ESCITALOPRAM Spirig HC cpr pell 20 mg
Spirig HealthCare AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Escitalopram Spirig HC®
Composizione
Principi attivi
Compresse rivestite con film, gocce orali, soluzione: escitalopram (come escitalopram ossalato)
Sostanze ausiliarie
Compresse rivestite con film: cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, silice colloidale anidra, magnesio stearato.
Rivestimento: ipromellosa, macrogol 400, titanio diossido [E 171].
Una compressa rivestita con film di Escitalopram Spirig HC 10 mg contiene 0.87 mg di sodio.
Una compressa rivestita con film di Escitalopram Spirig HC 20 mg contiene 1.75 mg di sodio.
Gocce orali, soluzione (20 mg/ml): acido citrico, sodio idrossido, propile gallato (E 310), acqua purificata, etanolo 96% (11,6% v/v).
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Compresse rivestite con film divisibili da 10 mg e 20 mg di escitalopram.
Gocce orali, soluzione: 1 ml di soluzione contiene 20 mg di escitalopram come escitalopram ossalato. 1 ml corrisp. a 20 gocce. 1 ml contiene 94 mg di alcol (etanolo 96%), corrispondente a 11,6% v/v.
Aspetto e sapore: soluzione trasparente, incolore con gusto amaro.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
- Trattamento della depressione in fase iniziale e come terapia di mantenimento contro le ricadute.
- Profilassi delle recidive di episodi di depressione unipolare.
- Trattamento del disturbo d'ansia sociale. L'efficacia a lungo termine nel caso del disturbo d'ansia sociale è stata documentata per una durata complessiva di 36 settimane.
- Trattamento del disturbo d'ansia generalizzato.
- Disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia.
- Trattamento del disturbo ossessivo compulsivo.
Posologia/Impiego
Adulti
La sicurezza di dosi superiori a 20 mg/die non è stata dimostrata.
Depressione
Escitalopram Spirig HC viene somministrato in un'unica dose giornaliera da 10 mg.
10 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Compresse rivestite con film 20 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|---|
1 | ½ | 10 |
Sulla base della risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg una volta al giorno.
L'effetto antidepressivo di solito si manifesta dopo 2-4 settimane; tuttavia, l'inizio dell'azione può essere osservato anche in tempi più brevi. Dopo che i sintomi della fase acuta si sono attenuati, è necessario un determinato periodo di tempo per il consolidamento della risposta. Il trattamento della depressione dovrebbe pertanto durare almeno 6 mesi. Nei pazienti affetti da depressione ricorrente (unipolare) può essere necessario attuare una terapia antidepressiva di mantenimento a lungo termine per prevenire l'insorgenza di nuovi episodi depressivi.
Disturbo d'ansia sociale
La dose abituale è di 10 mg di Escitalopram Spirig HC una volta al giorno.
10 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Compresse rivestite con film 20 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|---|
1 | ½ | 10 |
Sulla base della risposta individuale, dopo 4 settimane la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg una volta al giorno. L'efficacia è stata dimostrata fino a una durata del trattamento di 36 settimane. Qualora i pazienti non rispondano dopo 12 settimane, il trattamento dovrà essere interrotto.
Disturbo d'ansia generalizzato
La dose abituale è di 10 mg di Escitalopram Spirig HC una volta al giorno.
10 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Compresse rivestite con film 20 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|---|
1 | ½ | 10 |
Sulla base della risposta individuale, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg una volta al giorno.
Il trattamento a lungo termine dei pazienti che hanno risposto al trattamento è stato studiato per un periodo di almeno 6 mesi e può essere considerato su base individuale per la prevenzione delle ricadute.
Disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia
La dose iniziale raccomandata è di 5 mg per la prima settimana di trattamento, per poi essere aumentata a 10 mg al giorno. Sulla base della risposta del paziente, la dose può essere ulteriormente aumentata fino a un massimo di 20 mg al giorno.
Disturbo ossessivo compulsivo
La dose abituale è di 10 mg di Escitalopram Spirig HC una volta al giorno.
10 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Compresse rivestite con film 20 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|---|
1 | ½ | 10 |
Sulla base della risposta individuale, la dose può essere aumentata fino a un massimo di 20 mg una volta al giorno.
L'effetto a lungo termine nei pazienti che hanno risposto al trattamento (trattati con escitalopram 10 o 20 mg/die) è stato studiato per un periodo di almeno 24 settimane.
Poiché il disturbo ossessivo compulsivo costituisce una patologia cronica, i pazienti devono essere trattati per diversi mesi o anche più a lungo prima che sia possibile accertare la scomparsa dei sintomi.
La necessità del trattamento e il dosaggio devono essere rivalutati periodicamente.
Interruzione del trattamento
Deve essere evitata l'interruzione improvvisa del trattamento. Quando si interrompe il trattamento con escitalopram la dose deve essere gradualmente ridotta nell'arco di almeno una o due settimane per ridurre il rischio di sintomi da sospensione (vedere Avvertenze e misure precauzionali e Effetti indesiderati). Qualora, durante la riduzione della dose o alla sospensione del trattamento, comparissero sintomi intollerabili, si deve prendere in considerazione la possibilità di ripristinare la dose precedente. Successivamente il medico potrà riprendere la riduzione della dose, ma in modo più graduale.
Modo di somministrazione
Escitalopram Spirig HC compresse rivestite con film e gocce orali, soluzione viene somministrato una volta al giorno e può essere assunto indipendentemente dall'assunzione di cibo.
Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione può essere miscelato soltanto con acqua, succo d'arancia o succo di mela. Le gocce non possono essere miscelate con altri liquidi all'infuori di quelli precedentemente indicati né con altri medicamenti.
Per versare le gocce, capovolgere il flacone. Se le gocce non scendono, picchiettare leggermente il flacone finché non si avvia il flusso di gocce.

Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Si raccomanda una dose iniziale giornaliera di 5 mg durante le prime 2 settimane.
5 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|
½ | 5 |
Sulla base della risposta individuale, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno (vedere Farmacocinetica).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
In pazienti con insufficienza renale lieve o moderata può essere necessario un aggiustamento della dose. Si raccomanda cautela nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min) (vedere Farmacocinetica).
Pazienti anziani (> 65 anni)
La dose all'inizio del trattamento è di 5 mg una volta al giorno. Sulla base della risposta individuale del paziente, la dose può essere aumentata a 10 mg al giorno (vedere Farmacocinetica). Per l'indicazione disturbo ossessivo compulsivo i pazienti > 60 anni sono stati scarsamente studiati.
Bambini e adolescenti (< 18 anni)
Escitalopram Spirig HC non deve essere usato per il trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni (vedere Avvertenze e misure precauzionali).
Metabolizzatori lenti del CYP2C19
Il dosaggio deve essere effettuato con attenzione. Si raccomanda una dose iniziale di 5 mg al giorno per le prime 2 settimane.
5 mg corrispondono a:
Compresse rivestite con film 10 mg | Gocce orali, soluzione 20 mg/ml |
|---|---|
½ | 5 |
Sulla base della risposta individuale, la dose può essere aumentata fino a 10 mg al giorno (vedere Farmacocinetica).
Controindicazioni
- Ipersensibilità a escitalopram o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie (vedere Composizione).
- Somministrazione concomitante di inibitori (selettivi o non selettivi) irreversibili delle monoammino-ossidasi (MAO) (vedere Interazioni).
- Associazione con inibitori reversibili delle MAO-A (ad es. moclobemide) o con il MAO-inibitore reversibile non selettivo linezolid (vedere Interazioni).
- Somministrazione concomitante di pimozide (vedere Interazioni).
- Escitalopram è controindicato in pazienti affetti da noto prolungamento dell'intervallo QT o sindrome congenita del QT lungo.
- Escitalopram è controindicato in co-somministrazione con medicamenti noti per causare un prolungamento dell'intervallo QT (vedere Interazioni).
Avvertenze e misure precauzionali
Le seguenti avvertenze speciali e precauzioni sono applicabili all'intera classe terapeutica degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).
Bambini e adolescenti:
Escitalopram Spirig HC non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora si ritenga clinicamente necessario effettuare un trattamento antidepressivo, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari.
Non sono inoltre disponibili dati sulla sicurezza a lungo termine nei bambini e negli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.
Rischio suicidario
I disturbi depressivi sono associati ad un maggior rischio di ideazione suicidaria, autolesionismo e suicidio (eventi suicidio correlati). Questo aumento del rischio persiste fino a quando non si verifichi un significativo miglioramento dei sintomi. Poiché ciò non si verifica necessariamente durante le prime settimane di trattamento, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino alla comparsa di un miglioramento. L'esperienza clinica maturata fino ad oggi mostra che il rischio di suicidio può aumentare all'inizio del trattamento.
Anche altre patologie psichiatriche per le quali sia stato prescritto Escitalopram Spirig HC possono essere associate ad un maggior rischio di eventi suicidio correlati. Inoltre, queste patologie possono essere in comorbidità con il disturbo depressivo. Di conseguenza, nel trattamento di altre patologie psichiatriche si dovranno osservare le stesse precauzioni osservate nel trattamento di pazienti con disturbo depressivo.
I pazienti con un'anamnesi di comportamento suicidario o che hanno manifestato intenzioni suicidarie evidenti prima dell'inizio del trattamento, sono soggetti a un rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio. Pertanto, devono essere attentamente monitorati durante il trattamento.
Una meta-analisi di studi clinici controllati con placebo sull'utilizzo di medicamenti antidepressivi in pazienti adulti affetti da disturbi psichiatrici ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nei pazienti di età inferiore a 25 anni trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo.
La terapia farmacologica deve essere associata a una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio suicidario, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento e dopo aggiustamenti della dose. I pazienti e le persone coinvolte nella cura del paziente devono essere avvertiti sulla necessità di monitorare ogni peggioramento del quadro clinico, comportamenti o pensieri suicidari e insoliti cambiamenti comportamentali. Qualora tali sintomi si presentino, i pazienti devono rivolgersi immediatamente al medico curante.
Soprattutto all'inizio della terapia, il medicamento deve essere prescritto nel formato idoneo più piccolo per limitare il rischio di autolesionismo.
Ansia paradossa
All'inizio della terapia con antidepressivi alcuni pazienti con disturbo da attacchi di panico possono andare incontro a un'accentuazione dei sintomi ansiosi. Questa reazione paradossa di solito si risolve entro due settimane di trattamento continuato. Al fine di ridurre la probabilità di insorgenza di manifestazioni di ansia paradossa, si consiglia una dose iniziale bassa (vedere Posologia/impiego).
Acatisia/Irrequietezza psicomotoria
L'uso di medicamenti SSRI/SNRI è stato associato allo sviluppo di irrequietezza psicomotoria o di acatisia, caratterizzata da una sensazione spiacevole o stressante di irrequietezza con bisogno di muoversi spesso, nonché dall'impossibilità di stare seduti tranquillamente o fermi in piedi. Questo disturbo si manifesta più probabilmente entro le prime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano tali sintomi, un aumento della dose può essere dannoso.
Convulsioni
Escitalopram deve essere sospeso se il paziente manifesta per la prima volta convulsioni oppure se si verifica un aumento della frequenza delle crisi convulsive (in pazienti con precedente diagnosi di epilessia). Gli SSRI non devono essere utilizzati nei pazienti con epilessia instabile e devono essere utilizzati sotto attento monitoraggio nei pazienti con epilessia controllata.
Mania
Gli SSRI devono essere usati con cautela in pazienti con un'anamnesi di mania/ipomania. Il trattamento con gli SSRI deve essere sospeso all'insorgere di una fase maniacale.
Diabete
Nei pazienti diabetici il trattamento con gli SSRI può alterare i livelli di glucosio nel sangue. In questi casi potrebbe rendersi necessario modificare la dose di insulina e/o di altri antidiabetici orali.
Iponatriemia
L'iponatriemia, che si osserva in caso di assunzione di SSRI ed è probabilmente dovuta ad una secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico, generalmente si risolve con l'interruzione della terapia. Apparentemente le donne più anziane sono particolarmente a rischio di sviluppare questo effetto collaterale. Occorre inoltre procedere con cautela nel caso di pazienti anziani, pazienti con cirrosi o pazienti che assumono contemporaneamente un medicamento che causa iponatriemia.
Emorragia
Sono stati segnalati casi di prolungamento del tempo di sanguinamento e/o di manifestazioni emorragiche (ad es. ecchimosi, emorragie ginecologiche, sanguinamento gastrointestinale e altre manifestazioni emorragiche e delle mucose) in terapia con gli SSRI. Gli SSRI/SNRI possono aumentare il rischio di un'emorragia postpartum (vedere Gravidanza, allattamento e Effetti indesiderati). Si consiglia cautela in pazienti che assumono SSRI in particolare in concomitanza con anticoagulanti orali e con medicamenti noti per influenzare la funzione piastrinica (ad es. acido acetilsalicilico e antinfiammatori non steroidei, ticlopidina e dipiridamolo) come anche nei pazienti con tendenza al sanguinamento nota.
Terapia elettroconvulsiva
I dati inerenti l'esperienza clinica del trattamento concomitante con SSRI e terapia elettroconvulsiva sono limitati, pertanto si consiglia cautela.
Sindrome serotoninergica
L'uso concomitante di Escitalopram Spirig HC e altri medicamenti con effetto serotoninergico, inclusi quelli contro l'emicrania a base di triptano come sumatriptan, triptofano, inibitori delle MAO, oppioidi come tramadolo e buprenorfina, altri antidepressivi appartenenti alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) e antidepressivi triciclici può causare la sindrome serotoninergica (vedere Interazioni). Se il trattamento concomitante con altri medicamenti serotoninergici è clinicamente indicato, si raccomanda un'attenta osservazione del paziente, specialmente all'inizio del trattamento e durante l'incremento della dose.
Una combinazione di sintomi, come agitazione, tremore, mioclono e ipertermia può essere indicativa dello sviluppo di questa sindrome. Qualora si presentino questi sintomi, Escitalopram Spirig HC e i medicamenti serotoninergici devono essere sospesi immediatamente e occorre avviare una terapia sintomatica.
Iperico
Puo'verificarsi un'interazione fra SSRI e rimedi a base di erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) che risulta in un'aumentata incidenza degli effetti indesiderati.
Sintomi da sospensione/interruzione del trattamento
Quando si interrompe il trattamento con Escitalopram Spirig HC la dose deve essere ridotta gradualmente su un periodo di 1-2 settimane per evitare la comparsa di sintomi da sospensione. I pazienti devono essere monitorati attentamente anche dopo la sospensione del trattamento per il rischio di una recidiva della depressione (con rinnovato potenziale di comportamento suicidario) o di sintomi da sospensione (vedere Posologia/impiego e Effetti indesiderati).
Cardiopatia coronarica
Si raccomanda cautela in pazienti con cardiopatia coronarica a causa dell'esperienza limitata maturata negli studi clinici.
Prolungamento dell'intervallo QT
È stato dimostrato che escitalopram può causare un prolungamento dose-dipendente dell'intervallo QT. Dopo l'immissione in commercio sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie ventricolari, inclusi casi molto rari di Torsione di Punta.
Questo si è verificato soprattutto in pazienti di sesso femminile come pure in pazienti affetti da ipopotassemia, da un pregresso prolungamento del QT o da altre patologie cardiache (vedere Controindicazioni, Interazioni, Effetti indesiderati, Posologia eccessiva e Proprietà/effetti).
Si raccomanda prudenza in pazienti affetti da significativa bradicardia o in pazienti con recente infarto acuto del miocardio o che soffrono di insufficienza cardiaca non compensata.
Squilibri elettrolitici come ipopotassemia e ipomagnesiemia aumentano il rischio di aritmie maligne e devono essere corretti prima di iniziare il trattamento con escitalopram.
Se si trattano pazienti con patologie cardiache clinicamente stabili, si deve considerare di effettuare un controllo dell'ECG prima di iniziare il trattamento.
Se durante il trattamento con escitalopram si presentano segni di aritmia cardiaca, il trattamento deve essere sospeso e deve essere effettuato un ECG.
Glaucoma ad angolo chiuso
Gli SSRI compreso escitalopram possono avere un effetto sulle dimensioni della pupillacon conseguente midriasi. Questo effetto midriatico può ridurre l'angolo dell'occhio con conseguente aumento della pressione intraoculare e possibile sviluppo di un glaucoma ad angolo chiuso, specialmente in pazienti predisposti. Escitalopram deve quindi essere usato con cautela nei pazienti con glaucoma ad angolo chiuso o storia di glaucoma.
Fertilità
Studi sperimentali sugli animali hanno dimostrato che citalopram influsce sulla qualità dello sperma (vedere Dati preclinici).
Segnalazioni di casi correlati al trattamento con alcuni SSRI hanno indicato che nell'uomo l'effetto sulla qualità dello sperma è reversibile.
Finora non è stato osservato impatto sulla fertilità nell'uomo.
Disfunzioni sessuali
Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs)/inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) possono causare disfunzioni sessuali. Sono stati segnalati casi di disfunzioni sessuali di lunga durata con persistenza dei sintomi nonostante la sospensione della terapia con SSRI/SNRI.
Alcol
Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione 20 mg/ml contiene 94 mg di alcol (etanolo al 96%) per 1 ml di soluzione (corrispondente a 20 gocce), corrispondente a 11,6% v/v.
Sodio
Escitalopram Spirig HC compresse rivestite con film contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa; cioè essenzialmente «senza sodio».
Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione 20 mg/ml contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per 1 ml di soluzione (corrispondente a 20 gocce), cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Interazioni farmacodinamiche
Associazioni controindicate
Inibitori irreversibili non selettivi delle MAO
Sono state osservate reazioni gravi in pazienti che avevano assunto gli SSRI in concomitanza con inibitori irreversibili non selettivi delle MAO e in pazienti che hanno iniziato una terapia con inibitori delle MAO immediatamente dopo aver terminato una terapia con SSRI. In alcuni casi è stato osservato un aumento dell'attività serotoninergica (sindrome serotoninergica).
La somministrazione concomitante di escitalopram con inibitori irreversibili non selettivi delle MAO è controindicata. Una terapia con Escitalopram Spirig HC va iniziata soltanto 14 giorni dopo la conclusione di un trattamento con un inibitore irreversibile delle MAO. Il trattamento con inibitori irreversibili non selettivi delle MAO va iniziato soltanto 7 giorni dopo la sospensione di una terapia con Escitalopram Spirig HC.
Inibitori reversibili selettivi delle MAO-A (moclobemide)
La somministrazione concomitante di escitalopram e di un inibitore delle MAO-A come moclobemide è controindicata a causa del rischio di sviluppare la sindrome serotoninergica. Se tale combinazione e'assolutamente necessaria, si dovrà iniziare con il dosaggio minimo raccomandato e rafforzare al massimo il monitoraggio clinico del paziente.
Altrimenti, la terapia con Escitalopram Spirig HC andrebbe iniziata al più presto 1 giorno dopo l'interruzione del trattamento con l'inibitore reversibile selettivo delle MAO-A moclobemide.
Inibitore reversibile non selettivo delle MAO (linezolid)
L'antibiotico linezolid è un inibitore reversibile non selettivo delle MAO e non deve pertanto essere somministrato a pazienti in trattamento con escitalopram.
Se la combinazione e'assolutamente necessaria, si dovrà somministrare la dose minima possibile e rafforzare al massimo il monitoraggio clinico del paziente.
Inibitore irreversibile selettivo delle MAO-B (selegilina)
La combinazione di Escitalopram Spirig HC e selegilina (inibitore selettivo delle MAO-B) deve essere evitata a causa del rischio di sindrome serotoninergica. La co-somministrazione di citalopram racemo e selegilina (fino a 10 mg al giorno) non ha fatto osservare interazioni clinicamente rilevanti. Non sono disponibili dati su esperienze a lungo termine relative alla co-somministrazione di citalopram e selegilina in pazienti con malattia di Parkinson.
Pimozide
La somministrazione concomitante di una dose singola di 2 mg di pimozide a soggetti trattati per 11 giorni con 40 mg di citalopram racemo al giorno ha causato l'aumento della AUC e della Cmax di pimozide; questo aumento non è stato osservato in modo costante. La somministrazione concomitante di pimozide e citalopram ha determinato un prolungamento medio dell'intervallo QTc di circa 10 msec. Poiché l'interazione è stata osservata già a un basso dosaggio di pimozide, la co-somministrazione di escitalopram e pimozide è controindicata.
Prolungamento dell'intervallo QT
Non sono stati condotti studi farmacocinetici e farmacodinamici sull'utilizzo di escitalopram insieme ad altri medicamenti che prolungano l'intervallo QT.
Non è possibile escludere un effetto additivo di escitalopram e questi medicamenti. Di conseguenza la somministrazione di escitalopram con medicamenti che prolungano l'intervallo QT, come ad esempio gli antiaritmici delle classi IA e III, gli antipsicotici (ad es. i derivati delle fenotiazine, pimozide, aloperidolo), gli antidepressivi triciclici, determinati principi attivi antimicrobici (ad es. moxifloxacina, eritromicina EV, pentamidina, sostanze antimalaria, in particolare alofantrina) come pure determinati antistaminici (mizolastina) è controindicata.
Co-somministrazioni per le quali e'indicata cautela
Sostanze serotoninergiche
La somministrazione concomitante di sostanze quali oppioidi come tramadolo e buprenorfina, sumatriptan e altri triptani può portare ad un potenziamento degli effetti associati al 5-HT. Si deve quindi usare cautela in caso di assunzione contemporanea di Escitalopram Spirig HC e sostanze serotoninergiche poiché aumenta il rischio di sindrome serotoninergica, una malattia potenzialmente pericolosa per la vita (vedere anche Avvertenze e misure precauzionali).
Medicamenti che abbassano la soglia convulsiva
Gli SSRI possono abbassare la soglia convulsiva. Si raccomanda cautela in caso di co-somministrazione con medicamenti che abbassano tale soglia.
Litio, triptofano
Quando gli SSRI sono somministrati insieme a litio o triptofano si potrebbe osservare un potenziamento della risposta. Pertanto l'assunzione concomitante di queste sostanze richiede cautela.
Iperico
Possono verificarsi interazioni fra SSRI e rimedi a base di erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) che risulta in un'aumentata incidenza degli effetti indesiderati.
Emorragia
In caso di assunzione concomitante degli SSRI con anticoagulanti si possono verificare alterazioni della capacità di coagulazione del sangue. I pazienti in terapia con anticoagulanti devono essere sottoposti a monitoraggio dei parametri della coagulazione all'inizio e alla fine di una terapia con Escitalopram Spirig HC.
Alcol
Uno studio realizzato su 12 soggetti ha dimostrato che una minima quantità di alcol (in dose singola) non ha prodotto interazioni farmacocinetiche né farmacodinamiche con citalopram racemo.
Interazioni farmacocinetiche
Effetti di altri medicamenti sulla farmacocinetica di escitalopram
Il metabolismo di escitalopram è mediato principalmente da CYP2C19. Anche CYP3A4 e CYP2D6 sono coinvolti, sebbene in misura minore. Il maggiore metabolita S‑DCT (escitalopram demetilato) sembra essere parzialmente catalizzato dal CYP2D6.
La co-somministrazione di medicamenti che inibiscono CYP2C19 può causare un aumento della concentrazione plasmatica di escitalopram. Si raccomanda cautela in caso di somministrazione concomitante di omeprazolo, ad esempio. Può essere necessaria una riduzione della dose di escitalopram.
Cimetidina
La co-somministrazione di escitalopram e cimetidina (inibitore enzimatico generale di moderata potenza) è risultato in un moderato incremento (approssimativamente il 70%) della concentrazione plasmatica di escitalopram. Si raccomanda pertanto cautela nell'ambito posologico superiore di escitalopram in caso di co-somministrazione con cimetidina. Possono essere necessari aggiustamenti della dose.
Ritonavir, ketoconazolo
La farmacocinetica di escitalopram viene modificata in parte anche in modo statisticamente significativo dalla somministrazione concomitante di ritonavir (inibitore del CYP3A4) o ketoconazolo (potente inibitore del CYP3A4) (ad es. CIescitalopram diminuisce in modo statisticamente significativo in caso di somministrazione concomitante con ketoconazolo). La rilevanza clinica di questa osservazione è ancora incerta.
Effetti di escitalopram sulla farmacocinetica di altri medicamenti
Escitalopram è un inibitore del CYP2D6. Si raccomanda cautela nel co-somministrare escitalopram con medicamenti che vengono metabolizzati prevalentemente da questo enzima e con un indice terapeutico stretto come flecainide, propafenone e metoprololo (quando usati nell'insufficienza cardiaca). Può rendersi necessario un aggiustamento della dose.
La co-somministrazione di escitalopram con metoprololo o desipramina ha prodotto in entrambi i casi un raddoppiamento della concentrazione plasmatica dei due substrati del CYP2D6.
Studi in vitro hanno dimostrato che escitalopram è un debole inibitore del CYP2C19. Si raccomanda pertanto cautela nell'uso concomitante di medicamenti metabolizzati dal CYP2C19.
Varie
Studi sull'interazione farmacocinetica con citalopram racemo hanno dimostrato che non si verifica alcuna interazione di rilevanza clinica con carbamazepina, triazolam (entrambi sono substrati del CYP3A4), teofillina (substrato del CYP1A2), warfarin (substrato del CYP3A4 e del CYP2C9), levomepromazina (inibitore del CYP2D6), litio e digossina.
Sulla base di isolate segnalazioni spontanee (sorveglianza post-marketing) sulle possibili interazioni fra warfarin ed escitalopram, i pazienti in terapia anticoagulante devono essere attentamente monitorati all'inizio di un trattamento con escitalopram.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non esistono dati sufficienti riguardanti l'utilizzo in donne in gravidanza.
Studi sperimentali sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (per informazioni più dettagliate vedere Dati preclinici).
Il medicamento non deve essere usato durante la gravidanza a meno che sia assolutamente necessario.
I neonati devono essere sottoposti a monitoraggio se la madre ha assunto escitalopram fino alle ultime fasi della gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre.
Qualora escitalopram sia stato assunto fin quasi al parto o fino al momento del parto, il neonato potrebbe presentare i seguenti sintomi da sospensione: difficoltà respiratorie, cianosi, apnea, convulsioni, instabilità della temperatura corporea, difficoltà di nutrizione, vomito, ipoglicemia, tremore, tono muscolare anormale, iperreflessia, nervosismo, irritabilità, letargia, pianto persistente, sonnolenza e disturbi del sonno. Questi possono essere sintomi da sospensione o essere manifestazioni indicative di un'eccessiva attività serotoninergica. Nella maggior parte dei casi le complicanze iniziano immediatamente o subito dopo il parto (entro 24 ore).
In uno studio epidemiologico l'uso di SSRI dopo le prime 20 settimane di gravidanza è stato messo in relazione con un aumentato rischio di ipertensione polmonare persistente del neonato (Persistent Pulmonary Hypertension of the Newborn, PPHN).
Secondo questa fonte, il rischio assoluto per le donne che avevano assunto SSRI nell'ultima fase della gravidanza era di circa 6-12 casi per 1000 donne rispetto a 1-2 casi per 1000 donne nella popolazione generale. Non esistono attualmente dati consolidati circa il rischio di PPHN dopo assunzione di SSRI in gravidanza; questo è il primo studio che ha indagato il potenziale rischio. Lo studio non aveva tuttavia a disposizione un numero sufficiente di casi di assunzione di singoli SSRI per determinare se tutti gli SSRI comportano il medesimo rischio di PPHN.
I dati osservazionali individuano un rischio aumentato (inferiore a 2 volte) di emorragia postpartum in seguito a esposizione a SSRI/SNRI nel mese precedente il parto (vedere Avvertenze e misure precauzionali e Effetti indesiderati).
Allattamento
Non sono disponibili studi controllati su donne in allattamento. Si ipotizza che escitalopram venga escreto nel latte materno.
Qualora sia necessario un trattamento con Escitalopram Spirig HC, l'allattamento deve essere interrotto.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Escitalopram non influenza le funzioni intellettive e la performance psicomotoria. Tuttavia, come nel caso di altri medicamenti psicoattivi, si raccomanda prudenza se si guidano veicoli o si utilizzano macchinari.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati si manifestano generalmente nella prima e seconda settimana di terapia. Intensità e frequenza di questi effetti di solito si riducono nel corso del trattamento e di norma non richiedono un'interruzione della terapia.
La sospensione degli SSRI/SNRI (soprattutto se improvvisa) può causare sintomi da sospensione. I dati preclinici e clinici disponibili suggeriscono che gli SSRI non causano dipendenza.
Le reazioni segnalate con maggiore frequenza sono capogiri, disturbi sensoriali (incluse parestesie e sensazioni simili a scosse elettriche), disturbi del sonno (inclusi insonnia e sogni anomali), irrequietezza o ansia, nausea e/o vomito, tremori, stato confusionale, aumento della sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilità emotiva, irritabilità e disturbi della vista.
In generale questi eventi sono di intensità da leggera a moderata e sono transitori, tuttavia in alcuni pazienti possono anche essere di forte intensità e/o durare a lungo. È pertanto consigliabile, sospendere progressivamente il trattamento con escitalopram quando il trattamento non è più necessario (vedere Posologia/impiego).
Gli effetti indesiderati del trattamento con escitalopram sono elencati di seguito secondo la classificazione per sistemi e organi e la frequenza. Gli effetti indesiderati che si sono verificati con maggiore frequenza con escitalopram che con placebo in studi in doppio cieco controllati con placebo sono riportati con l'indicazione della loro frequenza. Per le segnalazioni spontanee dopo l'immissione sul mercato (dati post-marketing) non è stato possibile calcolare una frequenza. Nel seguito questi effetti indesiderati sono riportati con la dicitura Frequenza non nota. La frequenza è così definita:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, <1/10),
«non comune» (≥1/1000, <1/100)
«raro» (≥1/10000, <1/1000)
«molto raro» (<1/10000)
Patologie del sistema emolinfopoietico
- Frequenza non nota: Trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario
- Raro: Reazione anafilattica
Patologie endocrine
- Frequenza non nota: Secrezione inappropriata di ADH, iperprolattinemia*
* Questo evento è stato segnalato per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
- Comune: Riduzione dell'appetito, aumento dell'appetito, aumento del peso
- Non comune: Riduzione del peso
- Frequenza non nota: Iponatriemia, anoressia1
Disturbi psichiatrici
- Comune: Ansia, irrequietezza, sogni anomali, riduzione della libido, anorgasmia femminile
- Non comune: Bruxismo, agitazione, nervosismo, attacchi di panico, stato confusionale
- Raro: Aggressività, depersonalizzazione, allucinazioni
- Frequenza non nota: Mania, ideazione suicidaria, comportamento suicidario2
Patologie del sistema nervoso
- Comune: Insonnia, sonnolenza, capogiri, parestesie, tremore
- Non comune: Alterazioni del gusto, disturbi del sonno, sincope
- Raro: Sindrome serotoninergica
- Frequenza non nota: Discinesia, disturbi del movimento, convulsioni, irrequietezza psicomotoria/acatisia1
Patologie dell'occhio
- Non comune: Midriasi, disturbi visivi
Patologie dell'orecchio e del labirinto
- Non comune: Tinnito
Patologie cardiache
- Non comune: Tachicardia
- Raro: Bradicardia
- Frequenza non nota: Prolungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma
Dopo l'immissione in commercio sono stati segnalati casi di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie ventricolari, inclusi casi molto rari di Torsione di Punta. Questo si è verificato soprattutto in pazienti di sesso femminile come pure in pazienti affetti da ipopotassemia, da un pregresso prolungamento del QT o da altre patologie cardiache (vedere Controindicazioni, Avvertenze e misure precauzionali, Interazioni, Posologia eccessiva, Proprietà/effetti).
Patologie vascolari
- Frequenza non nota: Ipotensione ortostatica
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
- Comune: Sinusite, sbadiglio
- Non comune: Epistassi
Patologie gastrointestinali
- Molto comune: Nausea (15%)
- Comune: Diarrea, stipsi, vomito, bocca secca
- Non comune: Emorragie gastrointestinali (comprese emorragie rettali)
Patologie epatobiliari
- Frequenza non nota: Epatite, alterazione dei test di funzionalità epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
- Comune: Aumento della sudorazione
- Non comune: Orticaria, alopecia, eruzione cutanea, prurito
- Frequenza non nota: Ecchimosi, angioedema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
- Comune: Artralgia, mialgia
- Frequenza non nota: Rabdomiolisi
Patologie renali e urinarie
- Frequenza non nota: Ritenzione urinaria
Patologie del sistema riproduttivo e della mammella
- Comune: Disturbi di eiaculazione, impotenza
- Non comune: Metrorragia, menorragia
- Frequenza non nota: Galattorrea, priapismo, emorragia postpartum*
* Questo evento è stato segnalato per la classe terapeutica degli SSRI/SNRI (vedere Avvertenze e misure precauzionali e Gravidanza/Allattamento).
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
- Comune: Affaticamento, febbre
- Non comune: Edema
1: Questi effetti indesiderati sono stati segnalati per la classe terapeutica degli SSRI.
2: Casi di ideazione suicidaria o comportamenti suicidari sono stati segnalati durante la terapia con escitalopram o nei primi tempi dopo l'interruzione del trattamento (vedere Avvertenze e misure precauzionali).
Effetti di classe
Studi epidemiologici, condotti principalmente su pazienti di 50 anni o più anziani, mostrano un aumento del rischio di fratture ossee in pazienti trattati con SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e TCA (TriCyclic Antidepressants, antidepressivi triciclici). Il meccanismo che determina questo rischio non è noto.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Tossicità
I dati clinici sul sovradosaggio di escitalopram sono limitati e in molti casi sono associati a sovradosaggio di altri medicamenti concomitanti. Nella maggior parte dei casi i sintomi erano assenti o lievi. Casi fatali da sovradosaggio da solo escitalopram sono stati segnalati raramente; nella maggior parte dei casi si trattava di sovradosaggio con più medicamenti concomitanti. L'assunzione di dosaggi fra 400 e 800 mg di escitalopram senza alcun medicamento concomitante non ha comportato la comparsa di sintomi di grave entità.
Segni e sintomi
I sintomi osservati nei casi di sovradosaggio con escitalopram riguardano principalmente il sistema nervoso centrale (da capogiri, tremore e agitazione a rari casi di sindrome serotoninergica, convulsioni e coma), il sistema gastrointestinale (nausea/vomito), al sistema cardiovascolare (ipotensione, tachicardia, prolungamento dell'intervallo QT e aritmie) e l'equilibrio elettrolitico (ipopotassemia, iponatriemia).
Trattamento
Non è noto un antidoto specifico. Stabilire e mantenere la pervietà delle vie aeree, assicurare un'adeguata ossigenazione e funzionalità respiratoria. Si deve prendere in considerazione la possibilità di effettuare una lavanda gastrica e l'utilizzo di carbone attivo. La lavanda gastrica deve essere effettuata appena possibile dopo l'ingestione orale. Si raccomanda il monitoraggio della funzione cardiaca mediante ECG e il monitoraggio dei parametri vitali oltre alle comuni misure sintomatiche di supporto.
È consigliabile un monitoraggio con ECG in caso di sovradosaggio in pazienti affetti da insufficienza cardiaca/bradiaritmie, in pazienti in terapia concomitante con medicamenti che prolungano l'intervallo QT o in pazienti con alterazioni del metabolismo, ad es. insufficienza epatica.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N06AB10
Meccanismo d'azione
Escitalopram è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (5-HT). Escitalopram non ha o ha una minima affinità su un numero di recettori inclusi 5-HT1A, 5-HT2, DA D1 e D2, nonché gli adrenorecettori alfa1, alfa2, beta, i recettori istaminergici H1, i recettori colinergici muscarinici e i recettori per benzodiazepine e oppioidi.
L'inibizione della ricaptazione della serotonina è l'unico probabile meccanismo d'azione in grado di spiegare gli effetti farmacologici e clinici di escitalopram.
Escitalopram ha un'elevata affinità per il sito di legame primario e un effetto allosterico di regolazione sul trasportatore della serotonina.
Escitalopram è l'enantiomero S del racemo (citalopram) ed è l'enantiomero a cui viene attribuita l'efficacia terapeutica. Studi farmacologici hanno dimostrato che l'enantiomero R non è inattivo, bensì contrasta l'accumulo di serotonina e le proprietà farmacologiche correlate dell'enantiomero S.
Farmacodinamica
Vedere Meccanismo d'azione.
Efficacia clinica
Efficacia nella depressione
Studi in doppio cieco controllati con placebo hanno dimostrato che escitalopram ha portato ad una riduzione significativamente più veloce del punteggio sulla scala MADRS (Montgomery & Asberg Depression Rating Scale, scala di valutazione della depressione di Montgomery e Asberg) rispetto al placebo a partire dalla seconda settimana di trattamento. La valutazione globale secondo CGI-I (Clinical Global Impression – Improvement Items, impressione clinica globale - item sul miglioramento) ha mostrato già dopo la prima settimana di terapia con escitalopram una differenza statisticamente significativa con il placebo. In questi studi non è stato possibile dimostrare queste rapide variazioni con citalopram racemo.
Efficacia sui sintomi d'ansia associati a depressione
In studi in doppio cieco controllati con placebo e'stato possibile dimostrare che escitalopram produce una riduzione più consistente del punteggio sulla scala MADRS di valutazione dell'ansia (tensione interna, disturbi del sonno) rispetto al placebo. I risultati di un altro studio in doppio cieco controllato con placebo hanno dimostrato la superiore efficacia di escitalopram rispetto al placebo sulla scala di valutazione dell'ansia di Hamilton (HAMilton Anxiety rating scale, HAM-A) e sulla scala di valutazione della depressione di Hamilton (HAMilton Depression rating scale, HAM-D).
Escitalopram non ha mostrato effetti clinicamente significativi sulle funzioni vitali, l'ECG o i parametri di laboratorio nei volontari sani e dei pazienti.
Efficacia nel disturbo d'ansia sociale
Nei pazienti affetti da disturbo d'ansia sociale (in tre studi su tre) escitalopram si è dimostrato efficace sia dopo un trattamento a breve termine (da 8 a 12 settimane) che a lungo termine (fino a 9 mesi).
Efficacia nel disturbo d'ansia generalizzato
Escitalopram 10 e 20 mg/die si è dimostrato efficace in quattro studi su quattro controllati con placebo. La dose di 5 mg non è stata efficace.
I dati aggregati di tre studi con disegno simile condotti su un totale di 421 pazienti trattati con escitalopram rispetto a 419 pazienti trattati con placebo hanno mostrato una percentuale di responder pari al 47,5% per escitalopram rispetto al 28,9% del placebo e un tasso di remissione del 37,1% per escitalopram contro un 20,8% per il placebo. Un effetto sostenuto si è osservato dopo una settimana di trattamento.
Escitalopram 20 mg/die ha ridotto significativamente il rischio di recidiva in uno studio della durata di 24 fino a 76 settimane condotto su 375 pazienti che avevano risposto alla terapia in una fase iniziale in aperto della durata di 12 settimane.
Efficacia negli attacchi di panico
L'efficacia di escitalopram è stata documentata in uno studio controllato con placebo della durata di 10 settimane con dosaggio variabile di escitalopram di 5-20 mg al giorno e di citalopram racemo di 10-40 mg al giorno.
Lo studio ha dimostrato un'efficacia superiore di escitalopram rispetto a placebo nei valori relativi alla frequenza degli attacchi di panico, al livello di gravità, alla durata e ai sintomi associati al disturbo di panico.
Efficacia nel disturbo ossessivo compulsivo
In uno studio clinico randomizzato in doppio cieco escitalopram 20 mg/die ha prodotto, dopo 12 settimane, una riduzione maggiore del punteggio misurata sulle scale seguenti rispetto al placebo: punteggio totale Y-BOCS (Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale, scala di valutazione del disturbo ossessivo compulsivo di Yale-Brown) (differenza media: 3,21 punti), punteggio totale Y-BOCS per sottoscala ossessioni/rituali e NIMH-OCS (National Institute of Mental Health Obsessive Compulsive Scale, scala per la valutazione del disturbo ossessivo compulsivo del National Institute of Mental Health). Escitalopram 10 mg/die si è distinto numericamente dal placebo nel punteggio totale Y-BOCS dopo 12 settimane (differenza media: 1,97 punti), ma non è stato statisticamente significativo (p= 0,052).
Dopo 24 settimane, entrambe le dosi, quindi sia quella da 10 mg (differenza media: 2,56 punti) che quella da 20 mg (differenza media: 3,55 punti) di escitalopram/die si sono dimostrate superiori al placebo nelle analisi statistiche (misurate in base al punteggio globale del parametro primario Y-BOCS come pure al punteggio globale Y-BOCS per sottoscala ossessioni/rituali e punteggio globale NIMH-OCS).
La tabella seguente mostra la proporzione di pazienti (in %) che hanno partecipato allo studio sopra descritto (compresi anche i controlli attivi) che hanno mostrato una risposta o remissione (placebo, paroxetina ed escitalopram) dopo 24 settimane:
Criteri | Placebo | Paroxetina | Escitalopram | |
|---|---|---|---|---|
(n=113) | 40 mg/die (n=116) | 10 mg/die (n=112) | 20 mg/die (n=114) | |
Responder | ||||
Y-BOCS riduzione ≥25% (predefinita) | 50,4 | 67,2* | 63,4 | 70,2** |
Y-BOCS riduzione ≥30% (predefinita) | 44,2 | 60,3* | 59,8* | 62,3* |
Y-BOCS riduzione ≥35% (predefinita) | 38,1 | 53,4* | 54,5* | 55,3* |
CGI-I ≤2 (predefinito) | 38,1 | 57,8** | 58,0** | 56,1** |
Remissione | ||||
Y-BOCS ≤10 (predefinito) | 27,4 | 37,9 | 36,6 | 42,1* |
CGI-S ≤2 (predefinito) | 26,5 | 3,9 | 41,1* | 38,6 |
CGI-S = 1 | 8,8 | 17,2 | 17,0 | 15,8 |
Superiorità statisticamente significativa rispetto a placebo: *p<0,05; **p<0,01
Escitalopram (10 e 20 mg/die) si è dimostrato efficace nella prevenzione delle recidive nei pazienti in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 24 settimane.
L'analisi di efficacia primaria ha evidenziato un'efficacia maggiore statisticamente significativa di escitalopram rispetto al placebo in relazione al tempo fino alla recidiva nel disturbo ossessivo compulsivo; la percentuale di pazienti che hanno sofferto di recidiva è stata statisticamente significativamente maggiore nel gruppo placebo (52%) rispetto al gruppo escitalopram (23%). L'efficacia osservata sia nel gruppo dei 10 mg (10% di recidive con escitalopram contro il 35% con placebo) che nel gruppo dei 20 mg (26% di recidive con escitalopram contro il 54% con placebo) era statisticamente significativa, p=0,014 e p<0,001.
Negli studi sul disturbo ossessivo compulsivo è stato osservato un effetto favorevole di escitalopram su diversi aspetti della qualità della vita (scala SF-36 e scala di valutazione della disabilità di Sheehan), con effetti meno evidenti al di sotto dei 10 mg.
I pazienti affetti da tic (inclusa la sindrome di Tourette) non sono stati inclusi in nessuno dei due studi (criterio di esclusione).
In uno studio dell'ECG in doppio cieco controllato con placebo su soggetti sani, la variazione del QTc rispetto al basale (correzione di Fridericia) è stata di 4,3 ms (IC 90% 2,2-6,4) con il dosaggio di 10 mg/die e di 10,7 ms (IC 90% 8,6-12,8) con un dosaggio di 30 mg/die superiore alla dose raccomandata (vedere Controindicazioni, Avvertenze e misure precauzionali, Interazioni, Effetti indesiderati e Posologia eccessiva).
Farmacocinetica
Assorbimento
Escitalopram viene quasi completamente assorbito dopo somministrazione orale. L'assunzione contemporanea di cibo non ha alcun effetto sull'assorbimento. Le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte entro 4 ore con somministrazioni multiple.
Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione e Escitalopram Spirig HC compresse rivestite con film sono bioequivalenti.
La farmacocinetica è lineare. Le concentrazioni plasmatiche allo steady state vengono raggiunte entro 1 settimana circa. Con dosi giornaliere di 10 mg viene raggiunta una concentrazione media allo steady-state di 50 nmol/l (range 20-125 nmol/l).
Distribuzione
Il volume di distribuzione dopo somministrazione orale è pari a 12-26 l/kg. Sulla base dei dati per citalopram si può ipotizzare che il legame alle proteine plasmatiche di escitalopram e dei suoi metaboliti principali sia inferiore all'80%.
Metabolismo
Escitalopram è metabolizzato in metaboliti demetilati e didemetilati. Entrambi i metaboliti sono farmacologicamente attivi. In alternativa, si può anche formare il metabolita N-ossido di escitalopram. Escitalopram come pure i suoi metaboliti vengono in parte eliminati sotto forma di glucuronidi. Nel plasma escitalopram si presenta per lo più in forma non modificata. Dopo dosi multiple la concentrazione di escitalopram è del 28-31% sotto forma di metaboliti demetilati e <5% sotto forma di metaboliti didemetilati. La biotrasformazione di escitalopram in metaboliti demetilati è mediata principalmente da CYP2C19, ma e'possibile che siano coinvolti anche gli enzimi CYP3A4 e CYP2D6.
Eliminazione
L'emivita di eliminazione (t½ß) dopo dosi multiple è di circa 30 ore, la clearance plasmatica orale (Cloral) di circa 0,6 l/min.
Si ipotizza che escitalopram e i suoi principali metaboliti - come citalopram racemo - vengano eliminati attraverso il fegato (via metabolica) e i reni, con la maggior parte della dose escreta in forma di metaboliti nelle urine. La clearance epatica si basa principalmente sul sistema enzimatico P450.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
In pazienti con disfunzione epatica lieve o moderata (criteri A e B di Child-Pugh), l'emivita di escitalopram è risultata circa due volte più lunga e l'AUC di circa il 60% più alta che nei pazienti con una funzionalità epatica normale (vedere Posologia/impiego).
Disturbi della funzionalità renale
La sicurezza di escitalopram nell'insufficienza renale non è stata stabilita per mancanza di dati sufficienti. Negli studi condotti con citalopram racemo è stata osservata un'emivita più lunga e leggero aumento della concentrazione plasmatica in pazienti con ridotta funzionalità renale (Clcr 10-53 ml/min). Le concentrazioni plasmatiche dei metaboliti non sono state misurate, ma probabilmente sono più elevate.
Pazienti anziani (> 65 anni)
Nei pazienti anziani (>65 anni) sono stati rilevati un'emivita più lunga e valori di clearance più bassi a causa di un tasso metabolico ridotto. L'esposizione sistemica negli anziani è di circa il 50% più elevata rispetto ai volontari sani.
Polimorfismi genetici
Nei metabolizzatori lenti, rispetto al CYP2C19, sono state osservate concentrazioni plasmatiche di escitalopram doppie rispetto ai metabolizzatori veloci. Nessuna variazione significativa delle concentrazioni plasmatiche è stata osservata nei metabolizzatori lenti per quanto riguarda CYP2D6.
Dati preclinici
Tossicità cronica (o tossicità per somministrazione ripetuta)
Dopo alcune settimane di trattamento con dosi di escitalopram e citalopram molto elevate (tossiche) sono stati osservati effetti sul cuore nei ratti. Fino a questo momento non è stata trovata alcuna correlazione con la pratica clinica.
In alcuni tessuti, come polmoni, epididimo e fegato, è stato osservato nei ratti un incremento della presenza di fosfolipidi dopo il trattamento per lunghi periodi con escitalopram e citalopram. Tali valori nel fegato e nell'epididimo sono stati rilevati in seguito a esposizioni simili a quelle proprie dell'uso clinico. L'effetto si è dimostrato reversibile dopo la sospensione del trattamento. L'accumulo di fosfolipidi (fosfolipidosi) negli animali è stato osservato in associazione con molti medicamenti cationici anfifilici. Non è noto se cio'abbia una rilevanza significativa nell'uomo.
Mutagenicità e cancerogenicità
Non sono disponibili dati aggiornati relativi a mutagenesi e carcinogenesi per escitalopram.
Tossicità per la riproduzione
Studi sperimentali sugli animali hanno dimostrato che citalopram induce una riduzione dell'indice di fertilità e dell'indice di gravidanza, nonche'una riduzione nel numero di impianti, danno dei tubuli seminiferi e spermatozoi anormali.
Per quanto riguarda questo aspetto non sono disponibili dati sperimentali sugli animali per escitalopram.
Negli studi di embriotossicità sui ratti sono stati osservati effetti tossici (riduzione del peso fetale e ritardo reversibile dell'ossificazione), tuttavia per esposizioni, in termini di AUC, più elevate rispetto all'esposizione raggiunta nell'uso clinico. La frequenza delle malformazioni non è aumentata. Studi peri e postnatali hanno mostrato una sopravvivenza ridotta nel periodo dell'allattamento per esposizioni, in termini di AUC, più elevate rispetto all'esposizione raggiunta nell'uso clinico.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Le gocce devono essere miscelate soltanto con acqua, succo d'arancia o succo di mela. Poiché non sono stati condotti ulteriori studi di compatibilità, Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione non deve essere miscelata con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo l'apertura
Dopo l'apertura, Escitalopram Spirig HC gocce orali, soluzione 20 mg/ml deve essere utilizzato entro 8 settimane.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Compresse rivestite con film: conservare a temperatura ambiente (15-25°C), nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
Gocce orali, soluzione: conservare a temperatura non superiore a 30 °C, nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
Compresse rivestite con film: 63059 (Swissmedic)
Gocce orali, soluzione: 69750 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Spirig HealthCare SA, 4622 Egerkingen
Stato dell'informazione
Maggio 2023
25095 — 30/05/2025