MEZAVANT cpr ret 1.2 g
Takeda Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Mezavant®
Composizione
Principi attivi
Mesalazina.
Sostanze ausiliarie
Carmellosa sodica, cera carnauba, acido stearico, silice colloidale idrata, carbossimetilamido sodico (tipo A), talco, magnesio stearato, talco, acido metacrilico copolimero (tipo A), acido metacrilico copolimero (tipo B), trietile citrato, titanio diossido (E171), ossido di ferro rosso (E172), macrogol 6000.
1 compressa gastroresistente a rilascio prolungato contiene 5,66 mg di sodio.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
1 compressa gastroresistente a rilascio prolungato contiene 1,2 g di mesalazina.
Le compresse sono oblunghe e sono rivestite con una pellicola di colore rosso-marrone. Su un lato hanno impressa la sigla S476.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Induzione di una remissione nei pazienti con colite ulcerosa (da lieve a moderata) in fase attiva. Mantenimento della remissione (profilassi delle recidive).
Posologia/Impiego
Adulti, compresi gli anziani con più di 65 anni
Per indurre una remissione
Deve essere assunta una dose da 2,4 a 4,8 g (due–quattro compresse) una volta al giorno. La dose massima di 4,8 g/die è raccomandata nei pazienti che non rispondono a dosi più basse di mesalazina. Quando si utilizza la dose massima (4,8 /die), si raccomanda di verificare l'efficacia del trattamento dopo 8 settimane.
Per la profilassi delle recidive (mantenimento della remissione)
Deve essere assunta una dose di 2,4 g (due compresse) una volta al giorno.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono stati condotti studi specifici nei pazienti con insufficienza epatica. Mezavant deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata ed è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica severa (classe C Child-Pugh).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Non sono stati condotti studi specifici nei pazienti con insufficienza renale. Mezavant deve essere usato con cautela nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata ed è controindicato nei pazienti con insufficienza renale severa.
Pazienti anziani
Mezavant deve essere usato con cautela nei pazienti con più di 75 anni. Prima di iniziare la terapia è necessario verificare la funzionalità renale.
Bambini e adolescenti
L'uso di Mezavant non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età per mancanza di dati sulla sicurezza e sull'efficacia.
Modo di somministrazione
Mezavant si somministra per os una volta al giorno. Le compresse possono essere assunte indipendentemente dai pasti e non devono essere masticate né frantumate.
Controindicazioni
Anamnesi di ipersensibilità nota a mesalazina o ai salicilati oppure ad uno qualsiasi dei altri componenti di Mezavant.
Insufficienza renale severa (clearance della creatinina <30 ml/min) o grave insufficienza epatica (classe C Child-Pugh).
Ulcera peptica.
Aumento della tendenza al sanguinamento di natura patologica.
Avvertenze e misure precauzionali
Sindrome da intolleranza acuta
Nel 3% di tutti i pazienti trattati nell'ambito di studi clinici controllati su mesalazina o sulfasalazina è stata osservata una sindrome da intolleranza acuta. I sintomi includono crampi addominali, dolore addominale acuto e diarrea con sangue, nonché casi di febbre, cefalea ed eruzione cutanea. Se si sospetta una sindrome da intolleranza acuta, la terapia deve essere immediatamente interrotta e non devono essere reintrodotti medicamenti contenenti mesalazina.
Reazioni di ipersensibilità
È richiesta cautela nel trattamento di pazienti allergici a sulfasalazina a causa del potenziale rischio di reazioni di sensibilità crociata fra sulfasalazina e mesalazina.
Se compare una reazione di ipersensibilità acuta, è necessario interrompere immediatamente la terapia e non devono essere reintrodotti medicamenti contenenti mesalazina.
Patologie del sangue
Durante il trattamento con mesalazina sono state riportate rare discrasie ematiche gravi o alterazioni gravi della coagulazione. Nel caso in cui il paziente sviluppasse sanguinamenti, ematomi, porpora, anemia, febbre oppure mal di gola, dovranno essere condotte indagini ematologiche.
Reazioni di ipersensibilità cardiaca
Sono state segnalate rare reazioni di ipersensibilità cardiaca (miocardite e pericardite). È richiesta cautela nella prescrizione di questo medicamento a pazienti con predisposizione a miocardite e pericardite. Se si sospetta una tale reazione di ipersensibilità, Mezavant non deve essere reintrodotto.
Patologie polmonari
I pazienti con patologie polmonari, specialmente asma, devono essere attentamente monitorati durante il trattamento per la comparsa di reazioni di ipersensibilità.
Disturbi della funzionalità renale o epatica
Sono stati riportati casi di compromissione renale, incluse nefropatia con alterazioni minime, nefrite interstiziale acuta/cronica e insufficienza renale, durante il trattamento con mesalazina. Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata, il rapporto rischio-beneficio del trattamento con mesalazina deve essere valutato; si raccomanda cautela in questi pazienti. La funzionalità renale deve essere esaminata in tutti i pazienti prima della terapia e regolarmente durante il trattamento (si raccomanda un minimo di 2 volte all'anno), sulla base di una valutazione clinica e tenendo conto della situazione al basale. Il trattamento deve essere interrotto in caso di deterioramento della funzionalità renale.
La funzionalità renale deve essere monitorata regolarmente in particolare durante la fase iniziale del trattamento (ad es. misurazione della creatinina sierica). Nei pazienti che sviluppano una disfunzione renale durante la terapia, è opportuno ipotizzare una nefrotossicità indotta da mesalazina. In caso di trattamento concomitante con altri medicamenti notoriamente nefrotossici, la funzionalità renale deve essere monitorata con maggiore frequenza.
Nei pazienti trattati con medicamenti contenenti mesalazina sono stati riportati casi di aumento delle transaminasi. È richiesta cautela quando si somministra Mezavant a pazienti con insufficienza epatica. L'uso del medicamento è controindicato in caso di insufficienza epatica severa (vedere la rubrica «Controindicazioni»).
Ostruzione del tratto gastrointestinale superiore
Un'ostruzione organica o funzionale nel tratto gastrointestinale superiore può ritardare l'inizio dell'effetto.
Fotosensibilità
Nei pazienti con problemi cutanei preesistenti, quali dermatite atopica ed eczema atopico, sono osservate reazioni di fotosensibilità più intense.
Ipertensione intracranica idiopatica
Nei pazienti che assumono mesalazina è stata segnalata ipertensione intracranica idiopatica (Pseudotumor cerebri). I pazienti devono essere informati in merito ai segni e ai sintomi di un'ipertensione intracranica idiopatica, inclusi cefalea grave o ricorrente, disturbi della vista o tinnito. Qualora si manifesti ipertensione intracranica idiopatica, va considerata la possibilità di sospendere l'assunzione di mesalazina.
Reazioni avverse cutanee severe (SCAR)
In associazione al trattamento con mesalazina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), incluse la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN) e il rash da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). La mesalazina deve essere sospesa alla prima comparsa di segni e sintomi di reazioni cutanee severe, quali eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
Nefrolitiasi
Sono stati segnalati casi di nefrolitiasi con l'uso di mesalazina, compresi calcoli con un contenuto di mesalazina pari al 100%. Si raccomanda di garantire un'adeguata assunzione di liquidi durante il trattamento.
Colorazione delle urine
La mesalazina può causare una colorazione bruno-rossastra dell'urina in seguito al contatto con agenti sbiancanti a base di ipoclorito di sodio (ad esempio nei bagni che sono stati puliti con l'ipoclorito di sodio contenuto in alcuni agenti sbiancanti).
Sodio
Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose massima raccomandata (4 compresse), cioè è essenzialmente «senza sodio».
È richiesta cautela in caso di passaggio ad un'altra forma farmaceutica e/o ad un altro medicamento con lo stesso principio attivo. Il paziente deve essere adeguatamente monitorato.
Interazioni
Non sono state segnalate interazioni clinicamente significative di Mezavant con amoxicillina, Ciprofloxacina XR, metronidazolo e sulfametossazolo.
È richiesta cautela in caso di assunzione concomitante di mesalazina e altri principi attivi notoriamente nefrotossici, inclusi antireumatici non steroidei (FANS) ed azatioprina, poiché questi medicamenti possono aumentare il rischio di complicanze renali.
- La mesalazina inibisce la tiopurina metiltransferasi. È richiesta cautela in caso di assunzione concomitante di mesalazina e azatioprina o 6-mercaptopurina.
- Nei pazienti che ricevono azatioprina o 6-mercaptopurina e/o altri medicamenti noti per causare mielotossicità, l'uso concomitante di mesalazina può aumentare il rischio di discrasie ematiche, insufficienza midollare e relative complicanze. Si raccomanda pertanto di eseguire regolari controlli ematologici.
- Mesalazina può impedire l'assorbimento di digossina. Come per altri derivati dell'acido salicilico non sono da escludersi interazioni con le seguenti sostanze:
- Antagonisti della vitamina K (dicoumarolo, warfarin). Si dispone di pochi dati per affermare che mesalazina possa influenzarne l'effetto anticoagulante.
- Probenecide. Il suo effetto uricosurico può essere compromesso (mediante eliminazione competitiva dell'acido urico nei tubuli renali).
- Sulfaniluree (antidiabetici). Il loro effetto ipoglicemizzante può essere potenziato.
In vitro, mesalazina viene captata ad opera dei trasportatori OATP1B1, 1B3 e 2B1. I corrispondenti inibitori, come budesonide, ciclosporina A o rifampicina, hanno inibito la captazione mediata dai trasportatori.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
È richiesta cautela durante l'uso in gravidanza.
Studi sulla riproduzione animale non hanno evidenziato rischi fetali, tuttavia non sono stati condotti studi controllati nelle donne in gravidanza. È noto che mesalazina attraversa la barriera placentare. Malformazioni congenite e altri effetti indesiderati (incluso un evento di idrope fetale e anemia fetale in un lattante) sono stati riportati in lattanti nati da madri esposte a mesalazina durante la gravidanza. Mezavant deve essere usato durante la gravidanza solo se il beneficio è superiore al rischio.
Dopo somministrazione per os di mesalazina o sulfasalazina (un precursore di mesalazina), sia mesalazina che l'acido N-acetil-5-aminosalicilico attraversano la barriera placentare. Tuttavia, le concentrazioni di mesalazina nel cordone ombelicale e nel liquido amniotico sono molto ridotte.
Allattamento
Mesalazina viene escreta nel latte materno a basse concentrazioni. La forma acetilata della mesalazina viene escreta nel latte materno a concentrazioni maggiori. Nel lattante non si possono escludere reazioni di ipersensibilità, come diarrea. Si raccomanda pertanto di prescrivere il medicamento durante l'allattamento solo in caso di rigorosa indicazione al trattamento. Se si verifica diarrea nel lattante, l'allattamento deve essere interrotto.
Fertilità
Gli studi su mesalazina non hanno dimostrato effetti protratti sulla fertilità maschile.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Mezavant ha effetti trascurabili sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse al medicamento più frequentemente riportate negli studi clinici condotti su 1368 pazienti trattati con Mezavant sono state colite ulcerosa (5,8%), dolore addominale (4,9%), cefalea (4,5%), anomalie nei test di funzionalità epatica (2,1%), diarrea (2,0%) e nausea (1,9%).
In associazione al trattamento con mesalazina sono state segnalate reazioni avverse cutanee severe (SCAR), incluse la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (TEN) e il rash da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS) (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Fotosensibilità
Nei pazienti con malattie cutanee preesistenti, quali ad esempio dermatite atopica ed eczema atopico, sono state riportate reazioni di fotosensibilità più gravi.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10),
«comune» (≥1/100, < 1/10),
«non comune» (≥1/1'000, < 1/100),
«raro» (≥1/10'000, < 1/1'000),
«molto raro» (< 1/10'000),
«non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Patologie del sistema emolinfopoietico
Non comune: trombocitopenia*
Raro: agranulocitosi*
Frequenza non nota: leucopenia*, neutropenia*; nella letteratura recente è stata riportata anemia aplastica con depressione del midollo osseo o pancitopenia
Disturbi del sistema immunitario
Comune: ipersensibilità (compresi esantemi allergici, orticaria ed edema del viso)*
Non comune: angioedema*
Raro: broncospasmo, pancolite
Frequenza non nota: *reazione anafilattica, rash da medicamenti con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS)
Patologie del sistema nervoso
Comune: cefalea*
Non comune: vertigini, sonnolenza, neuropatia periferica
Frequenza non nota: *ipertensione intracranica idiopatica (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»)**
Patologie cardiache
Non comune: tachicardia
Frequenza non nota: miocardite*, pericardite*
Patologie vascolari
Frequenza non nota: vasasculite*
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Frequenza non nota: *polmonite interstiziale, polmonite da ipersensibilità (incluse polmonite interstiziale, alveolite allergica, polmonite eosinofila, fibrosi polmonare), pleurite
Patologie gastrointestinali
Comune: distensione dell'addome, dolore addominale*, colite, diarrea*, dispepsia, flatulenza, nausea, vomito
Non comune: pancreatite
Patologie epatobiliari
Comune: anomalie nei test di funzionalità epatica* (ad es. ALT, AST, bilirubina)
Frequenza non nota: *epatite, epatite colestatica, colestasi, epatotossicità
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: acne, caduta dei capelli
Raro: fotosensibilità
Frequenza non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN)
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Frequenza non nota: irritazione anale, eritema multiforme
Comune: artralgia, dolore alla schiena
Non comune: *mialgia
Frequenza non nota: *sindrome simil-lupus eritematoso sistemico
Patologie renali e urinarie
Raro: insufficienza renale*
Non comune: Nefrolitiasi
Frequenza non nota: nefrite interstiziale*, diabete insipido nefrogenico***
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Frequenza non nota: oligospermia (reversibile)
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: astenia, stanchezza, piressia*
Frequenza non nota: febbre
* In associazione con EI post-marketing
**Durante l'uso di mesalazina sono stati riportati casi di aumento della pressione endocranica in presenza di papilledema (pseudotumor cerebri o ipertensione intracranica idiopatica). Se non identificata, questa condizione può portare al restringimento del campo visivo e alla perdita permanente della capacità visiva. Se compare questo sintomo, si raccomanda di interrompere la somministrazione di mesalazina, se clinicamente fattibile.
***Durante l'uso di mesalazina sono stati riportati casi di diabete insipido nefrogenico.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi di tossicità da salicilati comprendono tinnito, vertigini, cefalea, confusione, stordimento, edema polmonare, disidratazione a seguito di sudorazione, diarrea e vomito, ipoglicemia, acidosi-alcalosi mista, iperventilazione, alterazione dell'equilibrio elettrolitico e del pH del sangue ed ipertermia.
Trattamento
In caso di sovradosaggio acuto potrebbe essere utile la terapia convenzionale contro la tossicità da salicilati. L'ipoglicemia e lo squilibrio idroelettrolitico devono essere corretti tramite somministrazione di un'appropriata terapia. Occorre inoltre mantenere un'adeguata funzionalità renale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
A07EC02
Meccanismo d'azione
Mesalazina è un aminosalicilato. Il meccanismo di azione di mesalazina non è del tutto chiaro; mesalazina sembra comunque avere un effetto antinfiammatorio topico sulle cellule epiteliali del colon. È possibile che svolgano un ruolo importante il blocco della cicloossigenasi (sintesi delle prostaglandine), del fattore nucleare Kappa B (citochine pro-infiammatorie) e il legame ai recettori PPAR-γ.
Farmacodinamica
Non applicabile.
Efficacia clinica
Trattamento acuto: Mezavant è stato esaminato in due studi di fase III, controllati verso placebo, condotti su 623 pazienti con colite ulcerosa (da lieve a moderata) in fase attiva. Durante il trattamento con 2,4 g/die o 4,8 g/die di Mezavant per la durata di 8 settimane, il numero di pazienti che ha raggiunto la remissione clinica ed endoscopica (in base al punteggio UC-DAI modificato) è stato significativamente superiore rispetto al placebo. La mono-somministrazione giornaliera di 4,8 g di Mezavant ha prodotto valori pressoché equivalenti a quelli della dose di 2,4 g/die frazionata in due dosi da 1,2 g. Rispetto ad un altro medicamento a base di mesalazina a rilascio prolungato, che è stato somministrato in tre dosi frazionate nel corso della giornata (controllo positivo), con Mezavant sono stati ottenuti risultati migliori.
Studio 301 (n=262*#) | ||||
Placebo | Mezavant 2,4 g/die frazionati in due dosi | Mezavant 4,8 g/die in una sola dose | ||
% pazienti in remissione | 12,9 | 34,1†* | 29,2†* | |
* Sulla base della popolazione ITT, † Statisticamente diverso dal placebo (p <0,025) | ||||
Studio 302 (n=341*) | ||||
Placebo | Mezavant 2,4 g/die in una sola dose | Mezavant 4,8 g/die in una sola dose | Comparatore a base di mesalazina a rilascio prolungato, 0,8 g 3 volte al giorno | |
% pazienti in remissione | 22,1 | 40,5†* | 41,2†* | 32,6NS |
*# Sulla base della popolazione ITT, † Statisticamente diverso dal placebo (p <0,025), NS Non significativo rispetto al placebo (p> 0,05) | ||||
Profilassi delle recidive, mantenimento della remissione
Studio 304: La somministrazione di 2,4 g di Mezavant una volta al giorno o di 0,8 g di mesalazina a rilascio prolungato pH 7-dipendente due volte al giorno a 679 pazienti ha mostrato la non inferiorità di Mezavant rispetto a mesalazina in relazione all'endpoint di remissione endoscopica a 6 mesi (in base al punteggio UC-DAI modificato).
Studio 303: Nei 451 pazienti che avevano ricevuto 2,4 g di Mezavant una volta al giorno o 1,2 g di Mezavant due volte al giorno, anche dopo 12 mesi di trattamento la maggioranza dei pazienti ha mostrato una remissione endoscopica (in base al punteggio UC-DAI modificato) senza differenza significativa tra i due gruppi di trattamento.
Studio 304 | ||
Mezavant | Comparatore a base mesalazina a rilascio prolungato, 0,8 g due volte al giorno | |
% pazienti in remissione a 6 mesia | 83,7 | 81,5 |
% differenza (IC al 95%) | 2,1 (-3,9; 8,1) | |
Studio 303 | ||
Mezavant 2,4 g | Mezavant 1,2 g due volte al giorno | |
% pazienti in remissione a 12 mesi | 64,4 | 68,5 |
Nota: i volontari per i quali mancavano i dati a 6 mesi o al momento della valutazione dell'endpoint sono stati considerati soggetti con fallimento al trattamento nella rispettiva analisi. a Calcolato con la normale approssimazione alla distribuzione binomiale. | ||
Farmacocinetica
Assorbimento
La biodisponibilità di mesalazina è bassa. Dopo mono-somministrazione giornaliera di Mezavant per un periodo di 14 giorni, è risultata pari al 21-22% della dose somministrata. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta mediamente dopo 9–12 ore.
Studi scintigrafici hanno dimostrato che la compressa transita rapidamente e senza essere alterata attraverso il tratto gastrointestinale superiore. Altre immagini scintigrafiche hanno mostrato una scia di tracciante radiomarcato lungo il colon.
La completa disgregazione di Mezavant avviene approssimativamente dopo circa 17,4 ore.
I parametri di farmacocinetica sono molto variabili tra i soggetti. L'esposizione sistemica a mesalazina (AUC) era proporzionale alla dose per i dosaggi tra 1,2 g e 4,8 g di Mezavant, la Cmax lo era solo per i dosaggi tra 1,2 g e 2,4 g. Allo stato stazionario (dopo 2 giorni), il fattore di accumulo è tra 1,1 e 1,4 volte.
La somministrazione di una dose singola di Mezavant da 4,8 g con un pasto ad alto contenuto di grassi ha determinato un ritardo nell'assorbimento del tmax di circa 4 ore e l'esposizione sistemica a mesalazina è aumentata del 16%.
Distribuzione
Si suppone che, dopo somministrazione, il profilo di distribuzione di Mezavant sia simile a quello di altri medicamenti contenenti mesalazina. Il volume di distribuzione di mesalazina è di 18 L. Mesalazina e l'acido N-acetil-5-aminosalicilico si legano alle proteine plasmatiche rispettivamente per il 43% e il 78–83%: In vitro, le concentrazioni plasmatiche raggiungono rispettivamente 2,5 μg/mL e 10 μg/mL.
Metabolismo
L'unico metabolita rilevante di mesalazina è l'acido N-acetil-5-aminosalicilico, che è farmacologicamente inattivo. La sua formazione è dovuta all'azione della N-acetiltransferasi-1 (NAT-1) nel fegato e nel citosol delle cellule della mucosa intestinale.
Eliminazione
L'eliminazione di mesalazina e del metabolita N-acetile avviene principalmente per via renale. Meno dell'8% della dose viene escreto nelle urine sotto forma di mesalazina immodificata. L'emivita terminale di mesalazina è tra 7 e 9 ore.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Non è stata osservata un'influenza specifica del sesso sulla farmacocinetica di mesalazina.
Disturbi della funzionalità epatica
Non sono stati condotti studi su pazienti con disturbi della funzionalità epatica.
Disfunzioni renali
Non sono stati condotti studi su pazienti con disturbi della funzionalità renale.
Nei pazienti anziani con ridotta clearance renale è stato osservato un aumento di una–due volte dell'esposizione a mesalazina in termini di area sotto la curva concentrazione plasmatica-tempo (AUC).
Pazienti anziani
Nei pazienti anziani si raccomanda di controllare la funzionalità renale prima di iniziare il trattamento.
Dati preclinici
Sono stati osservati effetti preclinici soltanto a valori di esposizione sufficientemente superiori all'esposizione terapeutica massima nell'uomo. La rilevanza clinica per l'uomo è ritenuta ridotta.
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
L'assunzione di mesalazina può portare a risultati falsamente elevati dei test di misurazione di normetanefrina in campioni urinari mediante cromatografia liquida con rivelazione elettrochimica, a causa della somiglianza dei cromatogrammi di normetanefrina e del metabolita principale di mesalazina, l'acido N-acetil-5-aminosalicilico (N-Ac-5-ASA). In alternativa, potrebbe essere considerato un metodo di misurazione selettiva per la normetanefrina.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Precauzioni particolari per la conservazione
Non conservare a temperature superiori a 25°C.
Conservare nella scatola originale per proteggere dall'umidità.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
65811 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
Takeda Pharma AG, 8152 Opfikon.
Stato dell'informazione
Luglio 2026.
27429 — 22/07/2026