PARACONICA sol perf 1 g/100ml (nc 11/13)
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Paraconica 1 g I.V.
Composizione
Principi attivi
Paracetamolum 10 mg/ml.
Sostanze ausiliarie
Mannitolum, dinatrii phosphas dihydricus (= 3,9 mg natrium), natrii hydroxidum (correzione del pH), acidum hydrochloridum (correzione del pH), cysteini hydrochloridum monohydricum, aqua ad iniectabile q.s. ad 100 ml.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione per infusione.
1 flaconcino contiene 1 g di paracetamolo in 100 ml (10 mg/ml).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
−Per il trattamento a breve termine dei dolori di intensità da lieve a moderata, quando la somministrazione orale non è possibile (per es. subito dopo un intervento chirurgico, quando gli antinfiammatori non steroidei sono spesso controindicati).
−Per il trattamento a breve termine della febbre.
Posologia/Impiego
L'uso del preparato Paraconica 1 g I.V. è limitato ai pazienti con peso superiore a 33 kg.
Per evitare il rischio di sovradosaggio è necessario assicurare che gli altri medicamenti eventualmente utilizzati (con o senza obbligo di ricetta medica) non contengano paracetamolo.
Impiego
Paraconica è una soluzione pronta all'uso. Viene somministrato mediante infusione e.v. di 15 minuti. L'efficacia e la sicurezza di una velocità di somministrazione inferiore o superiore non sono state studiate.
Come per tutte le soluzioni per infusione fornite in flaconcini di vetro, va ricordato che è necessario un attento monitoraggio soprattutto verso il termine dell'infusione, indipendentemente dalla via di infusione. Il monitoraggio al termine dell'infusione è particolarmente importante in caso di infusione venosa centrale, per evitare un'embolia gassosa.
Posologia
La posologia viene determinata in base al peso del paziente.
Pazienti >50 kg
1 g (100 ml di soluzione) di paracetamolo per somministrazione, fino a 4 volte al giorno. L'intervallo di tempo tra due somministrazioni deve essere di almeno 4 ore e la dose giornaliera massima non deve superare i 4 g.
Adulti e bambini con peso superiore a 33 kg e inferiore a 50 kg
15 mg di paracetamolo per kg di peso corporeo per somministrazione, fino a 4 volte al giorno, equivalenti a 1,5 ml di soluzione per kg di peso corporeo (1 ml di soluzione contiene 10 mg di paracetamolo). L'intervallo di tempo tra due somministrazioni deve essere di almeno 4 ore e la dose giornaliera massima non deve superare i 60 mg/kg.
Gruppi di pazienti speciali
In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'intervallo di tempo minimo tra due somministrazione dovrebbe essere prolungato a 6 ore (vedi «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Nei pazienti con peso corporeo superiore a 33 kg e malattia epatica cronica o attiva e compensata, soprattutto in caso di insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione, nonché nei pazienti adulti cachettici, è necessario ridurre la dose o prolungare l'intervallo posologico e non deve essere superata la dose giornaliera di 2 g di paracetamolo (vedi «Cinetica di gruppi di pazienti speciali»).
Durata massima della terapia
Durata del trattamento negli adulti e nei bambini: max 2 giorni.
Controindicazioni
−Reazioni da ipersensibilità al paracetamolo, al propacetamolo (profarmaco del paracetamolo) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione (vedi la rubrica «Composizione»).
−Carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (può causare anemia emolitica).
−Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).
−Insufficienza epatocellulare grave o epatopatia attiva scompensata.
−Disturbi della funzionalità renale molto gravi (clearance della creatinina <10 ml/min).
Avvertenze e misure precauzionali
Il paracetamolo va usato con cautela in caso di:
−insufficienza epatocellulare.
−insufficienza renale grave (clearance della creatinina ≤30 ml/min; vedi «Farmacocinetica»).
−sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica in pazienti con malattie gravi, quali compromissione renale severa e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un'associazione di paracetamolo e flucloxacina. Se si sospetta HAGMA a causa a causa di acidosi piroglutamica, si raccomandano l'immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione della 5-oxoprolina urinaria può essere utile per identificare l'acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio. Se l'utilizzo di flucloxacillina prosegue dopo l'interruzione di paracetamolo, è consigliabile assicurarsi che non vi siano segni di acidosi metabolica con gap anionico aumentato, in quanto sussiste la possibilità che la flucloxacillina mantenga il quadro patologico dell'acidosi metabolica con gap anionico aumentato (vedi la rubrica «Interazioni»).
−alcolismo cronico.
−somministrazione concomitante di medicamenti potenzialmente epatotossici o di induttori di enzimi epatici o in caso di consumo eccessivo di alcol; in questi casi è necessaria un'attenta verifica del rapporto rischio-beneficio, considerando le alternative terapeutiche.
−anoressia, bulimia o cachessia; malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) (vedi «Posologia/impiego»).
−disidratazione, ipovolemia.
Nei pazienti con esaurimento delle riserve di glutatione, per es. in corso di sepsi, l'uso di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.
Prestare attenzione in caso di consumo eccessivo di alcol. L'alcol può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto in caso di concomitante carenza alimentare. In questi casi, anche una dose terapeutica di paracetamolo può causare un danno epatico.
Dosaggi più elevati di quelli raccomandati comportano il rischio di un danno epatico molto grave.
I sintomi clinici di un danno epatico sono in genere visibili 1 o 2 giorni dopo il sovradosaggio di paracetamolo e normalmente raggiungono il massimo dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il più presto possibile.
Il paracetamolo può scatenare reazioni cutanee gravi quali la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere fatali. I pazienti dovrebbero essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee gravi e l'uso del medicamento dovrebbe essere interrotto al primo manifestarsi di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 100 ml, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
L'uso concomitante di Paraconica e altri medicamenti può aumentare la probabilità di effetti indesiderati.
Fenitoina: il trattamento concomitante con la fenitoina può determinare una riduzione dell'efficacia del paracetamolo nonché un incremento del rischio di epatotossicità per via dell'aumento dei metaboliti tossici del paracetamolo. I pazienti che sono in terapia con fenitoina dovrebbero pertanto evitare l'uso cronico di paracetamolo e/o dosi elevate di questo medicamento. Questi pazienti dovrebbero inoltre essere monitorati per segni di epatotossicità.
La potenziale epatotossicità dose-dipendente del paracetamolo può essere aumentata dalla somministrazione concomitante di induttori del sistema del citocromo P450 (per es. isoniazide, rifampicina, anticonvulsivanti, barbiturici, zidovudina, anticoagulanti, amoxicillina/acido clavulanico e alcol).
L'epatotossicità può essere aumentata anche dalla salicilamide, dato che questa sostanza prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo.
Clorzossazone: in caso di somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzossazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.
Il paracetamolo prolunga l'emivita di eliminazione del cloramfenicolo di 5 volte.
Con la somministrazione contemporanea di zidovudina e paracetamolo aumenta la probabilità di insorgenza di neutropenia.
Il probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, diminuendo così la clearance del paracetamolo di circa la metà. In caso di somministrazione concomitante di probenecid si dovrebbe pertanto ridurre la dose di paracetamolo.
Anticoagulanti: l'uso concomitante di paracetamolo e derivati cumarinici può determinare un aumento del valore di INR. Pertanto questo valore dovrebbe essere monitorato più intensamente durante l'uso concomitante e per una settimana dall'interruzione del trattamento con paracetamolo. Non sono disponibili dati sull'interazione del paracetamolo con i nuovi anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).
Flucloxacillina:
Si deve usare cautela quando paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina in quanto l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico aumentato a causa di acidosi piroglutamica, in particolare in pazienti con fattori di rischio (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Gli studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Attualmente, il rischio di danni funzionali e organici, malformazioni e disturbi dell'adattamento associati all'uso di paracetamolo in posologia corretta durante la gravidanza viene considerato basso. Non si dispone di studi controllati nelle donne in gravidanza. Gli studi sperimentali sugli animali non hanno evidenziato tossicità per la riproduzione (cfr. «Dati preclinici»).
Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza. Tuttavia, la somministrazione deve avvenire alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.
Allattamento
Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione nel latte materno è simile alla concentrazione momentanea nel plasma della madre.
Sono stati riferiti casi di eruzioni cutanee nei lattanti. Tuttavia, non sono note conseguenze dannose permanenti per il lattante. Sebbene l'impiego del paracetamolo sia considerato compatibile con l'allattamento al seno, occorre prestare cautela quando Paraconica viene somministrato durante l'allattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici relativi alla fertilità. Negli studi sperimentali sugli animali sono stati osservati effetti sulla fertilità (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
«Molto comune» (≥1/10),
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1000, <1/100),
«raro» (≥1/10'000, <1/1000),
«molto raro» (<1/10'000),
«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: trombocitopenia allergica, emolisi, leucopenia, pancitopenia, neutropenia, agranulocitosi.
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro: reazioni allergiche quali l'edema di Quincke, difficoltà respiratorie, broncospasmo, sudorazione, nausea, ipotensione arteriosa fino allo shock anafilattico.
Una piccola parte (5-10%) dei pazienti con asma indotta da acido acetilsalicilico o altre manifestazioni di una cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo analogo anche al paracetamolo (asma da analgesici).
Patologie vascolari
Raro: ipotensione.
Patologie epatobiliari
Vedi le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».
Raro: aumento dei valori delle transaminasi epatiche.
In caso di sovradosaggio può manifestarsi necrosi epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eruzioni cutanee (arrossamenti o orticaria).
Raro: esfoliazione, necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SJS).
Patologie renali e urinarie
In caso di sovradosaggio può manifestarsi nefrotossicità.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Raro: malessere.
Esperienza post-marketing:
Durante il periodo di osservazione post-marketing sono inoltre stati riportati i seguenti effetti indesiderati (frequenza non nota):
Patologie del sistema emolinfopoietico
Anemia emolitica (specialmente in pazienti con carenza di G6PD).
Patologie cardiache
Tachicardia.
Patologie gastrointestinali
Vomito, pancreatite.
Patologie epatobiliari
Colestasi, ittero, epatite fulminante, necrosi epatica, insufficienza epatica, aumento dei livelli di enzimi epatici.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Prurito, rossore, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Acidosi metabolica con gap anionico aumentato (HAGMA)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Reazione in sede di iniezione (eritema, prurito).
Descrizione di effetti collaterali selezionati
Acidosi metabolica con gap anionico aumentato
In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico aumentato dovuta ad acidosi piroglutamica (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti l'acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Esiste il rischio di danno epatico (incluse epatite fulminante, insufficienza epatica, epatite colestatica, epatite citolitica) specialmente nei pazienti anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con epatopatia, in caso di alcolismo cronico, nei pazienti cronicamente malnutriti nonché nei pazienti che ricevono induttori enzimatici. In questi casi le intossicazioni possono avere decorso fatale.
Un sovradosaggio di paracetamolo con 7,5 g o più in un'unica somministrazione negli adulti, o 140 mg/kg di peso corporeo in un'unica somministrazione nei bambini, causa epatite citolitica che può indurre necrosi epatica completa e irreversibile. Questa può determinare insufficienza epatica acuta o fulminante, insufficienza epatica, acidosi metabolica ed encefalopatia che possono portare a coma e morte. Allo stesso tempo, 12-48 ore dalla somministrazione, si osserva un aumento dei valori plasmatici delle transaminasi epatiche (AST, ALT), della lattato deidrogenasi e della bilirubina unitamente a una riduzione dei valori della protrombina. I sintomi clinici di un danno epatico si manifestano generalmente per la prima volta dopo 2 giorni e raggiungono l'apice dopo 3 o 4 giorni.
Durante le prime 24 ore non vi sono sintomi precoci specifici. Possono manifestarsi e permanere: anoressia, nausea, vomito e malessere, pallore e dolore addominale. I danni epatici possono insorgere da 24 ore fino a 5 giorni dalla somministrazione.
Misure di emergenza
Indipendentemente dalla quantità stimata di paracetamolo somministrato, in ogni caso e al più presto (se possibile entro 10 ore dopo il sovradosaggio) è necessaria la somministrazione e.v. o orale di N-acetilcisteina (NAC). La NAC può offrire ancora un certo grado di protezione dopo 10 ore; in questi casi è tuttavia necessario un trattamento più lungo. La concentrazione di paracetamolo nel plasma deve essere determinata quanto prima (non prima di 3 ore dopo il sovradosaggio). Tuttavia, il risultato non deve necessariamente essere disponibile prima di avviare il trattamento con NAC.
Concentrazioni plasmatiche >200 µg/ml dopo 4 ore, >100 µg/ml dopo 8 ore, >50 µg/ml dopo 12 ore e >30 µg/ml dopo 15 ore possono causare danni epatici fino al coma epatico con decorso letale. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.
I test epatici devono essere eseguiti fin dall'inizio e ripetuti ogni 24 ore. Generalmente si osserva un aumento degli enzimi epatici (ALAT e ASAT), che si normalizzano dopo una o due settimane. Un trattamento sintomatico complementare (dopo N-acetilcisteina e.v. o orale) deve essere stabilito sulla base del livello di paracetamolo nel sangue e dell'intervallo di tempo trascorso dal sovradosaggio con Paraconica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BE01
Meccanismo d'azione
Paraconica con il principio attivo paracetamolo è un analgesico e antipiretico non salicilato e non oppiaceo. Per l'effetto analgesico del paracetamolo, l'inibizione della sintesi delle prostaglandine a livello centrale è più importante di quella che avviene a livello periferico. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico. Il paracetamolo non mostra alcun effetto antiflogistico marcato e non esercita alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.
Farmacodinamica
Con un'infusione e.v. di paracetamolo di 15 minuti, l'effetto analgesico massimo viene raggiunto in 1 ora; l'azione analgesica si prolunga in genere per 4-6 ore.
Con un'infusione e.v. di paracetamolo di 15 minuti, l'abbassamento della febbre si ottiene entro 30 minuti dall'inizio della somministrazione e l'azione antipiretica si protrae per almeno 6 ore.
Efficacia clinica
Nessuna informazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
La farmacocinetica del paracetamolo nell'adulto è lineare fino a una dose di 2 g somministrata come dose singola e dopo somministrazione ripetuta durante 24 ore.
La concentrazione plasmatica massima (Cmax) alla fine di un'infusione endovenosa di 15 minuti di 500 mg di Paraconica è di circa 15 µg/ml e dopo infusione di 1 g di Paraconica di circa 30 µg/ml.
Distribuzione
Il volume di distribuzione del paracetamolo nell'adulto è di ca. 1 litro/kg. Il legame del farmaco alle proteine plasmatiche è inferiore al 20%, ma raggiunge fino al 50% in caso di sovradosaggio.
Metabolismo
Nell'adulto, il paracetamolo viene metabolizzato a livello epatico attraverso le due seguenti vie metaboliche principali: la glucuronidazione (60-80%) e la solfoconiugazione (20-40%). Quest'ultima via di eliminazione può andare incontro a saturazione molto rapidamente a posologie superiori all'intervallo terapeutico. Una piccola parte (meno del 4%) viene metabolizzata dal citocromo P450 a un prodotto intermedio reattivo (N-acetil-benzochinoneimina) che, in condizioni d'uso normali, viene rapidamente detossicato dal glutatione ridotto ed escreto con le urine dopo coniugazione con la cisteina e l'acetilcisteina (acido mercapturico). La quantità dei metaboliti tossici risulta però aumentata a seguito di sovradosaggio massivo.
Eliminazione
L'eliminazione avviene principalmente a livello renale. Il 90% della dose somministrata viene escreto entro 24 ore con le urine sotto forma di glucuronidi (60-80%), solfoconiugati (20-30%) e per meno del 5% in forma immodificata.
L'emivita plasmatica è mediamente di 2,7 ore e la clearance corporea totale è di ca. 18 litri/h.
Il paracetamolo non viene escreto nella bile. Passa la placenta e viene escreto nel latte materno.
La distribuzione del paracetamolo nel liquor cerebrospinale è stata esaminata a seguito di infusione breve (1 g di paracetamolo) in 43 pazienti ospedalizzati a causa di dolore da compressione della radice nervosa lombosacrale. Nel liquor cerebrospinale sono state rilevate concentrazioni significative di paracetamolo (ca. 1,5 µg/ml) 20 minuti dopo l'infusione. Le concentrazioni massime di paracetamolo nel liquor cerebrospinale sono state misurate tra la seconda e la quarta ora ed erano superiori alle concentrazioni plasmatiche tra la quarta e la dodicesima ora.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Insufficienza renale: in caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo subisce un rallentamento di minore entità, e l'emivita di eliminazione varia da 2 a 5,3 ore. La velocità di eliminazione dei glucuronidi e dei solfoconiugati nei pazienti con insufficienza renale grave è 3 volte più lenta che nei soggetti sani. In questa popolazione non è però necessario alcun aggiustamento della dose, poiché i glucuronidi e i solfoconiugati non sono tossici. Nonostante ciò, nel caso in cui si usi il paracetamolo in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina ≤30 ml/min), si raccomanda di aumentare l'intervallo minimo tra le singole somministrazioni a 6 ore (vedi «Posologia/impiego»). Se la clearance della creatinina è inferiore a 10 ml/min, il paracetamolo non deve essere somministrato e.v., poiché non esistono dati al riguardo. L'uso e.v. di paracetamolo nei pazienti sottoposti a dialisi non è stato studiato e non è raccomandato.
Insufficienza epatica: l'emivita plasmatica nei pazienti con insufficienza epatica lieve è praticamente immodificata. Nei pazienti con insufficienza epatica grave risulta tuttavia notevolmente aumentata.
Negli studi clinici con paracetamolo orale, è stata dimostrata una moderata compromissione del metabolismo del paracetamolo sulla base del rilievo di concentrazioni plasmatiche di paracetamolo aumentate e di un prolungamento della sua emivita di eliminazione in pazienti con epatopatia cronica, compresi pazienti con cirrosi epatica alcolica. Tuttavia, non è stato osservato un accumulo significativo di paracetamolo. La prolungata emivita plasmatica del paracetamolo è stata correlata a una riduzione della capacità di sintesi epatica. Per questo motivo, in pazienti con patologie epatiche il paracetamolo va usato con cautela ed è necessario ridurre la dose giornaliera massima o prolungare l'intervallo posologico (vedi «Posologia/impiego»). Il paracetamolo è controindicato in presenza di epatopatia attiva scompensata, soprattutto in caso di epatite alcolica (a causa dell'induzione del CYP2E1, che fa aumentare la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).
Pazienti anziani: la farmacocinetica e il metabolismo del paracetamolo nei pazienti anziani risultano immodificati. In questa popolazione non è pertanto necessario alcun aggiustamento della dose.
Neonati, lattanti e bambini: i parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei neonati e nei bambini sono simili a quelli degli adulti, ad eccezione dell'emivita plasmatica, che è di poco più breve (1,5-2 ore). L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti, ovvero ca. 3,5 ore. I neonati, i lattanti e i bambini di età fino a 10 anni eliminano significativamente meno glucuronidi e una maggior quantità di solfoconiugati degli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è indipendente dall'età.
Dati preclinici
Tossicità
Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.
Mutagenicità/cancerogenicità
In diverse sperimentazioni è stato rilevato un potenziale genotossico. Si tratta però di un dato da relativizzare, perché dipendente dalla dose. A causa dei presunti meccanismi che causerebbero questi effetti si può comunque supporre che con dosi inferiori a determinati valori soglia non si manifestino effetti genotossici, sebbene in caso di una riduzione delle riserve di glutatione siano possibili valori soglia più bassi.
Tuttavia, i valori soglia a partire dai quali è stato dimostrato un effetto genotossico nelle sperimentazioni sugli animali si situano chiaramente in un intervallo di dosi tossico, capace di causare danni a fegato e midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1'000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. In pratica si può quindi escludere che dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.
Tossicità per la riproduzione
Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzino gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e lo sviluppo.
Tuttavia, gli studi sperimentali sugli animali con il paracetamolo non hanno mostrato effetti sulla riproduzione ed effetti teratogeni.
La somministrazione ripetuta di dosi elevate di paracetamolo ha causato atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) a ratti maschi ha provocato una riduzione della fertilità (riduzione della libido, delle prestazioni sessuali e della motilità degli spermatozoi).
Altri dati
Gli studi sulla tolleranza locale del paracetamolo in ratti e conigli hanno dimostrato una buona tollerabilità.
Le sperimentazioni sui porcellini d'India non hanno evidenziato allergia da contatto di tipo ritardato.
Altre indicazioni
Indicazioni per la manipolazione
Prima dell'uso, Paraconica deve essere ispezionato per verificare l'assenza di particelle e colorazione anomala. La soluzione dovrebbe essere chiara e incolore.
Incompatibilità
Si raccomanda di non miscelare Paraconica con altri medicamenti senza aver precedentemente verificato la compatibilità.
Influenza su metodi diagnostici
Il paracetamolo può alterare i risultati della determinazione dell'acido urico nel sangue mediante il metodo della riduzione dell'acido fosfotungstico, nonché della misurazione della glicemia mediante il metodo della glucosio ossidasi.
Stabilità
Osservare la data di scadenza! La soluzione per infusione non contiene conservanti e per ragioni microbiologiche deve essere utilizzata immediatamente dopo l'apertura. La soluzione residua deve essere smaltita.
Gli esami di stabilità mostrano che Paraconica può essere diluito fino a 10 volte con una soluzione di sodio cloruro allo 0,9% o con una soluzione di glucosio al 5%. A seguito della diluizione, la soluzione dovrebbe essere ispezionata visivamente e non deve essere usata qualora siano visibili intorbidamenti, particelle o precipitazioni. Inoltre, anche la soluzione diluita deve essere utilizzata immediatamente, entro e non oltre un'ora dalla diluizione (compreso il tempo di infusione).
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C). Non conservare in frigorifero. Non congelare. Proteggere dalla luce. Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
62711 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Acino Pharma AG, Liesberg
Stato dell'informazione
Dicembre 2025
24923 — 27/03/2026