VIMIZIM conc perf 5 mg/5ml
DRAC AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Vimizim 1 mg/ml
Composizione
Principi attivi
Elosulfase alfa.
Prodotta in colture cellulari ovariche di criceto cinese (CHO) con la tecnologia del DNA ricombinante.
Sostanze ausiliarie
Sorbitolo (E420) 100 mg, sodio acetato triidrato, fosfato monosodico monoidrato, arginina idrocloruro, polisorbato 20, acqua per preparazioni iniettabili q.b.a 5 ml di soluzione.
Contiene 8 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Concentrato per soluzione per infusione (i.v.) (concentrato sterile).
Ogni ml di soluzione contiene 1 mg di elosulfase alfa. Ogni flaconcino da 5 ml contiene 5 mg di elosulfase alfa.
Soluzione da trasparente a leggermente opalescente e da incolore a giallo chiaro.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Vimizim è indicato per il trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IVA (Sindrome di Morquio A, MPS IVA).
Posologia/Impiego
Il trattamento deve essere supervisionato da un medico esperto nella gestione di pazienti con MPS IVA o altre malattie metaboliche ereditarie. La somministrazione di Vimizim deve essere eseguita da un operatore sanitario adeguatamente formato che sia in grado di gestire le emergenze mediche.
Date le possibili reazioni di ipersensibilità con elosulfase alfa, i pazienti devono ricevere antistaminici con o senza antipiretici da 30 a 60 minuti prima di iniziare l'infusione (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Per garantire la tracciabilità dei medicamenti biotecnologici, si raccomanda di prendere nota del nome commerciale e del numero di lotto in occasione di ogni trattamento.
Posologia abituale
La dose raccomandata di elosulfase alfa è di 2 mg/kg di peso corporeo somministrati una volta alla settimana. Il volume totale dell'infusione deve essere somministrato nell'arco di 4 ore circa (vedere Tabella 1).
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
La sicurezza e l'efficacia di Vimizim nei pazienti con insufficienza epatica non sono dimostrate.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
La sicurezza e l'efficacia di Vimizim nei pazienti con insufficienza renale non sono dimostrate.
Pazienti anziati
La sicurezza e l'efficacia di Vimizim in pazienti con più di 65 anni d'età non sono state stabilite, e non possono essere raccomandati regimi terapeutici alternativi in questi pazienti. Non è noto se i pazienti anziani rispondano in modo diverso dai pazienti più giovani.
Bambini e adolescenti
La posologia nei bambini e adolescenti è la stessa utilizzata negli adulti.
I dati al momento disponibili sono riportati nella rubrica «Effetti indesiderati» e nella rubrica «Proprietà / effetti, farmacodinamica».
Modo di somministrazione
Solo per infusione endovenosa.
Per le istruzioni sulla diluizione del medicamento prima della somministrazione, vedere rubrica «Altre indicazioni, Indicazioni per la manipolazione».
I pazienti che pesano meno di 25 kg devono ricevere un volume totale di 100 ml e la velocità di infusione iniziale deve essere 3 ml/ora. La velocità di infusione può essere aumentata, secondo quanto tollerato dai pazienti, ogni 15 minuti come segue: aumentare dapprima la velocità di infusione a 6 ml/ora e quindi aumentarla progressivamente con incrementi di 6 ml/ora ogni 15 minuti fino a raggiungere una velocità di infusione massima pari a 36 ml/ora.
I pazienti che pesano 25 kg o più devono ricevere un volume totale di 250 ml la velocità di infusione iniziale deve essere 6 ml/ora. La velocità di infusione può essere aumentata, secondo quanto tollerato dai pazienti, ogni 15 minuti come segue: aumentare dapprima la velocità di infusione a 12 ml/ora e quindi aumentarla progressivamente con incrementi di 12 ml/ora ogni 15 minuti fino a raggiungere una velocità di infusione massima pari a 72 ml/ora.
Tabella 1: Volumi e velocità di infusione raccomandati*
Peso del paziente (kg) | Volume totale di infusione (ml) | Fase 1 Velocità di infusione iniziale 0-15 minuti (ml/ora) | Fase 2 15-30 minuti (ml/ora) | Fase 3 30-45 minuti (ml/ora) | Fase 4 45-60 minuti (ml/ora) | Fase 5 60-75 minuti (ml/ora) | Fase 6 75-90 minuti (ml/ora) | Fase 7 90 minuti e oltre (ml/ora) |
< 25 | 100 | 3 | 6 | 12 | 18 | 24 | 30 | 36 |
≥25 | 250 | 6 | 12 | 24 | 36 | 48 | 60 | 72 |
* La velocità di infusione può essere aumentata secondo quanto tollerato dai pazienti.
Controindicazioni
Ipersensibilità potenzialmente fatale (reazione anafilattica) al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti secondo la composizione (vedere rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Avvertenze e misure precauzionali
Anafilassi e gravi reazioni allergiche
Anche a seguito di adeguata premedicazione con antistaminici/antipiretici sono state segnalate in studi clinici anafilassi e gravi reazioni allergiche. Negli studi clinici sono state segnalate reazioni anafilattiche in 18/235 (7,7 %) pazienti. In 4 dei 18 pazienti con reazioni anafilattiche è stata somministrata anche adrenalina per il trattamento. I casi di anafilassi sono avvenuti già a 30 minuti dall'inizio dell'infusione e fino a 3 ore dopo l'infusione. L'anafilassi può presentarsi dopo la prima infusione o dopo una delle infusioni successive. I sintomi di reazioni anafilattiche osservati nei pazienti trattati con Vimizim nell'ambito degli studi clinici includevano tosse, eritema, senso di costrizione alla gola, orticaria, arrossamento, cianosi, ipotonia, rash, insufficienza respiratoria, disagio al petto e sintomi gastrointestinali (per es. nausea, dolori addominali, Gewürge e vomito) associati a orticaria. Prima e dopo le infusioni i pazienti devono essere monitorati rispetto a sintomi di ipersensibilità e prima di ogni somministrazione devono essere interrogati sui precedenti effetti indesiderati e sulla tollerabilità delle infusioni precedenti. Quando viene somministrato elosulfase alfa, deve essere prontamente disponibile l'adeguato supporto medico. A causa di possibili reazioni di ipersensibilità prima dell'infusione devono essere somministrati antistaminici con o senza antipiretici. La gestione delle reazioni di ipersensibilità deve basarsi sulla gravità della reazione e includere un rallentamento o una temporanea interruzione dell'infusione e/o la somministrazione di antistaminici, antipiretici e/o corticosteroidi aggiuntivi in caso di reazioni lievi. Se insorgono reazioni gravi, interrompere immediatamente l'infusione e iniziare il trattamento medico adeguato. Devono essere seguiti gli attuali standard medici per il trattamento di emergenza. Deve inoltre essere disponibile adrenalina per i casi di gravi reazioni anafilattiche acute con sintomi respiratori o sintomi cardio-circolatori. Per i pazienti che hanno manifestato reazioni allergiche durante l'infusione, si deve usare cautela durante la risomministrazione
Reazioni all'infusione
Le reazioni all'infusione (infusion reactions, IR) sono state le reazioni avverse più comunemente osservate nelle sperimentazioni cliniche. Le IR possono includere le reazioni allergiche. I pazienti devono ricevere antistaminici con o senza antipiretici prima dell'infusione (vedere rubrica «Posologia/Impiego»). La gestione delle IR deve essere basata sulla gravità della reazione e includere il rallentamento o la temporanea interruzione dell'infusione e/o la somministrazione di antistaminici, antipiretici e/o corticosteroidi aggiuntivi. Se insorgono IR gravi, interrompere immediatamente l'infusione e iniziare il trattamento adeguato. La risomministrazione dopo una reazione grave deve essere eseguita con cautela e sotto lo stretto monitoraggio del medico curante.
Compressione del midollo spinale/cervicale
Nelle sperimentazioni cliniche è stata osservata compressione del midollo spinale/cervicale (spinal cord compression, SCC) sia nei pazienti che ricevevano Vimizim sia nei pazienti che ricevevano placebo. I pazienti devono essere monitorati per individuare eventuali segni e sintomi di SCC (tra cui mal di schiena, paralisi degli arti al di sotto del livello di compressione, incontinenza urinaria e fecale), e ricevere l'adeguata assistenza clinica.
Dieta iposodica
Questo farmaco contiene 8 mg di sodio per flaconcino, equivalente allo 0,4% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto, e viene somministrato in una soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9%) (vedere rubrica «Altre indicazioni, indicazioni per la manipolazione»).
Sorbitolo (E420)
Questo farmaco contiene 100 mg di sorbitolo per flaconcino, equivalente a 40 mg/kg. I pazienti con problemi ereditari di intolleranza ereditaria al fruttosio non devono utilizzare questo farmaco a meno che non sia assolutamente necessario.
L'intolleranza ereditaria al fruttosio non è ancora diagnosticabile nei neonati e nei bambini di età inferiore ai 2 anni. In questi pazienti pediatrici i farmaci contenenti sorbitolo/fruttosio somministrati per via endovenosa sono potenzialmente fatali. I vantaggi terapeutici per il paziente pediatrico rispetto ai rischi associati devono essere accuratamente valutati prima di iniziare il trattamento.
Prima di somministrare questo farmaco, è necessario raccogliere un'anamnesi dettagliata dei sintomi di l'intolleranza ereditaria fruttosio di ogni paziente.
Interazioni
Non sono stati effettuati studi d'interazione.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Ci sono solo dati molto limitati sull'uso di Vimizim sulle donne in gravidanza.
Gli studi su animali non evidenziano effetti dannosi diretti o indiretti sulla gravidanza o sullo sviluppo embrio-fetale (vedere rubrica «Dati preclinici»). Tali studi, tuttavia, sono di rilevanza limitata. Come misura cautelare, è preferibile evitare l'uso di Vimizim durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario.
Allattamento
I dati riproduttivi sugli animali hanno mostrato che elosulfase alfa viene escreto nel latte. Non è noto se elosulfase alfa venga escreto nel latte materno umano, ma non si prevede l'esposizione sistemica attraverso il latte materno. Data la mancanza di dati sugli esseri umani, Vimizim deve essere somministrato alle donne in allattamento solo se il possibile beneficio viene considerato superiore al possibile rischio per il neonato.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Vimizim altera lievemente la capacità di guidare veicoli e usare macchinari. Come reazione associata all'infusione di Vimizim sono stati segnalati capogiri, che possono alterare la capacità di guidare veicoli e usare macchinari dopo l'infusione.
Effetti indesiderati
La valutazione delle reazioni avverse è basata sull'esposizione di 176 pazienti con MPS IVA, da 5 a 57 anni di età, a 2 mg/kg di elosulfase alfa una volta a settimana (n=58), 2 mg/kg di elosulfase alfa una volta a settimane alterne (n=59) o placebo (n=59) in uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo.
In uno studio clinico in cui sono stati trattati con Vimizim 2 mg/kg una volta alla settimana pazienti di età < 5 anni si è osservato un profilo di sicurezza analogo.
La maggior parte delle reazioni avverse nelle sperimentazioni cliniche sono state reazioni all'infusione, che sono definite come reazioni che insorgono dall'inizio dell'infusione fino al giorno successivo alla stessa.
Anche in condizioni di adeguata premedicazione con antistaminici/antipiretici (vedere „Posologia/impiego”) negli studi clinici sono state osservate gravi reazioni all'infusione, inclusi anafilassi, ipersensibilità e vomito. Raramente negli studi clinici si sono osservate reazioni di ipersensibilità che abbiano richiesto l'ospedalizzazione. I sintomi più comuni (insorti in ≥10% dei pazienti trattati con Vimizim e ≥5% in più rispetto al placebo) sono stati cefalea, nausea, vomito, piressia, brividi e dolore addominale. Le reazioni sono state generalmente lievi o moderate.
I dati riportati di seguito descrivono le reazioni avverse osservate nelle sperimentazioni cliniche in pazienti trattati con Vimizim.
Le frequenze sono definite nel modo seguente: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, < 1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100), rara (≥1/10'000, < 1/1'000), molto rara (< 1/10'000). In ciascun raggruppamento di frequenze le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente.
Disturbi del sistema immunitario
Comune: ipersensibilità*, anafilassi*
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (41,4%)*, capogiri (12,1%)*
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: dispnea (12,1%)*
Patologie gastrointestinali
Molto comune: diarrea (20,7%)*, vomito (44,8%)*, dolore orofaringeo (20,7%)*, dolore in sede addominale superiore (16%)*, dolore addominale (24,1%)*, nausea (31,0%)*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: orticaria*, eruzione cutanea*
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: brividi (10,3%)*
Comune: mialgia*
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: piressia (43,1%)*
* Gli eventi erano anche correlati all'infusione
La segnalazione del sospetto di effetti collaterali in seguito all'omologazione è di grande importanza e permette un monitoraggio costante del rapporto rischio/beneficio del medicamento. Gli appartenenti alle professioni sanitarie sono invitati a notificare ogni sospetto di effetti collaterali nuovi o gravi attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sono disponibili su www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. Nelle sperimentazioni cliniche sono state esplorate dosi di elosulfase alfa fino a 4 mg/kg a settimana e non sono stati osservatisintomi o segni specifici in associazione alle dosi più alte. Non sono state osservate differenze nel profilo di sicurezza. Per la gestione delle reazioni avverse, vedere le rubriche „Avvertenze e misure precauzionali” ed „Effetti indesiderati”.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A16AB12
Meccanismo d'azione
La mucopolisaccaridosi comprende un gruppo di malattie da accumulo lisosomiale causate dalla carenza di specifici enzimi lisosomiali necessari per il catabolismo dei glicosaminoglicani (GAG). La MPS IVA è caratterizzata dall'assenza o dalla spiccata riduzione dell'attività della N-acetilgalattosamina 6-solfatasi. La carenza dell'attività della solfatasi provoca l'accumulo dei substrati GAG, KS e condroitin-6-solfato (C6S) nel compartimento cellulare lisosomiale dell'intero organismo. L'accumulo conduce a diffusa disfunzione cellulare, tissutale e organica.
Farmacodinamica
Elosulfase alfa mira a fornire l'enzima esogeno N-acetilgalattosamina 6-solfatasi che sarà assorbito nei lisosomi e aumenterà il catabolismo dei GAG KS e C6S. La captazione cellulare dell'enzima nei lisosomi è mediata dai recettori indipendenti dal catione mannosio-6-fosfato che conducono al ripristino dell'attività GALNS e alla clearance di KS e C6S.
Efficacia clinica
Le sperimentazioni cliniche eseguite con Vimizim hanno valutato l'impatto del trattamento sulle manifestazioni sistemiche della MPS IVA rispetto a diverse funzioni e allo sviluppo fisici, incluse resistenza, funzione respiratoria, velocità di crescita e mobilità. Il KS urinario è stato analizzato come biomarcatore.
Un totale di 235 pazienti con MPS IVA è stato arruolato ed esposto a Vimizim in 6 sperimentazioni cliniche.
La sicurezza e l'efficacia di Vimizim sono state valutate in una sperimentazione clinica di fase 3, randomizzata, in doppio cieco, controllata con placebo su 176 pazienti con MPS IVA, dai 5 ai 57 anni d'età. La maggior parte dei pazienti presentava bassa statura, resistenza compromessa e sintomi muscolo-scheletrici. I pazienti che sono stati in grado di camminare per oltre 30 metri (m) ma meno di 325 m nel test del cammino di 6 minuti (6 Minute Walk Test, MWT) al basale sono stati arruolati nella sperimentazione.
I pazienti hanno ricevuto elosulfase alfa 2 mg/kg ogni settimana (n=58) oppure 2 mg/kg a settimane alterne (n=59), o placebo (n=59) per un totale di 24 settimane. Prima di ogni infusione tutti i pazienti sono stati trattati con antistaminici, alcuni anche con antipiretici. L'endpoint primario era la variazione rispetto al basale nella distanza 6 MWT rispetto al placebo alla Settimana 24. Gli endpoint secondari erano la variazione rispetto al basale nel Test di salita delle scale di 3 minuti (3 Minute Stair Climb Test, MSCT) e i livelli di KS urinario alla Settimana 24. Un totale di 173 pazienti è stato successivamente arruolato in uno studio di estensione in cui i pazienti ricevevano inizialmente 2 mg/kg di elosulfase alfa ogni settimana oppure 2 mg/kg a settimane alterne, per poi passare tutti a 2 mg/kg ogni settimana dopo che si sono resi disponibili i risultati della Settimana 24.
Gli endpoint primari e secondari sono stati valutati alla Settimana 24 (vedere Tabella 2). Per il regime di 2 mg/kg a settimana l'effetto del trattamento rispetto al placebo dopo regolazione secondo i valori al basale era di 22,5m (IC95, 4,0, 40,9; p=0,0174) nel 6MWT, di 1,1 scalini/minuto (IC95, -2,1, 4,4; p=0,4935) nel 3MSCT e del -40,7 % (IC95, -49,0, -32,4; p<0,0001) nel KS urinario. Per il regime con 2 mg/kg a settimane alterne i risultati nel 6MWT e nel 3MSCT erano analoghi a quelli del placebo.
Tabella 2: Risultati dello studio clinico controllato con placebo a 2 mg per kg a settimana
| Vimizim | Placebo | Vimizim rispetto a placebo | ||||||||
Valutazione al basale | Settimana 24 | Variazione | Valutazione al basale | Settimana 24 | Variazione | Differenza nelle variazioni | |||||
N | 58 | 57* | 57 | 59 | 59 | 59 | |||||
Test del cammino di 6 minuti (metri) | |||||||||||
Media ± SD | 203,9 ±76,32 | 243,3 ±83,53 | 36,5 ±58,49 | 211,9 ±69,88 | 225,4 ±83,22 | 13,5 ±50,63 |
| ||||
|
| Media basata sul modello‡ (IC del 95%) valore p | 22,5 (IC95: 4,0, 40,9) (p = 0,0174) | ||||||||
Test di salita delle scale di 3 minuti (scale/minuto) | |||||||||||
Media ± SD | 29,6 ±16,44 | 34,9 ± 18,39 | 4,8 ± 8,06 | 30,0 ± 14,05 | 33,6 ± 18,36 | 3,6 ± 8,51 |
| ||||
|
| Media basata sul modello‡ (IC del 95%) valore p | 1,1 (IC95: -2,1, 4,4) (p = 0,4935) | ||||||||
* Un paziente nel gruppo Vimizim si è ritirato dopo 1 infusione
‡ Media basata sul modello di Vimizim rispetto a placebo, regolata per il basale
In studi di estensione aggiuntivi i pazienti che ricevevano elosulfase alfa 2 mg/kg ogni settimana hanno evidenziato il mantenimento del miglioramento iniziale nella resistenza e una riduzione sostenuta del KS urinario per un periodo di fino a 156 settimane.
In uno studio di registro osservazionale condotto su 365 pazienti affetti da MPS IVA (età 0-74 anni) trattati con elosulfasi alfa per un periodo massimo di nove anni, si sono osservati effetti su efficacia (resistenza e GAG nelle urine) e sicurezza analoghi a quelli riportati in precedenza.
Gli anticorpi anti-farmaco (ADA) sono stati rilevati con elevata frequenza. La maggior parte dei pazienti sottoposti a test ha sviluppato anticorpi contro l'elosulfasi alfa negli studi clinici, incluso lo studio osservazionale di registro a lungo termine. Non sono stati osservati segnali di un influsso degli ADA sulla farmacocinetica, sull'efficacia o sulla sicurezza.
Sicurezza ed efficacia nei pazienti pediatrici
La maggior parte dei pazienti che ha ricevuto Vimizim durante gli studi clinici apparteneva alla fascia d'età pediatrica e adolescenziale (dai 5 ai 17 anni). In uno studio in aperto 15 pazienti pediatrici con MPS IVA di età inferiore ai 5 anni (dai 9 mesi a meno di 5 anni) hanno ricevuto 2 mg/kg di Vimizim una volta alla settimana per 52 settimane.
I risultati farmacodinamici in questi pazienti (riduzione di keratansulfato urinario) erano in linea con i risultati osservati nei pazienti di età compresa tra i 5 e i 57 anni.
Farmacocinetica
Assorbimento
I parametri farmacocinetici di elosulfase alfa sono stati valutati in 23 pazienti con MPS IVA che hanno ricevuto infusioni endovenose settimanali di 2 mg/kg di elosulfase alfa nel corso di circa 4 ore per 22 settimane, confrontando i parametri alla Settimana 0 e alla Settimana 22.
Non è emerso alcun accumulo evidente di elosulfase alfa nel plasma in seguito al dosaggio settimanale.
La concentrazione plasmatica massima (Cmax) (± SD) media era di 1,49 (± 0,534) µg/ml alla Settimana 0 e di 4,04 (± 3,24) µg/ml alla Settimana 22. Le corrispondenti AUC0-t medie ± SD erano di 238 (± 100) min·µg/ml e 577 (± 416) min·µg/ml. Fino alla settimana 22 le AUC0-t e le Cmax medie sono aumentate rispettivamente del 181 % e del 192 % rispetto alla Settimana 0.
Distribuzione
Il volume medio di distribuzione (± SD) allo stato stazionario (Vdss) era di 396 (± 316) ml/kg (valore medio 297 ml/kg) alla Settimana 0 e di 22 650 (± 1842) ml/kg (velore medio 203 ml/kg) alla Settimana 22.
Metabolismo
Elosulfase alfa è una proteina e si prevede che venga metabolicamente degradata attraverso l'idrolisi del peptide. Di conseguenza, non si prevede che una funzionalità epatica compromessa incida sulla farmacocinetica di elosulfase alfa.
Eliminazione
La clearance plasmatica (CL) (± SD) media era di 10,0 (± 3,73) ml/min/kg alla Settimana 0 e di 7,08 (± 13,0) ml/min/kg alla Settimana 22. Le corrispondenti emivite medie di eliminazione (t1/2) (± SD) erano di 7,52 (± 5,48) minuti e 35,9 (± 21,5) minuti.
Pazienti di entrambi i sessi e con età e peso corporeo differenti presentavano una clearance di elosulfase-alfa analoga.
Al contrario i pazienti con reazioni positive agli anticorpi neutralizzanti presentavano una riduzione dei valori generali di clearance (CL) e una t½ prolungata.
La presenza di anticorpi neutralizzanti non aveva nessuna azione rilevabile sulla farmacodinamica, l'efficacia o la sicurezza dei pazienti trattati con elosulfase alfa
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili dati farmacocinetici sull'effetto di un'insufficienza epatica.
Disturbi della funzionalità renale
Non sono disponibili dati farmacocinetici sull'effetto di un'insufficienza renale.
Dati preclinici
I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l'uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology che hanno valutato i sistemi nervoso centrale, respiratorio e cardiovascolare, la tossicità a dosi singole e a dosi ripetute in ratti e scimmie o la fertilità e lo sviluppo embrio-fetale in ratti o conigli. La valutazione dello studio sullo sviluppo peri- e postnatale nei ratti è stata invalidata dalla successiva somministrazione di difenidramina (DPH), e quindi è di scarsa rilevanza.
Mutagenicità
Non sono stati effettuati studi per valutare il potenziale mutageno di elosulfase alfa.
Cancerogenicità
Non sono stati effettuati studi a lungo termine sugli animali per valutare il potenziale cancerogeno di elosulfase alfa.
Tossicità per la riproduzione
Sono stati eseguiti studi sulla riproduzione nei ratti a dosi fino a 10 volte la dose umana che non hanno rivelato alcuna evidenza di esiti di fertilità o riproduzione compromessi.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Questo medicamento può essere somministrato soltanto in combinazione con i medicamenti riportati alla voce «Indicazioni per la manipolazione».
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Dopo la diluizione: la stabilità chimica e fisica durante l'uso è stata dimostrata per un massimo di 24 ore a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C seguito da un massimo di 24 ore a una temperatura compresa tra 23°C e 27°C. Da un punto di vista di sicurezza microbiologica, la soluzione diluita deve essere utilizzata immediatamente. Se non utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione durante l'uso sono di responsabilità dell'utente e non devono essere generalmente superiori alle 24 ore tra 2°C e 8°C seguite da un massimo di 24 ore tra 23°C e 27°C durante la somministrazione.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8°C).
Non congelare.
Conservare nella confezione originale per proteggere il farmaco dalla luce.
Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione, vedere il paragrafo "Stabilità”.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Ogni flaconcino di Vimizim è esclusivamente monouso. Vimizim deve essere diluito con soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9 %) usando la tecnica asettica. La soluzione diluita viene somministrata ai pazienti usando un set di infusione. Può essere utilizzato un set di infusione dotato di filtro in linea da 0,2 μm.
Preparazione dell'infusione di Vimizim
Occorre utilizzare la tecnica asettica.
Vimizim deve essere diluito prima della somministrazione.
Il numero di flaconcini da diluire si basa sul peso di ciascun paziente. La dose raccomandata è di 2 mg per kg.
1.Il numero di flaconcini da diluire in base al peso del paziente e la dose raccomandata di 2 mg/kg vengono stabiliti usando il calcolo seguente:
•Peso del paziente (kg) moltiplicato per 2 (mg/kg) = dose del paziente (mg)
•Dose del paziente (mg) divisa per 1 (mg/ml Vimizim concentrato) = numero totale di ml di Vimizim
•Quantità totale (ml) di Vimizim divisa per 5 ml per flaconcino = numero totale di flaconcini
2.Il numero totale di flaconcini calcolato viene arrotondato al flaconcino intero successivo. Il numero adeguato di flaconcini viene prelevato dal frigorifero. Non riscaldare o porre nel microonde i flaconcini. Non agitare i flaconcini.
3.Viene ottenuta una sacca per infusione contenente soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9 %), idonea per la somministrazione endovenosa. Il volume totale dell'infusione è determinato dal peso corporeo del paziente
•I pazienti che pesano meno di 25 kg devono ricevere un volume totale di 100 ml.
•I pazienti che pesano 25 kg o più devono ricevere un volume totale di 250 ml.
4.Prima di prelevare Vimizim dal flaconcino, ogni flaconcino viene sottoposto a ispezione visiva per eventuale presenza di particolato e scolorimento/cambiamento di colore. Dal momento che si tratta di una soluzione proteica, potrebbe verificarsi una leggera flocculazione (sottili fibre traslucide). La soluzione di Vimizim deve essere da trasparente a leggermente opalescente e da incolore a giallo chiaro. Non usare se la soluzione è cambiata di colore o se nella soluzione è presente particolato.
5.Un volume della soluzione per infusione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0,9 %) pari al volume di Vimizim concentrato da aggiungere deve essere prelevato dalla sacca per infusione e smaltito.
6.Il volume calcolato di Vimizim viene prelevato lentamente dal numero adeguato di flaconcini, facendo attenzione a non agitarlo troppo.
7.Vimizim viene aggiunto lentamente alla sacca per infusione facendo attenzione a non agitarlo.
8.La sacca per infusione viene ruotata delicatamente per consentire una distribuzione adeguata di Vimizim. Non agitare la soluzione.
9.La soluzione diluita viene somministrata ai pazienti usando un set per infusione. Si può utilizzare un set per infusione dotato di un filtro in linea da 0,2 μm.
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alle normative locali vigenti.
Numero dell'omologazione
65370 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
DRAC SA, Murten
Fabbricante
BioMarin International Ltd.
Shanbally, Ringaskiddy
County Cork
Ireland
Stato dell'informazione
Agosto 2025
27015 — 01/05/2026