavanda gastrica, che è raccomandata nel rispetto delle consuete precauzioni di sicurezza.
Un'ipotensione clinicamente significativa, dovuta a sovradosaggio di amlodipina, richiede l'adozione di misure immediate a supporto del sistema cardiovascolare: monitoraggio frequente delle funzioni cardiache e respiratorie, del volume circolante e dell'escrezione renale, unitamente all'elevazione degli arti inferiori. La somministrazione di farmaci vasocostrittori può risultare utile a supporto del tono vascolare e della pressione arteriosa, purché i vasocostrittori non siano controindicati. La somministrazione per via endovenosa di gluconato di calcio può rivelarsi utile nel neutralizzare gli effetti dei calcioantagonisti.
Dal momento che amlodipina è fortemente legata alle proteine, è improbabile che la dialisi risulti efficace.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
C08CA01
Meccanismo d'azione
L'effetto antipertensivo di amlodipina è dovuto all'azione rilassante diretta sulle cellule muscolari lisce dei vasi.
L'esatto meccanismo dell'effetto antischemico non è ancora del tutto chiaro. È noto che amlodipina previene gli attacchi di angina pectoris nei seguenti due modi:
- Amlodipina dilata le arteriole periferiche riducendo così le resistenze periferiche totali («afterload») alle quali si oppone il lavoro del cuore. Poiché la frequenza cardiaca rimane stabile, questa riduzione di lavoro riduce il consumo di energia e il fabbisogno di ossigeno da parte del miocardio.
- Il meccanismo d'azione di amlodipina probabilmente include la dilatazione delle principali arterie coronarie e delle arteriole coronariche, sia nelle regioni sane che in quelle ischemiche. Tale dilatazione vascolare migliora l'apporto di ossigeno al miocardio in pazienti con spasmi delle arterie coronariche (angina di Prinzmetal o vasospastica) e riduce la vasocostrizione coronarica indotta da fumo.
Farmacodinamica
Amlodipina impedisce l'afflusso transmembrana degli ioni di calcio nelle cellule muscolari del cuore e nelle cellule muscolari lisce vascolari, ossia amlodipina blocca i canali lenti («slow channel blocker») e agisce da calcioantagonista.
Efficacia clinica
Nei pazienti con ipertensione la posologia da una dose al giorno determina una riduzione clinicamente significativa della pressione arteriosa nell'arco delle 24 h, sia in posizione sdraiata che eretta. L'effetto si manifesta lentamente.
Nei pazienti anginosi, la somministrazione di una dose al giorno di amlodipina aumenta il tempo di sforzo totale, il tempo di insorgenza di un attacco e il tempo di riduzione di 1 mm del segmento ST. Inoltre diminuisce la frequenza degli attacchi e il consumo di nitroglicerina.
Uso in pazienti con insufficienza cardiaca
Studi emodinamici e studi clinici controllati basati sullo sforzo hanno mostrato che amlodipina non peggiora il quadro clinico di pazienti con insufficienza cardiaca di classe NYHA II-IV in base alla tolleranza allo sforzo misurata, alla frazione di eiezione ventricolare sinistra e alla sintomatologia clinica (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Farmacocinetica
Assorbimento
Dopo l'assunzione di dosi terapeutiche, amlodipina viene ben assorbita a prescindere dal consumo di cibo, con concentrazioni di picco raggiunte entro le 6-12 ore. La biodisponibilità assoluta nell'uomo è pari al 64-80% circa. Le concentrazioni allo stato stazionario vengono raggiunte in 7-8 giorni di utilizzo.
Distribuzione
Il volume di distribuzione è circa 21 l/kg. In vitro è stato possibile mostrare che circa il 97.5% dell'amlodipina circolante si lega alle proteine plasmatiche.
Metabolismo
Il metabolismo di amlodipina è mediato principalmente dagli isoenzimi del citocromo P450(CYP) 3A4 (via principale). La clearance di amlodipina è ridotta e non sono state dimostrate interazioni clinicamente rilevanti con inibitori moderati del CYP3A4 (diltiazem) o sostanze che inducono il metabolismo mediante il CYP3A4. Non sono stati condotti studi di interazione con inibitori più potenti del CYP3A4 (ad es. ketoconazolo, itraconazolo o ritonavir) o induttori (ad es. rifampicina).
Amlodipina viene metabolizzata principalmente in metaboliti inattivi.
Eliminazione
Vengono eliminati nell'urina il 10% della sostanza immodificata e il 60% dei metaboliti. L'emivita plasmatica terminale è pari a 35-50 ore e consente la posologia di una dose giornaliera.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Il tempo di raggiungimento delle concentrazioni plasmatiche massime è uguale nei pazienti anziani e giovani. Nei pazienti anziani, la clearance di amlodipina appare ridotta, con conseguente aumento dell'AUC e dell'emivita di eliminazione. L'aumento dell'AUC e dell'emivita di eliminazione nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica è risultato in linea con quanto atteso rispetto alla fascia d'età esaminata (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
Dati preclinici
Mutagenicità
Studi sulla mutagenicità non hanno mostrato alcun effetto correlato al principio attivo né a livello genetico, né cromosomico.
Cancerogenicità
Dopo due anni di trattamento con amlodipina nel cibo a concentrazioni che fornivano una dose giornaliera di 0.5, 1.25 e 2.5 mg/kg/giorno, nei ratti e nei topi non si sono rilevati segni di cancerogenicità. La dose massima (per i topi analoga alla dose clinica massima raccomandata di 10 mg su base mg/m2, per i ratti il doppio*) era prossima alla dose massima di tolleranza nei topi, ma non nei ratti.
Tossicità per la riproduzione
La fertilità dei ratti non è risultata influenzata dal trattamento con amlodipina (i maschi per 64 giorni e le femmine per 14 giorni prima dell'accoppiamento) a dosi massime di 10 mg/kg/giorno (8 volte* la dose umana massima raccomandata di 10 mg su base mg/m2).
In studi sulla funzione riproduttiva, ratti trattati con amlodipina (con 50 volte la dose massima raccomandata nell'uomo) hanno mostrato ritardo nel parto e un prolungamento del travaglio.
* In base a un peso del paziente di 50 kg.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Non nota.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
50044 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Viatris Pharma GmbH, 6312 Steinhausen.
Stato dell'informazione
Aprile 2023.
[Version 102 I]
2361 — 12/03/2025