DUOKOPT gtt opht
Théa PHARMA S.A.
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Duokopt®
Composizione
Principi attivi
Dorzolamide (in forma di dorzolamide cloridrato) e timololo (in forma di timololo maleato).
Sostanze ausiliarie
Idrossietilcellulosa, mannitolo, sodio citrato, sodio idrossido per aggiustare il pH e acqua per preparazioni iniettabili.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Duokopt collirio, soluzione è una soluzione sterile. 1 ml di Duokopt contiene come principi attivi 20 mg di dorzolamide (in forma di 22,25 mg di dorzolamide cloridrato) e 5 mg di timololo (in forma di 6,83 mg di timololo maleato).
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Duokopt collirio è indicato nel trattamento dell'aumento della pressione interna oculare (IOP) nei pazienti con ipertensione oculare, glaucoma ad angolo aperto, glaucoma pseudo-esfoliativo o glaucoma ad angolo aperto secondario, quando è necessario un trattamento combinato.
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia corrisponde a una goccia di Duokopt in ciascun occhio affetto due volte al giorno.
Passaggio da un altro prodotto anti-glaucoma al Duokopt
Se Duokopt è destinato a sostituire un altro preparato anti-glaucoma, quest'ultimo va sospeso il giorno successivo alla consueta somministrazione e va avviato il trattamento con Duokopt il giorno seguente.
Terapia combinata
Se viene utilizzato un altro preparato topico per gli occhi, Duokopt e l'altro medicamento vanno impiegati a distanza di almeno 10 minuti.
Pazienti anziani
Negli studi clinici con la soluzione oftalmica contenente 2% di dorzolamide/0,5% di timololo, sul numero totale di pazienti il 49% era di età pari o superiore a 65 anni e il 13% di età pari o superiore a 75 anni. Nel complesso, non si sono osservate differenze di efficacia o di sicurezza tra questi pazienti e i pazienti più giovani, ma non si può escludere la presenza di una maggiore sensibilità in singoli pazienti anziani.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di una soluzione oftalmica contenente 2% di dorzolamide/0,5% di timololo sono state esaminate in uno studio clinico su bambini sotto i 6 anni di età. In questo studio, n=30 bambini (sopra i 2 anni e sotto i 6 anni), la cui pressione intraoculare non si è ridotta sufficientemente con una monoterapia a base di dorzolamide o timololo, hanno ricevuto l'associazione dorzolamide/timololo. L'associazione dorzolamide/timololo è stata in generale ben tollerata in questi pazienti.
La sicurezza e l'efficacia nei bambini sotto i 2 anni non sono state esaminate.
Modo di somministrazione
I pazienti devono essere informati sul corretto uso dei contenitorie istruiti ad evitare che la punta del contagocce venga a contatto con l'occhio o con le zone circostanti.I pazienti vanno anche informati che il collirio può essere contaminato da batteri se manipolato in maniera non corretta, il che può causare infezioni oculari. L'uso di soluzioni contaminate può causare gravi danni agli occhi e la conseguente perdita di capacità visiva.
Utilizzando l'occlusione nasolacrimale o la chiusura delle palpebre per 2 minuti, l'assorbimento sistemico viene ridotto. Ciò può comportare una diminuzione degli effetti collaterali sistemici e un aumento dell'attività a livello locale.
Controindicazioni
Duokopt è controindicato nei pazienti con:
- malattia respiratoria reattiva, tra cui l'asma bronchiale o pregresso asma bronchiale o pregressa grave broncopneumopatia cronica ostruttiva;
- bradicardia sinusale, malattia del nodo del seno compreso blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado, non controllato con un pacemaker, insufficienza cardiaca nota, shock cardiogeno;
- ipersensibilità a uno qualsiasi dei componenti di questo preparato o alle sulfonamidi in generale.
Le informazioni riportate sopra si basano sui singoli componenti e non si riferiscono solo all'associazione.
Avvertenze e misure precauzionali
Come con altri preparati oculari applicati per via topica, questo medicamento può essere assorbito per via sistemica. Il componente timololo è un betabloccante. Pertanto, con l'applicazione topica, si possono osservare gli stessi tipi di effetti cardiovascolari, polmonari e altri effetti collaterali dell'applicazione sistemica di betabloccanti. L'incidenza degli effetti collaterali sistemici con l'uso oftalmico è inferiore rispetto all'uso sistemico. Per ridurre l'assorbimento sistemico, vedere «Posologia/impiego».
Patologie cardiache
A causa del componente timololo, un'eventuale insufficienza cardiaca deve essere trattata di conseguenza prima dell'inizio della terapia con Duokopt. I pazienti con malattie cardiovascolari (es. cardiopatia coronarica, angina di Prinzmetal, ipotensione arteriosa) all'anamnesi, compresa l'insufficienza cardiaca, devono essere monitorati per riconoscere i segni di un peggioramento di queste malattie e la frequenza cardiaca deve essere controllata e va preso in considerazione il trattamento con altri principi attivi. I pazienti con malattie cardiache vanno in generale monitorati per riconoscere i segni di un peggioramento della malattia e gli effetti collaterali.
A causa del loro effetto negativo sul tempo di conduzione, i betabloccanti possono essere somministrati solo con cautela nei pazienti con blocco cardiaco di primo grado. Sono stati riportati eventi cardiologici e rari casi di morte correlati a un'insufficienza cardiaca preesistente dopo somministrazione di timololo.
Malattie respiratorie
Sono state riportate reazioni respiratorie, compresa la morte per broncospasmo nei pazienti con asma dopo somministrazione di timololo.
Duokopt va usato con cautela nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) lieve/moderata e solo se il potenziale beneficio supera il possibile rischio.
Patologie vascolari
I pazienti con gravi disturbi e problemi circolatori periferici (es. forme gravi di malattia di Raynaud o sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela.
Mascheramento dei sintomi ipoglicemici nei pazienti con diabete mellito
I betabloccanti vanno utilizzati con cautela nei pazienti che sviluppano ipoglicemia spontanea o nei pazienti con diabete (soprattutto quelli con diabete instabile) in trattamento con insulina o antidiabetici orali. I betabloccanti potrebbero mascherare i segni e i sintomi di un'ipoglicemia acuta.
Mascheramento della tireotossicosi
I betabloccanti possono mascherare determinati segni clinici di ipertiroidismo (es. tachicardia). I pazienti con sospetto sviluppo di una tireotossicosi vanno attentamente monitorati, per evitare la brusca interruzione dei betabloccanti, che potrebbe causare una crisi tireotossica.
Anestesia in chirurgia
La necessità o l'esigenza di sospendere i betabloccanti prima di un intervento di chirurgia maggiore è controversa. Se necessario, durante l'intervento chirurgico è possibile invertire l'effetto dei betabloccanti con sufficienti dosi di agonisti adrenergici.
Insufficienza renale ed epatica
Duokopt non è stato studiato nei pazienti con grave insufficienza renale (CrCl <30 ml/min). Siccome la dorzolamide e il suo metabolita vengono eliminati principalmente attraverso il rene, Duokopt non è raccomandato in questi pazienti.
Duokopt non è stato studiato nei pazienti con insufficienza epatica e va quindi utilizzato con cautela in questi pazienti.
Immunologia e ipersensibilità
Come con altri preparati oculari applicati per via topica, questo medicamento può essere assorbito per via sistemica. Il componente dorzolamide è una sulfonamide. Pertanto, con l'applicazione topica, si possono osservare gli stessi tipi di effetti indesiderati dell'applicazione sistemica di sulfonamidi, tra cui gravi reazioni come la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Se compaiono tali segni o un'ipersensibilità, il trattamento con questo preparato va interrotto.
Negli studi clinici, sono stati riportati, con l'uso cronico di colliri a base di dorzolamide, effetti indesiderati locali a carico dell'occhio, soprattutto congiuntivite e reazioni palpebrali. Alcune di queste reazioni presentavano manifestazioni cliniche e decorso di una reazione allergica, che è regredita dopo l'interruzione della terapia farmacologica. Con Duokopt, sono state riportate reazioni simili. Se compaiono tali reazioni, è necessario prendere in considerazione l'interruzione del trattamento con Duokopt.
Durante l'assunzione di betabloccanti, i pazienti con una storia di atopia o di grave reazione anafilattica a una varietà di allergeni possono reagire in maniera più intensa a un'esposizione accidentale, diagnostica o terapeuticamente ripetuta a tali allergeni. Questi pazienti possono rispondere in maniera insufficiente ai dosaggi consueti di adrenalina per il trattamento delle reazioni anafilattiche.
Trattamento concomitante
Sussiste la possibilità di un effetto additivo agli effetti sistemici noti dell'inibizione dell'anidrasi carbonica nei pazienti che ricevono contemporaneamente un inibitore orale e un inibitore topico dell'anidrasi carbonica. L'uso combinato di Duokopt e un inibitore orale dell'anidrasi carbonica non è stato studiato e non è raccomandato.
I pazienti che già ricevono una sostanza betabloccante per via sistemica e che utilizzano Duokopt vanno monitorati per il possibile effetto additivo sulla pressione intraoculare o sugli effetti sistemici noti del blocco beta-adrenergico. L'uso di due sostanze betabloccanti per via topica non è raccomandato (vedere «Interazioni»).
Malattie della cornea
I betabloccanti oftalmici possono causare secchezza oculare. I pazienti con malattie della cornea devono essere trattati con cautela.
Altri
Il trattamento dei pazienti con glaucoma acuto ad angolo stretto richiede ulteriori misure terapeutiche, oltre ai principi attivi ipotensivanti sull'occhio. Duokopt non è stato studiato nei pazienti con glaucoma acuto ad angolo stretto.
È stato riportato il distacco della coroide nella somministrazione terapeutica di inibitori della produzione di umor acqueo (es. timololo, acetazolamide) dopo interventi filtranti.
I pazienti con ridotto numero di cellule endoteliali presentano un maggiore potenziale di sviluppo di edema della cornea. In questi pazienti, è necessaria l'adeguata cautela quando si prescrive Duokopt.
La terapia con beta-bloccanti può aggravare i sintomi della miastenia gravis.
Portatori di lenti a contatto
Duokopt non è stato studiato nei portatori di lenti a contatto.
Interazioni
Non sono stati condotti studi di interazione specifici con Duokopt.
Negli studi clinici, è stata utilizzata una soluzione oftalmica con 2% di dorzolamide/0,5% di timololo assieme ai seguenti medicamenti a effetto sistemico, senza effetti indesiderati documentati: ACE-inibitori, calcioantagonisti, diuretici, antinfiammatori non steroidei, tra cui l'aspirina, e ormoni (es. estrogeni, insulina, tiroxina).
Tuttavia, sussiste la possibilità di effetti additivi e di sviluppo di ipotensione arteriosa e/o di una chiara bradicardia quando vengono utilizzati colliri a base di timololo assieme a calcioantagonisti orali, medicamenti che svuotano i depositi di catecolamine, antiaritmici (compreso l'amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, guanetidina o betabloccanti.
È stato riportato un possibile blocco sistemico beta-adrenergico (es. riduzione della frequenza cardiaca, depressione) durante una terapia combinata con inibitori del CYP2D6 (es. chinidina, SSRI) e timololo.
Anche se il timololo presenta effetti limitati o assenti sulle dimensioni della pupilla, nella terapia concomitante con timololo e adrenalina si è occasionalmente osservata una midriasi.
Il componente dorzolamide di Duokopt è un inibitore dell'anidrasi carbonica che, anche se applicato per via topica, viene assorbito a livello sistemico. Negli studi clinici, i colliri con dorzolamide non sono stati associati a disturbi dell'equilibrio acido-base. Tuttavia, nell'uso di inibitori dell'anidrasi carbonica per via orale, sono stati riportati tali disturbi e, in alcuni casi, ciò ha provocato anche la comparsa di interazioni farmacologiche (es. tossicità in associazione con una terapia a dosi elevate di salicilati). Pertanto, va presa in considerazione la possibilità di una tale interazione farmacologica nei pazienti che ricevono Duokopt.
I betabloccanti orali possono aggravare l'ipertensione arteriosa che ricompare dopo la sospensione della clonidina.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Dorzolamide
Gli studi sugli animali con dorzolamide hanno messo in evidenza degli effetti indesiderati sul feto e non sono disponibili studi adeguati e ben controllati sull'uso nelle donne in gravidanza. Duokopt non va usato nelle donne in gravidanza, tranne quando non sia chiaramente necessario.
Timololo
Non sono disponibili dati sufficienti sull'uso del timololo nelle donne in gravidanza. Il timololo deve essere usato in gravidanza solo se è assolutamente necessario. Gli studi epidemiologici non hanno messo in evidenza malformazioni, ma il rischio di ritardo della crescita intrauterina con i betabloccanti somministrati per via orale. Inoltre, si sono osservati i segni e i sintomi di un blocco beta-adrenergico (es. bradicardia, ipotensione arteriosa, mancanza di respiro e ipoglicemia) nei neonati, quando i betabloccanti erano stati utilizzati fino al parto. Quando questo medicamento veniva utilizzato fino al parto, il neonato va attentamente monitorato nei primi giorni di vita.
Per le avvertenze sulla riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere «Posologia/impiego».
Allattamento
Non è noto se la dorzolamide passi nel latte materno. Il timololo compare nel latte materno. Data la possibilità di gravi effetti indesiderati nel lattante e tenendo conto dell'importanza del medicamento per la madre, si deve decidere se interrompere Duokopt o l'allattamento al seno. Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso.
Per le avvertenze sulla riduzione dell'assorbimento sistemico, vedere «Posologia/impiego».
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Sono noti degli effetti indesiderati associati a Duokopt (come la visione offuscata) che in alcuni pazienti possono compromettere la capacità di guidare e/o di utilizzare delle macchine (vedere «Effetti indesiderati»).
Effetti indesiderati
In uno studio clinico, gli effetti collaterali dell'associazione dorzolamide/timololo (senza conservanti) corrispondevano a quelli già precedentemente riportati con l'associazione dorzolamide/timololo (con conservanti), dorzolamide cloridrato e/o timololo maleato.
Negli studi clinici, sono stati trattati 1035 pazienti con l'associazione dorzolamide/timololo (con conservanti). Circa il 2,4% di tutti i pazienti ha interrotto il trattamento con l'associazione dorzolamide/timololo (con conservanti) a causa di effetti collaterali oculari locali; circa l'1,2% di tutti i pazienti ha interrotto il trattamento a causa di effetti collaterali locali che indicavano un'allergia o un'ipersensibilità (es. infiammazione delle palpebre e congiuntivite).
Come altri medicamenti somministrati localmente, il timololo viene assorbito per via sistemica. Questo può provocare effetti collaterali simili a quelli della terapia sistemica con betabloccanti. La frequenza degli effetti collaterali sistemici dopo l'uso topico sull'occhio è inferiore a quella dopo l'uso sistemico. Gli effetti collaterali elencati includono anche quelli considerati all'interno della classe di betabloccanti oftalmici.
Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate con dorzolamide/timololo, durante gli studi clinici o durante l'esperienza post-marketing:
La frequenza è indicata come segue: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10), «non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Disturbi del sistema immunitario
Rari: segni e sintomi di reazioni allergiche sistemiche, tra cui angioedema, orticaria, prurito, esantema, anafilassi
Patologie dell'occhio
Molto comuni: bruciore e dolore puntorio nell'occhio
Comuni: iniezione congiuntivale, visione confusa, erosioni della cornea, lacrimazione e prurito oculare, sensazione di corpo estraneo, deficit del campo visivo, secrezione oculare e pigmentazione della cornea
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Comuni: sinusite
Rari: affanno, insufficienza respiratoria, rinite, raro broncospasmo
Patologie gastrointestinali
Comuni: disgeusia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rari: dermatite da contatto, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica
Patologie renali e urinarie
Non comuni: urolitiasi
Dorzolamide
Il motivo più comune di interruzione del trattamento con un collirio a base di dorzolamide (circa il 3%) sono stati gli effetti indesiderati sull'occhio dovuti al medicamento, soprattutto congiuntivite e reazioni palpebrali.
I seguenti effetti collaterali si sono osservati negli studi clinici o dopo l'immissione in commercio della dorzolamide:
Patologie del sistema nervoso
Comuni: mal di testa
Rari: capogiri, parestesie
Patologie dell'occhio
Comuni: infiammazione e irritazione delle palpebre
Non comuni: iridociclite
Rari: arrossamento, dolore, incrostazione delle palpebre, miopia transitoria (che scompare dopo sospensione del trattamento), edema della cornea, ipotensione oculare, distacco della coroide dopo interventi filtranti, cheratite puntata superficiale
Frequenza non nota: sensazione di corpo estraneo
Patologie cardiache
Frequenza non nota: palpitazioni, tachicardia.
Patologie vascolari
Frequenza non nota: Ipertensione.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Rari: epistassi
Frequenza non nota: dispnea
Patologie gastrointestinali
Comuni: nausea
Rari: irritazione faringea, secchezza delle fauci
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rari: esantema
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comuni: astenia/stanchezza
Timololo
Dopo somministrazione di timololo, si sono osservate reazioni respiratorie e cardiache, tra cui casi di morte per broncospasmo in asmatici e raramente morte associata all'insufficienza cardiaca (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali - Patologie cardiache»).
I seguenti effetti collaterali si sono osservati negli studi clinici o dopo l'immissione in commercio del timololo:
Disturbi del sistema immunitario
Rari: segni e sintomi di reazioni allergiche, tra cui angioedema, orticaria, esantema locale e generalizzato, anafilassi
Frequenza non nota: prurito
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Frequenza non nota: ipoglicemia
Disturbi psichiatrici
Non comuni: depressione
Rari: insonnia, incubi, perdita di memoria
Frequenza non nota: allucinazioni
Patologie del sistema nervoso
Comuni: cefalea
Non comuni: capogiri, sincope
Rari: parestesie, aumento dei segni e dei sintomi di miastenia grave, evento cerebrovascolare, ischemia cerebrale
Patologie dell'occhio
Comuni: segni e sintomi di irritazione oculare (ad es. bruciore, dolore puntorio, prurito, lacrimazione, arrossamento), blefarite, cheratite, ridotta sensibilità della cornea e secchezza oculare
Non comuni: disturbi visivi, tra cui alterazioni della rifrazione (in alcuni casi, in seguito a sospensione della terapia miotica)
Rari: ptosi, diplopia, distacco della coroide dopo interventi filtranti (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»)
Frequenza non nota: congiuntivite, visione offuscata, erosione della cornea
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Rari: tinnito
Patologie cardiache
Non comuni: bradicardia
Rari: dolori toracici, palpitazioni, edema, aritmie, scompenso cardiaco congestizio, blocco cardiaco, arresto cardiaco
Frequenza non nota: blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca.
Patologie vascolari
Rari: ipotensione arteriosa, claudicatio intermittens, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Non comuni: dispnea
Rari: broncospasmo (soprattutto nei pazienti con malattia bronco-spastica preesistente), tosse, insufficienza respiratoria
Patologie gastrointestinali
Non comuni: nausea, dispepsia
Rari: diarrea, secchezza delle fauci
Frequenza non nota: disgeusia, dolori addominali, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Rari: alopecia, eruzioni cutanee psoriasiche o esacerbazione di psoriasi
Frequenza non nota: eruzione cutanea.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Rari: lupus eritematoso sistemico
Frequenza non nota: mialgia
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Rari: malattia di Peyronie, riduzione della libido
Frequenza non nota: disfunzioni sessuali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Non comuni: astenia, stanchezza.
Effetti indesiderati potenziali
Gli effetti indesiderati osservati nella pratica clinica con timololo maleato per via orale possono essere considerati come potenziali effetti indesiderati del timololo maleato usato in oftalmologia.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio accidentale o di assunzione accidentale di Duokopt nell'uomo.
Segni e sintomi
È stato riportato un sovradosaggio accidentale di colliri contenenti timololo, che ha causato degli effetti sistemici simili a quelli osservati nell'uso sistemico di sostanze betabloccanti, quali capogiri, mal di testa, affanno, bradicardia, broncospasmo e arresto cardiaco. I segni e i sintomi più comuni che ci si potrebbe aspettare in caso di sovradosaggio di dorzolamide sono gli spostamenti elettrolitici, lo sviluppo di acidosi e i possibili effetti sul sistema nervoso centrale.
Trattamento
Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Vanno controllati i livelli di elettroliti nel siero (in particolare di potassio) e i valori del pH nel sangue.
Vanno prese in considerazione le seguenti misure terapeutiche:
1. Lavanda gastrica:
Gli studi hanno dimostrato che il timololo non è facilmente dializzabile.
2. Bradicardia sintomatica:
Per realizzare un blocco vagale, bisogna somministrare solfato di atropina per via endovenosa a una dose di 0,25 - 2 mg. Se la bradicardia persiste, bisogna somministrare con cautela isoprenalina cloridrato per via endovenosa. Nei casi refrattari, può essere necessario l'uso di un pacemaker.
3. Ipotensione arteriosa:
Utilizzare una terapia con medicamenti ipertensivanti simpaticomimetici, ad esempio dopamina, dobutamina o levarterenolo. Nei casi refrattari, si è dimostrato utile il glucagone cloridrato.
4. Broncospasmo:
Va somministrata isoprenalina cloridrato, inoltre eventualmente aminofillina.
5. Insufficienza cardiaca acuta:
Va avviata immediatamente l'usuale terapia con digitale, diuretici e ossigeno. Nei casi refrattari, si raccomanda la somministrazione endovenosa di aminofillina, se necessario seguita da glucagone cloridrato, che si è dimostrato utile.
6. Blocco cardiaco (di 2° o 3° grado):
Utilizzare isoprenalina cloridrato o un pacemaker transvenoso.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
S01ED51
Meccanismo d'azione
Duokopt è costituito da due componenti: dorzolamide e timololo. Ciascuno di questi due componenti abbassa la pressione intraoculare aumentata, riducendo la secrezione di umor acqueo attraverso vari meccanismi d'azione.
La dorzolamide è un inibitore dell'anidrasi carbonica II (AC-II) umana. L'inibizione dell'anidrasi carbonica nel corpo ciliare dell'occhio riduce la secrezione di umor acqueo presumibilmente attraverso una formazione rallentata di ioni bicarbonato, con conseguente riduzione del trasporto di sodio e liquidi. Il timololo è una sostanza che blocca in maniera non selettiva i recettori beta-adrenergici, la quale non ha alcun effetto simpaticomimetico intrinseco significativo, direttamente inibente il miocardio o anestetico locale (stabilizzazione delle membrane). L'effetto combinato di queste due sostanze si traduce in un'ulteriore riduzione della pressione intraoculare rispetto all'applicazione di ciascun singolo componente da solo.
In seguito all'uso topico, Duokopt riduce la pressione intraoculare aumentata, indipendentemente dal fatto che questa sia associata al glaucoma. Un aumento della pressione intraoculare è un importante fattore di rischio nella patogenesi delle lesioni del nervo ottico e della perdita del campo visivo causata dal glaucoma. Maggiore è il valore della pressione intraoculare, maggiore è la probabilità di perdita del campo visivo a causa del glaucoma e di una lesione del nervo ottico. Diversamente dai miotici, Duokopt abbassa la pressione intraoculare con poca o nessuna influenza sull'accomodazione o sulle dimensioni della pupilla.
Farmacodinamica
Vedere «Efficacia clinica».
Efficacia clinica
Sono stati condotti studi clinici della durata fino a 15 mesi in pazienti con glaucoma o ipertensione oculare. Questi hanno incluso sia pazienti non trattati sia pazienti con controllo insufficiente in monoterapia con timololo. L'effetto di riduzione della pressione intraoculare (IOP) di una soluzione oftalmica con 2% di dorzolamide/0,5% di timololo due volte al giorno è stato maggiore di quello della monoterapia con dorzolamide 2% tre volte al giorno o con timololo 0,5% due volte al giorno. L'effetto di riduzione della IOP di una soluzione oftalmica con 2% di dorzolamide/0,5% di timololo due volte al giorno è stato lo stesso della terapia combinata di timololo due volte al giorno e dorzolamide due volte al giorno. L'effetto di riduzione della IOP di una soluzione oftalmica con 2% di dorzolamide/0,5% di timololo due volte al giorno è stato documentato durante tutta la giornata e questo effetto è continuato anche durante l'uso a lungo termine.
Negli studi clinici, è stata ottenuta una riduzione della IOP senza disturbi dell'equilibrio acido-base o alterazioni elettrolitiche, caratteristiche degli inibitori orali dell'anidrasi carbonica.
In uno studio controllato in doppio cieco su 261 pazienti con aumentata pressione intraoculare ≥22 mmHg in uno o entrambi gli occhi, l'associazione dorzolamide/timololo (con conservanti) ha avuto lo stesso effetto di abbassamento della pressione intraoculare dell'associazione dorzolamide/timololo (senza conservanti). Il profilo di sicurezza dell'associazione dorzolamide/timololo (senza conservanti) era lo stesso dell'associazione dorzolamide/timololo (con conservanti).
Farmacocinetica
Dorzolamide
Assorbimento
Diversamente dagli inibitori dell'anidrasi carbonica orali, la somministrazione topica di dorzolamide permette alla sostanza attiva di esercitare i suoi effetti direttamente nell'occhio a dosi sostanzialmente inferiori e quindi con minore esposizione sistemica.
Quando applicata topicamente, la dorzolamide raggiunge la circolazione sistemica. Per valutare il potenziale di inibizione dell'anidrasi carbonica a livello sistemico dopo somministrazione topica, sono state misurate le concentrazioni della sostanza attiva e del metabolita nelle emazie e nel plasma nonché l'inibizione dell'anidrasi carbonica nelle emazie. La dorzolamide si accumula nelle emazie durante la somministrazione cronica quale risultato di legame selettivo alla AC-II, mentre sono mantenute concentrazioni plasmatiche di sostanza attiva libera estremamente basse.
Quando la dorzolamide è stata somministrata oralmente in modo da simulare l'esposizione massima sistemica dopo somministrazione topica oculare a lungo termine, lo stato di equilibrio è stato raggiunto entro 13 settimane. Nel plasma, al momento dello stato di equilibrio, non era virtualmente presente sostanza attiva libera o metabolita; l'inibizione della AC nelle emazie è stata minore rispetto a quanto si riteneva fosse necessario per ottenere un effetto farmacologico sulla funzione renale o respiratoria. Simili risultati farmacocinetici sono stati osservati dopo somministrazione topica cronica di dorzolamide.
Distribuzione
Dalla sostanza attiva progenitrice si forma un singolo metabolita N-desetile che inibisce la AC-II in modo meno potente rispetto alla sostanza attiva progenitrice, ma inibisce anche un isoenzima AC-I, meno attivo. Il metabolita si accumula anche nelle emazie dove si lega principalmente all'AC-I. La dorzolamide si lega moderatamente alle proteine plasmatiche per circa il 33%.
Metabolismo
Vedere «Distribuzione».
Eliminazione
La dorzolamide è principalmente escreta immodificata con le urine; anche il metabolita è escreto con le urine.
Linearità/non linearità
Alla fine della terapia, la dorzolamide viene eliminata dalle emazie in modo non lineare, con un rapido declino iniziale delle concentrazioni della sostanza attiva seguito da una più lenta fase di eliminazione, con un'emivita di circa quattro mesi.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Pazienti anziani con disturbi della funzionalità renale
Comunque alcuni pazienti anziani con compromissione renale (clearance della creatinina stimata da 30 a 60 ml/min) presentavano nelle emazie concentrazioni del metabolita più alte, ma non differenze rilevanti dell'inibizione dell'anidrasi carbonica. A tali riscontri non erano direttamente attribuibili effetti collaterali sistemici clinicamente significativi.
Timololo
In uno studio sulla concentrazione dei medicamenti nel plasma in sei probandi, è stata determinata l'esposizione sistemica al timololo dopo l'uso topico due volte al giorno di un collirio contenente timololo 0,5%. La concentrazione plasmatica massima media dopo la dose mattutina era di 0,46 ng/ml e dopo la dose pomeridiana 0,35 ng/ml.
Dati preclinici
La dorzolamide e il timololo hanno dimostrato, negli studi sugli animali sulla riproduzione, sullo sviluppo e sulla cancerogenicità, effetti considerati specie-specifici o il risultato di dosi estreme. Per entrambe le sostanze, non si è osservata mutagenicità.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Non applicabile.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Dopo la prima apertura del flacone multidose, Duokopt non va utilizzato per più di 2 mesi.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare il flacone multidose non aperto nella confezione originale a temperatura ambiente (15-25 °C).
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Vedere la descrizione alla fine dell'informazione professionale.
Numero dell'omologazione
66001 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
THEA Pharma S.A., 8200 Schaffhausen.
Stato dell'informazione
Marzo 2023.
Indicazioni per la manipolazione
Prima della prima applicazione, verificare che il tappo protettivo, come sigillo di originalità, non sia danneggiato. Quindi, svitare con forza il tappo protettivo per aprire il contenitore multidose.
1. Lavarsi accuratamente le mani prima di ogni applicazione e rimuovere il tappo protettivo dal contenitore multidose. Evitare qualsiasi contatto tra le dita e la punta del contagocce.
Tenere il contenitore multidose con il contagocce rivolto verso il basso e premere il contenitore multidose più volte per attivare il meccanismo di pompaggio, fino a quando fuoriesce la prima goccia. Questo vale solo per la prima applicazione e non è necessario per tutte le altre applicazioni.
2. Mettere il pollice sull'aletta posta sul margine superiore e l'indice sul fondo del contenitore multidose. Mettere quindi il dito medio sulla seconda aletta posta sulla parte inferiore del contenitore multidose. Tenere il contenitore multidose con il contagocce rivolto verso il basso.
3. Reclinare la testa lievemente all'indietro e tenere la punta del contagocce verticalmente al di sopra dell'occhio. Con l'indice dell'altra mano, abbassare lievemente la palpebra inferiore. Lo spazio risultante è il sacco congiuntivale inferiore. Evitare qualsiasi contatto tra la punta del contenitore multidose e le dita o gli occhi.
Per somministrare una goccia nel sacco congiuntivale inferiore dell'occhio affetto, premere brevemente e vigorosamente sul contenitore multidose. Grazie al dosaggio automatico, a ogni spruzzo viene rilasciata esattamente una goccia.
Se la goccia non cade, agitare il flacone con cautela, per far staccare la goccia dalla punta. In questo caso, ripetere il punto 3.
4. Premendo sul canale lacrimale o chiudendo la palpebra per 2 minuti, si riduce l'assorbimento sistemico. Questo può portare a una diminuzione degli effetti collaterali sistemici e a un aumento dell'azione locale.
5. Subito dopo l'uso, chiudere il contenitore multidose, rimettendo il tappo protettivo.
27338 — 22/01/2024