ZOLMITRIPTAN Spirig HC cpr 2.5 mg
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Zolmitriptan Spirig HC® 2.5, compresse
Composizione
Principi attivi
Zolmitriptan.
Sostanze ausiliarie
Mannitolo (E 421), cellulosa microcristallina, maltodestrina, silice colloidale anidra, crospovidone, sodio bicarbonato, acido citrico, saccarina sodica, aroma di mentolo con octenilsuccinatio di amido sodico (E 1450), magnesio stearato.
1 compressa contiene 1.295 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa contiene 2,5 mg di zolmitriptan.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Trattamento acuto degli attacchi di emicrania con o senza aura
Posologia/Impiego
Le compresse di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 devono essere deglutite intere con un po' d'acqua.
Adulti
La dose di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 raccomandata per il trattamento di un attacco di emicrania è di 2,5 mg.
Qualora i sintomi persistano o ricompaiano entro 24 ore, può essere efficace una seconda dose. Essa può essere assunta dopo almeno due ore dalla dose iniziale. Una netta efficacia si manifesta 1 ora dopo la somministrazione.
L'efficacia di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 è sostanzialmente indipendente dal momento dell'assunzione durante l'attacco. Si consiglia tuttavia di assumere Zolmitriptan Spirig HC 2.5 il prima possibile dall'inizio della cefalea emicranica.
Nell'arco di 24 ore non possono essere assunti più di 10 mg (=4 compresse Zolmitriptan Spirig HC 2.5).
Dose singola massima: 1 compressa.
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 è efficace anche nei casi di attacchi di emicrania correlati ad alterazioni ormonali durante la mestruazione.
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non è indicato per la profilassi dell'emicrania.
L'efficacia di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non è influenzata da sesso, età (vedere qui di seguito «Bambini» e «Pazienti anziani»), durata dell'attacco, nausea precedente la somministrazione o da altri medicamenti per la profilassi dell'emicrania.
Bambini (<12 anni)
Non sono disponibili dati sull'impiego di zolmitriptan nei bambini. Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non deve essere quindi impiegato in questa fascia d'età.
Adolescenti (12-17 anni)
L'efficacia di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 in pazienti di età compresa fra 12 e 17 anni non è stata dimostrata in uno studio clinico controllato con placebo. Pertanto, Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non deve essere impiegato in questa fascia d'età.
Pazienti anziani
La sicurezza e l'efficacia di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 in pazienti di età superiore a 65 anni non sono state valutate sistematicamente.
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio (vedere «Farmacocinetica»). Nei pazienti con insufficienza epatica grave si raccomanda una dose massima di 5 mg nelle 24 ore.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con un clearance della creatinina >15 ml/min (vedi «Farmacocinetica») non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio.
Controindicazioni
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo o a una delle sostanze ausiliarie del medicamento.
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non deve essere utilizzato nel trattamento dell'emicrania emiplegica o basilare.
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 è controindicato nei pazienti con la seguente anamnesi:
In caso di cardiopatia ischemica, storia di infarto miocardico, vasospasmo coronarico (angina di Prinzmetal) o ipertensione non sufficientemente controllata e storia di eventi cerebrovascolari (CVA) o di attacchi ischemici transitori (TIA).
Avvertenze e misure precauzionali
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 deve essere impiegato esclusivamente dopo diagnosi certa di emicrania.
Come con altre terapie dell'emicrania acuta, prima di somministrare Zolmitriptan Spirig HC 2.5 in pazienti non diagnosticati precedentemente come emicranici ed in pazienti emicranici che presentino sintomi atipici, vanno escluse altre patologie neurologiche potenzialmente serie.
Esistono segnalazioni di pazienti che hanno ricevuto gli agonisti dei recettori 5HT1B/1D per il trattamento di cefalee severe che si sono rivelate successivamente come manifestazione collaterale di un danno neurologico in sviluppo (disturbi della perfusione cerebrale, emorragia subaracnoidea). Occorre rilevare che i soggetti emicranici possono essere a rischio di determinate malattie cerebrovascolari, quali ad esempio disturbi della perfusione cerebrale, accidenti cerebrovascolari (ACV), TIA (attacco ischemico transitorio), emorragie cerebrali o subaracnoidee.
Se il paziente non risponde al primo trattamento con il dosaggio normale, è necessario verificare nuovamente la diagnosi prima di somministrare la seconda dose.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, Zolmitriptan Spirig HC 2.5 deve essere somministrato con cautela a pazienti con anamnesi di epilessia o lesioni cerebrali strutturali che abbassano la loro soglia convulsiva.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non deve essere somministrato, senza effettuare prima una valutazione, a pazienti per i quali sussista la possibilità di una cardiopatia non diagnosticata. Ciò vale soprattutto per donne in post-menopausa, uomini di età superiore a 40 anni e pazienti con fattori di rischio di una patologia coronarica.
Dopo la somministrazione di zolmitriptan sono state osservate sensazione di pesantezza, oppressione o costrizione al torace. Negli studi clinici, questi sintomi non erano tuttavia accompagnati da aritmie o da alterazioni ischemiche nell'ECG.
Se durante il trattamento compaiono sintomi indicativi di una cardiopatia ischemica, devono essere eseguiti adeguati accertamenti prima di proseguire la terapia.
Gli agonisti dei recettori 5HT1B/1D non devono essere somministrati a pazienti con sindrome di Wolff-Parkinson-White sintomatica o con aritmie associate ad altre vie accessorie della conduzione cardiaca.
Come con altri agonisti dei recettori 5HT1B/1D, sono stati descritti aumenti transitori della pressione arteriosa in pazienti con o senza storia di ipertensione; molto raramente questi incrementi pressori sono comparsi assieme a eventi clinici significativi.
Con l'ergotamina sono stati riferiti vasospasmi di lunga durata. Poiché questi effetti possono sommarsi, si sconsiglia l'assunzione concomitante di ergotamina e agonisti dei recettori 5HT1B/1D.
L'assunzione concomitante di triptani con altri medicamenti ad azione serotoninergica può causare in rari casi la sindrome serotoninergica come effetto farmacologico indesiderato potenzialmente letale.
La sindrome serotoninergica è caratterizzata da diverse combinazioni di singoli sintomi che possono comprendere tipicamente i seguenti sintomi: iperreflessia, tremore, mioclonia, alterazioni mentali come irrequietezza, paura, allucinazioni, irritabilità fino al delirio e al coma, nonché tachicardia, oscillazioni della pressione arteriosa, ipertermia, nausea, vomito, diarrea.
La sindrome serotoninergica può insorgere quando si assumono due o più medicamenti ad azione serotoninergica o quando si aumenta la dose (vedere la rubrica «Interazioni»).
Se è necessario il trattamento concomitante con Zolmitriptan Spirig HC 2.5 e un SSRI o un SNRI, si raccomanda di tenere il paziente sotto attenta osservazione, in particolare all'inizio del trattamento e in caso di aumenti di dose.
Dopo sospensione del medicamento ad azione serotoninergica si ottiene abitualmente un rapido miglioramento. Il trattamento della sindrome serotoninergica dipende dal tipo e dal grado di severità dei sintomi.
L'uso prolungato di qualsiasi antidolorifico per il trattamento della cefalea può peggiorare la sindrome. Se questa situazione si verifica o si sospetta, occorre sospendere il trattamento. La diagnosi di cefalea da abuso di medicamenti (Medication Overuse Headache) deve essere presa in considerazione nei pazienti con cefalea frequente o quotidiana, malgrado (o a causa di) uso regolare di medicamenti per il trattamento della cefalea.
La somministrazione concomitante di moclobemide, un inibitore selettivo delle MAO-A, causa un incremento di 3 volte dell'AUC del metabolita attivo e un incremento (26%) dell'AUC di zolmitriptan (vedere anche «Interazioni»). Pertanto, nei pazienti in terapia con un inibitore selettivo delle MAO-A o con un inibitore non selettivo delle MAO, si raccomanda un'assunzione massima di 5 mg nelle 24 ore.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente 'senza sodio'.
Interazioni
L'assunzione concomitante di triptani con altri medicamenti ad azione serotoninergica più o meno accentuata, fra i quali gli «inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina» (SSR), (per es. fluoxetina, paroxetina, sertralina), gli «inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina/noradrenalina (SNR) (per es. vanlafaxina, duloxetina), gli inibitori delle MAO, L-triptofano, litio, gli antidepressivi triciclici, può causare in rari casi la sindrome serotoninergica come effetto farmacologico indesiderato potenzialmente letale (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non vi sono segni di interazioni farmacocinetiche con caffeina, metoclopramide, selegilina, fluoxetina (20 mg/24 h), ergotamina, diidroergotamina, paracetamolo o pizotifene. Non sono stati valutati altri SSRI oltre alla fluoxetina.
Possono insorgere frequentemente effetti collaterali nell'uso concomitante di triptani e preparati vegetali contenenti l'erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum).
Esistono minime interazioni farmacocinetiche clinicamente non significative con rifampicina e propranololo. La somministrazione concomitante di propranololo (160 mg/giorno) per una settimana può causare un aumento di 1,5 volte della Cmax e dell'AUC di zolmitriptan. La Cmax e l'AUC del metabolita N-demetilato possono subire una riduzione risp. del 30% e del 15%. Dopo somministrazione concomitante di propranololo con zolmitriptan non si sono riscontrate interazioni sulla pressione arteriosa né sulla frequenza cardiaca.
Zolmitriptan viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450, soprattutto attraverso il CYP1A2.
Dopo somministrazione di cimetidina, un inibitore generale del sistema P450, l'emivita e l'AUC di zolmitriptan e del suo metabolita attivo sono risultate pressoché raddoppiate. Pertanto, nei pazienti che assumono cimetidina, si raccomanda una dose massima giornaliera di 5 mg di zolmitriptan.
In base al profilo di interazione di zolmitriptan, non può essere esclusa un'interazione con specifici inibitori dell'isoenzima CYP1A2 del P450. Pertanto, anche in caso di impiego concomitante di sostanze di questa classe (ad es. fluvoxamina e chinoloni) si raccomanda la stessa dose massima giornaliera.
Il metabolita inattivo principale di zolmitriptan, il derivato dell'acido indolacetico (2161W92), deriva dal metabolita attivo N-demetilato (N-demetil-zolmitriptan) attraverso l'attività della MAO-A. Ciò è stato dimostrato attraverso la somministrazione concomitante di moclobemide, un inibitore selettivo della MAO-A che ha causato una triplicazione dell'AUC del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan, mentre i livelli di zolmitriptan sono state solo minimamente influenzate (aumento del 26% dell'AUC). Pertanto, in caso di assunzione concomitante di un inibitore della MAO-A, non si deve superare la dose massima di 5 mg di Zolmitriptan Spirig HC 2.5 nelle 24 ore.
Le analisi su volontari condotte con Zolmitriptan ed ergotamina non hanno evidenziato alcuna interazione farmacocinetica o clinicamente significativa. Tuttavia, in considerazione della possibilità di un'azione vasocostrittiva additiva, si deve evitare il trattamento concomitante con derivati dell'ergotamina. Pertanto, nelle 24 ore precedenti e nelle 6 ore successive alla somministrazione di un agonista del recettore 5HT1B/1D, non si deve assumere alcun preparato contenente ergotamina.
Non si devono assumere altri agonisti del recettore 5HT1B/1D nelle 24 ore successive alla somministrazione di Zolmitriptan Spirig HC 2.5.
Gravidanza/Allattamento
La sicurezza di zolmitriptan nelle donne in gravidanza non è stata valutata. Negli studi sugli animali non sono stati riscontrati effetti teratogeni. Alcuni risultati da studi sull'embriotossicità suggeriscono tuttavia una ridotta capacità vitale degli embrioni. Zolmitriptan Spirig HC 2.5 non deve essere utilizzato in gravidanza, se non assolutamente necessario.
Gli studi sugli animali hanno dimostrato che zolmitriptan passa nel latte materno. Zolmitriptan deve essere quindi impiegato con cautela nelle madri che allattano al seno. Per la sicurezza del lattante, non si deve allattare durante le 24 ore successive all'assunzione di Zolmitriptan Spirig HC 2.5.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Zolmitriptan Spirig HC 2.5 può ridurre la capacità di condurre veicoli o impiegare macchine. Occorre tenere presente che può indurre sonnolenza.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono tipicamente lievi o moderati, transitori e regrediscono spontaneamente senza trattamento aggiuntivo.
I potenziali effetti indesiderati insorgono spesso nelle prime quattro ore e non aumentano dopo somministrazione ripetuta.
Questi effetti collaterali possono essere classificati come «comune» (>1/100, <1/10), «non comune» (>1/1'000, <1/100), «raro» (>1/10'000, <1/1'000) o «molto raro» (<1/10'000).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni di ipersensibilità, incluse anafilassi e reazioni anafilattoidi.
Patologie del sistema nervoso
Comune: vertigini, cefalea, sonnolenza, sensazione di calore, parestesia e iperestesia.
Patologie cardiache/Patologie vascolari
Comune: palpitazioni.
Non comune: tachicardia, aumento transitorio della pressione arteriosa.
Molto raro: infarto miocardico, angina pectoris, eventi cardiaci gravi in pazienti senza cardiopatia sottostante, vasospasmi coronarici.
Patologie gastrointestinali
Comune: dolori addominali, nausea, vomito, secchezza delle fauci, disfagia.
Molto raro: diarrea sanguinolenta, infarto o necrosi gastrointestinale, eventi ischemici gastrointestinali inclusa la colite ischemica, infarto splenico.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: orticaria, angioedema.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:
Comune: debolezza muscolare, mialgia.
Patologie renali e urinarie
Non comune: poliuria, frequenza urinaria aumentata.
Molto raro: urgenza urinaria.
Patologie sistemiche:
Comune: astenia, senso di pesantezza, costrizione, dolore o compressione alla gola, al collo, agli arti o al torace.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Nei soggetti che hanno ricevuto una dose orale di 50 mg è stata riscontrata comunemente sedazione.
L'emivita di eliminazione di zolmitriptan è compresa fra 2,5 e 3 ore (vedere «Farmacocinetica»). Pertanto, i pazienti che hanno assunto un dosaggio eccessivo devono essere monitorati per almeno 15 ore o finché persistono i segni e sintomi.
Non esiste un antidoto specifico per zolmitriptan. In caso di intossicazione grave, si raccomandano procedure di terapia intensiva, inclusa l'instaurazione ed il mantenimento della pervietà delle vie aeree, il supporto di un'adeguata ossigenazione e ventilazione, il monitoraggio ed il supporto del sistema cardiovascolare.
Non si conosce l'effetto dell'emodialisi e della dialisi peritoneale sulla concentrazione sierica di zolmitriptan.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02CC03
Meccanismo d'azione / Farmacodinamica
Negli studi preclinici è stato dimostrato che lo zolmitriptan è un agonista selettivo dei sottotipi dei recettori ricombinanti 5HT1D e 5HT1B nei vasi umani. Zolmitriptan presenta un'elevata affinità per i recettori 5HT1B/1D e una modesta affinità per i recettori 5HT1A. Zolmitriptan non possiede affinità significativa (secondo gli studi con radioligandi) né attività farmacologica nei confronti dei seguenti recettori: recettori 5HT2, 5HT3, 5HT4, alfa1-, alfa2-, beta1- adrenergeni, H1-, H2-istaminici, muscarinici, dopaminergici1, dopaminergici2.
Le strutture sensibili al dolore del cervello umano sono i vasi e il sistema vascolare della dura madre innervati dalle fibre afferenti del trigemino. Nei modelli animali, la somministrazione di zolmitriptan, come agonista con effetti sui recettori vascolari 5HT1, causa vasocostrizione con inibizione del rilascio di neuropeptidi (peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), peptide intestinale vasoattivo (VIP) e Sostanza P). Questi due meccanismi, la vasocostrizione e l'inibizione del rilascio di neuropeptidi, portano a un indebolimento dell'attacco emicranico, che si traduce in un'attenuazione del dolore entro 1 ora e in un miglioramento dei sintomi che accompagnano l'emicrania come nausea, vomito, fotofobia e fonofobia.
Oltre a questi effetti periferici, zolmitriptan possiede anche effetti sul sistema nervoso centrale, per cui vengono raggiunti sia i centri periferici sia i centri dell'emicrania nel tronco encefalico. Ciò potrebbe spiegare l'effetto costante nel corso di molteplici attacchi nello stesso paziente. La vasodilatazione deriva dall'attivazione di un arco riflesso che viene trasmesso attraverso le fibre trigeminali ortodromiche e attraverso l'innervazione parasimpatica della circolazione cerebrale con l'ausilio del rilascio di VIP come importante trasmettitore. Zolmitriptan inibisce questo arco riflesso e il rilascio di VIP.
Efficacia clinica
In 4 studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, è stata valutata l'efficacia di 1 mg, 2,5 mg e 5 mg di zolmitriptan nel trattamento acuto dell'emicrania. La risposta alla terapia con Zolmitriptan, definita come regressione della cefalea da grave/moderata a lieve/assente, è stata valutata dopo 1, 2 e 4 ore dall'assunzione. Si è valutato anche l'effetto di Zolmitriptan sui sintomi che accompagnano l'emicrania come nausea, fotofobia e fonofobia. In tutti gli studi si è confrontata l'efficacia di Zolmitriptan nel trattamento degli attacchi acuti di emicrania con il placebo.
I tassi di risposta 2 ore dopo l'assunzione di Zolmitriptan erano significativamente più alti rispetto al placebo (ad eccezione di quei pazienti che avevano assunto 1 mg di zolmitriptan).
In due studi, nei quali è stata valutata la dose da 1 mg di zolmitriptan, i tassi di risposta dopo 2 ore erano significativamente più elevati nel gruppo trattato con il dosaggio di 2,5 e 5 mg di zolmitriptan rispetto al gruppo trattato con il dosaggio di 1 mg. Fra i gruppi di dosaggio 2,5 e 5 mg di zolmitriptan non sussistevano tuttavia differenze statisticamente significative nell'endpoint primario (=tassi di risposta dopo 2 ore). I risultati degli studi menzionati sono riassunti nella seguente tabella.
Tassi di risposta 2 ore dopo la somministrazione di zolmitriptan negli studi controllati
Studio | Placebo | Dosaggi di zolmitriptan | ||
|---|---|---|---|---|
1 mg | 2,5 mg | 5 mg | ||
006 | 15% | 27% | – | 62% |
008 | 19% | NA | – | 66% |
0017 | 34% | 53% | 65% | 67% |
0042 | 36% | – | 62% | – |
Totale | 29% | 49% | 64% | 66% |
Rispetto al placebo, nei pazienti con nausea, fotofobia e fonofobia correlate all'emicrania, zolmitriptan ha prodotto un miglioramento consistente di questi effetti collaterali.
Farmacocinetica
Assorbimento
Nell'essere umano, zolmitriptan viene rapidamente e ben assorbito (64%) dopo somministrazione orale. La biodisponibilità assoluta media della sostanza originaria è pari a circa il 40%, nelle donne lievemente più elevata.
Nella somministrazione di una dose singola a soggetti sani, l'AUC e la Cmax di zolmitriptan e del suo metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan sono state proporzionali alla dose nell'ambito di un intervallo posologico compreso fra 2,5 e 50 mg. L'assorbimento di zolmitriptan è rapido; la Cmax si raggiunge entro 2-2,8 ore, dopodiché le concentrazioni plasmatiche di zolmitriptan vengono mantenute fino a 4-6 ore dopo la somministrazione.
L'assorbimento di zolmitriptan non è influenzato dall'assunzione di cibo. Non vi è stata evidenza di accumulo dopo somministrazione ripetuta di zolmitriptan.
Distribuzione
Dopo somministrazione orale di 2,5 mg si ottiene un volume di distribuzione di 7,0 l/kg. Il legame con le proteine plasmatiche è basso e pari a circa 25%.
Metabolismo
Zolmitriptan è soggetto a una biotrasformazione epatica estesa. Zolmitriptan viene metabolizzato attraverso il sistema del citocromo P450, soprattutto attraverso il CYP1A2. Si formano soprattutto tre metaboliti di zolmitriptan: un derivato dell'acido indolacetico (il metabolita principale nel plasma e nelle urine), un derivato N-ossidato e un derivato N-demetilato. Solo il metabolita N-demetilato (N-demetil-zolmitriptan) è attivo. Questo viene metabolizzato dal sistema enzimatico della monoaminossidasi A (MAO-A) e si è rivelato 2-6 volte più potente nel modello animale rispetto a zolmitriptan. Le concentrazioni plasmatiche di N-demetill-zolmitriptan sono circa la metà della sostanza originaria, pertanto si può ritenere che questo metabolita contribuisca all'effetto terapeutico di Zolmitriptan Spirig HC 2.5.
Eliminazione
Dopo la biotrasformazione epatica, i metaboliti vengono escreti nelle urine. Più del 60% di una dose singola viene escreto nelle urine (principalmente sotto forma di acido indolacetico) e circa il 30% viene escreto nelle feci (soprattutto come zolmitriptan immodificato).
Dopo somministrazione e.v., la clearance plasmatica media è pari a circa 10 ml/min/kg, di cui un terzo è rappresentato dalla clearance renale. La clearance renale è più elevata della velocità di filtrazione glomerulare, suggerendo la presenza di secrezione tubulare renale.
L'emivita media di eliminazione di zolmitriptan è compresa fra 2,5 e -3 ore. L'emivita dei suoi metaboliti è simile, suggerendo che la loro eliminazione sia un processo limitato dalla velocità di formazione.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, la clearance renale di zolmitriptan e dei suoi metaboliti rispetto ai soggetti sani è di 7-8 volte inferiore, sebbene l'AUC della sostanza originaria e del metabolita attivo siano solo lievemente più elevate (risp. 16% e 35%). L'accumulo di metaboliti non attivi è possibile in caso di somministrazione ripetuta. L'emivita è aumentata di 1 ora a 3-3,5 ore. Questi parametri si collocavano nell'intervallo osservato nei soggetti sani.
Il metabolismo di zolmitriptan è limitato in caso di insufficienza epatica proporzionalmente alla gravità dell'insufficienza. Rispetto ai soggetti sani, l'AUC e la Cmax di zolmitriptan nei pazienti con insufficienza epatica moderata erano aumentate risp. del 94% e del 50%, nei pazienti con insufficienza epatica grave risp. del 226% e del 47%. I livelli plasmatici dei metaboliti, incluso il metabolita attivo, erano ridotti. Nei pazienti con insufficienza epatica moderata, l'AUC e la Cmax del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan erano risp. del 33% e del 44% più basse e nei pazienti con insufficienza epatica grave risp. dell' 82% e del 90%
L'emivita di zolmitriptan nei soggetti sani è di 4,7 ore, nei pazienti con insufficienza epatica moderata di 7,3 ore e nei pazienti con insufficienza epatica grave di 12 ore. L'emivita del metabolita attivo N-demetil-zolmitriptan nei soggetti sani è di 5,7 ore, nei pazienti con insufficienza epatica moderata di 7,5 ore e nei pazienti con insufficienza epatica grave di 7,8 ore.
La farmacocinetica di zolmitriptan nei pazienti anziani sani era simile a quella dei soggetti sani giovani.
Dati preclinici
In uno studio sulla teratogenicità per via orale su ratti e conigli, alle dosi massime tollerate risp. di 1200 mg/kg/giorno e di 30 mg/kg/giorno non si sono riscontrati segni di teratogenicità ma una certa embriotossicità.
Da diversi studi sulla genotossicità si può desumere che Zolmitriptan non rappresenta probabilmente alcun rischio genetico per l'uomo.
Gli studi di cancerogenicità condotti su ratti e topi alle dosi massime considerate opportune non hanno suggerito la formazione di tumori.
Gli studi condotti sui ratti a dosi limitate dalla tossicità per le madri animali non hanno dimostrato effetti sulla fertilità.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a 15-30° C, nella confezione originale, al riparo dall'umidità e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
62790 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare SA, 4622 Egerkingen.
Stato dell'informazione
Gennaio 2026
25262 — 10/08/2026