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EMPRESSIN conc perf 40 UI/2ml

OrPha Swiss GmbH

Informazione professionale approvata da Swissmedic

Empressin®

OrPha Swiss GmbH

Composizione

Principi attivi

Argipressina

Sostanze ausiliarie

Sodio cloruro, acido acetico glaciale, acqua per preparazioni iniettabili q.s. per 2 ml.

Contenuto di sodio per fiala: 7.1 mg.

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Concentrato per soluzione per infusione.

Una fiala da 2 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 40 I.U. di argipressina (equivalente a 133 µg).

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Empressin è indicato per il trattamento dell'ipotensione refrattaria alle catecolamine in condizioni di shock settico in pazienti di età superiore ai 18 anni. È presente un'ipotensione refrattaria alle catecolamine se la pressione arteriosa media non può essere stabilizzata ai valori di 65-75 mmHg nonostante un'adeguata terapia volemica e la somministrazione di catecolamine.

Posologia/Impiego

Ipotensione refrattaria alle catecolamine in condizioni di shock settico

Empressin deve essere utilizzato solo in aggiunta alla terapia vasopressoria convenzionale con catecolamine.

Si raccomanda di iniziare progressivamente il trattamento con la somministrazione di Empressin per infusione endovenosa continua di 0.01 I.U. al minuto usando una siringa Perfusor. A seconda della risposta clinica, la dose può poi essere aumentata ogni 15-20 minuti fino a 0.03 I.U. al minuto. Nei pazienti in terapia intensiva, generalmente il trattamento medico mira a raggiungere valori della pressione arteriosa compresi tra 65 e 75 mmHg.

Dosi superiori a 0.03 I.U. di Empressin al minuto devono essere somministrate solo come trattamento di emergenza, poiché tali dosi possono causare necrosi intestinale e cutanea (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

La dose di Empressin deve essere ridotta in base al decorso clinico. Analogamente, la durata del trattamento deve essere aggiustata in base al quadro clinico individuale.

Per preparare l'infusione continua si diluiscono 40 I.U. di Empressin con soluzione salina fisiologica (NaCl allo 0.9% in acqua). Il volume totale dopo la diluizione deve essere di 50 ml (equivalenti a 0.8 I.U. di argipressina per ml di soluzione per infusione).

La velocità di infusione dipende dalla la dose desiderata. Per le dosi raccomandate, consultare la tabella seguente:

Dose

di Empressin/min

Dose

di Empressin/ora

Velocità di infusione

0.01 I.U.

0.6 I.U.

0.75 ml/ora

0.02 I.U.

1.2 I.U.

1.50 ml/ora

0.03 I.U.

1.8 I.U.

2.25 ml/ora

Istruzioni posologiche speciali

Bambini e adolescenti

Empressin non è omologato per l'utilizzo nella popolazione pediatrica. Studi nei pazienti pediatrici di età compresa tra 4 e 14 anni hanno evidenziato un aumento del numero di effetti indesiderati del medicamento senza miglioramento dei tassi di sopravvivenza (vedere «Avvertenze e misure precauzionali»).

Pazienti anziani

Empressin non è stato specificamente esaminato in pazienti di età >65 anni. Pertanto, non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.

Pazienti con compromissione epatica o renale

Empressin non è stato specificamente esaminato in pazienti con compromissione epatica o renale. Pertanto, non è possibile formulare raccomandazioni posologiche.

Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o a uno degli altri componenti.

Avvertenze e misure precauzionali

Questo medicamento non deve essere usato in modo intercambiabile con altri medicamenti contenenti argipressina con indicazioni diverse del dosaggio (ad esempio unità pressorie [Pressor Units, P.U.]).

Empressin non deve essere somministrato in bolo per la terapia di condizioni di shock refrattario alle catecolamine.

Una terapia con Empressin deve essere iniziata solo se non è possibile mantenere una pressione di perfusione sufficiente nonostante un adeguato reintegro del volume e la somministrazione di vasopressori catecolaminergici.

Per il trattamento di un'ipertensione refrattaria alle catecolamine, Empressin può essere somministrato solo nelle unità di terapia intensiva sotto monitoraggio continuo dei parametri emodinamici e sotto stretto controllo dei parametri di laboratorio organo-specifici.

Rischi cardiovascolari

Empressin deve essere usato con particolare cautela nei pazienti con malattie cardiache o vascolari. Specialmente la somministrazione di dosi elevate di argipressina per altre indicazioni è stata indicata come causa di ischemia miocardica e intestinale, infarto miocardico e intestinale nonché riduzione grave dell'apporto di sangue a livello delle estremità fino a necrosi.

Effetto sull'intervallo QT

Con l'uso di analoghi della vasopressina sono stati descritti diversi casi di prolungamento dell'intervallo QT e di aritmie ventricolari (incluse torsioni di punta). Nella maggior parte di questi casi, i pazienti colpiti presentavano fattori predisponenti, come un preesistente prolungamento dell'intervallo QT, alterazioni elettrolitiche (ipokaliemia, ipomagnesiemia) o terapie concomitanti con un medicamento notoriamente associato a un rischio di prolungamento del QT (come gli antiaritmici di classe IA o III, gli antimicotici azolici o l'eritromicina). Tali casi sono stati osservati in particolare in pazienti trattati con vasopressina per sanguinamento di varici esofagee e che hanno ricevuto una dose più di dieci volte superiore alla dose raccomandata. Nell'intervallo di dosi raccomandato per Empressin o in caso di somministrazione per infusione continua non è stato invece descritto alcun prolungamento dell'intervallo QT o dell'intervallo QT corretto. Ciò nondimeno, l'argipressina deve essere usata solo con particolare cautela e sotto monitoraggio dell'ECG in pazienti con anamnesi di prolungamento del QT, alterazioni elettrolitiche o terapie concomitanti correlate.

Intossicazione da acqua

L'argipressina può causare intossicazione da acqua. I primi segni di stordimento, apatia e cefalea devono essere riconosciuti in tempo per prevenire crisi convulsive e coma con esito letale. Tuttavia, in parecchi studi, nel corso del trattamento dello shock settico refrattario alle catecolamine, è stato osservato un aumento della diuresi durante la terapia con argipressina.

Empressin deve essere usato con cautela in pazienti con epilessia, emicrania, asma, insufficienza cardiaca o altri stati patologici in cui un rapido aumento di acqua extracellulare possa produrre rischi per un sistema già sovraccarico.

Pazienti pediatrici

Empressin non è omologato per l'utilizzo nella popolazione pediatrica. In uno studio randomizzato, in doppio cieco controllato verso placebo che comprendeva 69 pazienti pediatrici (fascia di età 4-14 anni) con shock vasodilatatorio, di cui 54 con shock settico, la mortalità del gruppo trattato con argipressina (n=33), rispetto al gruppo trattato con il placebo (n=32) è risultata numericamente più alta (10 [30.3%] rispetto a 5 [15.6%]). L'argipressina non ha presentato alcun vantaggio riguardo agli endpoint di efficacia primaria e secondaria, ovvero in termini di durata fino al raggiungimento della stabilità emodinamica senza sostanze vasoattive o di giorni senza ventilazione artificiale.

Sostanze ausiliarie

Questo medicamento contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per fiala, cioè è essenzialmente «senza sodio».

Interazioni

Interazioni farmacocinetiche

La furosemide aumenta la clearance osmotica e riduce la clearance renale dell'argipressina. Poiché tuttavia i livelli plasmatici dell'argipressina rimangono inalterati, la rilevanza clinica di questa interazione è bassa.

Interazioni farmacodinamiche

Influsso di altri medicamenti sulla farmacodinamica dell'argipressina

I seguenti medicamenti possono potenziare gli effetti dell'argipressina quando usati in concomitanza:

-La carbamazepina, il clofibrato, il fludrocortisone o gli antidepressivi triciclici possono potenziale l'effetto diuretico dell'argipressina.

-I medicamenti che aumentano la pressione arteriosa possono potenziare l'innalzamento della pressione indotto dall'argipressina.

-Gli agenti bloccanti gangliari possono causare un aumento significativo della sensibilità all'effetto ipertensivo dell'argipressina.

I seguenti medicamenti possono ridurre gli effetti dell'argipressina quando usati in concomitanza:

-La noradrenalina, il litio o l'eparina, nonché l'alcol, possono ridurre l'effetto antidiuretico dell'argipressina.

-I medicamenti che riducono la pressione arteriosa possono diminuire l'innalzamento della pressione indotto dall'argipressina.

Interazioni reciproche

L'uso concomitante di tolvaptan e argipressina può determinare una riduzione reciproca del rispettivo effetto diuretico e antidiuretico.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Esistono chiari indizi di rischi per il feto umano. Pertanto, l'argipressina deve essere usata in donne in gravidanza solo in caso di indicazione vitale e solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio individuale.

L'argipressina può indurre contrazioni uterine. Soprattutto nel primo trimestre, pertanto, l'indicazione deve essere posta con estremo rigore a causa del rischio di aborto. Inoltre, l'aumento della pressione intrauterina e la riduzione della circolazione sanguigna nell'utero possono causare danni irreversibili al feto.

Non sono stati condotti studi sulla riproduzione animale con l'argipressina.

Allattamento

La possibile escrezione di Empressin nel latte materno non è stata esaminata né nell'uomo né nell'animale. Poiché non è possibile escludere un rischio per il bambino allattato al seno, Empressin deve essere usato durante l'allattamento solo in caso di indicazione vitale e solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio individuale.

Fertilità

Non sono disponibili dati sui possibili effetti di Empressin sulla fertilità umana.

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Non applicabile.

Effetti indesiderati

Il profilo di sicurezza dell'argipressina nell'indicazione dell'ipotensione refrattaria alle catecolamine in condizioni di shock settico è basata sui dati relativi a un totale di n=1555 pazienti provenienti da studi pubblicati.

Tra gli effetti indesiderati gravi più comuni osservati si annoverano ischemia degli arti distali (3.8%), ischemia miocardica acuta (2.0%), ischemia mesenterica (1.8%) e aritmie (1.4%, talvolta potenzialmente fatali).

Gli effetti indesiderati osservati in questi studi con l'uso di argipressina sono riportati di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi (MedDRA) e alla frequenza. Le frequenze sono definite come segue:

Molto comune (≥1/10)

Comune (≥1/100, <1/10)

Non comune (≥1/1000, <1/100)

Raro (≥1/10 000, <1/1000)

Molto raro (<1/10 000)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non comune: iponatriemia.

Non nota: intossicazione da acqua, diabete insipido dopo interruzione.

Patologie del sistema nervoso

Non comune: tremore, vertigini, cefalea.

Patologie cardiache

Comune: aritmie, angina pectoris, cardiopatia ischemica, arresto cardiaco.

Non comune: riduzione della gittata cardiaca, aritmia potenzialmente fatale.

Patologie vascolari

Comune: vasocostrizione periferica, ischemia degli arti distali (che può rendere necessario un intervento chirurgico), necrosi, pallore periorale.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Non comune: broncocostrizione.

Patologie gastrointestinali

Comune: crampi addominali, ischemia intestinale.

Non comune: nausea, vomito, flatulenza, necrosi intestinale.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Comune: necrosi cutanea.

Non comune: iperidrosi, orticaria.

Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione

Raro: anafilassi (arresto cardiaco e/o shock) osservata poco dopo l'iniezione di Empressin.

Descrizione di specifici effetti indesiderati

In tre studi, nei quali sono stati inclusi pazienti con shock settico o con shock vasodilatatorio dopo intervento cardiochirurgico, è stato osservato un aumento dei livelli di bilirubina e transaminasi e una diminuzione della conta piastrinica durante la terapia con argipressina. A dosaggi superiori alla dose raccomandata, l'incidenza della riduzione della conta piastrinica era del 10.3%.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

Non sono stati riportati casi di un sovradosaggio.

Se si verifica un'intossicazione da acqua, la somministrazione di argipressina deve essere sospesa. In caso di grave intossicazione da acqua può essere necessaria l'induzione di una diuresi osmotica con mannitolo o destrosio ipertonico con o senza furosemide.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

H01BA01

Meccanismo d'azione

L'argipressina (arginina-vasopressina) è un ormone endogeno con effetti osmoregolatori, vasopressori, emostatici e a livello del sistema nervoso centrale. Gli effetti periferici dell'arginina-vasopressina sono mediati da diversi recettori della vasopressina, vale a dire i recettori della vasopressina V1a, V1b e V2. I recettori V1 si trovano nelle arterie e inducono vasocostrizione mediante aumento degli ioni di calcio nel citoplasma attraverso la cascata del fosfatidil inositolo bisfosfato, che è l'effetto più importante dell'argipressina.

Empressin ha effetto antidiuretico mediante l'aumento del riassorbimento di acqua nei tubuli renali.

Farmacodinamica

Durante l'infusione di vasopressina è possibile osservare una risposta lineare della pressione arteriosa nei pazienti con shock vasodilatatorio (settico, vasoplegico e sindrome da risposta infiammatoria sistemica/SIRS-systemic inflammatory response syndrome). In particolare, è stata dimostrata una correlazione significativa tra una variazione della pressione arteriosa media (PAM) corretta rispetto al basale e la dose di vasopressina. Una relazione lineare significativa comparabile è stata dimostrata tra le dosi di vasopressina e l'aumento della resistenza periferica, nonché la diminuzione del fabbisogno di norepinefrina.

Una diminuzione della frequenza cardiaca è stata osservata in pazienti con shock settico nel momento in cui è stata iniziata la vasopressina e in parallelo sono state ridotte le catecolamine. In uno studio su volontari umani, volto a esaminare l'effetto dell'infusione di vasopressina dopo somministrazione di lisinopril, è stata osservata una diminuzione della frequenza cardiaca da 67 +/- 6.5 a 62 +/- 4.5 battiti/min (P <0.05). Una soppressione della frequenza cardiaca e dell'indice cardiaco (IC) può essere prevista solo con una dose di almeno 0.1 I.U./min.

Efficacia clinica

L'evidenza clinica dell'efficacia di Empressin nel trattamento dell'ipotensione refrattaria alle catecolamine in condizioni di shock settico si basa su un'analisi dei dati pubblicati in studi clinici. In questa analisi sono stati inclusi complessivamente 1555 pazienti con shock settico trattati con vasopressina in condizioni controllate.

Nello studio randomizzato, in doppio cieco «Vasopressin and Septic Shock» (VASST), sono stati arruolati 778 pazienti con shock settico, che hanno ricevuto vasopressina a basso dosaggio (da 0.01 a 0.03 I.U./min; n=396) o noradrenalina (da 5 a 15 μg/min; n=382) in aggiunta ad un trattamento con vasopressori in aperto. L'endpoint primario era definito come la mortalità totale valutata 28 giorni dopo l'infusione del medicamento in esame ed è risultato più basso nel gruppo della vasopressina, con il 35.4%, rispetto al gruppo della noradrenalina (39.3%); tuttavia, questa differenza non era staticamente significativa. In un'analisi prospettica di sottogruppi, il vantaggio numerico maggiore per la terapia vasopressoria è stato osservato nei pazienti con shock settico più lieve (mortalità 26.5% vs 35.7%; p=0.05).

Farmacocinetica

Assorbimento

Nessun dato.

Distribuzione

Con l'infusione continua di dosi comprese tra 10 e 350 μU/kg/min (cioè 0.007-0.0245 I.U./min), i livelli plasmatici allo stato stazionario sono stati raggiunti dopo 30 min, il che corrisponde a una emivita inferiore a 7 min. In questo intervallo di dosi, l'esposizione era vicina alla linearità con la dose somministrata.

Metabolismo

Una grande parte della dose di arginina viene rapidamente metabolizzata nel fegato e nei reni dalle proteinasi e dalle endopeptidasi.

Eliminazione

Dopo somministrazione sottocutanea di Empressin, circa il 5% della dose viene escreta immodificata nelle urine entro 4 ore dalla somministrazione.

Dati preclinici

Non sono stati effettuati studi sistematici su farmacologica di sicurezza, tossicità per somministrazione ripetuta, tossicità per la riproduzione, genotossicità e potenziale cancerogeno.

Altre indicazioni

Incompatibilità

Per la mancanza di dati Empressin non deve essere miscelato con altri prodotti.

Stabilità

Le fiale non aperte non devono essere utilizzate oltre la data indicata con «EXP» sulla confezione.

Una volta aperte, devono essere diluite e usate immediatamente.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Conservare in frigorifero (2-8°C) nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.

Indicazioni per la manipolazione

Il concentrato di Empressin non deve essere somministrato senza diluizione.

Prima dell'uso, la soluzione deve essere controllata per escludere la presenza di particelle visibili e alterazioni di colore. La soluzione deve essere utilizzata solo se appare limpida e incolore. Le fiale sono esclusivamente monouso; la soluzione restante deve essere eliminata.

Il medicamento non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicamento devono essere smaltiti in conformità alla normativa vigente.

Numero dell'omologazione

66180 (Swissmedic)

Titolare dell’omologazione

OrPha Swiss GmbH, 8700 Küsnacht

Stato dell'informazione

Settembre 2025

2844319/01/2026