COPAXONE sol inj 40 mg/ml ser pré
Teva Pharma AG
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Copaxone® 40 mg/ml siringhe preriempite
Composizione
Principi attivi
Glatiramer acetato.
Sostanze ausiliarie
Mannitol, Aqua ad iniectabilia.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Soluzione iniettabile in siringhe preriempite (1 ml): 40 mg
40 mg/ml di glatiramer acetato equivalenti a 36 mg/ml di glatiramer
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Copaxone 40 mg/ml viene impiegato per il trattamento della sclerosi multipla (SM) recidivante. Copaxone non è indicato in caso di SM progressiva primaria o secondaria (con e senza ricadute sovrapposte).
Posologia/Impiego
Posologia abituale
La posologia raccomandata negli adulti è di 40 mg di Copaxone, equivalenti a una siringa preriempita, somministrato come iniezione sottocutanea tre volte alla settimana a distanza di almeno 48 ore l'una dall'altra.
L'inizio e la ripresa del trattamento con Copaxone devono essere supervisionati da un neurologo o da un medico esperto nel trattamento della SM.
Durata della terapia
Attualmente non si sa per quanto tempo il paziente debba essere trattato con Copaxone 40 mg/ml. Una decisione concernente il trattamento a lungo termine deve essere presa caso per caso dal medico curante.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
L'efficacia e la sicurezza non sono state studiate nei pazienti con compromissione renale (cfr. anche la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Pazienti anziani
L'efficacia e la sicurezza non sono state studiate nei pazienti con più di 55 anni.
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l'efficacia di glatiramer acetato non sono state dimostrate nei bambini e negli adolescenti. Non essendoci abbastanza informazioni disponibili sull'uso di Copaxone 40 mg/ml in bambini e adolescenti sotto i 18 anni non è possibile farne alcuna raccomandazione d'uso. Di conseguenza, Copaxone 40 mg/ml non deve essere utilizzato in questa popolazione.
Modo di somministrazione
Copaxone è per uso sottocutaneo.
I pazienti devono essere istruiti sulle tecniche di auto-iniezione e devono essere seguiti da un operatore sanitario la prima volta che si iniettano da soli il prodotto e nei 30 minuti successivi.
L'iniezione sottocutanea può essere praticata su braccia, addome, glutei/fianchi e cosce. Si consiglia di scegliere una diversa sede per ogni iniezione, in modo da ridurre la possibilità di un'eventuale irritazione o di dolore in seguito all'iniezione.
Per i pazienti che desiderano servirsi di un ausilio per effettuare l'iniezione è disponibile il dispositivo CSYNC.
Si tratta di un autoiniettore da utilizzare con le siringhe preriempite di Copaxone e non è stato testato con altre siringhe preriempite. Il dispositivo CSYNC deve essere utilizzato secondo le relative istruzioni del produttore.
Controindicazioni
Copaxone è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al glatiramer acetato o al mannitolo.
Avvertenze e misure precauzionali
Copaxone deve essere somministrato esclusivamente con iniezione per via sottocutanea. Copaxone non deve essere somministrato per via endovenosa o intramuscolare.
Glatiramer acetato può causare sia reazioni post-iniezione sia reazioni anafilattiche (cfr. «Effetti indesiderati»).
Reazioni post-iniezione
Il medico curante deve spiegare al paziente che, entro alcuni minuti dopo l'iniezione di Copaxone, può verificarsi una reazione associata ad almeno uno dei seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazioni o tachicardia (cfr. anche «Effetti indesiderati»). La maggior parte di queste reazioni è di breve durata e si risolve spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza. Se si manifesta una reazione avversa grave, il paziente deve sospendere immediatamente il trattamento con Copaxone e contattare il medico curante o un medico del pronto soccorso. Un trattamento sintomatico può essere istituito a discrezione del medico.
Non vi sono evidenze che suggeriscano che qualche particolare gruppo di pazienti sia esposto ad un rischio speciale in seguito a queste reazioni. Tuttavia bisogna prestare cautela quando si usa Copaxone in pazienti con disturbi cardiaci pre-esistenti. Questi pazienti devono essere seguiti regolarmente durante il trattamento.
Reazioni anafilattiche
Possono verificarsi reazioni anafilattiche poco dopo la somministrazione anche a distanza di mesi o anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato (cfr. «Effetti indesiderati»), anche se con le somministrazioni precedenti non si sono manifestate reazioni allergiche. Sono stati riportati casi con esito fatale. Alcuni segni e sintomi delle reazioni anafilattiche possono sovrapporsi a quelli delle reazioni post-iniezione.
Tutti i pazienti trattati con Copaxone e coloro che li assistono devono essere informati dei segni e sintomi delle reazioni anafilattiche e istruiti a richiedere un intervento medico di emergenza al manifestarsi di tali sintomi.
Se si verifica una reazione anafilattica, il trattamento con Copaxone deve essere interrotto.
Anticorpi reattivi contro glatiramer acetato sono stati riconosciuti nel siero di pazienti durante il trattamento cronico giornaliero con Copaxone. I livelli anticorpali massimi sono stati raggiunti dopo una durata media del trattamento di 3-4 mesi e, successivamente, sono diminuiti e si sono stabilizzati ad un livello leggermente superiore a quello basale. Gli studi condotti non consentono di trarre conclusioni sull'effetto neutralizzante degli anticorpi reattivi contro glatiramer acetato né sul fatto che la loro formazione influenzi l'efficacia clinica di Copaxone.
In pazienti con insufficienza renale, la funzione renale deve essere regolarmente monitorata durante il trattamento con Copaxone. Sebbene non vi siano prove di un deposito a livello glomerulare di immunocomplessi nell'uomo, non si può escludere tale possibilità.
Dopo l'introduzione sul mercato di glatiramer acetato sono stati riportati rari casi di gravi lesioni epatiche (inclusi insufficienza epatica, epatite con ittero e, in singoli casi, trapianto di fegato) (cfr. sezione «Effetti indesiderati»).
I pazienti devono essere informati dei segni e sintomi di una lesione epatica e istruiti a segnalarli immediatamente al proprio medico.
Si raccomanda di determinare l'aminotrasferasi sierica, la fosfatasi alcalina e il livello di bilirubina totale in tutti i pazienti prima dell'inizio del trattamento con Copaxone e successivamente a intervalli regolari (ad esempio ogni 6-12 mesi). Durante il trattamento, i pazienti devono essere monitorati per i segni di lesioni epatiche. Se si sospetta una lesione epatica clinicamente rilevante, il trattamento con Copaxone deve essere interrotto.
Interazioni
Le interazioni fra Copaxone e altri medicamenti non sono state studiate sistematicamente.
In caso di trattamento concomitante con corticosteroidi è stata osservata un'aumentata incidenza di reazioni nella sede dell'iniezione.
Studi in vitro
I dati di studi in vitro suggeriscono che il glatiramer acetato si leghi in misura elevata alle proteine plasmatiche, ma che non venga spiazzato dalla fenitoina o dalla carbamazepina e che non spiazzi esso stesso la fenitoina o la carbamazepina. Tuttavia, dato che Copaxone ha, teoricamente, la possibilità di alterare la distribuzione delle sostanze fortemente legate alle proteine plasmatiche, deve essere strettamente monitorato l'impiego concomitante di tali prodotti.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
La vasta esperienza in donne in gravidanza (più di 1'000 esiti di gravidanza) non evidenzia alcun rischio di malformazioni o tossicità fetale/neonatale.
Gli studi sperimentali sugli animali non hanno fornito evidenze di tossicità riproduttiva (cfr. «Dati preclinici»).
Copaxone può essere usato durante la gravidanza, se clinicamente necessario.
Allattamento
Le proprietà chimico-fisiche e il basso assorbimento orale suggeriscono che l'esposizione di neonati/bambini a glatiramer acetato attraverso il latte materno è trascurabile.
Uno studio retrospettivo non interventistico che ha confrontato 60 bambini allattati con latte materno le cui madri avevano ricevuto glatiramer acetato con 60 bambini allattati con latte materno le cui madri che non avevano ricevuto una terapia modificante la malattia non ha evidenziato effetti avversi di glatiramer acetato nei primi 18 mesi di vita. Inoltre, dati limitati provenienti dalla fase di post-marketing non dimostrano effetti avversi di glatiramer acetato nell'uomo.
Copaxone può essere utilizzato durante l'allattamento.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito.
Effetti indesiderati
La maggior parte dei dati di sicurezza relativi a Copaxone è stata ottenuta con Copaxone 20 mg/ml somministrato come iniezione sottocutanea una volta al giorno. Questo paragrafo presenta i dati di sicurezza ottenuti in quattro studi controllati verso placebo su Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno e in uno studio controllato verso placebo su Copaxone 40 mg/ml somministrato tre volte alla settimana.
Non è stato condotto né uno studio comparativo diretto sulla sicurezza di Copaxone 20 mg/ml (somministrato quotidianamente) e 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana), né è stato eseguito uno studio sul passaggio da una posologia all'altra.
Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno)
L'effetto indesiderato osservato più frequentemente sono state reazioni nella sede dell'iniezione (70% Copaxone 20 mg/ml vs. 37% placebo). Le reazioni locali più frequenti includevano: eritema, dolore, formazione di pomfi, prurito, edema, infiammazione e ipersensibilità nella sede dell'iniezione.
Come reazione immediata entro pochi minuti dopo l'iniezione (reazione post iniezione) è stata descritta una reazione associata ai seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazioni o tachicardia (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»). Almeno un sintomo di questa reazione immediata dopo l'iniezione è stato segnalato almeno una volta dal 31% dei pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml rispetto al 13% dei pazienti trattati con placebo.
Nella maggior parte dei casi, questi eventi sono stati di natura passeggera, sono scomparsi spontaneamente senza lasciare conseguenze e non hanno richiesto un trattamento specifico. Questi effetti possono manifestarsi sia all'inizio del trattamento, sia dopo diversi mesi, e possono verificarsi una o più volte nello stesso paziente. Non vi sono dati che suggeriscano che qualche particolare gruppo di pazienti sia maggiormente a rischio per queste reazioni.
Tutti gli eventi avversi che si sono verificati più frequentemente durante il trattamento con Copaxone 20 mg/ml rispetto al trattamento con placebo (* incidenza superiore di oltre il 2% nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo) sono riportati nell'elenco sottostante. Questi dati derivano da quattro studi pivotal, in doppio cieco, controllati con placebo, condotti su un totale di 512 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml e su 509 pazienti trattati con placebo (durata massima della terapia: 36 mesi). Tre di detti studi clinici hanno incluso un totale di 269 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS) trattati con Copaxone 20 mg/ml e 271 pazienti con RRMS trattati con placebo (durata massima della terapia: 35 mesi). Il quarto studio, condotto su pazienti che avevano manifestato un primo episodio clinico e che erano ad alto rischio di sviluppare una SM clinicamente definita, ha incluso 243 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml e 238 pazienti trattati con placebo (durata massima della terapia: 36 mesi).
Nessun cambiamento nel profilo di rischio noto di Copaxone è stato osservato durante il successivo periodo di estensione in aperto fino a 5 anni.
La frequenza viene definita come segue:
«molto comune» (≥1/10), «comune» (<1/10, ≥1/100), «non comune» (<1/100, ≥1/1000), «raro» (<1/1000, ≥1/10'000), «molto raro» (<1/10'000), «non nota» (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Infezioni ed infestazioni
Molto comune: infezioni (31,8%), influenza (15,4%)
Comune: bronchite, gastroenterite, herpes simplex, otite media, rinite, ascesso dentale, candidiasi vaginale*
Non comune: ascessi, cellulite, foruncolosi, herpes zoster, pielonefrite
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Comune: neoplasie benigne della pelle, neoplasie
Non comune: carcinoma cutaneo
Raro: linfoma a cellule T
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: linfoadenopatia*
Non comune: leucocitosi, leucopenia, splenomegalia, trombocitopenia, morfologia linfocitaria anormale
Disturbi del sistema immunitario
Comune: ipersensibilità
Non comune: reazioni anafilattiche
Patologie endocrine
Non comune: gozzo, ipertiroidismo
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Comune: anoressia, aumento di peso*
Non comune: intolleranza all'alcool, gotta, iperlipidemia, aumento dei livelli di sodio nel sangue, diminuzione dei livelli sierici di ferritina
Disturbi psichiatrici
Molto comune: ansia (11,1%)*, depressione (13,1%)
Comune: nervosismo
Non comune: sogni anormali, stato confusionale, euforia, allucinazioni, ostilità, reazioni maniacali, disturbi della personalità, tentativi di suicidio
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea (30,9%)
Comune: disgeusia, ipertonia spastica, emicrania, disturbi del linguaggio, sincope, tremore*
Non comune: sindrome del tunnel carpale, disturbi cognitivi, convulsioni, disgrafia, dislessia, distonia, disfunzione motoria, mioclono, nevriti, blocco neuromuscolare, nistagmo, paralisi, paralisi del nervo peroneo, stupore, difetti del campo visivo, afasia
Patologie dell'occhio
Comune: diplopia, disfunzioni oculari*
Non comune: cataratta, lesioni corneali, occhi secchi, emorragie oculari, ptosi palpebrali, midriasi, atrofia ottica
Patologie dell'orecchio e del labirinto
Comune: dolori all'orecchio
Patologie cardiache
Comune: palpitazioni*, tachicardia*
Non comune: extrasistoli, bradicardia sinusale, tachicardia parossistica
Raro: insufficienza cardiaca acuta
Patologie vascolari
Molto comune: vasodilatazione (18,0%)*
Non comune: vene varicose
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto comune: dispnea (13,3%)*
Comune: tosse, rinite stagionale
Non comune: apnea, sensazione di soffocamento, epistassi, iperventilazione, laringospasmo, disfunzione polmonare, disturbi respiratori
Patologie gastrointestinali
Molto comune: nausea (14,5%)*
Comune: disfunzioni ano-rettali, costipazione, carie dentali, dispepsia, disfagia, incontinenza fecale, vomito*
Non comune: colite, polipi al colon, enterocolite, eruttazione, ulcera esofagea, periodontite, emorragie rettali, ingrossamento delle ghiandole salivari
Patologie epatobiliari
Comune: alterazioni dei test di funzionalità epatica
Non comune: colelitiasi, epatomegalia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto comune: eruzione cutanea (13,7%)*
Comune: ecchimosi, sudorazione, prurito, patologie della cute*, orticaria
Non comune: angioedema, dermatite da contatto, eritema nodoso, nodulo cutaneo
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Molto comune: artralgia (10,4%), dolore alla schiena (13,5%)*
Comune: dolore al collo
Non comune: artrite, borsite, dolore al fianco, atrofia muscolare, osteoartrite
Patologie renali e urinarie
Comune: urgenza minzionale, pollachiuria, ritenzione urinaria
Non comune: ematuria, nefrolitiasi, patologie del tratto urinario, disturbi urinari
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Non comune: gonfiore mammario, disfunzione erettile, prolasso pelvico, priapismo, disfunzioni della prostata, striscio cervicale anormale, disturbo testicolare, emorragie vaginali, disturbi vulvovaginali
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: astenia (23,8%), dolore al petto (12,5%)*, reazioni al sito di iniezione*§ (69,5%), dolore (19,0%)*
Comune: brividi*, edema facciale*, atrofia nella sede dell'iniezione♣, reazioni locali*, edema periferico, edema, piressia
Non comune: cisti, effetti tipo postumi da sbornia, ipotermia, infiammazione non ben specificata, necrosi nella sede dell'iniezione, disturbi delle mucose
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura
Non comune: sindrome post-vaccinica
* Incidenza superiore di oltre il 2% (>2/100) nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo. Gli effetti collaterali senza il simbolo «*» indicano una differenza inferiore o uguale al 2%.
§ Il termine «reazioni nella sede dell'iniezione» (varie tipologie) include tutti gli eventi indesiderati osservati nella sede dell'iniezione, ad eccezione dell'atrofia e della necrosi nella sede dell'iniezione che sono elencati separatamente.
♣ Include i termini correlati alla lipoatrofia localizzata nella sede dell'iniezione.
Copaxone 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana)
La sicurezza di Copaxone 40 mg/ml è stata valutata in uno studio clinico in doppio cieco, controllato verso placebo, su pazienti affetti da RRMS; in totale, 943 pazienti sono stati trattati con Copaxone 40 mg/ml tre volte alla settimana e 461 pazienti sono stati trattati con placebo per 12 mesi.
In generale, gli effetti indesiderati osservati nei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml somministrato tre volte alla settimana sono stati quelli già noti per Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno e descritti nelle informazioni autorizzate sul medicamento.
Reazioni nella sede dell'iniezione sono state riferite nel 36% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml rispetto al 5% dei pazienti trattati con placebo. Reazioni immediate dopo l'iniezione sono state riferite nell'8% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml rispetto al 2% dei pazienti trattati con placebo.
Sono stati osservati alcuni effetti indesiderati specifici per Copaxone 40 mg/ml:
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: eritema cutaneo (2,1%), dolore alle estremità (2,1%). Entrambi gli effetti non sono stati segnalati per Copaxone 20 mg/ml.
Patologie epatobiliari
Non comune: lesione epatica indotta da medicamenti (0,1%), epatite tossica (0,1%). Entrambi gli effetti sono stati osservati con Copaxone 20 mg/ml solo raramente nella sorveglianza post-marketing.
Descrizione di specifici effetti indesiderati (Copaxone 20 mg/ml e 40 mg/ml)
Possono verificarsi reazioni anafilattiche poco dopo la somministrazione anche a distanza di mesi o anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato (cfr. «Avvertenze e misure precauzionali»).
Osservazioni successive all'introduzione sul mercato
Dopo l'introduzione sul mercato di glatiramer acetato sono stati riportati rari casi di gravi lesioni epatiche (inclusi insufficienza epatica, epatite con ittero e, in singoli casi, trapianto di fegato). Nella maggior parte dei casi, le gravi lesioni epatiche sono regredite con l'interruzione del trattamento. Gli eventi epatici si sono verificati da alcuni giorni ad alcuni anni dall'inizio del trattamento con glatiramer acetato.
In caso di lesione epatica clinicamente significativa si deve prendere in considerazione l'interruzione di Copaxone (a questo proposito, cfr. anche «Avvertenze e misure precauzionali»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Sono stati segnalati alcuni casi di sovradosaggio con Copaxone (fino a 300 mg di glatiramer acetato). Questi casi non erano associati ad altri effetti indesiderati diversi da quelli già noti.
In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere tenuti sotto controllo e bisogna istituire una terapia sintomatica o di sostegno appropriata.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
L03AX13
Meccanismo d'azione
Il principio attivo di Copaxone, glatiramer acetato, è il sale di un polipeptide sintetico contenente 4 amminoacidi naturali: acido L-glutammico, L-alanina, L-tirosina e L-lisina, in frazioni molari relative rispettivamente di 0,141, 0,427, 0,093 e 0,337. Il peso molecolare medio di glatiramer acetato è compreso fra 5000 e 9000 dalton. A causa della sua complessità compositiva, nessun polipeptide specifico può essere caratterizzato, anche in termini di sequenza amminoacidica, sebbene la composizione finale di glatiramer acetato non sia del tutto casuale.
Il meccanismo mediante il quale glatiramer acetato esercita effetti terapeutici nelle forme recidivanti di SM non è del tutto chiarito, ma si presume che implichi la modulazione dei processi immunitari.
Studi su animali e su pazienti affetti da SM suggeriscono che il glatiramer acetato agisca sulle cellule immunitarie innate, inclusi monociti, cellule dendritiche e cellule B, che a loro volta modulano le funzioni adattive delle cellule B e T inducendo la secrezione di citochine antinfiammatorie e regolatorie. Non è noto se l'effetto terapeutico sia mediato dagli effetti cellulari sopra descritti perché la fisiopatologia della SM è nota solo parzialmente.
Gli studi preclinici hanno evidenziato un effetto di glatiramer acetato nelle forme acute e recidivanti dell'encefalomielite allergica sperimentale (EAS) nei topi, nei ratti e nelle cavie (sia in esemplari giovani che adulti), nei conigli e nei primati (macaco reso e babbuino).
Farmacodinamica
Glatiramer acetato attiva i linfociti T specifici per l'antigene legandosi alle molecole del complesso maggiore di istocompatibilità di classe II sulle cellule che presentano l'antigene. I linfociti T riconoscono la proteina basica della mielina (MBP), responsabile dell'EAS.
Dopo aver attraversato la barriera emato-encefalica, i linfociti T vengono riattivati dalla MBP nei modelli animali e secernono citochine antinfiammatorie responsabili degli effetti terapeutici nel sistema nervoso centrale.
Non sono noti dati che suggeriscano un effetto immunosoppressivo generale del glatiramer acetato.
L'effetto è stato dimostrato mediante risonanza magnetica all'encefalo, che ha evidenziato una riduzione della formazione di nuove lesioni 2 mesi dopo l'inizio del trattamento con Copaxone (sia nelle immagini pesate in T1 che in T2). Tale osservazione è stata messa in correlazione con l'effetto sull'attività della malattia e sugli attacchi di sclerosi multipla.
Efficacia clinica
SM recidivante-remittente (RRMS):
Le evidenze cliniche a supporto dell'efficacia di Copaxone 40 mg/ml, somministrato per via sottocutanea tre volte alla settimana, nella riduzione della frequenza delle recidive derivano da uno studio controllato verso placebo della durata di 12 mesi.
Nello studio clinico pivotal, la sclerosi multipla recidivante remittente era caratterizzata da almeno una recidiva documentata negli ultimi 12 mesi, o da almeno due recidive documentate negli ultimi 24 mesi, o da una recidiva documentata tra gli ultimi 12 e gli ultimi 24 mesi, con almeno una lesione in T1 captante il gadolinio documentata tramite risonanza magnetica effettuata negli ultimi 12 mesi.
L'endpoint primario era il numero totale di recidive confermate. Gli endpoint secondari alla RMI includevano il numero cumulativo di lesioni nuove/captanti in T2 e il numero cumulativo di lesioni captanti su immagini pesate in T1, entrambe misurate ai mesi 6 e 12.
Un totale di 1404 pazienti è stato randomizzato in un rapporto 2:1 a ricevere Copaxone 40 mg/ml (n=943) o placebo (n=461). I due gruppi di trattamento erano paragonabili in termini di dati demografici basali, caratteristiche della SM e parametri della RMI. I pazienti presentavano una mediana di 2,0 recidive nei 2 anni precedenti lo screening.
Rispetto al placebo, i pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml tre volte alla settimana hanno presentato riduzioni statisticamente significative degli endpoint primari e secondari, paragonabili all'effetto del trattamento con Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno.
La seguente tabella presenta i valori degli endpoint primari e secondari per la popolazione intent-to-treat:
Endpoint | Stime medie aggiustate | Valore p | ||
Copaxone (40 mg/ml) (n=943) | Placebo (n=461) | |||
Tasso annualizzato di recidiva (Annualized relapse rate, ARR) | 0,331 | 0,505 | p<0,0001 | |
Differenza del rischio assoluto * (intervallo di confidenza al 95%) | -0,174 [da -0,2841 a -0,0639] | |||
Numero cumulativo di lesioni nuove/ | 3,650 | 5,592 | p<0,0001 | |
Rapporto tra i tassi ** (intervallo di confidenza al 95%) | 0,653 [da 0,546 a 0,780] | |||
Numero cumulativo di lesioni captanti su immagini pesate in T1 ai mesi 6 e 12 | 0,905 | 1,639 | p<0,0001 | |
Rapporto tra i tassi ** (intervallo di confidenza al 95%) | 0,552 [da 0,436 a 0,699] | |||
* La differenza del rischio assoluto è definita come la differenza tra l'ARR medio aggiustato di GA 40 mg (tre volte alla settimana) e l'ARR medio aggiustato del placebo.
** Il rapporto tra i tassi è definito come il rapporto tra i tassi medi aggiustati di GA 40 mg (tre volte alla settimana) e del placebo.
Non è stato effettuato un confronto diretto nello stesso studio tra l'efficacia e la sicurezza di Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno) e quelle di Copaxone 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana).
Copaxone 40 mg/ml: la proporzione dei pazienti con progressione della disabilità confermata a 3 mesi (CDP) è stata un endpoint esplorativo in uno studio controllato con placebo di 12 mesi (GALA). La CDP a 3 mesi è stata riscontrata nel 3% e nel 3,5% dei pazienti trattati rispettivamente con placebo e con Copaxone (odds ratio, OR [IC 95%]: 1,182 [0,661; 2,117] [valore p = 0,5726]). Considerando l'estensione in aperto dello studio (fino a 7 anni), il tempo alla CDP a 6 mesi è stato valutato come endpoint esplorativo. L'hazard ratio (HR) [IC 95%] per la coorte intent-to-treat, confrontando il gruppo trattato precocemente con Copaxone con il gruppo in trattamento ritardato, è stato 0,892 [0,688; 1,157] (valore p = 0,3898).
Attualmente non è stata dimostrata l'utilità di Copaxone in pazienti affetti da SM progressiva primaria o secondaria.
Farmacocinetica
Assorbimento
Non sono stati condotti studi farmacocinetici nell'uomo. Si presume che glatiramer acetato svolga un'azione immunomodulante nella sede dell'iniezione sottocutanea. L'effetto terapeutico viene ottenuto mediante una diffusione sistemica dei linfociti T attivati localmente. La concentrazione di glatiramer acetato o dei suoi metaboliti nel sangue, ove rilevabile, non sarebbe pertanto assolutamente indicata a predire l'efficacia terapeutica.
Gli studi in vivo e in vitro, nei quali è stato utilizzato glatiramer acetato marcato con iodio radioattivo su topi, ratti e scimmie, hanno evidenziato che la sostanza viene assorbita completamente e degradata rapidamente in frammenti molecolari più piccoli che vengono eliminati velocemente.
Con la somministrazione ripetuta non sono stati rilevati cambiamenti nei parametri farmacocinetici di base osservati dopo la somministrazione di una singola dose di medicamento marcato con isotopi radioattivi.
Distribuzione
Cfr. Assorbimento.
Metabolismo
Cfr. Assorbimento.
Eliminazione
Cfr. Assorbimento.
Dati preclinici
I dati preclinici raccolti da studi su sicurezza farmacologica, tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione, tossicità genetica o cancerogenicità non evidenziano rischi particolari per l'uomo oltre a quelli già indicati nelle altre sezioni dell'informazione professionale. A causa della mancanza di dati farmacocinetici per l'uomo, non è possibile stabilire i margini di esposizione tra uomo e animale.
In ratti e scimmie trattati per sei mesi è stato riferito il deposito di immunocomplessi nei glomeruli renali. Nel corso di uno studio sul ratto durato 2 anni, non è emersa alcuna indicazione di depositi di immunocomplessi nei glomeruli.
In seguito alla somministrazione di glatiramer acetato ad animali sensibilizzati (cavie o ratti), sono state segnalate reazioni anafilattiche. Non si sa se questi dati abbiano rilevanza per l'uomo.
Dopo ripetute somministrazioni agli animali, sono state osservate spesso reazioni tossiche nella sede dell'iniezione.
Nei ratti è stata osservata una lieve ma, rispetto al gruppo di controllo, statisticamente significativa riduzione dell'aumento di peso corporeo della prole nata da madri trattate durante la gravidanza e per tutto il periodo di allattamento a dosi sottocutanee ≥6 mg/kg/giorno (2,83 volte la dose giornaliera massima raccomandata nell'uomo in mg/m2 per un adulto di 60 kg). Non sono stati osservati altri effetti significativi sulla crescita e sullo sviluppo comportamentale della prole.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché per questo medicamento non sono stati condotti studi di compatibilità, non lo si deve somministrare in combinazione con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare in frigorifero (2-8°C) e al riparo dalla luce.
Qualora non fosse possibile conservarle in frigorifero, le siringhe preriempite possono essere tenute un'unica volta per massimo un mese a una temperatura compresa tra 15 °C e 25 °C.
Se le siringhe preriempite non vengono utilizzate entro un mese e si trovano ancora nella confezione originale, devono essere rimesse in frigorifero (2-8°C).
Non congelare.
Conservare fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Le siringhe preriempite sono esclusivamente monouso.
Numero dell'omologazione
56363 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
Teva Pharma AG, Basel
Stato dell'informazione
Luglio 2026.
Numero interno della versione: 9.2
20560 — 28/07/2026