OXYNORM cpr orodisp 5 mg
Mundipharma Medical Company
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Informazioni importanti sugli oppioidi:
Per maggiori informazioni, consultare la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali». |
OXYNORM®
È soggetto alla legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope
Composizione
Principi attivi
Ossicodone cloridrato.
Sostanze ausiliarie
Capsula: cellulosa microcristallina, magnesio stearato, titanio diossido (E 171), ossido di ferro rosso (E 172), indaco carminio (E 132), ossido di ferro giallo (E 172), sodio laurilsolfato (corrispondente a 0,006 mg di sodio per capsula), gelatina, gomma lacca, ossido di ferro nero (E 172), glicole propilenico. 1 capsula da 5 mg contiene inoltre 0,02 mg di giallo tramonto FCF (E 110).
Compresse orodispersibili: zucchero sfere (composto da saccarosio e amido di mais), dispersione di poliacrilato 30%, ipromellosa, mannitolo, silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, crospovidone, aspartame (E 951), aroma di menta spicata (contiene maltodestrina e olio essenziale di menta spicata) e magnesio stearato.
1 compressa orodispersibile da 5 mg contiene 2,70 mg di aspartame (E 951) e fino a 14,14 mg di saccarosio.
1 compressa orodispersibile da 10 mg contiene 5,40 mg di aspartame (E 951) e fino a 28,27 mg di saccarosio.
Soluzione orale: sodio benzoato (E 211) (1,00 mg per ml di soluzione), saccarina sodica, sodio citrato, acido citrico monoidrato, giallo tramonto FCF (E 110) (0,10 mg per ml di soluzione), acido cloridrico (per la regolazione del valore di pH), sodio idrossido (per la regolazione del valore di pH), acqua depurata. Il contenuto totale di sodio è di circa 1 mg per ml di soluzione.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Oxynorm 5 mg, capsula: capsula rigida di colore arancione/beige, con la dicitura «ONR 5», contenente 5,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 4,48 mg di ossicodone.
Oxynorm 10 mg, capsula: capsula rigida di colore bianco/beige, con la dicitura «ONR 10», contenente 10,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 8,97 mg di ossicodone.
Oxynorm 20 mg, capsula: capsula rigida di colore rosa/beige, con la dicitura «ONR 20», contenente 20,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 17,93 mg di ossicodone.
Oxynorm 5 mg, compressa orodispersibile: compressa rotonda, piatta, di colore bianco-crema, con bordi smussati e con «O» impresso su un lato e «5» sull'altro lato, contenente 5,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 4,48 mg di ossicodone.
Oxynorm 10 mg, compressa orodispersibile: compressa rotonda, piatta, di colore bianco-crema, con bordi smussati e con «O» impresso su un lato e «10» sull'altro lato, contenente 10,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 8,97 mg di ossicodone.
Oxynorm, soluzione orale: soluzione limpida di colore arancione contenente 10,00 mg di ossicodone cloridrato anidro, corrispondenti a 8,97 mg di ossicodone per ml. La densità media della soluzione è di 1,01 g/ml.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Dolore da moderato a grave, o insufficiente efficacia di analgesici non oppioidi.
Posologia/Impiego
Obiettivi e interruzione del trattamento
Prima di iniziare il trattamento con Oxynorm, deve essere concordata con il paziente una strategia di trattamento che comprenda la durata e gli obiettivi del trattamento, in conformità con le linee guida sul trattamento del dolore. Durante il trattamento deve essere mantenuto un contatto regolare tra medico e paziente per valutare la necessità di proseguire il trattamento, prendere in considerazione l'interruzione del trattamento e, se necessario, modificare la posologia. Se un paziente non ha più bisogno del trattamento con Oxynorm, può essere consigliabile ridurre gradualmente la dose per evitare sintomi da astinenza (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»). Se il controllo del dolore è insufficiente, si deve considerare la possibilità di assuefazione (tolleranza) e di progressione della patologia di base (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Posologia abituale
La posologia va adeguata gradualmente all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente.
La corretta posologia per il paziente è quella sufficiente a controllare il dolore senza effetti indesiderati o solo con effetti indesiderati tollerabili.
Per gli adulti valgono le raccomandazioni posologiche generali seguenti.
Pazienti mai trattati con oppioidi (naïve agli oppioidi)
Per i pazienti mai trattati con oppioidi la dose iniziale è generalmente di 5 mg (1 capsula di Oxynorm 5 mg, 1 compressa orodispersibile di Oxynorm 5 mg o 0,5 ml di Oxynorm soluzione orale) ogni 4‑6 ore.
La dose giornaliera viene aumentata in incrementi del 25‑50% fino al raggiungimento della dose analgesica.
Pazienti che sono stati già pretrattati con un altro oppioide
Sebbene esistano utili tabelle per l'equivalenza terapeutica degli oppioidi somministrati per via orale e parenterale, riguardo alla potenza relativa esistono grandi variabilità interindividuali per i diversi principi attivi e le differenti forme farmaceutiche. Non sono nemmeno possibili raccomandazioni posologiche specifiche, poiché mancano studi clinici sistematici per i corrispondenti passaggi da tutti gli oppioidi potenzialmente impiegati. In caso di cambio del principio attivo o della forma farmaceutica si deve titolare di nuovo il preparato sotto controllo clinico. In generale, è più sicuro scegliere per il paziente una dose giornaliera di ossicodone più bassa, piuttosto che causare effetti indesiderati pericolosi con una dose troppo elevata. In genere si inizia con metà della dose giornaliera stimata, suddivisa in diverse dosi a intervalli di 4-6 ore.
Terapia di mantenimento
In generale, si deve scegliere la minima dose analgesica efficace.
Nella terapia del dolore non oncologico, sono generalmente sufficienti dosi giornaliere fino a 40 mg, ma possono essere necessarie dosi anche più alte.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Nei pazienti con insufficienza epatica da moderata (Child-Pugh Score (CPS) 7-9) a grave (CPS 10-15), la concentrazione plasmatica di ossicodone può essere significativamente più elevata che nei pazienti con funzionalità epatica normale (cfr. «Farmacocinetica»).
In questi pazienti si dovrebbe ridurre la dose e titolarla verso l'alto con cautela. Per i pazienti mai trattati con oppioidi viene raccomandata una riduzione del 50% del dosaggio iniziale.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min), la concentrazione plasmatica di ossicodone può essere significativamente più elevata che nei pazienti con funzionalità renale normale (cfr. «Farmacocinetica»).
In questi pazienti si dovrebbe ridurre la dose e titolarla verso l'alto con cautela. Per i pazienti mai trattati con oppioidi viene raccomandata una riduzione del 50% del dosaggio iniziale.
Pazienti anziani
Come per i giovani adulti, il dosaggio va adeguato all'intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente (cfr. «Farmacocinetica»).
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di Oxynorm in bambini e adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono ancora state sottoposte a verifica. Pertanto se ne sconsiglia l'assunzione in questa fascia di età.
Genotipo/polimorfismi genetici
I polimorfismi genetici del CYP2D6 possono alterare l'efficacia dell'ossicodone e causare effetti indesiderati (cfr. «Farmacocinetica»).
Modo di somministrazione
Oxynorm va assunto a intervalli di 4‑6 ore durante o tra i pasti.
Le capsule di Oxynorm vanno assunte intere con un po' d'acqua.
La compressa orodispersibile di Oxynorm va estratta dal blister con la procedura seguente:
- separare una singola unità dal blister;
- staccare il foglio di protezione da un angolo;
- prelevare con cautela la compressa orodispersibile.
Le compresse orodispersibili sono fragili, per cui non vanno estratte premendo attraverso il foglio di protezione, poiché altrimenti le si potrebbe danneggiare.
La compressa orodispersibile va appoggiata sulla lingua, succhiata fino a sua completa dissoluzione e poi deglutita.
La soluzione orale di Oxynorm va misurata mediante l'acclusa pipetta dosatrice con tacche da 0,1 ml (1 mg di ossicodone cloridrato) e assunta in una piccola quantità di liquidi, preferibilmente in succo di frutta.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo e/o a una delle sostanze ausiliarie indicate nella composizione,
- depressione respiratoria grave con ipossia e/o ipercapnia,
- broncopneumopatia cronica ostruttiva grave,
- cuore polmonare,
- asma bronchiale grave,
- ileo paralitico,
- allattamento.
Avvertenze e misure precauzionali
Nell'uso di Oxynorm si raccomanda cautela nei seguenti casi:
- pazienti anziani o deboli,
- funzionalità polmonare molto ridotta,
- apnea notturna,
- assunzione concomitante di depressori del sistema nervoso centrale (cfr. «Interazioni»),
- assunzione concomitante di inibitori delle monoamminossidasi (inibitori delle MAO) (cfr. «Interazioni»),
- sviluppo di tolleranza, dipendenza fisica e sintomi di astinenza,
- dipendenza psichica (dipendenza farmacologica), anamnesi di abuso di alcol, droghe o medicamenti,
- traumatismi della testa (a causa del rischio di un aumento della pressione intracranica), lesioni intracraniche, disturbi della coscienza di origine non chiara,
- ipotiroidismo, mixedema,
- malattia di Addison (insufficienza corticosurrenale),
- psicosi tossica, alcolismo, delirium tremens,
- colelitiasi o altra malattia biliare acuta,
- pancreatite,
- insufficienza epatica da moderata a grave,
- insufficienza renale grave,
- malattia infiammatoria intestinale ostruttiva,
- ipertrofia prostatica,
- ipotensione arteriosa, ipertensione arteriosa, malattie cardiocircolatorie preesistenti,
- epilessia o predisposizione alle convulsioni,
- stipsi.
Sviluppo di tolleranza, dipendenza da farmaci e rischio di abuso
Con la somministrazione ripetuta di oppioidi si possono sviluppare tolleranza e dipendenza fisica e/o psichica. In seguito all'assunzione di oppioidi può insorgere una dipendenza iatrogena. Oxynorm può essere oggetto di abuso analogamente ad altri oppioidi; tutti i pazienti che assumono oppioidi devono essere monitorati per escludere segni di abuso e dipendenza. I pazienti maggiormente a rischio di abuso di oppioidi possono essere comunque trattati con oppioidi, ma devono essere ulteriormente monitorati per escludere segni di uso improprio, abuso o dipendenza. La somministrazione ripetuta di Oxynorm può causare un disturbo da uso di oppioidi. L'abuso o l'uso improprio intenzionale di Oxynorm può causare un sovradosaggio e/o la morte. Il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di oppioidi è maggiore nei pazienti con una storia personale o familiare (genitori o fratelli) di disturbi da uso di sostanze (compreso il disturbo da uso di alcool), nei fumatori o nei pazienti con anamnesi di altre patologie psichiche (ad es. depressione maggiore, disturbi d'ansia e disturbi della personalità). I pazienti devono essere monitorati per escludere un comportamento da dipendenza (drug-seeking behaviour) (ad es. una richiesta anticipata di prescrizioni successive). Questo include la verifica degli oppioidi e dei medicamenti psicoattivi somministrati contemporaneamente (come le benzodiazepine). Per i pazienti che manifestano segni e sintomi di un disturbo da uso di oppioidi è opportuno prendere in considerazione un consulto con uno specialista nelle dipendenze.
Depressione respiratoria
Come per tutti gli oppioidi, sussiste il rischio di depressione respiratoria clinicamente significativa correlata all'impiego di Oxynorm. Se non riconosciuta e trattata tempestivamente, la depressione respiratoria può causare un arresto respiratorio e il decesso. A seconda delle condizioni del paziente, il trattamento della depressione respiratoria prevede uno stretto monitoraggio, misure di supporto e la somministrazione di antagonisti degli oppioidi. Una depressione respiratoria grave, pericolosa o letale può insorgere in qualsiasi fase della terapia; il rischio maggiore si verifica all'avvio della terapia o in seguito a un aumento della dose.
Disturbi respiratori nel sonno
Gli oppioidi possono causare disturbi respiratori legati al sonno, tra cui apnea centrale del sonno (CSA) e ipossiemia notturna. L'uso di oppioidi è associato a un aumento dose-dipendente del rischio di apnea centrale del sonno. Nei pazienti con apnea centrale del sonno deve essere presa in considerazione una riduzione della dose totale di oppioidi.
Uso concomitante di altre sostanze ad azione depressiva del sistema nervoso centrale
L'impiego concomitante di oppioidi e benzodiazepine o altre sostanze che svolgono un'azione depressiva del sistema nervoso centrale può causare forte sedazione, depressione respiratorie, coma e morte. A causa di questi rischi, gli oppioidi e le benzodiazepine o altri medicamenti ad azione depressiva del sistema nervoso centrale devono essere somministrati esclusivamente a pazienti per i quali non è possibile un trattamento alternativo. Qualora si decida di prescrivere Oxynorm in associazione a benzodiazepine o ad altri medicamenti ad azione depressiva del sistema nervoso centrale, è necessario optare per la dose efficace più bassa e la durata minima della somministrazione concomitante. I pazienti devono essere strettamente monitorati per escludere segni e sintomi di depressione respiratoria e sedazione (vedere la rubrica «Interazioni»).
Esposizione accidentale
I pazienti e chi presta loro assistenza devono essere consapevoli che Oxynorm contiene un principio attivo in una quantità che può essere letale, specialmente nei bambini. Pertanto, è necessario raccomandare loro di conservare tutti i dosatori fuori dalla portata dei bambini e di smaltire correttamente i dosatori rotti o non utilizzati.
Sindrome da astinenza neonatale da oppioidi
L'uso prolungato di Oxynorm durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza neonatale da oppioidi, che può essere letale se non riconosciuta e trattata tempestivamente. La terapia deve essere conforme ai protocolli sviluppati dagli esperti neonatologi. Qualora sia necessario un uso prolungato di oppioidi in gravidanza, informare la paziente riguardo al rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario.
Iperalgesia
L'iperalgesia indotta da oppioidi (OIH) insorge quando un analgesico oppioide provoca paradossalmente un aumento del dolore o una maggiore sensibilità al dolore. Questa condizione è diversa dalla tolleranza, che richiede dosi più elevate di oppioidi per mantenere un determinato effetto. Tra i sintomi della OIH vi sono anche un aumento del dolore in seguito all'aumento della dose di oppioidi, una riduzione del dolore in seguito alla riduzione della dose di oppioidi, o dolore avvertito per uno stimolo che normalmente non provocherebbe una sensazione dolorosa (allodinia). Se si sospetta la OIH in un paziente, è necessario considerare una riduzione della dose di oppioidi o una rotazione degli oppioidi.
Insufficienza surrenalica
Gli oppioidi possono causare insufficienza surrenalica reversibile, che richiede il monitoraggio del paziente e una terapia sostitutiva a base di glucocorticoidi. I sintomi dell'insufficienza surrenalica possono includere: nausea, vomito, inappetenza, astenia, debolezza, capogiri o bassa pressione sanguigna.
Riduzione degli ormoni sessuali e aumento della prolattina
L'impiego prolungato di oppioidi può essere legato a una riduzione del livello di ormoni sessuali e a un aumento del livello della prolattina. I sintomi includono una riduzione della libido, impotenza o amenorrea.
Apparato gastrointestinale
In caso di comparsa o sospetto di ileo paralitico si deve terminare immediatamente la somministrazione di Oxynorm.
Non esistono esperienze cliniche con pazienti oncologici affetti da carcinomatosi peritoneale o sindrome subocclusiva intestinale negli stadi avanzati delle malattie tumorali dell'apparato digerente o della regione pelvica. Per questo motivo Oxynorm non viene raccomandato in questi pazienti.
L'uso preoperatorio di Oxynorm non è raccomandato. Oxynorm deve essere usato con cautela nelle prime 12‑24 ore postoperatorie. Il momento esatto dell'impiego postoperatorio di Oxynorm va stabilito sulla base del tipo e dell'entità dell'intervento chirurgico, della procedura anestetica scelta, degli altri medicamenti concomitanti e delle condizioni individuali del paziente, valutando con attenzione il rapporto rischio/beneficio in ogni singolo caso.
Ipotensione arteriosa
Nei pazienti predisposti (p.es. in caso di instabilità della circolazione ematica), si possono manifestare abbassamenti della pressione arteriosa, talvolta anche imponenti.
Spasmo dello sfintere di Oddi/pancreatite
Gli oppioidi possono causare disfunzione e spasmo dello sfintere di Oddi, che provoca un aumento della pressione intrabiliare e aumenta il rischio di sintomi nei dotti biliari e pancreatite.
Modo di somministrazione
Si raccomanda cautela nella modifica della terapia in favore di un'altra forma farmaceutica e/o un altro medicamento con lo stesso principio attivo. Il paziente dovrebbe essere controllato adeguatamente (cfr. «Posologia/impiego»).
Oxynorm capsule, compresse orodispersibili e soluzione orale sono destinate esclusivamente all'uso orale. Un'indebita somministrazione per via parenterale può causare effetti indesiderati seri e potenzialmente letali.
L'assunzione di Oxynorm può dare risultati positivi ai controlli antidoping.
Oxynorm compresse orodispersibili contengono saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.
Oxynorm capsule da 5 mg e Oxynorm soluzione orale contengono giallo tramonto FCF (E 110).
Oxynorm capsule da 5 mg e Oxynorm soluzione orale devono essere usati con cautela nei pazienti con reazioni di ipersensibilità a coloranti azoici, acido acetilsalicilico e altri inibitori delle prostaglandine.
Oxynorm capsule contengono meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè sono essenzialmente «senza sodio».
Oxynorm soluzione orale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per capsula, cioè è essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
L'uso concomitante di altri farmaci che influiscono sul sistema nervoso centrale, tra cui altri oppioidi, sedativi come benzodiazepine o ipnotici, anestetici generali, fenotiazine, tranquillanti, miorilassanti, antistaminici con effetto sedativo, gabapentinoidi (gabapentin e pregabalin) e bevande alcoliche, può indurre effetti depressivi aggiuntivi che possono indurre una forte sedazione o il coma e talvolta possono essere letali (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
La somministrazione concomitante di oppioidi con inibitori della monoamino ossidasi (inibitori MAO) e agenti serotoninergici, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici (TCA) può causare una sindrome serotoninergica. I sintomi della sindrome serotoninergica possono comprendere alterazioni dello stato di coscienza, instabilità autonomica, anomalie neuromuscolari e/o sintomi gastrointestinali.
Oxynorm non è indicato per una terapia in concomitanza con la somministrazione di inibitori delle MAO o entro 14 giorni dall'interruzione di una tale terapia (cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
In caso di assunzione concomitante di ossicodone e derivati cumarinici sono state osservate rilevanti variazioni del tempo di tromboplastina (International Normalized Ratio/INR o valore di Quick) in entrambe le direzioni.
L'assunzione contemporanea di ossicodone e anticolinergici o medicamenti con effetto anticolinergico (p.es. antidepressivi triciclici, antistaminici, antipsicotici, miorilassanti, medicamenti antiparkinsoniani) può potenziare gli effetti indesiderati anticolinergici.
Le interazioni farmacologiche tra ossicodone e altri principi attivi mediate dal CYP3A4 e dal CYP2D6 possono avere effetti su farmacocinetica, farmacodinamica, effetto analgesico e sicurezza dell'ossicodone (cfr. «Farmacocinetica»).
Gli inibitori del CYP3A4 come gli antibiotici macrolidi (p.es. claritromicina), gli antimicotici imidazolici (p.es. chetoconazolo), gli inibitori delle proteasi (p.es. ritonavir), la cimetidina e il succo di pompelmo possono comportare una riduzione della clearance dell'ossicodone e, di conseguenza, un aumento delle sue concentrazioni plasmatiche e una iperproduzione del metabolita attivo ossimorfone con effetti farmacodinamici potenziati.
Gli induttori del CYP3A4 come la rifampicina, la carbamazepina, la fenitoina e l'erba di S. Giovanni possono far aumentare la clearance dell'ossicodone e, quindi, comportare una riduzione delle sue concentrazioni plasmatiche.
Gli inibitori del CYP2D6 come la paroxetina e la chinidina possono causare una riduzione della clearance dell'ossicodone e, di conseguenza, comportare un aumento delle sue concentrazioni plasmatiche.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Non esistono dati clinici sull'uso di Oxynorm nelle donne in gravidanza o durante il parto. I dati di un limitato numero di donne in gravidanza esposte all'ossicodone non indicano un aumentato rischio di malformazioni congenite. L'ossicodone attraversa la placenta. Negli studi sugli animali condotti con uso di ossicodone sono stati rilevati effetti tossici sulla funzione riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).
Se somministrato durante il parto, Oxynorm può provocare depressione respiratoria nel neonato.
L'uso prolungato di Oxynorm durante la gravidanza può causare la sindrome da astinenza nel neonatale da oppioidi, che può essere letale se non riconosciuta e trattata tempestivamente. La terapia deve essere conforme ai protocolli sviluppati dagli esperti neonatologi. Qualora sia necessario un uso prolungato di oppioidi in gravidanza, informare la paziente riguardo al rischio di sindrome da astinenza neonatale da oppioidi e assicurarsi che sia disponibile il trattamento adeguato, se necessario (vedere anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Oxynorm deve essere usato durante la gravidanza solo se i benefici superano inequivocabilmente i possibili rischi per il feto o il neonato.
Allattamento
L'ossicodone passa nel latte materno. È stato misurato un rapporto di concentrazione latte/plasma di 3,4:1 e pertanto è possibile che nel bambino allattato al seno si manifestino effetti dell'ossicodone.
Il rischio per il lattante è presente soprattutto dopo l'assunzione ripetuta di Oxynorm da parte della madre che allatta.
Durante l'allattamento non si deve assumere Oxynorm (cfr. «Controindicazioni»).
Fertilità
Non sono disponibili dati clinici riguardanti la fertilità. Gli studi effettuati su animali hanno dimostrato che l'ossicodone non ha effetti sulla fertilità (cfr. «Dati preclinici»).
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Oxynorm può compromettere la capacità di condurre un veicolo e la capacità di utilizzare macchine. Ciò è particolarmente probabile all'inizio della terapia, dopo un aggiustamento della dose o un passaggio a Oxynorm, nonché in caso di interazione di Oxynorm con alcol o altre sostanze con effetti depressivi sul sistema nervoso centrale. I pazienti in terapia stabile non richiedono necessariamente misure limitative. Pertanto, è necessario che i pazienti consultino il proprio medico curante per verificare se possono condurre un veicolo o usare macchine.
Effetti indesiderati
Le frequenze sono definite come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1'000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: ipersensibilità.
Frequenza non nota: reazione anafilattica, reazione anafilattoide.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: diminuzione dell'appetito fino a perdita dell'appetito.
Non comune: disidratazione.
Disturbi psichiatrici
Comune: ansia, confusione mentale, insonnia, nervosismo, disturbi del pensiero, depressione.
Non comune: labilità affettiva, agitazione, umore euforico, allucinazioni.
Frequenza non nota: aggressività, dipendenza farmacologica.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: capogiri (21,5%), cefalea (13,8%), sonnolenza (22,2%).
Comune: tremore, letargia.
Non comune: amnesia, convulsioni (soprattutto in persone con epilessia o predisposizione alle convulsioni), aumento del tono muscolare, contrazioni muscolari involontarie, ipoestesia, parestesia, disturbi della parola.
Frequenza non nota: iperalgesia
Patologie dell'occhio
Non comune: miosi, disturbi della vista.
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Non comune: vertigini.
Patologie cardiache
Non comune: palpitazioni (in correlazione con una sindrome da astinenza).
Frequenza non nota: tachicardia sopraventricolare.
Patologie vascolari
Non comune: vasodilatazione, sincope.
Raro: ipotensione arteriosa, ipotensione ortostatica.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comune: dispnea, broncospasmi.
Non comune: depressione respiratoria.
Frequenza non nota: sindrome da apnea notturna centrale.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: stipsi (30,5%), nausea (35,4%), vomito (16,0%).
Comune: dolore addominale, diarrea, secchezza delle fauci, dispepsia.
Non comune: disfagia, singhiozzo, eruttazione, flatulenza, ileo, disgeusia.
Frequenza non nota: carie dentali, pancreatite.
Patologie epatobiliari
Non comune: aumento degli enzimi epatici.
Frequenza non nota: colestasi, spasmi dello sfintere di Oddi.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: prurito (11,4%).
Comune: iperidrosi, eruzioni cutanee.
Non comune: xerosi cutanea.
Raro: orticaria.
Patologie renali e urinarie
Non comune: ritenzione urinaria.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: riduzione della libido, disfunzione erettile, ipogonadismo.
Frequenza non nota: amenorrea.
Patologie generali
Comune: astenia, stanchezza.
Non comune: brividi di freddo, sindrome da astinenza da medicamenti, edemi, edemi periferici, malessere generale, sete.
Frequenza non nota: sindrome da astinenza neonatale da medicamenti, sviluppo di tolleranza.
Descrizione di alcuni effetti collaterali
Sin dall'inizio del trattamento con Oxynorm, contro la stipsi vengono raccomandate misure preventive di accompagnamento della terapia di tipo alimentare e/o farmacologico (lassativi).
Nausea e vomito si manifestano per lo più solo all'inizio della terapia e scompaiono spontaneamente dopo alcuni giorni. In determinati casi può essere indicata la somministrazione di un antiemetico.
L'uso ripetuto del Oxynorm, anche a dosi terapeutiche, può portare alla dipendenza da farmaci. Il rischio di tossicodipendenza può variare a seconda dei fattori di rischio individuali del paziente, del dosaggio e della durata della terapia con oppioidi (vedere «Avvertenze e precauzioni»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Al pari di tutti gli oppioidi, il rischio di intossicazione o sovradosaggio nelle persone mai trattate con oppioidi è elevato.
Segni e Sintomi
I sintomi acuti comprendono miosi, depressione respiratoria e sonnolenza che progredisce fino allo stupor o al coma. Altri possibili sintomi sono nausea, vomito, ipotensione arteriosa, bradicardia, prolungamento dell'intervallo QT, ipotonia muscolare e atonia intestinale. Nei casi di sovradosaggio più gravi possono verificarsi arresto respiratorio, edema polmonare non cardiogeno, insufficienza cardiocircolatoria e morte.
È stata osservata leucoencefalopatia tossica in caso di sovradosaggio di oppioidi.
Trattamento
Monitoraggio della respirazione e dello stato di coscienza; in presenza di depressione clinicamente significativa della respirazione o del SNC: ventilazione artificiale, stabilizzazione della circolazione e somministrazione di naloxone.
Posologia: 0,4-2 mg di naloxone per via endovenosa (bambini: 0,01 mg/kg di peso corporeo). Se necessario, ripetere 2-3 volte ogni 2-3 minuti. o somministrare come infusione continua (consultare la rispettiva informazione professionale).
La durata d'azione del naloxone è relativamente breve (emivita plasmatica: t½ naloxone = 1-1,5 ore, t½ ossicodone = 3-4 ore). Per questo motivo, è necessario monitorare a lungo il paziente anche dopo il trattamento con naloxone, di cui potrebbe essere necessario ripetere la somministrazione.
Il naloxone va usato con cautela in persone che potrebbero mostrare tolleranza agli oppioidi in seguito a uso prolungato. La neutralizzazione brusca o completa dell'effetto oppioide può causare una sindrome acuta da astinenza. Si raccomanda una dose iniziale di 0,04 mg di naloxone.
In situazioni speciali può essere considerata una decontaminazione primaria con carbone attivo.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02AA05
Meccanismo d'azione
L'ossicodone è un agonista puro dei recettori per gli oppioidi μ, κ e δ nel cervello, nel midollo spinale e in organi periferici (p.es. intestino), senza effetto antagonista.
Farmacodinamica
L'effetto terapeutico dell'ossicodone è principalmente analgesico, ansiolitico, antitussivo e sedativo, ed è dovuto al suo legame con i recettori per gli oppioidi endogeni del SNC.
L'ossicodone ha un meccanismo d'azione simile a quello della morfina, ma si differenzia da questa sostanza per farmacocinetica e metabolismo.
Gli studi preclinici mostrano differenti effetti degli oppioidi naturali sui componenti del sistema immunitario. L'importanza clinica di questi risultati non è nota. Non è noto se l'ossicodone, un oppioide semisintetico, eserciti effetti sul sistema immunitario simili a quelli degli oppioidi naturali.
Efficacia clinica
Nessuna informazione specifica.
Farmacocinetica
Assorbimento
L'ossicodone ha una biodisponibilità assoluta elevata (fino all'87%) dopo l'assunzione orale.
Le concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) vengono raggiunte dopo un valore mediano di 0,75-1 ore dall'assunzione di Oxynorm soluzione orale o capsule e dopo un valore mediano di 1,25 ore dall'assunzione di Oxynorm compresse orodispersibili (differenze statisticamente non significative).
Gli alimenti non hanno alcun influsso significativo sull'assorbimento dell'ossicodone. Un pasto ricco di grassi prima dell'assunzione di Oxynorm non modifica né la concentrazione plasmatica massima né l'entità dell'assorbimento di ossicodone rispetto all'assunzione a digiuno. Oxynorm può essere assunto durante o tra i pasti (cfr. «Posologia/impiego»).
Distribuzione
Il volume di distribuzione dell'ossicodone all'equilibrio dinamico è pari a 2,6 l/kg, con un legame alle proteine plasmatiche di circa il 45%.
L'ossicodone attraversa la placenta e può essere rilevato nel latte materno.
Metabolismo
L'ossicodone viene metabolizzato nel fegato dal sistema enzimatico del citocromo P450, dando origine a norossicodone, ossimorfone, norossimorfone e diversi glucuronidi.
L'ossicodone viene metabolizzato primariamente dall'enzima CYP3A4 a norossicodone (il suo metabolita principale) e dall'enzima CYP2D6 a ossimorfone. Entrambi i metaboliti vengono ulteriormente trasformati in norossimorfone.
I metaboliti norossimorfone e, soprattutto, ossimorfone, mostrano proprietà farmacodinamiche in parte più accentuate dell'ossicodone.
Eliminazione
L'ossicodone e i suoi metaboliti vengono eliminati prevalentemente nell'urina. L'emivita di eliminazione dell'ossicodone dopo l'assunzione di Oxynorm è di 3‑4 ore, mentre la clearance plasmatica dopo la somministrazione parenterale è di 0,8 l/min.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Differenze sesso-specifiche
Negli studi farmacocinetici, le donne mai trattate con oppioidi hanno avuto una AUC dell'ossicodone mediamente fino al 25% più elevata di quella degli uomini, dopo una correzione in base al peso corporeo.
Disturbi della funzionalità epatica
In uno studio di farmacocinetica su pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata (punteggio Child-Pugh 5-9), la AUCINF, la Cmax e la t½e dell'ossicodone sono aumentate mediamente al 194% (IC 90%: 141, 263), al 146% (IC 90%: 116, 183) e al 143% (IC 90%: 111, 189) rispetto ai volontari sani.
Disfunzioni renali
In uno studio di farmacocinetica su pazienti con insufficienza renale da lieve a grave (clearance della creatinina < 60 ml/min), la AUCINF, la Cmax e la t½e dell'ossicodone sono aumentate mediamente al 161% (IC 90%: 121, 210), al 145% (IC 90%: 117, 178) e al 119% (IC 90%: 103, 136) rispetto ai volontari sani.
Pazienti anziani
Le concentrazioni plasmatiche di ossicodone nei volontari più anziani sono state mediamente del 15% più elevate rispetto ai soggetti più giovani.
Polimorfismi genetici
Nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 (7-8% di tutti i soggetti caucasici) può manifestarsi un effetto analgesico più debole. Nei metabolizzatori rapidi (ultra metabolizzatori) del CYP2D6 (2‑4% di tutti i soggetti caucasici) può manifestarsi un effetto analgesico più intenso e un maggior rischio di effetti indesiderati.
Dati preclinici
Mutagenicità
Gli studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che il rischio genotossico dell'uso terapeutico dell'ossicodone per l'essere umano può essere considerato minimo.
Cancerogenicità
Il potenziale cancerogeno dell'ossicodone è stato esaminato in uno studio di 24 mesi con somministrazione orale di dosi fino a 6 mg/kg/die nel ratto (equivalenti a 0,4 volte una dose di 160 mg/die nell'essere umano). Non sono stati osservati effetti neoplastici.
Tossicità per la riproduzione
Gli studi hanno dimostrato che l'ossicodone non ha effetti sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce a dosaggi fino a 8 mg/kg di peso corporeo nei ratti di entrambi i sessi (equivalenti a 0,5 volte una dose di 160 mg/die nell'essere umano). Lo stesso vale per dosaggi fino a 125 mg/kg di peso corporeo nel coniglio (equivalenti a 15 volte una dose di 160 mg/giorno nell'essere umano), ovvero dosaggi che hanno prodotto un effetto tossico grave nelle femmine in gravidanza. Considerando per l'analisi statistica i dati dei singoli feti nel coniglio, è stato possibile osservare un aumento dose-dipendente dei disturbi dello sviluppo (aumento dell'incidenza di 27 vertebre del tronco o di coppie di coste supplementari). L'analisi statistica per questi parametri condotta su tutte le nidiate ha rilevato che era aumentata solo l'incidenza di 27 vertebre del tronco nel gruppo trattato con 125 mg/kg.
In uno studio sullo sviluppo pre- e postnatale nel ratto, il peso corporeo della generazione F1 nel gruppo con 6 mg/kg/die era inferiore a quello del gruppo di controllo, vale a dire con una dose che ha ridotto il peso e l'assunzione di alimenti delle fattrici (NOAEL pari a 2 mg/kg di peso corporeo).
In uno studio più recente, la somministrazione alle fattrici di ossicodone alla dose di 15 mg/kg/die (equivalente a una dose nell'essere umano pari a 160 mg/die) per un periodo più prolungato ha causato disturbi dell'apprendimento minimi e transitori nella prole di sesso maschile ma non in quella femminile. Inoltre, il giorno dopo il parto gli animali presentavano una riduzione del peso corporeo e alterazioni dell'asse HPA.
Altre indicazioni
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura:
Il medicamento è valido fino alla data indicata con «EXP» sul contenitore anche dopo l'apertura del flacone, a condizione che rimanga chiuso ermeticamente e protetto dalla luce.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Capsule: non conservare a temperature superiori a 30°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Compresse orodispersibili: non conservare a temperature superiori a 30°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Soluzione orale: conservare a 15-30°C. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
59302, 63204, 55352 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Mundipharma Medical Company, Hamilton/Bermuda, succursale di Basilea.
Stato dell'informazione
Dicembre 2024
9984 — 17/04/2026