NEOCITRAN Rhume/Refroidissement cpr pell
Haleon Schweiz AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali, compresse rivestite con film
Composizione
Principi attivi
Paracetamolo e cloridrato di pseudoefedrina.
Sostanze ausiliarie
Croscarmellosa sodica corrisp. a 0.9 mg di sodio, povidone, amido pregelatinizzato, crospovidone, acido stearico, cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, magnesio stearato, indigotina (E132), rivestimento: ipromellosa, macrogol e cera carnauba.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa rivestita con film contiene 500 mg di paracetamolo e 30 mg cloridrato di pseudoefedrina.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Per raffreddore comune con dolori influenzali e febbre.
Posologia/Impiego
Solo per uso orale.
La dose giornaliera massima indicata di seguito non deve essere superata.
Per evitare il rischio di sovradosaggio, occorre garantire che altri medicinali assunti in concomitanza non contengano paracetamolo, pseudoefedrina o altri decongestionanti.
Una posologia eccessiva del paracetamolo può portare a danni molto gravi al fegato.
Si deve assumere sempre la dose minima efficace per la durata più breve possibile del trattamento.
Qualora i sintomi dovessero persistere per più di 5 giorni, è necessario consultare un medico.
Adulti e adolescenti dai 12 anni (e con peso corporeo superiore a 40 kg)
Il peso minimo dei pazienti dai 12 anni in su deve essere rispettato.
Se necessario, prendere da 1 a 2 compresse rivestite con film fino a 3 volte al giorno. Non prendere dosi singole con frequenza maggiore di 4-6 ore.
La dose giornaliera massima è di 6 compresse rivestite con film nell'arco delle 24 ore.
Prendere le compresse rivestite con film possibilmente dopo i pasti con sufficiente liquido.
Bambini sotto i 12 anni
NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali non è adatto ai bambini sotto i 12 anni.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Questo medicamento è controindicato in caso di malattia epatica grave (vedere anche «Controindicazioni» e «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Nei pazienti con disturbi della funzionalità renale è necessario consultare un medico prima di assumere questo medicamento a causa dei due principi attivi, il paracetamolo e la pseudoefedrina. La pseudoefedrina è principalmente escreta dai reni.
La pseudoefedrina non deve essere usata in caso di gravi disturbi della funzionalità renale (GFR <30 ml/min) (vedere «Controindicazioni» o «Avvertenze e misure precauzionali»).
Si consiglia cautela nei pazienti con moderati disturbi della funzionalità renale (GFR 30 - 59 ml/min) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali» o «Farmacocinetica»).
Controindicazioni
- Ipersensibilità nota ai principi attivi paracetamolo (e sostanze affini come propacetamolo) e pseudoefedrina o a uno qualsiasi delle sostanze ausiliarie secondo la composizione.
- Gravi disturbi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite)/epatite acuta o patologia epatica attiva scompensata.
- Gravi disturbi della funzionalità renale (clearance della creatinina <30 ml/min).
- Ipertensione grave (sistolica: 180 mm Hg o diastolica: 120 mm Hg o superiore), malattia coronarica.
- Assunzione concomitante di altri simpaticomimetici (per esempio decongestionanti, antidepressivi triciclici, soppressori dell'appetito e medicamenti simili alle anfetamine, vedere «Interazioni»).
- Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).
- Terapia con inibitori delle monoamino-ossidasi concomitante o antecedente a non più di 2 settimane (vedere «Interazioni»).
- Assunzione concomitante di antibiotici oxazolidinoni (incluso furazolidone o linezolid; vedere «Interazioni»).
Avvertenze e misure precauzionali
Casi di disturbi della funzionalità epatica/insufficienza epatica sono stati riportati in pazienti con bassi livelli di glutatione, ad esempio nei casi di malnutrizione grave, anoressia, basso indice di massa corporea, forte consumo cronico di alcol o sepsi.
Nei seguenti casi è necessario consultare un medico prima di iniziare il trattamento:
- Insufficienza renale e/o epatica. Una malattia epatica sottostante aumenta il rischio di danni al fegato legati al paracetamolo (vedere «Controindicazioni»);
- Riserve di glutatione esaurite, poiché l'assunzione di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica;
- Malattie cardiovascolari, aritmie cardiache, ipertensione;
- Ipertiroidismo, ingrossamento della prostata, diabete, glaucoma, psicosi, feocromocitoma;
- Deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (che può portare all'anemia emolitica).
- Uso concomitante di medicamenti potenzialmente epatotossici o induttori di enzimi epatici.
Usare con cautela in caso di:
- Uso concomitante di betabloccanti o altri antiipertensivi o di medicamenti vasocostrittori come alcaloidi della segale cornuta (vedere «Interazioni»).
- Pazienti di età superiore ai 60 anni: i pazienti in questo gruppo di età hanno un rischio maggiore di sviluppare effetti indesiderati dovuti alla compromissione della funzione renale e di effetti collaterali dopo l'assunzione di simpaticomimetici.
- Chirurgia programmata: l'ipertensione acuta perioperatoria può verificarsi se gli anestetici volatili alogenati sono usati in concomitanza con i simpaticomimetici. Si raccomanda di interrompere il trattamento con pseudoefedrina 24 ore prima dell'anestesia.
Dosi più elevate di quelle raccomandate possono causare danni epatici molto gravi.
I sintomi clinici di un danno epatico solitamente sono visibili da uno a due giorni dopo un sovradosaggio di paracetamolo. Il danno epatico massimo può essere osservato dopo 3 o 4 - 6 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il prima possibile (vedere «Sovradosaggio»).
Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuti ad acidosi pyroglutamica in pazienti con malattie gravi, quali compromissione renale severa e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico), che sono stati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un’associazione di paracetamolo e flucloxacillina.
Se si sospetta HAGMA a causa di acidosi piroglutamica, si raccomanda l’immediata interruzione di paracetamolo e un attento monitoraggio. La misurazione dell’acido pyroglutammico (5‑ossoprolina) urinaria può essere utile per identificare l’acidosi piroglutamica come causa sottostante di HAGMA in pazienti con molteplici fattori di rischio.
Nei seguenti casi, l'uso di NeoCitran Raffreddore/sintomi influenzali deve essere interrotto e deve essere immediatamente consultato un medico
- Reazioni cutanee gravi: il paracetamolo e la pseudoefedrina possone provacare gravi reazioni cutanee come la pustolosi esantematica acuta e generalizzata (AGEP). In casi molto rari, il paracetamolo può provocare gravi reazioni cutanee (come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi tossico-epidermica (TEN)), che possono essere fatali. In caso di AGEP, l'eruzione pustolosa acuta può verificarsi entro i primi 2 giorni di trattamento, con febbre e numerose piccole pustole, per lo più non follicolari, derivanti da un eritema edematoso molto diffuso e localizzate principalmente sulle pieghe cutanee, sul tronco e sugli arti superiori. I pazienti devono essere attentamente monitorati. I pazienti devono essere informati dei sintomi di reazioni cutanee gravi. Alla prima insorgenza di sintomi come febbre, eritema o numerose piccole pustole o altri segni di ipersensibilità, la somministrazione di NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali deve essere interrotta e se necessario devono essere prese misure appropriate.
- Eventi vasocostrittori sistemici acuti associati alla pseudoefedrina. Esempi di significato includono:
- Sindrome coronarica acuta (SCA): i sintomi includono tra l'altro dolore toracico improvviso e senso di oppressione al petto, forte sudorazione e dispnea a riposo
- Colite ischemica: i sintomi includono tra l'altro dolori addominali improvvisi, sanguinamento rettale.
- In rari casi è stata segnalata, in contemporanea con l'assunzione di pseudoefedrina, la comparsa della sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES) o della sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS). I sintomi comprendono la comparsa improvvisa di cefalea grave, possibilmente accompagnata da nausea, vomito, disturbi visivi, diminuzione della vigilanza, stato di coscienza alterato, attacchi epilettici e deficit neurologico focale. La maggior parte dei casi è migliorata o è scomparsa entro pochi giorni dopo un trattamento appropriato.
- Neuropatia ottica ischemica: Con la pseudoefedrina sono stati riportati casi di neuropatia ottica ischemica. La pseudoefedrina deve essere interrotta se dovesse verificarsi improvvisa perdita della vista o riduzione dell'acuità visiva, ad esempio in caso di scotoma.
La pseudoefedrina comporta il rischio di abuso. Dosi aumentate a lungo termine possono causare tossicità. L’uso continuativo può portare alla tolleranza, con conseguente aumento del rischio di sovradosaggio. La dose massima raccomandata e la durata del trattamento non devono essere superate (vedere «Posologia/Impiego»).
La pseudoefedrina contenuta nel medicamento può portare a una reazione positiva in un test antidoping.
Il paziente deve essere informato che gli antidolorifici non devono essere usati regolarmente per lunghi periodi senza prescrizione medica. I sintomi prolungati richiedono un approfondimento medico.
L'assunzione prolungata di antidolorifici, specialmente in combinazione con diversi principi attivi analgesici, può portare a danni permanenti ai reni con il rischio di sviluppare insufficienza renale (nefropatia da analgesici).
Il paziente deve essere informato del fatto che l'assunzione cronica di analgesici può causare cefalea, che può spingere verso un'assunzione ripetuta degli analgesici e, quindi, al persistere della cefalea (la cosiddetta cefalea analgesica).
Informazioni sulle sostanze ausiliarie
Sodio: Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè essenzialmente «senza sodio».
Interazioni
Paracetamolo
- Induttori enzimatici come fenobarbital, fenitoina, carbamazepina, idrazide dell'acido isonicotinico (isoniazide, INH) e rifampicina aumentano l'epatotossicità del paracetamolo.
- Alcol (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
- Medicamenti che rallentano lo svuotamento gastrico (ad es. la propantelina) ne riducono il tasso di assorbimento.
- Medicamenti che accelerano lo svuotamento gastrico (ad es. metoclopramide) ne aumentano il tasso di assorbimento.
- Cloramfenicolo: l'emivita di eliminazione del cloramfenicolo viene prolungata di 5 volte a causa del paracetamolo.
- Clorzoxazone: la somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzoxazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.
- Zidovudina: la somministrazione concomitante di zidovudina e paracetamolo aumenta la tendenza alla neutropenia.
- La salicilammide prolunga l'emivita di eliminazione del paracetamolo e aumenta l'incidenza di metaboliti tossici per il fegato.
- Probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico e quindi porta ad una riduzione della clearance del paracetamolo. In caso di assunzione concomitante, la dose di paracetamolo deve essere ridotta.
- La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.
- Warfarin e altre cumarine: l'effetto anticoagulante del warfarin e di altre cumarine può aumentare con l'assunzione quotidiana e a lungo termine del paracetamolo, aumentando così il rischio di emorragie. L'assunzione occasionale non ha effetti significativi.
- Flucloxacillina: Si deve usare cautela quando paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina in quanto l’assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, in particolare in pazienti con fattori di rischio (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pseudoefedrina
- Inibitori delle MAO: l'uso concomitante di medicamenti contenenti pseudoefedrina con inibitori delle MAO, o il loro inizio entro 2 settimane dalla cessazione della terapia con inibitori delle MAO, può portare a crisi ipertensive (potenziamento dell'effetto della pseudoefedrina) (vedere «Controindicazioni»).
- Antibiotici oxazolidinoni (incl. furazolidone e linezolid): causano un'inibizione dose-dipendente della monoammina ossidasi. Pertanto, non assumere in concomitanza poiché questo potrebbe portare a una crisi ipertensiva (vedere «Controindicazioni»).
- Simpaticomimetici: La combinazione con altri simpaticomimetici, come ad es. antidecongestionanti, antidepressivi triciclici, anoressizzanti e psicostimolanti simili alle amfetamine, che interferiscono con lo smaltimento dell'ammina simpaticomimetica, può comportare un innalzamento della pressione arteriosa (vedere «Controindicazioni»).
- Digitale: anche la combinazione di digitale con pseudoefedrina dovrebbe essere evitata.
- L'assorbimento di pseudoefedrina dal tratto gastrointestinale può aumentare in caso di contemporanea assunzione di idrossido di alluminio.
- Beta-bloccanti e altri antipertensivi: la pseudoefedrina può diminuire l'efficacia di alcuni antipertensivi (ad esempio betabloccanti, metildopa, reserpina, debrisochina, guanetidina) (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
- Anestetici alogenati: la pseudoefedrina può interagire con gli anestetici alogenati (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
- Vasocostrittori: l'uso concomitante con vasocostrittori può aumentare il rischio di ergotismo (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).
Gravidanza/Allattamento
Il trattamento non deve essere eseguito senza consulto medico.
Non sono disponibili studi controllati sulla combinazione di principi attivi, né negli animali né negli esseri umani.
NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali non deve essere utilizzato durante la gravidanza, a meno che ciò non sia inequivocabilmente necessario. Se necessario, si deve usare sempre il dosaggio minimo efficace per la durata più breve possibile del trattamento.
NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali non deve essere utilizzato durante l'allattamento.
Paracetamolo
Gli studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico dei bambini esposti al paracetamolo in utero non evidenziano risultati chiari. Il rischio di danni funzionali e d'organo, di malformazioni e di disturbi dell'adattamento in caso di assunzione di paracetamolo in gravidanza al dosaggio corretto è attualmente considerato basso. Non sono disponibili studi controllati su donne in gravidanza. Gli studi sperimentali sugli animali non evidenziano alcuna tossicità per la riproduzione (vedere «Dati preclinici»).
Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione del paracetamolo nel latte materno è simile alla concentrazione nel plasma della madre, misurata nello stesso momento. Nei neonati allattati al seno sono stati segnalati casi di eruzione cutanea. Tuttavia, non sono note conseguenze negative permanenti per il neonato.
Pseudoefedrina
La pseudoefedrina attraversa la barriera placentare e passa nel latte materno. Questo fatto deve essere tenuto in considerazione in caso di trattamento durante gravidanza e allattamento. Gli effetti sui neonati non sono noti.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Nel lungo periodo di esperienza con il principio attivo paracetamolo al dosaggio raccomandato non sono stati evidenziati effetti negativi sulla reattività.
La pseudoefedrina, in caso di sovradosaggio, abuso o ipersensibilità all'effetto dei simpatomimetici oppure in combinazione con altri simpatomimetici, può causare p. es. ipertensione, irrequietezza, insonnia o sonnolenza e capogiri (vedere «Effetti indesiderati»). In questi casi NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali può influire sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine.
I pazienti devono essere istruiti di non guidare né utilizzare macchinari in caso di vertigini.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
Molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10 000, <1/1000), molto raro (<1/10 000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: trombocitopenia allergica (a volte accompagnata da ecchimosi e sanguinamento), leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, neutropenia, anemia emolitica.
Disturbi del sistema immunitario
Raro: anafilassi, reazioni allergiche come edema di Quincke (angioedema), dispnea, broncospasmo, attacco di sudorazione, nausea, diminuzione della pressione sanguigna fino allo shock.
Una piccola percentuale (5-10%) di pazienti con asma indotta dall'acido acetilsalicilico o altre manifestazioni della cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico, può reagire, in modo simile, al paracetamolo (asma da analgesici).
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Non nota: Acidosi metabolica con gap anionico elevato: In pazienti con fattori di rischio che utilizzano paracetamolo sono stati osservati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato dovuta ad acidosi piroglutamica (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»). In questi pazienti l’acidosi piroglutamica può manifestarsi come conseguenza di bassi livelli di glutatione.
Disturbi psichiatrici
Comune: nervosismo, insonnia.
Non comune: irrequietezza.
Raro: allucinazioni (specialmente nei bambini).
Non nota: ansia.
Patologie del sistema nervoso
Comune: capogiro.
Non comune: anoressia.
Non nota: cefalea, tremore, sindrome da encefalopatia posteriore reversibile (PRES), sindrome da vasocostrizione cerebrale reversibile (RCVS).
Patologie dell'occhio
Non nota: neuropatia ottica ischemica.
Patologie cardiache
Raro: tachicardia, palpitazione, ipertensione.
Non nota: sindrome coronarica acuta ACS
Patologie gastrointestinali
Comune: bocca secca, nausea e vomito.
Non nota: colite ischemica.
Patologie epatobiliari
Vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Sovradosaggio».
Raro: valori delle transaminasi aumentati.
Molto raro: disturbi della funzione epatica.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: eritematosi, reazioni cutanee orticarie e arrossamenti cutanei (a volte accompagnati da broncospasmo e angioedema).
Molto raro: pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), necrolisi tossico-epidermica (TEN, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens Johnson (SJS).
Patologie renali e urinarie
Non comune: disuria, disturbi della minzione.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Paracetamolo
In caso di sovradosaggio un'immediata assistenza medica è necessaria, anche in assenza di sintomi.
In seguito a somministrazione orale di 7,5-10 g di paracetamolo negli adulti e 140-200 mg/kg di peso corporeo nei bambini (in pazienti predisposti, come i pazienti con aumentato consumo di alcol o i pazienti con ridotte riserve di glutatione in caso di iponutrizione, già a basse dosi), si verificano sintomi di intossicazione acuta a carico delle cellule epatiche e dei tubuli renali sotto forma di necrosi cellulare potenzialmente letali. La pancreatite acuta è stata segnalata dopo l'assunzione di paracetamolo di solito insieme a disfunzione epatica ed epatotossicità.
Concentrazioni plasmatiche di >200 µg/ml dopo 4 h, di >100 µg/ml dopo 8 h, di >50 µg/ml dopo 12 h e di >30 µg/ml dopo 15 h provocano danni epatici con decorso letale nel coma epatico. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.
I primi segni di sintomi clinici di danni al fegato si evidenziano di solito dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il massimo dopo 3 - 4 o 6 giorni.
Segni e sintomi
1. stadio (1° giorno): nausea, vomito, dolori addominali, perdita di appetito, sensazione di malessere generale, pallore, sudorazione
2. stadio (2° giorno): miglioramento soggettivo, ingrossamento del fegato, livelli aumentati di transaminasi (AST, ALT), livelli aumentati di bilirubina, tempo di tromboplastina aumentato, aumento della lattato deidrogenasi
3. stadio (3° giorno): valori delle transaminasi (AST, ALT) fortemente aumentati, ittero, ipoglicemia, coma epatico
Trattamento
In caso di sospetta intossicazione deve essere immediatamente avviata una terapia efficace che deve includere le seguenti misure:
- Lavanda gastrica (utile solo entro le prime 1-2 ore), seguita dalla somministrazione di carbone attivo.
- Somministrazione orale di N-acetilcisteina o metionina. In situazioni in cui la somministrazione orale dell'antidoto non è possibile o non è una buona soluzione (ad es. a causa di forte vomito o in presenza di paziente non cosciente), l'antidoto può essere somministrato per via endovenosa, se possibile entro 8 ore. L'N-acetilcisteina può fornire una certa protezione anche dopo 16 ore.
- Misurare la concentrazione di paracetamolo nel plasma (non prima di 4 ore dopo l'ingestione).
Gli esami epatici devono essere eseguiti all'inizio del trattamento e ripetuti ogni 24 ore. Nella maggior parte dei casi le transaminasi si normalizzano dopo 1 o 2 settimane con il completo ripristino della funzionalità epatica. In casi molto gravi, tuttavia, può essere necessario un trapianto del fegato.
Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.
Pseudoefedrina
Segni e sintomi
Un sovradosaggio di pseudoefedrina si manifesta con sintomi di una stimolazione neurologica e cardiovascolare, come ad es. agitazione, irrequietezza, allucinazioni, ipertensione e aritmia e, nei casi più gravi, psicosi, convulsioni, coma e crisi ipertensive. Possono essere misurati valori ridotti della concentrazione sierica di potassio a causa di uno spostamento dall'area extracellulare a quella intracellulare.
Trattamento
La terapia deve comprendere le misure cliniche di supporto usuali.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
N02BE51
Meccanismo d'azione
Paracetamolo
Il paracetamolo è un analgesico e un antipiretico ad azione centrale e periferica. Il meccanismo d'azione non è stato chiarito in modo inequivocabile.
Per l'effetto analgesico, è stato dimostrato che l'inibizione della sintesi delle prostaglandine è più forte a livello centrale rispetto a quello periferico. L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'effetto dei pirogeni endogeni sul centro di regolazione della temperatura ipotalamico. Il paracetamolo non ha pronunciate proprietà antinfiammatorie e non ha alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.
Pseudoefedrina
La pseudoefedrina è un'ammina simpaticomimetica con effetto α-adrenergico e un debole effetto β-adrenergico. La pseudoefedrina agisce da vasocostrittore solo con stimolazione del SNC ridotta.
La pseudoefedrina è uno stereoisomero dell'efedrina con proprietà simili, tuttavia, a differenza di quest'ultima, ha un effetto ridotto sul SNC e sulla pressione arteriosa. Agisce da vasocostrittore e pertanto comporta una decongestione delle mucose delle vie respiratorie superiori.
Farmacodinamica
Vedere Meccanismo d'azione.
Efficacia clinica
Nessun dato.
Farmacocinetica
Paracetamolo
Assorbimento
Il paracetamolo viene assorbito velocemente e completamente per via orale.
Le concentrazioni plasmatiche massime raggiunte dopo l'assunzione di 1 g di paracetamolo sotto forma di compresse rivestite con film sono di 19 mg/l. Le concentrazioni plasmatiche massime sono raggiunte dopo circa 30 minuti.
La biodisponibilità del paracetamolo è di 90% con i dosaggi orali oltre 1 g, e con dosaggi inferiori è di oltre 60%.
Distribuzione
Il paracetamolo viene distribuito quasi uniformemente nella maggior parte dei fluidi corporei. Alle dosi terapeutiche, circa il 10% è legato alle proteine, mentre a dosi più elevate si arriva fino al 50%. Il paracetamolo ha un volume di distribuzione di circa 1 l/kg.
Metabolismo
Il paracetamolo viene principalmente biotrasformato nel fegato (enzimaticamente) per coniugazione con l'acido glucoronico (ca. 50–60%) e acido solforico (25–35%) oppure viene escreto nelle urine fino al 5% come paracetamolo non modificato. I metaboliti tossici, come il p-amminofenolo e l'N-acetil-p-benzochinonimina, sono prodotti in piccole quantità mediante idrossilazione. I metaboliti tossici vengono legati ed eliminati da glutatione e cisteina.
Eliminazione
L'eliminazione di principi attivi non modificati (2-5%) e dei metaboliti avviene per via renale. L'emivita delle dosi terapeutiche di paracetamolo negli adulti è di 1-3 ore. La durata degli effetti è di 3–4 ore. Fino al 98% della dose di paracetamolo assunto viene escreto nelle urine entro 24 ore, oltre l'80% in forma coniugata come glucuronide e solfato.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Paracetamolo
Disturbi della funzionalità epatica
L'emivita nel plasma è sostanzialmente invariata nei pazienti con insufficienza epatica lieve, mentre nei pazienti con grave insufficienza epatica, l'emivita è notevolmente prolungata.
In studi clinici con paracetamolo orale, è stato dimostrato un metabolismo moderatamente alterato del paracetamolo (in base a elevate concentrazioni plasmatiche di paracetamolo e a un'emivita di eliminazione più lunga) in pazienti con patologia epatica cronica, compresi i pazienti con cirrosi indotta da alcol. Tuttavia, non è stato osservato alcun accumulo significativo di paracetamolo. L'aumento dell'emivita plasmatica del paracetamolo è stato associato a una diminuzione delle funzioni di sintesi epatica. Per questo motivo, il paracetamolo deve essere usato con cautela nei pazienti con patologia epatica e la dose giornaliera massima di paracetamolo negli adulti deve essere limitata a 3 grammi. Il paracetamolo è controindicato nei casi di patologia epatica attiva scompensata, in particolare in caso di epatite causata da abuso di alcol (a causa dell'induzione del CYP2E1 che porta a un aumento della produzione dei metaboliti epatotossici del paracetamolo).
Disfunzioni renali
In caso di grave insufficienza renale (clearance della creatinina 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo, in caso di monopreparati a base di paracetamolo, è leggermente rallentata e l'emivita di eliminazione è compresa tra 2 e 5,3 ore. La velocità di eliminazione del glucuronide e dei solfo-coniugati è 3 volte più lenta nei pazienti con insufficienza renale grave rispetto agli individui sani. In tale popolazione, però, non è necessario alcun aggiustamento della dose in caso di monopreparati a base di paracetamolo, poiché il glucuronide e i solfo-coniugati non sono tossici. Tuttavia, si raccomanda di estendere l'intervallo minimo tra le somministrazioni secondo le raccomandazioni posologiche qualora il paracetamolo venga utilizzato in pazienti con insufficienza renale da importante a grave (clearance della creatinina ≤50 ml/min) (vedere «Posologia / impiego»).
NeoCitran Raffreddore/Sintomi influenzali (combinazione fissa) è controindicato in caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina <30 ml/min).
Nei pazienti in emodialisi, l'emivita può essere ridotta del 40-50% dopo la somministrazione di dosi terapeutiche di paracetamolo.
Pazienti anziani
Nelle persone anziane l'emivita può essere prolungata e può essere associata a una riduzione della clearance dei medicamenti. Di solito non è necessaria alcuna regolazione della dose.
Pseudoefedrina
Assorbimento
La pseudoefedrina somministrata per via orale viene assorbita rapidamente e completamente a livello gastrointestinale. I livelli ematici massimi si raggiungono dopo 1-2 ore.
Distribuzione
Il volume di distribuzione va da 2,6 a 3,5 l/kg, sia dopo una dose singola che nello «steady-state». I legami proteici non sono noti.
Metabolismo
Dall'1% al 7% circa viene sottoposto a N-demetilazione epatica con formazione della norpseudoefedrina farmacologicamente attiva.
Eliminazione
La quantità maggiore della sostanza madre (ca. 96%) viene escreta nelle urine non modificata.
L'emivita negli adulti è di 4,3-7,0 ore. Tuttavia, in caso di urina con pH elevato, la pseudoefedrina viene riassorbita a livello tubolare. Ciò comporta un prolungamento dell'emivita fino a 21 ore con pH 8.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disturbi della funzionalità epatica
Poiché la pseudoefedrina viene metabolizzata nel fegato solo in quantità ridotta, è poco probabile che le condizioni del fegato influenzino la cinetica.
Disfunzioni renali
Tenere in considerazione che, in caso di insufficienza renale, i livelli ematici sono superiori. Sono noti casi di tossicità da pseudoefedrina in pazienti con patologie renali terminali.
Combinazione di paracetamolo e pseudoefedrina
La combinazione dei due principi attivi non comporta un'interazione reciproca a livello di farmacocinetica.
Dati preclinici
Paracetamolo
Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.
Vari studi hanno identificato un potenziale genotossico; tale dato, tuttavia, è relativo poiché dipende dal dosaggio. A causa dei presunti meccanismi che provocano tali effetti, si può presumere che non si verifichino effetti genotossici a dosi inferiori a determinati valori limite, anche se valori soglia inferiori sono possibili in presenza di una ridotta riserva di glutatione. I valori soglia al di sopra dei quali potrebbe essere dimostrato un effetto genotossico negli esperimenti sugli animali sono chiaramente nell'intervallo di posologia tossica, con danni epatici e al midollo osseo. Inoltre, dosaggi non epatotossici (fino a 300 mg/kg nei ratti e 1000 mg/kg nei topi) non sono cancerogeni. Si può, pertanto, praticamente escludere che la posologia terapeutica abbia un effetto genotossico o cancerogeno.
Studi tossicologici non hanno mostrato effetti sulla riproduzione, né effetti teratogeni in animali trattati con paracetamolo.
La somministrazione multipla di alte dosi (epatotossiche) di paracetamolo ha causato un'atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) in ratti maschi ha comportato una diminuzione della fertilità (compromissione della libido e delle prestazioni sessuali, nonché della motilità dello sperma).
Pseudoefedrina
La pseudoefedrina comporta, come evidenziato in studi sperimentali sugli animali, gli effetti farmacologici tipici dei simpaticomimetici. In dosi che non presentano una tossicità acuta nei mammiferi, la pseudoefedrina non ha effetti embriotossici o teratogeni. Negli studi sperimentali sugli animali, la fertilità e la capacità riproduttiva non sono influenzate dalla pseudoefedrina.
La struttura molecolare della pseudoefedrina non lascia presagire un potenziale mutageno.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Il paracetamolo può causare alterazioni della misurazione del glucosio nel sangue quando si utilizza il metodo della glucosio ossidasi. Può anche essere responsabile dell'apparente aumento dell'uricemia se determinato con il metodo di riduzione al fosfotungstato.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
57061 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Haleon Schweiz AG, Risch.
Stato dell'informazione
Settembre 2025
15375 — 22/05/2026