ALLERGO-X cpr pell 5 mg
axapharm ag
Informazione professionale approvata da Swissmedic
Allergo-X
Composizione
Principi attivi
Levocetirizina (come levocetirizina dicloridrato).
Sostanze ausiliarie
Lattosio monoidrato
Cellulosa microcristallina
Silice colloidale anidra
Magnesio stearato
Titanio diossido (E171)
Ipromellosa
Macrogol 400
Polisorbato 80
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Ogni compressa pellicolata (divisibile) contiene 5 mg di levocetirizina dicloridrato.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Negli adulti e nei bambini a partire da 12 anni per il trattamento di
Rinite allergica, stagionale, perenne e persistente (raffreddore da fieno, pollinosi);
Congiuntivite allergica;
Orticaria idiopatica cronica;
Posologia/Impiego
Adulti, adolescenti e bambini a partire dai 12 anni
La dose giornaliera raccomandata è di 5 mg (1 compressa pellicolata).
Bambini sotto i 12 anni
Nei bambini di età inferiore ai 12 anni, Allergo-X non fornisce la regolazione del dosaggio necessaria per questa fascia d'età. In questo caso si raccomanda l'uso di un preparato a base di levocetirizina, che consente un dosaggio più basso (ad es. gocce con il principio attivo levocetirizina).
Durata della terapia
La rinite allergica intermittente (sintomi presenti non più di quattro giorni alla settimana o non più di quattro settimane all'anno) deve essere trattata in base alla condizione e all'anamnesi. Il trattamento può essere interrotto alla remissione dei sintomi e ripreso alla loro ricomparsa. In caso di rinite allergica persistente (sintomi presenti più di quattro giorni alla settimana o più di quattro settimane all'anno), è possibile proporre al paziente un trattamento continuativo durante il periodo di esposizione all'allergene.
L'esperienza clinica sull'uso della levocetirizina è attualmente disponibile per un periodo di trattamento di sei mesi.
Istruzioni posologiche speciali
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non è richiesto alcun adeguamento della dose nei pazienti con la sola funzionalità epatica compromessa. La dose deve essere adeguata nei pazienti con disturbi della funzionalità epatica e renale (cfr. «Pazienti con disturbi della funzionalità renale»).
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Gli intervalli di somministrazione devono essere individualizzati in base alla funzionalità renale (eGFR – tasso di filtrazione glomerulare stimato). L'adeguamento della dose deve essere effettuato in base alla seguente tabella.
Adeguamento della dose nei pazienti con funzionalità renale compromessa
Gruppo | eGFR (ml/min) | Dose e frequenza di somministrazione |
|---|---|---|
Funzionalità renale normale | ≥90 | 5 mg una volta al giorno |
Funzionalità renale lievemente ridotta | 60- <90 | 5 mg una volta al giorno |
Funzionalità renale moderatamente ridotta | 30- <60 | 5 mg una volta ogni 2 giorni |
Funzionalità renale gravemente ridotta | 15- <30 | 5 mg una volta ogni 3 giorni |
Insufficienza renale terminale | <15 Pazienti che necessitano dialisi | Controindicato |
Nei bambini con funzionalità renale compromessa è necessario un adeguamento della dose individuale, tenendo conto della clearance renale e del peso corporeo del paziente. Non ci sono dati specifici per i bambini con funzionalità renale compromessa.
Modo di somministrazione
La compressa pellicolata deve essere deglutita intera con del liquido.
Allergo-X può essere assunto con o senza cibo.
Controindicazioni
- Ipersensibilità al principio attivo levocetirizina, all'idrossizina o a qualsiasi altro derivato della piperazina o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie.
- Pazienti con insufficienza renale terminale che necessitano dialisi e hanno un tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) inferiore a 15 ml/min.
Avvertenze e misure precauzionali
Le compresse pellicolate di Allergo-X non sono adatte alla somministrazione a bambini di età inferiore a 12 anni.
Nei pazienti con funzionalità renale compromessa, il dosaggio deve essere adeguato di conseguenza (cfr. capitolo «Posologia/Impiego»).
Prestare particolare attenzione all'assunzione di Allergo-X con alcol poiché la levocetirizina può causare un aumento della sonnolenza.
È richiesta particolare cautela nei pazienti con fattori predisponenti alla ritenzione di urina (ad es. lesione del midollo spinale o iperplasia prostatica) poiché la levocetirizina può aumentare il rischio di ritenzione di urina.
Si consiglia cautela nei pazienti con epilessia e nei pazienti con tendenza alle convulsioni, poiché la levocetirizina può aumentare il rischio di convulsioni.
Le compresse pellicolate contengono di lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicamento.
Interazioni
Non sono stati condotti studi di interazione con levocetirizina, poiché i numerosi studi con cetirizina racemato hanno già dimostrato l'assenza di interazioni clinicamente rilevanti con azitromicina, cimetidina, diazepam, eritromicina, glipizide, ketoconazolo e pseudoefedrina. In uno studio sulla somministrazione di teofillina per più giorni (400 mg al giorno) è stata osservata una piccola riduzione (16%) della clearance della cetirizina.
In uno studio a dosi multiple su ritonavir (600 mg due volte al giorno) e cetirizina (10 mg al giorno), l'esposizione alla cetirizina è aumentata di circa il 40%, mentre l'esposizione a ritonavir è stata leggermente alterata nella co-somministrazione con cetirizina (-11%).
L'entità dell'assorbimento della levocetirizina non viene ridotta dall'assunzione concomitante di cibo, sebbene la velocità di assorbimento diminuisca.
L'uso concomitante di levocetirizina e alcol o altri depressori del SNC può compromettere la capacità di concentrazione e l'efficienza, sebbene sia stato dimostrato che la cetirizina racemato non potenzia gli effetti dell'alcol (livelli alcolemici di 0.5 g/l).
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Dati clinici molto limitati sull'uso di levocetirizina nelle donne in gravidanza (meno di 300 soggetti) non forniscono alcuna chiara indicazione di malformazioni o tossicità feto-neonatale in associazione con levocetirizina.
Gli studi sugli animali non hanno evidenziato alcuna tossicità diretta o indiretta che influisca sulla gravidanza, sullo sviluppo embrionale o sullo sviluppo fetale.
Si raccomanda cautela in caso di utilizzo in gravidanza.
Allattamento
La levocetirizina non deve essere usata durante l'allattamento poiché è presumibile l'escrezione nel latte materno. Nei lattanti allattati con latte materno si possono osservare effetti indesiderati associati alla levocetirizina.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
La levocetirizina può causare aumento della sonnolenza. Allergo-X ha quindi un effetto sulla capacità di guidare veicoli o sulla capacità di utilizzare macchine.
Effetti indesiderati
Dati risultanti dagli studi clinici
Negli studi clinici, il 14.7% dei pazienti nel gruppo con levocetirizina 5 mg ha manifestato effetti indesiderati rispetto all'11.3% nel gruppo con placebo. Il 95% di questi effetti indesiderati è stato da lieve a moderato. Negli studi clinici sulla levocetirizina, la percentuale di pazienti che ha interrotto anticipatamente il trattamento a causa degli effetti indesiderati con levocetirizina 5 mg è stata dello 0.7% (4/538) un valore corrispondente a quello del placebo (0.8%; 3/382).
Gli studi clinici con levocetirizina hanno coinvolto 538 pazienti che assumevano il medicamento alla dose giornaliera raccomandata di 5 mg.
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati devono essere classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
Comune (≥1/100, <1/10)
Effetto collaterale | Levocetirizina 5 mg | Placebo |
|---|---|---|
Sonnolenza | 5.6% | 1.3% |
Secchezza delle fauci | 2.6% | 1.3% |
Cefalea | 2.4% | 2.9% |
Stanchezza | 1.5% | 0.5% |
Astenia | 1.1% | 1.3% |
Sebbene la sonnolenza fosse più comune con levocetirizina rispetto al placebo, nella maggior parte dei casi era da lieve a moderata.
Non comune (≥1/1000, <1/100)
Dolori addominali
Descrizione di specifici effetti indesiderati e informazioni supplementari
Dopo l'interruzione di levocetirizina, è stato segnalato prurito in un numero molto limitato di pazienti.
Effetti indesiderati provenienti dalla fase di post-marketing
In seguito alla commercializzazione sono stati segnalati i seguenti effetti collaterali:
Disturbi del sistema immunitario
Reazione anafilattica, reazione da ipersensibilità.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Appetito aumentato.
Disturbi psichiatrici
Ansia, aggressione, agitazione, allucinazioni, depressione, insonnia, idea suicida, incubi.
Patologie del sistema nervoso
Convulsioni, trombosi sinusale, parestesie, vertigini, sincope, tremore, disgeusia.
Patologie dell'occhio
Infiammazione, disturbi visivi, visione offuscata, crisi oculogira
Patologie cardiache
Angina pectoris, tachicardia, palpitazioni.
Patologie vascolari
Trombosi della vena giugulare.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Peggioramento della rinite, dispnea.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Edema angioneurotico, esantema, ipotricosi, prurito, eruzione, ragadi, orticaria, fotosensibilizzazione/tossicità, eruzione fissa da medicamento.
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione
Farmaco inefficace, interazione, mucose secche, edema.
Patologie gastrointestinali
Nausea, vomito.
Patologie epatobiliari
Epatite.
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Mialgia, artralgia.
Patologie renali e urinarie
Urgenza della minzione, ritenzione di urina.
Interferenze con esami diagnostici
Reattività crociata.
Esami diagnostici
Peso aumentato, prove di funzionalità epatica anormali.
Dati sulla sicurezza derivanti dal monitoraggio post-commercializzazione della sostanza madre cetirizina
Con la cetirizina sono stati osservati i seguenti effetti collaterali:
Raro (≥1/10.000, <1/1000)
Effetti collaterali lievi e temporanei come stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, cefalea, vertigini, agitazione, secchezza delle fauci e disturbi gastrointestinali (es. stitichezza).
In alcuni casi sono state osservate reazioni da ipersensibilità con reazioni cutanee e angioedema. Sono stati segnalati anche casi isolati di convulsioni, reazioni da fotosensibilità, danni epatici, shock anafilattico, deficienza circolatoria, sordità, malessere, prurito, vasculite, disturbi visivi e incubi.
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
I sintomi da sovradosaggio possono includere sonnolenza negli adulti. I bambini possono inizialmente manifestare irrequietezza e agitazione, seguite da sonnolenza.
Trattamento
Non esistono antidoti specifici noti per la levocetirizina.
In caso di sovradosaggio, si raccomanda un trattamento sintomatico o di supporto. Se il sovradosaggio è recente, possono essere utili la lavanda gastrica e/o la somministrazione di carbone attivo. La levocetirizina è solo parzialmente dializzabile.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
R06AE09
Meccanismo d'azione
La levocetirizina è un antistaminico con proprietà antiallergiche. È un antagonista del recettore H1 periferico, potente, selettivo, con effetti minori su altri recettori, e quindi essenzialmente privo di proprietà anticolinergiche e antiserotoninergiche. La levocetirizina è l'enantiomero (R) della cetirizina.
Farmacodinamica
Gli studi di legame indicano che la levocetirizina ha un'elevata affinità per i recettori H1 umani (Ki = 3.2 nmol/L). L'affinità della levocetirizina è doppia rispetto a quella della cetirizina (Ki = 6.3 nmol/L). La levocetirizina si dissocia dai recettori H1 con un'emivita di 115 ±38 min.
Dopo singola somministrazione, la levocetirizina dimostra un'occupazione recettoriale del 90% a 4 ore, e del 57% a 24 ore.
L'attività farmacodinamica della levocetirizina è stata valutata in vari studi randomizzati controllati:
- Uno studio ha confrontato gli effetti di 5 mg di levocetirizina e placebo su pomfi cutanei e arrossamenti indotti dall'istamina (reazione pomfo-eritematosa, «wheal and flare»). I trattamenti con levocetirizina e placebo hanno determinato un'AUC (0-24 h) dell'area interessata dai pomfi cutanei di 281.9 e, rispettivamente, 1255.8 mm² h (p <0.001).
- In uno studio di confronto sugli effetti della levocetirizina 5 mg e del placebo sulla temperatura cutanea nasale, misurata mediante termografia facciale dopo test di provocazione con istamina nasale, le variazioni di temperatura dopo la somministrazione di levocetirizina sono state inferiori di -0.28°C a 2 ore, e di -0.32°C a 24 ore, rispetto all'aumento di temperatura osservato con il placebo.
In due studi controllati con placebo, l'esordio dell'azione osservato con 5 mg di levocetirizina nei sintomi indotti dai pollini è stato di un'ora dopo l'assunzione del medicamento utilizzando una camera di prova per test allergologici.
Nelle registrazioni ECG non sono stati osservati effetti rilevanti della levocetirizina sull'intervallo QT.
Efficacia clinica
Due studi di farmacodinamica condotti su un totale di 42 volontari sani hanno confrontato l'attività antistaminica degli enantiomeri levocetirizina e ucb 28'557 e di cetirizina racemato sulle reazioni cutanee e nasali indotte dall'istamina. Scopo delle indagini era determinare quale enantiomero antistaminico fosse efficace e confrontare la sua attività terapeutica con quella della cetirizina.
Gli studi di farmacodinamica dimostrano che la levocetirizina è l'eutomero della cetirizina racemato, e che l'effetto antistaminico può essere ascritto all'enantiomero levocetirizina. La levocetirizina ha mostrato la stessa attività antistaminica della cetirizina, a metà della dose. Questi risultati sono la base che funge da «ponte» tra la levocetirizina e gli studi terapeutici con cetirizina.
1686 pazienti hanno partecipato agli studi clinici di fase II e III. 986 di questi sono stati trattati con levocetirizina in dosi da 2,5 mg a 10 mg. L'efficacia clinica della levocetirizina nel trattamento della rinite allergica stagionale è stata valutata in uno studio di determinazione della dose condotto su 350 pazienti, e in uno studio «ponte» su 637 pazienti.
Lo studio di determinazione della dose mostra un rapporto rischi/benefici ottimale per il dosaggio da 5 mg al giorno di levocetirizina. Lo studio «ponte» formale mostra un'equivalenza statisticamente significativa (definita come intervallo di confidenza al 90% entro l'80-125% dell'effetto di cetirizina) tra levocetirizina 5 mg e cetirizina 10 mg nel trattamento della rinite allergica stagionale, con una tendenza a un effetto minimamente peggiore.
Poiché le proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche nonché l'efficacia terapeutica nell'indicazione più importante sono state esaminate in studi «ponte», i risultati degli studi con cetirizina sono stati utilizzati per le altre indicazioni «rinite allergica perenne» e «orticaria cronica». A ulteriore supporto, in uno studio di determinazione della dose, la levocetirizina ha mostrato un'efficacia tendenziale nella rinite allergica perenne.
L'efficacia e la sicurezza della levocetirizina sono state anche dimostrate direttamente in numerosi studi clinici in doppio cieco, controllati con placebo, condotti in pazienti adulti con rinite allergica stagionale, rinite allergica perenne o rinite allergica persistente. In alcuni studi è stato dimostrato che la levocetirizina migliora significativamente i sintomi della rinite allergica, inclusa l'ostruzione nasale.
In uno studio terapeutico condotto su 551 pazienti con rinite allergica persistente (sintomi presenti 4 giorni alla settimana per almeno 4 settimane) e sensibilizzazione ad acari della polvere e pollini delle graminacee, è stata dimostrata una superiorità clinicamente e statisticamente significativa di levocetirizina 5 mg nella riduzione dei sintomi (starnuti, rinorrea, prurito nasale e oculare, congestione nasale) rispetto al placebo nel periodo di studio di 6 mesi. Non è stata osservata tachifilassi. Durante l'intero periodo di studio, la levocetirizina 5 mg ha migliorato significativamente la qualità della vita dei pazienti dal punto di vista clinico e statistico.
In uno studio controllato con placebo su 166 pazienti affetti da orticaria cronica idiopatica, 85 pazienti sono stati trattati con placebo e 81 pazienti con levocetirizina 5 mg. Il prodotto è stato somministrato una volta al giorno per sei settimane. Nella prima settimana e durante l'intero periodo di trattamento il trattamento con levocetirizina ha mostrato di ridurre la gravità del prurito rispetto al placebo.
Farmacocinetica
Il profilo farmacocinetico della levocetirizina è lineare e indipendente da somministrazioni singole o multiple, con poca variabilità tra i soggetti. Non esiste alcuna evidenza di variabilità importante in base al sesso, al polimorfismo o allo stato di fumatore. Il profilo farmacocinetico della levocetirizina ([R]-enantiomero della cetirizina) è identico a quello della cetirizina (racemato). Durante l'assorbimento e l'eliminazione manca qualsiasi inversione chirale.
Assorbimento
La levocetirizina viene assorbita in modo rapido e ampio dopo somministrazione orale. Le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte 0,9 ore dopo l'assunzione. I livelli plasmatici allo stato stazionario vengono raggiunti dopo 2 giorni. Le concentrazioni massime dopo singola dose da 5 mg e dopo una somministrazione per più giorni da 5 mg/die sono, rispettivamente, di 270 ng/ml e 308 ng/ml. Il grado di assorbimento è indipendente dalla dose e viene minimamente alterata dall'assunzione concomitante di cibo.
Distribuzione
Non sono disponibili dati sulla distribuzione della levocetirizina nei tessuti umani. La levocetirizina si lega per il 90% alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è restrittivo e pari a 0.4 l/kg.
Metabolismo
Nell'uomo, viene metabolizzato meno del 14% della dose di levocetirizina. Si può quindi presumere che le differenze dovute ai polimorfismi genetici o all'uso simultaneo di inibitori enzimatici siano trascurabili. I processi metabolici comprendono l'ossidazione aromatica, la N- e O-dealchilazione e la coniugazione con la taurina. La dealchilazione è mediata principalmente dal CYP 3A4, mentre nell'ossidazione aromatica sono coinvolte isoforme CYP multiple e/o non identificate.
La levocetirizina non ha effetti sull'attività delle isoforme CYP 1A2, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4 a concentrazioni molto superiori alle concentrazioni massime raggiunte dopo una dose orale di 5 mg. Dato che la levocetirizina viene scarsamente metabolizzata e non determina alcuna inibizione enzimatica, sono improbabili interazioni con altre sostanze.
Eliminazione
L'emivita plasmatica negli adulti è di 7.9 ±1.9 ore. La clearance corporea totale apparente media è di 0.63 ml/min/kg. L'escrezione renale è in media l'85.4% della dose assunta. Solo il 12.9% della dose viene escreto nelle feci. La clearance renale della levocetirizina è di circa 30 ml/min/1.73 m². Dopo correzione per il legame proteico, il valore è di circa 260 ml/min/1.73 m². La levocetirizina viene quindi eliminata sia per filtrazione glomerulare, sia per secrezione tubulare attiva.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzioni renali
La clearance corporea apparente della levocetirizina è correlata alla clearance della creatinina. Pertanto, nei pazienti con funzionalità renale compromessa da moderata a grave, gli intervalli tra le somministrazioni di levocetirizina devono essere aggiustati in base alla sezione «Posologia/Impiego, pazienti con funzionalità renale compromessa».
Nei pazienti con insufficienza renale terminale e anuresi la clearance corporea totale è ridotta di circa l'80% rispetto ai soggetti sani. La quantità di levocetirizina rimossa dal plasma durante un'emodialisi standard di 4 ore è <10%.
Relazione tra farmacocinetica e farmacodinamica
L'effetto sulle reazioni cutanee indotte dall'istamina non è in fase con le concentrazioni plasmatiche.
Dati preclinici
Gli studi preclinici su sicurezza, farmacologia, tossicità cronica, genotossicità, cancerogenicità e tossicità per la riproduzione non hanno fornito alcuna indicazione di pericolo particolare per l'uomo.
Nei cani trattati con levocetirizina orale per tre mesi non sono state osservate variazioni nell'intervallo QT. La somministrazione endovenosa di dosi elevate di levocetirizina nei cani non ha avuto effetti sulla durata e sulla distribuzione del potenziale d'azione ventricolare intramiocardico monofasico né sull'intervallo QT e non ha provocato aritmie o «torsioni di punta».
Altre indicazioni
Influenza su metodi diagnostici
Dopo il termine della terapia, il livello plasmatico di levocetirizina diminuisce con un'emivita di circa 8 ore. È quindi nuovamente possibile effettuare test allergici 3 giorni dopo l'interruzione di Allergo-X.
Stabilità
Il medicamento non dev'essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP.» sul contenitore.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Conservare a temperatura ambiente (15-25°C) nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
Numero dell'omologazione
66261 (Swissmedic).
Titolare dell’omologazione
axapharm ag, 6340 Baar.
Stato dell'informazione
Agosto 2022
28367 — 19/05/2026