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TRAVOPROST Mepha gtt opht 40 mcg/ml (hc 11/24)

Mepha Pharma AG

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Travoprost-Mepha collirio, soluzione

Mepha Pharma AG

Composizione

Principi attivi

Travoprost.

Sostanze ausiliarie

Benzalconio cloruro soluzione, macrogolglicerolo idrossistearato, trometamolo, sodio edetato, acido borico (E284), mannitolo, sodio idrossido (per la regolazione del pH), acqua depurata.

Questo medicamento contiene 0.0045 mg di benzalconio cloruro per goccia da 29.8 µl, equivalente a 0.1505 mg/ml.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Collirio, soluzione con 40 µg/1 ml di travoprost.

1 goccia contiene 1 µg di travoprost.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

In monoterapia o come terapia aggiuntiva per ridurre l'elevata pressione intraoculare nei pazienti con ipertensione oculare o glaucoma ad angolo aperto.

Posologia/Impiego

Posologia abituale

Pazienti, inclusi i pazienti anziani

Instillare 1 goccia di Travoprost-Mepha collirio nella sacca congiuntivale dell'occhio o degli occhi interessato/i una volta al giorno. L'effetto ottimale si ottiene applicando il preparato la sera.

In seguito all'instillazione, si raccomanda di chiudere il condotto nasolacrimale o di chiudere delicatamente la palpebra. In questo modo si può ottenere la riduzione dell'assorbimento sistemico di medicamenti somministrati per via oftalmica e degli effetti indesiderati sistemici.

In caso di uso concomitante di più di un medicamento per uso oftalmico topico, i singoli medicamenti devono essere somministrati con un intervallo di almeno 5 minuti (cfr. anche «Interazioni»).

Quando Travoprost-Mepha collirio viene usato in sostituzione di un altro medicamento antiglaucoma topico, occorre sospendere la somministrazione del preparato precedente e iniziare il trattamento con Travoprost-Mepha collirio il giorno successivo.

Istruzioni posologiche speciali

Pazienti con disturbi della funzionalità epatica

Travoprost collirio è stato studiato in pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a severa. In questi pazienti non è necessario alcun adeguamento della dose.

Pazienti con disturbi della funzionalità renale

Travoprost collirio è stato studiato in pazienti con insufficienza renale da lieve a severa (clearance della creatinina non meno di 14 ml/min). In questi pazienti non è necessario alcun adeguamento della dose.

Bambini e adolescenti

Poiché l'efficacia e la sicurezza di Travoprost-Mepha collirio non sono state studiate nei pazienti di età inferiore ai 18 anni, l'utilizzo del medicamento in questi pazienti non è raccomandato fino a quando non saranno disponibili nuovi dati.

Modo di somministrazione

Rimuovere l'involucro protettivo esterno immediatamente prima del primo utilizzo del flacone. Per prevenire contaminazioni della punta del contagocce e della soluzione, fare attenzione a non toccare la palpebra, l'area circostante o altre superfici con la punta del contagocce.

Controindicazioni

Ipersensibilità a travoprost o a uno degli altri ingredienti del preparato.

Avvertenze e misure precauzionali

Travoprost-Mepha collirio può indurre un graduale cambiamento del colore dell'iride aumentando il numero di melanosomi (granuli di pigmento) nei melanociti. Prima di iniziare il trattamento, i pazienti devono essere informati circa la possibilità di un cambiamento permanente del colore dell'iride. Il trattamento unilaterale può portare a eterocromia permanente. Gli effetti a lungo termine sui melanociti e ulteriori conseguenze sono attualmente sconosciuti. Il cambiamento del colore dell'iride avviene lentamente e potrebbe non essere osservato per mesi o anni.

Il cambio del colore degli occhi è stato osservato principalmente in pazienti con iridi di colore misto, ad es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone; è stato tuttavia osservato anche in pazienti con occhi marroni.

Tipicamente, il colore marrone intorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell'occhio interessato. Tuttavia, l'iride può diventare totalmente o parzialmente marrone. Dopo l'interruzione della terapia, non sono stati osservati ulteriori aumenti del contenuto di pigmento marrone dell'iride.

Occasionalmente, è stata riportata una pigmentazione più scura della pelle nella zona periorbitale e/o palpebrale in associazione all'uso di travoprost collirio.

Travoprost collirio può indurre cambiamenti graduali nelle ciglia degli occhi trattati. Tali cambiamenti sono stati osservati in circa metà dei pazienti durante gli studi clinici e comprendono un aumento della lunghezza, dello spessore, della pigmentazione e/o del numero di ciglia. La causa alla base dei cambiamenti nelle ciglia e le relative conseguenze a lungo termine sono attualmente sconosciute.

Travoprost collirio 40 µg/ml ha causato un leggero allargamento delle fessure palpebrali negli studi su scimmie. Tuttavia, tale effetto non è stato osservato durante gli studi clinici e sembra essere specie-specifico.

Travoprost-Mepha deve essere usato con cautela nelle patologie infiammatorie dell'occhio, poiché il trattamento con travoprost aumenta il rischio di sviluppare uveite. Occorre inoltre prestare cautela nei pazienti con fattori predisponenti all'uveite.

In associazione all'uso di travoprost collirio sono stati segnalati cambiamenti nella regione periorbitale e nella palpebra, compreso l'approfondimento del solco oculare anteriore. Il meccanismo dell'atrofia del grasso non è del tutto chiaro, ma si ipotizza un collegamento con l'inibizione della differenziazione degli adipociti da parte del PGF2alfa. Questa atrofia del grasso è parzialmente reversibile dopo l'interruzione del trattamento.

Non vi è alcuna esperienza con travoprost collirio nel caso di glaucoma neovascolare e congenito così come nel caso di glaucoma ad angolo chiuso e ad angolo stretto. Nei pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e nel glaucoma pigmentario o pseudoesfoliativo l'esperienza è limitata.

L'edema maculare, compreso l'edema maculare cistoide, è stato segnalato durante il trattamento con analoghi della prostaglandina F. Si sono verificati soprattutto in pazienti afachici, pseudofachici con lacerazione capsulare posteriore o in pazienti con fattori di rischio noti per l'edema maculare.

Il contatto della pelle con grandi quantità di Travoprost-Mepha collirio deve essere evitato. Le prostaglandine sono sostanze biologicamente attive che potrebbero essere assorbite attraverso la pelle. Pertanto, le donne incinte o le donne che desiderano intraprendere una gravidanza devono adottare misure preventive appropriate per evitare il contatto diretto con il contenuto del flacone. In caso di contatto accidentale con il contenuto del flacone, l'area interessata deve essere pulita immediatamente e in modo accurato.

Questo medicamento contiene 0.0045 mg di benzalconio cloruro per goccia da 29.8 µl, equivalente a 0.1505 mg/ml. Sono stati riportati casi di irritazione agli occhi, occhio secco, alterazione del film e della superficie corneali a seguito di somministrazione oftalmica di benzalconio cloruro. Da usare con cautela nei pazienti con occhio secco e con compromissione della cornea.

I pazienti devono essere monitorati in caso di uso prolungato.

I pazienti intolleranti al benzalconio cloruro possono passare ad altri colliri a base di travoprost.

In rari casi è stato segnalato asma o peggioramento dell'asma.

Indicazione per i portatori di lenti a contatto

Benzalconio cloruro può essere assorbito dalle lenti a contatto morbide e può portare al cambiamento del loro colore. I pazienti devono togliere le lenti a contatto prima di usare questo medicamento e aspettare 15 minuti prima di riapplicarle.

Interazioni

Studi clinici sulla terapia associata a timololo 0.5% (o, con dati limitati, a brimonidina 0.2%) con travoprost collirio, confermano l'effetto aggiuntivo di travoprost collirio per quanto riguarda la riduzione della pressione intraoculare. Non sono disponibili dati clinici sulla terapia concomitante con altri medicamenti ipotensivi oculari.

L'interazione tra travoprost collirio e altri medicamenti non è stata studiata in modo specifico.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati adeguati sull'uso di travoprost collirio nelle donne incinta. Gli studi condotti sugli animali hanno evidenziato effetti di tossicità per la riproduzione (cfr. anche «Dati preclinici»). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Pertanto, Travoprost-Mepha collirio non deve essere usato durante la gravidanza, se non in caso di evidente necessità.

Le donne incinte o le donne che desiderano intraprendere una gravidanza devono adottare misure preventive appropriate per evitare il contatto diretto con il contenuto del flacone. In caso di contatto accidentale con il contenuto del flacone, l'area interessata deve essere pulita immediatamente e in modo accurato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).

Travoprost-Mepha collirio non deve essere usato da donne che potrebbero rimanere incinta a meno che non vengano adottate misure contraccettive adeguate (cfr. «Dati preclinici, Sicurezza»).

Allattamento

Studi condotti sugli animali indicano che travoprost e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno. Travoprost-Mepha collirio deve quindi essere usato durante l'allattamento solo in caso di evidente necessità. In questi casi, si raccomanda di utilizzare Travoprost-Mepha collirio dopo l'allattamento.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

L'offuscamento temporaneo della vista e altri disturbi visivi possono compromettere la capacità di partecipare al traffico stradale o la capacità di utilizzare macchine. Se dopo l'instillazione delle gocce si manifesta visione annebbiata, il paziente non deve partecipare al traffico stradale né utilizzare macchine fino alla scomparsa di tale sintomo.

Effetti indesiderati

Diciassette studi clinici con 4 081 pazienti sono stati condotti con travoprost conservato con benzalconio cloruro (n = 2 505), con travoprost conservato con sofZIA (n = 1 176) o con travoprost conservato con polyquad (n = 400). La durata del trattamento in questi studi variava da 3 mesi a 5 anni. Non sono stati segnalati effetti indesiderati oculari o sistemici gravi correlati causalmente a travoprost in alcuno studio clinico. L'effetto avverso più comunemente riportato associato alla monoterapia con travoprost è stato l'iperemia (22.0%) dell'occhio, della congiuntiva o della sclera; nell'83.6% dei casi l'iperemia era di entità lieve. Quasi tutti (98%) i pazienti con iperemia hanno continuato il trattamento. Negli studi clinici di fase III della durata di 6–12 mesi, l'iperemia è regredita nel tempo.

In uno studio a lungo termine non controllato di fase IV condotto su 502 pazienti per 5 anni, travoprost è stato somministrato 1 volta al giorno. Durante questo studio non sono stati segnalati effetti collaterali gravi topici o sistemici correlati a travoprost. L'effetto collaterale più comune correlato al trattamento con travoprost è stato l'iperpigmentazione dell'iride (29.5%) (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). L'iperemia oculare – correlata all'uso di travoprost – è stata riportata con un'incidenza del 10.0%, di cui il 2.0% dei pazienti con iperemia oculare ha interrotto lo studio a causa di questo effetto collaterale.

Negli studi clinici si sono verificati i seguenti effetti indesiderati: Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione: «molto comune» (≥1/10), «comune» (< 1/10, ≥1/100), «non comune» (< 1/100, ≥1/1000), «raro» (< 1/1000, ≥1/10 000), «molto raro» (< 1/10 000) oppure «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All'interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati per incidenza decrescente.

Disturbi del sistema immunitario:

Non comune: ipersensibilità.

Patologie del sistema nervoso:

Non comune: cefalea.

Raro: vertigini, disgeusia.

Patologie dell'occhio:

Molto comune: iperemia oculare.

Comune: dolore oculare, prurito oculare, occhio secco, irritazione oculare, iperpigmentazione dell'iride, fastidio oculare, sensazione di corpo estraneo.

Non comune: erosione corneale, cheratite puntata, cheratite, irite, perdita dell'acuità visiva, congiuntivite, infiammazione dei segmenti anteriori dell'occhio, blefarite, visione annebbiata, fotofobia, cataratta, edema periorbitale, prurito palpebrale, secrezione oculare, formazione di croste sul margine palpebrale, aumento della lacrimazione, eritema palpebrale, crescita delle ciglia.

Raro: uveite, iridociclite, herpes simplex oftalmico, follicolo congiuntivale, edema congiuntivale, ipoestesia dell'occhio, infiammazione dell'occhio, trichiasi, eczema delle palpebre, sindrome da dispersione del pigmento, astenopia, reazioni allergiche locali all'occhio, irritazione delle palpebre, iperpigmentazione delle ciglia, ispessimento delle ciglia.

Patologie cardiache:

Raro: bradicardia, palpitazioni.

Patologie vascolari:

Raro: ipertensione arteriosa, ipotensione arteriosa.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Raro: asma, dispnea, disfonia, tosse, rinite allergica, dolore orofaringeo, fastidio nasale, secchezza del naso.

Patologie gastrointestinali:

Raro: bocca secca, stitichezza.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non comune: iperpigmentazione della pelle, ipertricosi.

Raro: alterazione del colore della cute, madarosi, cambiamento del colore dei capelli, eruzione cutanea, eritema.

Malattie del sistema muscolare, scheletrico e del tessuto connettivo:

Raro: artralgia, dolore muscolare e scheletrico.

Patologie sistemiche:

Raro: astenia.

Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing:

Inoltre, dopo l'introduzione sul mercato sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati, la cui frequenza non può essere determinata sulla base dei dati disponibili:

Disturbi psichiatrici:

Depressione, ansia, insonnia.

Patologie dell'occhio:

Edema maculare, enoftalmo.

Patologie dell'orecchio e dell'orecchio interno:

Tinnito.

Patologie cardiache:

Dolore toracico, aritmia, tachicardia.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Epistassi.

Patologie gastrointestinali:

Diarrea, mal di pancia, nausea, vomito.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Prurito.

Patologie renali e urinarie:

Disuria, incontinenza urinaria.

Alterazione dei valori di laboratorio:

Aumento dell'antigene prostatico-specifico.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di posologia eccessiva di Travoprost-Mepha collirio, deve essere somministrato un trattamento sintomatico.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

S01EE04

Meccanismo d'azione

Vedere «Farmacodinamica».

Farmacodinamica

Il principio attivo travoprost, un analogo della prostaglandina F, è un agonista selettivo con elevata affinità per il recettore della prostaglandina FP. L'esatto meccanismo d'azione di travoprost per abbassare la pressione intraoculare non è ancora del tutto chiaro. Si ritiene che travoprost, come altri analoghi delle prostaglandine, aumenti il deflusso uveosclerale. Nell'essere umano la diminuzione della pressione intraoculare inizia circa due ore dopo l'instillazione, mentre l'effetto massimo viene raggiunto dopo dodici ore. La riduzione della pressione dura almeno 24 ore.

Efficacia clinica

In uno studio clinico su pazienti con glaucoma ad angolo aperto o pressione intraoculare elevata trattati con travoprost conservato con polyquaternium-1 somministrato una volta al giorno alla sera, i valori basali della pressione intraoculare di 24–26 mmHg sono stati ridotti di 8–9 mmHg (circa il 33%).

Farmacocinetica

Assorbimento

Travoprost è un profarmaco di natura esterea. Viene assorbito tramite la cornea dove l'estere isopropilico viene idrolizzato nell'acido libero attivo.

Studi sui conigli hanno mostrato livelli massimi di farmaco di 20 ng/g di acido libero nell'umor acqueo da una a due ore dopo l'applicazione topica di travoprost. La concentrazione dell'umor acqueo diminuisce con un'emivita di circa 1.5 ore.

Distribuzione

La somministrazione topica oculare di travoprost collirio, ha comportato solo una bassa esposizione sistemica all'acido libero attivo in volontari sani. Le concentrazioni di picco fino a 25 pg/ml di acido libero attivo sono state osservate 10–30 minuti dopo l'applicazione. Di conseguenza, i livelli plasmatici sono scesi rapidamente al di sotto del limite di rilevamento del metodo di determinazione del contenuto di 10 pg/ml un'ora dopo la somministrazione.

Metabolismo

Travoprost e l'acido libero attivo vengono metabolizzati principalmente per via sistemica, in modo simile alla prostaglandina endogena F: riduzione del doppio legame 13–14, ossidazione del gruppo 15-idrossile e scissione beta-ossidativa sulla catena laterale superiore.

Eliminazione

Non è stato possibile determinare l'emivita di eliminazione dell'acido libero attivo dopo la somministrazione topica a causa delle sue basse concentrazioni plasmatiche e della sua rapida escrezione nell'essere umano.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

Travoprost collirio è stato studiato in pazienti con compromissione della funzionalità epatica da lieve a severa. In questi pazienti non è necessario alcun adeguamento della dose.

Disfunzioni renali

Travoprost collirio è stato studiato in pazienti con insufficienza renale da lieve a severa (clearance della creatinina non meno di 14 ml/min). In questi pazienti non è necessario alcun adeguamento della dose.

Dati preclinici

Sicurezza

La tossicità oculare e sistemica di travoprost è stata studiata in diverse specie animali. In generale, travoprost è ben tollerato. Esiste un fattore di sicurezza di almeno 250 tra la dose somministrata clinicamente all'occhio e la tossicità sistemica.

La tossicità dopo una singola somministrazione è bassa. Non sono state effettuate osservazioni farmacologiche significative nei ratti che hanno ricevuto dosi endovenose di 10 mg/kg. Ciò corrisponde a 250 000 volte l'uso clinico abituale e a più di 13 000 volte la possibile esposizione all'intero contenuto di un flacone di Travoprost-Mepha. Uno studio di tossicità sottocutanea di 6 mesi nei ratti non ha mostrato effetti a una concentrazione di 10 µg/kg/die (200 volte il dosaggio clinico). A 30–100 µg/kg, è stata osservata un'iperostosi e/o una fibrosi endostale da minima a lieve. Risultati simili sono stati riscontrati dopo due anni di trattamento con 10 µg/kg/die nei ratti. Nelle scimmie, l'applicazione topica oculare di travoprost (due volte al giorno sull'occhio destro per un anno con concentrazioni fino allo 0.012%) non ha causato tossicità sistemica.

Sono stati condotti studi di tossicità per la riproduzione con somministrazione sistemica in ratti, topi e conigli. I risultati sono coerenti con un'attività agonistica sui recettori FP nell'utero e comprendono letalità embrionale precoce, perdita dopo l'impianto e fetotossicità. Durante l'organogenesi in ratte gravide, la somministrazione sistemica di travoprost, corrispondente a 200 volte la dose clinica, ha determinato un aumento dell'incidenza di malformazioni. Sono state riscontrate solo piccole quantità di radioattività nel liquido amniotico e nel tessuto fetale di ratte gravide a cui è stato somministrato 3H travoprost. Studi sulla riproduzione e sullo sviluppo in ratti e topi hanno mostrato effetti significativi sulla perdita di feti (rispettivamente 180 pg/ml e 30 pg/ml di concentrazione plasmatica) a esposizioni equivalenti a 1.2–6 volte l'esposizione clinica (fino a 25 pg/ml).

Studi di tossicità oculare con somministrazione due volte al giorno di 0.45 µg di travoprost hanno provocato l'allargamento delle fessure palpebrali nelle scimmie.

Cancerogenicità

I saggi biologici condotti per due anni su ratti e topi a cui sono state iniettate per via sottocutanea dosi fino a 100 µg/kg/die di travoprost (2500 volte la dose clinica) non hanno mostrato alcuna evidenza di effetti cancerogeni. Le significatività isolate di alcune analisi statistiche sui tumori sono state considerate dovute al caso e non al travoprost.

Mutagenicità

Travoprost non è risultato mutageno nei batteri, nel test del linfoma di topo, nel test del micronucleo nel topo o nel test di aberrazione cromosomica nei ratti. In un altro saggio su linfoma di topo, è stata rilevata mutagenicità non specifica in una delle due repliche, ma solo in presenza, e non in assenza, di enzimi attivatori.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Studi specifici di interazione in vitro sono stati eseguiti con medicamenti contenenti tiomersale e travoprost collirio. Non sono state osservate precipitazioni. Per il resto, non sono disponibili ulteriori informazioni.

Stabilità

Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Stabilità dopo apertura

Travoprost-Mepha collirio non dev'essere utilizzato per oltre 4 settimane dopo l'apertura del contenitore. Chiudere bene il flacone dopo l'uso.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare nella confezione originale. Non conservare a temperature superiori a 30°C.

Tenere fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Il paziente deve rimuovere l'involucro protettivo esterno immediatamente prima del primo utilizzo del prodotto.

Numero dell'omologazione

66240 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

Mepha Pharma AG, Basel.

Stato dell'informazione

Ottobre 2022

Numero interno della versione: 7.2

2744229/06/2023