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OMEPRAZOLE Spirig HC caps 10 mg (#) (hc 06/26)

Spirig HealthCare AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Omeprazolo Stada®, capsule gastroresistenti

Spirig HealthCare AG

Composizione

Principi attivi

Omeprazolo.

Sostanze ausiliarie

Sfere di zucchero (contengono ca. 58 mg [Omeprazolo Stada 10] risp. ca. 116 mg [Omeprazolo Stada 20] risp. ca. 233 mg saccarosio [Omeprazolo Stada 40] e amido di mais), acido metacrilico – etile acrilato copolimero (1:1) dispersione 30%, ipromellosa, talco, mannitolo, macrogol 6000, titanio diossido (E 171), polisorbato 80, sodio fosfato dibasico, sodio laurisulfato.

Involucro delle capsule:

10 mg: Gelatina, acqua, titanio diossido (E 171), giallo guinolino (E 104).

20 mg: Gelatina, acqua, titanio diossido (E 171), giallo guinolino (E 104).

40 mg: Gelatina, acqua, titanio diossido (E 171), colorante indigotina (E 132).

1 capsula da 10 mg risp. 20 mg risp. 40 mg contiene 0.1 mg (0.004 mmol), risp. 0.2 mg (0.009 mmol) risp. 0.4 mg (0.02 mg) di sodio.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Capsule gastroresistenti da 10 mg, 20 mg risp. 40 mg di omeprazolo.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Omeprazolo Stada 20 e Omeprazolo Stada 40

Ulcera duodenale, ulcera gastrica, esofagite da reflusso e sindrome di Zollinger-Ellison. Se possibile, la diagnosi dovrebbe essere documentata da endoscopia.

Terapia a lungo termine e profilassi nei pazienti con esofagite da reflusso, profilassi delle recidive dell'ulcera duodenale in caso di Helicobacter pylori resistente alle terapie.

Omeprazolo Stada 20 e Omeprazolo Stada 40 possono anche essere utilizzati come profilassi delle recidive in caso di ulcera gastrica.

Eradicazione dell'Helicobacter pylori nell'ulcera peptica con somministrazione in concomitanza con due antibiotici.

Ulcere peptiche o erosioni gastroduodenali causate da FANS.

Reflusso gastroesofageo sintomatico (dispepsia, bruciore di stomaco, eruttazione acida).

Omeprazolo Stada 10

Profilassi delle recidive dopo guarigione da esofagite da reflusso.

Dispepsia funzionale correlata agli acidi.

Per bambini fino a 12 anni

Esofagite da reflusso

Posologia/Impiego

In generale, si applica la seguente raccomandazione posologica:

Bambini fino a 12 anni

Esofagite da reflusso

Età ≤5 mesi:

L'esperienza in questa fascia di età è modesta. Di conseguenza, l'indicazione deve essere formulata in modo rigoroso. La dose iniziale è di 0,5 mg/kg/giorno. In caso di risposta clinica insufficiente, è possibile aumentare fino a 1 mg/kg/giorno.

Età >5 mesi con peso corporeo <20 kg:

1 mg/kg/giorno. In caso di risposta insufficiente, è possibile aumentare fino a 1,4 mg/kg/giorno.

Bambini ≥20 kg di peso corporeo:

1x 20 mg al giorno. In caso di risposta clinica insufficiente, è possibile aumentare fino a 1x 40 mg al giorno.

La durata della terapia è di 4 settimane, fino a un massimo di 8 settimane.

Adulti e adolescenti di età superiore ai 12 anni

Omeprazolo Stada 20 o Omeprazolo Stada 40, capsule gastroresistentie

Ulcera duodenale

Di norma, 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. L'eliminazione dei sintomi si verifica rapidamente, l'ulcera guarisce normalmente entro due settimane. Se un periodo di trattamento di 2 settimane non è sufficiente, la guarigione viene raggiunta per lo più nell'arco di altre 2 settimane di terapia. I pazienti con ulcera duodenale che hanno risposto in modo insufficiente ad altre forme di trattamento dovrebbero essere sottoposti a terapia con 40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Con questa posologia, la guarigione viene raggiunta di norma nell'arco di 4 settimane.

Per la profilassi delle recidive nei pazienti con ulcera duodenale, la dose raccomandata è di 20-40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno.

Ulcera gastrica, esofagite da reflusso

Di norma, 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. L'eliminazione dei sintomi si verifica rapidamente e nella maggior parte dei pazienti l'ulcera guarisce entro quattro settimane. Se un periodo di trattamento di 4 settimane non è sufficiente, la guarigione viene raggiunta per lo più nell'arco di altre 4 settimane di terapia. I pazienti con ulcera gastrica o esofagite da reflusso che hanno risposto in modo insufficiente ad altre forme di trattamento dovrebbero essere sottoposti a terapia con 40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Con questa posologia, la guarigione viene raggiunta per lo più nell'arco di otto settimane.

Per la profilassi delle recidive nei pazienti con ulcera gastrica, la dose raccomandata è di 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Se necessario, la dose può essere aumentata a 40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno.

I seguenti schemi di terapia a breve termine per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori nell'ulcera peptica sono stati esaminati in studi clinici:

2 volte al giorno: 20 mg di Omeprazolo Stada in associazione con amoxicillina 1 g e claritromicina 500 mg;

durata del trattamento: 1 settimana

oppure

2 volte al giorno: 20 mg di Omeprazolo Stada in associazione con claritromicina 250 mg e metronidazolo 500 mg (o tinidazolo 500 mg);

durata del trattamento: 1 settimana

oppure

40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno in associazione con amoxicillina 500 mg e metronidazolo 500 mg, ciascuno per 3 volte al giorno;

durata del trattamento: 1 settimana

Se il paziente è ancora positivo all'Helicobacter pylori dopo una settimana di terapia a breve termine, la terapia può essere ripetuta nuovamente.

Per garantire la guarigione dell'ulcera peptica attiva, consultare anche le raccomandazioni posologiche per ulcera duodenale e ulcera gastrica.

Ulcere o erosioni gastroduodenali causate da FANS

Nei pazienti con o senza terapia concomitante con FANS, la dose raccomandata è di 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. L'eliminazione dei sintomi si verifica rapidamente e la guarigione viene normalmente raggiunta entro 4 settimane. Se un periodo di trattamento di 4 settimane non è sufficiente, la guarigione viene raggiunta per lo più nell'arco di altre 4 settimane di terapia. Se necessario, la dose può essere aumentata a 40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno.

Per la profilassi delle recidive di ulcere peptiche, erosioni gastroduodenali e sintomi dispeptici causati da FANS la dose raccomandata è di 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno.

Reflusso gastroesofageo sintomatico

La posologia raccomandata è di 20 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. L'eliminazione dei sintomi si verifica rapidamente. Se un periodo di trattamento di 4 settimane con Omeprazolo Stada ups da 20 mg non è sufficiente, dovrebbero essere effettuati ulteriori esami.

Sindrome di Zollinger-Ellison

La posologia dovrebbe essere regolata in modo individuale. La dose iniziale raccomandata è di 60 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Il trattamento dovrebbe essere continuato finché è clinicamente indicato. Per oltre il 90% dei pazienti con la forma più grave della malattia, che hanno mostrato una reazione insufficiente ad altre forme di terapia, la terapia è stata messa a punto con successo con dosi comprese tra 20 mg e 120 mg al giorno. Se sono necessari più di 80 mg al giorno, la posologia giornaliera dovrebbe essere suddivisa in due somministrazioni.

Omeprazolo Stada 10, capsule gastroresistenti

Per la profilassi delle recidive di una esofagite da reflusso guarita, la dose raccomandata è di 10 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Tuttavia, gli studi clinici hanno evidenziato che il tasso di recidiva con posologia da 10 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno è superiore a quello con una posologia standard. Se necessario, la dose può essere aumentata a 20-40 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno.

Dispepsia funzionale dovuta all'acido

Per il trattamento dei sintomi di dolori/disturbi epigastrici con o senza bruciore di stomaco, la posologia raccomandata è di 10 mg di Omeprazolo Stada 1 volta al giorno. Se dopo quattro settimane non si verifica alcuna riduzione dei sintomi, dovrebbero essere effettuati ulteriori esami.

Tipo e durata dell'uso

Le capsule gastroresistenti di Omeprazolo Stada vanno assunte al meglio alla mattina, con mezzo bicchiere d'acqua e non devono essere masticate.

Per i pazienti con difficoltà di deglutizione e per i bambini che sono in grado di bere o ingerire alimenti semisolidi, la capsula può essere dispersa in acqua non gassata o in bevande leggermente acide (ad esempio succhi di frutta, yogurt o latte acido) e assunta. Tale preparazione deve essere assunta immediatamente (entro 30 minuti). Sciacquare il bicchiere riempiendolo per metà con acqua e bere fino in fondo. Non devono essere utilizzati latte o acqua gassata. Le capsule non devono essere né masticati né schiacciati.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Non è necessario alcun aggiustamento della dose.

La biodisponibilità e l'emivita plasmatica dell'omeprazolo sono aumentate nei pazienti con ridotta funzionalità epatica.

Pazienti anziani

Nei pazienti anziani non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Controindicazioni

Ipersensibilità nota all'omeprazolo, ai benzimidazoli sostituiti o ad un altro componente della capsula.

Avvertenze e misure precauzionali

Se insorgono segni preoccupanti, quali perdita accidentale significativa di peso, vomito prolungato, disfagia, ematemesi o melena e si sospetta un'ulcera gastrica, sarebbe necessario escluderne la natura maligna prima del trattamento. Senza un precedente chiarimento sulla natura maligna, i sintomi possono essere mascherati dal trattamento, ritardando la diagnosi.

Durante il trattamento con medicamenti antiacidi, la gastrina sierica aumenta in risposta alla ridotta secrezione acida. Anche la cromogranina A (CgA) aumenta in risposta alla ridotta secrezione acida. Il maggiore livello di CgA può interferire con le indagini sui tumori neuroendocrini. In letteratura è stato segnalato che, dovendo determinare la CgA per chiarire una diagnosi di tumori neuroendocrini o effettuarne il follow-up, il trattamento con PPI dovrebbe essere interrotto da 5 a 14 giorni prima, perché i livelli iatrogeni maggiori di CgA si normalizzano entro 5-14 giorni, - raramente anche in tempi più lunghi -. La determinazione dovrebbe essere ripetuta se i livelli di CgA sono ancora troppo alti dopo questo intervallo.

In generale, l'acidità ridotta nello stomaco può aumentare il numero di batteri intragastrici. Un trattamento con sostanze antiacidi può provocare un lieve aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, ad esempio da Salmonella e Campylobacter, e, in pazienti ospedalizzati, eventualmente anche da Clostridium difficile.

Non è raccomandata la somministrazione concomitante di omeprazolo con medicamenti quali atazanavir e nelfinavir (si veda «Interazioni»).

È sconsigliata la somministrazione concomitante di omeprazolo e clopidogrel (si veda «Interazioni»).

Fratture ossee

Gli inibitori della pompa protonica, specialmente se usati a posologia elevata e per un periodo di tempo più lungo (>1 anno), possono aumentare moderatamente il rischio di fratture dell'anca, del polso e della colonna vertebrale, specialmente nei pazienti anziani o in presenza di altri fattori di rischio noti. Studi osservazionali suggeriscono che gli inibitori della pompa protonica aumentino eventualmente il rischio di fratture del 10-40%, anche se questo aumento del rischio può essere in parte dovuto anche ad altri fattori di rischio. I pazienti a rischio di osteoporosi devono essere trattati secondo le linee guida cliniche in vigore e ricevere vitamina D e calcio in misura sufficiente.

Ipomagnesiemia

Ipomagnesiemia grave è stata riportata nei pazienti trattati per almeno tre mesi, ma nella maggior parte dei casi per un anno, con inibitori della pompa protonica (PPI) come l'omeprazolo. Possono insorgere manifestazioni gravi di ipomagnesiemia con stati di esaurimento, tetania, delirio, convulsioni, senso di vertigine e aritmie ventricolari, ma possono svilupparsi lentamente e quindi essere trascurate. Nella maggior parte dei pazienti colpiti, l'ipomagnesiemia è migliorata dopo la somministrazione di magnesio e la sospensione del PPI. Nei pazienti per i quali è previsto un periodo di trattamento più lungo o che assumono PPI con digossina o altri principi attivi che possono causare ipomagnesiemia (ad esempio diuretici), il medico dovrebbe considerare il monitoraggio dei livelli di magnesio, prima e periodicamente durante il trattamento con PPI.

Lupus eritematoso cutaneo subacuto

Gli inibitori della pompa protonica sono associati, in casi molto rari, all'insorgenza di lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS). Se insorgono lesioni, in particolare nelle aree della pelle esposte al sole, e se accompagnate da artralgia, il paziente dovrebbe immediatamente ricorrere all'assistenza medica e il personale medico dovrebbe valutare la sospensione di Antramups. La comparsa di LECS dopo un precedente trattamento con un inibitore della pompa protonica può aumentare il rischio di LECS se vengono assunti altri inibitori della pompa protonica.

Omeprazolo Stada contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente «senza sodio».

I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicamento.

Disfunzioni renali

La nefrite tubulointerstiziale acuta (TIN) è stata osservata in pazienti che assumono omeprazolo e può verificarsi in qualsiasi momento della terapia con Omeprazolo Stada (cfr. «Effetti indesiderati»). La nefrite tubulointerstiziale acuta può progredire fino all'insufficienza renale. In caso di sospetta TIN, Omeprazolo Stada deve essere interrotto e deve essere prontamente iniziato un trattamento appropriato.

Interazioni

Effetti dell'omeprazolo sulla farmacocinetica di altre sostanze

Assorbimento: L'inibizione dell'acido gastrico durante il trattamento con omeprazolo o con un altro PPI può aumentare o ridurre l'assorbimento di medicamenti il cui assorbimento dipende dal pH nello stomaco. Come nell'uso con altri medicamenti che riducono l'acidità intragastrica, anche durante il trattamento con omeprazolo l'assorbimento di medicamenti come ketoconazolo, itraconazolo ed erlotinib può essere ridotto e aumentato l'assorbimento di medicamenti come la digossina. L'AUC e la Cmax dell'itraconazolo sono significativamente ridotte di circa il 60% con assunzione concomitante di omeprazolo. In soggetti sani, il trattamento concomitante con omeprazolo (20 mg al giorno) e digossina ha aumentato la biodisponibilità di digossina del 10% (fino al 30% in 2 soggetti).

Non sono state osservate interazioni con antiacidi somministrati in concomitanza. Non sono state neppure osservate interazioni con prodotti alimentari.

Metabolismo: Poiché l'omeprazolo nel fegato è metabolizzato dal citocromo P450 2C19, ma anche CYP3A4, e inibisce CYP2C19 in modo competitivo, l'eliminazione di medicamenti come diazepam, cilostazolo, fenitoina, warfarin (R-warfarin) e altri antagonisti della vitamina K, che sono in parte metabolizzati tramite CYP2C19, può essere ritardata. È opportuno monitorare i livelli plasmatici nei pazienti che assumono fenitoina e, se necessario, ridurre la dose. Tuttavia, il trattamento concomitante con 20 mg di omeprazolo al giorno non ha alterato i livelli plasmatici di fenitoina nei pazienti sottoposti a terapia continua con fenitoina. Nei pazienti che ricevono warfarin o antagonisti della vitamina K, si raccomanda il monitoraggio del valore di INR e può essere necessario ridurre la dose di warfarin (o degli antagonisti della vitamina K). Questo anche se il trattamento concomitante con 20 mg di omeprazolo al giorno non altera il tempo di coagulazione di warfarin somministrato in modo continuativo. In uno studio cross-over, la somministrazione di 40 mg di omeprazolo in soggetti sani ha portato ad un aumento di Cmax e AUC del cilostazolo rispettivamente del 18% e del 26%, e di un metabolita attivo del cilostazolo rispettivamente del 29% e del 69%.

L'omeprazolo è substrato di CYP3A4, ma non inibisce né induce questo isoenzima. Il metabolismo dei substrati di CYP3A4, come ad esempio la lidocaina, la chinidina, l'estradiolo, l'eritromicina e il budesonide, non è quindi influenzato dall'omeprazolo.

Tacrolimus: In caso di uso concomitante di omeprazolo, è stato riportato un aumento dei livelli sierici di tacrolimus. La concentrazione di tacrolimus e la funzionalità renale (clearance della creatinina) dovrebbero essere controllate in modo rafforzato e, se necessario, la dose di tacrolimus dovrebbe essere regolata.

I risultati di vari studi di interazione hanno dimostrato che l'omeprazolo in dosi di 20 40 mg non ha alcuna influenza su altre isoforme del citocromo P450 rilevanti per la metabolizzazione. L'omeprazolo non ha mostrato interazioni con i substrati del CYP1A2 (caffeina, fenacetina, teofillina), CYP2C9 (S-warfarin, piroxicam, diclofenac, naproxen), CYP2D6 (metoprololo, propranololo), CYP2E1 (etanolo).

In alcuni pazienti è stato riportato un aumento dei livelli di metotrexato durante una terapia concomitante con inibitori della pompa protonica. In caso di somministrazione di dosi elevate di metotrexato, si raccomanda di sospendere temporaneamente l'omeprazolo.

Sono state riportate interazioni tra omeprazolo e medicamenti antiretrovirali. Il significato clinico e i meccanismi dietro queste interazioni riportate non sono sempre noti. Un aumento del pH nello stomaco durante un trattamento con omeprazolo può eventualmente alterare l'assorbimento del medicamento antiretrovirale. Altri possibili meccanismi di interazione funzionano tramite CYP2C19. Per alcuni medicamenti antiretrovirali, come atazanavir e nelfinavir, sono stati riportati livelli sierici ridotti quando erano stati somministrati in concomitanza con l'omeprazolo. Pertanto, questa terapia con medicamenti concomitanti non è raccomandata. La somministrazione concomitante di omeprazolo (40 mg, 1 volta al giorno) con atazanavir 300 mg/ritonavir 100 mg in soggetti sani ha provocato una sostanziale riduzione dell'esposizione all'atazanavir (riduzione di AUC, Cmax e Cmin di circa il 75%). L'aumento della dose di atazanavir a 400 mg non ha compensato l'influenza dell'omeprazolo sull'esposizione all'atazanavir. Per altri medicamenti antiretrovirali, come il saquinavir, sono stati riportati livelli sierici maggiori. Esistono anche alcuni medicamenti antiretrovirali che, se somministrati in concomitanza con omeprazolo, hanno presentato livelli sierici inalterati.

In uno studio con soggetti sani è stato possibile evidenziare un'interazione farmacocinetica/farmacodinamica tra clopidogrel e omeprazolo. In questo studio, clopidogrel è stato somministrato per via orale ad una dose iniziale di 300 mg, seguita da una dose di mantenimento di 75 mg al giorno insieme a 80 mg di omeprazolo al giorno. Le concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo del clopidogrel sono diminuite del 46% in media, misurate nei giorni 5, 14 e 29 dello studio. L'inibizione massima dell'aggregazione delle piastrine dopo stimolazione ADP è diminuita in media del 16%. L'interazione non può essere impedita con somministrazione differita di clopidogrel e omeprazolo. Per quanto riguarda la rilevanza clinica di questa interazione PK/PD in relazione a gravi eventi cardiovascolari, esistono dati contraddittori provenienti da studi clinici e osservazionali. In tali circostanze, dovrebbe essere evitato il trattamento concomitante con clopidogrel e con omeprazolo.

Effetti di altre sostanze sulla farmacocinetica dell'omeprazolo

Metabolismo: Poiché l'omeprazolo è metabolizzato da CYP2C19 e CYP3A4, i medicamenti che inibiscono CYP2C19 o CYP3A4 o entrambi (ad esempio claritromicina o voriconazolo) possono aumentare i livelli sierici di omeprazolo, inibendone il metabolismo. La somministrazione concomitante di omeprazolo e voriconazolo ha prodotto più del raddoppiamento della Cmax e della AUC di omeprazolo. L'aggiustamento della dose dell'omeprazolo non è generalmente necessario alla posologia abituale. Le concentrazioni plasmatiche di omeprazolo e claritromicina sono aumentate durante il trattamento concomitante. I medicamenti che inducono CYP2C19 o CYP3A4 o entrambi (come ad esempio la rifampicina e l'iperico [erba di San Giovanni]) possono portare a livelli sierici più bassi di omeprazolo, aumentando il metabolismo dell'omeprazolo.

Non sono state rilevate interazioni con metronidazolo o amoxicillina. Queste sostanze antimicrobiche vengono utilizzate insieme all'omeprazolo per l'eradicazione dell'Helicobacter pylori.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno evidenziato alcun rischio per gli embrioni e i feti. Non sono disponibili studi controllati per le donne in gravidanza, cosicché è necessaria cautela in caso di uso durante la gravidanza.

Allattamento

L'omeprazolo passa nel latte materno in modeste quantità, che vengono tuttavia inattivate dagli acidi dello stomaco del neonato. È quindi improbabile che l'assunzione di Omeprazolo Stada durante l'allattamento abbia effetti sul lattante.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

A causa dei possibili effetti collaterali (cefalea e vertigini) Omeprazolo Stada ha un effetto marcato sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.

Effetti indesiderati

I seguenti effetti collaterali sono stati osservati o presunti negli studi clinici con omeprazolo e/o dal momento in cui è stato immesso sul mercato. Nessuno di questi era dose-dipendente.

Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica concordata a livello internazionale (System Organ Class; SOC), in conformità con il «Dizionario medico per le attività di regolamentazione (MedDRA®)» e in ordine di frequenza discendente: «molto comune» (≥1/10), «comune» (≥1/100, <1/10),«non comune» (≥1/1000, <1/100), «raro» (≥1/10'000, <1/1000), «molto raro» (<1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, leucopenia, agranulocitosi e pancitopenia

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazioni di ipersensibilità, come ad esempio angioedema, aumento della temperatura e shock anafilattico/reazione anafilattica

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Raro: iponatriemia

Molto raro: ipomagnesiemia (si veda «Avvertenze e misure precauzionali»); un'ipomagnesiemia grave può causare ipocalcemia. L'ipomagnesiemia può causare ipokaliemia

Disturbi psichiatrici

Non comune: disturbi del sonno

Raro: agitazione, aggressività, depressione, allucinazione, stati confusionali reversibili

Patologie del sistema nervoso

Comune: cefalea

Non comune: vertigini, stordimento, parestesia, sonnolenza

Raro: alterazioni del gusto

Patologie dell'occhio

Raro: vista annebbiata

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: restringimento delle vie respiratori

Patologie gastrointestinali

Comune: diarrea, costipazione, dolori addominali, nausea, vomito e flatulenza, polipi adenomatosi del fondo gastrico (benigni)

Raro: bocca secca, stomatite, candidiasi gastrointestinale, colite microscopica

In terapia con omeprazolo insorgono addensamenti poliposi della mucosa dello stomaco che dipendono dalla durata della terapia e che, dal punto di vista istologico, corrispondono per lo più ai cosiddetti «polipi ghiandolari del corpo gastrico». Sono benigni e, in parte, reversibili. La loro importanza non è attualmente chiara.

Patologie epatobiliari

Non comune: enzimi epatici elevati

Raro: epatite con o senza ittero, insufficienza epatica ed encefalopatia nei pazienti con epatopatie gravi preesistenti

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: eruzione cutanea (rash/orticaria), dermatite e/o prurito

Raro: fotosensibilità, eritema essudativo multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica (NET), perdita dei capelli, pustola esantematica generalizzata acuta (AGEP), esantema da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)

Molto raro: lupus eritematoso cutaneo subacuto (LECS)

Patologie del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo

Non comune: frattura dell'anca, del polso o della colonna vertebrale

Raro: dolori muscolari e articolari e/o debolezza muscolare

Patologie renali e urinarie

Raro: nefrite tubulointerstiziale (con possibile progressione verso l'insufficienza renale)

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: ginecomastia

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comune: malessere

Raro: aumento della sudorazione, edema periferico

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch

Posologia eccessiva

Vi sono solo pochi rapporti sulla posologia eccessiva di omeprazolo. In letteratura sono descritte posologie eccessive con singole dosi fino a 560 mg. Sono noti casi con singole dosi fino a 2400 mg di omeprazolo, ossia 120 volte maggiori rispetto alla posologia normale raccomandata. Sono stati descritti nausea, vomito, vertigini, dolori addominali, diarrea e cefalea in caso di posologia eccessiva con omeprazolo. In singoli casi, sono state anche riportate apatia, depressione e confusione. Tutti i sintomi che sono insorti in rapporto a una posologia eccessiva di omeprazolo sono stati temporanei. Non sono stati registrati eventi gravi in questi casi di posologia eccessiva. Il tasso di eliminazione è rimasto inalterato a dosi maggiori (first order kinetics) e non ha richiesto alcun trattamento speciale.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

A02BC01

Meccanismo d'azione

L'omeprazolo è una base debole e viene concentrato e convertito nella forma attiva nell'ambiente fortemente acido dei canalicoli intracellulari della cellula parietale, dove inibisce l'enzima H+/K+-ATPasi - la pompa protonica.

Questo effetto sulla fase terminale della produzione di acidi è dose-dipendente e fornisce l'inibizione altamente efficace sia della secrezione acida basale che della secrezione acida stimolata, indipendentemente dal tipo di stimolo.

Tutti gli effetti farmacodinamici osservati possono essere spiegati dall'effetto dell'omeprazolo sulla secrezione acida.

Farmacodinamica

L'omeprazolo è un inibitore specifico della pompa protonica della cellula parietale. Provoca un'inibizione reversibile della secrezione di acido gastrico con una posologia che prevede una somministrazione al giorno. L'omeprazolo, una miscela racemica di due enantiomeri attivi, riduce la secrezione di acido gastrico attraverso un meccanismo d'azione mirato.

Efficacia clinica

Effetto sulla secrezione di acido gastrico

Dosi orali di omeprazolo somministrate 1 volta al giorno causano un'inibizione rapida ed efficace della secrezione acida sia di giorno che di notte. Un effetto massimo è ottenuto entro 4 giorni di trattamento.

Nei pazienti con ulcera duodenale, è possibile ottenere una riduzione media dell'80% dell'acido gastrico entro 24 ore. 24 ore dopo la somministrazione di omeprazolo, la riduzione media del picco di produzione di acido dopo una stimolazione con pentagastrina è di circa il 70%.

Dosi orali con 20 mg di omeprazolo in pazienti con ulcera duodenale raggiungono un pH intragastrico ≥3 per un tempo medio di 17 ore su 24.

Come conseguenza della riduzione della secrezione acida e dell'acidità intragastrica, omeprazolo riduce e normalizza in modo dose-dipendente il tempo di esposizione acida dell'esofago nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo.

L'inibizione della secrezione acida è strettamente correlata all'AUC dell'omeprazolo e non alla effettiva concentrazione plasmatica ad un tempo determinato.

Non insorge tachifilassi durante il trattamento con omeprazolo.

Efficacia nei confronti dell'Helicobacter pylori

L'Helicobacter pylori è associato all'ulcera peptica, comprese l'ulcera duodenale e l'ulcera gastrica. L'Helicobacter pylori è un fattore importante per la comparsa di una gastrite e/o di un'ulcera. I dati fanno inoltre trarre la conclusione che ci sia un nesso causale tra l'Helicobacter pylori e il carcinoma gastrico.

L'eradicazione dell'Helicobacter pylori con omeprazolo orale insieme agli antibiotici porta ad una rapida eliminazione dei sintomi, ad un elevato tasso di guarigione di tutte le lesioni della mucosa, nonché ad una remissione a lungo termine delle ulcere peptiche. In questo modo vengono ridotte le complicazioni come le emorragie gastrointestinali. Non è necessario un trattamento antisecretorio a lungo termine.

Altri effetti correlati all'inibizione acida

Sia nei bambini che negli adulti, durante il trattamento a lungo termine con omeprazolo, è stato osservato un aumento del numero di cellule ECL (simili alle cellule enterocromaffini). Ciò può essere eventualmente correlato a livelli di gastrina sierica maggiori.

In generale, l'acidità ridotta nello stomaco può aumentare il numero di batteri intragastrici. Un trattamento con sostanze antiacidi può portare ad un aumento del rischio di infezioni gastrointestinali, ad esempio da Salmonella e Campylobacter, e, in pazienti ospedalizzati, eventualmente anche da Clostridium difficile.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'omeprazolo è solitamente assorbito nell'intestino tenue entro 3-6 ore. La biodisponibilità sistemica di una singola dose orale è di circa il 40%, che aumenta fino al 60% dopo applicazione quotidiana ripetuta. Cmax e AUC aumentano linearmente dopo una singola dose compresa tra 10 mg e 40 mg.

L'assunzione concomitante di cibo non influisce sulla biodisponibilità.

Distribuzione

Il legame dell'omeprazolo alle proteine plasmatiche è di circa il 95%. Il volume di distribuzione è di circa 0,3 l/kg nei soggetti sani. Valori simili sono stati misurati nei pazienti con disturbi della funzionalità renale. Nei pazienti anziani e in quelli con disturbi della funzionalità epatica, il volume di distribuzione è leggermente ridotto.

Metabolismo

L'omeprazolo è completamente metabolizzato, principalmente nel fegato, attraverso il sistema enzimatico del citocromo P450. La maggior parte della metabolizzazione avviene mediante isoforme polimorfe, specifiche del CYP2C19 (S-mefenitoina idrossilasi). Queste sono responsabili della formazione di idrossiomeprazolo, il metabolita principale nel plasma. La parte restante del metabolismo dipende dall'isoenzima specifico CYP3A4, responsabile della formazione di omeprazolo solfone.

Poiché il CYP2C19 è inibito in modo competitivo dall'omeprazolo, esiste il rischio di interazione metabolica tra l'omeprazolo e altre sostanze metabolizzate dal CYP2C19 (si veda anche il capitolo «Interazioni»). Questo rischio è aumentato per i metabolizzatori lenti del CYP2C19 («Polimorfismo della mefenitoina»; 3-5% dei caucasici). L'omeprazolo non ha il potenziale di inibire il metabolismo di altri substrati del CYP3A4, poiché ha una debole affinità con CYP3A4.

I parametri indicati di seguito riflettono principalmente la farmacocinetica in soggetti con un enzima CYP2C19 funzionante, i cosiddetti metabolizzatori rapidi.

Nessuno dei metaboliti mostra un effetto sulla secrezione acida.

Eliminazione

La clearance plasmatica totale è compresa tra 30-40 l/h dopo una singola dose. L'emivita di eliminazione plasmatica dell'omeprazolo è solitamente inferiore a un'ora sia dopo singola dose che dopo somministrazione giornaliera singola ripetuta. L'area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC) aumenta dopo somministrazione ripetuta di omeprazolo. Tale incremento è dose-dipendente e determina una relazione dose-AUC non lineare dopo somministrazione ripetuta. La dipendenza dal tempo e dalla dose è attribuibile ad una riduzione del metabolismo di primo passaggio e della clearance sistemica, causati probabilmente da una inibizione dell'enzima CYP2C19 da parte di omeprazolo e/o dei suoi metaboliti solfone. L'omeprazolo è completamente eliminato dal plasma e non provoca accumulo durante l'uso normale.

L'80% di una dose somministrata per via orale viene escreto come metabolita attraverso l'urina, il resto attraverso la bile e le feci.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Circa il 3% della popolazione caucasica e circa il 15-20% della popolazione asiatica possiede un enzima CYP2C19 non funzionante, venendo così definiti metabolizzatori lenti. In questo gruppo di pazienti, il metabolismo dell'omeprazolo è catalizzato principalmente da CYP3A4. Dopo ripetute somministrazioni di 20 mg di omeprazolo una volta al giorno, l'AUC media nei metabolizzatori lenti è stata aumentata da 5 a 10 volte rispetto ai metabolizzatori veloci. Le concentrazioni plasmatiche massime medie sono state circa 3-5 volte superiori. La rilevanza clinica di questa esposizione superiore è indeterminata. Tuttavia, non vi sono indicazioni che i metabolizzatori lenti siano esposti a un rischio maggiore in relazione agli effetti indesiderati a causa della maggiore esposizione all'omeprazolo.

Bambini

Secondo i dati disponibili, la farmacocinetica nei bambini (dai 12 mesi in su) è paragonabile a quella degli adulti nel range posologico raccomandato.

Pazienti anziani

Il metabolismo dell'omeprazolo è leggermente ridotto nelle persone anziane.

Funzionalità renale ridotta

La biodisponibilità sistemica non viene alterata nei pazienti con funzionalità renale ridotta.

Funzionalità epatica ridotta

Nei pazienti con funzionalità epatica ridotta, l'AUC è aumentata, ma ciò non provoca un accumulo di omeprazolo a una posologia con 1 somministrazione al giorno.

Dati preclinici

Iperplasia e carcinoidi gastrici delle cellule ECL sono stati osservati in studi con omeprazolo su ratti trattati per tutta la vita. Diversi studi fanno giungere alla conclusione che si tratti di una reazione secondaria ai livelli di gastrina sierica pesantemente maggiori nel ratto. Non sono stati osservati carcinoidi delle cellule ECL in studi su topi e su cani. Gli studi sulla mutagenicità non hanno dimostrato alcun effetto mutageno e non sono stati osservati effetti sulla fertilità e sullo sviluppo della progenie.

Altre indicazioni

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Tenere saldamente chiuso il contenitore (con sostanza essiccante incorporata stabilmente nella chiusura), per proteggere il contenuto dall'umidità.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare a temperatura ambiente (15-25 °C) e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

66009 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

Spirig HealthCare AG, 4622 Egerkingen

Stato dell'informazione

Settembre 2023

2695014/04/2026