RIXUBIS subst sèche 250 UI cum solv
Takeda Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Rixubis
Composizione
Principi attivi
Nonacogum gamma (Factor IX coagulationis humanus (ADNr))
Sostanze ausiliarie
Natrii chloridum (contenuto totale di sodio circa 7,31 mg per flaconcino), Saccharum, Calcii chloridum, Mannitolum, Histidinum, Polysorbatum 80
Solvente: Aqua ad iniectabile
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Polvere e solvente per soluzione iniettabile.
Per somministrazione endovenosa (i.v.).
Flaconcino monodose da 250 UI, 500 UI, 1000 UI, 2000 UI o 3000 UI.
Dopo la ricostituzione con l'acqua per preparazioni iniettabili fornita (5 ml), la concentrazione del prodotto varia in base al dosaggio. La seguente tabella riporta la concentrazione approssimativa per ogni dosaggio.
Dosaggio | Concentrazione approssimativa del prodotto |
250 UI/flaconcino | 50 UI/ml |
500 UI/flaconcino | 100 UI/ml |
1000 UI/flaconcino | 200 UI/ml |
2000 UI/flaconcino | 400 UI/ml |
3000 UI/flaconcino | 600 UI/ml |
L'attività specifica di RIXUBIS è di almeno 200 UI di fattore IX per mg. L'attività (UI) viene determinata utilizzando un test di coagulazione a uno step, come previsto dalla Farmacopea Europea.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
RIXUBIS è indicato per il trattamento e la profilassi del sanguinamento in pazienti affetti da emofilia B (deficit congenito di fattore IX).
Posologia/Impiego
Il trattamento deve essere eseguito sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dell'emofilia.
Posologia
- La posologia e la durata della terapia con RIXUBIS dipendono dalla gravità del deficit di fattore IX, dalla sede e dall'entità del sanguinamento, dalle condizioni cliniche e dall'età del paziente, nonché dai parametri farmacocinetici del fattore IX, quali il recupero e l'emivita.
- Per garantire che sia stato raggiunto il livello desiderato di attività del fattore IX, è consigliato un attento monitoraggio del paziente mediante un test di attività del fattore IX. Se necessario, è possibile effettuare aggiustamenti della dose e della frequenza delle infusioni. Il paziente deve essere regolarmente monitorato per lo sviluppo di inibitori del fattore IX qualora non vengano raggiunti i livelli attesi di attività plasmatica del fattore IX o non sia possibile controllare il sanguinamento con una dose appropriata. [Vedere «Avvertenze e misure precauzionali»]
- Su ogni flaconcino di RIXUBIS è indicata l'attività del fattore IX della coagulazione ricombinante (rFIX) in Unità Internazionali.
- La sicurezza e l'efficacia in caso di utilizzo di RIXUBIS come infusione continua non sono state dimostrate.
La dose necessaria è determinata per mezzo della seguente formula:
Unità (UI) necessarie di fattore IX | = | Peso corporeo (kg) | x | Aumento desiderato del fattore IX (% o UI/dl) | x | Reciproco del recupero osservato |
Pazienti di età pari o superiore a 12 anni
Il calcolo della dose necessaria di RIXUBIS si basa sulla considerazione empirica che prevede che 1 Unità Internazionale di rFIX per kg di peso corporeo aumenti l'attività plasmatica del fattore IX mediamente di 0,9 UI/dl (DS da 0,5 a 1,4 UI/dl) nei pazienti di età pari o superiore a 12 anni. Il reciproco del recupero osservato richiesto nella suddetta formula è quindi in media pari a 1,1 dl/kg (DS da 0,7 a 1,9 dl/kg).
Pazienti di età inferiore a 12 anni
Il calcolo della dose di fattore IX necessaria di RIXUBIS si basa sulla considerazione empirica che prevede che 1 Unità Internazionale di rFIX per kg di peso corporeo aumenti l'attività plasmatica del fattore IX mediamente di 0,7 UI/dl (DS da 0,31 a 1,0 UI/dl) nei pazienti di età inferiore a 12 anni. Il reciproco del recupero osservato richiesto nella suddetta formula è quindi in media pari a 1,4 dl/kg.
Data la variabilità interindividuale del recupero, si raccomanda di calcolare la dose necessaria in base al recupero individuale del paziente, che viene calcolato mediante determinazioni in sequenza dell'attività del fattore IX.
Aggiustare la dose tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente e dei parametri farmacocinetici individuali, in particolare del recupero e dell'emivita.
In caso di sanguinamenti potenzialmente letali e interventi chirurgici maggiori, un attento monitoraggio della terapia è di estrema importanza.
Nell'eventualità dei seguenti eventi emorragici, l'attività del fattore IX non deve scendere al di sotto del livello di attività plasmatica indicato (in % del valore normale o in UI/dl) nel periodo corrispondente. La seguente tabella riporta valori posologici indicativi in caso di sanguinamenti e interventi chirurgici:
Grado di emorragia/Tipo di intervento chirurgico | Livello plasmatico del fattore IX necessario | Frequenza posologica (ore)/Durata della terapia (giorni) |
|---|---|---|
Sanguinamento | ||
Emartrosi precoce, sanguinamento muscolare o del cavo orale | 20–40 | Ripetere l'infusione ogni 24 ore, almeno 1 giorno, fino alla risoluzione dell'episodio di sanguinamento indicato dal dolore o al raggiungimento della guarigione. |
Emartrosi moderata, sanguinamento muscolare o ematoma | 30–60 | Ripetere l'infusione ogni 24 ore, per 3–4 giorni o più a lungo, fino alla risoluzione del dolore e della disabilità. |
Sanguinamenti potenzialmente letali | 60–100 | Ripetere l'infusione ogni 8–24 ore, fino alla risoluzione del pericolo per il paziente. |
Interventi chirurgici | ||
Interventi chirurgici minori, comprese estrazioni dentarie | 30–60 | Infusione ogni 24 ore, almeno 1 giorno, fino al raggiungimento della guarigione. |
Interventi chirurgici maggiori | 80–100 (pre- e post-operatorio) | Ripetere l'infusione ogni 8–24 ore, fino a un'adeguata guarigione della ferita, quindi proseguire la terapia per almeno altri 7 giorni per mantenere un'attività del fattore IX del 30 %–60 % (UI/dl). |
Un attento monitoraggio della terapia sostitutiva è particolarmente importante nei casi di intervento chirurgico maggiore o di sanguinamento potenzialmente letale.
Profilassi a lungo termine
RIXUBIS può essere utilizzato per la profilassi a lungo termine del sanguinamento in pazienti affetti da emofilia B da moderata a grave. La dose raccomandata nei pazienti trattati in precedenza (PTP, previously treated patients) a partire da 12 anni di età è di 40–60 UI/kg due volte alla settimana, nei bambini di età inferiore a 12 anni è di 40–80 UI/kg due volte alla settimana. A seconda dell'età, del fenotipo di sanguinamento e del livello di attività fisica del paziente, potrebbero essere necessari intervalli di somministrazione più brevi o dosi più elevate.
Data la variabilità interindividuale del recupero, si raccomanda di calcolare la dose necessaria in base al recupero individuale del paziente, che viene calcolato mediante determinazioni in sequenza dell'attività del fattore IX.
Aggiustare la dose tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente e dei parametri farmacocinetici individuali, in particolare del recupero e dell'emivita.
Pazienti non trattati in precedenza
Non sono disponibili esperienze con RIXUBIS in pazienti non trattati in precedenza (PUP, Previously Untreated Patients).
Pazienti anziani
Gli studi clinici condotti con RIXUBIS non hanno incluso pazienti di età superiore a 65 anni. Non è quindi noto se i pazienti in questa fascia d'età rispondano in modo diverso a RIXUBIS rispetto ai pazienti più giovani. Come per tutti i pazienti, la scelta della dose per i pazienti anziani deve essere aggiustata su base individuale.
Modo di somministrazione
Per infusione endovenosa solo dopo ricostituzione.
RIXUBIS deve essere somministrato a temperatura ambiente a una velocità che assicuri il comfort del paziente, senza tuttavia superare la velocità di infusione massima di 10 ml/min. Non somministrare RIXUBIS mediante infusione continua.
Con questo prodotto devono essere utilizzate esclusivamente siringhe monouso sterili in plastica.
Controindicazioni
RIXUBIS è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo, agli altri componenti del medicamento o alle proteine di criceto.
Avvertenze e misure precauzionali
Reazioni di ipersensibilità
Con RIXUBIS sono stati riportati casi di ipersensibilità. Sono possibili reazioni anafilattiche o reazioni di ipersensibilità. Vedere la rubrica «Effetti indesiderati». I pazienti e/o le persone che li assistono devono essere quindi istruiti a riconoscere segni iniziali di reazioni di ipersensibilità. Se insorgono tali sintomi, i pazienti devono interrompere immediatamente il trattamento e contattare il loro medico. Il rischio è massimo durante le prime fasi del trattamento iniziale con concentrati di fattore IX in pazienti non trattati in precedenza, in particolare in pazienti con determinate mutazioni del gene del fattore IX che sono associate ad alto rischio per la comparsa di un inibitore del fattore IX e/o di una reazione di ipersensibilità a medicamenti a base di fattore IX.
In letteratura sono stati riportati casi che mostrano un'associazione tra la comparsa di un inibitore del fattore IX e reazioni allergiche, in particolare nei pazienti ad alto rischio di una mutazione del gene del fattore IX. Pertanto, i pazienti che manifestano reazioni allergiche devono essere valutati per la presenza di un inibitore. In caso di shock, deve essere istituito un appropriato trattamento secondo lo stato dell'arte in campo medico.
Inibitori – Sindrome nefrosica
I pazienti affetti da emofilia B possono sviluppare anticorpi neutralizzanti (inibitori) anti-fattore IX.
I pazienti trattati con il fattore IX ricombinante (rFIX) devono essere sottoposti a regolare monitoraggio clinico e con appropriati esami di laboratorio per lo sviluppo di inibitori.
Se la dose prevista non consente il raggiungimento del livello desiderato di attività plasmatica del fattore IX oppure il controllo del sanguinamento, è necessario effettuare un dosaggio per determinare la concentrazione dell'inibitore del fattore IX. Si consiglia ai pazienti che sviluppano inibitori anti-fattore IX di contattare un centro di emofilia specializzato. Data la potenziale inefficacia di una terapia con rFIX in pazienti con inibitori del fattore IX ad alto titolo, si raccomanda di prendere in considerazione una terapia alternativa.
I pazienti con inibitori del fattore IX sono ad aumentato rischio di sviluppare reazioni di ipersensibilità gravi o anafilassi in caso di esposizione ripetuta al fattore IX.
È stata segnalata la comparsa di sindrome nefrosica dopo il tentativo di induzione di tolleranza immunologica in pazienti affetti da emofilia B con inibitori del fattore IX. La sicurezza e l'efficacia di RIXUBIS per l'induzione di tolleranza immunologica non sono state dimostrate.
Tromboembolia, coagulazione intravasale disseminata (CID), fibrinolisi
L'uso di concentrati di fattore IX è associato a complicanze tromboemboliche (ad es. embolia polmonare, trombosi venose e arteriose). Di conseguenza, i medicamenti a base di fattore IX possono rappresentare un potenziale pericolo per i pazienti che soffrono di coagulazione intravasale disseminata (CID) o che presentano segni di fibrinolisi. A causa del rischio di complicanze tromboemboliche, deve essere prevista una sorveglianza clinica con adeguate metodiche diagnostiche biologiche dei segni iniziali di complicanze trombotiche o di coagulazione intravasale disseminata quando si somministra questo prodotto a pazienti affetti da epatopatia, a pazienti post-operatori, a neonati e a pazienti a rischio di eventi trombotici o di coagulazione intravasale disseminata. In ciascuno di questi casi è necessario ponderare il beneficio del trattamento con rFIX rispetto al rischio di complicanze.
Esami di laboratorio di controllo
- È necessario monitorare il livello di attività del fattore IX mediante un test di coagulazione a uno step per garantire il raggiungimento e, se clinicamente indicato, anche il mantenimento di un adeguato livello di attività del fattore IX [vedere «Posologia/impiego»].
- È necessario monitorare lo sviluppo di inibitori qualora la dose raccomandata di RIXUBIS non abbia permesso il raggiungimento del livello desiderato di attività del fattore IX oppure il controllo del sanguinamento. La presenza di inibitori del fattore IX deve essere stabilita mediante quantificazione in unità Bethesda (UB) utilizzando test appropriati.
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per flaconcino, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Per l'interesse del paziente si raccomanda di registrare il nome e il numero di lotto del prodotto ogni volta che si utilizza RIXUBIS.
Interazioni
Non sono note interazioni del fattore IX della coagulazione ricombinante con altri medicamenti.
Gravidanza/Allattamento
Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con RIXUBIS. Non è noto se l'uso di RIXUBIS nelle donne in gravidanza sia tossico per la riproduzione o abbia effetti dannosi per la salute del feto.
Se necessario, RIXUBIS può essere utilizzato durante la gravidanza.
Non è noto se questo principio attivo sia escreto nel latte materno. Poiché molti principi attivi passano nel latte materno, si raccomanda di somministrare con cautela RIXUBIS alle madri che allattano al seno. Utilizzare solo se necessario.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non esistono indicazioni che RIXUBIS abbia effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
I seguenti effetti collaterali sono stati riportati durante lo sviluppo clinico di RIXUBIS nell'ambito di 2 studi già conclusi e di 2 studi ancora in corso, su 99 pazienti di sesso maschile affetti da emofilia B, trattati in precedenza, che hanno ricevuto complessivamente 14'018 infusioni.
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica e in base alla loro frequenza. La frequenza è indicata «per infusione» e secondo la seguente convenzione: «comune» (< 1/10, ≥1/100) «non comune» (≥1/1'000, < 1/100), «raro» (≥1/10'000, < 1/1'000), «molto raro» (< 1/10'000)
Disturbi del sistema immunitario
Singoli casi: ipersensibilità (compresi sintomi come dispnea, prurito)
Patologie del sistema nervoso
Raro: disturbi del gusto
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto raro: dolore alle estremità
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Singoli casi: orticaria, eruzione cutanea
Esami diagnostici
Raro: positività al test per gli anticorpi anti-fattore IX
Immunogenicità
Durante lo sviluppo clinico di RIXUBIS, nessuno dei 99 pazienti trattati in precedenza ha mostrato lo sviluppo di inibitori. Non è stata rilevata neppure la presenza di anticorpi associati al trattamento con capacità massima di legarsi al fattore IX, né di anticorpi diretti contro le proteine della linea cellulare ovarica del criceto cinese.
Bambini e adolescenti
Non sono disponibili dati su pazienti non trattati in precedenza, poiché negli studi clinici sono stati ammessi soltanto pazienti già trattati. In questa popolazione a rischio non sono stati quindi effettuati test di immunogenicità riguardanti lo sviluppo di inibitori.
Effetto di classe
Coagulazione intravasale disseminata (CID), eventi tromboembolici (ad es. embolia polmonare, trombosi venosa, trombosi arteriosa). Anafilassi o reazioni allergiche (compresi sintomi come angioedema, senso di oppressione al petto, ipotensione, letargia, nausea, vomito, parestesia, irrequietezza, sibilo, respiro affannoso).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati sintomi di un sovradosaggio.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
B02BD04
Meccanismo d'azione
RIXUBIS contiene fattore IX della coagulazione ricombinante (nonacog gamma). Il fattore IX è una glicoproteina a catena singola con massa molecolare di circa 68'000 Dalton. È un fattore della coagulazione dipendente dalla vitamina K ed è sintetizzato nel fegato. Il fattore IX viene attivato dal fattore XIa nella via di coagulazione intrinseca e dal complesso fattore VII/fattore tissutale nella via estrinseca. Il fattore IX attivato, in associazione con il fattore VIII attivato, attiva il fattore X. Il fattore X attivato converte la protrombina in trombina. La trombina, a sua volta, converte il fibrinogeno in fibrina dando luogo alla formazione di un coagulo.
L'emofilia B è un disturbo ereditario della coagulazione del sangue legato al sesso, dovuto alla riduzione dei livelli di fattore IX.
Causa abbondanti sanguinamenti nelle articolazioni, nei muscoli o negli organi interni, in modo spontaneo oppure a seguito di un trauma accidentale o chirurgico. I livelli plasmatici di fattore IX vengono aumentati per mezzo della terapia sostitutiva, consentendo così la correzione temporanea del deficit del fattore IX e la correzione della predisposizione al sanguinamento.
Efficacia clinica
Pazienti di età pari o superiore a 12 anni
L'efficacia clinica di RIXUBIS è stata dimostrata da uno studio prospettico, non controllato, in aperto, multicentrico. 73 pazienti già trattati in precedenza, di età compresa tra 12 e 65 anni, hanno ricevuto RIXUBIS per la profilassi o per il trattamento acuto.
Si intendevano pazienti trattati in precedenza quei pazienti che avevano ricevuto una terapia sostitutiva del fattore IX per almeno 150 giorni. Tutti i pazienti soffrivano di emofilia B grave (livello del fattore IX < 1 %) o moderata (livello del fattore IX ≤2 %).
Il tasso di sanguinamento annualizzato con la profilassi era pari a 4,3 per tutti i sanguinamenti, a 1,7 per i sanguinamenti spontanei e a 2,9 per i sanguinamenti articolari.
Complessivamente 249 episodi di sanguinamento sono stati trattati con RIXUBIS, 197 dei quali erano sanguinamenti articolari e 52 sanguinamenti non articolari (di tessuto molle, di muscolo, di cavità del corpo, sanguinamenti intracranici e altri).
Di questi 249 episodi, 163 erano di gravità moderata, 71 erano minori e 15 erano maggiori. In 211 casi su 249 (84,7 %), i sanguinamenti sono stati arrestati con 1–2 infusioni di RIXUBIS.
L'efficacia emostatica alla risoluzione del sanguinamento è stata valutata eccellente o buona nel 96 % di tutti gli episodi di sanguinamento trattati.
La sicurezza e l'efficacia di RIXUBIS in contesto peri-operatorio sono state valutate in uno studio di fase III, prospettico, in aperto, non controllato, multicentrico, condotto su pazienti di sesso maschile affetti da emofilia B grave o moderata, trattati in precedenza.
L'analisi dell'efficacia «per protocol» comprende 37 interventi chirurgici eseguiti su 27 pazienti di età compresa tra 17 e 57 anni, sottoposti a interventi chirurgici maggiori o minori, dentari o altri interventi chirurgici invasivi. Venti interventi erano maggiori, compresi 13 ortopedici e 3 dentari.
17 interventi, comprese 10 estrazioni dentarie, sono stati classificati interventi chirurgici minori.
Sia negli interventi chirurgici maggiori che in quelli minori, le perdite di sangue intraoperatorie sono equivalse alle quantità predefinite attese e, in nessun caso, si sono verificate perdite di sangue anormali.
In nessun soggetto dello studio si sono verificate complicanze trombotiche.
Pazienti di età inferiore a 12 anni
L'efficacia clinica di RIXUBIS è stata valutata in uno studio combinato di fase II/III, nel quale 23 pazienti di sesso maschile, trattati in precedenza, di età compresa tra 1,8 e 11,8 anni (età mediana 7,10 anni), tra cui 11 pazienti di età < 6 anni, sono stati trattati con RIXUBIS per la profilassi o per il controllo di episodi di sanguinamento.
Tutti i soggetti soffrivano di emofilia B grave (livello del fattore IX < 1 %) o moderata (livello del fattore IX ≤2 %). Tutti i 23 soggetti sono stati sottoposti a trattamento profilattico con RIXUBIS per almeno 3 mesi e sono stati inclusi nella valutazione dell'efficacia per la profilassi.
Il tasso di sanguinamento annualizzato mediano era pari a 2,0 per i sanguinamenti spontanei e a 0,0 per i sanguinamenti articolari.
Nove soggetti (39,1 %) non hanno manifestato sanguinamenti.
Complessivamente 26 episodi di sanguinamento sono stati trattati con RIXUBIS, 23 dei quali erano dovuti a lesioni, 2 erano spontanei e uno era di origine sconosciuta. Diciannove sanguinamenti erano non articolari (di tessuto molle, di muscolo, di cavità del corpo, sanguinamenti intracranici e altri) e 7 erano articolari, 1 dei quali era un sanguinamento in un'articolazione bersaglio. 15 dei 26 episodi di sanguinamento erano minori, 9 erano moderati e 2 erano maggiori. Il trattamento è stato personalizzato in base alla gravità, alla causa e alla sede del sanguinamento. La maggior parte dei casi (23; 88,5 %) è stata trattata con 1–2 infusioni. L'efficacia emostatica alla risoluzione del sanguinamento è stata valutata eccellente o buona nel 96,2 % di tutti gli episodi di sanguinamento trattati.
Farmacocinetica
I parametri farmacocinetici sono stati calcolati nell'ambito dello studio cardine (pazienti di età pari o superiore a 12 anni) e dello studio pediatrico (pazienti di età inferiore a 12 anni) dalle determinazioni dell'attività del fattore IX, effettuate in campioni di sangue prelevati fino a 72 ore dopo ciascuna infusione di 75 UI/ml. Nello studio cardine le valutazioni farmacocinetiche sono state ripetute nei pazienti che erano stati trattati con Rixubis per 26 ± 1 (media ± DS) settimane e che avevano accumulato almeno 30 giorni di esposizione a RIXUBIS.
RIXUBIS Parametri farmacocinetici | |||||
Parametro | ≥12 anni, Studio iniziale di crossover (N = 25) | ≥12 anni, Valutazione ripetuta (N = 23) | < 6 anni | 6–< 12 anni (N = 12) | < 12 anni (N = 23) |
AUC0–Inf (UI·h/dL) Media ± DS |
1207,10 ± 242,26 1236,23 (850,23–1710,44) |
1305,08 ± 299,95 1314,69 (838,24–1863,77) |
723,7 ± 119,0 (488–947) |
886,0 ± 133,66 (730–1138) |
808,4 ± 149,14 (488–1138) |
Recupero incrementale alla Cmax (UI/dL÷UI/kg) Media ± DS Mediana (intervallo) |
0,87 ± 0,22 0,88 (0,53–1,35) |
0,95 ± 0,25 0,93 (0,52–1,38) |
Non determinato |
Non determinato |
Non determinato |
Recupero incrementale a 30 minuti (UI/dL÷UI/kg) Media ± DS Mediana (intervallo) |
NA |
0,87 ± 0,20 0,89 (0,52–1,32) |
Vedere la tabella sottostante |
Vedere la tabella sottostante |
Vedere la tabella sottostante |
Emivita (h) Media ± DS |
26,70 ± 9,55 24,58 (15,83–52,34) |
25,36 ± 6,86 24,59 (16,24–42,20) |
27,67 ± 2,66 (24,0–32,2) |
23,15 ± 1,58 (21,8–27,4) |
25,31 ± 3,13 (21,8–32,2) |
Cmax (UI/dL) Media ± DS Mediana (intervallo) |
66,22 ± 15,80 68,10 (41,70–100,30) |
72,75 ± 19,73 72,40 (38,50–106,30) |
Non determinato |
Non determinato |
Non determinato |
Tempo medio di permanenza (h) Media ± DS |
30,82 ± 7,26 28,93 (22,25–47,78) |
29,88 ± 4,16 29,04 (21,32–37,52) |
30,62 ± 3,27 (26,2–36,2) |
25,31 ± 1,83 (23,7–30,3) |
27,85 ± 3,73 (23,7–36,2) |
VSS (dL/kg) Media ± DS |
2,02 ± 0,77 1,72 (1,10–3,94) |
1,79 ± 0,45 1,74 (1,12–2,72) |
3,22 ± 0,52 3,16 (2,65–4,42) |
2,21 ± 0,32 2,18 (1,70–2,70) |
2,7 ± 0,67 2,69 (1,70–4,42) |
Clearance (dL/[kg·h]) Media ± DS |
0,0644 ± 0,0133 0,0622 (0,0426–0,0912) |
0,0602 ± 0,0146 0,0576 (0,0413–0,0945) |
0,1058 ± 0,01650 (0,081–0,144) |
0,0874 ± 0,01213 (0,069–0,108) |
0,0962 ± 0,01689 (0,069–0,144) |
Il recupero incrementale 30 minuti dopo l'infusione è stato determinato per tutti i soggetti di entrambe le prime valutazioni farmacocinetiche (giorno di esposizione 1), alle visite della settimana 5, 13 e 26 e alla data di completamento o di interruzione dello studio, se diversa dalla visita alla settimana 26.
Recupero incrementale a 30 min dopo l'infusione (UI/dL÷UI/kg) | Giorno di esposizione 1
| Settimana 5 | Settimana 13 | Settimana 26 | Completamento/conclusione dello studio |
Pazienti di età pari o superiore a 12 anni | |||||
N | 73 | 71 | 68 | 55 | 23 |
Media ± DS Mediana (intervallo) | 0,79 ± 0,20
0,78 (0,26–1,35) | 0,83 ± 0,21
0,79 (0,46–1,48) | 0,85 ± 0,25
0,83 (0,14–1,47) | 0,89 ± 0,12
0,88 (0,52–1,29) | 0,87 ± 0,20
0,89 (0,52–1,32) |
Pazienti pediatrici di età inferiore a 6 anni | |||||
N | 10 | 11 | 10 | 10 | 10* |
Media ± DS Mediana (intervallo) | 0,59 ± 0,13
0,59 (0,31–0,75) | 0,63 ± 0,10
0,6 (0,49–0,80) | 0,68 ± 0,12
0,66 (0,51–0,84) | 0,65 ± 0,13
0,61 (0,51–0,84) | 0,65 ± 0,13
0,61 (0,51–0,84) |
Pazienti pediatrici di età tra 6 e meno di 12 anni | |||||
N | 12 | 12 | 11 | 11 | 11* |
Media ± DS Mediana (intervallo) | 0,73 ± 0,16
0,71 (0,51–1,00) | 0,73 ± 0,13
0,70 (0,48–0,92) | 0,73 ± 0,14
0,70 (0,54–1,00) | 0,8 ± 0,14
0,78 (0,56–1,01) | 0,8 ± 0,14
0,78 (0,56–1,01) |
Tutti i pazienti pediatrici di età inferiore a 12 anni | |||||
N | 22 | 23 | 21 | 21 | 21* |
Media ± DS Mediana (intervallo) | 0,67 ± 0,16
0,69 (0,31–1,00) | 0,68 ± 0,12
0,66 (0,48–0,92) | 0,71 ± 0,13
0,66 (0,51–1,00) | 0,72 ± 0,15
0,734 (0,51–1,01) | 0,72 ± 0,15
0,734 (0,51–1,01) |
*La settimana 26 corrisponde al completamento/alla conclusione dello studio
Dati preclinici
RIXUBIS non è risultato trombogeno a una dose di 750 UI/kg in un modello di stasi venosa nel coniglio (Wessler test).
RIXUBIS non ha causato effetti collaterali clinici, respiratori o cardiovascolari a una dose fino a 450 UI/kg nella scimmia cynomolgus.
Non sono stati condotti studi sulla cancerogenicità, sulla compromissione della fertilità e sullo sviluppo fetale.
RIXUBIS è risultato ben tollerato in uno studio di tossicità a dose singola e a dose ripetuta condotto nel topo, nel ratto e nella scimmia cynomolgus con dosi fino a 7'500 UI/kg (dose singola) e 750 UI/kg (dose ripetuta).
Altre indicazioni
Incompatibilità
Questo medicamento non deve essere miscelato con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Il prodotto ricostituito deve essere utilizzato immediatamente, comunque mai oltre 3 ore dopo la ricostituzione. La soluzione ricostituita non utilizzata deve essere gettata.
La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per 3 ore a una temperatura massima di 30 °C.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
- Non conservare a temperature superiori a 30 °C.
- Non congelare.
Indicazioni per la manipolazione
Prima dell'uso, i medicamenti parenterali devono essere ispezionati, qualora il contenitore lo consenta, per verificare se sono presenti particelle oppure alterazioni di colore.
La soluzione deve apparire limpida e incolore. In caso contrario, la soluzione non deve essere utilizzata.
Preparazione e ricostituzione
La procedura descritta qui di seguito per la preparazione e la ricostituzione di RIXUBIS ha esclusivamente valore indicativo. Prima di eseguire le operazioni seguenti, lavarsi sempre le mani e operare su una superficie pulita. Adottare una tecnica asettica per la ricostituzione.
- Se il prodotto è stato conservato in frigorifero, portare a temperatura ambiente il flaconcino contenente il concentrato del fattore IX e il flaconcino in vetro contenente l'acqua per preparazioni iniettabili sterile.
- Togliere i tappi dai flaconcini di concentrato e di solvente.
- Pulire i tappi con una soluzione germicida e lasciarli asciugare prima dell'uso. Porre i flaconcini su una superficie piana.
- Aprire la confezione del dispositivo BAXJECT II togliendo la pellicola, senza toccare la parte interna (Fig. A). Non estrarre il dispositivo dalla confezione. Si noti che BAXJECT II è previsto per l'uso di un solo flaconcino di RIXUBIS e di un solo flacone di acqua per preparazioni iniettabili sterile. Per un'ulteriore ricostituzione e un'ulteriore procedura di aspirazione con la siringa è quindi necessario impiegare un secondo dispositivo BAXJECT II.
- Capovolgere la confezione e inserire completamente la punta di plastica trasparente attraverso il tappo del flaconcino di solvente (Fig. B).
- Afferrare lateralmente la confezione di BAXJECT II e staccarla dal dispositivo (Fig. C). Non togliere il tappo blu dal dispositivo BAXJECT II. Non toccare la punta di plastica bianca non protetta.
- Capovolgere il sistema il modo che il flaconcino di solvente si trovi al di sopra del dispositivo. Inserire rapidamente la punta di plastica bianca attraverso il tappo del flaconcino di RIXUBIS (Fig. D) premendo verso il basso. Il vuoto aspirerà il solvente nel flaconcino di RIXUBIS.
- Agitare delicatamente fino alla completa dissoluzione di RIXUBIS. Non congelare la preparazione dopo la ricostituzione. Utilizzare entro 3 ore dalla ricostituzione.
Somministrazione
- Togliere il tappo protettivo blu dal dispositivo BAXJECT II. Collegare la siringa al dispositivo BAXJECT II (Fig. E). Non aspirare aria nella siringa.
- Capovolgere il sistema - il flaconcino in vetro con il concentrato del fattore deve trovarsi sopra. A questo punto aspirare il concentrato del fattore nella siringa tirando lentamente indietro lo stantuffo (Fig. F).
- Scollegare la siringa, applicare un ago idoneo e cominciare l'infusione endovenosa. Se il paziente necessita di un altro flaconcino di RIXUBIS, per questo ulteriore flaconcino può essere impiegata la stessa siringa.
- La velocità di infusione massima è di 10 ml/min.

Numero dell'omologazione
63123 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon
Stato dell'informazione
Novembre 2025
25576 — 23/06/2026