MINALGIN gouttes 0.5 g/ml
Streuli Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
AVVERTENZA IMPORTANTE: AGRANULOCITOSI INDOTTA DAL METAMIZOLO E AUMENTO DELL’EMATOTOSSICITÀ IN ASSOCIAZIONE CON METOTRESSATO Il trattamento con metamizolo può causare agranulocitosi, che può essere fatale (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). L'agranulocitosi può insorgere anche se in passato l'assunzione di metamizolo è avvenuta senza complicanze. L'agranulocitosi causata da metamizolo è un effetto collaterale idiosincratico. Non è dose-dipendente e può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o anche poco dopo la sua interruzione. I pazienti devono essere istruiti a interrompere il trattamento e consultare immediatamente un medico in caso di sintomi indicativi di agranulocitosi (ad es. febbre, brividi, mal di gola e dolorose alterazioni della mucosa, in particolare nella bocca, nel naso, nella gola o nella zona genitale o anale). Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di agranulocitosi possono passare inosservati. Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti che ricevono una terapia antibiotica. La somministrazione concomitante di metamizolo e metotressato può potenziare l’effetto ematotossico del metotressato, in particolare nei pazienti anziani. Pertanto, si deve evitare la co-somministrazione (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali» e «Interazioni»). Se si manifestano segni e sintomi che suggeriscono agranulocitosi, si deve eseguire immediatamente un emocromo completo (inclusa la conta differenziale) e interrompere il trattamento fino a quando non saranno disponibili i risultati. Una volta confermata l’agranulocitosi, il trattamento non deve essere ripreso (cfr. «Controindicazioni»). |
Minalgin®, soluzione iniettabile / compresse / gocce orali, soluzione
Composizione
Principi attivi
Metamizolum natricum monohydricum.
Sostanze ausiliarie
Compresse: Carmellosum natricum conexum (E 468), Crospovidonum (E 1202), Cellulosum microcristallinum (E 460), Solani amylum, Magnesii stearas (E 470b).
1 compressa contiene circa 35 mg di sodio.
Gocce orali, soluzione: Natrii dihydrogenoposphas dihydricus (E339), Dinatrii phophas anhydricus (E339), Aqua purificata.
1 ml contiene 33.9 mg di sodio.
Soluzione iniettabile: Acidum hydrochloridum, Natrii hydroxidum, Aqua ad injectabilia.
1 ml di soluzione iniettabile contiene 32.8 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa contiene: Metamizolum natricum monohydricum 500 mg.
1 ml di gocce orali, soluzione (1 ml = 20 guttae tenendo la bottiglia verticale) contiene: Metamizolum natricum monohydricum 500 mg.
1 ampolla da 2 ml di soluzione iniettabile i.m., i.v. contiene: Metamizolum natricum monohydricum 1000 mg (500 mg/ml).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
- Dolore intenso in cui gli altri analgesici non oppioidi sono inefficaci o controindicati.
- Febbre alta che non risponde ad altre misure farmacologiche.
Posologia/Impiego
La posologia e l'impiego dipendono dall'effetto analgesico desiderato e dallo stato del paziente. In molti casi è possibile raggiungere un'analgesia sufficiente con una somministrazione orale. Durante la scelta della somministrazione, considerare che la somministrazione parenterale è associata a un aumento del rischio di reazioni anafilattiche/anafilattoidi.
1. Somministrazione orale
Adulti
La singola dosa abituale è 500–1000 mg; la dose giornaliera è 1000–3000 (max. 4000) mg, suddivisa in 3–4 dosi/24 ore, ovvero una dose singola di 1–2 compresse o 20–40 gocce e una dose giornaliera massima di 4 × 2 compresse o 4 × 40 gocce.
Bambini
Minalgin gocce è destinato anche ai bambini. In neonati e bambini piccoli Minalgin deve essere prescritto solo in singoli casi dopo una valutazione critica dell'utilizzo. La dose (1 ml di soluzione = 20 gocce) si basa sul peso corporeo (cfr. «Controindicazioni»).
Peso corporeo | Età (ca.) | Dose singola | Dose giornaliera massima |
|---|---|---|---|
46–53 kg | 13–14 anni | 15–35 gocce | 4 × 35 gocce |
31–45 kg | 10–12 anni | 10–30 gocce | 4 × 30 gocce |
24–30 kg | 7–9 anni | 8–20 gocce | 4 × 20 gocce |
16–23 kg | 4–6 anni | 5–15 gocce | 4 × 15 gocce |
9–15 kg | 1–3 anni | 3–10 gocce | 4 × 10 gocce |
5–8 kg | 3–11 mesi | 2–5 gocce | 4 × 5 gocce |
Tenere il flacone in posizione verticale per il corretto dosaggio delle gocce; avvitare bene il tappo dopo ogni utilizzo.
2. Somministrazione parenterale
La somministrazione parenterale è riservata agli stati dolorosi acuti e gravi quando la somministrazione enterale non rappresenta un'opzione.
A causa del rischio di ipotensione e shock, l'iniezione parenterale deve essere effettuata lentamente (max. 1 ml/min) sul paziente disteso, controllando e monitorando il paziente. Deve essere possibile intervenire in caso di shock.
L'iniezione può essere effettuata solo con una soluzione a temperatura corporea.
A causa di possibili incompatibilità, Minalgin non può essere somministrata in combinazione con altri medicamenti nella stessa siringa. Per le infusioni e.v. Minalgin può essere somministrato in soluzione di salina isotonica o soluzione di glucosio al 5 %, 10 % o 20 %. Le soluzioni acide non sono compatibili con Minalgin. Pertanto, il pH non deve essere inferiore a 6.
Adulti
Come dose singola abituale vengono iniettati 0,5–1 g = 1–2 ml per via i.m. o e.v. in modo lento (max. 500 mg/min). Dosi singole più elevate (fino a max. 2,5 g = 5 ml) richiedono particolare cautela a causa del rischio di ipotensione (cfr. sopra). Le iniezioni possono essere ripetute dopo 6–8 ore; la dose giornaliera non deve superare 5 g = 10 ml.
Bambini
Nei bambini di 1 anno è possibile somministrare il medicamento solo tramite iniezione i.m. La dose singola abituale, la cui iniezione può essere ripetuta dopo 6–8 ore, è elencata nella seguente tabella.
Peso corporeo | Iniezione | Dose singola |
|---|---|---|
5–8 kg | Solo i.m. | 0,1–0,2 ml |
9–15 kg | i.m. o e.v. | 0,2–0,5 ml |
16–23 kg | i.m. o e.v. | 0,3–0,8 ml |
24–30 kg | i.m. o e.v. | 0,4–1,0 ml |
31–45 kg | i.m. o e.v. | 0,5–1,5 ml |
46–53 kg | i.m. o e.v. | 0,8–1,8 ml |
Insufficienza renale ed epatica
In caso di insufficienza renale ed epatica si raccomanda di evitare dosi elevate di metamizolo, poiché in questi casi l'eliminazione è ridotta. Non è necessario, tuttavia, ridurre la dose per il trattamento a breve termine. Non è disponibile alcuna esperienza in merito al trattamento a lungo termine di pazienti con insufficienza renale ed epatica.
Pazienti anziani / Cattivo stato di salute
In caso di pazienti anziani e pazienti con un cattivo stato di salute, occorre considerare un possibile peggioramento della funzionalità renale ed epatica.
Controindicazioni
Non si può usare Minalgin in caso di:
- ipersensibilità al principio attivo o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione;
- allergia ad altri pirazoloni (ad es. fenazone, propifenazone) o pirazolidine (ad es. fenilbutazone) nonché, ad esempio, reazioni avverse cutanee gravi (SCAR) dopo assunzione di tali principi attivi;
- ·anamnesi di agranulocitosi indotta dal metamizolo, da altri pirazoloni o da pirazolidine;
- broncospasmo o altre reazioni anafilattoidi (ad es. orticaria, rinite, angioedema) in seguito all'assunzione di analgesici, ad es. salicilati, paracetamolo, diclofenac, ibuprofene, indometacina e naproxene;
- funzionalità midollare ridotta o disturbi della formazione del sangue;
- porfiria epatica;
- carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi;
- neonati sotto i 3 mesi o con un peso corporeo inferiore a 5 kg.
Nei bambini tra 3 e 11 mesi non è consentito iniettare Minalgin per via endovenosa.
Non è consentito somministrare Minalgin per via parenterale in caso di instabilità emodinamica o ipotensione.
Gravidanza e allattamento: cfr. «Gravidanza/allattamento».
Avvertenze e misure precauzionali
In caso di grave insufficienza epatica o renale, si sconsiglia la somministrazione a causa della mancanza di esperienze sufficienti relative a queste situazioni.
I principali effetti collaterali di Minalgin consistono in reazioni di ipersensibilità.
Agranulocitosi
Il trattamento con metamizolo può causare agranulocitosi, che può essere fatale (vedere «Effetti indesiderati»). L'agranulocitosi può insorgere anche se in passato l'assunzione di metamizolo è avvenuta senza complicanze.
L'agranulocitosi causata da metamizolo è un effetto collaterale idiosincratico. Non è dose-dipendente e può verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o anche poco dopo la sua interruzione.
I pazienti devono essere istruiti a interrompere il trattamento e consultare immediatamente un medico in caso di comparsa di sintomi indicativi di agranulocitosi (ad es. febbre, brividi, mal di gola e dolorose alterazioni della mucosa, in particolare nella bocca, nel naso, nella gola o nella zona genitale o anale).
Se il metamizolo viene assunto per la febbre, alcuni sintomi di agranulocitosi possono passare inosservati. Inoltre, i sintomi possono essere mascherati nei pazienti che ricevono una terapia antibiotica.
Se si manifestano segni e sintomi che suggeriscono agranulocitosi, si deve eseguire immediatamente un emocromo completo (inclusa la conta differenziale) e interrompere il trattamento fino a quando non saranno disponibili i risultati. Una volta confermata l'agranulocitosi, il trattamento non deve essere ripreso (cfr. «Controindicazioni»).
Interazione con il metotressato
Occorre evitare l'assunzione concomitante di metamizolo e metotressato, perché potrebbe verificarsi un'interazione (cfr. «Interazioni»).
Pancitopenia
In caso di comparsa di una pancitopenia occorre interrompere immediatamente il trattamento ed eseguire un esame emocromocitometrico completo fin quando i valori non si normalizzano.
Raccomandare tutti i pazienti trattati con metamizolo di consultare immediatamente un medico in caso di sviluppo di segni e sintomi che indicano una discrasia ematica, ad es. malessere generale, segni di infezione, febbre prolungata, ematomi, emorragie o pallore.
Shock anafilattico
Questa reazione si verifica soprattutto in pazienti sensibili. Pertanto, utilizzare cautela nella prescrizione del metamizolo ai pazienti che soffrono di asma o che presentano manifestazioni atopiche (cfr. «Controindicazioni»).
In caso di shock anafilattico deve essere effettuato un trattamento antiallergico nell'ambito di un intervento di pronto soccorso (posizione antishock, eventualmente adrenalina s.c. o anche e.v., antiasmatici, corticosteroidi, ecc.). Interrompere la somministrazione di Minalgin in modo immediato e duraturo. Lo stesso vale per la somministrazione di tutti gli altri pirazoloni/pirazolidini.
Reazione anafilattiche/anafilattoidi
Durante la scelta del tipo di somministrazione, considerare che la somministrazione parenterale è associata a un aumento del rischio di reazioni anafilattiche/anafilattoidi.
I seguenti pazienti hanno un maggiore rischio di reazioni anafilattoidi eventualmente gravi al metamizolo (cfr. «Controindicazioni»):
- pazienti con asma bronchiale, in particolare in caso di rinosinusite polipoide;
- pazienti con orticaria cronica;
- pazienti con intolleranza all'alcol;
- pazienti con intolleranza a coloranti (ad es. tartrazina) e conservanti.
Reazioni cutanee gravi
In associazione al trattamento con metamizolo sono state segnalate gravi reazioni avverse cutanee (SCAR), tra cui la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN) e la reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere pericolose per la vita o fatali.
I pazienti devono essere informati in merito ai segni e ai sintomi e monitorati attentamente per quanto riguarda la comparsa di reazioni cutanee.
Se si manifestano segni e sintomi indicativi di queste reazioni, il trattamento con metamizolo deve essere interrotto immediatamente e in modo definitivo (cfr. «Controindicazioni»).
I pazienti devono essere informati su questi segni e sintomi e devono essere monitorati attentamente, soprattutto nelle prime settimane del trattamento.
Reazioni ipotensive isolate
In casi singoli la somministrazione di metamizolo può provocare reazioni ipotensive (cfr. «Effetti indesiderati»). Queste reazioni potrebbero dipendere dalle dosi e si verificano perlopiù dopo una somministrazione parenterale.
Per evitare reazioni ipotensive gravi di questo tipo, attuare le seguenti misure:
- somministrazione lenta dell'iniezione endovenosa;
- ottimizzazione dello stato emodinamico nei pazienti con ipotensione preesistente con ipovolemia, disidratazione, circolazione instabile o principio di insufficienza circolatoria;
- prestare cautela nei pazienti con febbre alta.
In questi pazienti prestare particolare cautela nella prescrizione di metamizolo. È necessario un monitoraggio medico. Per ridurre il rischio di una reazione ipotensiva, possono essere necessarie misure preventive (per la stabilizzazione delle condizioni cardiovascolari).
Nei pazienti in cui occorre assolutamente evitare un'ipotensione (ad es. in caso di cardiopatia coronarica grave o stenosi rilevanti dei vasi sanguigni che alimentano il SNC), il metamizolo può essere somministrato solo sotto severo monitoraggio emodinamico.
In caso di insufficienza renale ed epatica si raccomanda di non somministrare dosi elevate di metamizolo.
L'iniezione endovenosa deve avvenire molto lentamente (max. 1 ml/min) per garantire che l'iniezione possa essere interrotta al primo segno di una reazione anafilattica/anafilattoide e ridurre il rischio di reazioni ipotensive isolate.
Danni epatici dovuti ai medicamenti
Nei pazienti trattati con metamizolo sono stati segnalati casi di epatite acuta prevalentemente epatocellulare; la malattia è insorta entro giorni o mesi dall'inizio della terapia. Tra i segni e i sintomi vi sono l'aumento degli enzimi epatici nel siero con o senza ittero, spesso in relazione con altre reazioni di ipersensibilità dovute ai medicamenti (eruzione cutanea, discrasia ematica, febbre ed eosinofilia) o con le caratteristiche di un'epatite autoimmune. La maggior parte dei pazienti si è ripresa dopo aver interrotto il trattamento con il metamizolo. In casi singoli è stata segnalata, tuttavia, una progressione fino ad un'insufficienza epatica acuta, che ha reso necessario un trapianto di fegato.
Il meccanismo del danno epatico provocato dal metamizolo non è chiarito in modo univoco. Tuttavia, i dati indicano un meccanismo immunoallergico.
I pazienti devono essere informati in merito alla necessità di contattare il proprio medico in caso di comparsa di sintomi che indicano un danno epatico. In questi pazienti occorre interrompere l'assunzione di metamizolo e controllare la funzionalità epatica.
Nei pazienti in cui durante la terapia con metamizolo si è verificato un episodio di danno epatico per cui non è stata riscontrata un'altra causa non possono ricominciare il trattamento con metamizolo.
Minalgin, compresse contiene 35 mg di sodio per compressa: le dosi giornaliere di 1000 o max. 4000 mg di metamizolo corrispondono a 70-280 mg di sodio, ovvero al 3.5-14% della quantità massima raccomandata (2 g) dall'OMS per l'assunzione giornaliera di sodio con il cibo negli adulti.
Minalgin gocce, soluzione contiene 33,9 mg di sodio per ml: le dosi giornaliere di 1000 o max. 4000 mg di metamizolo corrispondono a 67,8-271,2 mg di sodio, ovvero al 3,4-13,6 % della quantità massima raccomandata (2 g) dall'OMS per l'assunzione giornaliera di sodio con il cibo negli adulti.
Minalgin, soluzione iniettabile contiene 32.8 mg di sodio per ml: le dosi giornaliere di 500 o max. 5000 mg di metamizolo corrispondono a 32.8-328.2 mg di sodio, ovvero al 1.6-16.4 % della quantità massima raccomandata (2 g) dall'OMS per l'assunzione giornaliera di sodio con il cibo negli adulti.
Interazioni
Metotrexato
In caso di trattamento concomitante con metamizolo e metotrexato l'emotossicità del metrothexato può aumentare, in particolare nei pazienti anziani. Pertanto, occorre evitare questa combinazione di medicamenti.
Acido acetilsalicilico (aspirina)
L'assunzione concomitante di metamizolo e acido acetilsalicilico può indebolire l'effetto inibitorio dell'acido acetilsalicilico sull'aggregazione piastrinica. Pertanto, considerare con cautela questa combinazione nei pazienti trattati con dosi ridotte di acido acetilsalicilico per il suo effetto cardioprotettivo.
Induzione farmacocinetica di enzimi metabolizzanti
Il metamizolo può indurre gli enzimi metabolizzanti, in particolare CYP2B6 e CYP3A4.
La somministrazione concomitante di metamizolo con bupropione, efavirenz, metadone, valproato, ciclosporina, tacrolimus o sertralina può provocare una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di questi medicamenti e una potenziale riduzione dell'efficacia clinica. Pertanto, prestare cautela in caso di somministrazione concomitante di metamizolo; la risposta clinica e/o la concentrazione del medicamento devono essere monitorate in modo adeguato.
Nei pazienti che assumono metamizolo è stata segnalata un'interferenza con i test di laboratorio che applicano reazioni di Trinder / di tipo Trinder (ad es. test per la misurazione dei livelli sierici di creatinina, trigliceridi, colesterolo HDL e acido urico).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Studi sulla riproduzione negli animali non hanno fornito indicazioni di un rischio fetale; tuttavia, non ci sono studi controllati in donne gravide. Pertanto, non utilizzare Minalgin nel primo trimestre. Nel secondo trimestre non somministrare Minalgin, a meno che non sia chiaramente necessario.
Sebbene il metamizolo sia un debole inibitore della sintesi delle prostaglandine, l'utilizzo di Minalgin durante l'ultimo trimestre della gravidanza è controindicato, poiché sussiste il rischio di una precoce chiusura del dotto arterioso di Botallo e non possono essere escluse complicazioni dovute a un peggioramento dell'aggregazione piastrinica materna e neonatale.
Allattamento
I metaboliti del metamizolo passano nel latte materno. Pertanto, non utilizzare Minalgin durante l'allattamento. Non si può allattare fino a 48 ore dopo la somministrazione di Minalgin.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Questo medicamento può ridurre la capacità di reazione, la capacità di guidare veicoli e la capacità di utilizzare attrezzi o macchine!
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro (≥1/10'000, <1/1000): leucopenia.
Molto raro (<1/10 000): agranulocitosi (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»), compresi casi con esito fatale, trombocitopenia.
Non nota: anemia aplastica, pancitopenia compresi casi con esito fatale.
Trombocitopenia (riduzione della conta piastrinica) molto rara, che si manifesta con aumento della predisposizione al sanguinamento e/o petecchie su cute e mucose.
L'anemia aplastica, l'agranulocitosi o la pancitopenia (anche con esito fatale), la leucopenia e la trombocitopenia vanno considerate come reazioni immunologiche. Possono verificarsi anche se il metamizolo è stato già precedentemente somministrato al paziente senza complicazioni.
Disturbi del sistema immunitario
Raro (≥1/10'000, <1/1000): reazioni anafilattoidi o anafilattiche*.
Molto raro (<1/10'000): sindrome asmatica scatenata dagli analgesici.
Non nota: shock anafilattico*.
*: Queste reazioni possono verificarsi soprattutto dopo la somministrazione parenterale di metamizolo, possono essere da gravi a pericolose per la vita e in alcuni casi possono causare la morte. Possono verificarsi anche se il metamizolo è stato già precedentemente somministrato al paziente senza complicazioni.
Il metamizolo può provocare uno shock anafilattico e a volte reazioni anafilattiche/anafilattoidi gravi, pericolose per la vita o fatali per il paziente.
Le reazioni anafilattiche/anafilattoidi possono verificarsi subito o dopo ore. Tuttavia, di solito si manifestano entro un'ora dalla somministrazione. Possono verificarsi anche dopo che Minalgin è stato precedentemente tollerato senza complicazioni.
Comprendono reazioni cutanee e delle mucose (come ad es. prurito, bruciore, arrossamento della pelle, orticaria e gonfiori), dispnea e più raramente disturbi gastrointestinali, orticaria generalizzata, angioedema, broncospasmo, aritmie cardiache, patologie coronariche («sindrome di Kounis»), ipotensione (a volte con precedente aumento della pressione sanguigna) e shock circolatorio.
Nei pazienti con intolleranza agli analgesici che soffrono di sindrome asmatica, queste reazioni compaiono solitamente sotto forma di attacchi di asma.
Le reazioni anafilattiche/anafilattoidi possono avere esito fatale.
Pertanto, l'assunzione del medicamento deve essere interrotta immediatamente in caso di reazioni cutanee.
Patologie cardiache
Non nota: sindrome di Kounis.
Cfr. la rubrica «Disturbi del sistema immunitario».
Patologie vascolari
Non comune (≥1/1000, <1/100): reazioni ipotensive isolate.
Occasionalmente, durante (soluzione iniettabile) o dopo la somministrazione (soluzione iniettabile, compresse, gocce) del medicamento possono verificarsi reazioni ipotensive transitorie e isolate con un calo critico della pressione arteriosa. Queste reazioni non sono accompagnate da altri segni di reazione anafilattica/anafilattoide. Simili reazioni possono causare un grave calo della pressione arteriosa. L'iniezione endovenosa rapida aumenta il rischio di una reazione ipotensiva.
L'iperpiressia può anche essere accompagnata da un'ipotensione critica a seconda della dose, senza ulteriori segni di ipersensibilità.
Patologie gastrointestinali
Non nota: emorragie, ulcere e perforazioni gastrointestinali.
Patologie epatobiliari
Non nota: danni epatici dovuti al medicamento, compresi epatite acuta, ittero, aumento degli enzimi epatici (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
In associazione al trattamento con metamizolo sono state segnalate gravi effetti collaterali cutanei, tra cui la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN) e la reazione da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non comune (≥1/1000, <1/100): esantema fisso da medicamento.
Raro (≥1/10'000, <1/1000): eruzioni cutanee (come esantema maculopapulare).
Molto raro (<1/10°000): possono manifestarsi allergie gravi e a volte pericolose per la vita come malattie vescicolose della pelle e delle mucose (sindrome di Stevens-Johnson (SJS) o necrolisi tossico-epidermica (TEN)).
Se si verificano reazioni cutanee o di ipersensibilità, interrompere immediatamente l'uso di Minalgin (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Non nota: reazioni da medicamento con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).
Patologie renali e urinarie
Molto raro (<1/10'000): peggioramento acuto della funzionalità renale (insufficienza renale acuta), soprattutto in caso di patologie renali pregresse. In alcuni casi possono comparire allo stesso tempo oliguria, anuria o proteinuria.
Non nota: nefrite interstiziale acuta.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
In caso di applicazione parenterale possono comparire dolori e/o reazioni locali nel punto di iniezione (compresa la flebite).
È stata osservata una colorazione rossa delle urine, che può essere dovuta all'acido rubazonico, un prodotto di degradazione innocuo del metamizolo che viene prodotto in piccole quantità.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
In caso di sovradosaggio ci si può aspettare i seguenti sintomi: nausea, vomito, dolori addominali, peggioramento della funzionalità renale/insufficienza renale acuta (ad es. dovuta a una nefrite interstiziale) e dei sintomi rari a carico del SNC (vertigini, sonnolenza, coma, convulsioni) e ipotensione (a volte progressiva fino allo shock), nonché aritmie cardiache (tachicardia).
Dopo dosi elevate l'escrezione di metaboliti innocui (acido rubazonico) può provocare una colorazione rossa delle urine.
Terapia
Non è noto alcun antidoto specifico per il metamizolo. Se la sostanza è stata appena assunta, eliminare eventualmente la sostanza non riassorbita (lavanda gastrica, carbone medicinale). Il metabolita principale (4-metilamminoantipirina) è eliminabile mediante emoperfusione, emodialisi, emofiltrazione o plasmafiltrazione.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BB02
Meccanismo d'azione
Il metamizolo ha un effetto analgesico, spasmolitico e antipiretico. L'effetto analgesico viene raggiunto dai suoi metaboliti principali mediante interazione centrale e periferica con i recettori nocicettivi. L'effetto spasmolitico si basa su un abbassamento dell'eccitabilità della muscolatura liscia periferica, mentre l'effetto antipiretico è dovuto all'influenza del centro termico ipotalamico e alla stimolazione dell'aumento del rilascio di calore.
Farmacodinamica
Cfr. la rubrica «Meccanismo d'azione».
Efficacia clinica
Nessuna indicazione.
Farmacocinetica
Assorbimento
In realtà il metamizolo è un profarmaco che dopo la somministrazione orale o parenterale viene idrolizzato nel tratto gastrointestinale per formare 4-metilamminoantipirina. Dopo la somministrazione orale il riassorbimento avviene in modo rapido e quasi completo. I metaboliti sono 4-formilantipirina e la 4-amminoantipirina attiva che viene acetilizzata successivamente in 4-acetilamminoantipirina. Questi 4 metaboliti di tutti gli 8 noti rappresentano il 65–70 % della dose totale somministrata; l'escrezione avviene in gran parte per via renale.
Distribuzione
Il metamizolo stesso non può essere riscontrato nel plasma e nelle urine dopo la somministrazione orale. I metaboliti del metamizolo passano nel latte materno e sono riscontrabili fino a 48 ore dopo l'assunzione. Sono riscontrabili anche nella saliva. I dati sull'assorbimento, sul legame alle proteine plasmatiche e sull'eliminazione sono riassunti nella tabella seguente.
Cmax | Tmax | T½ | Legame alle proteine | Clearance | Escrezione di urina | |
|---|---|---|---|---|---|---|
4-metilamminoantipirina | 10,5 | 1,4 | 3,3 | 58 | 4,0 | 2,8 |
4-formilamminoantipirina | 2,1 | 7,2 | 10,1 | 18 | 39,3 | 12,7 |
4-amminoantipirina | ||||||
AL | 2,7 | 6,7 | 5,5 | 48 | 30,7 | 6,4 |
AR | 1,6 | 3,2 | 3,8 | 48 | 30,7 | 6,4 |
4-acetilamminoantipirina | ||||||
AL | 1,6 | 16,1 | 10,6 | 14 | 36,1 | 22,2 |
AR | 4,4 | 10,0 | 10,6 | 14 | 36,1 | 22,2 |
AL: acetilatore lento
AR: acetilatore rapido
Metabolismo
Cfr. le rubriche «Assorbimento» e «Distribuzione».
Eliminazione
Cfr. la rubrica «Distribuzione».
L'escrezione attraverso l'urina dopo la somministrazione endovenosa è maggiore che dopo la somministrazione orale. In caso di insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min), l'escrezione renale è ridotta e l'emivita di eliminazione del 4-metilamminoantipirina è prolungata.
Dati preclinici
Ci sono indicazioni di un effetto mutageno del metamizolo e anche risultati negativi. Da diversi esperimenti a lungo termine sul ratto e sul topo non risultano effetti cancerogeni. In due dei tre studi a lungo termine sul topo è stato osservato un aumento degli adenomi epatici ad alte dosi. Generalmente, però, questi risultati vengono considerati irrilevanti per l'uomo.
Studi sulla tossicità per la riproduzione sul ratto e sul coniglio non hanno mostrato effetti teratogeni.
Gli effetti embrioletali sono comparsi a partire da 100 mg/kg. Nel ratto le dosi più elevate hanno provocato compromissioni nel parto e una maggiore mortalità della madre e del cucciolo.
I controlli sulla fertilità hanno mostrato un tasso di gravidanza leggermente ridotto con una dose superiore a 250 mg per kg e giorno. La fertilità della generazione F1 non è stata compromessa.
Altre indicazioni
L'escrezione di un metabolita, l'acido rubazonico, può provocare una colorazione rossa delle urine; questo effetto scompare al termine del trattamento.
Incompatibilità
A causa di possibili incompatibilità, Minalgin non può essere miscelato con altri medicamenti nella stessa siringa (cfr. «Posologia/impiego»).
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare Minalgin a temperatura ambiente (15–25 °C), al riparo dalla luce e fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Le informazioni seguenti sono destinate esclusivamente agli operatori sanitari:
si applicano esclusivamente alla soluzione iniettabile in fiala.
Controllare la fiala. NON UTILIZZARE se danneggiata o qualora il liquido contenga particelle. In tutti questi casi, restituire l'intera confezione alla farmacia.
L'anello bianco sulla parte più stretta della fiala indica il punto di rottura sul collo della fiala. È possibile aprire la fiala in qualsiasi direzione. Picchiettare delicatamente la fiala con un dito per accertarsi che non si trovi del liquido nella parte superiore al momento dell'apertura della fiala.
| A
|
| B
|
Numero dell'omologazione
14746, 14747, 34496 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Streuli Pharma SA, Uznach.
Stato dell'informazione
Marzo 2025.
3017 — 25/03/2026

