HCI Compendium
Schermo non supportato

L'applicazione non è ancora ottimizzata per il vostro schermo. Vi preghiamo di utilizzare un dispositivo con uno schermo più grande.

Indietro

ESOMEPRAZOLE Axapharm cpr pell 20 mg

axapharm ag

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Esomeprazolo axapharm

axapharm ag

Composizione

Principi attivi

Esomeprazolum ut Magnesii esomeprazolum dihydricum.

Sostanze ausiliarie

Copolimero acido metacrilico/etilacrilato (1:1) (sodio dodecil solfato (E487), polisorbato 80 (E433))

Talco

Trietilcitrato

Ipromellosa (E464)

Granuli di amido di zucchero (saccarosio 5.65 mg (20 mg compresse gastroresistente) resp. 11.3 mg (40 mg compresse gastroresistente) amido di mais)

Magnesio stearato (E470b)

Idrossipropilcellulosa (E463)

Glicerolo monostearato 40-55%

Cellulosa microcristallina (E460)

Povidone

Macrogol 6000

Crospovidone

Sodio stearilfumarato

Titano diossido (E171)

Macrogol 400

Ossido di ferro (rosso) (E172)

Ossido di ferro (giallo) (E172).

Una compressa contiene 0.082 mg (20 mg compresse gastroresistenti) resp. 0.166 mg di sodio (40 mg compresse gastroresistenti).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

1 compresse gastroresistenti di Esomeprazolo axapharm 20 mg contiene 20 mg di esomeprazolo, corrispondenti a 21.75 mg di magnesio esomeprazolo diidrato.

1 compresse gastroresistenti di Esomeprazolo axapharm 40 mg contiene 40 mg di esomeprazolo, corrispondenti a 43.5 mg di magnesio esomeprazolo diidrato.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Trattamento dell'esofagite da reflusso.

Profilassi a lungo termine delle recidive dell'esofagite da reflusso.

Trattamento sintomatico del reflusso gastroesofageo (bruciore di stomaco, reflusso acido) senza esofagite erosiva/ulcerosa da reflusso.

Eradicazione dell'Helicobacter pylori in associazione con antibiotici appropriati.

Guarigione dell'ulcera duodenale associata a Helicobacter pylori. Profilassi delle recidive della malattia ulcerosa associata a Helicobacter pylori.

Guarigione dell'ulcera ventricolare causata da FANS (incl. FANS COX-2 selettivi).

Prevenzione dell'ulcera ventricolare e dell'ulcera duodenale nei pazienti a rischio che assumono FANS (incl. FANS COX-2 selettivi).

Ipersecrezione patologica incl. sindrome di Zollinger-Ellison e ipersecrezione idiopatica.

Prevenzione di nuovi sanguinamenti nell'ulcera ventricolare o duodenale sanguinante dopo il trattamento con esomeprazolo e.v.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Adulti

Esofagite da reflusso

40 mg 1 volta/giorno, per 4 settimane. I pazienti in cui l'esofagite non è completamente guarita o i sintomi persistono possono essere trattati per altre 4 settimane.

Profilassi a lungo termine delle recidive dell'esofagite

20 mg, 1 volta/giorno.

Trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica (bruciore di stomaco, reflusso acido)

Per i pazienti in cui può essere esclusa un'esofagite, la dose è di 20 mg una volta al giorno. Se i sintomi non possono essere controllati dopo 4 settimane, sono indicati ulteriori esami. Una volta risolta la sintomatologia, le recidive dei disturbi nei pazienti che non assumono FANS possono essere trattate con 20 mg una volta al giorno, se necessario (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Guarigione dell'ulcera duodenale associata a Helicobacter pylori

7 giorni di terapia con 20 mg di Esomeprazolo axapharm, 1 g di amoxicillina e 500 mg di claritromicina 2 volte al giorno. Non è necessaria una successiva monoterapia con antiacidi.

Profilassi delle recidive della malattia ulcerosa associata a Helicobacter pylori

7 giorni di terapia con 20 mg di Esomeprazolo axapharm, 1 g di amoxicillina e 500 mg di claritromicina 2 volte al giorno.

Guarigione dell'ulcera ventricolare associata alla terapia con FANS

40 mg 1 volta/giorno, per 4-8 settimane.

Prevenzione dell'ulcera ventricolare e dell'ulcera duodenale associate alla terapia con FANS nei pazienti a rischio

20 mg, 1 volta/giorno.

Ipersecrezione patologica incl. sindrome di Zollinger-Ellison e ipersecrezione idiopatica

La dose iniziale raccomandata è di 40 mg di Esomeprazolo axapharm 2 volte al giorno. Il dosaggio va poi aggiustato individualmente. Il trattamento va continuato fino a quando clinicamente indicato. Sono state somministrate dosi fino a 120 mg 2 volte al giorno. Sulla base dei dati clinici disponibili, la maggior parte dei pazienti può essere controllata con dosi da 80 a 160 mg. Se sono necessarie dosi superiori a 80 mg/giorno, la dose deve essere divisa in due somministrazioni giornaliere. L'esperienza con dosi superiori a 80 mg al giorno è limitata.

Prevenzione di nuovi sanguinamenti nell'ulcera ventricolare e duodenale dopo il trattamento con esomeprazolo e.v.

Esomeprazolo axapharm 40 mg 1 volta al giorno, per 4 settimane. La fase di trattamento orale deve essere preceduta dalla seguente terapia antiacida con esomeprazolo e.v.: 40-80 mg di esomeprazolo e.v. come infusione breve per 30 minuti, seguita da un'infusione continua di 8 mg/h per 3 giorni.

Bambini e adolescenti

Adolescenti 12-18 anni

Esofagite da reflusso

40 mg 1 volta/giorno, per 4 settimane. I pazienti in cui l'esofagite non è completamente guarita o i sintomi persistono possono essere trattati per altre 4 settimane.

Profilassi a lungo termine delle recidive dell'esofagite

20 mg, 1 volta/giorno.

Trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica (bruciore di stomaco, reflusso acido)

Per i pazienti in cui può essere esclusa un'esofagite, la dose è di 20 mg una volta al giorno. Se i sintomi non possono essere controllati dopo 4 settimane, sono indicati ulteriori esami. Una volta risolta la sintomatologia, le recidive dei disturbi possono essere trattate sotto controllo medico con 20 mg una volta al giorno.

Modo di somministrazione

Le compresse Esomeprazolo axapharm devono essere ingerite con un po' di liquido. Le compresse non vanno masticate o schiacciate.

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

Esomeprazolo axapharm non deve essere utilizzato nei bambini di età <12 anni, perché non sono disponibili studi.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani, non sono necessari aggiustamenti della dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Nei pazienti con limitata funzione renale, non è necessario alcun aggiustamento della dose. I pazienti con insufficienza renale severa devono essere trattati con cautela, per mancanza di esperienze (vedere «Farmacocinetica»).

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Non è necessario aggiustare la dose nei pazienti con insufficienza epatica lieve o moderata. Nei pazienti con insufficienza epatica severa, non si deve superare la dose di 20 mg.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota all'esomeprazolo, ai sostituti benzimidazolici o ad altri componenti della compressa gastroresistente.

Avvertenze e misure precauzionali

Se compaiono segni preoccupanti, quali una significativa perdita di peso non intenzionale, vomito persistente, disfagia, ematemesi o melena ed è presente un sospetto di ulcera gastrica, la sua malignità deve essere esclusa prima di iniziare il trattamento con Esomeprazolo axapharm. Senza un precedente accertamento della malignità, il trattamento può mascherare i sintomi e ritardare la diagnosi.

Nei pazienti in trattamento a lungo termine (in particolare in quelli trattati per più di un anno), si raccomandano controlli medici regolari.

I pazienti che assumono esomeprazolo al bisogno per il trattamento delle recidive dei sintomi da reflusso gastroesofageo vanno invitati a rivolgersi al proprio medico se i sintomi cambiano. Quando si prescrive l'esomeprazolo in questa indicazione, a causa delle fluttuazioni delle concentrazioni plasmatiche di esomeprazolo, si deve tener conto delle conseguenze delle interazioni con altri medicamenti (vedere anche «Interazioni»).

Nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo sintomatica che devono essere trattati contemporaneamente con FANS, le recidive dei disturbi non vanno trattate «al bisogno» senza ulteriori accertamenti medici.

Quando si prescrive l'esomeprazolo per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori, si deve tener conto delle possibili interazioni con i medicamenti utilizzati nella «triplice terapia». La claritromicina è un potente inibitore del CYP3A4 e quindi bisogna tener conto delle controindicazioni e delle interazioni con la claritromicina, nei pazienti che assumono contemporaneamente alla «triplice terapia» altri medicamenti metabolizzati tramite il CYP3A4, come la cisapride.

Durante il trattamento con medicamenti antiacidi, la gastrina nel siero aumenta in risposta alla ridotta secrezione acida. Anche la cromogranina A (CgA) aumenta in risposta alla ridotta secrezione acida. L'elevato livello di CgA può interferire con gli esami diagnostici per i tumori neuroendocrini. In letteratura si menziona che il trattamento con un PPI deve essere sospeso per 5-14 giorni prima della determinazione della CgA, condotta nell'ambito di un accertamento o di un controllo nei tumori neuroendocrini, perché i livelli elevati di CgA a causa della terapia si normalizzano entro 5-14 giorni, raramente anche dopo. Le misurazioni vanno ripetute se i livelli di CgA sono ancora troppo elevati dopo questo intervallo.

In generale, una ridotta acidità gastrica può aumentare la carica batterica all'interno dello stomaco. Il trattamento con antiacidi può aumentare lievemente il rischio di infezioni gastrointestinali, ad esempio da Salmonella e Campylobacter, nei pazienti ospedalizzati eventualmente anche da Clostridium difficile.

La somministrazione concomitante di esomeprazolo con medicamenti quali atazanavir e nelfinavir non è raccomandata (vedere «Interazioni»).

Non si raccomanda la somministrazione concomitante di esomeprazolo e clopidogrel (vedere «Interazioni»).

Fratture ossee

Gli inibitori della pompa protonica, soprattutto se impiegati a dosi elevate e per un lungo periodo di tempo (>1 anno), possono aumentare moderatamente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, soprattutto nei pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio noti. Gli studi osservazionali indicano che gli inibitori della pompa protonica possono aumentare il rischio di fratture del 10-40%, anche se questo aumento del rischio può essere in parte dovuto ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le attuali linee guida cliniche e ricevere quantità sufficienti di vitamina D e calcio.

Ipomagnesiemia

Nei pazienti trattati per almeno tre mesi (ma nella maggior parte dei casi per un anno) con inibitori della pompa protonica (PPI) come l'esomeprazolo, è stata riportata una grave ipomagnesiemia. Possono comparire gravi manifestazioni di ipomagnesiemia, con stanchezza, tetania, delirio, convulsioni, vertigini e aritmie ventricolari, ma queste possono svilupparsi insidiosamente e, quindi, essere sottovalutate. Nella maggior parte dei pazienti colpiti, l'ipomagnesiemia è migliorata dopo la somministrazione di magnesio e la sospensione dell'IPP. Nei pazienti per i quali è previsto un trattamento a lungo termine o che assumono PPI con digossina o altri medicamenti che possono causare ipomagnesiemia (es. diuretici), il medico deve prendere in considerazione il monitoraggio dei livelli di magnesio prima e periodicamente durante il trattamento con PPI.

Lupus eritematoso cutaneo subacuto

Gli inibitori della pompa protonica sono molto raramente associati alla comparsa di un lupus eritematoso cutaneo subacuto (SCLE). Se compaiono lesioni, soprattutto nelle zone cutanee esposte al sole, e se queste sono accompagnate da artralgia, il paziente deve rivolgersi immediatamente a un medico e gli operatori sanitari devono prendere in considerazione la sospensione di Esomeprazolo axapharm. La comparsa di un SCLE dopo un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può aumentare il rischio di SCLE in seguito all'assunzione di altri inibitori della pompa protonica.

Reazioni cutanee avverse gravi (SCAR):

Reazioni cutanee avverse gravi (SCAR) come eritema multiforme (EM), sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere potenzialmente letali o fatali, sono state segnalate molto raramente in associazione al trattamento con esomeprazolo.

I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi delle reazioni cutanee gravi EM/SJS/TEN/DRESS e devono consultare immediatamente il medico se si manifestano tali segni o sintomi. L'esomeprazolo deve essere sospeso immediatamente in caso di segni e sintomi di una reazione cutanea grave e, se necessario, deve essere fornita ulteriore assistenza medica/monitoraggio attento. L'esomeprazolo non deve essere somministrato nuovamente a pazienti con EM/SJS/TEN/DRESS.

Sostanze ausiliarie di particolare interesse

Sodio

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa gastroresistente cioè è praticamente «privo di sodio».

Saccarosio

I pazienti con la rara intolleranza ereditaria al fruttosio-galattosio, con un malassorbimento del glucosio-galattosio o con un'insufficienza di saccarasi-isomaltasi, non devono utilizzare questo medicamento.

Interazioni

Effetto di esomeprazolo su altri medicamenti

L'inibizione degli acidi gastrici durante il trattamento con esomeprazolo o con un altro PPI può aumentare o diminuire l'assorbimento dei medicamenti il cui assorbimento dipende dal pH gastrico. Come con l'uso di medicamenti che riducono l'acidità gastrica, il trattamento con esomeprazolo può ridurre l'assorbimento di medicamenti, quali ketoconazolo, itraconazolo ed erlotinib, e aumentare l'assorbimento di medicamenti, quali la digossina. In volontari sani, il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg al giorno) e digossina ha aumentato la biodisponibilità della digossina del 10% (in 2 volontari fino al 30%).

L'esomeprazolo inibisce il CYP2C19, il principale enzima metabolizzante dell'esomeprazolo. Di conseguenza, la concentrazione plasmatica delle sostanze metabolizzate dal CYP2C19, quali diazepam, citalopram, imipramina, clomipramina, fenitoina ecc., può aumentare e richiedere una riduzione della dose. Di questo bisogna tener conto soprattutto in caso di assunzione irregolare.

Nella somministrazione concomitante di 30 mg di esomeprazolo + diazepam, si è osservata una riduzione del 45% della clearance del diazepam. Tuttavia, fino a 12 ore dopo la somministrazione, non si sono osservati livelli plasmatici aumentati di diazepam. In tale momento, i livelli plasmatici sono al di sotto dell'intervallo terapeutico, per cui è improbabile un'interazione clinica.

Nella somministrazione concomitante di 40 mg di esomeprazolo + fenitoina, i livelli plasmatici di valle di fenitoina aumentano del 13% nei pazienti epilettici. Si raccomanda, pertanto, di monitorare i livelli plasmatici di fenitoina quando si inizia o si interrompe un trattamento con esomeprazolo.

La somministrazione concomitante di 40 mg di esomeprazolo in pazienti trattati con warfarin ha dimostrato che, nonostante un piccolo aumento della concentrazione plasmatica di valle dell'isomero R meno attivo del warfarin, i tempi di coagulazione erano all'interno dell'intervallo accettato. Dal momento dell'introduzione sul mercato, tuttavia, si sono riportati casi di aumento clinicamente significativo dell'INR nei pazienti trattati contemporaneamente con warfarin. Si raccomanda un attento monitoraggio all'inizio e alla fine di una terapia con warfarin o con altri derivati cumarinici.

Come l'esomeprazolo, l'omeprazolo agisce da inibitore del CYP2C19. In uno studio cross-over, la somministrazione di 40 mg di omeprazolo in volontari sani ha prodotto un aumento della Cmax e dell'AUC del cilostazolo rispettivamente del 18% e del 26% e di un metabolita attivo del cilostazolo rispettivamente del 29% e del 69%.

La somministrazione concomitante di 40 mg di esomeprazolo + cisapride in volontari sani ha prodotto un aumento del 32% dell'AUC e un'emivita di eliminazione più lunga del 31% per la cisapride, ma non ha aumentato significativamente i livelli plasmatici massimi. L'intervallo QTc lievemente allungato osservato dopo la somministrazione di cisapride da sola non viene ulteriormente esteso in seguito all'assunzione di cisapride + esomeprazolo (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Nella somministrazione concomitante di esomeprazolo + tacrolimus, si sono riportati aumenti dei livelli sierici di tacrolimus. All'inizio o alla fine del trattamento con esomeprazolo, vanno controllati i livelli sierici di tacrolimus.

In alcuni pazienti, si è riportato un aumento dei livelli di metotrexate con una terapia concomitante con bloccanti della pompa protonica. Nella somministrazione di dosi elevate di metotrexate, si raccomanda di sospendere temporaneamente l'esomeprazolo.

Si sono riportate interazioni tra omeprazolo e medicamenti antiretrovirali. Il significato clinico e i meccanismi alla base di queste interazioni riportate non sono sempre noti. Un pH gastrico elevato durante il trattamento con omeprazolo può alterare l'assorbimento del medicamento antiretrovirale. Altri possibili meccanismi di interazione si realizzano tramite il CYP2C19. Per alcuni medicamenti antiretrovirali, come l'atazanavir e il nelfinavir, si sono riportati livelli sierici ridotti, se somministrati in concomitanza con l'omeprazolo. Per questo, la terapia farmacologica concomitante non è raccomandata. La somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg, una volta al giorno) + atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg in volontari sani ha prodotto una significativa riduzione dell'esposizione all'atazanavir (riduzione di AUC, Cmax e Cmin di circa il 75%). L'aumento della dose di atazanavir a 400 mg non ha compensato l'influenza dell'omeprazolo sull'esposizione all'atazanavir. Sono stati riportati livelli sierici aumentati per altri farmaci antiretrovirali, come il saquinavir. Ci sono anche alcuni medicamenti antiretrovirali che hanno presentato livelli sierici invariati quando somministrati assieme all'omeprazolo. A causa degli effetti farmacodinamici e delle proprietà farmacocinetiche simili di omeprazolo ed esomeprazolo, la somministrazione concomitante di esomeprazolo con medicamenti antiretrovirali, quali atazanavir e nelfinavir, non è raccomandata.

È stato dimostrato che l'esomeprazolo non presenta effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica dell'amoxicillina o della chinidina.

Non sono state messe in evidenza interazioni farmacocinetiche clinicamente rilevanti negli studi a breve termine sulla somministrazione concomitante di esomeprazolo + naprossene.

Negli studi con volontari sani, è stata dimostrata un'interazione farmacocinetica/farmacodinamica tra clopidogrel ed esomeprazolo. In uno di questi studi, il clopidogrel è stato somministrato alla dose iniziale di 300 mg, seguita da una dose di mantenimento di 75 mg al giorno, insieme a 40 mg di esomeprazolo al giorno. Le concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo del clopidogrel sono diminuite in media del 40%, misurate ai giorni 5, 14 e 29 dello studio. La massima inibizione dell'aggregazione piastrinica dopo la stimolazione con ADP è diminuita in media del 14%. L'interazione non può essere impedita dalla somministrazione ritardata di clopidogrel ed esomeprazolo. Ci sono dati contrastanti provenienti da studi osservazionali e clinici riguardanti la rilevanza clinica di questa interazione FC/FD in relazione a gravi eventi cardiovascolari. In queste circostanze, il trattamento concomitante con clopidogrel + esomeprazolo va evitato.

Effetto di altri medicamenti su esomeprazolo

L'esomeprazolo viene metabolizzato dal CYP2C19 e dal CYP3A4. La somministrazione concomitante di esomeprazolo e dell'inibitore del CYP3A4 claritromicina (500 mg due volte al giorno) ha prodotto un raddoppio dell'AUC dell'esomeprazolo. La somministrazione concomitante di esomeprazolo e di un inibitore combinato CYP2C19 e CYP3A4, come il voriconazolo, può causare più che un raddoppio della Cmax e dell'AUC dell'esomeprazolo. Tuttavia, un aggiustamento della dose dell'esomeprazolo al dosaggio abituale non è necessario in entrambe le situazioni. I medicamenti che inducono il CYP2C19 o il CYP3A4 o entrambi (quali la rifampicina e l'iperico [erba di San Giovanni]) possono produrre livelli sierici più bassi di esomeprazolo, aumentandone il metabolismo.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcun rischio per il feto, ma non esistono studi controllati nelle donne in gravidanza.

I rischi potenziali per l'uomo non sono noti.

Nell'uso in gravidanza è richiesta prudenza.

Allattamento

Non è noto se l'esomeprazolo passi nel latte materno. Non sono stati condotti studi sulle donne in allattamento. Perciò non di deve usare esomeprazolo durante l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Esomeprazolo axapharm non ha effetti sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti collaterali sono stati osservati o sospettati negli studi clinici con esomeprazolo e/o dal momento della sua introduzione sul mercato. Nessuno di essi è risultato dose-dipendente.

La frequenza deve essere indicata come segue:

«Comune» (≥1/100, <1/10),

«Non comune» (≥1/1000, <1/100),

«Raro» (≥1/10'000, <1/1000),

«Molto raro» <1/10'000.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: leucopenia, trombopenia.

Molto raro: agranulocitosi, pancitopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni di ipersensibilità (es. angioedema, reazione/shock anafilattico).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: edemi periferici.

Raro: iponatriemia.

Molto raro: ipomagnesiemia (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»); un'ipomagnesiemia severa può causare un'ipocalcemia. Un'ipomagnesiemia può causare un'ipokaliemia.

Disturbi psichiatrici

Non comune: disturbi del sonno.

Raro: agitazione, confusione, depressione.

Molto raro: aggressività, allucinazioni.

Patologie del sistema nervoso

Comune: mal di testa.

Non comune: stordimento, capogiri, parestesie, sonnolenza.

Raro: alterazioni gustative.

Patologie dell'occhio

Raro: visione offuscata.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: costrizione delle vie respiratorie.

Patologie gastrointestinali

Comune: dolori addominali, stipsi, diarrea, flatulenza, nausea, vomito, polipi ghiandolari del fondo (benigni).

Non comune: secchezza della bocca.

Raro: stomatite, candidosi gastrointestinale.

Molto raro: colite microscopica.

Patologie epatobiliari

Non comune: aumento degli enzimi epatici.

Raro: epatite con o senza ittero.

Molto raro: insufficienza epatica, encefalopatia epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: dermatite, prurito, orticaria, eruzione cutanea.

Raro: alopecia, fotosensibilità.

Molto raro: eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (TEN), lupus eritematoso cutaneo subacuto (SCLE), pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), eruzione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: frattura dell'anca, del polso o della colonna vertebrale.

Raro: artralgia, mialgia.

Molto raro: debolezza muscolare.

Patologie renali e urinarie

Molto raro: nefrite interstiziale.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Molto raro: ginecomastia.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro: malessere, aumento della sudorazione.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

I sintomi (nausea, feci liquide e debolezza) associati al sovradosaggio intenzionale di esomeprazolo (esperienza limitata con una dose superiore a 240 mg/giorno) sono stati transitori. Singole dosi di 80 mg di esomeprazolo sono state somministrate senza complicazioni.

Non è noto alcun antidoto specifico.

L'esomeprazolo è per lo più legato alle proteine e quindi non può essere dializzato rapidamente.

Come in tutti i casi di sovradosaggio, è necessario somministrare un trattamento sintomatico e adottare misure di generali di supporto.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A02BC05

Meccanismo d'azione

L'esomeprazolo è una base debole e viene concentrato nell'ambiente fortemente acido dei canalicoli secretori della cellula parietale e convertito nella forma attiva. Nella cellula parietale, l'esomeprazolo provoca un blocco dell'enzima H+/K+-ATPase, la pompa protonica, e quindi garantisce un'inibizione altamente efficace della secrezione acida sia basale che stimolata.

Effetti sulla secrezione acida gastrica

Dopo la somministrazione orale di 20 mg o 40 mg di esomeprazolo, l'effetto compare entro un'ora. Nell'assunzione ripetuta di 20 mg di esomeprazolo una volta al giorno per 5 giorni, il valore massimo medio della secrezione acida dopo stimolazione con pentagastrina si riduce del 90% se misurato al giorno 5, circa 6-7 ore dopo la somministrazione.

Dopo cinque giorni di somministrazione orale di 20 mg e 40 mg di esomeprazolo, si è mantenuto un pH intragastrico superiore a 4 per una media rispettivamente di 13 e 17 ore; nei pazienti con malattia da reflusso sintomatico (GERD), per oltre 24 ore.

La percentuale di pazienti con un pH intragastrico superiore a 4 per almeno 8, 12 e 16 ore è stata rispettivamente del 76%, 54% e 24% con 20 mg di esomeprazolo, e del 97%, 92% e 56% con 40 mg di esomeprazolo.

Quando l'area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo (AUC) viene utilizzata come parametro sostitutivo di concentrazione plasmatica, è possibile dimostrare una relazione tra inibizione acida e AUC.

In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, 764 pazienti con ulcera peptica emorragica confermata all'endoscopia sono stati trattati con esomeprazolo e.v. (n=375) o placebo (n=389). Dopo emostasi endoscopica, i pazienti hanno ricevuto 80 mg di esomeprazolo o placebo come infusione endovenosa per 30 minuti, seguita da un'infusione costante di 8 mg/h per 72 ore. Dopo queste prime 72 ore, tutti i pazienti hanno ricevuto 40 mg di esomeprazolo per via orale per 27 giorni per l'inibizione acida. Nel gruppo esomeprazolo e.v., nel 5.9% dei pazienti è comparso nei primi 3 giorni un nuovo sanguinamento, rispetto al 10.3% del gruppo placebo (p=0.0256). Nei primi 7 giorni, nel 7.2% dei pazienti del gruppo esomeprazolo e.v. è comparso un nuovo sanguinamento, rispetto al 12,9% con il placebo (p=0.0096), entro i primi 30 giorni era il 7.7% con esomeprazolo e.v. e il 13.6% con placebo (p=0.0092). Nella terza e quarta settimana dello studio, non è comparso alcun sanguinamento.

Curva di Kaplan-Meier della percentuale cumulativa (%) di pazienti con nuovo sanguinamento entro 30 giorni

Effetti terapeutici dell'inibizione acida

Con 40 mg di esomeprazolo al giorno, l'esofagite da reflusso è guarita entro 4 settimane in circa il 78% dei pazienti ed entro 8 settimane in circa il 93% dei pazienti. Un trattamento di una settimana con 20 mg di esomeprazolo due volte al giorno, combinato con antibiotici adeguati, ha portato all'eradicazione dell'Helicobacter pylori in circa il 90% dei pazienti. Dopo 1 settimana di terapia di eradicazione, non è necessaria alcuna monoterapia successiva con antiacidi per un'effettiva guarigione dell'ulcera e per il sollievo dai sintomi nell'ulcera duodenale senza complicanze.

Altri effetti correlati all'inibizione acida

Sia nei bambini che negli adulti, si è osservato, durante il trattamento a lungo termine con esomeprazolo, un numero maggiore di ECL (cellule enterocromaffino-simili). Ciò potrebbe essere correlato all'aumento dei livelli sierici di gastrina. In oltre 1000 pazienti trattati con esomeprazolo (10, 20, 40 mg/giorno) per 6-12 mesi, la prevalenza di iperplasia ECL (ECL: cellule enterocromaffino-simili) è aumenta in relazione alla dose e alla durata della terapia. Nessun paziente ha sviluppato un carcinoide ECL, una displasia ECL o una neoplasia della mucosa gastrica.

In generale, una ridotta acidità gastrica può aumentare la carica batterica all'interno dello stomaco. Il trattamento con antiacidi può aumentare lievemente il rischio di infezioni gastrointestinali, ad esempio da Salmonella e Campylobacter, nei pazienti ospedalizzati eventualmente anche da Clostridium difficile.

L'efficacia di esomeprazolo per la guarigione dell'ulcera ventricolare è stata esaminata in due studi multicentrici controllati con principio attivo in doppio cieco in 846 pazienti di età compresa tra i 18 e gli 88 anni (età media 59,5 anni). 262 pazienti hanno ricevuto esomeprazolo 40 mg una volta al giorno, 276 esomeprazolo 20 mg una volta al giorno e 271 ranitidina 150 mg due volte al giorno. Tutti i pazienti hanno assunto FANS (compresi i FANS COX-2 selettivi) per almeno 4 settimane prima della randomizzazione e hanno continuato questa terapia per tutto il periodo dello studio. I pazienti erano negativi all'Helicobacter pylori e avevano un'ulcera ventricolare confermata all'endoscopia fino a 25 mm di diametro. I tassi di guarigione dell'ulcera ventricolare dopo 4 e 8 settimane sono stati più elevati con esomeprazolo 40 mg e con esomeprazolo 20 mg, rispetto alla ranitidina. Con esomeprazolo 40 mg, i tassi di guarigione dopo 4 settimane di trattamento erano del 78% (p=0.036; valori p versus ranitidina) nel primo studio e del 71% (p=0.009) nel secondo studio; dopo 8 settimane, i tassi di guarigione erano del 92% (p<0.001) nel primo studio e dell'86% (p=0.047) nel secondo studio.

L'efficacia di esomeprazolo nella prevenzione dell'ulcera ventricolare e dell'ulcera duodenale è stata studiata in due studi in doppio cieco, controllati con placebo, multicentrici, che hanno coinvolto 1429 pazienti. 480 pazienti hanno ricevuto esomeprazolo 40 mg una volta al giorno, 476 esomeprazolo 20 mg una volta al giorno e 473 placebo. Tutti i pazienti hanno assunto FANS (compresi i FANS selettivi COX-2) per l'intera durata dello studio. I pazienti erano negativi all'Helicobacter pylori e a rischio (cioè avevano una storia documentata di ulcera ventricolare o di ulcera duodenale negli ultimi 5 anni e/o avevano almeno 60 anni). Durante il trattamento di 6 mesi, la percentuale cumulativa di pazienti senza ulcera ventricolare o ulcera duodenale era più elevata nei pazienti trattati con esomeprazolo, rispetto ai pazienti trattati con placebo. La percentuale cumulativa osservata di pazienti senza ulcera ventricolare o duodenale nel primo studio è stata del 95.9% per esomeprazolo 40 mg (p=0.0074; valori p rispetto al placebo; log-rank test), del 95.3% per esomeprazolo 20 mg (p=0.0180; log-rank test) e 89.2% per il placebo. Nel secondo studio, questa percentuale era del 95.9% per esomeprazolo 40 mg (p<0.001; log-rank test), del 95.5% per esomeprazolo 20 mg (p=0.0001; log-rank test) e dell'82.8% per il placebo. Non esistono studi clinici che abbiano esaminato l'effetto profilattico per più di 6 mesi.

Farmacodinamica

L'esomeprazolo è l'enantiomero S del racemo omeprazolo. L'esomeprazolo riduce la secrezione degli acidi gastrici attraverso un meccanismo d'azione mirato e specifico. L'esomeprazolo è un inibitore specifico della pompa protonica della cellula parietale.

Efficacia clinica

Vedere anche «Meccanismo d'azione».

Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici

La sicurezza e l'esito clinico dell'esomeprazolo nei bambini da 1 a 11 anni sono stati esaminati in uno studio multicentrico in doppio cieco non controllato su n=109 pazienti con esofagite da reflusso confermata all'endoscopia o all'esame istologico (con o senza erosione/ulcerazione), di cui 53 bambini con esofagite erosiva da reflusso. Tutti i pazienti sono stati stratificati in due gruppi, in base al loro peso corporeo. I bambini con un PC <20 kg (età media 2.3 anni) hanno ricevuto 5 mg o 10 mg di esomeprazolo al giorno, i bambini con un PC ≥20 kg (età media 8.4 anni) 10 mg o 20 mg. In media, i bambini hanno ricevuto una dose di esomeprazolo di 0.3-0.7 mg/kg. In 45 dei 53 pazienti con esofagite erosiva da reflusso, il successo della terapia è stato verificato all'endoscopia alla fine della fase di trattamento di otto settimane (22 bambini <20 kg, 23 bambini ≥20 kg). I dati sono stati considerati migliori se il grado di esofagite era migliorato di almeno un livello secondo la classificazione di Los Angeles. In 40 pazienti, le erosioni erano completamente guarite, in altri 2 pazienti i dati sono migliorati, secondo la definizione di cui sopra. Così, il 93% dei pazienti controllati per via endoscopica ha presentato un miglioramento dei dati. Gli effetti indesiderati erano simili a quelli comparsi negli adulti.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'esomeprazolo è labile in ambiente acido e viene quindi somministrato per via orale sotto forma di compresse MUPS, costituite da microgranuli con rivestimento gastroresistente. La conversione nell'enantiomero R è trascurabile in vivo. L'assorbimento dell'esomeprazolo è rapido, con valori massimi plasmatici circa 1-2 ore dopo la somministrazione. La biodisponibilità assoluta dopo una singola dose di 40 mg è del 64% e aumenta all'89% con la somministrazione ripetuta, una volta al giorno. I valori corrispondenti per i 20 mg sono rispettivamente del 50% e del 68%.

L'assunzione di cibo ritarda e riduce l'assorbimento dell'esomeprazolo. Tuttavia, questo non ha alcuna influenza significativa sull'effetto dell'esomeprazolo sull'acidità intragastrica.

Distribuzione

Il volume di distribuzione apparente allo stato stazionario è di circa 0.22 l/kg di peso corporeo in volontari sani. L'esomeprazolo è legato per il 97% alle proteine plasmatiche.

Metabolismo

L'esomeprazolo viene completamente metabolizzato dal sistema del citocromo P450. La maggior parte dell'esomeprazolo viene degradata attraverso il polimorfo CYP2C19, responsabile della formazione dei metaboliti idrossilati e demetilati. La quota rimanente del metabolismo dipende dall'isoenzima specifico CYP3A4, che è responsabile della formazione dell'esomeprazolo sulfone, il principale metabolita nel plasma.

I parametri riflettono principalmente la farmacocinetica nelle persone con un enzima funzionale CYP2C19, i cosiddetti metabolizzatori rapidi.

Eliminazione

La clearance plasmatica totale è di circa 17 l/h dopo una singola dose e di circa 9 l/h dopo assunzione ripetuta.

L'emivita di eliminazione plasmatica è di circa 1,3 ore dopo somministrazione ripetuta una volta al giorno.

L'area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo (AUC) aumenta dopo somministrazione ripetuta di esomeprazolo. Questo aumento è dose-dipendente e si traduce in un rapporto non lineare dose/AUC dopo somministrazione ripetuta. Questa dipendenza dal tempo e dalla dose è dovuta a una riduzione del metabolismo di primo passaggio e della clearance sistemica, probabilmente causata da un'inibizione dell'enzima CYP2C19 da parte dell'esomeprazolo e/o dei suoi metaboliti sulfonati. L'esomeprazolo viene completamente eliminato dal plasma e non si accumula con l'uso normale.

L'esposizione complessiva (AUC) e la tmax (tempo al raggiungimento della massima concentrazione plasmatica di esomeprazolo) dopo somministrazione ripetuta di 20 mg e 40 mg di esomeprazolo negli adolescenti (da 12 a 18 anni) erano simili a quelle degli adulti per entrambe le dosi.

I principali metaboliti dell'esomeprazolo non hanno alcun effetto sulla secrezione acida dello stomaco. Circa l'80% di una dose di esomeprazolo somministrata per via orale viene eliminato come metaboliti nelle urine, il resto nelle feci. Meno dell'1% della sostanza immodificata si ritrova nelle urine.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Circa il 3% della popolazione presenta un enzima non funzionale CYP2C19 (metabolizzatori lenti). In questo gruppo di pazienti, il metabolismo dell'esomeprazolo è principalmente catalizzato dal CYP3A4. Dopo somministrazione ripetuta una volta al giorno di 40 mg di esomeprazolo, l'AUC media è aumentata dal 35% al 65% nei metabolizzatori lenti rispetto a quelli rapidi. Le concentrazioni plasmatiche massime medie erano di circa il 60% più elevate. Questa maggiore esposizione non è probabilmente rilevante dal punto di vista clinico.

Pazienti anziani

Il metabolismo dell'esomeprazolo non è alterato nei pazienti anziani (71-80 anni).

Sesso

Dopo una singola dose di 40 mg di esomeprazolo, l'area media sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo è circa il 30% più elevata nelle donne rispetto agli uomini. Tuttavia, non si sono osservate differenze dopo diverse dosi di esomeprazolo una volta al giorno. Questi dati non hanno conseguenze sul dosaggio dell'esomeprazolo in relazione al sesso.

Bambini e adolescenti

Bambini 1-11 anni

Dopo somministrazione ripetuta di 10 mg di esomeprazolo, l'AUC e il tempo al raggiungimento della massima concentrazione plasmatica (tmax) nei bambini da 1 a 11 anni erano simili a quelli dopo la somministrazione di 20 mg negli adolescenti (da 12 a 18 anni) e negli adulti. 20 mg di esomeprazolo hanno prodotto una maggiore AUC nei bambini dai 6 agli 11 anni (6.3 μmol x h/l) rispetto ai 20 mg nei bambini/adolescenti dai 12 ai 18 anni e negli adulti (rispettivamente 3.7 e 4.2 μmol x h/l). Tuttavia, la AUC era inferiore a quella dopo somministrazione di una dose di 40 mg nei bambini/adolescenti di 12-18 anni e negli adulti (rispettivamente 13.9 e 12.6 μmol x h/l).

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con insufficienza epatica lieve/moderata, il metabolismo dell'esomeprazolo può essere compromesso. Il tasso di metabolismo è ridotto nei pazienti con grave insufficienza epatica, con conseguente raddoppio dell'AUC dell'esomeprazolo. Perciò, nei pazienti con insufficienza epatica severa, non si deve superare un massimo di 20 mg. L'esomeprazolo e i suoi principali metaboliti non presentano alcuna tendenza all'accumulo se somministrato una volta al giorno.

Disturbi della funzionalità renale

Non sono disponibili studi nei pazienti con ridotta funzione renale. Siccome solo l'eliminazione dei metaboliti dell'esomeprazolo avviene attraverso i reni, ma non quella della sostanza immodificata, non si prevedono alterazioni del metabolismo dell'esomeprazolo nei pazienti con funzione renale compromessa.

Dati preclinici

Gli studi preclinici correlazionali, basati su studi convenzionali su tossicità a dosi ripetute, genotossicità e tossicità per la riproduzione, non hanno messo in evidenza particolari pericoli per l'uomo. Iperplasia delle cellule ECL dello stomaco e carcinoidi sono stati osservati negli studi di cancerogenicità sul ratto trattato con la miscela racemica. Queste alterazioni osservate nel ratto sono il risultato di una pronunciata ipergastrinemia persistente, causata da una ridotta produzione di acidi gastrici e si osservano nel ratto dopo un trattamento a lungo termine con antiacidi.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP.» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente non superiori a 25°C al riparo dall'umidità nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Se le compresse gastroresistenti sono state confezionate in bottiglie di plastica, dopo aver prelevato una compressa, la bottiglia deve essere richiusa bene.

Numero dell'omologazione

65553 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

axapharm ag, 6340 Baar.

Stato dell'informazione

Maggio 2025.

2636903/09/2025