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NOVALGIN gouttes 0.5 g/ml

Opella Healthcare Switzerland AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

AVVERTENZA IMPORTANTE: AGRANULOCITOSI INDOTTA DAL METAMIZOLO E AUMENTO DELL’EMATOTOSSICITÀ IN ASSOCIAZIONE CON METOTRESSATO

Il trattamento con metamizolo può causare agranulocitosi, che può essere fatale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). L'agranulocitosi può insorgere anche se in passato l'assunzione di metamizolo è avvenuta senza complicanze.

L'agranulocitosi causata da metamizolo è un effetto collaterale idiosincratico. Non è dose-dipendente e può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o anche poco dopo la sua interruzione.

I pazienti devono essere istruiti a interrompere il trattamento e consultare immediatamente un medico in caso di sintomi indicativi di agranulocitosi (ad es. febbre, brividi, mal di gola e dolorose alterazioni della mucosa, in particolare nella bocca, nel naso, nella gola o nella zona genitale o anale).

Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di agranulocitosi possono passare inosservati. Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti che ricevono una terapia antibiotica.

La somministrazione concomitante di metamizolo e metotressato può potenziare l’effetto ematotossico del metotressato, in particolare nei pazienti anziani. Pertanto, si deve evitare la co-somministrazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»).

Se si manifestano segni e sintomi che suggeriscono agranulocitosi, si deve eseguire immediatamente un emocromo completo (inclusa la conta differenziale) e interrompere il trattamento fino a quando non saranno disponibili i risultati. Una volta confermata l’agranulocitosi, il trattamento non deve essere ripreso (cfr. «Controindicazioni»).

Novalgin® soluzione in gocce

Opella Healthcare Switzerland AG

Composizione

Principi attivi

Metamizolo sodico (Novaminsulfon, dipirone). Il metamizolo è un derivato pirazolonico.

Sostanze ausiliarie

Diidrogeno fosfato di sodio, idrogenofosfato di disodio dodecaidrato, saccarina sodica diidrata, aromi, acqua depurata.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 ml (= 20 gocce) contiene 500 mg di metamizolo sodico 1 H2O.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

  • Dolore intenso in cui gli altri analgesici non oppioidi sono inefficaci o controindicati.
  • Febbre alta che non risponde ad altre misure farmacologiche.

Posologia/Impiego

Il dosaggio e l'uso dipendono dall'effetto analgesico desiderato e dalle condizioni del paziente. In molti casi, la somministrazione orale o rettale consente di ottenere un'analgesia sufficiente. Nella scelta del medicamento, tenere in considerazione il fatto che la somministrazione parenterale è associata a un maggior rischio di reazioni anafilattiche/anafilattoidi.

Adulti: la dose singola normale è di 500-1000 mg; la dose giornaliera è compresa tra 1000 e 3000 (max. 4000) mg, suddivisa in 3-4 dosi/24 ore, ovvero una dose singola di 20-40 gocce e una dose massima giornaliera di 40 gocce 4 volte/die.

Bambini: Novalgin gocce è adatto anche ai bambini. Novalgin deve essere prescritto a neonati e bambini piccoli solo in casi individuali previa valutazione critica dei suoi benefici. Il dosaggio (1 ml di soluzione = 20 gocce) dipende dal peso corporeo (cfr. «Controindicazioni»).

Peso corporeo

Età (ca.)

Dose singola

Dose massima giornaliera

46–53 kg

13-14 anni

15-35 gocce

35 gocce 4 volte/die

31–45 kg

10-12 anni

10-30 gocce

30 gocce 4 volte/die

24–30 kg

7-9 anni

8-20 gocce

20 gocce 4 volte/die

16–23 kg

4-6 anni

5-15 gocce

15 gocce 4 volte/die

9–15 kg

1-3 anni

3-10 gocce

10 gocce 4 volte/die

5–8 kg

3-11 mesi

2-5 gocce

5 gocce 4 volte/die

Insufficienza renale ed epatica: in presenza di insufficienza renale o epatica si raccomanda di evitare dosi elevate di metamizolo poiché in questi casi l'eliminazione è ridotta. Tuttavia, non è necessario ridurre il dosaggio per il trattamento a breve termine. Non esistono dati relativi al trattamento a lungo termine di pazienti con insufficienza renale ed epatica.

Pazienti anziani/in cattive condizioni di salute: nei pazienti anziani e nei pazienti in cattive condizioni fisiche generali occorre tenere in considerazione il rischio di peggioramento della funzionalità renale ed epatica.

Controindicazioni

Novalgin non deve essere utilizzato in caso di

  • ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi sostanza ausiliaria in base alla composizione;
  • allergia ad altri pirazoloni (ad es. fenazone, propifenazone) o pirazolidine (ad es. fenilbutazone) nonché, ad esempio, reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) dopo assunzione di tali principi attivi;
  • anamnesi di agranulocitosi indotta dal metamizolo, da altri pirazoloni o da pirazolidine;
  • broncospasmo o altre reazioni anafilattoidi (ad es. orticaria, rinite, angioedema) dopo l'assunzione di analgesici quali salicilati, paracetamolo, diclofenac, ibuprofene, indometacina e naprossene;
  • funzionalità limitata del midollo osseo o disturbi dell'ematopoiesi;
  • porfiria epatica;
  • carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi;
  • neonati di età inferiore a 3 mesi o di peso inferiore a 5 kg.

Gravidanza e allattamento: cfr. «Gravidanza, allattamento».

Avvertenze e misure precauzionali

L'impiego è sconsigliato in caso di grave insufficienza epatica o renale poiché non vi è sufficiente esperienza in queste situazioni.

I principali effetti indesiderati di Novalgin sono dovuti a reazioni di ipersensibilità.

Agranulocitosi

Il trattamento con metamizolo può causare agranulocitosi, che può essere fatale (vedere «Effetti indesiderati»). L'agranulocitosi può insorgere anche se in passato l'assunzione di metamizolo è avvenuta senza complicanze.

L'agranulocitosi causata da metamizolo è un effetto collaterale idiosincratico. Non è dose-dipendente e può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o anche poco dopo la sua interruzione.

I pazienti devono essere istruiti a interrompere il trattamento e consultare immediatamente un medico in caso di comparsa di sintomi indicativi di agranulocitosi (ad es. febbre, brividi, mal di gola e dolorose alterazioni della mucosa, in particolare nella bocca, nel naso, nella gola o nella zona genitale o anale).

Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di agranulocitosi possono passare inosservati. Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti che ricevono una terapia antibiotica.

Se si manifestano segni e sintomi che suggeriscono agranulocitosi, si deve eseguire immediatamente un emocromo completo (inclusa la conta differenziale) e interrompere il trattamento fino a quando non saranno disponibili i risultati. Una volta confermata l'agranulocitosi, il trattamento non deve essere ripreso (cfr. «Controindicazioni»).

Interazione con il metotressato

Occorre evitare l'assunzione concomitante di metamizolo e metotressato, perché potrebbe verificarsi un'interazione (cfr. «Interazioni»).

Pancitopenia

In caso di pancitopenia, occorre interrompere immediatamente il trattamento e monitorare l'emocromo completo fino a quando i valori non saranno rientrati nella normalità.

Tutti i pazienti trattati con metamizolo devono essere avvisati di rivolgersi immediatamente al medico se manifestano segni e sintomi suggestivi di una discrasia ematica quali malessere generale, segni di infezione, febbre persistente, ecchimosi, emorragie o pallore.

Shock anafilattico

Questa reazione si manifesta principalmente in pazienti sensibili. Pertanto, il metamizolo deve essere prescritto con cautela nei pazienti asmatici o con manifestazioni atopiche (cfr. «Controindicazioni»).

In caso di shock anafilattico, avviare un trattamento antiallergico nell'ambito dell'intervento di emergenza (stato di shock, eventualmente adrenalina s.c. o anche e.v., medicamenti antiasmatici, corticosteroidi, ecc.). Interrompere immediatamente e definitivamente la somministrazione di Novalgin come anche di tutti gli eventuali altri pirazoloni/pirazolidine.

Reazioni anafilattiche/anafilattoidi

Nella scelta della modalità di somministrazione, tenere in considerazione il fatto che la somministrazione parenterale è associata a un maggior rischio di reazioni anafilattiche/anafilattoidi.

I seguenti pazienti sono particolarmente a rischio di possibili reazioni anafilattoidi gravi al metamizolo (cfr. «Controindicazioni»):

  • pazienti con asma bronchiale, in particolare con rinosinusite poliposa concomitante;
  • pazienti con orticaria cronica;
  • pazienti con intolleranza all'alcol;
  • pazienti con intolleranza ai coloranti (es. tartrazina) e ai conservanti.

Reazioni cutanee gravi

In associazione al trattamento con metamizolo sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), tra cui la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (NET), la reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono mettere a rischio di vita o avere esito fatale.

I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi ed essere monitorati attentamente per rilevare eventuali reazioni cutanee.

Qualora si verificassero segni e sintomi suggestivi di tali reazioni, interrompere immediatamente l'assunzione di metamizolo e non riprendere più il trattamento con lo stesso (cfr. «Controindicazioni»).

I pazienti devono essere informati di questi segni e sintomi ed essere monitorati attentamente, soprattutto nelle prime settimane di trattamento.

Reazioni ipotensive isolate

La somministrazione di metamizolo può causare isolati casi di reazioni ipotensive (cfr. «Effetti indesiderati»). Queste reazioni possono essere dose-dipendenti ed è più probabile che si verifichino in seguito a somministrazione parenterale. Per evitare gravi reazioni ipotensive di questo tipo, adottare le seguenti misure:

  • lenta somministrazione dell'iniezione endovenosa;
  • ottimizzazione dello stato emodinamico in pazienti con ipotensione preesistente associata a deplezione di volume, disidratazione, instabilità circolatoria o insufficienza circolatoria incipiente;
  • esercitare cautela nei pazienti con febbre alta.

In questi pazienti è necessario valutare attentamente l'impiego di metamizolo e utilizzarlo sotto controllo medico. Al fine di ridurre il rischio di reazioni ipotensive, potrebbero essere necessarie misure preventive (per stabilizzare la circolazione ematica).

Nei pazienti in cui è assolutamente necessario evitare un calo della pressione arteriosa (ad esempio a causa di una grave coronaropatia o di stenosi rilevanti dei vasi sanguigni che irrorano l'SNC), il metamizolo deve essere somministrato solo sotto stretto monitoraggio emodinamico.

In caso di insufficienza renale o epatica si raccomanda di non somministrare dosi elevate di metamizolo.

L'iniezione endovenosa deve essere somministrata molto lentamente (max. 1 ml/min) per garantire che l'iniezione possa essere interrotta al primo segno di reazione anafilattica/anafilattoide e per ridurre al minimo il rischio di reazioni ipotensive isolate.

Danno epatico da medicamenti

Nei pazienti trattati con metamizolo sono stati segnalati casi di epatite acuta di tipo prevalentemente epatocellulare con insorgenza da qualche giorno a qualche mese dopo l'avvio della terapia. I segni e sintomi includono elevati livelli di enzimi epatici sierici con o senza ittero, spesso associati ad altre reazioni di ipersensibilità correlate al medicamento (ad esempio eruzione cutanea, discrasia ematica, febbre ed eosinofilia) o a caratteristiche di epatite autoimmune. La maggior parte dei pazienti si è ristabilita dopo la sospensione del metamizolo. Tuttavia, in casi isolati è stata segnalata la progressione verso l'insufficienza epatica acuta che ha reso necessario un trapianto di fegato.

Il meccanismo del danno epatico causato dal metamizolo non è ancora stato chiarito, ma i dati indicano un meccanismo immunoallergico.

I pazienti devono essere avvisati di contattare il medico se manifestano sintomi suggestivi di danno epatico. In questi pazienti, è necessario interrompere la somministrazione di metamizolo e controllare la funzionalità epatica.

Il trattamento con metamizolo non deve essere riavviato nei pazienti con un episodio di danno epatico insorto durante la terapia con metamizolo per il quale non è stata identificata alcuna altra causa.

Interazioni

Metotressato

Il trattamento concomitante con metamizolo e metotressato può aumentare l'ematotossicità del metotressato, soprattutto nei pazienti anziani. Pertanto, è opportuno evitare l'associazione di questi medicamenti.

Acido acetilsalicilico (aspirina)

L'assunzione concomitante di metamizolo e acido acetilsalicilico può indebolire l'effetto antiaggregante piastrinico dell'acido acetilsalicilico. Pertanto, tale associazione deve essere valutata con cautela nei pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico per la cardioprotezione.

Induzione farmacocinetica degli enzimi metabolizzanti

Il metamizolo può indurre gli enzimi metabolizzanti, in particolare CYP2B6 e CYP3A4.

La somministrazione concomitante di metamizolo con bupropione, efavirenz, metadone, valproato, ciclosporina, tacrolimus o sertralina può comportare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di questi medicamenti e una potenziale diminuzione dell'efficacia clinica. Pertanto, si consiglia cautela quando il metamizolo viene somministrato in concomitanza; è necessario monitorare adeguatamente la risposta clinica e/o i livelli dei medicamenti.

Nei pazienti in trattamento con metamizolo è stata segnalata interferenza con i test di laboratorio basati sulla reazione di Trinder e/o su reazioni simili a Trinder (ad esempio gli esami che misurano i livelli sierici di creatinina, i trigliceridi, il colesterolo HDL e l'acido urico).

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno evidenziato alcun rischio per il feto; tuttavia, non esistono studi controllati sulle donne in gravidanza. Novalgin, pertanto, non deve essere utilizzato nel primo trimestre di gravidanza. Nel secondo trimestre, Novalgin non deve essere somministrato se non in caso di assoluta necessità. Sebbene il metamizolo sia un debole inibitore della sintesi delle prostaglandine, l'uso di Novalgin è controindicato nell'ultimo trimestre di gravidanza a causa del rischio di chiusura prematura del dotto arterioso di Botallo, e non possono essere escluse complicanze perinatali dovute al peggioramento dell'aggregazione piastrinica materna e neonatale.

Allattamento

I metaboliti del metamizolo passano nel latte materno. Pertanto Novalgin non deve essere usato durante l'allattamento. Non bisogna allattare al seno per fino a 48 ore dopo la somministrazione di Novalgin.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Questo medicamento può ridurre la capacità di reazione, la capacità di condurre un veicolo e la capacità di utilizzare attrezzi o macchine!

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza in base alla seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro (≥1/10'000, <1/1000): leucopenia.

Molto raro (<1/10'000): agranulocitosi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), compresi casi con esito fatale, trombocitopenia.

Non nota: anemia aplastica, pancitopenia compresi casi con esito fatale.

Trombocitopenia (riduzione della conta piastrinica) molto rara, che si manifesta con aumento della predisposizione al sanguinamento e/o petecchie su cute e mucose.

L'anemia aplastica, l'agranulocitosi o la pancitopenia (anche con esito fatale), la leucopenia e la trombocitopenia devono essere considerate reazioni immunologiche. Possono verificarsi anche se il metamizolo era già stato somministrato al paziente in precedenza senza complicanze.

Disturbi del sistema immunitario

Raro (≥1/10'000, <1/1000): reazioni anafilattoidi o anafilattiche*.

Molto raro (<1/10'000): sindrome asmatica causata da analgesici.

Non nota: shock anafilattico*.

*Queste reazioni possono verificarsi soprattutto dopo la somministrazione parenterale e possono essere da gravi a potenzialmente letali e, in alcuni casi, condurre al decesso. Possono verificarsi anche se il metamizolo era già stato somministrato al paziente in precedenza senza complicanze.

Il metamizolo può causare uno shock anafilattico come anche reazioni anafilattiche/anafilattoidi che, a volte, possono essere gravi, mettere a rischio di vita o condurre al decesso del paziente.

Le reazioni anafilattiche/anafilattoidi possono manifestarsi immediatamente o varie ore dopo la somministrazione. Generalmente, tuttavia, si verificano entro un'ora dalla somministrazione. Possono verificarsi anche se Novalgin era già stato precedentemente tollerato senza complicanze.

Includono reazioni della cute e delle mucose (come prurito, sensazione di bruciore, arrossamento cutaneo, orticaria e gonfiore), dispnea e, più raramente, disturbi gastrointestinali, orticaria generalizzata, angioedema, broncospasmo, aritmie cardiache, coronaropatie («sindrome di Kounis»), calo della pressione arteriosa (talvolta preceduto da un aumento della stessa) e shock circolatorio. Nei pazienti con intolleranza agli analgesici che soffrono di sindrome asmatica, queste reazioni si manifestano tipicamente sotto forma di attacchi d'asma.

Le reazioni anafilattiche/anafilattoidi possono avere esito fatale.

Pertanto, Novalgin deve essere sospeso immediatamente in caso di reazioni cutanee.

Patologie cardiache

Non nota: Sindrome di Kounis.

Cfr. la rubrica «Disturbi del sistema immunitario».

Patologie vascolari

Non comune (≥1/1000, <1/100): reazioni ipotensive isolate. Occasionalmente, durante (soluzione iniettabile) o dopo la somministrazione (soluzione iniettabile, compresse, gocce) del medicamento possono verificarsi reazioni ipotensive transitorie e isolate con un calo critico della pressione arteriosa. Queste reazioni non sono accompagnate da altri segni di reazione anafilattica/anafilattoide. Simili reazioni possono causare un grave calo della pressione arteriosa. L'iniezione endovenosa rapida aumenta il rischio di una reazione ipotensiva.

Anche l'iperpiressia può essere accompagnata, a seconda del dosaggio, da un calo critico della pressione arteriosa senza ulteriori segni di ipersensibilità.

Patologie gastrointestinali

Non nota: emorragie, ulcere e perforazioni gastrointestinali.

Patologie epatobiliari

Non nota: danni epatici causati dal medicamento, tra cui epatite acuta, ittero, aumento dei livelli di enzimi epatici (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

In associazione al trattamento con metamizolo sono state segnalate reazioni avverse cutanee gravi (SCAR), tra cui la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (NET), la reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non comune (≥1/1000, <1/100): esantema fisso da medicamenti.

Raro (≥1/10'000, <1/1000): eruzioni cutanee (ad es. esantema maculopapulare).

Molto raro (<1/10'000): possono verificarsi reazioni allergiche gravi, a volte potenzialmente letali, come patologie cutanee e delle mucose con formazione di vesciche (sindrome di Stevens-Johnson [SJS] o necrolisi epidermica tossica [NET]).

Se si verificano reazioni cutanee o di ipersensibilità, Novalgin deve essere interrotto immediatamente (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Non nota: reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Patologie renali e urinarie

Molto raro (<1/10'000): Può verificarsi un peggioramento acuto della funzionalità renale (insufficienza renale acuta), soprattutto in presenza di un disturbo renale pregresso. In alcuni casi possono verificarsi contemporaneamente oliguria, anuria o proteinuria.

Non nota: nefrite interstiziale acuta.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

È stata osservata una colorazione rossastra delle urine potenzialmente dovuta all'acido rubazonico, un prodotto di degradazione innocuo del metamizolo prodotto in piccole quantità.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Segni e sintomi

In caso di posologia eccessiva possono comparire i seguenti sintomi: nausea, vomito, dolori addominali, peggioramento della funzionalità renale/insufficienza renale acuta (ad es. dovuta a nefrite interstiziale) e, più raramente, sintomi a carico dell'SNC (stordimento mentale, sonnolenza, coma, convulsioni) e calo della pressione arteriosa (che talvolta progredisce fino allo shock) nonché aritmie cardiache (tachicardia). Dopo la somministrazione di dosi elevate, l'escrezione di metaboliti innocui (acido rubazonico) può conferire una colorazione rossastra alle urine.

Terapia

Non è noto un antidoto specifico per il metamizolo. Se la sostanza è stata appena assunta, è opportuno eliminare la sostanza non assorbita (gastrolusi, carbone attivo). Il metabolita principale (4-N-metilamminoantipirina) può essere eliminato mediante emoperfusione, emodialisi, emofiltrazione o plasmaferesi.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BB02

Meccanismo d'azione

Il metamizolo ha effetti analgesici, spasmolitici e antipiretici. L'effetto analgesico è dovuto all'interazione centrale e periferica dei suoi principali metaboliti con i nocirecettori. L'effetto spasmolitico si basa sulla riduzione dell'eccitabilità della muscolatura liscia periferica, mentre l'effetto antipiretico è dovuto all'influsso sul centro termoregolatore ipotalamico e alla stimolazione di una maggiore dispersione di calore.

Farmacodinamica

Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».

Efficacia clinica

Nessun dato.

Farmacocinetica

Assorbimento

Il metamizolo è in realtà un profarmaco che viene idrolizzato nel tratto gastrointestinale in 4-metilamminoantipirina dopo somministrazione orale o parentale. Dopo somministrazione orale, l'assorbimento è rapido e quasi totale; dopo somministrazione rettale, l'assorbimento è leggermente più lento e varia da persona a persona. I metaboliti sono 4-formilantipirina e 4-amminoantipirina attiva, che viene successivamente acetilata a 4-acetilamminoantipirina. Questi 4 metaboliti, degli 8 conosciuti, rappresentano il 65-70% della dose totale somministrata e vengono in gran parte escreti per via renale.

Distribuzione

Il metamizolo stesso non è rilevabile nel plasma o nelle urine dopo somministrazione orale. I metaboliti del metamizolo vengono escreti nel latte materno e sono rilevabili fino a 48 ore dopo l'assunzione. Sono rilevabili anche nella saliva. I dati sull'assorbimento, sul legame con le proteine plasmatiche e sull'eliminazione sono riepilogati nella tabella seguente.

 

Cmax

mg/l

Tmax

h

h

Legame con le proteine plasmatiche %

Clearance

ml/min

Escrezione urinaria

% vs. metamizolo

4-metilamminoantipirina

10,5

1,4

3,3

58

4,0

2,8

4-formilamminoantipirina

2,1

7,2

10,1

18

39,3

12,7

4-amminoantipirina

 

 

 

 

 

 

AL

2,7

6,7

5,5

48

30,7

6,4

AR

1,6

3,2

3,8

48

30,7

6,4

4-acetilamminoantipirina

 

 

 

 

 

 

AL

1,6

16,1

10,6

14

36,1

22,2

AR

4,4

10,0

10,6

14

36,1

22,2

AL: acetilatore lento

AR: acetilatore rapido

Metabolismo

Cfr. le rubriche «Assorbimento» e «Distribuzione».

Eliminazione

Cfr. la rubrica «Distribuzione».

L'escrezione urinaria è maggiore dopo la somministrazione endovenosa che dopo la somministrazione orale. In caso di insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), l'escrezione renale è ridotta e l'emivita di eliminazione della 4-metilamminoantipirina è prolungata.

Dati preclinici

Esistono evidenze di effetti mutageni del metamizolo e di esiti negativi. In diversi studi a lungo termine su ratti e topi non sono emerse evidenze di effetti cancerogeni. In due su tre studi a lungo termine condotti sui topi è stato osservato un aumento degli adenomi epatici a dosi elevate. Tuttavia, questi esiti non sono generalmente considerati rilevanti per gli esseri umani.

Gli studi sulla tossicità riproduttiva condotti su ratti e conigli non hanno evidenziato effetti teratogeni.

A dosaggi di 100 mg/kg e superiori si sono verificati effetti embrioletali. Nei ratti, dosi più elevate hanno comportato difficoltà nel parto e un aumento della mortalità di madri e prole.

I test di fertilità hanno evidenziato una leggera diminuzione della percentuale di gravidanze nella generazione dei genitori a dosaggi superiori a 250 mg/kg al giorno. La fertilità della generazione F1 non è stata compromessa.

Altre indicazioni

L'escrezione di un metabolita innocuo, l'acido rubazonico, può causare una colorazione rossastra delle urine che scompare al termine del trattamento.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Non utilizzare il flacone contagocce per più di 12 mesi dopo l'apertura.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Novalgin deve essere conservato a temperatura ambiente (15-25 °C).

Conservare i medicamenti fuori dalla portata dei bambini!

Numero dell'omologazione

16952 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

 Opella Healthcare Switzerland AG, Risch.

Stato dell'informazione

Marzo 2025.

3246229/06/2026